Salve, sono un ragazzo di 23 anni, credo di avere un po' di depressione ed ultimamente i miei pensie
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Salve, sono un ragazzo di 23 anni, credo di avere un po' di depressione ed ultimamente i miei pensieri stanno sfociando sempre più nei pensieri suicidi, il motivo è perché fin'ora ho sprecato la mia vita, non ho una vita sociale e sempre più non so perché vado avanti, quindi la mia paura è che un giorno deciderò che non valga più la pena andare avanti, vorrei consultare uno psicologo per vedere se riesco a migliorare, dato che la scelta dello psicologo è abbastanza importante volevo sapere se c'era una "tipologia" a cui dovvrei dare priorità, specializzazioni che possono fare comodo in questi casi ecc. Grazie in anticipo
Salve, grazie per la condivisione.
La scelta dello psicologo è sicuramente molto importante, penso che al di la della formazione e delle tecniche che utilizza lo psicologo, sia fondamentale che fra voi si instauri fiducia reciproca e la cosiddetta alleanza terapeutica.
E? necessario che si senta accolto, supportato e non giudicato.
Questi di solito sono elementi che arrivano al paziente nelle prime 2/3 sedute.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Monia Michelini
La scelta dello psicologo è sicuramente molto importante, penso che al di la della formazione e delle tecniche che utilizza lo psicologo, sia fondamentale che fra voi si instauri fiducia reciproca e la cosiddetta alleanza terapeutica.
E? necessario che si senta accolto, supportato e non giudicato.
Questi di solito sono elementi che arrivano al paziente nelle prime 2/3 sedute.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Monia Michelini
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salve, per il suo caso andrebbe benissimo la terapia cognitivo comportamentale e magari vedere se il terapeuta è specializzato anche in mindfulness
Buongiorno,
grazie per la sua condivisione, non dev’essere semplice dare voce a ciò che si prova.
Rispetto alla sua domanda riguardante la scelta del professionista adatto, le consiglio di non focalizzarsi esclusivamente sull’orientamento teorico, quanto piuttosto sulla relazione che si viene a instaurare.
È certamente importante sentirsi nelle mani di qualcuno di competente: ogni approccio ha una propria lente, che non significa migliore o peggiore, ma semplicemente diversa. Ciò che spesso risulta davvero curativo è la qualità della relazione terapeutica che si costruisce con il professionista.
Perciò le suggerisco di valutare sia l’esperienza del terapeuta, sia anche la sensazione “a pelle” che prova nel primo contatto: entrambi gli aspetti possono essere preziosi nel guidare la scelta.
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Elena Dati
grazie per la sua condivisione, non dev’essere semplice dare voce a ciò che si prova.
Rispetto alla sua domanda riguardante la scelta del professionista adatto, le consiglio di non focalizzarsi esclusivamente sull’orientamento teorico, quanto piuttosto sulla relazione che si viene a instaurare.
È certamente importante sentirsi nelle mani di qualcuno di competente: ogni approccio ha una propria lente, che non significa migliore o peggiore, ma semplicemente diversa. Ciò che spesso risulta davvero curativo è la qualità della relazione terapeutica che si costruisce con il professionista.
Perciò le suggerisco di valutare sia l’esperienza del terapeuta, sia anche la sensazione “a pelle” che prova nel primo contatto: entrambi gli aspetti possono essere preziosi nel guidare la scelta.
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Elena Dati
ChatGPT
Hai detto:
Come posso rispondere a questo paziente?
ChatGPT ha detto:
Certo! Per aiutarti al meglio, potresti condividere il messaggio del paziente (o un riassunto del contenuto) a cui vuoi rispondere? Così potrò suggerirti una risposta adeguata, professionale ed empatica.
Hai detto:
Salve, sono un ragazzo di 23 anni, credo di avere un po' di depressione ed ultimamente i miei pensieri stanno sfociando sempre più nei pensieri suicidi, il motivo è perché fin'ora ho sprecato la mia vita, non ho una vita sociale e sempre più non so perché vado avanti, quindi la mia paura è che un giorno deciderò che non valga più la pena andare avanti, vorrei consultare uno psicologo per vedere se riesco a migliorare, dato che la scelta dello psicologo è abbastanza importante volevo sapere se c'era una "tipologia" a cui dovvrei dare priorità, specializzazioni che possono fare comodo in questi casi ecc. Grazie in anticipo
ChatGPT ha detto:
Grazie per aver condiviso il messaggio. È una richiesta molto delicata e importante. Ecco una proposta di risposta professionale, accogliente ed empatica, che tiene conto del momento di sofferenza che sta vivendo il paziente e lo aiuta a sentirsi accolto e orientato:
Gentile [Nome, se lo ha lasciato],
ti ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere. Hai fatto un passo importante nel riconoscere la tua sofferenza e nel cercare un aiuto: non è mai scontato, e denota una grande forza, anche se ora puoi non sentirla.
Quello che stai vivendo merita ascolto, accoglienza e uno spazio protetto dove poterti esprimere senza giudizio. I pensieri che descrivi possono far molto paura, ma non sei solo, e con un percorso psicologico puoi ritrovare un senso, delle risorse e nuove possibilità.
Per quanto riguarda la scelta dello psicologo, potresti orientarti verso un* professionista che abbia esperienza nel lavoro con il disagio emotivo, i pensieri depressivi e il supporto nei momenti di crisi esistenziale. L'importante è comunque che tu possa sentirti accolto, compreso e al sicuro. Resto a disposizione per eventuali altre informazioni o per consulti
Dott.ssa Valeria C. Paradiso
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Come posso rispondere a questo paziente?
ChatGPT ha detto:
Certo! Per aiutarti al meglio, potresti condividere il messaggio del paziente (o un riassunto del contenuto) a cui vuoi rispondere? Così potrò suggerirti una risposta adeguata, professionale ed empatica.
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Salve, sono un ragazzo di 23 anni, credo di avere un po' di depressione ed ultimamente i miei pensieri stanno sfociando sempre più nei pensieri suicidi, il motivo è perché fin'ora ho sprecato la mia vita, non ho una vita sociale e sempre più non so perché vado avanti, quindi la mia paura è che un giorno deciderò che non valga più la pena andare avanti, vorrei consultare uno psicologo per vedere se riesco a migliorare, dato che la scelta dello psicologo è abbastanza importante volevo sapere se c'era una "tipologia" a cui dovvrei dare priorità, specializzazioni che possono fare comodo in questi casi ecc. Grazie in anticipo
ChatGPT ha detto:
Grazie per aver condiviso il messaggio. È una richiesta molto delicata e importante. Ecco una proposta di risposta professionale, accogliente ed empatica, che tiene conto del momento di sofferenza che sta vivendo il paziente e lo aiuta a sentirsi accolto e orientato:
Gentile [Nome, se lo ha lasciato],
ti ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere. Hai fatto un passo importante nel riconoscere la tua sofferenza e nel cercare un aiuto: non è mai scontato, e denota una grande forza, anche se ora puoi non sentirla.
Quello che stai vivendo merita ascolto, accoglienza e uno spazio protetto dove poterti esprimere senza giudizio. I pensieri che descrivi possono far molto paura, ma non sei solo, e con un percorso psicologico puoi ritrovare un senso, delle risorse e nuove possibilità.
Per quanto riguarda la scelta dello psicologo, potresti orientarti verso un* professionista che abbia esperienza nel lavoro con il disagio emotivo, i pensieri depressivi e il supporto nei momenti di crisi esistenziale. L'importante è comunque che tu possa sentirti accolto, compreso e al sicuro. Resto a disposizione per eventuali altre informazioni o per consulti
Dott.ssa Valeria C. Paradiso
Gentile Utente,
ti ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere quello che stai vivendo. So quanto possa essere difficile parlare di questi pensieri e quanto il peso che senti possa sembrare insopportabile.
Voglio rassicurarti che non sei solo in questo momento. È normale sentirsi persi, confusi e senza una direzione, soprattutto quando si attraversano periodi di sofferenza profonda.
So quanto sia importante trovare la persona giusta a cui affidarsi. Scegliere uno psicologo può sembrare complicato, soprattutto quando si è già in difficoltà. Il consiglio più importante che posso darti è di provare a incontrare qualcuno e vedere come ti senti: spesso è solo nel confronto diretto che si capisce se quel professionista può essere la persona giusta per te. Sentirsi ascoltati e a proprio agio è la base di ogni percorso di aiuto.
Il fatto che tu stia pensando di chiedere aiuto è un passo importante e significativo. Iniziare un percorso con uno psicologo può offrirti uno spazio sicuro in cui essere ascoltato senza giudizio e in cui esplorare insieme cosa sta accadendo dentro di te, per trovare modi concreti per affrontare questi pensieri.
Se ti fa piacere, possiamo iniziare questo percorso insieme, prendendo tutto il tempo necessario per capire e affrontare la tua situazione.
Se i pensieri dovessero diventare troppo intensi, ti raccomando di chiedere subito aiuto a qualcuno vicino a te o a centri di assistenza urgente.
Resto a disposizione per ogni tua domanda o dubbio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
ti ringrazio per aver trovato il coraggio di condividere quello che stai vivendo. So quanto possa essere difficile parlare di questi pensieri e quanto il peso che senti possa sembrare insopportabile.
Voglio rassicurarti che non sei solo in questo momento. È normale sentirsi persi, confusi e senza una direzione, soprattutto quando si attraversano periodi di sofferenza profonda.
So quanto sia importante trovare la persona giusta a cui affidarsi. Scegliere uno psicologo può sembrare complicato, soprattutto quando si è già in difficoltà. Il consiglio più importante che posso darti è di provare a incontrare qualcuno e vedere come ti senti: spesso è solo nel confronto diretto che si capisce se quel professionista può essere la persona giusta per te. Sentirsi ascoltati e a proprio agio è la base di ogni percorso di aiuto.
Il fatto che tu stia pensando di chiedere aiuto è un passo importante e significativo. Iniziare un percorso con uno psicologo può offrirti uno spazio sicuro in cui essere ascoltato senza giudizio e in cui esplorare insieme cosa sta accadendo dentro di te, per trovare modi concreti per affrontare questi pensieri.
Se ti fa piacere, possiamo iniziare questo percorso insieme, prendendo tutto il tempo necessario per capire e affrontare la tua situazione.
Se i pensieri dovessero diventare troppo intensi, ti raccomando di chiedere subito aiuto a qualcuno vicino a te o a centri di assistenza urgente.
Resto a disposizione per ogni tua domanda o dubbio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Caro ragazzo di 23 anni,
le tue parole sono chiare, dolorose, oneste. E meritano una risposta altrettanto onesta.
Partiamo da qui: hai avuto il coraggio di scrivere, di chiedere, di riconoscere che qualcosa dentro di te ha bisogno di aiuto. Questo è già un gesto di forza, anche se ora ti senti svuotato.
1. Inquadramento psicologico (DSM-5-TR)
I sintomi che descrivi potrebbero rientrano in un quadro depressivo, con tratti di anedonia (perdita di piacere) e disperazione esistenziale. La tua paura che "un giorno non valga più la pena" ha bisogno di una risposta che ristabilizzi lo stato umorale triste.
2. Priorità assoluta: valutazione medica e psichiatrica
Quando la depressione toglie le energie, non basta la forza di volontà. È doveroso, per te, farti aiutare da uno psichiatra che valuterà se è il caso di darti un sostegno farmacologico. Anche solo per risalire un po', per ritrovare lucidità, energia, e un minimo di fiducia per cominciare a lavorare su di te.
La terapia viene dopo, ma viene davvero.
3. La terapia psicologica
Non c’è un’unica “tipologia” di terapeuta che vada bene per tutti. Ma per te, in questa fase, può essere utile un approccio di integrazione e umano. Qualcuno che sappia affiancarti senza giudicarti, che non si limiti a darti tecniche, ma che ti aiuti a ritrovare il tuo desiderio — quel filo che sembra spezzato ma che in realtà è solo nascosto.
Io lavoro così: ascolto il sintomo, ma guardo oltre. Non sei solo un'etichetta, non sei "un depresso". Sei una persona che ha smarrito qualcosa. E possiamo cercarla insieme.
4. Un'immagine per te
Hai scritto: "ho paura che un giorno deciderò che non valga più la pena".
A me è venuta un’immagine: tu, seduto in una stazione dove non passano più treni.
Ma quei treni li facciamo ripartire noi. Con fatica. Con lentezza. Con presenza.
5. Il cuore della meditazione
Ti lascio questo pensiero, ispirato dalle vie antiche dello yoga, della meditazione e della psicologia del risveglio:
La mente non può vivere senza tempo, e il tempo non può esistere senza la mente.
È il tempo a permettere ai pensieri — anche quelli depressivi — di esistere.
Per questo tutti i maestri hanno indicato la via del momento presente:
vivere l’istante è meditazione.
In questo silenzio — un suono lontano, un respiro — la mente non si muove.
Il tempo si ferma. Il mondo si ferma.
L’arte della meditazione è lasciare andare i pensieri senza aggrapparsi e non credere troppo ad essi, in fondo è solo un pensiero.
Vivi l’attimo, senza giudizio ed assaporerai l’immortalità del presente.
Queste parole, da sole, restano teoria — lo so.
Senza un lavoro costante su di te, una spiegazione non basta.
I cambiamenti non avvengono in un giorno, ma passo dopo passo.
E io ci sono, se vuoi farli insieme. Francesco Paolo Coppola (on line o in presenza) Napoli
le tue parole sono chiare, dolorose, oneste. E meritano una risposta altrettanto onesta.
Partiamo da qui: hai avuto il coraggio di scrivere, di chiedere, di riconoscere che qualcosa dentro di te ha bisogno di aiuto. Questo è già un gesto di forza, anche se ora ti senti svuotato.
1. Inquadramento psicologico (DSM-5-TR)
I sintomi che descrivi potrebbero rientrano in un quadro depressivo, con tratti di anedonia (perdita di piacere) e disperazione esistenziale. La tua paura che "un giorno non valga più la pena" ha bisogno di una risposta che ristabilizzi lo stato umorale triste.
2. Priorità assoluta: valutazione medica e psichiatrica
Quando la depressione toglie le energie, non basta la forza di volontà. È doveroso, per te, farti aiutare da uno psichiatra che valuterà se è il caso di darti un sostegno farmacologico. Anche solo per risalire un po', per ritrovare lucidità, energia, e un minimo di fiducia per cominciare a lavorare su di te.
La terapia viene dopo, ma viene davvero.
3. La terapia psicologica
Non c’è un’unica “tipologia” di terapeuta che vada bene per tutti. Ma per te, in questa fase, può essere utile un approccio di integrazione e umano. Qualcuno che sappia affiancarti senza giudicarti, che non si limiti a darti tecniche, ma che ti aiuti a ritrovare il tuo desiderio — quel filo che sembra spezzato ma che in realtà è solo nascosto.
Io lavoro così: ascolto il sintomo, ma guardo oltre. Non sei solo un'etichetta, non sei "un depresso". Sei una persona che ha smarrito qualcosa. E possiamo cercarla insieme.
4. Un'immagine per te
Hai scritto: "ho paura che un giorno deciderò che non valga più la pena".
A me è venuta un’immagine: tu, seduto in una stazione dove non passano più treni.
Ma quei treni li facciamo ripartire noi. Con fatica. Con lentezza. Con presenza.
5. Il cuore della meditazione
Ti lascio questo pensiero, ispirato dalle vie antiche dello yoga, della meditazione e della psicologia del risveglio:
La mente non può vivere senza tempo, e il tempo non può esistere senza la mente.
È il tempo a permettere ai pensieri — anche quelli depressivi — di esistere.
Per questo tutti i maestri hanno indicato la via del momento presente:
vivere l’istante è meditazione.
In questo silenzio — un suono lontano, un respiro — la mente non si muove.
Il tempo si ferma. Il mondo si ferma.
L’arte della meditazione è lasciare andare i pensieri senza aggrapparsi e non credere troppo ad essi, in fondo è solo un pensiero.
Vivi l’attimo, senza giudizio ed assaporerai l’immortalità del presente.
Queste parole, da sole, restano teoria — lo so.
Senza un lavoro costante su di te, una spiegazione non basta.
I cambiamenti non avvengono in un giorno, ma passo dopo passo.
E io ci sono, se vuoi farli insieme. Francesco Paolo Coppola (on line o in presenza) Napoli
Buongiorno anonimo,
mi dispiace molto per la situazione che stai attraversando. La tua preoccupazione riguardo al rischio di pensieri suicidi è assolutamente giustificata, e cercare aiuto consultando uno psicologo è una scelta giusta e che richiede anche coraggio. Intanto permettimi di dirti che non sei il solo ad avere queste sensazioni e questi pensieri, sia perché spesso paragoniamo il nostro peggio al meglio degli altri, sia perché in fondo solo noi conosciamo il nostro peggio.
Detto ciò, rispetto alla scelta dello psicologo, può essere utile indirizzarsi verso
Psicologi clinici, che hanno esperienza nel trattamento della depressione e dei disturbi dell'umore
Psicoterapeuti cognitivo-comportamentali (CBT) che si concentrano sui pensieri e sui comportamenti che contribuiscono al mantenimento della depressione
Psicologi che hanno familiarità con l'uso di tecniche di mindfulness e accettazione e impegno terapeutico (ACT), che possono essere utili nella gestione dei pensieri e delle emozioni negative.
Al di là di questo, l'elemento più importante è trovare uno psicologo con cui ti senti a tuo agio e con cui riesci a costruire una relazione terapeutica di fiducia e di collaborazione.
Resto a disposizione per ogni domanda o chiarimento.
Un abbraccio,
Dottoressa Serena Vitale
mi dispiace molto per la situazione che stai attraversando. La tua preoccupazione riguardo al rischio di pensieri suicidi è assolutamente giustificata, e cercare aiuto consultando uno psicologo è una scelta giusta e che richiede anche coraggio. Intanto permettimi di dirti che non sei il solo ad avere queste sensazioni e questi pensieri, sia perché spesso paragoniamo il nostro peggio al meglio degli altri, sia perché in fondo solo noi conosciamo il nostro peggio.
Detto ciò, rispetto alla scelta dello psicologo, può essere utile indirizzarsi verso
Psicologi clinici, che hanno esperienza nel trattamento della depressione e dei disturbi dell'umore
Psicoterapeuti cognitivo-comportamentali (CBT) che si concentrano sui pensieri e sui comportamenti che contribuiscono al mantenimento della depressione
Psicologi che hanno familiarità con l'uso di tecniche di mindfulness e accettazione e impegno terapeutico (ACT), che possono essere utili nella gestione dei pensieri e delle emozioni negative.
Al di là di questo, l'elemento più importante è trovare uno psicologo con cui ti senti a tuo agio e con cui riesci a costruire una relazione terapeutica di fiducia e di collaborazione.
Resto a disposizione per ogni domanda o chiarimento.
Un abbraccio,
Dottoressa Serena Vitale
Buonasera Gentile Utente. Sembra già motivato e deciso ad intraprendere un percorso Psicoterapeutico. Questo costituisce già di per Sé un buon punto di partenza. Prescindendo dal rapporto di fiducia che si dovrà instaurare con il/la professionista da lei scelto/a, affinchè il percorso possa consolidarsi e portare ad esiti positivi, ad oggi, per i Disturbi Depressivi, la letteratura suggerisce come trattamenti maggiormente efficaci quelli Cognitivo Comportamentali. Esistono, in particolare, diverse tecniche utili sia nella stabilizzazione/remissione dei sintomi che nel loro trattamento in caso di ricadute. Mi verrebbe da suggerirle alcuni di questi, che può consultare per curiosità: "Acceptance and Commitment Therapy"; "Compassion Focused Therapy" o "Schema Therapy". Chiaramente non esistono strumenti che così, per magia, siano in grado di risolvere tutti i suoi problemi con un semplice tocco. Qualcuno può essere più adattabile alla sua persona, qualcuno meno, e soprattutto sono richiesti impegno, motivazione e fiducia verso il/la terapeuta che potrebbe farglieli applicare, nonchè una previa conoscenza approfondita di Sè (l'utilizzo delle tecniche arriverà in un secondo momento). Le consiglio di esplorare questi approcci e di scegliere in base alle sue propensioni.
Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Un saluto
Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Un saluto
Salve, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta che le ispira a prescindere dall’indirizzo, sicuramente la scelta è importante, ma ciò che più conta è riuscire a trovare una persona con la quale instaurare una relazione autentica . Resto a disposizione. Buona ricerca.
Dott.ssa Elda Valente
Dott.ssa Elda Valente
Gentilissimo, quello che ci racconti è coerente con un periodo di umore depresso, in cui è come se indossassi degli occhiali con le lenti nere, e vedi tutto nero, ma non riesci a cambiare le tue lenti.
i pensieri suicidari sono pensieri che possono spaventarti ma che sono comuni nel momento in cui la sofferenza è tanta e la nostra mente cerca un qualche tipo di via d'uscita.
Ricorda sempre che il primo passo per stare meglio è proprio quello che hai fatto, chiedere aiuto. Già questo comportamento va nella direzione della cura.
è importante poterne parlare con qualcuno che abbia le competenze per accompagnarti fuori da questo vortice.
In merito alla specializzazione più indicata per una sintomatologia simile alla tua le linee guida consigliano un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale, è importante che sia in presenza, perchè uscire e riattivarsi dal punto di vista comportamentale è una fetta importante del trattamento.
Se dovesse esserci una grande fatica a livello mentale, processi di ruminazione depressiva importanti e una compromissione del tuo funzionamento significativa potrebbe avere senso per un periodo iniziale associare anche la farmacoterapia, ma questo sarà a discrezione tua, del professionista che ti seguirà che farà una valutazione approfondita del tuo caso e di comune accordo con te potrebbe consigliarti l'invio allo psichiatra.
è una fase di vita, e ricorda che hai davanti ai tuoi occhi delle lenti nere, e i pensieri che fai sono solo pensieri, non sono la realtà e sono solamente coerenti con quelle lenti che indossi.
Cambierai quelle lenti, un passo alla volta.
i pensieri suicidari sono pensieri che possono spaventarti ma che sono comuni nel momento in cui la sofferenza è tanta e la nostra mente cerca un qualche tipo di via d'uscita.
Ricorda sempre che il primo passo per stare meglio è proprio quello che hai fatto, chiedere aiuto. Già questo comportamento va nella direzione della cura.
è importante poterne parlare con qualcuno che abbia le competenze per accompagnarti fuori da questo vortice.
In merito alla specializzazione più indicata per una sintomatologia simile alla tua le linee guida consigliano un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale, è importante che sia in presenza, perchè uscire e riattivarsi dal punto di vista comportamentale è una fetta importante del trattamento.
Se dovesse esserci una grande fatica a livello mentale, processi di ruminazione depressiva importanti e una compromissione del tuo funzionamento significativa potrebbe avere senso per un periodo iniziale associare anche la farmacoterapia, ma questo sarà a discrezione tua, del professionista che ti seguirà che farà una valutazione approfondita del tuo caso e di comune accordo con te potrebbe consigliarti l'invio allo psichiatra.
è una fase di vita, e ricorda che hai davanti ai tuoi occhi delle lenti nere, e i pensieri che fai sono solo pensieri, non sono la realtà e sono solamente coerenti con quelle lenti che indossi.
Cambierai quelle lenti, un passo alla volta.
Buonasera,
grazie della sua condivisione. Le consiglio oltre che di iniziare un percorso psicologico anche di informare il suo MMG rispetto al suo umore e ai pensieri suicidi in modo che possa indirizzarla verso un aiuto farmacologico (se ce ne fosse bisogno).
Detto questo il mio approccio ad esempio è SISTEMICO RELAZIONALE, indaga cioè quello che siamo noi, a partire dal sintomo/malessere che portiamo in terapia, andando indietro nella storia passata della sua famiglia (COPIONI, MITI, SEGRETI FAMILIARI...).
Sono ESPERTA IN RELAZIONI DISFUNZIONALI E UTILIZZO L'EMDR per le SITUAZIONI TRAUMATICHE.
A disposizione
In bocca al lupo!
grazie della sua condivisione. Le consiglio oltre che di iniziare un percorso psicologico anche di informare il suo MMG rispetto al suo umore e ai pensieri suicidi in modo che possa indirizzarla verso un aiuto farmacologico (se ce ne fosse bisogno).
Detto questo il mio approccio ad esempio è SISTEMICO RELAZIONALE, indaga cioè quello che siamo noi, a partire dal sintomo/malessere che portiamo in terapia, andando indietro nella storia passata della sua famiglia (COPIONI, MITI, SEGRETI FAMILIARI...).
Sono ESPERTA IN RELAZIONI DISFUNZIONALI E UTILIZZO L'EMDR per le SITUAZIONI TRAUMATICHE.
A disposizione
In bocca al lupo!
Buongiorno, la ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere queste parole così intime e difficili. Già questo mi dice che, nonostante la sofferenza che sente in questo momento, dentro di lei c’è ancora una parte che cerca una strada diversa, che vuole capire se è possibile stare meglio e che non vuole arrendersi al dolore. Ed è proprio da questa parte di lei, quella che ha deciso di scrivere e di chiedere aiuto, che possiamo partire. Quello che descrive è un peso molto grande da portare da solo: il senso di aver “sprecato” la vita, l’isolamento sociale, la fatica a trovare motivazioni per andare avanti e i pensieri di suicidio. Sono temi profondi, dolorosi, ma non insoliti per chi si trova a vivere una fase depressiva. Non c’è nulla di strano o di irrimediabile nel sentire di aver perso la bussola: molte persone attraversano momenti simili, soprattutto in un’età come la sua in cui si è chiamati a fare scelte importanti per il futuro, mentre magari si combattono vuoti interiori che sembrano insormontabili. Lei chiede un consiglio su come orientarsi nella scelta dello psicologo. Dal mio punto di vista, per come descrive la situazione, le suggerirei di dare priorità a un professionista che abbia una formazione in psicoterapia, in particolare ad orientamento cognitivo-comportamentale. Questo approccio è particolarmente indicato per lavorare su pensieri depressivi, pensieri suicidari e sulla ristrutturazione di convinzioni molto rigide e dolorose su di sé, come quella di sentirsi un fallimento o di aver sprecato tempo. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è pratica, basata su obiettivi chiari e su strumenti concreti per affrontare i pensieri intrusivi, la mancanza di motivazione e per iniziare, passo dopo passo, a rimettere in moto energie vitali e risorse personali che adesso possono sembrare spente. In alcuni casi, soprattutto quando i pensieri suicidari sono frequenti o diventano troppo forti, può essere utile valutare anche un supporto psichiatrico. Non c’è nulla di male o di vergognoso nel farlo: a volte una terapia farmacologica di supporto, unita alla psicoterapia, permette di avere più forza e lucidità per affrontare il lavoro interiore che va fatto insieme al terapeuta. Mi sento di dirle anche che è fondamentale trovare uno psicologo con cui si senta accolto, non giudicato, a cui possa dire anche le cose che fanno più paura, come sta facendo ora con me. Non serve che sia perfetto, ma che lei senta di potersi fidare. Spesso è proprio la relazione terapeutica, la possibilità di sentirsi finalmente ascoltato e capito, a fare la differenza. Non rimanga da solo con questi pensieri. Se dovesse sentire che la spinta a farla finita diventa troppo forte, la invito a parlarne subito con un medico, a contattare il pronto soccorso o a chiamare un familiare o un amico di cui si fida. E se vuole, possiamo continuare a parlarne anche qui: per me è importante che lei sappia che non è solo in questo momento buio, che una via d’uscita esiste e che la scelta di chiedere aiuto è già un passo prezioso verso la possibilità di costruirsi una vita che valga davvero la pena di essere vissuta, un passo per volta. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buon giorno. Consultare uno psicologo per una giusta valutazione della condizione emotiva , cognitiva e vitale che sta attraversando è importante. Tutti gli psicoterapeuti possono essere opportuni per la cura, bisogna individuare tra noi chi, ha sviluppato anche competenze nel trattamento degli stati depressivi.
Un caro saluto,dottoressa Teresita Forlano
Un caro saluto,dottoressa Teresita Forlano
Buongiorno,
La sensazione di aver sprecato tempo, l’isolamento sociale e l’emergere di pensieri legati alla perdita di senso – sono segnali da non trascurare, ma anche un primo passo importante verso un cambiamento. Il fatto che abbia deciso di chiedere aiuto e informarsi sulla figura dello psicologo è già un atto di cura verso sé stesso.
Nel suo caso, potrebbe essere utile orientarsi verso un* psicoterapeut* che abbia esperienza nel lavoro con giovani adulti, con la depressione e, soprattutto, con la gestione dei pensieri suicidari. Le specializzazioni che si rivelano spesso efficaci in questi contesti includono approcci centrati sulla relazione e sull’esplorazione del mondo interno, come la psicoterapia psicodinamica o le terapie ad orientamento integrato, che tengono conto anche dell’aspetto corporeo ed esperienziale.
Personalmente, lavoro proprio con giovani adulti che vivono momenti di crisi profonda, utilizzando metodologie attive che aiutano a riattivare l’energia vitale anche quando sembra mancare del tutto. Se desidera, possiamo valutare insieme un primo colloquio per conoscerci e capire se il mio modo di lavorare può fare al caso suo.
Un caro saluto, Dott.ssa Violeta Raileanu
La sensazione di aver sprecato tempo, l’isolamento sociale e l’emergere di pensieri legati alla perdita di senso – sono segnali da non trascurare, ma anche un primo passo importante verso un cambiamento. Il fatto che abbia deciso di chiedere aiuto e informarsi sulla figura dello psicologo è già un atto di cura verso sé stesso.
Nel suo caso, potrebbe essere utile orientarsi verso un* psicoterapeut* che abbia esperienza nel lavoro con giovani adulti, con la depressione e, soprattutto, con la gestione dei pensieri suicidari. Le specializzazioni che si rivelano spesso efficaci in questi contesti includono approcci centrati sulla relazione e sull’esplorazione del mondo interno, come la psicoterapia psicodinamica o le terapie ad orientamento integrato, che tengono conto anche dell’aspetto corporeo ed esperienziale.
Personalmente, lavoro proprio con giovani adulti che vivono momenti di crisi profonda, utilizzando metodologie attive che aiutano a riattivare l’energia vitale anche quando sembra mancare del tutto. Se desidera, possiamo valutare insieme un primo colloquio per conoscerci e capire se il mio modo di lavorare può fare al caso suo.
Un caro saluto, Dott.ssa Violeta Raileanu
Gentile Paziente Anonimo,
Dalle sue parole traspare la sofferenza e lo smarrimento che prova in questo momento, ma anche la sua forza di volontà, poiché decidere di rivolgersi ad uno psicologo per affrontare questo tipo di problemi è un passo importante.
Comprendo dunque che la scelta del professionista con cui iniziare sia una questione centrale. Le consiglio di non fare troppo affidamento alla "tipologia" o al tipo di specializzazione del terapeuta, ma di scegliere in base a ciò che la persona empaticamente le trasmette, perché con lei/lui intraprenderà un percorso molto intimo e a volte anche faticoso.
Mi sento di incoraggiarla a seguire questa decisione, perché sono sicura che nel percorso psicologico troverà sostegno e risposte per superare le sue attuali difficoltà e paure.
Un caro saluto,
Dr.ssa Federica Trobbiani
Dalle sue parole traspare la sofferenza e lo smarrimento che prova in questo momento, ma anche la sua forza di volontà, poiché decidere di rivolgersi ad uno psicologo per affrontare questo tipo di problemi è un passo importante.
Comprendo dunque che la scelta del professionista con cui iniziare sia una questione centrale. Le consiglio di non fare troppo affidamento alla "tipologia" o al tipo di specializzazione del terapeuta, ma di scegliere in base a ciò che la persona empaticamente le trasmette, perché con lei/lui intraprenderà un percorso molto intimo e a volte anche faticoso.
Mi sento di incoraggiarla a seguire questa decisione, perché sono sicura che nel percorso psicologico troverà sostegno e risposte per superare le sue attuali difficoltà e paure.
Un caro saluto,
Dr.ssa Federica Trobbiani
Buongiorno e grazie per questa dolorosa condivisione.
Innanzitutto complimenti per aver riconosciuto di stare male e di aver pensato di agire in prevenzione, non è scontato.
Secondo, diciamo che probabilmente potrà avere pareri contrastanti rispetto alle specializzazioni e quindi agli orientamenti terapeutici, per cui le consiglierei di farsi un'idea un po' generale dei diversi orientamenti psicoterapeutici (anche informandosi in autonomia) e di orientarsi verso ciò che può sembrarle più calzante; ovviamente la specializzazione non è l'unico aspetto da prendere in considerazione, ma è necessario anche che trovarsi bene con chi si sceglie, quindi dia ascolto anche alle caratteristiche personologiche di cui avrebbe bisogno.
Le faccio un grosso augurio,
dotto.ssa Francomano Ilaria
Innanzitutto complimenti per aver riconosciuto di stare male e di aver pensato di agire in prevenzione, non è scontato.
Secondo, diciamo che probabilmente potrà avere pareri contrastanti rispetto alle specializzazioni e quindi agli orientamenti terapeutici, per cui le consiglierei di farsi un'idea un po' generale dei diversi orientamenti psicoterapeutici (anche informandosi in autonomia) e di orientarsi verso ciò che può sembrarle più calzante; ovviamente la specializzazione non è l'unico aspetto da prendere in considerazione, ma è necessario anche che trovarsi bene con chi si sceglie, quindi dia ascolto anche alle caratteristiche personologiche di cui avrebbe bisogno.
Le faccio un grosso augurio,
dotto.ssa Francomano Ilaria
Caro ragazzo, questa spinta che hai a migliorare la tua vita, a uscire da questo periodo buoi è molto importante, cogliela per cominciare un percorso che ti porti a sentirti bene. Dalla mia esperienza come psicoterapeuta ti direi che la terapia EMDR è molto utile ma è anche altrettanto utile che tu ti senta bene con il tuo terapeuta, che ti senta capito. Ti consiglio di fare una ricerca nella tu zona e provare a parlare con più di uno per valutare bene. Sono disponibile se hai bisogno di altro.
Gentile ragazzo,
prima di tutto desidero ringraziarti per il tuo messaggio e per il coraggio che stai dimostrando nel raccontare un momento così difficile. Già il fatto che tu stia chiedendo aiuto è un passo importante e prezioso.
I pensieri di tipo depressivo e i pensieri suicidari che descrivi meritano attenzione e supporto tempestivo. Ti incoraggio a non affrontare da solo questa situazione: se senti che il rischio di farti del male diventa concreto, contatta subito il numero unico di emergenza 112, oppure rivolgiti al Servizio di Psichiatria o al Pronto Soccorso più vicino.
Rispetto alla tua domanda sulla scelta dello psicologo, ti consiglio di orientarti verso un professionista che:
• abbia esperienza e formazione nel trattamento dei disturbi depressivi e della gestione del rischio suicidario;
• possa lavorare in collaborazione con uno psichiatra, se necessario, per valutare un eventuale supporto farmacologico;
• abbia un approccio terapeutico che includa tecniche attive e concrete per aiutarti a ritrovare motivazione e senso, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale o la psicoterapia breve strategica, entrambe validate ed efficaci nei disturbi dell’umore.
Se ti è possibile, valuta anche l’opportunità di iniziare un percorso di sostegno psicologico che preveda incontri regolari e continuità, così da sentirti accompagnato e contenuto. Non sei solo e puoi trovare aiuto. Un percorso psicologico adeguato ti può supportare a riconnetterti ai tuoi valori, a ridurre la sofferenza e a riscoprire nuove possibilità.
Se desideri, resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per aiutarti a orientarti nella scelta.
Un caro saluto e un incoraggiamento sincero.
prima di tutto desidero ringraziarti per il tuo messaggio e per il coraggio che stai dimostrando nel raccontare un momento così difficile. Già il fatto che tu stia chiedendo aiuto è un passo importante e prezioso.
I pensieri di tipo depressivo e i pensieri suicidari che descrivi meritano attenzione e supporto tempestivo. Ti incoraggio a non affrontare da solo questa situazione: se senti che il rischio di farti del male diventa concreto, contatta subito il numero unico di emergenza 112, oppure rivolgiti al Servizio di Psichiatria o al Pronto Soccorso più vicino.
Rispetto alla tua domanda sulla scelta dello psicologo, ti consiglio di orientarti verso un professionista che:
• abbia esperienza e formazione nel trattamento dei disturbi depressivi e della gestione del rischio suicidario;
• possa lavorare in collaborazione con uno psichiatra, se necessario, per valutare un eventuale supporto farmacologico;
• abbia un approccio terapeutico che includa tecniche attive e concrete per aiutarti a ritrovare motivazione e senso, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale o la psicoterapia breve strategica, entrambe validate ed efficaci nei disturbi dell’umore.
Se ti è possibile, valuta anche l’opportunità di iniziare un percorso di sostegno psicologico che preveda incontri regolari e continuità, così da sentirti accompagnato e contenuto. Non sei solo e puoi trovare aiuto. Un percorso psicologico adeguato ti può supportare a riconnetterti ai tuoi valori, a ridurre la sofferenza e a riscoprire nuove possibilità.
Se desideri, resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per aiutarti a orientarti nella scelta.
Un caro saluto e un incoraggiamento sincero.
Salve, la sua situazione è molto delicata, e avere un supporto e un inizio di percorso di supporto psicologico, può essere davvero importante. Resto a sua disposizione per approfondimenti e domanda relative a un inizio di consulenze. Saluti.
Buongiorno, credo proprio che non sia facile quello che stai attraversando ed è ammirevole la consapevolezza che esprimi e la decisione di cercare un supporto. Per quanto sia difficile richiedere aiuto, sono sicura che in questo momento è la cosa migliore che puoi fare per te stessa e per questo riconosciti questa forza che stai trovando dentro di te. Sono d'accordo che non è facile orientarsi nel mondo della psicologia perchè ci sono tante specializzazioni diverse. La prima cosa fondamentale è che tu ricerchi un* psicoterapeuta, ovvero un* psicolog* che ha la specializzazione in psicoterapia quindi è format* per trattare situazioni di malessere più complesse con uno sguardo clinico. Dopodichè ti consiglio di cercare un* psicoterapeuta di orientamento cognitivo comportamentale, che ha un'impostazione di lavoro maggiormente rigorosa e scientificamente approvata. Spero di esserti stata d'aiuto, ma se avessi dubbi rimango disponibile per un ulteriore confronto. Altrimenti ti auguro il meglio! Dott.ssa Anna Tosi
Ciao, mi dispiace molto per questi tuoi pensieri. Mi fa piacere che qualcosa dentro di te ti ha fatto capire che hai bisogno di aiuto, penso che possa significare che l’attaccamento alla vita è più forte e ti dà quella motivazione. Certo la scelta dello psicologo è importante, perché si andrà a costruire una relazione. Non direi che in questo caso c’è una tipologia preferenziale: qualsiasi orientamento può trattare, anche se in modo diverso, la tua problematica per come tu la descrivi, pur non dando in questo messaggio molti elementi. Ti suggerisco di scegliere in base alle tue sensazioni, leggendo online il cv o la pagina social del tale o talaltr* psicolog* che per qualche motivo ti “ispira”, informandoti sule problematiche maggiormente trattate, le specializzazioni, eventuali tecniche utilizzate. Rimango a disposizione e ti auguro il meglio. Dr.ssa Laura Raco
Buonasera gentile Utente. Grazie per aver scritto sul Miodottore. In effetti i sintomi che Lei descrive sono caratteristici delle depressione. Sul piano del pensiero, il fatto di avere idee suicidarie rappresenta un campanello d'allarme che non può rimanere inascoltato. Il fatto che la vita sociale si impoverisca spesso è conseguenza del senso di apatia che si instaura e dello stato dell'umore il quale è anche catatterizzato da mancanza di motivazione e volontà. Inoltre piu' la persona si chiude, non esce e non frequenta persone, piu' lo stato dell'umore si abbassa. Questo perchè, le relazioni, la luce del sole e il movimento aiutano il trasporto della serotonina che è una delle principali responsabili del buon umore. Tanta parte di vita viene sentita e vissuta con grande sforzo o addirittura con un senso di sconforto che può portare alla rinuncia a svolgere le attività della vita quotidiana. Per tutto questo, come Lei giustamente si sta proponendo, sarebbe urgente una visita psichiatrica per una valutazione dello stato dell'umore e un aiuto farmacologico il quale l'aiuterà a ristabilire lo stato dell'umore. successivamente potrà iniziare un percorso di sostegno psicologico o di psicolterapia con un professionista esperto in depressione, che anche lo psichiatra sarà in grado di consigliarle. Le auguro una veloce ripresa. Un caro saluto.
Dott.ssa Claudia Quaglieri
Dott.ssa Claudia Quaglieri
Buongiorno,
La valutazione dello stato di depressione viene effettuata attraverso il colloquio clinico per individuare da quando tempo perdura lo stato di umore, l'intensità, la presenza di ideazione suicidaria e di progettazione in tal senso, l'impatto nella primarie aree di vita: lavoro e vita quotidiana. Nel percorso di assesment, possono essere somministrati test di valutazione ad esempio il BDI, successivamente si condivide il percorso con il cliente che può anche prevedere una visita psichiatrica se è importante la somministrazione di farmaci. L'approccio gold standard può prevedere utilizzo di farmacologia ed il trattamento psicoterapeutico, ad esempio di tipo cognitivo comportamentale che fa ad indagare la presenza e la ristrutturazione di pensieri negativi su di sè, sugli altri o sul mondo oltre alla riattivazione comportamentale.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e/o integrazione.
Doatt.ssa Federica Zunino
La valutazione dello stato di depressione viene effettuata attraverso il colloquio clinico per individuare da quando tempo perdura lo stato di umore, l'intensità, la presenza di ideazione suicidaria e di progettazione in tal senso, l'impatto nella primarie aree di vita: lavoro e vita quotidiana. Nel percorso di assesment, possono essere somministrati test di valutazione ad esempio il BDI, successivamente si condivide il percorso con il cliente che può anche prevedere una visita psichiatrica se è importante la somministrazione di farmaci. L'approccio gold standard può prevedere utilizzo di farmacologia ed il trattamento psicoterapeutico, ad esempio di tipo cognitivo comportamentale che fa ad indagare la presenza e la ristrutturazione di pensieri negativi su di sè, sugli altri o sul mondo oltre alla riattivazione comportamentale.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e/o integrazione.
Doatt.ssa Federica Zunino
Salve,
la ringrazio per aver scritto parole così sincere in un momento tanto difficile. È già un passo coraggioso e importante quello che ha fatto: riconoscere la sofferenza e chiedere aiuto.
I pensieri suicidari, soprattutto se ricorrenti, sono un segnale serio e meritano attenzione immediata. Le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psicoterapeuta, e se il peso di ciò che sente diventa ingestibile, può anche recarsi al medico di base o contattare un centro di salute mentale della sua zona.
Non è vero che ha “sprecato la vita”. Sta vivendo un momento doloroso, ma ha ancora spazio per cambiare direzione, ricostruirsi, ritrovare un senso.
la ringrazio per aver scritto parole così sincere in un momento tanto difficile. È già un passo coraggioso e importante quello che ha fatto: riconoscere la sofferenza e chiedere aiuto.
I pensieri suicidari, soprattutto se ricorrenti, sono un segnale serio e meritano attenzione immediata. Le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psicoterapeuta, e se il peso di ciò che sente diventa ingestibile, può anche recarsi al medico di base o contattare un centro di salute mentale della sua zona.
Non è vero che ha “sprecato la vita”. Sta vivendo un momento doloroso, ma ha ancora spazio per cambiare direzione, ricostruirsi, ritrovare un senso.
Buongiorno gentile Utente, prima di tutto mi preme rassicurarla che ha fatto bene a scrivere, a parlare di ciò che sta provando. Non è un gesto banale o scontato, tutt’altro: significa che dentro di lei c’è ancora una parte che desidera trovare un senso, una via per uscire da questo stato, una possibilità di stare meglio. È importante ascoltare quella parte.
Quello che descrive è una condizione che merita attenzione e cura. I pensieri che le stanno venendo, quelli legati all’idea che forse un giorno non ne varrà più la pena andare avanti, sono segnali seri, da non sottovalutare. Non devono spaventarla, ma devono essere accolti in uno spazio dove possano essere compresi, esplorati, contenuti con competenza e rispetto.
Il fatto che si senta come se avesse “sprecato” la sua vita a 23 anni è un pensiero che spesso nasce più dalla sofferenza che da una reale valutazione della propria esistenza. A volte, quando ci si sente scollegati dagli altri, senza una rete di relazioni significative, e si è vissuto con l’idea di essere “indietro” rispetto a ciò che ci si aspettava dalla vita, è facile che nascano pensieri così duri verso se stessi. Ma può essere anche l’inizio di un percorso importante di ricostruzione. Per questo è fondamentale, come ha già intuito, rivolgersi a uno psicologo.
Rispetto alla sua domanda su quale tipo di professionista cercare, le direi questo: scelga uno psicoterapeuta (quindi non solo uno psicologo generico, ma un professionista che abbia anche una formazione clinica specifica in psicoterapia). Le consiglio una figura con un approccio integrato ed evidence-based, ovvero che non si limiti a un’unica tecnica, ma che sia in grado di adattare il percorso ai suoi bisogni, utilizzando strumenti validati scientificamente. Le terapie cognitivo-comportamentali (soprattutto quelle di terza generazione, come la ACT o la DBT), oppure i modelli integrati che includono anche una componente relazionale ed emotiva, possono essere molto efficaci per la depressione e per i pensieri suicidari. Ma più ancora dell’approccio, è importante che lei possa sentirsi accolto e compreso, che possa costruire un rapporto di fiducia con il terapeuta.
Si ricordi che non è mai “troppo tardi” per iniziare a vivere in modo diverso. Il fatto che lei stia cercando un aiuto è già un atto di speranza, un movimento verso la vita. E questo non va ignorato. Il dolore che sente oggi non è una condanna eterna. È qualcosa che può cambiare, e ci sono professionisti formati apposta per accompagnarla in questo cambiamento. Non deve farcela da solo.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Quello che descrive è una condizione che merita attenzione e cura. I pensieri che le stanno venendo, quelli legati all’idea che forse un giorno non ne varrà più la pena andare avanti, sono segnali seri, da non sottovalutare. Non devono spaventarla, ma devono essere accolti in uno spazio dove possano essere compresi, esplorati, contenuti con competenza e rispetto.
Il fatto che si senta come se avesse “sprecato” la sua vita a 23 anni è un pensiero che spesso nasce più dalla sofferenza che da una reale valutazione della propria esistenza. A volte, quando ci si sente scollegati dagli altri, senza una rete di relazioni significative, e si è vissuto con l’idea di essere “indietro” rispetto a ciò che ci si aspettava dalla vita, è facile che nascano pensieri così duri verso se stessi. Ma può essere anche l’inizio di un percorso importante di ricostruzione. Per questo è fondamentale, come ha già intuito, rivolgersi a uno psicologo.
Rispetto alla sua domanda su quale tipo di professionista cercare, le direi questo: scelga uno psicoterapeuta (quindi non solo uno psicologo generico, ma un professionista che abbia anche una formazione clinica specifica in psicoterapia). Le consiglio una figura con un approccio integrato ed evidence-based, ovvero che non si limiti a un’unica tecnica, ma che sia in grado di adattare il percorso ai suoi bisogni, utilizzando strumenti validati scientificamente. Le terapie cognitivo-comportamentali (soprattutto quelle di terza generazione, come la ACT o la DBT), oppure i modelli integrati che includono anche una componente relazionale ed emotiva, possono essere molto efficaci per la depressione e per i pensieri suicidari. Ma più ancora dell’approccio, è importante che lei possa sentirsi accolto e compreso, che possa costruire un rapporto di fiducia con il terapeuta.
Si ricordi che non è mai “troppo tardi” per iniziare a vivere in modo diverso. Il fatto che lei stia cercando un aiuto è già un atto di speranza, un movimento verso la vita. E questo non va ignorato. Il dolore che sente oggi non è una condanna eterna. È qualcosa che può cambiare, e ci sono professionisti formati apposta per accompagnarla in questo cambiamento. Non deve farcela da solo.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Intanto mi sento di dirti che sei molto giovane per poter dire che hai sprecato la tua vita, stai iniziando a vivere ora ed hai tutta la vita avanti a te per poter fare tante cose belle. Stai sicuramente passando un periodo buio ma vedrai che presto arriverà la luce, devi solo trovare la giusta strada. Ti consiglio una psicanalisi o una psicoterapia ad indirizzo analitico o dinamico.
Gentile utente di mio dottore,
il trattamento della depressione molto spesso richiede l'intervento congiunto della psicoterapia insieme con la farmacoterapia, soprattutto in tutti quei casi in cui il paziente è sfiorato da idee suicidarie. L'approccio terapeutico del terapista è importante sino ad un certo punto, ciò che fa la differenza solitamente è l'alleanza terapeutica che viene ad instaurarsi tra paziente e specialista. Ad ogni modo, si affidi quanto prima a degli specialisti, magari attraverso l aiuto della piattaforma mio dottore, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa del suo malessere.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
il trattamento della depressione molto spesso richiede l'intervento congiunto della psicoterapia insieme con la farmacoterapia, soprattutto in tutti quei casi in cui il paziente è sfiorato da idee suicidarie. L'approccio terapeutico del terapista è importante sino ad un certo punto, ciò che fa la differenza solitamente è l'alleanza terapeutica che viene ad instaurarsi tra paziente e specialista. Ad ogni modo, si affidi quanto prima a degli specialisti, magari attraverso l aiuto della piattaforma mio dottore, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa del suo malessere.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
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