Salve, sono più di 20 anni che soffro di ansia e attacchi di panico con disturbi inspiegabili e paur

24 risposte
Salve, sono più di 20 anni che soffro di ansia e attacchi di panico con disturbi inspiegabili e paura di avere malattie o morire, mai nessuno mi ha saputo curare, qualche mese fa ho cambiato specialista e mi ha cambiato la terapia. Assumo Citalopram e Lyrica ma non ho nessun beneficio, sono disperato, non riesco a lavorare, non riesco a guidare, mi sento morire ad ogni momento, un malessere con disturbi e sensazioni da far paura. Cosa suggerite?
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace molto sentire che stai vivendo un momento così difficile a causa dell'ansia, attacchi di panico e disturbi inspiegabili. È importante ricordare che sei degno di supporto e di ricevere l'aiuto di cui hai bisogno per affrontare queste sfide.

Prima di tutto, è fondamentale parlare con il tuo specialista o medico riguardo alla mancanza di benefici con la terapia attuale. Potrebbe essere necessario rivedere la tua terapia farmacologica o valutare altre opzioni terapeutiche. Potrebbe essere utile consultarsi con uno psichiatra o uno specialista per una valutazione più approfondita della tua situazione e delle possibili opzioni di trattamento.

Oltre alla terapia farmacologica, ci sono diverse forme di terapia psicologica che possono essere efficaci nel trattamento dell'ansia e dei disturbi di panico. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT), ad esempio, è una forma di terapia ben consolidata per il trattamento di questi disturbi. La CBT può aiutarti a identificare i pensieri e i comportamenti che contribuiscono all'ansia e insegnarti nuove strategie per affrontarla in modo più sano ed efficace.

Inoltre, potresti voler esplorare altre terapie complementari come la terapia mindfulness o la terapia basata sulla consapevolezza, che possono aiutarti a sviluppare una maggiore consapevolezza dei tuoi pensieri e sensazioni e a imparare a gestirli in modo più equilibrato.

È importante cercare il sostegno di un professionista esperto che possa valutare la tua situazione in modo completo e aiutarti a sviluppare un piano di trattamento personalizzato. Non dovresti sentirti da solo in questo percorso, e ci sono molte risorse e professionisti disponibili per aiutarti a superare questa fase difficile.

Infine, se ti senti in uno stato di emergenza o hai pensieri suicidi, ti prego di cercare immediatamente aiuto chiamando un numero di emergenza o rivolgendoti a un servizio di pronto soccorso. La tua sicurezza è la priorità assoluta e ci sono professionisti pronti ad aiutarti in situazioni di crisi.
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Dott.ssa Giulia Tassi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pistoia
Gentile Utente, ha svolto per adesso solo terapie farmacologiche? perché sicuramente data la cronicità del disturbo mi sentirei di suggerirle insieme ai farmaci una psicoterapia. L'approccio integrato per situazioni come la sua è fondamentale.
Se vuole sono disponibile.
Saluti
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Eliana Nola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, grazie per aver qui condiviso...
Non conosciamo la sua età, ma già aver chiesto un parere qui mi sembra un ottimo inizio: il suo medico non le ha mai consigliato un percorso di psicoterapia?
Un percorso psicoterapeutico di tipo psicodinamico e/o psicosomatico, potrà sicuramente renderla più consapevole di un malessere che al momento parla solo attraverso il corpo
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione...
Resto a disposizione, anche online

Cordialmente,
Dr E. Nola
Dott. Rodolfo Mariotti
Psicologo clinico, Psicologo
Grottaferrata
Questo messaggio mi ha davvero colpito perché si percepisce davvero la grave difficoltà che sta vivendo. Fondamentale mantenere un contatto strettissimo con lo specialista che le ha prescritto la terapia e fargli immediatamente presente che non sta producendo gli effetti sperati. E' un rimando che deve fare immediatamente. E poi come giustamente hanno sottolineato i colleghi diventa imprescindibile affiancare un percorso psicoterapico assolutamente necessario per identificare le vere cause scatenanti di questi eventi che immagino pesantissimi. Un caro saluto.
Dott.ssa Catia Califano
Psicologo
Fiumicino
Buongiorno mi dispiace molto della situazione che sta vivendo. Dal suo racconto traspare tutta la sofferenza e il disagio vissuto in questi anni. Anche io come i colleghi penso che debba integrare i farmaci con una valida psicoterapia individuale. Ne parli con il suo specialista. Un caro saluto.
Dott.ssa Luisa Anibaldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Senigallia
Buonasera, avrei bisogno di ulteriori elementi per poter fornire un consiglio o esprimere un opinione.
Sarebbe interessante e utile un percorso di psicoterapia sistemico relazionale al fine di prendere in considerazione anche il contesto in cui si manifesta il suo disagio.
In aggiunta sarebbe anche importante un percorso di E.M.D.R. di tecniche di rielaborazione e desensibilizzazione di piccoli e grandi traumi.
Buona serata
Dott. Raffaello Di Monte
Dott.sa Luisa Anibaldi
Dott.ssa Roberta Croatti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Santarcangelo di Romagna
Buongiorno concordo con quanto detto dai colleghi. In situazioni come questa il consiglio è quello di intraprendere al più resto un percorso di psicoterapia che affianca la terapia farmacologica.
Non si scoraggi , con il supporto della terapia psicologica non si sentirà solo ma al contrario potrà contare su un esperto che la ascolta e la sostiene . Auguri
Dott. Giacomo Belcari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Ciao, la tua spiegazione è breve, ma intensa e ti risponderò in maniera altrettanto essenziale. Paura della morte è anche paura della vita, e come darti torto, la vita effettivamente può spaventare. Ci sono però varie prospettive da cui la si può guardare e con lei le problematiche che la costellano. Continua e monitorizza col tuo psichiatra la cura farmacologica, ma affianca una psicoterapia per affrontare con coraggio e sorriso la vita. Potrebbe essere una bellissima rivoluzione per te. Resto a disposizione per chiarimenti e approfondimenti. Un saluto.
Dr. Andrea Ferella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Monza
Buongiorno. Se è più di 20 anni che soffre di questi sintomi, credo che abbia intrapreso diverse terapie probabilmente incentrate principalmente sulla terapia farmacologica. E' cosi? Se si, sarebbe interessante ripercorrere una anamnesi farmacologica per fare bene oggi, il punto della situazione. Detto questo mi chiedo se ha mai fatto o sta svolgendo anche una psicoterapia mirata, che rimane nei casi come il suo un valido strumento da affiancare alla terapia farmacologica. Nel caso volesse ulteriori chiarimenti, mi contatti pure.
Cordiali saluti, Dr. Andrea Ferella
Dr. Alessandro Frazzetta
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
I farmaci aiutano a gestire e placare un po' i sintomi ma non sono la cura. È evidente che dietro ci sia qualcosa non correttamente elaborata o rimossa e che andrebbe indagata ed esplorata con uno specialista. Servirebbe un percorso psicologico/psicoterapeutico per arrivare al nocciolo della questione e affrontare queste angosce che le causano tali disagi.
Cordiali saluti
Dott. Alessandro Frazzetta
Dott.ssa Valeria Maccarini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Salve, inizio col dire che 20 anni sono davvero tanti per vivere così. Da quello che ha scritto non ho capito a quali specialisti si è rivolto, intendo se solo medici o anche psicologi. Ansia, attacchi di panico e ipocondria/patofobia sono chiaramente connesse tra loro e queste tre bestie insieme le causano tutto ciò che lei ormai conosce bene. Visto che è in cerca di consigli gliene offro due: se non si è mai rivolto a uno psicologo è ora di iniziare, se ha già seguito dei percorsi psicologici e non hanno dato dei risultati soddisfacenti le consiglio di non arrendersi al suo malessere e di cercare il prossimo psicologo. Mi permetto di aggiungere che l'approccio che conosco bene, ovvero la terapia breve strategica, si occupa proprio di questi problemi. Spero di averle dato dei buoni suggerimenti!
Gentile utente, capisco che la situazione che sta vivendo sia davvero molto dolorosa. Dice di assumere una terapia farmacologica e dice che nessuno è stato in grado di curarla, ma non specifica a quali professionisti si è rivolta. Ha mai intrapreso un percorso psicoterapeutico ad orientamento cognitivo comportamentale? L'orientamento cognitivo comportamentale è d'elezione per le difficoltà che riferisce. Spero di averle dato almeno parte del supporto che cercava. Un caro saluto
Dott.ssa Angelica Surdo
Psicologo, Psicologo clinico
Martano
Gentile utente,
La situazione che vive è sicuramente molto dolorosa! Nella domanda non ha indicato a quali professionisti si è rivolto, se solo medici o anche psicologi/psicoterapeuti. Sicuramente, se già non lo fa, le consiglierei di affiancare la terapia farmacologica con intervento psicologico in cui potrà identificare le giuste strategie da utilizzare per gestire la sintomatologia ansiosa da lei provata.
Un caro saluto!
Dott.ssa Giusy Solano
Psicologo, Psicologo clinico
Palmi
Gentilissima
Mi dispiace molto per la situazione che sta passando ormai da anni… il consiglio che le posso dare è di trovare lo specialista che fa per lei è di trovare uno psicologo per poterla seguire… comprendo bene che dopo 20 anni sia sconfortata e forse non avrà più voglia di intraprendere altri percorsi ma con il professionista giusto e le diverse tecniche vedrà che riuscirà a stare meglio… non si scoraggi mi raccomando
Resto a sua disposizione
Cordialmente
Dott.ssa solano giusy
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Mi dispiace molto per quello che stai passando. È chiaro che la tua ansia e gli attacchi di panico sono molto gravi e ti stanno causando un grande disagio.

In base alle informazioni che hai fornito, è possibile che i farmaci che stai assumendo non siano efficaci per te. È importante parlare con il tuo medico o psichiatra e valutare se sia necessario cambiare la terapia.

Inoltre, è importante considerare l'idea di intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT). La CBT è un tipo di terapia che si è dimostrata molto efficace nel trattamento dei disturbi d'ansia, in particolare degli attacchi di panico.

La CBT si concentra sull'aiutare le persone a identificare e modificare i pensieri, le convinzioni e i comportamenti negativi che contribuiscono ai loro disturbi d'ansia. Ad esempio, una persona che ha paura di avere un attacco di panico potrebbe essere incoraggiata a confrontarsi con le sue paure in un ambiente sicuro e controllato. Questo processo può aiutare la persona a imparare che gli attacchi di panico non sono pericolosi e che può controllarli.

Oltre alla CBT, ci sono altre cose che puoi fare per gestire l'ansia e gli attacchi di panico. Ad esempio, puoi:

Praticare tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo.
Seguire una dieta sana e fare esercizio fisico regolarmente.
Evitare le sostanze che possono peggiorare l'ansia, come la caffeina e l'alcol.
È importante ricordare che non sei solo. Ci sono molte persone che soffrono di ansia e attacchi di panico e che sono riuscite a trovare sollievo. Con il giusto trattamento e supporto, anche tu puoi guarire.

Se ti senti sopraffatto, è importante chiedere aiuto a un amico o familiare di fiducia. Puoi anche contattare una linea di emergenza o un centro di crisi.
Dott.ssa Elena Sonsino
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gentile utente, innanzitutto grazie per la condivisione.
Le suggerisco, come già le hanno indicato i colleghi, di affiancare la terapia farmacologica a una psicoterapia. Per curare un disturbo d'ansia la terapia farmacologica da sola non è sufficiente. Il farmaco può, infatti, alleviare il sintomo momentaneamente, ma non è risolutivo. La psicoterapia la potrà, invece, aiutare anche ad "ascoltare" il suo sintomo, a capire il senso che ha per lei e per la sua storia di vita il sintomo stesso e, di conseguenza, la aiuterà a stare meglio.
Rimango a disposizione se avesse necessità.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Elena Sonsino
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Sara Corti
Psicologo, Psicologo clinico
Lucca
Salve, la gestione dell'ansia cronica e degli attacchi di panico, soprattutto quando si protraggono per un periodo così lungo, può essere estremamente complessa e influenzare molto la qualità della vita. Suggerirei, prima di tutto, di discutere apertamente con il suo attuale specialista riguardo alla mancanza di risultati ottenuti finora. Potrebbe poi essere opportuno per lei iniziare un percorso psicoterapeutico con l'obiettivo di individuare ed affrontare le cause di questo suo malessere. È importante considerare che potrebbe esser necessario, soprattutto nel momento iniziale, l'integrazione di questa terapia a quella farmacologica. Saluti.
Dott.ssa Sara Corti.
Dott. Michele Basigli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Mi dispiace molto sapere che stai vivendo un periodo così difficile. È comprensibile sentirsi sopraffatti da ansia, attacchi di panico e preoccupazioni per la salute, specialmente dopo tanti anni di sofferenza. È importante sapere che non sei solo e che ci sono modi per affrontare questi sentimenti e migliorare la tua qualità di vita.
Ecco alcune considerazioni e suggerimenti che potresti prendere in considerazione:
-Comunicazione con il tuo specialista: È fondamentale avere una comunicazione aperta e onesta con il tuo medico o psicologo riguardo ai tuoi sintomi e ai farmaci che stai assumendo. Se non stai notando miglioramenti dopo aver iniziato la nuova terapia, potrebbe essere utile discutere di questo con il tuo specialista. Potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose o un cambio del farmaco.
-Terapia psicologica: Oltre alla terapia farmacologica, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è spesso efficace per i disturbi d'ansia e gli attacchi di panico. Un terapeuta esperto può aiutarti a identificare e modificare i pensieri disfunzionali e le comportamenti che alimentano l'ansia.
-Tecniche di rilassamento: Pratiche come la meditazione, la mindfulness, lo yoga e la respirazione profonda possono aiutare a ridurre l'ansia quotidiana e migliorare il tuo benessere generale. Dedica del tempo ogni giorno a queste attività.
-Supporto sociale: Non sottovalutare l'importanza del supporto da parte di amici, familiari o gruppi di supporto. Parlarne con chi ti sta vicino può farti sentire meno isolato e più compreso.
-Attività fisica: L'esercizio regolare è noto per i suoi effetti positivi sull'umore e sull'ansia. Anche una semplice passeggiata quotidiana può fare una grande differenza.
-Stile di vita sano: Una dieta equilibrata, un sonno adeguato e la riduzione del consumo di caffeina e alcol possono contribuire a migliorare la tua salute mentale.
-Considerare una seconda opinione: Se non vedi miglioramenti nonostante il cambiamento della terapia, potrebbe essere utile cercare una seconda opinione da un altro specialista.
Ricorda che il percorso verso la guarigione può richiedere tempo e può essere necessario un approccio combinato per trovare ciò che funziona meglio per te. Non esitare a chiedere aiuto e a esplorare diverse opzioni. La tua salute mentale è importante e meriti di sentirti meglio.
Rimango a completa disposizione. Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Mi dispiace molto per quello che stai vivendo. Vent’anni di ansia, attacchi di panico e paura costante devono essere un peso enorme da sopportare, e posso capire quanto possa essere frustrante provare terapie diverse senza trovare un vero sollievo. Il fatto che tu abbia ancora la forza di cercare aiuto, però, dimostra che dentro di te c’è una parte che non si arrende, e questo è importante.
o che quando si sta così male, anche le piccole cose sembrano impossibili, ma prova a fare un passo alla volta. Il tuo corpo e la tua mente sono bloccati in uno stato di allarme continuo, e per quanto possa sembrare banale, tecniche di respirazione, rilassamento e piccole routine quotidiane possono aiutare a ridurre, anche solo di poco, la tensione. Ogni piccolo miglioramento conta.
Non sei solo in questa battaglia, e anche se oggi ti sembra che non ci sia via d’uscita, sappi che con il giusto supporto puoi stare meglio. Ti consiglio di rivolgerti ad uno specialista della salute mentale che possa accompagnarti e sostenerti in un percorso verso il tuo benessere. Un caro saluto
Buongiorno, non ho capito se ha già provato ad associare una psicoterapia ai farmaci. In caso non lo abbia fatto, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, preferibilmente con approccio cognitivo-comportamentale.
Salve, grazie per la sua condivisione. Se questa sua situazione inizia d interferire con la sua vita quotidiana, potrebbe iniziare un percorso di supporto psicologico. Resto a sua disposizione.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, leggere le sue parole trasmette tutta la fatica e la disperazione di chi convive da molto tempo con un’ansia intensa, invasiva, che non lascia tregua e che finisce per restringere sempre di più la vita. Quando un problema dura così a lungo e sembra non rispondere ai tentativi fatti, è comprensibile sentirsi scoraggiati, sfiduciati e persino spaventati all’idea che nulla possa davvero aiutare. La sensazione di “sentirsi morire” in continuazione, di non riuscire a lavorare o guidare, non è qualcosa da minimizzare: è un carico emotivo enorme. È importante però fermarsi un attimo su un punto fondamentale. Le sensazioni che descrive, per quanto terribili, non sono pericolose in sé. L’ansia e il panico hanno la capacità di produrre nel corpo segnali molto forti, improvvisi e convincenti, che vengono facilmente interpretati come segni di una malattia grave o di una morte imminente. Questo non significa che lei stia immaginando o fingendo qualcosa, ma che il suo organismo è da anni in uno stato di allarme costante, come se fosse sempre sul punto di dover affrontare una minaccia reale. Quando l’ansia dura così a lungo, spesso non è solo la paura in sé a mantenere il problema, ma anche il rapporto che si crea con le sensazioni corporee. Ogni minimo cambiamento viene monitorato, temuto, interpretato come prova che qualcosa non va. Più si controlla il corpo, più si notano sensazioni strane, e più cresce la paura. È un circolo che logora e che può far sembrare impossibile tornare a una vita normale. Il fatto che lei non riesca più a guidare o a lavorare non è un segno di debolezza, ma la conseguenza di anni passati a lottare contro uno stato di allarme continuo. Capisco anche la delusione legata al sentirsi dire, dopo tanto tempo, che “non c’è beneficio” o che nulla sembra funzionare. Questo può far nascere l’idea di essere un caso senza soluzione, o di essere condannati a stare così per sempre. Questi pensieri, per quanto comprensibili, sono però parte stessa del problema: l’ansia tende a convincere che non ci sia via d’uscita e che il futuro sia già scritto. In situazioni come la sua è spesso necessario spostare gradualmente l’attenzione da una ricerca continua di rassicurazioni sul corpo a un lavoro più profondo sul modo in cui lei vive e interpreta ciò che prova. Non si tratta di “calmarsi” o di farsi forza, ma di imparare a stare dentro quelle sensazioni senza combatterle come se fossero un nemico mortale. Più si cerca di scacciarle, più tendono a imporsi. Quando invece si inizia, poco alla volta, a riconoscerle per quello che sono, ossia reazioni di un sistema nervoso ipersensibile ma non pericoloso, il loro potere può ridursi. Un altro aspetto centrale è la solitudine che spesso accompagna questi disturbi. Sentirsi incompresi o non davvero aiutati nel corso degli anni può aumentare la sensazione di abbandono e di ingiustizia. È importante che lei non resti solo con questa sofferenza e che possa trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltato, creduto e accompagnato, senza sentirsi giudicato o liquidato con frasi sbrigative. Anche se ora le sembra impossibile, il fatto stesso che lei stia chiedendo aiuto e cercando risposte è un segnale che una parte di lei non si è arresa. L’ansia può essere molto convincente, ma non è onnipotente, e non definisce chi lei è né ciò che potrà essere in futuro. Il percorso può essere lento e faticoso, ma non è vero che dopo vent’anni non ci sia più nulla da fare. La invito a non perdere la speranza e a continuare a cercare un sostegno che tenga conto non solo dei sintomi, ma anche della persona che li vive, della sua storia e della sua stanchezza. Lei merita di tornare a vivere, non solo a sopravvivere alle sue paure. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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