Salve, mia figlia di 16 anni soffre di ansia a periodi. Ora è un periodo che ne soffre , innescata s

29 risposte
Salve, mia figlia di 16 anni soffre di ansia a periodi. Ora è un periodo che ne soffre , innescata soprattutto dopo aver avuto una sincope e aver sbattuto i denti e il viso. Ora ha di nuovo paura di svenire e quindi è limitata in tutto. Io la vedo pallida, e lei dice di sentirsi sempre debole come se avesse la febbre. Ecg nella norma mentre le analisi del sangue rivelano colesterolo e piastrine un pò alte. Non so se ricondurre la debolezza effettivamente allo stato ansioso.
Grazie
Dott.ssa Ilaria Biasion
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Calliano
Buonasera,
comprendo la preoccupazione che vive, sicuramente dopo aver fatto i giusti accertamenti medici sarebbe consigliabile ricevere un aiuto e supporto psicologico per aiutare sua figlia ad affrontare al meglio il suo futuro. Resto a disposizione per qualsiasi necessità e supporto anche online.
Dott.ssa Ilaria Biasion

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Dott.ssa Federica Giudice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Consiglio di impostare un percorso sereno e graduale per sua figlia, pensato per il suo benessere emotivo e cognitivo. Per i minori, è richiesta la firma di entrambi i genitori. Se vi va possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo per capire insieme le sue esigenze e come procedere al meglio.
Buonasera,
per la parte biologica è meglio chiedere ulteriori approfondimenti al medico o alla medica che la segue. I dati riportati qui non sono sufficienti a poter capire se si possa ricondurre la debolezza a questo quadro diagnostico.
Per l'ansia, invece, consiglio l'inizio di un percorso di supporto psicologico mirato. Bisogna indagare l'insorgere e cosa la mantiene attiva. La decisione di un aiuto professionale deve partire da sua figlia, il saper chiedere aiuto è già un primo passo per volersi bene.
Salve, è comprensibile la sua preoccupazione: vedere una figlia così giovane spaventata, limitata e apparentemente fragile mette molta ansia anche a un genitore.
Dopo un episodio come una sincope, soprattutto se accompagnata da una caduta e da un trauma, è abbastanza frequente che si sviluppi una forte paura che l’evento possa ripetersi. Questa paura può trasformarsi in ansia anticipatoria: il corpo viene costantemente “monitorato”, ogni sensazione viene amplificata e può comparire proprio quella debolezza, pallore, stanchezza continua o sensazione simil-febbrile che sua figlia descrive. In questi casi l’ansia non è “solo nella testa”, ma produce sintomi fisici reali.
Il fatto che ECG e accertamenti principali siano nella norma è rassicurante. Valori come colesterolo o piastrine leggermente alterati, se già valutati dal medico, di solito non spiegano da soli una sensazione di svenimento continuo, soprattutto in una ragazza di 16 anni. Questo rende plausibile che una parte importante del quadro sia legata allo stato ansioso e al trauma vissuto.
Detto questo, è corretto continuare a confrontarsi con il pediatra o il medico curante per escludere serenamente cause organiche e dare anche a sua figlia una base di sicurezza. Parallelamente, però, potrebbe essere molto utile un supporto psicologico: lavorare sull’episodio della sincope, sulla paura di perdere il controllo e sulla fiducia nel proprio corpo può ridurre molto i sintomi e aiutarla a riprendere gradualmente le sue attività. Il messaggio più importante da trasmetterle è che quello che prova è comprensibile, non è “strano” né pericoloso di per sé, e che con il giusto accompagnamento può tornare a sentirsi come prima.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Prima di ipotizzare esclusivamente uno stato ansioso credo sarebbe opportuno fare altri accertamenti diagnostici che possa escludere carenze vitaminiche, problematiche ormonali, sbalzi di pressione o forme di anemia. Si metta in contatto con il medico di base e ne parli con lui. Solo successivamente provi a parlare con una psicoterapeuta. Le auguro che sua figlia si riprenda presto.
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo sua figlia. È comprensibile e assolutamente legittimo che lei sia preoccupata: vedere una figlia stare male, soprattutto dopo un episodio improvviso e spaventoso come una sincope con conseguente trauma al volto, genera inevitabilmente allarme e senso di impotenza.
Da quanto descrive, è importante approfondire la situazione psicofisica di sua figlia. Da un lato è corretto e necessario continuare con tutte le valutazioni mediche opportune, così da escludere con certezza eventuali cause organiche e ridurre ogni dubbio legato alla salute fisica. Questo passaggio è fondamentale anche per rassicurare sua figlia e darle una base di sicurezza.
Dall’altro lato, sarebbe utile approfondire anche l'aspetto psicologico del malessere di sua figlia. Episodi di questo tipo possono avere un forte impatto emotivo, soprattutto in adolescenza, perché vengono vissuti come momenti di perdita di controllo e di pericolo improvviso. In questi casi è frequente che si inneschi un circolo di "paura della paura":
la persona inizia a temere che la situazione possa ripresentarsi, si limita per evitare di stare male di nuovo, e vive in uno stato di costante allerta. Questo porta a ipermonitorare il proprio corpo, le sensazioni fisiche, ogni minimo segnale (pallore, debolezza, stanchezza), interpretandolo come un possibile segnale di pericolo imminente. Così l’ansia si autoalimenta e finisce per condizionare in modo significativo la quotidianità e l’autonomia.
Le sensazioni che sua figlia descrive potrebbero essere manifestazioni somatiche dell’ansia, soprattutto quando questa è persistente e mantenuta da uno stato di allerta continuo. Questo significa che mente e corpo stanno reagendo insieme a uno stress percepito come minaccioso.
In questo senso, potrebbe essere molto utile affiancare agli accertamenti medici un percorso psicologico, preferibilmente con un approccio **cognitivo-comportamentale specifico per l’ansia, che aiuti sua figlia a comprendere cosa sta succedendo, a ridurre l’ipervigilanza delle sensazioni corporee e a interrompere gradualmente il circolo della paura. Un lavoro di questo tipo può essere particolarmente efficace anche per restituirle un senso di fiducia nel proprio corpo e nelle proprie risorse.
Rimango a disposizione se desidera approfondire ulteriormente o chiarire qualche aspetto.
Dott.ssa FRANCESCA GIUGNO
Psicologo clinico, Psicologo
Brescia
buongiorno, ha fatto una buona scelta ad accertarsi in via prioritaria che gli aspetti di debolezza fossero dettati da cause organiche ma se, consultato il medico, questi aspetti non riconducono ad altro forse un supporto psicologico potrebbe essere un aiuto. Se ho ben capito a seguito di un malore ha iniziato a percepirsi molto stanca e impaurita ma gli aspetti ansiosi erano presenti da tempo seppur "a fasi". E' possibile che si sia spaventata molto e ora fatichi a gestire emotivamente quanto accaduto. Buona giornata
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, capisco molto bene la sua preoccupazione e il senso di allarme che può nascere nel vedere una figlia così giovane vivere questo tipo di difficoltà. Quando un genitore osserva pallore, debolezza e paura costante in un figlio, è naturale interrogarsi su cosa stia davvero succedendo e temere che dietro ci sia qualcosa di serio o pericoloso. Il fatto che lei stia cercando di comprendere e non minimizzare è già un elemento molto importante. Da quello che descrive, l’episodio della sincope sembra aver avuto un forte impatto emotivo su sua figlia. Per un ragazzo o una ragazza, svenire improvvisamente e farsi male al viso può essere vissuto come un evento spaventoso, che lascia una sorta di “traccia” nella memoria. Anche quando gli accertamenti medici risultano rassicuranti, l’esperienza resta impressa e può riattivarsi sotto forma di paura che possa accadere di nuovo. In questi casi il corpo e la mente iniziano a controllarsi continuamente, come se fossero sempre in allerta. La paura di svenire, quando si instaura, tende purtroppo ad autoalimentarsi. Più una persona ha paura di sentirsi male, più osserva ogni minimo segnale fisico. Questa attenzione costante amplifica sensazioni come debolezza, stanchezza, testa leggera, senso di febbricola o di pallore. Sono vissuti molto comuni negli stati ansiosi, soprattutto nei ragazzi, e possono essere percepiti come molto intensi e reali, anche se non indicano un problema fisico in corso. Il corpo, in uno stato di allarme prolungato, consuma molte energie e questo può far sentire davvero spossati. Il fatto che sua figlia si senta limitata in tutto è un altro aspetto tipico di queste situazioni. Quando si ha paura di svenire, si tende a evitare le attività, i luoghi o le situazioni che sembrano “rischiose”. All’inizio questo evita l’ansia, ma nel tempo rafforza l’idea che il pericolo sia reale e che lei non sia in grado di farcela. È un meccanismo comprensibile, ma che può mantenere il problema se non viene affrontato con gradualità e supporto. Rispetto al pallore e alla sensazione di debolezza, è possibile che una parte sia legata proprio allo stato di tensione costante. L’ansia non è solo una sensazione mentale, ma coinvolge tutto l’organismo. Può modificare la respirazione, la circolazione, la percezione delle forze, dando l’impressione di essere sempre sul punto di stare male. Questo non significa che sua figlia stia “immaginando” o esagerando, ma che il suo corpo sta reagendo come se ci fosse un pericolo, anche quando il pericolo non c’è più. In una fase delicata come l’adolescenza, questi vissuti possono essere ancora più intensi, perché il corpo cambia rapidamente e le sensazioni fisiche vengono spesso interpretate con molta paura. Il suo ruolo, in questo momento, è prezioso se riesce a trasmetterle un messaggio di fiducia, senza minimizzare il suo disagio ma neanche rinforzare l’idea che sia fragile o sempre a rischio. Frasi rassicuranti, che riconoscano la paura ma ricordino anche le risorse e i segnali di sicurezza, possono aiutarla a sentirsi meno sola e meno spaventata. Può essere molto utile valutare un supporto psicologico per sua figlia, non perché ci sia qualcosa di grave, ma per aiutarla a rielaborare l’episodio dello svenimento e a recuperare fiducia nel suo corpo. Un percorso di questo tipo può accompagnarla gradualmente a riprendere le sue attività e a interpretare le sensazioni fisiche in modo meno allarmante. La sua domanda è assolutamente legittima e il collegamento tra debolezza e ansia è possibile e frequente, soprattutto in situazioni come quella che descrive. Con il giusto sostegno e con tempi rispettosi, molte ragazze riescono a superare questa fase e a tornare a sentirsi più sicure e libere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Melissa Pattacini
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Gentile Paziente anonimo,
comprendo la sua preoccupazione; l'ipotesi ansiosa è plausibile visto alla luce dei sintomi riportati. Credo sia imprtante un confronto con il medico curante e valutre anche un supporto psicologico per comprendere questo possibile stato ansioso.
saluti
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. Un episodio come la sincope può risultare molto spaventoso per una ragazza e innescare una paura persistente di poter svenire di nuovo. È frequente che, dopo eventi di questo tipo, si sviluppi uno stato ansioso che porta a iperattenzione verso il corpo e a una progressiva limitazione delle attività. I sintomi che descrive (debolezza, pallore, sensazione di malessere generale) possono essere compatibili con l’ansia, che spesso si manifesta anche attraverso segnali fisici intensi, pur in presenza di esami nella norma. Dal punto di vista psicologico, può essere utile aiutare sua figlia a dare un significato a ciò che le è accaduto, a riconoscere il legame tra paura, pensieri e sensazioni corporee, e a recuperare gradualmente fiducia nel proprio corpo. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire l’ansia, ridurre l’iperattenzione ai segnali fisici e prevenire che la paura condizioni ulteriormente la sua vita quotidiana. Un caro saluto
Dott.ssa Sandra Pitino
Psicologo, Psicologo clinico
Modica
Buongiorno, il quadro clinico induce a pensare che sia gli aspetti psicologici sia quelli fisici potrebbero portare alla stato di debolezza dichiarato da sua figlia. Cosa consiglia il medico? Sarebbe pensabile intraprendere un percorso psicologico?
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,

può essere utile procedere un una valutazione dello stato ansioso. Può rivolgersi sia ad un professionista privato (psicologo esperto in età evolutiva) o al medico di base per un'impegnativa idonea.

Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Ilaria Villa
Psicologo, Psicoterapeuta
Carugate
Buongiorno, in seguito a un episodio che ha comprensibilmente spaventato, può succedere che si resti per un po’ in uno stato di allerta e che si manifestino sensazioni di stanchezza o debolezza, anche quando gli esami risultano rassicuranti. In queste circostanze possono concorrere diversi fattori, non solo fisici, ed è utile considerarli con gradualità e senza fretta, considerando anche che l'ansia si è manifestata in periodi precedenti la sincope. Resto in ogni caso a disposizione, anche online, qualora sentiste il bisogno di un confronto o di una consulenza psicologica. Un saluto.
Dott.ssa Elina Zarcone
Psicologo, Psicologo clinico
Agrigento
E' doveroso dire che lo stato di ansia perenne non fa che richieder un dispendio energetico non indifferente, al quale si aggiunge una costante attivazione nel controllare che non accade un altro episodio di svenimento. Sarebbe utile intraprendere un percorso di supporto al superamento di questa paura .
Dott.ssa Francesca Savoia
Psicologo, Psicologo clinico
Asti
Buongiorno,
Mi spiace molto per sua figlia e per le nuove paure emerse. L'ansia generalmente si può ricondurre ad una paura di non poter controllare alcuni eventi della vita, inoltre qui ha trovato terreno fertile concretizzandosi in una caduta impossibile da prevedere che le ha fatto sperimentare anche la perdita di coscienza temporanea. Le sue preoccupazioni sono fondate, ma il rischio è di generare ancora più ansia in sua figlia con atteggiamenti iperprotettivi e visite continue. Se avesse piacere valuti invece di farla parlare con uno psicologo così da farle prendere consapevolezza delle sue paure e imparare a gestire meglio gli eventi della sua vita.
Saluti
Buongiorno,
sicuramente la presenza di un vissuto ansioso può condurre anche a conseguenze somatiche. In queste situazioni una prima fase è quella di escludere qualunque problematica di tipo medico, a seguito si può avviare un percorso di supporto psicologico rispetto al vissuto emotivo del tema ansioso.
Se la componente di ansia è presente, indipendentemente dalle cause somatiche, il consiglio è di avviare già un percorso psicologico, e nel mentre approfondire se ci sono delle questioni di tipo medico che possono essere connesse.
Resto a disposizione, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Angelica Venanzetti
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile genitore,
da ciò che descrive la situazione di sua figlia è comprensibilmente fonte di preoccupazione. Un episodio di sincope, soprattutto se accompagnato da una caduta e da conseguenze fisiche come il trauma al viso, può avere un forte impatto emotivo: spesso l’evento viene vissuto come improvviso e incontrollabile e può innescare una paura persistente che si ripresenti.

Nei mesi successivi, è frequente che l’ansia si manifesti attraverso un’attenzione costante alle sensazioni corporee (debolezza, pallore, stanchezza, sensazione simil-febbrile), che possono essere reali ma amplificate dallo stato ansioso. Questo circolo vizioso può portare la ragazza a limitarsi sempre di più nelle attività quotidiane per il timore di svenire di nuovo, rinforzando ulteriormente l’ansia. Il fatto che ECG e accertamenti cardiologici risultino nella norma è un dato rassicurante; valori come colesterolo e piastrine lievemente aumentati, soprattutto in età adolescenziale, raramente spiegano da soli una sensazione di debolezza così marcata, ma vanno comunque monitorati dal medico curante.

Detto questo, è importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia senza una valutazione attenta: corpo e mente sono strettamente collegati e i sintomi fisici meritano sempre ascolto. Allo stesso tempo, l’ansia può effettivamente provocare sintomi intensi e molto realistici, soprattutto dopo un evento traumatico come quello che descrive.

Per questi motivi, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, così da valutare in modo integrato sia l’aspetto medico sia quello psicologico, aiutando sua figlia a comprendere cosa le sta accadendo e a recuperare gradualmente sicurezza e autonomia.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
capisco molto bene la sua preoccupazione: dopo una sincope con trauma (denti e viso) è frequente che si instauri una paura intensa di "ri-svenire" e questa paura può portare a ipercontrollo dei segnali fisici, limitazioni nelle attività quotidiane e sintomi come debolezza, pallore e senso di "febbre" anche quando il corpo è fisiologicamente stabile. Allo stesso tempo, in una ragazza di 16 anni che lei vede pallida e che si sente costantemente debole, è prudente non attribuire tutto all'ansia prima di aver completato un inquadramento clinico, perché la sincope in età adolescenziale ha cause diverse e alcune, anche se meno frequenti, richiedono attenzione.
Il fatto che l'ECG sia nella norma è un elemento rassicurante, certo è che va fatta un attenta valutazione medica della situazione e l’intervento va sicuramente accompagnato dalla figura del medico.

Sul piano psicologico, se la paura di svenire sta limitando molto la vita di sua figlia (evita scuola, sport, uscite, mezzi pubblici), un breve percorso mirato può essere molto utile. La letteratura su "fear of fainting" dopo sincope mostra che l'ipervigilanza sui segnali corporei e l'evitamento mantengono l'ansia e i sintomi, e che un intervento psicoterapeutico specifico di esposizione graduale e di re-significazione dell’esperienza può ridurre evitamenti e migliorare qualità di vita. L’esistenza di sua figlia è stata scossa da un evento che una ragazza così giovane, ma in generale chiunque, fa fatica a mettere nel racconto di vita senza un senso forte di paura e dubbio del futuro.

Le consiglio quindi un approfondimento medico coadiuvato da una psicoterapia o almeno un supporto e consulenza psicologica.

Spero di essere stato d’aiuto, rimanendo a disposizione,
Dott. Marco Scaramuzzino
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve,
da ciò che descrive la preoccupazione è comprensibile, soprattutto dopo un episodio come una sincope, che può essere vissuto come improvviso e spaventoso.
Quando un evento corporeo intenso (come uno svenimento con conseguenze fisiche) avviene, è frequente che nei mesi successivi si instauri un circolo di allerta: la ragazza presta molta attenzione alle sensazioni corporee, ogni segnale viene interpretato come possibile anticipo di un nuovo svenimento e questo, a sua volta, mantiene l’ansia e le limitazioni.
In questi casi l’ansia può effettivamente dare sintomi molto concreti e persistenti, tra cui:
senso di debolezza o spossatezza,
pallore percepito o reale,
sensazione simil-febbrile,
paura di muoversi o di esporsi a situazioni “rischiose”.
Il fatto che ECG e accertamenti principali risultino nella norma è un elemento rassicurante dal punto di vista medico; i valori di colesterolo e piastrine lievemente aumentati, di per sé, non spiegano di solito sintomi come quelli che descrive, ma vanno ovviamente monitorati dal medico curante.
Detto questo, è importante sottolineare che ansia e sintomi fisici non si escludono a vicenda: l’ansia non “inventa” i sintomi, ma può amplificarli e mantenerli nel tempo, soprattutto in adolescenza, quando il corpo è già attraversato da cambiamenti importanti.
Quando la paura di stare male porta a limitare le attività quotidiane, può essere utile non affrontare la situazione da soli. Un percorso psicologico può aiutare sua figlia a:
elaborare l’evento dello svenimento,
ridurre l’iper-controllo sul corpo,
recuperare gradualmente fiducia nelle proprie sensazioni fisiche.
Se lo ritenesse opportuno, questo tipo di difficoltà può essere approfondito all’interno di un colloquio psicologico, in un’ottica di integrazione con il monitoraggio medico già in corso.
Resto disponibile per un confronto qualora sentisse il bisogno di chiarire meglio questi aspetti.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott. Alessandro D'Addazio
Psicologo, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
Buon pomeriggio. Potrebbe essere utile rivolgersi al medico di base ed effettuare tutti gli esami del caso. Una volta che sia stata esclusa un'eventuale causa biologica, è possibile iniziare a prendere in considerazione un'origine psicologica.
Da come lo descrivi, può essere che dopo un episodio così si attivi molta preoccupazione e che il corpo resti “in allerta”, facendo sentire debolezza, stanchezza e paura che possa ricapitare. Allo stesso tempo, visto che la vedi pallida e limitata, ha senso confrontarsi di nuovo con il medico per escludere con calma anche cause fisiche e capire se servono altri controlli. Parlarne con un professionista può offrire uno spazio sicuro per accogliere queste sensazioni e renderle più gestibili, senza restare soli con questo peso.
Dott.ssa Irene Testa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Canelli
Gentile Utente, comprendo la Sua preoccupazione per Sua figlia, che sta passando purtroppo un periodo difficile. Rispetto alle analisi del sangue e tutto ciò che può riguardare la salute fisica, quindi eventuali visite ed esami specialistici, è importante che vi rivolgiate, come credo stiate già facendo, al Vs Medico di medicina generale ed eventuali Colleghi specialisti, così come è importante fare tutti gli accertamenti consigliati. Se non emergono condizioni fisiologiche, è utile valutare per la ragazza, se ne ha piacere, di poter fare un percorso di supporto psicologico per gestire l'ansia e le difficoltà di questo periodo. Spesso la mente e il corpo, quando si trovano a dover affrontare periodi lunghi di paura e ansia, utilizzano "energia e risorse" per cercare di gestire la situazione, con l'esito di una sensazione di debolezza e stanchezza enormi, proprio per lo sforzo richiesto.
A disposizione.
Dr.ssa Irene Testa
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera,
comprendo la sua preoccupazione. Vedere una figlia spaventata, pallida e limitata nelle sue attività quotidiane è qualcosa che pesa profondamente su un genitore, così come il dubbio di non sapere se ciò che osserva sia riconducibile all’ansia o ad altro.

Lo svenimento e la caduta che ne sono seguiti sono stati con ogni probabilità un evento molto spaventoso per sua figlia. Esperienze di questo tipo possono lasciare una forte paura che possa accadere di nuovo, portando a uno stato di allerta costante che finisce per condizionare la vita quotidiana.

Le sensazioni di debolezza e malessere generale che descrive possono essere compatibili anche con uno stato ansioso persistente. In questi casi l’ansia tende a manifestarsi in modo molto corporeo, amplificando i segnali fisici e rendendoli più difficili da interpretare.

Allo stesso tempo, è comprensibile chiedersi se la debolezza sia legata solo all’ansia. Il confronto con il medico curante e gli accertamenti già effettuati sono un passaggio importante per chiarire il quadro e ridurre l’allerta, offrendo maggiore sicurezza sia a lei che a sua figlia.

Accompagnare una figlia in un momento di così grande paura può essere molto faticoso anche per un genitore. Se sente che questa preoccupazione sta diventando difficile da sostenere, uno spazio di ascolto per lei può aiutarla a dare voce alla sua fatica e a trovare risorse per stare accanto a sua figlia in modo più sereno.

Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Buongiorno Signora, comprendo bene il suo stato di allerta e preoccupazione per la salute della figlia. Le consiglio di approfondire il quadro con il suo medico. Nel frattempo se la ragazza avesse bisogno supporto può scegliere di fare un consulto
Salve
la ringrazio per aver condiviso il suo stato d'animo, è comprensibile che da genitore si senta preoccupato sia per la sua salute fisica ma anche per il suo benessere psicologico.
Probabile che questo stato d'ansia si sia somatizzato, motivo per il quale occorrerebbe forse un sostegno psicologico; senza perdere di visita anche l'aspetto fisico e i valori risultati leggermente alterati ma di questo sono sicura che avrà modo di parlarne con lo specialista che la segue o con il suo medico di base
Dr. Federico D'Alessio
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi dispiace tanto per sua figlia, deve essere difficile per lei. Potrebbe trattarsi di ansia effettivamente, con conseguenti attivazioni corporee. Le consiglio di valutare la possibilità di indirizzarla verso un percorso psicologico che possa sostenerla.
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissimo, quella che descrive è una situazione delicata ma piuttosto comprensibile, soprattutto dopo un episodio come una sincope con trauma al viso. Per un’adolescente, vivere uno svenimento può essere molto spaventoso: il corpo “tradisce”, si perde il controllo, ci si fa male. È frequente che, dopo un evento del genere, si sviluppi una forte paura che possa ricapitare, e questa paura può mantenere uno stato di allerta costante.
L’ansia, soprattutto quando è legata alla paura di svenire, può produrre sensazioni molto simili a quelle che sua figlia descrive: debolezza, pallore, senso di febbricola, testa leggera. Quando il corpo è in iperallerta, il sistema nervoso può alterare la percezione delle energie e amplificare ogni minima sensazione fisica. Inoltre, la paura stessa di svenire può innescare sintomi (come cali pressori transitori o iperventilazione) che vengono poi interpretati come conferma del pericolo.
Il fatto che ECG e controlli siano nella norma è un elemento rassicurante importante. Colesterolo e piastrine lievemente alte, se il medico non ha segnalato urgenze, difficilmente spiegano sintomi come quelli descritti. Naturalmente è corretto continuare a confrontarsi con il pediatra o il medico curante per escludere cause organiche, ma quando gli accertamenti risultano tranquilli e la limitazione aumenta, spesso il mantenimento del problema è legato al circuito ansia-paura-evitamento.
In adolescenza, inoltre, il corpo è molto al centro dell’identità e ogni esperienza fisica intensa può avere un impatto emotivo forte. Se la paura sta limitando la sua vita quotidiana, potrebbe essere molto utile un supporto psicologico, l’ansia dopo un evento traumatico va compresa ed elaborata, altrimenti il corpo resta in uno stato di difesa.
Osservarla con attenzione, rassicurarla senza minimizzare, e magari proporle uno spazio di ascolto dedicato può aiutarla a non sentirsi sola in questa esperienza. Spesso, quando la paura viene compresa e lavorata, anche i sintomi fisici tendono gradualmente a ridursi.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Buonasera, grazie per aver scritto e per aver condiviso la sua preoccupazione.
Capisco bene quanto possa essere difficile vedere una figlia così giovane attraversare un periodo di ansia, soprattutto dopo un episodio come la sincope, che può essere vissuto come molto spaventoso e destabilizzante.

È importante considerare che, dopo uno svenimento, è frequente che si sviluppi una forte paura che l’episodio possa ripetersi. Questo può innescare un circolo tipico dell’ansia: la ragazza diventa molto attenta alle sensazioni corporee (debolezza, pallore, stanchezza), le interpreta come segnali di pericolo imminente e, di conseguenza, aumenta l’ansia stessa, che può amplificare ulteriormente i sintomi fisici.

La sensazione di “debolezza”, di corpo fragile o come se si avesse la febbre, è un sintomo molto comune negli stati ansiosi, soprattutto quando l’organismo è in uno stato di allerta costante. Anche il fatto che ora si senta limitata nelle attività è comprensibile: spesso chi ha paura di svenire tende ad evitare situazioni che potrebbero sembrare “rischiose”, alimentando però la paura nel lungo periodo.

Detto questo, è sempre corretto continuare a monitorare anche l’aspetto medico, come state facendo, per escludere cause organiche. Una volta rassicurati su questo piano, può essere molto utile intervenire sul vissuto emotivo legato all’evento traumatico e sulla gestione dell’ansia.

Le consiglierei di valutare un supporto psicologico per sua figlia: un percorso mirato può aiutarla a rielaborare la paura legata allo svenimento, ridurre l’ipercontrollo sul corpo e recuperare gradualmente sicurezza e autonomia.

Cordialmente,
Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Dott.ssa Giulia Ciaudano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Immagino la sua preoccupazione in quanto genitore per questa situazione delicata. Condivido l'importanza degli approfondimenti medici per escludere condizioni fisiche che possono incidere sul benessere della ragazza. Potrebbe essere prezioso poter contattare anche un professionista della salute mentale per comprendere meglio questa ansia e quanto questa incida sul quadro generale della situazione. Non è insolito che a seguito di piccoli traumi fisici si sviluppi una paura, ed eventualmente un'ansia, per la possibilità che riaccadano e che queste possano limitare la quotidianità della persona.
Resto a disposizione e nel frattempo le mando un caro saluto.
Dott.ssa Ciaudano

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