Salve, la mia figlia, una ragazza normale ,semplice carina con uno sviluppo e una crescita adatta pe
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Salve, la mia figlia, una ragazza normale ,semplice carina con uno sviluppo e una crescita adatta per ogni fase di età, senza tanti cambiamenti fino ad arrivare all età di 20 -21 anni. Nel periodo di adolescenza 14-15 anni innamoratissima di un ragazzo, poi a 18 -19 ha conosciuto un'altra ragazzo. Improvvisamente a 21 anni si è sentita attratta emotivamente da una sua amica. Sempre in quel periodo ha fatto erasmus all estero dove ha avuto un atto sessuale con una ragazza...La mie domande sono:Può essere omosessuale o bisessuale? Il cambiamento è dovuto a qualcosa? Quale è la spiegazione a tutto ciò? Ringrazio anticipatamente....Scusate un ultima cosa. Lei non mi ha parlato apertamente di tutto, sono venuta a sapere assistendo a una conversazione con la sua amica da qui ho capito che c era qualcosa. A quel punto me l ha detto. L ho ascoltata poi le ho detto intanto di vivere quello che sente poi in futuro si vedrà cosa sarà.
Gentile utente,
Il fatto che sua figlia abbia avuto relazioni o innamoramenti con ragazzi e, successivamente, abbia provato un coinvolgimento emotivo e anche un’esperienza con una ragazza, può rientrare in un percorso di scoperta di sé. Questo non significa necessariamente che “sia cambiata” in senso improvviso, ma piuttosto che sta entrando in contatto con parti di sé che prima non erano emerse o non erano state riconosciute. Non si tratta di qualcosa che “succede” per effetto di un episodio o di un contesto (come l’Erasmus), ma piuttosto di una dimensione complessa dell’identità che può emergere gradualmente. Da ciò che scrive, colpisce molto positivamente la sua risposta: averle detto di vivere ciò che sente e di vedere con il tempo è un messaggio di apertura e non giudizio, che rappresenta un fattore protettivo fondamentale.
Partendo da questo fattore credo sia molto utile per lei e per la relazione con sua figlia, parlare apertamente con lei dei dubbi e delle preoccupazioni che sente, in modo tale da rafforzare ancor di più il vostro rapporto.
Il fatto che sua figlia abbia avuto relazioni o innamoramenti con ragazzi e, successivamente, abbia provato un coinvolgimento emotivo e anche un’esperienza con una ragazza, può rientrare in un percorso di scoperta di sé. Questo non significa necessariamente che “sia cambiata” in senso improvviso, ma piuttosto che sta entrando in contatto con parti di sé che prima non erano emerse o non erano state riconosciute. Non si tratta di qualcosa che “succede” per effetto di un episodio o di un contesto (come l’Erasmus), ma piuttosto di una dimensione complessa dell’identità che può emergere gradualmente. Da ciò che scrive, colpisce molto positivamente la sua risposta: averle detto di vivere ciò che sente e di vedere con il tempo è un messaggio di apertura e non giudizio, che rappresenta un fattore protettivo fondamentale.
Partendo da questo fattore credo sia molto utile per lei e per la relazione con sua figlia, parlare apertamente con lei dei dubbi e delle preoccupazioni che sente, in modo tale da rafforzare ancor di più il vostro rapporto.
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Quello che descrive non è così insolito come può sembrare, anche se capisco che da genitore possa spiazzare.
L’orientamento affettivo e sessuale non è sempre qualcosa di “lineare” o già definito fin da subito. Per alcune persone è molto chiaro precocemente, per altre invece si costruisce nel tempo, attraverso le esperienze, le relazioni e anche i contesti di vita (come, ad esempio, un’esperienza all’estero, che spesso amplia possibilità e libertà di espressione).
Sua figlia potrebbe essere eterosessuale, bisessuale, omosessuale… oppure ancora in una fase di esplorazione. Non c’è necessariamente un “cambiamento” dovuto a qualcosa che è successo: più spesso si tratta di un prendere contatto con parti di sé che magari prima non erano emerse o non avevano avuto spazio.
È importante anche dire che non è qualcosa che si “diventa” per un evento specifico, né qualcosa che si può indirizzare o correggere. È piuttosto un processo interno, personale.
Da quello che scrive, lei ha avuto una reazione molto adeguata: ha ascoltato, non ha giudicato e le ha lasciato spazio per capire cosa sente. Questo è l’aspetto più importante. In questa fase sua figlia ha più bisogno di sentirsi accolta che di avere delle etichette o delle risposte definitive.
Col tempo sarà lei stessa a capire meglio come definirsi, oppure anche a non sentire il bisogno di definirsi in modo rigido. Il ruolo del genitore, in questi casi, è restare un punto fermo e sicuro, più che cercare spiegazioni precise.
Se dovesse avere dei dubbi o sentire il bisogno di confrontarsi ancora, può essere utile anche per lei avere uno spazio di parola, ma senza trasformare questa situazione in un problema da risolvere.
Non c’è nulla di “anormale” in quello che sta osservando. C’è una ragazza che sta conoscendo se stessa. E una madre che, da come scrive, le sta già offrendo la cosa più importante: ascolto e apertura.
L’orientamento affettivo e sessuale non è sempre qualcosa di “lineare” o già definito fin da subito. Per alcune persone è molto chiaro precocemente, per altre invece si costruisce nel tempo, attraverso le esperienze, le relazioni e anche i contesti di vita (come, ad esempio, un’esperienza all’estero, che spesso amplia possibilità e libertà di espressione).
Sua figlia potrebbe essere eterosessuale, bisessuale, omosessuale… oppure ancora in una fase di esplorazione. Non c’è necessariamente un “cambiamento” dovuto a qualcosa che è successo: più spesso si tratta di un prendere contatto con parti di sé che magari prima non erano emerse o non avevano avuto spazio.
È importante anche dire che non è qualcosa che si “diventa” per un evento specifico, né qualcosa che si può indirizzare o correggere. È piuttosto un processo interno, personale.
Da quello che scrive, lei ha avuto una reazione molto adeguata: ha ascoltato, non ha giudicato e le ha lasciato spazio per capire cosa sente. Questo è l’aspetto più importante. In questa fase sua figlia ha più bisogno di sentirsi accolta che di avere delle etichette o delle risposte definitive.
Col tempo sarà lei stessa a capire meglio come definirsi, oppure anche a non sentire il bisogno di definirsi in modo rigido. Il ruolo del genitore, in questi casi, è restare un punto fermo e sicuro, più che cercare spiegazioni precise.
Se dovesse avere dei dubbi o sentire il bisogno di confrontarsi ancora, può essere utile anche per lei avere uno spazio di parola, ma senza trasformare questa situazione in un problema da risolvere.
Non c’è nulla di “anormale” in quello che sta osservando. C’è una ragazza che sta conoscendo se stessa. E una madre che, da come scrive, le sta già offrendo la cosa più importante: ascolto e apertura.
Buongiorno,
sì, sua figlia potrebbe essere omosessuale, bisessuale, oppure trovarsi in una fase di esplorazione affettiva e sessuale. Non è necessariamente un “cambiamento” improvviso dovuto a qualcosa: a volte il desiderio e l’orientamento si riconoscono con più chiarezza nel tempo, quando ci si sente più liberi, autonomi o in un contesto nuovo, come può accadere durante un’esperienza all’estero.
Il fatto che in adolescenza sia stata innamorata di ragazzi non esclude che oggi possa provare attrazione anche per una ragazza. L’orientamento non sempre si manifesta in modo lineare e identico per tutti, e non ha bisogno di una “spiegazione” patologica o familiare. Può semplicemente far parte della sua storia personale.
Mi sembra molto importante il modo in cui lei ha risposto: ascoltarla e dirle di vivere ciò che sente, senza forzarla a definirsi subito, è un atteggiamento rispettoso e protettivo. Forse ora il punto più delicato non è capire “che cos’è”, ma farle sentire che può parlarne senza sentirsi giudicata o studiata.
Può aiutarla mantenere una posizione semplice: “non devo capire tutto subito, ma voglio che tu sappia che ti voglio bene e che puoi essere te stessa con me”. Questo, per una figlia, spesso vale più di qualunque spiegazione.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
sì, sua figlia potrebbe essere omosessuale, bisessuale, oppure trovarsi in una fase di esplorazione affettiva e sessuale. Non è necessariamente un “cambiamento” improvviso dovuto a qualcosa: a volte il desiderio e l’orientamento si riconoscono con più chiarezza nel tempo, quando ci si sente più liberi, autonomi o in un contesto nuovo, come può accadere durante un’esperienza all’estero.
Il fatto che in adolescenza sia stata innamorata di ragazzi non esclude che oggi possa provare attrazione anche per una ragazza. L’orientamento non sempre si manifesta in modo lineare e identico per tutti, e non ha bisogno di una “spiegazione” patologica o familiare. Può semplicemente far parte della sua storia personale.
Mi sembra molto importante il modo in cui lei ha risposto: ascoltarla e dirle di vivere ciò che sente, senza forzarla a definirsi subito, è un atteggiamento rispettoso e protettivo. Forse ora il punto più delicato non è capire “che cos’è”, ma farle sentire che può parlarne senza sentirsi giudicata o studiata.
Può aiutarla mantenere una posizione semplice: “non devo capire tutto subito, ma voglio che tu sappia che ti voglio bene e che puoi essere te stessa con me”. Questo, per una figlia, spesso vale più di qualunque spiegazione.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Cara signora,
da quanto scrive non è molto chiaro se lei stia ricercando risposte per sua figlia o per lei stessa. E' preoccupata per la serenità di sua figlia oppure si sente lei in difficoltà ad accettare l'eventuale omosessualità o bisessualità della ragazza? Hai mai pensato di aprire un dialogo aperto e sincero con lei invece di fare deduzioni da comunicazioni intercettate per caso? Le auguro di trovare le risposte che cerca. Buona giornata
da quanto scrive non è molto chiaro se lei stia ricercando risposte per sua figlia o per lei stessa. E' preoccupata per la serenità di sua figlia oppure si sente lei in difficoltà ad accettare l'eventuale omosessualità o bisessualità della ragazza? Hai mai pensato di aprire un dialogo aperto e sincero con lei invece di fare deduzioni da comunicazioni intercettate per caso? Le auguro di trovare le risposte che cerca. Buona giornata
Gentile Utente, nella fascia 13-24 anni é molto tipico sperimentare la sessualità. Sua figlia ha sentito la libertà di sperimentare sia con ragazzi che con ragazze e questo é molto positivo. Proprio tramite questi "esperimenti" sua figlia capirà (o magari ha già capito) il suo orientamento sessuale. Tutto ciò fa parte di una sano sviluppo mentale e identitario, da fuori può sembrare un "cambiamento" ma é piú verosimile vederlo come una "scoperta" di ciò che piace. Il consiglio non puó che essere di essere supportiva nei confronti di sua figlia circa la sua sperimentazione e scoperta di sé. Trovo molto prezioso infatti che le abbia detto di vivere ció che sente. Purtroppo che ancora molto stigma su questi aspetti quindi é comune che i giovani vivano un po'con timore l'esplorazione sessuale e il definirsi fuori dall'eterosessualitá.
Spero di essere stato chiaro, avesse altri dubbi o curiositá di approfondire degli aspetti del discorso mi scriva pure, sicuramente non é facile stare vicino ai figli in questioni cosí delicate.
Dottor Mauro Simonetti
Spero di essere stato chiaro, avesse altri dubbi o curiositá di approfondire degli aspetti del discorso mi scriva pure, sicuramente non é facile stare vicino ai figli in questioni cosí delicate.
Dottor Mauro Simonetti
Gentile Signora,la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e importante per lei come madre. È comprensibile che possa avere dubbi e bisogno di dare un significato a ciò che sta osservando.
Da quello che descrive, sua figlia sta vivendo un’esperienza che rientra nel normale percorso di esplorazione affettiva e identitaria tipico della giovane età adulta. L’orientamento sessuale non è sempre qualcosa di definito fin dall’inizio in modo rigido: per alcune persone può emergere in modo più graduale, anche attraverso esperienze diverse nel tempo. Questo non implica che ci sia stato un “cambiamento improvviso” causato da qualcosa di specifico, ma piuttosto una maggiore consapevolezza di ciò che sente.
Sua figlia potrebbe essere eterosessuale, bisessuale o omosessuale, ma non è necessario darle subito un’etichetta: ciò che conta è che possa comprendere e vivere serenamente i propri vissuti.
È molto significativo il modo in cui lei ha reagito: averla ascoltata senza giudizio e averle dato il permesso di vivere ciò che sente è un fattore protettivo molto importante per il suo benessere psicologico e per la vostra relazione. Sentirsi accettati in famiglia riduce notevolmente il disagio e favorisce uno sviluppo più sereno.
Se sente il bisogno di approfondire o di avere uno spazio di confronto, può essere utile anche per lei ritagliarsi un momento di supporto, per elaborare eventuali dubbi o emozioni che questa situazione può attivare.
Resto a disposizione,un caro saluto.
Da quello che descrive, sua figlia sta vivendo un’esperienza che rientra nel normale percorso di esplorazione affettiva e identitaria tipico della giovane età adulta. L’orientamento sessuale non è sempre qualcosa di definito fin dall’inizio in modo rigido: per alcune persone può emergere in modo più graduale, anche attraverso esperienze diverse nel tempo. Questo non implica che ci sia stato un “cambiamento improvviso” causato da qualcosa di specifico, ma piuttosto una maggiore consapevolezza di ciò che sente.
Sua figlia potrebbe essere eterosessuale, bisessuale o omosessuale, ma non è necessario darle subito un’etichetta: ciò che conta è che possa comprendere e vivere serenamente i propri vissuti.
È molto significativo il modo in cui lei ha reagito: averla ascoltata senza giudizio e averle dato il permesso di vivere ciò che sente è un fattore protettivo molto importante per il suo benessere psicologico e per la vostra relazione. Sentirsi accettati in famiglia riduce notevolmente il disagio e favorisce uno sviluppo più sereno.
Se sente il bisogno di approfondire o di avere uno spazio di confronto, può essere utile anche per lei ritagliarsi un momento di supporto, per elaborare eventuali dubbi o emozioni che questa situazione può attivare.
Resto a disposizione,un caro saluto.
Capisco la sua preoccupazione, ma vorrei rassicurarla sul fatto che l’orientamento sessuale, qualunque esso sia, va bene. Non è necessariamente qualcosa che va spiegato come un cambiamento improvviso: a volte una persona, nel tempo, scopre o riconosce meglio parti di sé che prima non erano ancora chiare.
La cosa più importante sembra essere che sua figlia si senta libera di vivere ciò che prova senza giudizio, e che possa sentirsi accolta anche da lei. Il fatto che lei l’abbia ascoltata con rispetto e le abbia lasciato spazio per capire con calma è molto prezioso, perché aiuta a mantenere un dialogo aperto e fiducioso.
La cosa più importante sembra essere che sua figlia si senta libera di vivere ciò che prova senza giudizio, e che possa sentirsi accolta anche da lei. Il fatto che lei l’abbia ascoltata con rispetto e le abbia lasciato spazio per capire con calma è molto prezioso, perché aiuta a mantenere un dialogo aperto e fiducioso.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Sua figlia si trova nell'età dell'adolescenza, tipicamente caratterizzata da esplorazione, scoperta e confusione. è possibile che sua figlia stia esplorando la propria identità sessuale, e che non sappia lei stessa come identificarsi: le esperienze che sta facendo, purchè non la mettano in pericolo e non le facciano del male, le servono per esplorarsi e conoscersi, andando nel tempo a definire una propria identità. Credo le abbia dato un buon consiglio e un buon supporto, dicendole di stare con le proprie emozioni e di capire nel tempo come si sentirà. Credo che l'unica cosa che conta sia farla sentire accolta per quello che è, qualsiasi cosa porti. Spero di averla aiutata, se avesse altre domande o dubbi mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Salve, capisco quanto come genitore possa essere spiazzante osservare un cambiamento importante nella vita affettiva di una figlia, specialmente se non è stato espresso apertamente fin da subito. Da ciò che scrive emerge il suo desiderio di capire e di accompagnarla nel modo migliore, ed è già un elemento prezioso nella relazione tra voi.
L’orientamento affettivo e sessuale non sempre segue traiettorie lineari: per molte persone si chiarisce nel tempo, attraverso esperienze ed esplorazioni che fanno parte del percorso di costruzione dell’identità. In un’ottica sistemico-familiare, può essere utile considerare anche come, dentro la rete delle relazioni familiari e sociali, ciascuno cerchi di trovare il proprio posto e la propria coerenza interna.
Non c’è necessariamente “una spiegazione” come causa o cambiamento improvviso; piuttosto, è un processo di scoperta e di definizione di sé. Ciò che può fare la differenza è mantenere uno spazio di dialogo aperto, in cui sua figlia senta che può essere accolta e rispettata, senza bisogno di dare risposte immediate su “chi è”.
Il suo atteggiamento di ascolto e di rispetto (“vivere quello che sente, poi in futuro si vedrà”) va proprio nella direzione di un accompagnamento sensibile e non giudicante. Spesso questo permette ai figli di sentirsi liberi di condividere, favorendo una relazione più profonda e autentica.
rimango sempre a disposizione per un eventuale consulto
Dottoressa Di Maggio Federica
L’orientamento affettivo e sessuale non sempre segue traiettorie lineari: per molte persone si chiarisce nel tempo, attraverso esperienze ed esplorazioni che fanno parte del percorso di costruzione dell’identità. In un’ottica sistemico-familiare, può essere utile considerare anche come, dentro la rete delle relazioni familiari e sociali, ciascuno cerchi di trovare il proprio posto e la propria coerenza interna.
Non c’è necessariamente “una spiegazione” come causa o cambiamento improvviso; piuttosto, è un processo di scoperta e di definizione di sé. Ciò che può fare la differenza è mantenere uno spazio di dialogo aperto, in cui sua figlia senta che può essere accolta e rispettata, senza bisogno di dare risposte immediate su “chi è”.
Il suo atteggiamento di ascolto e di rispetto (“vivere quello che sente, poi in futuro si vedrà”) va proprio nella direzione di un accompagnamento sensibile e non giudicante. Spesso questo permette ai figli di sentirsi liberi di condividere, favorendo una relazione più profonda e autentica.
rimango sempre a disposizione per un eventuale consulto
Dottoressa Di Maggio Federica
Buongiorno,
capisco la tua preoccupazione e anche il bisogno di dare un senso a ciò che sta vivendo tua figlia. È naturale, come genitore, interrogarsi e cercare spiegazioni.
Quello che descrivi rientra in un percorso che può essere assolutamente fisiologico: l’orientamento affettivo e sessuale non sempre è qualcosa di definito in modo rigido o immediato, ma può evolversi nel tempo, soprattutto nella giovane età adulta. Il fatto che tua figlia abbia provato sentimenti ed esperienze diverse non indica necessariamente un “cambiamento improvviso” dovuto a qualcosa di esterno, ma può essere l’espressione di una scoperta più profonda di sé.
Più che cercare una “causa”, può essere utile pensare a questo come a un processo di conoscenza e definizione della propria identità. Alcune persone si riconoscono chiaramente in un orientamento, altre attraversano fasi di esplorazione, altre ancora mantengono una certa fluidità.
Da quello che racconti, hai già fatto qualcosa di molto importante: l’hai ascoltata e le hai dato il permesso di vivere ciò che sente. Questo è un elemento prezioso, perché il clima di accoglienza e non giudizio è ciò che più favorisce il benessere e la serenità dei figli.
Se senti il bisogno di approfondire o di essere accompagnata in questo momento, anche uno spazio di confronto per te potrebbe aiutarti a orientarti meglio tra emozioni e dubbi.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
capisco la tua preoccupazione e anche il bisogno di dare un senso a ciò che sta vivendo tua figlia. È naturale, come genitore, interrogarsi e cercare spiegazioni.
Quello che descrivi rientra in un percorso che può essere assolutamente fisiologico: l’orientamento affettivo e sessuale non sempre è qualcosa di definito in modo rigido o immediato, ma può evolversi nel tempo, soprattutto nella giovane età adulta. Il fatto che tua figlia abbia provato sentimenti ed esperienze diverse non indica necessariamente un “cambiamento improvviso” dovuto a qualcosa di esterno, ma può essere l’espressione di una scoperta più profonda di sé.
Più che cercare una “causa”, può essere utile pensare a questo come a un processo di conoscenza e definizione della propria identità. Alcune persone si riconoscono chiaramente in un orientamento, altre attraversano fasi di esplorazione, altre ancora mantengono una certa fluidità.
Da quello che racconti, hai già fatto qualcosa di molto importante: l’hai ascoltata e le hai dato il permesso di vivere ciò che sente. Questo è un elemento prezioso, perché il clima di accoglienza e non giudizio è ciò che più favorisce il benessere e la serenità dei figli.
Se senti il bisogno di approfondire o di essere accompagnata in questo momento, anche uno spazio di confronto per te potrebbe aiutarti a orientarti meglio tra emozioni e dubbi.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
buongiorno, innanzitutto devo farle i complimenti per come ha reagito a questa situazione e per la comunicazione che ha pensato fosse utile per sua figlia, penso che qualsiasi figlio/a amerebbe sentirsi dire queste parole da un genitore. la maturazione sessuale non corrisponde necessariamente alla conoscenza di sè, dei propri gusti e delle proprie propensioni verso gli altri. queste cose maturano con l'esperienza, che a sua volta richiede coraggio, il coraggio di dare seguito alle emozioni che una persona sente in determinate circostanze. può accadere che mettiamo a tacere queste sensazioni per non ferire i genitori ad esempio, ma reprimendole difficilmente scompaiono, con il rischio di ripresentarsi in situazioni future non sempre facili da gestire. non so dirle sua figlia sia omosessuale o altro, certo quello che è accaduto ci fa capire come sia una persona coraggiosa e capace di ascoltare se stessa. siamo tutti diversi, difficile fare delle previsioni, quello che sappiamo ora è che che lei si sente libera e sicura di vivere appieno la propria affettività, anche grazie al fatto di avere al proprio fianco una madre che la capisce
Salve,
quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi e non necessariamente indica “un cambiamento improvviso” nel senso di qualcosa che si è modificato all’improvviso o per una causa esterna specifica.
L’orientamento affettivo e sessuale può emergere e definirsi in modo graduale nel corso della vita, soprattutto nella tarda adolescenza e nella prima età adulta. Alcune persone si riconoscono fin da subito in un orientamento preciso, altre invece attraversano fasi di esplorazione o scoperta, in cui possono sperimentare attrazione verso persone di sesso diverso o dello stesso sesso.
Alla sua domanda:
Sì, sua figlia potrebbe essere omosessuale, bisessuale, oppure semplicemente in una fase di esplorazione della propria identità.
Non è necessariamente “successo qualcosa” che ha causato questo: non è una conseguenza di eventi particolari o di influenze esterne, ma piuttosto un aspetto della persona che può diventare più chiaro con il tempo.
Il fatto che in passato abbia avuto relazioni con ragazzi non esclude nulla: l’orientamento può essere fluido o compreso meglio solo con l’esperienza.
È molto positivo il suo atteggiamento: averla ascoltata e averle detto di vivere ciò che sente è un messaggio importante di accettazione. Questo favorisce il benessere psicologico di sua figlia e mantiene aperto il dialogo, che è fondamentale.
In questa fase, più che cercare una “definizione”, può essere utile permetterle di conoscersi senza pressioni o etichette. Se dovesse avere dubbi, difficoltà o vissuti emotivi complessi, uno spazio di confronto con un professionista può aiutarla a orientarsi meglio.
Se anche per lei come genitore dovessero emergere domande, preoccupazioni o bisogno di comprendere meglio la situazione, è assolutamente legittimo chiedere supporto.
È consigliabile, in ogni caso, approfondire con uno specialista per avere un inquadramento più personalizzato.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi e non necessariamente indica “un cambiamento improvviso” nel senso di qualcosa che si è modificato all’improvviso o per una causa esterna specifica.
L’orientamento affettivo e sessuale può emergere e definirsi in modo graduale nel corso della vita, soprattutto nella tarda adolescenza e nella prima età adulta. Alcune persone si riconoscono fin da subito in un orientamento preciso, altre invece attraversano fasi di esplorazione o scoperta, in cui possono sperimentare attrazione verso persone di sesso diverso o dello stesso sesso.
Alla sua domanda:
Sì, sua figlia potrebbe essere omosessuale, bisessuale, oppure semplicemente in una fase di esplorazione della propria identità.
Non è necessariamente “successo qualcosa” che ha causato questo: non è una conseguenza di eventi particolari o di influenze esterne, ma piuttosto un aspetto della persona che può diventare più chiaro con il tempo.
Il fatto che in passato abbia avuto relazioni con ragazzi non esclude nulla: l’orientamento può essere fluido o compreso meglio solo con l’esperienza.
È molto positivo il suo atteggiamento: averla ascoltata e averle detto di vivere ciò che sente è un messaggio importante di accettazione. Questo favorisce il benessere psicologico di sua figlia e mantiene aperto il dialogo, che è fondamentale.
In questa fase, più che cercare una “definizione”, può essere utile permetterle di conoscersi senza pressioni o etichette. Se dovesse avere dubbi, difficoltà o vissuti emotivi complessi, uno spazio di confronto con un professionista può aiutarla a orientarsi meglio.
Se anche per lei come genitore dovessero emergere domande, preoccupazioni o bisogno di comprendere meglio la situazione, è assolutamente legittimo chiedere supporto.
È consigliabile, in ogni caso, approfondire con uno specialista per avere un inquadramento più personalizzato.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, la ringrazio per la condivisione.
L’orientamento sessuale non è necessariamente legato a qualche evento o condizione che porta una persona a scegliere dove dirigere le proprie scelte.
Ne il fatto che abbia avuto relazioni con il sesso maschile e femminile comporta una categorizzazione in omosessuale o bisessuale.
Andrebbe capito da lei cosa l’ha portata ad avere contatti con l’altro e il proprio sesso.
Probabilmente sua figlia è in una fase dove sta cercando di definire il proprio orientamento e sperimentare attraverso esperienze non è necessariamente un problema, anzi le consentirà di capire le sue preferenze e decidere con chi vuole avere delle relazioni.
Credo che la cosa migliore che può fare, come genitore, è rimanere in una posizione di ascolto e di comprensione verso sua figlia, in modo che si possa sentire libera di raccontare.
C’è ancora molto pregiudizio verso chi non ha un orientamento sessuale “classico” e spesso chi si trova ad essere attratto da persone del proprio sesso, o è attratto da entrambi i sessi biologici prova vergogna nell’esporsi per tutti i pregiudizi sociali che ancora persistono oggi.
Il lasciarle sperimentare ciò che sente, come le ha consigliato, è una cosa molto importante, perchè significa che lei come genitore sta accogliendo questo lato di lei e può farla sentire al sicuro nei passi che farà per capire in quale orientamento si vorrà definire.
Cordiali saluti
L’orientamento sessuale non è necessariamente legato a qualche evento o condizione che porta una persona a scegliere dove dirigere le proprie scelte.
Ne il fatto che abbia avuto relazioni con il sesso maschile e femminile comporta una categorizzazione in omosessuale o bisessuale.
Andrebbe capito da lei cosa l’ha portata ad avere contatti con l’altro e il proprio sesso.
Probabilmente sua figlia è in una fase dove sta cercando di definire il proprio orientamento e sperimentare attraverso esperienze non è necessariamente un problema, anzi le consentirà di capire le sue preferenze e decidere con chi vuole avere delle relazioni.
Credo che la cosa migliore che può fare, come genitore, è rimanere in una posizione di ascolto e di comprensione verso sua figlia, in modo che si possa sentire libera di raccontare.
C’è ancora molto pregiudizio verso chi non ha un orientamento sessuale “classico” e spesso chi si trova ad essere attratto da persone del proprio sesso, o è attratto da entrambi i sessi biologici prova vergogna nell’esporsi per tutti i pregiudizi sociali che ancora persistono oggi.
Il lasciarle sperimentare ciò che sente, come le ha consigliato, è una cosa molto importante, perchè significa che lei come genitore sta accogliendo questo lato di lei e può farla sentire al sicuro nei passi che farà per capire in quale orientamento si vorrà definire.
Cordiali saluti
Gentile,
leggo le sue domande con interesse e mi chiedo: cosa centra tutto questo aspetto della sessualità di sua figlia con lei? Penso potrebbe essere molto arricchente per lei trovare uno spazio terapeutico in cui poter indagare cosa le succede dentro nel rapporto con una figlia adulta che fa scelte diverse da quelle che si aspetta lei.
Un caro saluto,
Barbara
leggo le sue domande con interesse e mi chiedo: cosa centra tutto questo aspetto della sessualità di sua figlia con lei? Penso potrebbe essere molto arricchente per lei trovare uno spazio terapeutico in cui poter indagare cosa le succede dentro nel rapporto con una figlia adulta che fa scelte diverse da quelle che si aspetta lei.
Un caro saluto,
Barbara
Signora salve, dare delle risposte alle sue domande non sarebbe possibile neanche per un mago, la situazione è personale e soltanto sua figlia, riflettendo su se stessa, i suoi vissuti, le sue emozioni, ecc potrà arrivare a darsi delle spiegazioni, sempre se desidera averle. Lei come madre può ascoltarla, comprenderla ed accettare le sue scelte. La realtà che conta davvero è la serenità di sua figlia a prescindere dalle sue scelte sessuali e relazionali.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Emanuela Chiodi
Cordiali saluti.
Dott.ssa Emanuela Chiodi
Salve, sembrerebbe che nonostante sua figlia le abbia comunicato apertamente ciò che stesse vivendo in quel momento lei non si accontenti di ciò che le è stato detto, come se avesse bisogno di avere una spiegazione "professionale" su quello che è l'aspetto sessuo-affettivo di sua figlia. Provo a spostare il focus su quello che è il suo "sentire" come madre: si è domandata il perchè per lei è importante sapere in quale "categoria" incasellare sua figlia o avere una spiegazione delle scelte che sua figlia sta prendendo?
Comprendo profondamente il senso di disorientamento che può provare di fronte a un cambiamento che appare improvviso, quasi come se la traiettoria di vita di Sua figlia avesse preso una direzione imprevista rispetto a quanto osservato con amore e attenzione durante la sua crescita. È naturale che un genitore cerchi una spiegazione, un "perché" che possa rimettere ordine in una narrazione che sembrava già scritta e rassicurante.
In una prospettiva che guarda all'identità non come a un dato immutabile ricevuto alla nascita, ma come a un processo relazionale in costante divenire, potremmo dire che Sua figlia sta attraversando una fase di "identità formante". Secondo il pensiero di Diego Napolitani, noi siamo il risultato di un continuo dialogo tra le matrici che abbiamo interiorizzato in famiglia e le nuove esperienze che incontriamo nel mondo. L'adolescenza e la prima età adulta sono territori di esplorazione dove il soggetto cerca di capire chi è, non solo per opposizione o somiglianza ai genitori, ma attraverso l'incontro con l'Altro.
Il fatto che Sua figlia abbia avuto relazioni con ragazzi e che, successivamente, si sia sentita attratta da una ragazza non indica necessariamente un "errore" o un "cambiamento" dovuto a un evento traumatico. La sessualità umana è fluida e complessa; a vent'anni, l'esperienza dell'Erasmus — che simbolicamente rappresenta il distacco dalle matrici familiari e l'immersione in un contesto di totale libertà e alterità — può aver agito come un catalizzatore, permettendole di sperimentare parti di sé che prima non avevano avuto modo di emergere. Non si tratta di una "spiegazione" clinica, ma di una possibilità esistenziale: a volte abbiamo bisogno di allontanarci da casa per scoprire nuovi colori della nostra interiorità.
Chiedersi se sia omosessuale o bisessuale è un tentativo legittimo di dare un nome a ciò che sta accadendo, ma in questa fase è forse più utile considerare queste esperienze come tappe di un percorso di autoconoscenza. L'identità di Sua figlia si sta ridefinendo attraverso la relazione, e il fatto che Lei l'abbia ascoltata e le abbia consigliato di "vivere ciò che sente" è un atto di accoglienza straordinario. Questo Suo atteggiamento trasmette calore e protezione, elementi fondamentali perché lei non si senta "sbagliata" o fuori dagli schemi, ma libera di integrare queste nuove consapevolezze nella sua vita.
La direzione più preziosa non è quella della definizione rigida (bisessuale, omosessuale), ma quella del mantenimento di un canale comunicativo aperto e non giudicante. Se Sua figlia sentirà di poter narrare a Lei i suoi vissuti senza il timore di deluderla, potrà elaborare questa sua nuova dimensione in modo armonico. Il "futuro si vedrà", come Lei stessa le ha detto, è la chiave giusta: lasciare che sia il tempo, e la qualità delle relazioni che lei stringerà, a dirle chi desidera essere.
Cordialità,
Dottssa Giovanna Costanzo.
In una prospettiva che guarda all'identità non come a un dato immutabile ricevuto alla nascita, ma come a un processo relazionale in costante divenire, potremmo dire che Sua figlia sta attraversando una fase di "identità formante". Secondo il pensiero di Diego Napolitani, noi siamo il risultato di un continuo dialogo tra le matrici che abbiamo interiorizzato in famiglia e le nuove esperienze che incontriamo nel mondo. L'adolescenza e la prima età adulta sono territori di esplorazione dove il soggetto cerca di capire chi è, non solo per opposizione o somiglianza ai genitori, ma attraverso l'incontro con l'Altro.
Il fatto che Sua figlia abbia avuto relazioni con ragazzi e che, successivamente, si sia sentita attratta da una ragazza non indica necessariamente un "errore" o un "cambiamento" dovuto a un evento traumatico. La sessualità umana è fluida e complessa; a vent'anni, l'esperienza dell'Erasmus — che simbolicamente rappresenta il distacco dalle matrici familiari e l'immersione in un contesto di totale libertà e alterità — può aver agito come un catalizzatore, permettendole di sperimentare parti di sé che prima non avevano avuto modo di emergere. Non si tratta di una "spiegazione" clinica, ma di una possibilità esistenziale: a volte abbiamo bisogno di allontanarci da casa per scoprire nuovi colori della nostra interiorità.
Chiedersi se sia omosessuale o bisessuale è un tentativo legittimo di dare un nome a ciò che sta accadendo, ma in questa fase è forse più utile considerare queste esperienze come tappe di un percorso di autoconoscenza. L'identità di Sua figlia si sta ridefinendo attraverso la relazione, e il fatto che Lei l'abbia ascoltata e le abbia consigliato di "vivere ciò che sente" è un atto di accoglienza straordinario. Questo Suo atteggiamento trasmette calore e protezione, elementi fondamentali perché lei non si senta "sbagliata" o fuori dagli schemi, ma libera di integrare queste nuove consapevolezze nella sua vita.
La direzione più preziosa non è quella della definizione rigida (bisessuale, omosessuale), ma quella del mantenimento di un canale comunicativo aperto e non giudicante. Se Sua figlia sentirà di poter narrare a Lei i suoi vissuti senza il timore di deluderla, potrà elaborare questa sua nuova dimensione in modo armonico. Il "futuro si vedrà", come Lei stessa le ha detto, è la chiave giusta: lasciare che sia il tempo, e la qualità delle relazioni che lei stringerà, a dirle chi desidera essere.
Cordialità,
Dottssa Giovanna Costanzo.
Salve credo che la risposta data a sua figlia trasmetta esattamente quello che in questo momento forse le occorre, cioè accoglienza, comprensione e vicinanza. Probabilmente sua figlia sta attraversando una fase di ricerca della sua identità sessuale che avviene proprio tramite l'esplorazione di nuovi territori. Una singola esperienza sessuale non determina l'identità sessuale e l'orientamento sessuale di una persona; l'orientamento sessuale è qualcosa che deriva da comportamenti, fantasie, desideri e preferenze affettive. Per rispondere quindi alle sue domande direi che non è detto che sua figlia sia bisessuale, omosessuale o eterosessuale. Il cambiamento non è dovuto a qualcosa nello specifico ma semplicemente ad una ricerca di identità e orientamento sessuali.
Mi chiederei questo che significati può avere per lei come genitore, come la fa sentire questa ricerca di identità di sua figlia?
In ultimo, dato che avete aperto uno spazio di dialogo tra voi, suggerisco di lasciarlo aperto, per capire come si sente sua figlia in questo momento.
Un cordiale saluto,
Antonio Pagni Fedi
Mi chiederei questo che significati può avere per lei come genitore, come la fa sentire questa ricerca di identità di sua figlia?
In ultimo, dato che avete aperto uno spazio di dialogo tra voi, suggerisco di lasciarlo aperto, per capire come si sente sua figlia in questo momento.
Un cordiale saluto,
Antonio Pagni Fedi
Salve,
da quello che racconta, sua figlia non sembra una ragazza “cambiata all’improvviso”, ma una giovane adulta che sta probabilmente entrando in contatto con aspetti di sé che prima non aveva riconosciuto, o che magari non aveva mai avuto occasione di esplorare davvero.
Sì, è possibile che sia omosessuale, oppure bisessuale, oppure ancora che stia attraversando una fase di scoperta e comprensione della propria affettività e sessualità. A 20-21 anni molte persone iniziano a conoscersi in modo più profondo, soprattutto quando vivono esperienze nuove, maggiore libertà, contesti diversi da quelli abituali — come può essere un Erasmus.
Questo però non significa necessariamente che “prima fosse eterosessuale e poi sia cambiata”. La sessualità umana è spesso più complessa e sfumata di come immaginiamo, e non sempre si manifesta in modo lineare o identico nel corso della vita.
Mi colpisce però il modo in cui lei ha reagito quando sua figlia gliene ha parlato. Le ha detto di vivere ciò che sente e di non forzare subito definizioni definitive. È una risposta molto importante, perché dà spazio senza schiacciare, senza trasformare immediatamente tutto in un problema da risolvere.
Forse la domanda più utile non è “perché è successo?”, come se ci dovesse essere necessariamente una causa anomala o un evento che ha prodotto un cambiamento, ma:
chi sta diventando sua figlia oggi, e come può sentirsi accolta mentre lo scopre?
A volte i genitori cercano una spiegazione precisa perché hanno bisogno di ritrovare continuità con l’immagine che avevano del figlio o della figlia. È comprensibile. Ma le esperienze affettive non sempre funzionano come categorie nette e prevedibili.
Da quello che scrive, sua figlia ha avuto fiducia sufficiente da dirglielo, anche se inizialmente non apertamente. Questo dice già qualcosa di importante sul vostro legame.
Forse in questo momento ciò di cui ha più bisogno non è tanto che qualcuno le dica “chi è”, ma sentire che può esplorare quello che prova senza perdere lo sguardo affettuoso e stabile di sua madre.
da quello che racconta, sua figlia non sembra una ragazza “cambiata all’improvviso”, ma una giovane adulta che sta probabilmente entrando in contatto con aspetti di sé che prima non aveva riconosciuto, o che magari non aveva mai avuto occasione di esplorare davvero.
Sì, è possibile che sia omosessuale, oppure bisessuale, oppure ancora che stia attraversando una fase di scoperta e comprensione della propria affettività e sessualità. A 20-21 anni molte persone iniziano a conoscersi in modo più profondo, soprattutto quando vivono esperienze nuove, maggiore libertà, contesti diversi da quelli abituali — come può essere un Erasmus.
Questo però non significa necessariamente che “prima fosse eterosessuale e poi sia cambiata”. La sessualità umana è spesso più complessa e sfumata di come immaginiamo, e non sempre si manifesta in modo lineare o identico nel corso della vita.
Mi colpisce però il modo in cui lei ha reagito quando sua figlia gliene ha parlato. Le ha detto di vivere ciò che sente e di non forzare subito definizioni definitive. È una risposta molto importante, perché dà spazio senza schiacciare, senza trasformare immediatamente tutto in un problema da risolvere.
Forse la domanda più utile non è “perché è successo?”, come se ci dovesse essere necessariamente una causa anomala o un evento che ha prodotto un cambiamento, ma:
chi sta diventando sua figlia oggi, e come può sentirsi accolta mentre lo scopre?
A volte i genitori cercano una spiegazione precisa perché hanno bisogno di ritrovare continuità con l’immagine che avevano del figlio o della figlia. È comprensibile. Ma le esperienze affettive non sempre funzionano come categorie nette e prevedibili.
Da quello che scrive, sua figlia ha avuto fiducia sufficiente da dirglielo, anche se inizialmente non apertamente. Questo dice già qualcosa di importante sul vostro legame.
Forse in questo momento ciò di cui ha più bisogno non è tanto che qualcuno le dica “chi è”, ma sentire che può esplorare quello che prova senza perdere lo sguardo affettuoso e stabile di sua madre.
salve ho letto le sue parole, sarebbe utile chiedere un supporto come genitore in una fase che lei vive in cui vi è incertezza e dubbio, poiché lei ha accolto il sentire della ragazza ma sente la necessità di far rientrare queste notizie nell'idea che aveva di sua figlia. Questo stato d'animo preoccupato o confuso potrebbe avere il suo spazio in un percorso psicologico, dandogli la giusta importanza e valore. Spero di esserle stata d'aiuto.
Salve, l’orientamento affettivo e sessuale può essere vissuto e compreso in modo graduale, soprattutto durante la crescita e la scoperta di sé. Il fatto che sua figlia in passato abbia provato interesse per ragazzi non esclude la possibilità che possa sentirsi attratta anche da una ragazza. Alcune persone scoprono aspetti della propria identità affettiva più tardi, altre vivono attrazioni che possono cambiare o definirsi meglio nel tempo. Questo non significa necessariamente che ci sia stato un “cambiamento causato da qualcosa” o che vi sia un problema da spiegare o correggere.
Piuttosto che concentrarsi su un’etichetta immediata, può essere più utile lasciare spazio all’ascolto e alla comprensione di ciò che sua figlia sta vivendo. Da quello che racconta, il fatto che lei abbia accolto la sua confidenza senza giudicarla e le abbia detto di vivere ciò che sente è già un atteggiamento molto importante e protettivo. Sentirsi ascoltati e accettati in famiglia favorisce benessere emotivo e serenità nel percorso di crescita personale.
Un caro saluto.
Piuttosto che concentrarsi su un’etichetta immediata, può essere più utile lasciare spazio all’ascolto e alla comprensione di ciò che sua figlia sta vivendo. Da quello che racconta, il fatto che lei abbia accolto la sua confidenza senza giudicarla e le abbia detto di vivere ciò che sente è già un atteggiamento molto importante e protettivo. Sentirsi ascoltati e accettati in famiglia favorisce benessere emotivo e serenità nel percorso di crescita personale.
Un caro saluto.
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