Salve a tutti. Da qualche anno mi sono trasferito in una città che mi fa stare male e dove non sono
Salve a tutti. Da qualche anno mi sono trasferito in una città che mi fa stare male e dove non sono mai riuscito ad integrarmi. Nel frattempo con la mia compagna abbiamo preso casa con rispettivi prestiti e da poco siamo diventati genitori. Sulla carta dovrei essere felice, o almeno realizzato, e invece mi sento in una trappola senza via di fuga. Mi sveglio ogni mattina con la nausea solo al pensiero di affrontare la giornata qui. Mi sento letteralmente morto dentro. La mia testa pensa a questo da quando mi sveglio a quando vado a dormire, arrivo a sperare di morire o che mi prenda qualche malattia, perché al momento mi sembra l'unica via d'uscita. Sono bloccato. Andarmene adesso è impossibile con gli impegni economici e la famiglia appena creata, e ho il terrore che non lo sarà mai. In più ho la paura costante che sia comunque troppo tardi per stare bene, anche se un giorno dovessi riuscire a cambiare città. In passato ho provato psicofarmaci (SSRI e stabilizzatori) ma non mi hanno fatto nulla, e di terapia ne ho fatta poca 4 o 5 incontri. Non so più cosa fare o come gestire le giornate senza farmi distruggere da questo soffocamento. Dato che i farmaci mi hanno fatto addirittura peggio, Un percorso di terapia continuativo può davvero servire a qualcosa quando ci si sente così?
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