Più di una volta avevo interrotto (oppure lo faceva la mia psicoterapeuta) la psicoterapia, perchè n

Più di una volta avevo interrotto (oppure lo faceva la mia psicoterapeuta) la psicoterapia, perchè non ce la facevo più, era come se era troppo per me, dei compiti troppo complessi, difficili, avevo tanta paura e volevo proteggermi. La mia psicoterapeuta me lo aveva fatto capire, che la colpa è solo mia se non riesco a risolvere il mio problema. Forse non mi va davvero di cambiare, perchè sennò a quest'ora sarei stata già bene. In tutto ho fatto 4 anni di psicoterapia. Avevo chiesto aiuto per la mia ansia sociale. Ma forse ho più problemi di quelli che pensavo di avere, forse sono una persona tossica o troppo problematica, forse spesso non mi rendo conto di non essere capita, forse sbaglio sempre. Mi sento così....non so descriverla questa cosa, vi basti immaginare che vorrei solo chiudere gli occhi e non essere mai nata. Nascere non è stata una buona idea, era meglio se non fossi mai esistita, non sono in grado di vivere e di apprezzare la vita, tutti la pensano diversamente da me, sono troppo lontani per potermi davvero capire. A volte non è sufficiente mettersi nei panni dell'altro. Io non ce la faccio a stare bene, con o senza terapia, vorrei starmene da sola, vorrei sparire piano piano, vorrei andarmene in silenzio senza disturbare più nessuno.

21 risposte


Probabilmente nonostante l'impegno suo e della psicoterapeuta c'è stato qualcosa in questo percorso che non è andato per il verso giusto. Lei non si deve scoraggiare! Le consiglio una psicoterapia a orientamento psicodinamico integrata e potenziata da medicinali naturali. Se vuole sono a sua disposizione telefonicamente per ulteriori informazioni; tenga, inoltre, presenta che è possibile fare la terapia anche on line. Cordiali saluti!

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Salve, lei parla del silenzio. Perché non prova invece a parlare, a trovare qualcuno che la sappia ascoltare. Gli incontri in psicoterapia sono spesso come gli incontri comuni, a volte funzionano e parte una relazione di fiducia a volte no. Spesso la responsabilità non è da nessuna parte, semplicemente accade. Oppure ritrova in questo incontro difficoltà che ha comunque nella vita relazionale. Non si scoraggi. Riprenda in mano la sua vita e si faccia aiutare da chi può. La saluto cordialmente Marina Montuori


Salve, sa, si dice che non esistono pazienti difficili ma terapeuti incapaci. Quindi, cosa dovrebbe fare ora? Saluti

Dr. Vincenzo Cappon

Dr. Vincenzo Cappon

psicologo

Castiglione delle Stiviere

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Quanto dolore nelle sue parole. C'è sempre una speranza, ed una via d'uscita. Deve trovare la forza di reagire e chiedere aiuto. Purtroppo i pensieri negativi si autoalimentano e ci conducono alla disperazione...ma se ne esce. Dr.Marina Forte


Gentile Signora una terapia non si valuta in termini di anni ma di risultati ovvero se la coppia analista paziente riesce a riattivare una serie di processi, che a loro volta portano a una serie di cambiamenti. Immagini questo processo come un fiume che scorre con punti in cui la corrente è veloce e punti in cui sembra fermo ma che comunque alla fine partendo dalla sorgente arriva fino al mare. Da quello che narra nella sua nota sembra una buona opportunità contattare uno psicoterapeuta per un consulto e forse per continuare il percorso che ha iniziato. Può capitare che a volte il fiume sembri fermo ma chissà forse è solo un'impressione. Un cordiale saluto


Secondo me non è stata ottimale l'alleanza terapeutica con la precedente terapeuta. Vale la pena di non scoraggiarsi e continuare il percorso con un altro professionista e valutare se ci fa progredire e star meglio. Cordiali saluti, dr.ssa Daniela Benvenuti, Padova-Feltre


Buona sera, nella sua domanda si legge una profonda tristezza con un fondo depressivo. Forse sarebbe bene chiudere il rapporto terapeutico in corso e riiniziare un rapporto psicoterapeutico nuovo. Le consiglio una terapeuta che applica il metodo EMDR, è una terapia che elabora i vari traumi che accadono nella nostra vita, le assicura che è una terapia valida, ho avuto dei buoni successi con i pazienti, le auguro un buon proseguimento, dott. Eugenia Cardilli.


Salve, alcune psicoterapie prevedono l'uso di compiti, altre no. Potrebbe essere il caso di indirizzarsi verso una psicoterapia ad indirizzo dinamico che prediliga l'ascolto della persona invece che la proposta di compiti. Che senso ha forzare qualcuno che fa difficoltà a vivere ad agire compiti nel mondo, prima di aver accolto il dolore che porta? Come già proposto dal collega, resto dispinibile per un colloquio online. Un caro saluto


Gentile utente di mio dottore, Stare bene è anche una scelta ed un assunzione di responsabilità. 4 anni di psicoterapia non sono pochi e sicuramente qualcosa avranno prodotto. Ritengo sia opportuno che continui il percorso dandosi l opportunità di stare bene. Ne vale sempre la penabmi creda. Tanti auguri per tutto. Un caro saluto Dott. Diego Ferrara


Salve, scrive di essere "una persona tossica o con troppe problematiche e di sbagliare sempre" e per questo si sente in colpa. Credo che lei non si senta ascoltata nella sua sofferenza né supportata nella sua difficoltà ad affrontare le sue problematiche. Un saluto


Gentile signora, quanto giudizio traspare dalle sue parole. Non credo che la collega alla quale si è rivolta avesse questa intenzione, ma talvolta la terapia, quando la relazione non funziona a dovere, amplifica il nostro autogiudizio e il conseguente senso di colpa. Credo che per lei sarebbe utile cambiare terapeuta (non si preoccupi le assicuro che è molto frequente) e che trovi finalmente l'ambiente non giudicante e accogliente di cui ha bisogno. Ricordi che creare il giusto ambiente relazionale e trovare gli strumenti terapeutici adatti è un compito e una responsabilità del professionista, sicuramente non del paziente. Un caro abbraccio


Carissima. Appare evidente che il lungo percorso intrapreso con la sua psicoterapeuta non l'hanno condotta al raggiungimento degli oobiettivi sperati. Tocca a lei adesso decidere se vuole realmente "svoltare". Si dia una reale possibilità consultando un altro psicoterapeuta, a volte è necessario. Cordialmente dott.ssa Tecla Savio


Credo di leggere nelle sue parole un rande desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Quelle paure e quelle ansie che lei vive sono solo una parte esteriore di un bellissimo mondo interiore che ancora non conosce.


Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Salve..in un bellissimo film di Robert Redford, la leggenda di Bagger Vance, con Will Smith, ci sono tanti significati profondi, in particolare c'è una scena che trovo simbolicamente molto adatta a quanto ho letto. Nel buio il protagonista sta tirando le palle da golf verso il nulla, e Bagger Vance, appena apparso, gli chiede se si sta preparando per il torneo. il protagonista dice io non giocherò mai più a golf e di rimando, quello che sarà il suo futuro caddy gli dice, che è particolare che una persona che non vuole più giocare si ritrova nella notte a tirare. Spero le possa risuonare un po' Le auguro di aggrapparsi alla sua voglia di fiducia nella vita Massimiliano


Buongiorno cara, la situazione che stai vivendo non è affatto facile! Mi vien da chiederti..che cosa faresti se non avessi paura? Prova a rispondere a questa domanda..magari scrivila su un quaderno nuovo. Poi penso che possa esserti utile leggere anche questo libro: ‘Chi ha spostato il mio formaggio?’ di Spencer Johnson..se non l'hai già letto! E' una lettura molto veloce e semplice e contiene all'interno molte pillole di saggezza che per iniziare possono darti una mano ad indirizzarti verso la tua giusta strada. Poi se vorrai potrai contattarmi in modo da proseguire il percorso assieme.


Il lavoro fatto con la precedente terapeuta potrebbe rappresentare un passetto in avanti rispetto al suo stato di partenza. Non lo guarderei in ottica fallimentare, anzi! Forse c’è ancora qualche passo da fare e, magari, tenterei con un altro terapeuta; giusto per vedere se, con un altro approccio terapeutico, lei possa migliorare! Cordialmente Dott. Ssa Stefania Romanelli


Buongiorno Gentile utente, il fatto che abbia comunque affrontato un percorso di psicoterapia lascia immaginare che nonostante il suo malessere ha la volontà di stare meglio, magari è arrivato il momento di iniziare un nuovo percorso. a disposizione se necessario un saluto Dott.ssa Meloni Federica Maura


Buongiorno, a volte quello che manca è la consapevolezza che a volte, soprattutto nei lunghi percorsi, la fiducia tra le parti viene messa in discussione. Provi a parlarne con il suo terapeuta, e nel caso valuti la possibilità di rivolgersi ad un altro collega. Coraggio! Vale a pena superare le difficoltà! Dott.ssa V. Agostinetto


Sento nelle Sue parole un’amarezza che tocca il cuore, il peso di una stanchezza che sembra aver consumato ogni speranza di essere compresa. È terribilmente doloroso sentire che il luogo che doveva proteggerLa sia diventato invece lo spazio del giudizio, dove il mancato cambiamento è stato letto come una "colpa". Vorrei dirLe con fermezza che in psicoterapia non esiste il concetto di colpa del paziente: se un percorso si interrompe o se i passi appaiono troppo faticosi, non è perché Lei non voglia guarire, ma perché probabilmente quel tipo di approccio o quel ritmo non erano adatti alla delicatezza della Sua struttura interna. L’ansia sociale e il desiderio di scomparire sono spesso modi disperati che la nostra identità utilizza per proteggersi da un mondo sentito come estraneo o minaccioso. Quando Lei dice che "nascere non è stata una buona idea", sta dando voce a un vissuto di esclusione profonda, come se non si sentisse autorizzata a occupare il Suo posto nelle relazioni. Quelli che Lei chiama errori o l'essere "tossica" sono in realtà i Suoi tentativi, pur sofferti, di gestire una paura che gli altri non sempre riescono a vedere. La resistenza al cambiamento non è una mancanza di volontà, ma una necessità di sopravvivenza: a volte stare fermi è l'unico modo che conosciamo per non cadere a pezzi. La psicoterapia, nella sua dimensione più umana e relazionale, non dovrebbe essere un insieme di "compiti complessi" da assolvere, ma un cammino lento dove anche il Suo desiderio di solitudine e il Suo silenzio possono essere accolti come parti preziose di Lei. Non è vero che Lei è troppo problematica per essere aiutata; forse ha solo bisogno di un tempo diverso, più lungo e più dolce, dove non debba scusarsi per la Sua sofferenza o per il fatto di non essere ancora "stata bene". La Sua vita ha un valore che prescinde dai risultati che riesce a ottenere, e il Suo dolore merita una dimora che non conosca il peso del biasimo. Le porgo i miei più sinceri saluti, restando vicina a questo Suo momento di profonda stanchezza. Dott.ssa Giovanna Costanzo Psicoterapeuta


Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it⁠. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta

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