Mia madre si è ammalata ed io non so come trovare la forza. Un anno fa ha scoperto un melanoma, è s
Mia madre si è ammalata ed io non so come trovare la forza. Un anno fa ha scoperto un melanoma, è stato il periodo peggiore della mia vita; poi sembrava tutto si fosse risolto. Invece, a seguito di alcuni esami, ha scoperto delle metastasi. Sto malissimo e non so come affrontare la cosa. Ho attacchi di ansia e non riesco a pensare ad altro. Ho paura costante e piango spesso, cerco di non farle vedere che sto male ma mi mostro tranquilla. Non sopporto quello che le sta succedendo e non sopporto il pensiero di quello che dovrà affrontare. Ne sta risentendo tutta la mia vita, mia madre è giovane ha 62 anni. Ho così paura che mi manca il respiro, e quando mi capita magari di sorridere per qualcosa è come se mi sentissi in colpa..e mi crolla tutto il mondo addosso. Come posso trovare la positività? Come posso affrontare tutto questo per dare forza a mia madre e per far si che non mi si distrugga la vita? Grazie
26 risposte
Gentile utente, quello che sta affrontando è un evento di vita “importante” e difficile da gestire emotivamente. I suoi vissuti sono comprensibili rispetto alla situazione che descrive. È difficile e doloroso inserire un evento così minaccioso all’interno della quotidianità. Non credo ci siano consigli universali sennon trovare il suo personale modo di affrontare questa difficile situazione stando sia con il pericolo che questa comporta sia con la possibilità di continuare a vivere una persona che c’è e che può combattere quel che sta accadendo. Un caro saluto
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La rottura degli equilibri di vita che una malattia porta nelle persone è a volte ingestibile. In questo caso credo che l'ansia sia determinata non solo dal pensiero della sofferenza per la mamma, ma anche da un senso di inutilità, perchè non ci si può fare nulla. E', naturalmente, un pensiero generato dalla nostra mente. Penso che tutto questo vada affrontato con un bravo professionista vicino a lei, che la aiuti a ritrovare una serenità, per quanto possibile in un momento come questo. Dalla suaserenità passa anche quella della mamma. Non si trascuri. Un caro saluto.
La sua posizione di figlia e la costante preoccupazione che accompagna la malattia di sua madre non sono certo facili da gestire. Dare appoggio e aiuto quando si è così tanto attraversati dal dolore non è agevole. Le consiglio di farsi aiutare in questo difficile momento attraverso una terapia di supporto che le dia modo di riflettere sul significato profondo di ciò che state attraversando e di riprendere la serenità sufficiente a non perdere lucidità un questo difficile momento che è impegnativo per tutto il nucleo familiare. Un caro saluto.
Gentile utente, quello che oggi sta vivendo è di certo un carico troppo pesante a portare da solo. le consiglio di rivolgersi da uno psicologo per trovare lì il supporto emotivo di cui ha bisogno e affrontare al meglio la situazione. saluti.
Credo che un primo importante passo da fare sia accettare la propria fragilità e difficoltà emotiva nell'affrontare un evento così doloroso relativo alla malattia di sua madre. Sentirsi spaesati, in ansia e senza punti di riferimento è normale e non ci si deve colpevolizzare. In questi casi chiedere un aiuto psicologico e trovare un appoggio emotivo da parte di uno psicologo che la aiuti a elaborare la difficile situazione credo sia l'unico modo per poi avere la forza di accompagnare sua madre in questo difficile percorso di cura della malattia. Un saluto
Ha bisogno di uno spazio (la relazione terapeutica) all'interno del quale farsi aiutare a esprimere le sue emozioni: paura, dolore, rabbia... Queste non scompariranno, ma acquisiranno un senso e imparerà ad accettarle e accoglierle. In tal modo riuscirà ad affrontare le difficoltà che la vita le sta presentando e riuscirá ad andare avanti. Cordiali saluti, dott. Giorgio Gualazzi.
Il dolore e la paura che questa penosa malattia possono generare sono davvero difficili da gestire. Che si senta come ci descrive è più che comprensibile, ma forse non dovrebbe farsi carico da sola di tutta questa fragilità, sia la sua che quella di sua mamma. Provi ad appoggiarsi a un professionista per elaborare, insieme, tutte le emozioni devastanti che probabilmente stanno prendendo il sopravvento, dandole la sensazione di poter perdere la “bussola” della sua vita. Un caro saluto Dott.ssa Elisa Galantini
Buonasera, mi dispiace moltissimo per la sua situazione. Capisco bene il grande affetto che prova per sua mamma. Tuttavia è importante mettere dei "confini" in modo da poter aiutare gli altri senza esserne sopraffatti. Consiglierei una visita psicologica per aiutarla a superare questo difficile momento della vita. dott. Tealdi
Buonasera! Purtroppo non ci sono ricette ad hoc per poter trovare la via di uscita al dolore. Immagino ciò che sta provando e la disperazione che accompagna momenti di vita del genere. Ogni situazione personale ed ogni rapporto, in questo caso quello con sua madre, mobilita sentimenti individuali legati alla nostra storia personale e perciò l'unica cosa da fare per rendere la vita migliore, nonostante tutto, è quella di farsi accompagnare in un percorso di sostegno psicologico. Contatti un professionista della sua zona e dia uno spazio al suo dolore. Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera. Una diagnosi come quella ricevuta da Sua madre comporta una serie di destabilizzazioni personali e del contesto familiare, con ripercussioni su orizzonti d'attesa (progetti che divengono impossibili, possibilità che si chiudono, aspettative tragiche che si affacciano all'improvviso), sui ruoli, sulle identità di coloro che sono coinvolti. La sintomatologia descritta è pienamente congruente con un quadro come quello che ho accennato; c'è una forte componente ansiosa che si manifesta a livello somatico e una componente di senso di colpa che è verosimilmente da connettersi alla possibilità negata di essere felice di fronte a una tragedia che si sta consumando di fronte ai Suoi occhi. Ad essa si associano aspetti di responsabilità, sia per quanto riguarda l'essere di supporto sia per quanto riguarda la facciata che Lei vorrebbe mantenere per non essere di ulteriore peso alla mamma. Naturalmente questo comporta una fatica, uno stress e un'ansia aggiuntiva che non fanno che peggiorare i sintomi. Per poter significare in modo identitario quanto riporta e necessario declinarlo all'interno della specifica storia di vita e della relazione con la mamma. Per questo è necessario un colloquio psicoterapeutico volto a indagare i Suoi modi di mantenere il senso di stabilità personale per riconfigurare identitariamente quando sta avvenendo e riaprire possibilità d'azione nonostante la difficoltà. Contatti uno psicoterapeuta e trarrà giovamento, nonché risorse per essere di supporto anche alla mamma. In bocca al lupo. Cordialità, DMP
Gentile utente, Mi dispiace molto per il dolore che sta provando. Sembra che sta cercando un modo, per quanto difficile sia, di stare accanto a sua madre e darle supporto. Anche questo sovraccarico, oltre la sofferenza che prova, mi spingono a dirle di cercare un sostegno psicologico che la aiuti e la accompagni in questa fase della sua vita. Le mando i miei saluti. MF
Buonasera. Mi spiace davvero tanto per quello che sta provando. Il senso di impotenza che porta l'irrompere di una malattia all'interno di una famiglia, è qualcosa, spesso, di insopportabile. Che porta a sentimenti di rabbia e di dolore intenso. Le emozioni che sta provando hanno bisogno di essere comprese meglio e ordinate, così da poterle gestire nel migliore dei modi. La malattia ha colpito tutti nella sua famiglia, e lì dovrete trovare le risorse per affrontarla insieme. Non siete soli. Un forte abbraccio. Massimiliano Trossello
Buongiorno, una patologia tumorale che colpisce un nostro stretto familiare ha solitamente delle ripercussioni importanti sul piano emotivo sulla famiglia e su chi sta più vicino a chi é malato. Se i sintomi che accusa costituiscono per lei già un disagio significativo al punto da farle perdere come ha scritto la positività le suggerisco vivamente di intraprendere un percorso psicologico che l'aiuti nell'elaborare la sofferenza legata alla malattia di sua madre così che lei possa non solo ritrovare la serenità per se stessa ma anche l'energia necessaria che le serve per continuare se vuole a stare accanto a sua madre senza che questo comporti poi un disagio. Cordiali Saluti, Dott.ssa Lucia Scafidi
Gentile, capisco quale può essere il suo dolore e della difficoltà di affrontarlo. In questi casi le posso consigliare di farsi aiutare da un professionista. Mai come in queste situazione in importante un supporto psicologico che le permetta di tollerare ed accettare quello che le sta accadendo. Cordialmente. Dr.ssa Marina Gori
Buonasera, il cancro è uno degli eventi più traumatici e stressanti sia per il malato che per i suoi familiari. È importante che lei si ritagli dei momenti di piacere e di relax senza colpevolizzarsi perché anche lei ha bisogno di sostenersi e farsi sostenere. Se se le sue energie ed il suo umore sono bassi non potrà stare accanto a sua madre, è importante che lei si "ricarichi". Questo evento sta scatenando delle forti emozioni e soprattutto tanta paura, potrebbe esserle di aiuto il sostegno di un professionista per individuare delle risorse utili ad affrontare questo evento doloroso ed intanto provo ad individuare anche tra le persone che le vogliono bene la presenza di figure di sostegno per lei. Sono disponibile per ulteriori informazioni e per accompagnarla se vorrà intraprendere un percorso di sostegno. Cordialmente dottoressa Adriana Casile
Buonasera, è comprensibile il suo stato di preoccupazione e di malessere in relazione a una situazione difficile com'è una malattia importante come quella di sua madre. Le consiglio, come detto anche dai colleghi, di ritagliarsi uno spazio personale per poter esprimere le sue emozioni ed affrontare così il suo dolore. Consulti uno psicologo e inizi un percorso che possa aiutarla. Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino
Salve, convivere con una persona a cui vogliamo bene e pensare che ha una malattia, che non conosciamo come andrà a finire, sicuramente ci fa stare male. Sopportare e gestire questo peso è difficile, quindi sarebbe bene che in questo momento lei si faccia aiutare per ritrovare il suo equilibrio. quindi consulti una psicoterapeuta che l'aiuterà a trovare le modalità giuste per lei per superare il momento, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
Gentile Utente, affrontare una malattia comporta un grande carico emotivo, sia per chi ne soffre sia per i familiari. La paura, l’ansia, il senso di colpa che ha descritto, sono vissuti emotivi normali per chi si trova nella sua condizione. Sta dimostrando una grande forza nello stare vicino alla mamma, nonostante la sofferenza che prova. Il carico emotivo che deve sostenere potrebbe diventare però così grande da ostacolare la sua serenità e renderle più difficile prendersi cura della mamma. Le consiglio perciò di rivolgersi ad uno psicologo, che la possa aiutare a sostenere la sofferenza che prova e a trovare un po’ di serenità in questo momento così delicato. Cordiali saluti, Dott.ssa Irene Capello.
Gentile Utente. L'evento che sta affrontando è doloroso e destabilizzaznte. La malattia, nostra e dei nostri cari, disorganizza il nostro Sè rompendo il nostro equilibrio. Farsi aiutare e supportare da un professionista può essere di aiuto per ritrovare la serenità, in modo da poter affrontare questo difficile momento. Dott.ssa Loredana Gentile
Buongiorno, lei sta vivendo una grande sofferenza e nel frattempo deve cercare la forza di andare avanti e di essere vicino a sua madre in questo momento faticoso e doloroso. Non è facile da soli trovare il coraggio di affrontare tutto questo, il mio consiglio è quello di farsi sostenere e questo sostegno deve essere pieno a cominciare dal trovare un senso a questa sofferenza, a raccogliere tutte le sue energie per vivere anche dei momenti di serenità e di affetto con sua madre. Coraggio e le auguro di trovare un aiuto psicologico e spirituale E. Marangella
Gentile Utente, quello che sta vivendo è un momento molto duro e che metterebbe a dura prova la resistenza di chiunque. Purtroppo il dolore che sta provando è umano e naturale, ed entro certi limiti è importante che lei si conceda di riconoscerlo e viverlo. In questi casi però, la nostra mente tende anche ad attuare una gestione dell'emergenza, e si mette in pausa rispetto qualunque altra attività, quasi a sentirsi colpevole di non avvolgersi h 24 nei pensieri dolorosi. E' molto importante che lei si conceda spazi di decompressione mentre mantiene comunque coscienza della difficoltà del periodo che sta vivendo, altrimenti il risultato è un auto annientamento che andrà a costituire un problema nel problema. Si rivolga ad uno psicologo che l'aiuti a guardare in faccia questo dolore, ed a cercare le migliori strategie di gestione possibili. Un caro augurio di buona fortuna
Buongiorno, la delicatezza e la potenza di ciò che sta affrontando non ha bisogno di giustificazioni, deve cercare in un professionista il supporto emotivo che le serve. Le auguro il bene migliore. MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Gentile utente, concordo in gran parte con quanto espresso dai colleghi! Codiali saluti Dottor Mauro Vargiu
Buongiorno, dal suo racconto emerge quanto questa situazione stia avendo un impatto importante sulla sua vita emotiva. La malattia di una persona cara, soprattutto di un genitore, può mettere profondamente in discussione il senso di sicurezza e di continuità che spesso diamo per scontato. È comprensibile che si senta spaventata, sopraffatta e che faccia fatica a pensare ad altro. Mi colpisce una frase in particolare: "quando mi capita magari di sorridere per qualcosa è come se mi sentissi in colpa". Molte persone che stanno accanto a un familiare malato raccontano qualcosa di simile. Come se concedersi un momento di leggerezza significasse tradire la sofferenza dell'altro. In realtà, il fatto di riuscire a sorridere, a riposare o a vivere momenti di normalità non diminuisce l'amore che prova per sua madre, né la vicinanza che le sta offrendo. Un altro aspetto che emerge è il desiderio di essere forte per lei. È un intento molto comprensibile, ma forse può essere utile ricordare che essere di sostegno non significa necessariamente nascondere ogni emozione o non soffrire mai. A volte la forza consiste anche nel riconoscere che si sta attraversando un momento difficile e nel concedersi di viverlo senza pretendere da sé stessi un controllo costante. Quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non possiamo controllare, come una malattia, la mente tende spesso a proiettarsi continuamente nel futuro, immaginando scenari, conseguenze e possibilità. Questo può alimentare ansia, paura e senso di impotenza. In questi momenti può essere utile provare, per quanto possibile, a riportare l'attenzione a ciò che è presente oggi: alle cure che sua madre sta affrontando, ai momenti che potete condividere, alle informazioni concrete che avete in questo momento, senza sentirsi obbligata a sostenere tutto il peso del futuro in una sola volta. Le persone che assistono un familiare malato spesso concentrano tutte le energie sull'altro e finiscono per trascurare il proprio benessere emotivo. Cercare supporto, parlare con persone fidate o trovare uno spazio in cui esprimere le proprie paure non significa essere meno presenti per sua madre; al contrario, può aiutarla a sostenere questa situazione con maggiori risorse. Non credo che esista una formula per trovare la positività in un momento come questo. Forse l'obiettivo non è essere sempre positivi, ma riuscire a tollerare la paura, il dolore e l'incertezza senza sentirsi obbligati a negarli. Cordialmente
Buongiorno, dalle sue parole emerge tutta la fatica di chi sta vivendo qualcosa che sembra troppo grande da sostenere. La malattia di una persona amata può portare con sé paura, impotenza, rabbia, tristezza e un senso di precarietà che invade ogni aspetto della vita quotidiana. Mi colpisce il modo in cui descrive il tentativo di mostrarsi forte davanti a sua madre mentre dentro sente di stare crollando. Sembra che in questo momento lei stia cercando contemporaneamente di affrontare il dolore per ciò che sta accadendo e di proteggere chi ama dalla propria sofferenza. Leggendo le sue parole, ho l’impressione che una parte della sua energia sia impegnata nella ricerca di un modo per non stare male, mentre forse il dolore che sta vivendo meriterebbe prima di tutto di essere riconosciuto e accolto per quello che è: la reazione di una figlia che vede la propria madre confrontarsi con una malattia grave. Più che cercare immediatamente la positività, potrebbe essere importante concedersi uno spazio in cui poter esprimere liberamente ciò che prova, senza sentirsi obbligata a essere forte in ogni momento. In situazioni come questa non esistono emozioni giuste o sbagliate: esiste il difficile compito di attraversare qualcosa che fa profondamente male. Un caro saluto.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

















