Ho una figlia di 26 anni, gioca online e sta sperperando tutto il suo stipendio, questo da 3 mesi. É
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Ho una figlia di 26 anni, gioca online e sta sperperando tutto il suo stipendio, questo da 3 mesi. É ragazza madre e vive insieme alla figlia che di anni ne ha 6, con me.
Mi rovista in casa e ruba soldi a me e a mio figlio . Ho provato a parlare con lei, ma nega tutto e dice che non ha questa dipendenza e che a casa non tocca nulla. Le Ho anche fatto presente alle problematiche che andrà incontro continuano di questo passo.
Cosa posso fare?
Mi rovista in casa e ruba soldi a me e a mio figlio . Ho provato a parlare con lei, ma nega tutto e dice che non ha questa dipendenza e che a casa non tocca nulla. Le Ho anche fatto presente alle problematiche che andrà incontro continuano di questo passo.
Cosa posso fare?
Buona sera, è comune non riconoscere una dipendenza. il vero cambiamento inizia da una consapevolezza sul problema.
le consiglio di contattare un Serd di zona che si occupa di gioco d'azzardo.
Potrebbe essere d'aiuto su come muoversi.
cordialmente, resto a disposizione.
Dott.ssa Chiara Pavia
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Potrebbe essere d'aiuto su come muoversi.
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Buonasera, il suo è un bel problema perché la strada più facile (allontanarsi dalla figlia) è decisamente dolorosa.
Oltre al S.E.R.D. che le consigliava giustamente la collega, può provare ad un gruppo di auto-aiuto o un percorso terapeutico breve che in 3, massimo 4 incontri stabilisca subito la reale possibilità di riuscita.
Saluti
Dott. Alessandro Matteuzzi
Oltre al S.E.R.D. che le consigliava giustamente la collega, può provare ad un gruppo di auto-aiuto o un percorso terapeutico breve che in 3, massimo 4 incontri stabilisca subito la reale possibilità di riuscita.
Saluti
Dott. Alessandro Matteuzzi
Buongiorno,
Le confermo quanto già suggerito dai colleghi, la dipendenza è una malattia che necessità di interventi multidisciplinari, ossia di molti specialisti. I SERD dello stato, o in Lombardia, gli SMI del privato convenzionato, sono luoghi specializzati dove rivolgersi.
Le consiglio di prendere lei contatto, dato che sua figlia, per ora, sembra non essere disponibile.
Il sostegno e il lavoro con le famiglia è spesso fondamentale per il trattamento della dipendenza.
Infine, se ho ben inteso, c'è anche un figlio, che il servizio può aiutarla a proteggere da questa situazione e offrire anche a lui u supporto psicologico.
Le auguro una buona settimana
Le confermo quanto già suggerito dai colleghi, la dipendenza è una malattia che necessità di interventi multidisciplinari, ossia di molti specialisti. I SERD dello stato, o in Lombardia, gli SMI del privato convenzionato, sono luoghi specializzati dove rivolgersi.
Le consiglio di prendere lei contatto, dato che sua figlia, per ora, sembra non essere disponibile.
Il sostegno e il lavoro con le famiglia è spesso fondamentale per il trattamento della dipendenza.
Infine, se ho ben inteso, c'è anche un figlio, che il servizio può aiutarla a proteggere da questa situazione e offrire anche a lui u supporto psicologico.
Le auguro una buona settimana
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, dovrebbe affidarsi ad uno specialista in dipendenze.
La situazione è abbastanza seria e non deve essere sottovalutata.
Sono disponibile ad aiutarla se vuole.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
La situazione è abbastanza seria e non deve essere sottovalutata.
Sono disponibile ad aiutarla se vuole.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Gent.ma, probabilmente sua figlia ha bisogno di difendersi col diniego: finché persiste questo aspetto qualunque intervento è improbabile, ancorché necessario. Diventa prioritario far emergere una domanda d’aiuto, tenendo presente che c’è un minore di cui sua figlia è responsabile e che potrebbe risentire delle difficoltà della madre. Provi a contattare un servizio per le dipendenze del SSN e presenti queste sue preoccupazioni. SG
Gentile Utente, comprendo la preoccupazione per sua figlia e il disagio che crea questa situazione, ma condivido quello che le hanno consigliato i colleghi. In questi casi la soluzione migliore è rivolgersi al SERD presente sul suo territorio, può farlo lei se sua figlia non è ancora disposta ad affrontare il problema perchè il servizio si rivolge anche ai familiari di persone problematiche. Li troverà il supporto di cui ha bisogno e la sapranno consigliare al meglio su cosa fare e non fare in questi casi. Un caro saluto, Marina Colangelo
Buonasera gentile utente, la situazione che descrive è molto difficile e preoccupante. Sua figlia sta mostrando chiari segnali di dipendenza da gioco d'azzardo online, è importante intervenire tempestivamente e con il giusto supporto per aiutarla a superare questi problemi e tutelare il benessere di tutta la famiglia. E' fondamentale rivolgersi a uno psicoterapeuta che potrà valutare la situazione e fornirle il supporto e la terapia più adatta. Resto a disposizione per qualsiasi informazione o prenotazione, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno
Buongiorno, la sua preoccupazione in merito e la consapevolezza della gravità della situazione, senza minimizzare, è meritevole e non bisogna darlo per scontato. Chi soffre di una dipendenza spesso non ne ha coscienza e/o pensa di essere in grado di gestirla e ha diverse cause e conseguenze: potrebbe essere un modo per sopperire ad una sensazione di "vuoto", apatia; un modo per provare potere e controllo su qualcosa (ovviamente illudendosi) rilasciando adrenalina, e/o un modo per scaricare un malessere che provoca tensione, rilasciando endorfine. Le conseguenze ovviamente sono controproducenti e distruttive e possono portare ad un disancoraggio da una realtà che sua figlia potrebbe non tollerare. Per apprendere i motivi e trovare una soluzione, le consiglio di fare affidamento su un terapeuta che possa aiutarla a ritrovare la sua strada, prendendo in primis consapevolezza del suo problema, per poi aiutarla ad elaborarlo, gestirlo.
In tal caso, resto a disposizione.
Le auguro in ogni caso un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Chiara Lo Re
Psicologa Psicoterapeuta
Torino e Asti
Consulenze online
In tal caso, resto a disposizione.
Le auguro in ogni caso un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Chiara Lo Re
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Salve, su sua figlia vista la maggiore età e se ha scarsa motivazione può fare poco. Ma le suggerisco di proporle di farsi seguire dal SerD del territorio. Se sua figlia non volesse intraprendere questa strada, le suggerirei intanto di rivolgersi lei mamma ad un SerD o au un terapeuta formato sulle dipendenze patologiche per comprendere come gestire la dipendenza di sua figlia.
Resto a disposizione per eventuali dubbi
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Resto a disposizione per eventuali dubbi
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Gentile utente, richiedere ad una terza persona di effettuare visite per le conseguenze spiacevoli che le sue condizioni arrecano agli altri non è mai semplice. Quando questa, poi, nega la problematica, lo è ancora di più. Affrontare la questione potrebbe non essere esente da eventuali contrasti, ma sarebbero necessari. Quando una persona perde il controllo sul gioco d'azzardo possono esserci conseguenze economiche sul proprio nucleo abitativo, tra cui impoverimento e bisogno di dipendere dalle finanze di altri familiari attraverso la richiesta continua di denaro. Nel Vostro caso, sembra si sia arrivati al furto in famiglia. Sicuramente Sua figlia ha bisogno di aiuto, quantomeno per evitare che le conseguenze (ad esempio gravi perdite economiche) di un gioco d'azzardo fuori controllo ricadano sulla Sua famiglia e sul figlio piccolo: un eccessivo impoverimento potrebbe tradursi in mancanza di opportunità essenziali per lui, e in un disagio sociale per lui e sua madre. Se fosse confermata la presenza di un gioco d'azzardo patologico, potrebbe avere accesso ad alcuni servizi territoriali pubblici che altri colleghi hanno già citato (SerD, o SerT). Problematiche come le dipendenza da gioco d'azzardo, a seconda del terriotorio in cui abita, potrebbero essere trattate anche da centri privati, talvolta accreditati dalla Regione di riferimento, come gli SMI (servizi multidisciplinari integrati), o alcuni centri diurni non residenziali. In questi casi, il singolo professionista può essere indicato se c'è una forte motivazione; nonstante questo non sembri il caso di Sua figlia, un privato potrebbe fungere da promotore di un aiuto maggiormente integrato e strutturato.
Richiedere a Sua figlia tutto questo non sarà facile, potrebbe essere necessaria un'affermazione decisa, risoluta. Chi gioca d'azzardo così intensamente è di solito motivato dal bisogno di cambiare la propria vita con un presunto arricchimento immediato, che l'azzardo illusoriamente promette. Se Sua figlia è in questa situazione, sicuramente porta con sé una sofferenza inespressa, ma la via del gioco d'azzardo rischia di portare corrosione nei suoi legami familiari e nella sua vita, ha bisogno di trovare un'altra via.
Le faccio un grande in bocca al lupo, Le auguro il meglio.
Dott. Giuseppe Virgilio
Richiedere a Sua figlia tutto questo non sarà facile, potrebbe essere necessaria un'affermazione decisa, risoluta. Chi gioca d'azzardo così intensamente è di solito motivato dal bisogno di cambiare la propria vita con un presunto arricchimento immediato, che l'azzardo illusoriamente promette. Se Sua figlia è in questa situazione, sicuramente porta con sé una sofferenza inespressa, ma la via del gioco d'azzardo rischia di portare corrosione nei suoi legami familiari e nella sua vita, ha bisogno di trovare un'altra via.
Le faccio un grande in bocca al lupo, Le auguro il meglio.
Dott. Giuseppe Virgilio
Buona sera
le consiglio di contattare il Ser.D della sua zona di riferimento così da essere aiutata ed indirizzata nei percorsi di riabilitazione del gioco d'azzardo. Purtroppo mentire e negare l'evidenza è tipico delle persone che soffrono di dipendenza da gioco d'azzardo e sua figlia deve essere aiutata a prendere consapevolezza che la sua è una dipendenza e non un vizio che si controlla autonomamente ma che deve essere seguita da un gruppo di professionisti.
Rimango a disposizione per ogni suo chiarimento.
dott.ssa Letizia Muzi
le consiglio di contattare il Ser.D della sua zona di riferimento così da essere aiutata ed indirizzata nei percorsi di riabilitazione del gioco d'azzardo. Purtroppo mentire e negare l'evidenza è tipico delle persone che soffrono di dipendenza da gioco d'azzardo e sua figlia deve essere aiutata a prendere consapevolezza che la sua è una dipendenza e non un vizio che si controlla autonomamente ma che deve essere seguita da un gruppo di professionisti.
Rimango a disposizione per ogni suo chiarimento.
dott.ssa Letizia Muzi
Buonasera, in questi casi può essere fondamentale iniziare con una terapia familiare, lo proponga a sua figlia e valuti di iniziare anche se lei in un primo momento non ci sarà.
Dr.ssa Damiano Maria
Dr.ssa Damiano Maria
La ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà, immagino possa non essere sempre un passo semplice.
Riconosco che sta attraversando un momento molto difficile e voglio che sappia che non è sol* in questo percorso. Il disagio che sta sperimentando è significativo e merita tutta l'attenzione e la cura possibili.
La sua domanda è importante, ha un contenuto rilevante, prezioso per amplificare delle riflessioni. Rispondere in questa modalità rischierebbe di semplificare troppo o banalizzare una preziosa opportunità di conoscenza di sé.
La incoraggio vivamente a considerare l'opportunità di iniziare un percorso psicologico. Un professionista qualificato può offrirle supporto e strumenti preziosi per affrontare e superare le difficoltà che sta vivendo. Fare questo passo può rappresentare un importante atto di amore e cura verso se stesso e il suo benessere.
Le invio un caro saluto.
La sua domanda è importante, ha un contenuto rilevante, prezioso per amplificare delle riflessioni. Rispondere in questa modalità rischierebbe di semplificare troppo o banalizzare una preziosa opportunità di conoscenza di sé.
La incoraggio vivamente a considerare l'opportunità di iniziare un percorso psicologico. Un professionista qualificato può offrirle supporto e strumenti preziosi per affrontare e superare le difficoltà che sta vivendo. Fare questo passo può rappresentare un importante atto di amore e cura verso se stesso e il suo benessere.
Le invio un caro saluto.
Buonasera, intanto grazie per la sua condivisione. Si tratta di un problema di dipendenza e come in questi casi c'è la negazione del problema da parte della persona, soprattutto se è una cosa che non è iniziata da molto tempo. L'unico modo in cui può aiutarla è rivolgervi ad uno specialista o ad un centro che tratta le dipendenze, aiutandola a prendere consapevolezza di avere un problema. Un caro saluto
Buonasera, mi dispiace per la situazione che vive che è piuttosto seria! Condivido come indicato dai colleghi di rivolgersi al SERD del territorio e chiedere supporto a loro su qual è la strada migliore per offrire aiuto a sua figlia che sta attraversando un momento difficile. Anche consultare uno psicoterapeuta esperto in dipendenza da gioco è una strada possibile al fine di riflettere insieme come gestire la situazione da lei riportata. Non rimanga sola, si lasci aiutare nell'affrontare questo delicato momento! Coraggio e non si arrenda, se si intraprende un percorso di cura adatto si può guarire dalle dipendenze! Le auguro il meglio cordialmente Dott.ssa Valentina Biddau
Buongiorno. Come già scritto dai miei colleghi, le suggerisco di rivolgersi a un professionista delle dipendenze o al Servizio (Ser.T. o SERD, o DDP se scrive dalle Marche) dedicato, al fine di richiedere tutte le informazioni necessarie su come affrontare la sua delicata situazione. Da qui, poiché riporta una situazione familiare molto complessa e dolorosa, un percorso personale potrebbe essere un valido aiuto per supportarla nella gestione dello stress da assistenza che sta vivendo.
A disposizione
Cordiali saluti e buona vita
Dottoressa Francesca Carubbi
A disposizione
Cordiali saluti e buona vita
Dottoressa Francesca Carubbi
Buongiorno, mi spiace per la situazione molto difficile che sta vivendo, considerando anche la presenza di una minore nel nucleo familiare. Come hanno già sottolineato i colleghi spesso la dipendenza viene negata. Le suggerisco di rivolgersi ad un servizio territorialmente competente (Serd) per trovare uno spazio d'aiuto per sua figlia; inoltre sarebbe utile che anche lei inizi un percorso di sostegno psicologico per esser supportata in questo momento così delicato. Resto a disposizione Dott.ssa Elena Epilotti
Gentile utente di mio dottore,
la dipendenza da gioco può essere trattata, in particolar modo con percorsi mirati di psicoterapia. Le psicoterapie hanno apportato notevoli contributi alla terapia delle dipendenze. In particolare i soggetti affetti da dipendenze spesso necessitano di ricevere un assistenza più complessa dove vi possa esser l'intervento congiunto di diverse figure, come psichiatri, assistenti sociali etc.etc. La inviterei insieme con sua figlia a consultare un SERD della zona. Il servizio indicatole è quello elettivo ad accogliere ed orientare la vostra richiesta di aiuto.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la dipendenza da gioco può essere trattata, in particolar modo con percorsi mirati di psicoterapia. Le psicoterapie hanno apportato notevoli contributi alla terapia delle dipendenze. In particolare i soggetti affetti da dipendenze spesso necessitano di ricevere un assistenza più complessa dove vi possa esser l'intervento congiunto di diverse figure, come psichiatri, assistenti sociali etc.etc. La inviterei insieme con sua figlia a consultare un SERD della zona. Il servizio indicatole è quello elettivo ad accogliere ed orientare la vostra richiesta di aiuto.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
La situazione che descrivi è molto delicata e richiede un approccio attento e strategico. Ecco alcuni passi che puoi considerare:
1. Non affrontare il problema con accuse dirette. Anche se è evidente che ci sono comportamenti problematici, il confronto diretto e accusatorio può portare solo a negazioni e scontri. Cerca di comunicare con calma e comprensione, sottolineando il tuo desiderio di aiutarla.
2. Focalizza l’attenzione sull’impatto sui suoi cari. Potresti aiutarla a riflettere sul modo in cui le sue azioni stanno influenzando non solo lei stessa, ma anche sua figlia, te e il resto della famiglia.
3. Stabilisci confini chiari. Per quanto difficile, è importante fissare regole chiare riguardo ai soldi in casa e alle responsabilità familiari. Potresti, ad esempio, evitare di tenere contanti a disposizione per ridurre le tentazioni.
4. Coinvolgi un professionista. Una psicoterapia breve strategica può essere particolarmente utile in situazioni di dipendenze comportamentali, come il gioco online, poiché mira a interrompere i circoli viziosi del comportamento e a promuovere cambiamenti rapidi e sostenibili. Ti consiglierei di proporle un percorso terapeutico, magari cercando un terapeuta specializzato in dipendenze.
5. Valuta il supporto legale o economico. Se la situazione diventa ingestibile e il benessere della nipote è a rischio, potresti rivolgerti a un assistente sociale per ricevere supporto.
6. Non affrontare tutto da sola. Cerca il supporto di altri familiari o amici di fiducia, così da avere una rete di aiuto per affrontare meglio la situazione.
Affrontare la dipendenza è un processo difficile, ma con il giusto aiuto e approccio è possibile che tua figlia riesca a prendere consapevolezza e trovare soluzioni.
1. Non affrontare il problema con accuse dirette. Anche se è evidente che ci sono comportamenti problematici, il confronto diretto e accusatorio può portare solo a negazioni e scontri. Cerca di comunicare con calma e comprensione, sottolineando il tuo desiderio di aiutarla.
2. Focalizza l’attenzione sull’impatto sui suoi cari. Potresti aiutarla a riflettere sul modo in cui le sue azioni stanno influenzando non solo lei stessa, ma anche sua figlia, te e il resto della famiglia.
3. Stabilisci confini chiari. Per quanto difficile, è importante fissare regole chiare riguardo ai soldi in casa e alle responsabilità familiari. Potresti, ad esempio, evitare di tenere contanti a disposizione per ridurre le tentazioni.
4. Coinvolgi un professionista. Una psicoterapia breve strategica può essere particolarmente utile in situazioni di dipendenze comportamentali, come il gioco online, poiché mira a interrompere i circoli viziosi del comportamento e a promuovere cambiamenti rapidi e sostenibili. Ti consiglierei di proporle un percorso terapeutico, magari cercando un terapeuta specializzato in dipendenze.
5. Valuta il supporto legale o economico. Se la situazione diventa ingestibile e il benessere della nipote è a rischio, potresti rivolgerti a un assistente sociale per ricevere supporto.
6. Non affrontare tutto da sola. Cerca il supporto di altri familiari o amici di fiducia, così da avere una rete di aiuto per affrontare meglio la situazione.
Affrontare la dipendenza è un processo difficile, ma con il giusto aiuto e approccio è possibile che tua figlia riesca a prendere consapevolezza e trovare soluzioni.
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