Ho 26 anni, ho già fatto visite cardiologiche (anche in Germania) che sono risultate negative. Però
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Ho 26 anni, ho già fatto visite cardiologiche (anche in Germania) che sono risultate negative. Però sto malissimo: sento morsa al petto, scosse, peso allo stomaco e ho il terrore costante di morire. Non dormo bene e cerco un aiuto per gestire questi attacchi di panico e tornare a vivere tranquillo.
Gentile utente la ringrazio per la fiducia e per l'esperienza condivisa con noi. Visto la causa fisiologica è stata già scartata le consiglierei di rivolgersi ad un terapeuta che possa aiutarla a capire il motivo di questi attacchi di panico e con il quale eventualmente valutare se affiancare anche una terapia farmacologica di supporto. Un caro saluto dott.ssa Valeria sicari
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Gent.mo, gli attacchi di panico possono manifestarsi con sintomi fisici molto intensi, con oppressione al petto, tachicardia, sensazione di pericolo imminente, tensione allo stomaco, insonnia e paura di morire. Anche quando gli esami medici risultano rassicuranti, la sofferenza percepita è reale e può incidere profondamente sulla qualità della vita.
Un supporto psicologico può aiutare a comprendere il funzionamento dell’ansia, ridurre il circolo della paura e ritrovare gradualmente una sensazione di sicurezza e stabilità nella quotidianità. Cordialmente, AM
Un supporto psicologico può aiutare a comprendere il funzionamento dell’ansia, ridurre il circolo della paura e ritrovare gradualmente una sensazione di sicurezza e stabilità nella quotidianità. Cordialmente, AM
Gentile Utente, capisco quanto possa essere spaventoso vivere sensazioni così intense, soprattutto quando il corpo sembra “gridare” pericolo anche se gli esami sono rassicuranti. Gli attacchi di panico possono dare sintomi fisici molto forti, ma si possono trattare e gestire con il giusto supporto psicologico. Il fatto che tu abbia già fatto controlli è importante: ora il passo successivo è imparare a calmare il sistema nervoso e ridurre la paura che alimenta questi episodi. Con un percorso adeguato, sonno, serenità e fiducia nel suo corpo possono tornare gradualmente. Un caro saluto.
Gentile utente,
quando il corpo viene attraversato dall’ansia intensa, le sensazioni possono essere estremamente reali e spaventose: morsa al petto, scosse, peso allo stomaco, paura di morire. Eppure, il fatto che gli accertamenti cardiologici siano risultati negativi è un elemento molto importante e rassicurante.
Gli attacchi di panico hanno spesso questa caratteristica: fanno sentire in pericolo anche quando il pericolo non c’è davvero. La mente entra in uno stato di allerta continua e il corpo finisce per vivere come minaccia ogni minima sensazione fisica. È un circolo molto faticoso, ma trattabile.
In questo momento sembra che non sia più solo “la paura dell’attacco”, ma una condizione di costante vigilanza che le sta togliendo serenità, sonno e qualità di vita. Per questo credo sarebbe importante intraprendere un percorso di psicoterapia, così da lavorare non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi che mantengono questa paura accesa.
In alcuni casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto se ansia e insonnia stanno diventando pervasive: chiedere aiuto non significa essere deboli, ma interrompere una sofferenza che da soli diventa difficile sostenere.
Non deve convincersi “con la forza” che andrà tutto bene. Il lavoro è imparare, gradualmente, a sentirsi al sicuro dentro il proprio corpo senza vivere ogni sensazione come una minaccia.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
quando il corpo viene attraversato dall’ansia intensa, le sensazioni possono essere estremamente reali e spaventose: morsa al petto, scosse, peso allo stomaco, paura di morire. Eppure, il fatto che gli accertamenti cardiologici siano risultati negativi è un elemento molto importante e rassicurante.
Gli attacchi di panico hanno spesso questa caratteristica: fanno sentire in pericolo anche quando il pericolo non c’è davvero. La mente entra in uno stato di allerta continua e il corpo finisce per vivere come minaccia ogni minima sensazione fisica. È un circolo molto faticoso, ma trattabile.
In questo momento sembra che non sia più solo “la paura dell’attacco”, ma una condizione di costante vigilanza che le sta togliendo serenità, sonno e qualità di vita. Per questo credo sarebbe importante intraprendere un percorso di psicoterapia, così da lavorare non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi che mantengono questa paura accesa.
In alcuni casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto se ansia e insonnia stanno diventando pervasive: chiedere aiuto non significa essere deboli, ma interrompere una sofferenza che da soli diventa difficile sostenere.
Non deve convincersi “con la forza” che andrà tutto bene. Il lavoro è imparare, gradualmente, a sentirsi al sicuro dentro il proprio corpo senza vivere ogni sensazione come una minaccia.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno, se ha escluso tutte le possibili cause fisiche, è possibile che i suoi sintomi siano dovuti a stati d'ansia e pensieri disturbanti. La Psicoterapia cognitivo-comportamentale e la pratica della Meditazione Mindfulness potrebbero darle gli strumenti per gestire ansia e pensieri di morte. In bocca al lupo!
Quello che descrivi è molto vicino all’esperienza di chi vive un disturbo d’ansia con attacchi di panico: il corpo entra in uno stato di allarme intenso e improvviso, e le sensazioni fisiche diventano così forti da sembrare incompatibili con l’idea che “sia solo ansia”. La morsa al petto, le scosse, il peso allo stomaco, la paura di morire, l’ipervigilanza continua sul corpo e il sonno disturbato sono manifestazioni che molte persone con ansia severa riferiscono.
Il fatto che tu abbia già effettuato visite cardiologiche approfondite, anche all’estero, con esiti negativi è un elemento importante. Quando l’ansia si concentra sul cuore, spesso si entra in un circolo molto faticoso: il corpo produce sintomi reali legati all’attivazione del sistema nervoso, quei sintomi vengono interpretati come pericolosi, e questo aumenta ulteriormente l’allarme interno.
A un certo punto non è più il cuore il centro del problema, ma la paura costante che possa accadere qualcosa da un momento all’altro. È una condizione estremamente logorante perché porta la persona a vivere in uno stato di allerta continua, come se il cervello fosse sempre pronto a segnalare una catastrofe imminente.
La buona notizia è che questa condizione si può trattare. Non attraverso continue rassicurazioni mediche — che spesso aiutano solo per poco — ma lavorando sul funzionamento dell’ansia, sul rapporto con le sensazioni corporee e sul bisogno di controllo che il panico crea.
In psicoterapia si lavora molto su alcuni aspetti:
interrompere il monitoraggio costante del corpo,
ridurre l’interpretazione catastrofica dei sintomi,
recuperare un senso di sicurezza interna,
comprendere cosa mantiene attivo il sistema d’allarme,
tornare gradualmente a vivere senza sentirsi continuamente in pericolo.
Quando il panico dura da tempo, la persona spesso non ha più paura solo dell’attacco in sé, ma sviluppa paura della paura. Ed è lì che la vita si restringe.
Il fatto che tu stia chiedendo aiuto è già un passaggio importante: significa che una parte di te non vuole più sopravvivere in allerta, ma tornare a vivere con maggiore libertà e fiducia nel proprio corpo.
Il fatto che tu abbia già effettuato visite cardiologiche approfondite, anche all’estero, con esiti negativi è un elemento importante. Quando l’ansia si concentra sul cuore, spesso si entra in un circolo molto faticoso: il corpo produce sintomi reali legati all’attivazione del sistema nervoso, quei sintomi vengono interpretati come pericolosi, e questo aumenta ulteriormente l’allarme interno.
A un certo punto non è più il cuore il centro del problema, ma la paura costante che possa accadere qualcosa da un momento all’altro. È una condizione estremamente logorante perché porta la persona a vivere in uno stato di allerta continua, come se il cervello fosse sempre pronto a segnalare una catastrofe imminente.
La buona notizia è che questa condizione si può trattare. Non attraverso continue rassicurazioni mediche — che spesso aiutano solo per poco — ma lavorando sul funzionamento dell’ansia, sul rapporto con le sensazioni corporee e sul bisogno di controllo che il panico crea.
In psicoterapia si lavora molto su alcuni aspetti:
interrompere il monitoraggio costante del corpo,
ridurre l’interpretazione catastrofica dei sintomi,
recuperare un senso di sicurezza interna,
comprendere cosa mantiene attivo il sistema d’allarme,
tornare gradualmente a vivere senza sentirsi continuamente in pericolo.
Quando il panico dura da tempo, la persona spesso non ha più paura solo dell’attacco in sé, ma sviluppa paura della paura. Ed è lì che la vita si restringe.
Il fatto che tu stia chiedendo aiuto è già un passaggio importante: significa che una parte di te non vuole più sopravvivere in allerta, ma tornare a vivere con maggiore libertà e fiducia nel proprio corpo.
gentile utente, grazie per la condivisione. Intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti l'ansia che sente, individuando insieme allo specialista strategie funzionali per affrontare il tutto.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Quando il corpo produce sensazioni così reali e violente, come la morsa al petto o le scosse, è davvero difficile accettare che gli esami siano negativi. Il dolore e il terrore che prova sono reali e hanno un impatto forte sulla sua qualità di vita. Sarebbe utile esplorare cosa sta accadendo nella sua fase di vita (fine studi, inizio carriera, autonomia?). Spesso il panico "somatizzato" al cuore rappresenta il timore di non reggere il peso di nuove responsabilità o di un futuro incerto.
Gentile paziente,
da quanto descrive emerge uno stato preoccupazione costante verso i segnali del corpo. Sintomi come morsa al petto, peso allo stomaco, scosse, paura di morire, difficoltà nel sonno e attenzione continua alle sensazioni fisiche sono aspetti frequentemente presenti negli stati d’ansia intensa e negli attacchi di panico.
Spesso si crea un circolo in cui la paura aumenta il controllo sul corpo e questo, a sua volta, intensifica ulteriormente i sintomi.
Il fatto che le visite cardiologiche siano risultate negative è un elemento importante e rassicurante. Un percorso terapeutico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi, ridurre il senso di allarme costante e recuperare gradualmente una maggiore serenità nella vita quotidiana.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un cordiale saluto.
da quanto descrive emerge uno stato preoccupazione costante verso i segnali del corpo. Sintomi come morsa al petto, peso allo stomaco, scosse, paura di morire, difficoltà nel sonno e attenzione continua alle sensazioni fisiche sono aspetti frequentemente presenti negli stati d’ansia intensa e negli attacchi di panico.
Spesso si crea un circolo in cui la paura aumenta il controllo sul corpo e questo, a sua volta, intensifica ulteriormente i sintomi.
Il fatto che le visite cardiologiche siano risultate negative è un elemento importante e rassicurante. Un percorso terapeutico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi, ridurre il senso di allarme costante e recuperare gradualmente una maggiore serenità nella vita quotidiana.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un cordiale saluto.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. I sintomi che riporta sono riconducibili all'ansia: una volta fatti tutti gli accertamenti per escludere una causa organica, credo che vada riconosciuta la natura psicologica del suo disturbo. I nostri sintomi sono sempre un messaggio che il nostro corpo o la nostra mente ci lanciano per avvisarci che qualcosa non va dentro di noi, e per poterli sciogliere dobbiamo considerarli, decifrarli, comprenderli alla luce della nostra storia passata e presente. Il mio suggerimento è di attivare un percorso che possa aiutarla a capire perchè si sente così, che cosa sta cercando di dirle la sua ansia: una volta che la comprendiamo, e la accogliamo, l'ansia (come qualsiasi altro sintomo) può diventare una grande alleata. Se volesse approfondire la questione, o avesse altre domande, mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, a questo punto le direi forse di procedere con una terapia psicologica per capire al 1005 la natura di questo dolore al cuore.
Gentile utente, posso solo immaginare la fatica enorme che sente e prova stando in costante ansia e preoccupazione per la sua vita. L'ansia si innesca su circoli viziosi di ipervigilanza al suo stato fisico. Dato l'esito negativo delle analisi, credo possa essere importante occuparsi della sua ansia in uno spazio protetto e spacilistico. Un percorso terapeutico potrebbe fare al caso suo. Rimango a sua disposizione Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno, la sintomatologia organica può essere una manifestazione (fenomenologia) anche funzionale (psichica). Da quello che posso capire dalla sua descrizione può afferire ad un quadro ansioso. E' importantissimo però che, prima, venga esclusa l'ontogenesi organica! Poi è altrettanto importante una diagnosi da uno specialista in modo da poter intervenire con una terapia di elezione. Le consiglierei di rivolgersi ad un/una collega psicoterapeuta o psichiatra che potrà inquadrare chiaramente il suo caso ed aiutarla a risolverlo efficacemente con terapie che possono variare molto da persona a persona e dall'inquadramento del disturbo. Spero di esserle stato utile, cordialità
Buon pomeriggio, i sintomi che descrive sono molto frequenti negli stati d’ansia e negli attacchi di panico e spesso vengono percepiti come estremamente realistici e spaventosi, tanto da sovrapporsi ai sintomi di un problema organico.
Questo perchè, durante uno stato di allarme, il corpo attiva realmente il sistema di emergenza: aumenta la tensione muscolare, cambiano il ritmo respiratorio e cardiaco, lo stomaco si contrae e l’attenzione si concentra continuamente sui segnali corporei.
Gli accertamenti cardiologici negativi rappresentano un elemento importante. Tuttavia, quando il corpo viene vissuto costantemente come fonte di pericolo, la paura continua ad alimentare lo stato di allerta. Il monitoraggio continuo delle sensazioni fisiche porta a percepirle con maggiore intensità e questo mantiene il circolo dell’ansia e del panico.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere come si sia costruito nel tempo questo stato di allarme, quali significati assumano per lei le sensazioni corporee, la perdita di controllo e la paura della morte.
Il lavoro terapeutico aiuta a riconoscere i meccanismi che mantengono l’ansia, a ridurre l’ipercontrollo sul corpo e a costruire modalità più sicure di entrare in contatto con le proprie emozioni e sensazioni fisiche.
Gli attacchi di panico fanno sentire costantemente in pericolo, ma sono condizioni trattabili. Con il giusto supporto è possibile recuperare gradualmente una sensazione di sicurezza, serenità e fiducia nel proprio corpo.
Un caro saluto
Dott.ssa Michela D'Argenzio
Questo perchè, durante uno stato di allarme, il corpo attiva realmente il sistema di emergenza: aumenta la tensione muscolare, cambiano il ritmo respiratorio e cardiaco, lo stomaco si contrae e l’attenzione si concentra continuamente sui segnali corporei.
Gli accertamenti cardiologici negativi rappresentano un elemento importante. Tuttavia, quando il corpo viene vissuto costantemente come fonte di pericolo, la paura continua ad alimentare lo stato di allerta. Il monitoraggio continuo delle sensazioni fisiche porta a percepirle con maggiore intensità e questo mantiene il circolo dell’ansia e del panico.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere come si sia costruito nel tempo questo stato di allarme, quali significati assumano per lei le sensazioni corporee, la perdita di controllo e la paura della morte.
Il lavoro terapeutico aiuta a riconoscere i meccanismi che mantengono l’ansia, a ridurre l’ipercontrollo sul corpo e a costruire modalità più sicure di entrare in contatto con le proprie emozioni e sensazioni fisiche.
Gli attacchi di panico fanno sentire costantemente in pericolo, ma sono condizioni trattabili. Con il giusto supporto è possibile recuperare gradualmente una sensazione di sicurezza, serenità e fiducia nel proprio corpo.
Un caro saluto
Dott.ssa Michela D'Argenzio
Salve, quando i sintomi fisici dell’ansia e degli attacchi di panico sono molto intensi possono dare la sensazione concreta di stare per morire o di avere una grave malattia, anche dopo aver effettuato controlli medici rassicuranti. Le sensazioni che descrive, come morsa al petto, peso allo stomaco, scosse corporee e paura costante, possono essere estremamente spaventose e logoranti, soprattutto quando il corpo rimane in uno stato di continua allerta.
Il fatto che le visite cardiologiche siano risultate negative è un elemento importante, perché permette di considerare con maggiore attenzione la componente ansiosa senza sottovalutare ciò che prova. L’ansia, infatti, non è “solo nella testa”, ma coinvolge profondamente anche il corpo e il sistema nervoso.
Un percorso psicologico specifico per ansia e attacchi di panico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i meccanismi che mantengono questo stato di paura, imparando gradualmente strategie per gestire i sintomi fisici, ridurre l’ansia anticipatoria e recuperare un senso di sicurezza nella vita quotidiana. Con il giusto supporto, molte persone riescono a migliorare significativamente e a tornare a vivere con maggiore serenità.
Un caro saluto.
Il fatto che le visite cardiologiche siano risultate negative è un elemento importante, perché permette di considerare con maggiore attenzione la componente ansiosa senza sottovalutare ciò che prova. L’ansia, infatti, non è “solo nella testa”, ma coinvolge profondamente anche il corpo e il sistema nervoso.
Un percorso psicologico specifico per ansia e attacchi di panico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i meccanismi che mantengono questo stato di paura, imparando gradualmente strategie per gestire i sintomi fisici, ridurre l’ansia anticipatoria e recuperare un senso di sicurezza nella vita quotidiana. Con il giusto supporto, molte persone riescono a migliorare significativamente e a tornare a vivere con maggiore serenità.
Un caro saluto.
Quello che descrive è molto faticoso da vivere, soprattutto quando i sintomi fisici sono intensi e continuativi, come la morsa al petto, le “scosse”, il peso allo stomaco e il timore costante di morire. È comprensibile che questo alimenti paura e insonnia, anche dopo aver escluso cause cardiologiche attraverso accertamenti specialistici.
Quando gli esami medici risultano negativi, spesso ci si trova di fronte a un quadro compatibile con attacchi di panico o uno stato d’ansia elevata e persistente. In questi casi, il corpo attiva in modo improprio il sistema di allarme (“attacco o fuga”), producendo sintomi fisici molto reali e spaventosi, ma non pericolosi. Il problema principale è proprio il circolo che si crea: il sintomo fisico viene interpretato come segnale di pericolo → aumenta la paura → aumentano i sintomi.
Il fatto che lei abbia già fatto controlli accurati è un elemento importante, perché aiuta a escludere patologie organiche e a orientarsi verso una lettura più ansiosa del quadro.
Per iniziare a gestire questi momenti può essere utile:
lavorare sulla respirazione (lenta, diaframmatica, senza forzare l’aria), per ridurre l’iperattivazione fisiologica
imparare a riconoscere i segnali dell’ansia senza interpretarli come pericolo immediato
interrompere il “controllo continuo” del corpo, che mantiene alta l’attenzione sui sintomi
affrontare gradualmente le situazioni evitate per paura degli attacchi
intraprendere un percorso psicoterapeutico, in particolare di tipo cognitivo-comportamentale, che è tra i più efficaci per il disturbo di panico
È importante sapere che questi disturbi, pur essendo molto intensi, sono trattabili e nella grande maggioranza dei casi migliorano in modo significativo con il giusto supporto.
Le consiglio di approfondire la situazione con uno specialista, così da poter costruire un percorso mirato e personalizzato che le permetta di recuperare serenità e qualità di vita.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quando gli esami medici risultano negativi, spesso ci si trova di fronte a un quadro compatibile con attacchi di panico o uno stato d’ansia elevata e persistente. In questi casi, il corpo attiva in modo improprio il sistema di allarme (“attacco o fuga”), producendo sintomi fisici molto reali e spaventosi, ma non pericolosi. Il problema principale è proprio il circolo che si crea: il sintomo fisico viene interpretato come segnale di pericolo → aumenta la paura → aumentano i sintomi.
Il fatto che lei abbia già fatto controlli accurati è un elemento importante, perché aiuta a escludere patologie organiche e a orientarsi verso una lettura più ansiosa del quadro.
Per iniziare a gestire questi momenti può essere utile:
lavorare sulla respirazione (lenta, diaframmatica, senza forzare l’aria), per ridurre l’iperattivazione fisiologica
imparare a riconoscere i segnali dell’ansia senza interpretarli come pericolo immediato
interrompere il “controllo continuo” del corpo, che mantiene alta l’attenzione sui sintomi
affrontare gradualmente le situazioni evitate per paura degli attacchi
intraprendere un percorso psicoterapeutico, in particolare di tipo cognitivo-comportamentale, che è tra i più efficaci per il disturbo di panico
È importante sapere che questi disturbi, pur essendo molto intensi, sono trattabili e nella grande maggioranza dei casi migliorano in modo significativo con il giusto supporto.
Le consiglio di approfondire la situazione con uno specialista, così da poter costruire un percorso mirato e personalizzato che le permetta di recuperare serenità e qualità di vita.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che descrive è molto intenso ed è comprensibile che possa spaventare , ma il fatto che abbia già effettuato accertamenti cardiologici con esito negativo rappresenta un elemento importante. I sintomi che riferisce: la morsa al petto, le “scosse”, il peso allo stomaco, la paura di morire, sono manifestazioni molto frequenti negli attacchi di panico, che possono essere vissuti come qualcosa di estremamente reale e pericoloso, pur non essendolo strettamente di natura organica. In questi casi, il corpo reagisce come se fosse in una situazione di emergenza, attivando una risposta che coinvolge sia il piano fisico sia quello emotivo. Proprio per questo motivo, è importante non affrontare tutto da solo: un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio ciò che le sta accadendo, a riconoscere i segnali del corpo e a gestire progressivamente questi stati, riducendone intensità e frequenza. Con il giusto supporto è possibile tornare a sentirsi più stabile, recuperare il sonno e, soprattutto, riacquisire una sensazione di sicurezza rispetto al proprio corpo e alla propria vita. Le faccio un in bocca al lupo.
Salve ho letto il suo racconto, la sua sofferenza ha bisogno di essere curata con gli strumenti giusti, poiché una volta che ha concluso l'iter medico ed ha escluso cause organiche, potrà dedicarsi alla cura psicologica dei sintomi che descrive, accettando che potrebbero avere a che fare con il suo funzionamento mentale e con una sofferenza del cervello. Spero di esserle stata d'aiuto.
Capisco quanto possa essere spaventoso vivere sensazioni fisiche così intense, soprattutto quando coinvolgono il petto e si accompagnano al pensiero di poter avere qualcosa di grave. È importante però considerare un elemento rassicurante: il fatto che le visite cardiologiche, anche approfondite, siano risultate negative rende meno probabile una causa organica e orienta maggiormente verso una sintomatologia di tipo ansioso. Negli attacchi di panico, infatti, il corpo può attivare in modo molto forte il sistema di allarme: possono comparire oppressione al petto, tachicardia, sensazioni di “scosse”, nodo allo stomaco e soprattutto la paura intensa di morire o di perdere il controllo. Queste sensazioni, per quanto reali e molto spaventose, sono espressione di un’iperattivazione ansiosa e non di un pericolo fisico imminente. In molti casi, dare un nome a ciò che sta accadendo può già rappresentare un primo passo importante: riconoscere questi vissuti come manifestazioni d’ansia aiuta infatti a ridurre, almeno in parte, il circolo della paura che li alimenta.
Quando però questi episodi diventano frequenti e impattano sul sonno e sulla qualità della vita, il percorso più indicato è quello psicologico. Se non è già stato intrapreso, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta, per lavorare in modo mirato sulla gestione dell’ansia e degli attacchi di panico e recuperare gradualmente un senso di sicurezza.
Un caro saluto
Quando però questi episodi diventano frequenti e impattano sul sonno e sulla qualità della vita, il percorso più indicato è quello psicologico. Se non è già stato intrapreso, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta, per lavorare in modo mirato sulla gestione dell’ansia e degli attacchi di panico e recuperare gradualmente un senso di sicurezza.
Un caro saluto
Gent.mo, dal momento che visite mediche hanno dato esito negativo, diventa importante possa prendere in considerazione una consultazione con uno psicoterapeuta: in questo frangente avrebbe occasione di riferire meglio quanto le capita e ipotizzare un periodo di cura che le consenta di ritrovare una sua tranquillità. SG
gentilissima, il punto non è capire come gestire gli attacchi di panico, ma capire che messaggio veicolano. il sintomo, a volte, è un dono che ci permette di prenderci cura di noi. ovviamente per fare ciò necessita di un aiuto specialistico, ma il comprendere che bisogna accogliere il malessere trasformandolo e non negarlo può già, di per se, essere terapeutico
Ciao, mi dispiace molto che tu stia vivendo tutto questo. I sintomi che descrivi possono essere davvero spaventosi: sentire una morsa al petto, scosse, peso allo stomaco e avere la paura costante di morire può farti sentire in allarme continuo e toglierti serenità anche nel sonno.
Il fatto che tu abbia già fatto visite cardiologiche con esito negativo è sicuramente un elemento importante, ma capisco che questo non sempre basti a tranquillizzarti quando i sintomi arrivano e sembrano così reali e intensi.
Spesso, negli attacchi di panico, il corpo entra in una sorta di stato di allarme: le sensazioni fisiche aumentano, la mente le interpreta come pericolose e la paura cresce ancora di più. Questo può creare un circolo molto faticoso, ma è possibile imparare a riconoscerlo e gestirlo.
Un percorso psicologico può aiutarti proprio a capire cosa succede durante questi momenti, a ridurre la paura delle sensazioni corporee e a ritrovare gradualmente fiducia nel tuo corpo e nella tua quotidianità.
Non devi affrontare tutto questo da solo: con il giusto supporto si può lavorare per tornare a sentirti più tranquillo e libero nella tua vita. Resto a disposizione, un caro saluto!
Il fatto che tu abbia già fatto visite cardiologiche con esito negativo è sicuramente un elemento importante, ma capisco che questo non sempre basti a tranquillizzarti quando i sintomi arrivano e sembrano così reali e intensi.
Spesso, negli attacchi di panico, il corpo entra in una sorta di stato di allarme: le sensazioni fisiche aumentano, la mente le interpreta come pericolose e la paura cresce ancora di più. Questo può creare un circolo molto faticoso, ma è possibile imparare a riconoscerlo e gestirlo.
Un percorso psicologico può aiutarti proprio a capire cosa succede durante questi momenti, a ridurre la paura delle sensazioni corporee e a ritrovare gradualmente fiducia nel tuo corpo e nella tua quotidianità.
Non devi affrontare tutto questo da solo: con il giusto supporto si può lavorare per tornare a sentirti più tranquillo e libero nella tua vita. Resto a disposizione, un caro saluto!
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