É un paio di volte che ho la sensazione di ingoiarmi la lingua, mi viene l’attacco di panico…ho la s

25 risposte
É un paio di volte che ho la sensazione di ingoiarmi la lingua, mi viene l’attacco di panico…ho la sensazione proprio di ingoiarla e non riesco a calmarmi, non ho nessuna patologia…ho avuto un trauma con il caffè e da allora ho questa sensazione di ingoiarmi la lingua che non mi fa dormire…come posso fare?
Dott.ssa Anna Melissa Carcagnì
Psicologo clinico, Psicologo
Lecce
Capisco quanto possa essere spaventante questa sensazione, soprattutto perché scatena ansia e attacchi di panico. Da quello che descrivi, sembra che il tuo cervello abbia associato l'episodio del trauma con il caffè a questa sensazione di ingoiare la lingua, innescando un circolo vizioso di paura e ipervigilanza sul tuo corpo.
Ti rassicuro: non è possibile ingoiare la lingua. È una sensazione generata dall'ansia, che può causare una maggiore tensione nella muscolatura della bocca e della gola, rendendoti ipersensibile a ogni movimento interno.
Per gestire questa situazione, potrebbe esserti utile:
1. Lavorare sul respiro;
2. Tecniche di grounding;
3. Ristrutturazione cognitiva;
4. Supporto psicologico

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Salve ,la preoccupazione è palpabile dal suo messaggio ,giustamente.
Consiglio vivamente di rivolgersi ad un professionista psicologo/terapeuta per approfondire e risolvere la sintomatologia che descrive legata ad attacchi di panico o ansia a seguito di quello che inquadra come un trauma che le causa anche problematiche nel sonno.
Resto a disposizione
Dott.Marziani
Dott.ssa Laura Messina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, ciò che ci racconta sembra una manifestazione d'ansia, probabilmente legata a un episodio traumatico che ha lasciato un'impronta nel suo sistema nervoso. La sensazione di ingoiare la lingua è un sintomo comune negli attacchi di panico e, sebbene sia molto spaventoso, è importante sapere che fisicamente non è possibile che accada.
Per gestire questi episodi può essere utile lavorare su tecniche di rilassamento, per riportare l'attenzione al presente e ridurre l'attivazione emotiva. Tuttavia, poiché questi sintomi stanno interferendo con il suo benessere, le consiglio di rivolgersi a un professionista psicologo, che potrà aiutarla a comprendere meglio l'origine di questa paura e a trovare strategie personalizzate per affrontarla in modo efficace. Un caro saluto.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile utente, quello che descrive sembra essere un sintomo d’ansia molto intenso, probabilmente legato a un attacco di panico. La sensazione di “ingoiare la lingua” è una manifestazione fisica che, per quanto spaventosa, non è pericolosa dal punto di vista medico: la lingua non può realmente essere ingoiata. Tuttavia, quando l’ansia prende il sopravvento, il corpo può dare segnali ingannevoli, amplificando la paura e creando un circolo vizioso difficile da interrompere.

Il fatto che questa sensazione sia comparsa dopo un trauma legato al caffè suggerisce che potrebbe esserci stato un forte stato di stress o un episodio particolarmente impattante che ha lasciato una traccia nella sua mente e nel suo corpo. L’ansia può manifestarsi attraverso sintomi fisici molto intensi, ma la buona notizia è che può essere gestita con le giuste strategie.

Quando sente arrivare questa sensazione, provi a concentrarsi sulla respirazione: inspiri lentamente dal naso contando fino a quattro, trattenga l’aria per qualche secondo e poi espiri dolcemente dalla bocca contando fino a sei. Questo aiuta a ridurre l’iperattivazione del sistema nervoso. Inoltre, può essere utile provare tecniche di rilassamento come il rilassamento muscolare progressivo o la mindfulness per riportare il corpo a uno stato di calma.

Dal momento che questa sensazione le sta creando un forte disagio, potrebbe essere utile parlarne con un professionista per comprendere meglio l’origine del problema e lavorare su strategie più specifiche per gestire l’ansia. Un percorso terapeutico, anche breve, potrebbe aiutarla a elaborare il trauma iniziale e a ridurre questi episodi.

Si ricordi che, per quanto intensi e spaventosi, questi sintomi non sono pericolosi e possono essere affrontati con il giusto supporto.

Dott. Luca Vocino
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Mariapaola Anania
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera gentile utente, Le consiglierei di prenotare una consulenza psicologica per potere approfondire meglio questa sua tematica. Dalle sue parole emerge che non ha superato questo trauma e la sua mente le sta inviando dei segnali per avvertirla che c’è ancora un filo scoperto. La ringrazio per aver condiviso un pezzo particolarmente privato della sua vita. Le auguro in bocca a lupo e resto a sua disposizione.
Dott.ssa Mariapaola Anania
Dott. Giuseppe Mirabella
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Modica
Quello che sta descrivendo sembra essere un sintomo d’ansia molto comune, spesso legato agli attacchi di panico e all’ipervigilanza sul proprio corpo. La sensazione di "ingoiare la lingua" non è fisicamente possibile (la lingua è ancorata ai muscoli della bocca e della gola), ma l’ansia può ingigantire questa percezione e scatenare un forte disagio.
Intanto la rassicuro... non può ingoiare la lingua! Anche se la sensazione è forte, è impossibile che succeda.
Le fornisco dei suggerimenti per una possibile gestione:
Provi a praticare delle tecniche di rilassamento e mindfulness: Pratiche come la meditazione, il rilassamento muscolare e la mindfulness possono aiutare a gestire l'ansia e a migliorare la gestione delle emozioni.
Esercizi con acqua: Se il trauma con il caffè ha innescato questa paura, mentre è rilassato, provi a bere piccoli sorsi d’acqua dopo averli tenuti in bocca per almeno 10 secondi , per aiutare il cervello a dissociare il trauma dalla sensazione di pericolo.
Se questa sensazione continua a crearle problemi nel sonno o nella vita quotidiana, sarebbe necessario parlarne con uno psicologo per lavorare sul trauma iniziale e ridurre l’ansia associata.
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Psicologo
Chieti
Gentile utente comprendo la sua apprensione ma di fronte ad un sintono somatico/psichico si procede sempre allo stesso modo. Si fa una visita dal proprio medico curante con tutti gli accertamenti clinici del caso e se i risultati sono tutti negativi, si consiglia una consulenza da uno psicologo. La invito a seguire questa procedura . In caso di consulenza ,sarei lieta di accompagnarla in un percorso psicologico a lei utile.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, le consiglio un percorso di psicoterapia che l'aiuti a superare la sua fobia e nella gestione di ansia e attacchi di panico. Cordiali saluti.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, mi dispiace tanto per questa sua spiacevole problematica. Se tutti gli esami medici sono risultati negativi, potrebbe provare a contattare uno psicologo per vedere se, come dice lei, questi sintomi possano essere di natura psicologica.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
La sensazione di "ingoiare la lingua" è un sintomo comune durante gli attacchi di panico, spesso legato a una forte ansia e alla percezione alterata delle proprie sensazioni corporee. È importante sapere che anatomicamente non è possibile ingoiare la lingua, ma la tensione muscolare e l'ipervigilanza possono amplificare questa percezione, rendendola molto spaventosa.

Dal momento in cui riferisci un trauma legato al caffè, è possibile che il tuo sistema nervoso abbia associato quell'evento a una sensazione di pericolo, scatenando una risposta ansiosa automatica. Tecniche di rilassamento, respirazione controllata e Mindfulness possono aiutarti a gestire questi episodi, ma per affrontare la causa sottostante e ridurre il rischio che si ripresentino, sarebbe utile e consigliato approfondire il problema con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Tatiana Pasino
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentile Utente,

La sua descrizione evidenzia un timore significativo, ma mancano troppe informazioni per fare un quadro completo della situazione. È possibile che la sensazione descritta possa essere legato a un pensiero panicoso o, in caso di pensiero fisso e protratto, a un ipotetico pensiero ossessivo. Le consiglio di considerare un supporto psicologico per affrontare questi sintomi e lavorare sulle sue ansie.

Resto a sua disposizione qualora lo desiderasse, un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Quello che sta vivendo è una sensazione estremamente spaventosa, ma è importante sapere che non è possibile ingoiare la propria lingua, anche se in quei momenti può sembrarle reale e fuori dal suo controllo. Queste sensazioni sono spesso legate all’ansia e agli attacchi di panico, che possono far percepire il proprio corpo in modo alterato, creando sintomi fisici intensi e angoscianti. Nel suo caso, sembra che l’evento scatenante sia stato un trauma legato al caffè, che probabilmente ha generato una forte reazione d’ansia e che, da allora, ha lasciato una sorta di “traccia” nel suo sistema nervoso. Il corpo ha imparato ad associare determinate sensazioni fisiche a un pericolo imminente, anche se non esiste un reale pericolo. L’ansia, infatti, può creare una sorta di circolo vizioso: più si concentra sulla paura di ingoiare la lingua, più il suo corpo reagisce con tensione, amplificando la sensazione e rendendola ancora più reale. Una strategia utile potrebbe essere quella di lavorare sulla sua risposta all’ansia, anziché sulla sensazione in sé. Quando sente che sta arrivando la paura, provi a spostare il focus dal timore alla consapevolezza che si tratta di un sintomo passeggero e che il suo corpo è al sicuro. Potrebbe essere utile esercitarsi con tecniche di respirazione diaframmatica: inspirare profondamente dal naso per 4 secondi, trattenere l’aria per 2 secondi e poi espirare lentamente dalla bocca per 6 secondi. Questo aiuta a contrastare la risposta fisiologica dell’ansia e a calmare il sistema nervoso. Un altro aspetto importante è l’esposizione graduale: più si evita la sensazione, più il cervello rafforza l’idea che sia qualcosa di pericoloso. Se possibile, provi a tollerarla per qualche secondo in più ogni volta, ricordandosi che è solo una sensazione, non una realtà pericolosa. Se l’origine di tutto è legata a un trauma con il caffè, potrebbe essere utile esplorare quel momento con l’aiuto di un professionista, per ridurre l’associazione negativa che si è creata. Il nostro cervello è molto potente nel creare connessioni tra esperienze ed emozioni, ma è altrettanto capace di disimparare le risposte di paura se allenato nel modo giusto. Se questa sensazione persiste e condiziona la sua vita quotidiana, un percorso con un terapeuta cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a ristrutturare i pensieri legati a questa paura e a interrompere il circolo dell’ansia. Non è sola in questo e, con il giusto supporto, può riprendere il controllo della sua serenità. Cari saluti, Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Daniela Chieppa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Sarebbe utile un approfondimento dei sintomi per una diagnosi esatta. Iniziare un percorso di psicoterapia ad orientamento cognitivo comportamentale potrebbe esserle di aiuto per gestire tali sintomi. Resto a disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Daniela Chieppa
Dott. Giovanni Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Capisco quanto possa essere spaventoso sentire quella strana percezione di ingoiarsi la lingua, soprattutto quando il pensiero ritorna con insistenza. Non è davvero possibile che accada, ma l’ansia può amplificare le sensazioni fisiche e i timori, facendoti avvertire un pericolo imminente e difficile da ignorare. Un percorso di supporto può aiutarti a spezzare questo circolo, imparando strategie per rispondere in modo più sereno e trovare un equilibrio che ti permetta di vivere con maggiore tranquillità anche i momenti di forte tensione.
Dott.ssa Giuditta Sposito
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Brusciano
Buongiorno, il suo stato di allerta e paura denota anche mancanza di controllo e quindi spavento per qualcosa che potrebbe succedere all'improvviso.
Parla di un trauma, di cui sicuramente deve occuparsi.
Purtroppo tutti vorremmo risposte semplici e veloci ma per alcune cose ci vuole tempo, pazienza e costanza. Si affidi ad un terapeuta.
L'ipnosi è una buona tecnica, veloce e sicura. Se vuole può contattarmi.
In bocca al lupo
Dott.ssa Alberta Cimitan
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno, le consiglierei di consultare uno psicoterapeuta per aiutarla ad affrontare e risolvere gli attacchi di panico per evitare di alimentare e mantenere l'ansia fino a interferire in modo massiccio con la sua vita quotidiana.
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, occuparsi di questa sua preoccupazione così importante credo possa essere importante. La sensazione che descrive e degna di cura e attenzione. Un accurato lavoro sui vissuti, pensieri, emozioni e comportamenti potrebbe essere importante per lei. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Anna Asia Forino
Psicologo, Psicologo clinico
Trapani
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso su questa piattaforma la sua difficoltà. Comprendo quanto la sua situazione possa essere invalidante e immagino che provi una forte paura. Purtroppo le informazioni sono davvero poche ma abbastanza esaustive per spingermi a consigliarle di rivolgersi ad un professionista al fine di comprendere cosa può essere accaduto e risolvere questa "fobia" che ha sviluppato.
Dott.ssa Anna Asia Forino
Dott.ssa Ambra Assunta Caruso
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera, mi dispiace per la situazione che sta affrontando, comprendo bene quanto possa essere fastidiosa e spiacevole. Il suo problema, probabilmente causato dal trauma da lei riportato può essere affrontato in diversi modi e con ottime prospettive di miglioramento. Sarebbe opportuno poter analizzare meglio la situazione in una consulenza psicologica. In questo modo si potrebbero valutare diversi aspetti e creare una strategia che possa sostenerla e aiutarla.
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
gli stati ansiosi possono creare vari sintomi e innescare preoccupazioni anche molto forti. Le consiglio di approfondire l'argomento con uno specialista, in modo da capire meglio quale sia il suo vissuto anche in relazione alla sua vita, più globalmente.
Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Laura Celestini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Gentile utente, questa sensazione è più volte descritta da persone che soffrono di ansia e attacchi di panico. Probabilmente si tratta di una reazione legata a un trauma o a un particolare momento della sua vita, ma non rappresenta un pericolo reale. Le suggerisco di provare tecniche di rilassamento, come il training autogeno o la mindfulness. Se la sensazione persiste, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico per affrontare e superare questa paura. Resto a disposizione qualora volesse rivolgersi a una psicologa. Un saluto.
Dr. Andrea Bonardi
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentile,
la sensazione di "ingoiare la lingua" può essere una manifestazione somatica dell’ansia, frequente negli attacchi di panico. Anche in assenza di patologie organiche, il corpo può reagire al trauma o alla paura con sintomi fisici. Sarebbe utile approfondire con uno psicologo per comprendere meglio eventuali legami tra quell'evento traumatico e l’attivazione corporea che riferisce. Un percorso di supporto può aiutarla a gestire questi episodi e ritrovare sicurezza. A disposizione, un saluto
Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Psicologo, Psicologo clinico
Lido Di Ostia
Gentile utente,

Posso immaginare quanto sia spaventosa questa sensazione, ma voglio rassicurarLa subito su un fatto scientifico e inoppugnabile: ingoiare la propria lingua, da svegli e coscienti, è anatomicamente impossibile. Il frenulo linguale (quel "filo" sotto la lingua) è lì proprio per impedire che accada.

Quello che Lei sta vivendo è un sintomo molto intenso di ansia somatizzata. Il "trauma con il caffè" ha probabilmente innescato un primo attacco di panico o una forte tachicardia, e il Suo cervello, per difendersi, ha iniziato a monitorare ossessivamente la bocca e la gola.

Il problema è che più porta l'attenzione sulla lingua, più la sentirà "pesante", "strana" o ingombrante, e questo alimenta la paura, creando un circolo vizioso che Le toglie il sonno. La sensazione è reale (la tensione muscolare c'è), ma il pericolo di soffocare no. È un falso allarme del sistema nervoso.

Quando accade, invece di cercare di "controllare" la lingua, provi a spostare l'attenzione all'estremo opposto del corpo: si concentri sui piedi ben piantati a terra o sul respiro nella pancia. Se questo stato di allerta continua a impedirLe di vivere e dormire, sarebbe utile lavorarci insieme per "convincere" il Suo cervello che non c'è alcun pericolo reale.

Resto a Sua disposizione, anche online, per aiutarLa a disinnescare questa paura.

Un caro saluto,

Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Dott. Edoardo Bonsignori
Psicologo, Psicologo clinico
Cascina
Capisco perfettamente lo spavento che prova, perché quando il corpo reagisce in questo modo sembra che ci stia tradendo proprio nelle funzioni più naturali, come respirare o deglutire. Quello che le succede con la lingua e il panico è spesso il modo in cui il nostro sistema nervoso mette in scena un sovraccarico emotivo che non trova altre vie d'uscita. Quel trauma legato al caffè è stato probabilmente l'innesco, ma la sensazione di "ingoiare" qualcosa che ci appartiene, come la lingua, richiama spesso il peso di situazioni o emozioni che ci sentiamo costretti a mandare giù a forza nella nostra vita quotidiana o nei nostri rapporti.
È un circolo vizioso molto faticoso: più lei cerca di controllare la posizione della lingua per rassicurarsi, più i muscoli della gola si tendono, alimentando proprio quella sensazione di soffocamento che scatena l'attacco di panico. La notte diventa il momento critico perché, venendo meno le distrazioni esterne, la sua attenzione si focalizza totalmente su quel punto, trasformando il letto in un luogo di allerta anziché di riposo. Accogliere questa sensazione come un segnale di stress, invece di combatterla come un pericolo fisico imminente, può essere un primo passo per allentare la morsa.
Tuttavia, se dovesse accorgersi che nonostante questi tentativi la situazione non migliora o che la paura continua a toglierle il sonno e la serenità, non esiti a chiedere aiuto a un professionista. Un percorso psicoterapeutico, magari con un approccio sistemico o attraverso tecniche specifiche per il trauma come l'EMDR, può aiutarla a sciogliere quel nodo che si è creato con l'episodio del caffè e a dare voce a ciò che oggi la sua lingua sta cercando faticosamente di "trattenere".

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