Dopo una cura con Citalopram e Rivotril prescritta da neurologo durata circa 8 mesi sono guarito al

18 risposte
Dopo una cura con Citalopram e Rivotril prescritta da neurologo durata circa 8 mesi sono guarito al 100%.....Cominciai molto molto lentamente a scalare i farmaci per circa 4 mesi......Tutto bene perb4.5 mesi .....Poi ricaduta nel mese di febbraio.....HO riiniziato la cura con CITALOPRAM ALLA MATTINA ...LYRICA
..RIVOTRIL LA SERA....
i sintomi attuali sono umore basso...testa confusa e pesante....diverse somatizazzioni ......

Ci SONO DEI GIORNI IN CUI STO BENE ED ALTRI MOLTO BASSI....

COSA NE PENSATE? GRAZIE
Dott.ssa Giada Bucchieri
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Trieste
Buongiorno, è consigliabile affiancare alla terapia farmacologica una psicoterapia, l'approccio combinato risulta essere più efficace. Inoltre le consiglierei di ricontattare il suo psichiatra per valutare eventuali modifiche alla terapia farmacologica.
Cordiali saluti

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Dott. Andrea De Lise
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Napoli
Da ciò che dice non è chiaro se ha deciso di ridurre lei la sua terapia o di comune accordo col neurologo. In ogni caso, le consiglio di ricontattare il neurologo (o anche uno psichiatra) e decidere insieme come procedere.
È consigliabile inoltre affiancare alla cura farmacologica un percorso psicologico.
Resto a disposizione, anche online, se necessario.
Saluti,
dott. Andrea de Lise
Dott. Davide Gritti
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno,
per affrontare la sintomatologia descritta sarebbe indicato rivolgersi a uno psichiatra. Sarebbe inoltre consigliabile affiancare un percorso di psicoterapia per favorire l'efficacia del trattamento.
Resto a sua disposizione.
Dott. Davide Gritti
Dott.ssa Carmela Renzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Milano
Buongiorno è necessario affiancare alla cura farmacologica un percorso di tipo psicologico. I farmaci trattano i sintomi ma non agiscono sulla causa!
Resto a sua disposizione!
Dott.ssa Rebecca Vellani
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Modena
Buongiorno, i migliori benefici nel trattamento della sintomatologia da lei riportata si ottengono integrando la terapia farmacologica ad un trattamento psicoterapico, in quanto i farmaci aiutano soprattutto nella fase iniziale, sono efficaci sul sintomo ma una volta sospesi terminano il loro effetto benefico e non prevengono le recidive, che nel caso dei disturbi depressivi purtroppo sono frequenti. La psicoterapia le da la possibilità di acquisire strumenti da utilizzare nel lungo termine, che la aiuteranno a ridurre progressivamente il dosaggio della terapia farmacologica riducendo anche il rischio di recidiva. Inoltre consente di incrementare il proprio senso di fiducia ed efficacia personale in quanto nel lavoro psicoterapico la persona ha un ruolo attivo e costruttivo nella promozione del proprio benessere psicologico.
Rimango a disposizioni per ulteriori informazioni.
Un caro saluto,
Dott.ssa Rebecca Vellani
Dott.ssa Asya Cappalli
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Parma
Gentile utente, i farmaci possono essere molto utili nel trattamento del disturbo depressivo, soprattutto nelle fasi iniziali come lei ha potuto constatare. Tuttavia, questi lavorano solo sull'eliminare il sintomo, e una volta sospesi possono terminare l'effetto e quindi possono esserci delle ricadute, come è successo a lei. L'esperienza clinica ha potuto constatare che la terapia farmacologica da sola non basta: è necessario affiancarla ad un percorso psicoterapeutico, con il quale potrà lavorare attivamente sul ricercare nuove strategie sia per la gestione delle emozioni che per riscoprire e costruire il proprio benessere psicologico. Il percorso psicoterapeutico può avere effetti a lungo termine, sia prevenendo le ricadute che permettendo una progressiva riduzione della terapia farmacologica. Può provare a chiedere al suo medico di fiducia se vi sia un professionista che può consigliarle, oppure informarsi sia tra i professionisti che lavorano negli enti pubblici, che tra quelli privati. Mi rendo conto che è difficile rispondere a tutti i suoi dubbi in queste poche righe, pertanto se avesse necessità di ulteriori informazioni può contattarmi in privato. Resto a disposizione per colloqui, anche online. Con i migliori auguri, porgo cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli
Dott.ssa Enrica Garibaldi
Psicologo, Neuropsicologo, Sessuologo
Catania
Buonasera, come consigliato dai miei colleghi, ribadisco l'importanza di un lavoro integrato che includa sia il trattamento farmacologico per stabilizzare i sintomi che il lavoro psicoterapeutico per individuarne l'origine e prendersene cura.
Resto a disposizione, una buona serata
Dott.ssa Mariagrazia Sbragia
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Pisa
I farmaci sono solo una parte del trattamento, manca una psicoterapia adatta alla cura della depressione come ad esempio la Psicoterapia Interpersonale.
Dott.ssa Denise De Bona
Psicologo, Neuropsicologo
Torino
Gentile utente, sicuramente la terapia farmacologica è molto importante come partenza per riuscire ad avere dei risultati in breve tempo e aumentare la consapevolezza della possibilità di un miglioramento. Affinchè si stabilizzi la situazione è però sicuramente necessario, come già ribadito dai colleghi, integrare con un percorso di terapia. Se posso consigliarle, cerchi di svolgere diversi primi colloqui e scegliere un terapeuta adatto al suo caso e con cui sente di riuscire a costruire facilmente una relazione terapeutica efficace.
Dott.ssa Giulia Zucchini
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Trieste
Salve,
purtroppo la cura farmacologica attenua il sintomo ma non la causa, sarebbe davvero importante abbinare alla farmacologia una terapia psicoterapica, così da estirpare il sintomo alla base e non solo assopirlo coi medicinali.
Saluti
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Consideri che, a seconda della diagnosi, non è raro avere nella depressione dei periodi di umore più alto, la cosiddetta eutimia, che si potrebbero confondere con una guarigione; una possibile interpretazione al quadro che descrive è dunque che i farmaci hanno favorito o comunque allungato magari un periodo di umore migliore senza realmente risolvere, poi il periodo è finito ed i sintomi tornati. Per una risoluzione è necessario affiancare i farmaci alla terapia psicologica perché si chiarisca il senso del malumore che si osserva; peraltro, il professionista di riferimento è lo psichiatra per i farmaci e lo psicologo per la terapia, e non il neurologo, a meno ché quest'ultimo non abbia valutato quanto descrive come sintomo secondario di una qualche altra condizione medica; chieda in tal senso, e se non è il caso allora cominci a frequentare appunto psichiatra e psicologo, più competenti in materia
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Dott.ssa Demetra Piccardo
Psicologo, Neuropsicologo
Celle Ligure
Gentile Utente, è di fondamentale importanza seguire le indicazioni mediche per l'assunzione e la posologia dei farmaci. Come le hanno già detto anche i miei colleghi che mi hanno preceduto i risultati migliori si ottengono affiancando alla terapia farmacologica anche un percorso psicoterapeutico. Inoltre, psichiatra e psicoterapeuta dovrebbero potersi confrontare e fare rete per offrirLe il supporto migliore.
Un caro saluto,
Dott.ssa Demetra Piccardo
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Gentile Signore,

Capisco quanto possa essere frustrante sperimentare una ricaduta dopo un periodo di miglioramento. La ricorrenza di sintomi come umore basso, confusione e somatizzazioni può essere parte del processo di recupero. Accanto alla terapia farmacologica, la psicoterapia breve strategica potrebbe rivelarsi particolarmente utile per affrontare e ridurre i sintomi in modo efficace, aiutandola a gestire i periodi di alti e bassi e a ritrovare un equilibrio più stabile.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cari saluti,
Dr. Michele Scala
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Dott. Ivan De lucia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Ovada
Gentile utente,

Capisco quanto possa essere frustrante sperimentare una ricaduta dopo un periodo di miglioramento. La ricorrenza di sintomi come umore basso, confusione e somatizzazioni può essere parte del processo di recupero. È importante continuare a seguire le indicazioni del neurologo e mantenere una comunicazione aperta con lui per eventuali aggiustamenti della terapia.
Affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicoterapeutico può essere molto utile per affrontare e ridurre i sintomi in modo efficace. La psicoterapia può aiutare a gestire i periodi di alti e bassi e a ritrovare un equilibrio più stabile.
Se desidera approfondire e trovare un percorso personalizzato per il suo benessere, possiamo organizzare un incontro. Si senta libero di contattarmi per fissare un appuntamento.

Cordialmente,

Dott. Ivan De Lucia
Dott.ssa Beatrice Curti
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Lodi
Gentile utente,
il neurologo le ha prescritto questi farmaci in seguito a una sua difficoltà emotiva? Le ha consigliato anche un percorso psicoterapeutico?

Le faccio queste domande in quanto in seguito ad una difficoltà di ordine emotivo/psichiatrico è bene assumere una terapia farmacologica che attenui l'acuità dei sintomi, ma è doveroso affiancare all'assunzione degli stessi anche un percorso psicoterapeutico di supporto.

Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti,
CB.
Dott.ssa Maria Provenzale
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Casalnuovo di Napoli
Buongiorno , scalare o riprendere questo tipo di farmaci va fatto sempre in ogni caso su indicazione del medico che li ha prescritti. Si rivolga al medico per informarlo del suo tono basso dell' umore, delle somatizzazioni a cui si riferisce. Eventualmente valuterà la possibilità di associare al percorso farmacologico anche uno di tipo psicoterapico, al fine di approfondire le problematiche sottostanti che possono avere una responsabilità nel suo crollo emotivo.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,
quello che descrive sembra indicare una ricaduta depressiva o un episodio depressivo ricorrente, che può comparire anche dopo una fase di buona risposta farmacologica. L’alternanza di giorni “buoni” e giorni “molto bassi”, insieme a sintomi fisici come pesantezza e confusione, è tipica di uno stato depressivo parziale o di un’instabilità dell’umore secondaria alla ripresa del trattamento.

È importante non modificare da solo le dosi dei farmaci e segnalare al neurologo o psichiatra questi sintomi, perché potrebbe essere necessario aggiustare il dosaggio o valutare strategie di supporto aggiuntive, come psicoterapia o tecniche di gestione dello stress.

Saluti
Dott. Francesco Pio Calafiore
Psicologo, Neuropsicologo
Santa Teresa di Riva
Buongiorno, è possibile che si sia determinata una riacutizzazione del disturbo dell'umore. Ne parli con il medico per gestire nel modo migliore questa fase. Un caro saluto

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