Credo di essere depressa. Ho appena iniziato a lavorare in un’altra città che è il contrario di quel

24 risposte
Credo di essere depressa. Ho appena iniziato a lavorare in un’altra città che è il contrario di quello che sognavo. La mia capa è molto invadente nella mia vita privata perché quando viaggiamo per lavoro stiamo in stanza insieme e dovrò vivere da lei per un periodo perché non riuscivo a permettermi altre sistemazioni e lei non mi vuole che io faccia la pendolare. Tornerò a casa mia nel weekend ma mi manca casa mia, la mia routine e la mia privacy. Mi sto sforzando di pensare che devo farci l’abitudine ma sono comunque molto triste…come se avessi bisogno di altro e di più tranquillità. In più, sono single da qualche mese dopo anni di relazione e mi sento davvero sola e persa. Faccio di tutto per calmarmi (yoga, meditazione, tisane rilassanti, gratitudine e allenamento) eppure la notte mi sveglio alle 04 con l’ansia. È come se volessi mollare tutto ma non so se sia perché non sono capace di essere realmente responsabile (avevo mollato un altro lavoro sempre lontano da casa) o se invece, potrei trovare un lavoro più vicino e più in linea con la mia persona (sono molto introversa e ho bisogno dei miei momenti per me e in questo lavoro non ci sono confini di nessun tipo). Mi sento una bambina capricciosa però allo stesso tempo mi sembra di soffocare.
Dott.ssa Chiara Lisa Lovati
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Milano
Ciao,
quello che stai vivendo può sicuramente essere molto difficile, e la sensazione di soffocare in una situazione che non ti rappresenta è un segnale importante da non ignorare. È normale sentirsi così, soprattutto quando ci si trova a fare scelte importanti che non corrispondono a ciò che desideriamo davvero per noi stessi.
Il fatto che il tuo lavoro sia lontano da casa, che ti costringa a vivere in una situazione che non ti appartiene e che non ci siano confini tra la tua vita privata e professionale, può sicuramente esacerbare il tuo disagio. La mancanza di spazio personale, il dover vivere per un periodo con la tua capa, la sensazione di non avere una routine propria, possono aumentare il senso di soffocamento e solitudine. Inoltre, la fine della tua relazione e il fatto che ti senti persa possono amplificare la tristezza e l'insicurezza che provi, specialmente se ti senti lontana dalla tua zona di comfort.

Capisco anche il conflitto che stai vivendo dentro di te, tra il bisogno di libertà e tranquillità e la sensazione di dover affrontare una responsabilità che ti sembra troppo grande. Il fatto che tu abbia già abbandonato un altro lavoro in passato potrebbe alimentare il pensiero che non sei "capace" di affrontare le sfide, ma ciò non significa che tu non sia capace di trovare la tua strada. Quello che stai vivendo ora potrebbe anche essere il risultato di una mancata connessione tra chi sei veramente e il lavoro che stai facendo.

Ti suggerisco di prenderti del tempo per riflettere su ciò che ti sta causando più stress e angoscia. Potresti iniziare con queste domande:

Cosa ti manca di più in questo momento?
Cosa pensi che ti farebbe sentire più "te stessa"?
Come ti senti quando pensi a tornare a casa, alla tua routine?
Ricorda che non sei una "bambina capricciosa". I tuoi bisogni sono validi, e chiedere più tranquillità, più spazio e più sintonia con te stessa è completamente normale. Forse c'è bisogno di fare un passo indietro per valutare se questo lavoro è davvero in linea con i tuoi valori, le tue necessità e i tuoi obiettivi a lungo termine. Può essere utile anche fare un bilancio delle tue risorse e delle tue necessità, senza colpevolizzarti per le scelte fatte.
Un caro saluto.

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Cara utente, sicuramente sta sperimentando un periodo stressante e complesso, cambiare città e uscire dalla propria routine quotidianità non è semplice, soprattutto in concomitanza con la fine di una relazione che è comunque un cambiamento e può contribuire ad accrescere il suo malessere; proprio per questo la invito a non giudicarsi "mi sento una bambina capricciosa", ma ad accogliere i suoi stati d'animo che sono assolutamente fisiologici. Sembra che lei abbia molteplici risorse , anche la capacità stessa di trovare delle modalità (yoga,meditazione, allenamento) che la possano aiutare a sentirsi meglio. Un consulto con uno psicologo può esserle d'ausilio per ascoltarsi, sintonizzarsi con le proprie emozioni e trovare delle strategie per questo momento complesso, resto a disposizione. Saluti
Dott.ssa Anna Maria Gioia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Grazie per aver condiviso tutto questo. È evidente che lei stia vivendo un periodo di grande pressione e cambiamento, e ci sono molteplici elementi che si intrecciano, rendendo difficile orientarsi. È importante ricordare che quello che sta provando non è segno di debolezza o "capriccio", ma una reazione naturale a una situazione che sembra davvero sopraffare i suoi bisogni e i suoi limiti personali.
Quella tristezza, quel senso di solitudine e l'ansia che la sveglia di notte sono segnali importanti. Non significa che essere "sbagliata", ma che qualcosa nella sua situazione attuale non sta rispondendo ai suoi bisogni profondi. Spesso, quando ci forziamo ad adattarci a un ambiente o a uno stile di vita che va contro il nostro modo di essere, il corpo e la mente ci avvisano attraverso emozioni intense.
Dal suo racconto, sembra che il tema dei confini sia centrale: la condivisione degli spazi con la sua capa, il vivere lontano da casa sua, il sentirsi costretta a un ritmo di vita che non rispetta il suo bisogno di tranquillità. Per una persona introversa, tutto questo può risultare particolarmente gravoso. Non è una mancanza di responsabilità o maturità da parte sua: semplicemente, ha bisogno di spazi e momenti che siano suoi per ricaricarsi.
È normale temere che il voler cambiare lavoro o situazione possa sembrare un segno di inadeguatezza. Ma scegliere un ambiente che rispetti la sua persona non è "scappare"; è un atto di ascolto e cura di te stessa.
Ha attraversato due grandi cambiamenti nell'ultimo periodo: una nuova città e un'importante separazione sentimentale. Entrambe queste situazioni sono significative e richiedono tempo per essere elaborate. Provi a concedersi compassione: non deve avere tutte le risposte subito. È comprensibile che si senta persa, ma ricordi che questa sensazione non è permanente, anche se ora sembra difficile da gestire.
le consiglio di esplorare le sue opzioni con calma: C'è spazio per parlare con la sua capa di una maggiore separazione tra lavoro e vita personale? è possibile cercare altre soluzioni abitative anche a medio termine, che le offrano maggiore autonomia? Oppure, valutare se un’altra opportunità lavorativa possa essere più adatta ai suoi bisogni?
Può essere utile ascoltare la sua ansia: Se si sveglia con l'ansia alle 4 del mattino, provi a chiedersi: "Che cosa sta cercando di dirmi il mio corpo?" Non è un nemico; è una guida.
Provi a uscire dall'isolamento e a parlarne con qualcuno: la sensazione di "soffocare" o di non avere vie d'uscita spesso si intensifica quando ci sentiamo isolate. Parlare con amici, familiari o un professionista può ridurre questa sensazione.
È naturale cercare di calmare l’ansia con attività come yoga o meditazione, ma il primo passo è accettare quello che prova, anche quando è doloroso. Si conceda il diritto di sentirsi triste e incerta.
Non deve avere tutte le risposte adesso. Inizi con piccoli passi, ascoltando le dice il suo corpo o quali sono i suoi bisogni.
Le auguro il meglio!
Dott.ssa Romina Renna Loiacono
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buon Pomeriggio, vorrei traquillizzarLa in primis su fatto che non è una bambina, non essere a proprio agio fuori dalla propria zona di confort è comune a tutti. Ovviamente solo Lei sa se la sua reticenza a lavorare lontano da casa è dovuta a mancanza di volontà o ha bisogno di più tempo per ambientarsi. Di certo il vivere con il proprio capo non La aiuta, non Le permette di avere un vero distacco nel lavoro e di creare dei confini, per cui questo non giova al suo stato d'animo. Il consiglio che posso darLe è innanzitutto: si metta alla prova, non veda come sconfitte dei momenti di sconforto, poi se ha la possibilità cerchi una sistemazione diversa, pensi a cosa fa bene a Lei, e non cosa fa piacere al suo capo.
Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno, grazie per aver condiviso i suoi sentimenti in modo così aperto. Comprendo quanto possa essere difficile trovarsi in una situazione che sembra soffocante e lontana dai propri desideri e bisogni. È importante dare valore a ciò che sta provando senza giudicarsi troppo duramente: le sue emozioni non sono capricci, ma segnali che qualcosa nella sua vita attuale non è in equilibrio con ciò di cui ha bisogno per sentirsi bene.

Lavorare lontano da casa, vivere con la sua capa e affrontare il recente cambiamento di una relazione interrotta rappresentano un accumulo significativo di stress. È normale sentirsi disorientati e sopraffatti in un contesto così impegnativo, soprattutto se si ha un'indole introversa e si necessita di spazio personale per ricaricarsi.

La sua difficoltà potrebbe non essere segno di mancanza di responsabilità, ma piuttosto di un'esigenza legittima di trovare un ambiente che rispecchi maggiormente i suoi valori e la sua personalità. È importante ascoltarsi per capire se la strada che sta percorrendo è davvero quella giusta per lei o se è possibile esplorare alternative più in sintonia con il suo equilibrio interiore.

Il fatto che stia cercando di gestire l'ansia con strumenti come yoga, meditazione e gratitudine è un segno di grande consapevolezza. Tuttavia, se non riesce a trovare sollievo e sente di essere in un circolo di sofferenza, potrebbe essere utile confrontarsi con un terapeuta. La terapia può aiutarla a mettere ordine nei suoi pensieri, esplorare le sue priorità e affrontare il senso di solitudine e ansia in modo più strutturato.

Infine, non esiti a riflettere su quali siano i suoi limiti e le sue priorità. Se sente che questa esperienza non le sta permettendo di essere sé stessa o di vivere in modo sostenibile, non è sbagliato considerare altre opzioni. Vivere in un ambiente che non rispetta i suoi confini personali non è sostenibile a lungo termine. Sono qui per supportarla nel processo di chiarire e perseguire ciò che desidera davvero.
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone

Mi dispiace che ti senti in questo stato, e voglio dirti che quello che stai attraversando è valido e comprensibile. Ti trovi in una situazione che unisce molti fattori stressanti: il cambiamento di città, l'assenza di uno spazio personale, una relazione professionale invadente e una recente separazione emotiva. È normale sentirsi sopraffatti, tristi e in ansia in queste condizioni. Non sei una "bambina capricciosa", ma una persona che sta cercando di navigare un momento difficile e complesso.

Cosa potresti fare:
Ascolta i tuoi bisogni senza giudizio
È importante distinguere tra "dover sopportare per crescere" e "comprendere che una situazione non è adatta a te". Non significa essere irresponsabile: alcune persone funzionano meglio in ambienti che rispettano la privacy e i confini, e va benissimo se senti che questo è ciò di cui hai bisogno.

Prova a delimitare i confini
Anche se vivi con la tua capa e il rapporto professionale sembra invadente, cerca di stabilire piccoli confini. Per esempio, proponi di organizzare il tempo in modo da ritagliarti momenti in cui puoi stare da sola, anche spiegandole (in modo delicato) che ne hai bisogno per funzionare meglio nel lavoro.

Valuta se il lavoro rispecchia i tuoi valori
Stai cercando di capire se questa sensazione di soffocamento è legata a una tua difficoltà nell'adattarti o se il lavoro e l'ambiente sono realmente incompatibili con i tuoi valori e la tua personalità. Prova a farti delle domande come:

Questo lavoro mi permette di essere autentica e a mio agio?
È solo un momento di adattamento o un malessere profondo che non si risolverà con il tempo?
Cosa desidero davvero per il mio equilibrio personale e professionale?
Crea un piano di uscita (se necessario)
Se senti che questa situazione non è sostenibile a lungo termine, potresti iniziare a cercare opzioni lavorative più vicine a casa o più in linea con i tuoi bisogni. Non c'è nulla di sbagliato nel voler migliorare la tua situazione, anzi, è un segno di grande responsabilità verso te stessa.

Cerca supporto emotivo
La solitudine e la recente rottura sentimentale potrebbero amplificare il tuo disagio. Parlare con amici, familiari o un professionista della salute mentale può aiutarti a mettere ordine nei tuoi pensieri e a sentirti meno sola. A volte anche solo esprimere ciò che provi ad alta voce può fare una grande differenza.

Concediti il permesso di essere vulnerabile
Sei umana, ed è normale sentirsi persa in una fase di transizione così difficile. Non devi "aggiustarti" immediatamente o trovare tutte le risposte subito. Lasciati il tempo di elaborare i tuoi sentimenti senza etichettarti negativamente.

Un piccolo esercizio per riflettere:
Prova a scrivere in un diario:

Cosa mi sta dando questa esperienza? (magari ci sono lezioni o abilità che stai sviluppando)
Cosa mi sta togliendo? (energia, serenità, senso di sicurezza)
Cosa desidero profondamente per il mio futuro?
Dopo aver scritto, rileggi ciò che hai scritto con gentilezza e senza giudicarti. Questo può aiutarti a chiarire i tuoi pensieri.

Se non riesci a dormire
Le sveglie notturne alle 4 con ansia sono un segnale che la tua mente sta cercando di elaborare lo stress. Prima di dormire, prova tecniche come:

Scrivere su carta le preoccupazioni (per non portarle a letto)
Respirazione 4-7-8: inspira per 4 secondi, trattieni per 7, espira per 8.
Una meditazione guidata focalizzata sul rilassamento.
Ti abbraccio virtualmente e ti ricordo che non sei sola. La tristezza che provi ora non durerà per sempre, e anche prendere piccole decisioni può aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità. Se vuoi parlarne ancora, sono qui.
Dott.ssa Veronica Sarno
Psicologo, Psicologo clinico
Luino
Buonasera. Dovrebbe fare delle attività fuori casa per ricavarsi dei suoi spazi di privacy.
Distinti Saluti
Dott.ssa Sarno
Dott.ssa Sabrina Rinaldi
Psicologo, Psicologo clinico
Monza
Buonasera, certamente lei sta affrontando cambiamenti importanti nella sua vita e probabilmente questi la spaventano. Non è facile sostenere un nuovo lavoro, una nuova sistemazione, la fine di un rapporto. Tante separazioni sono occorse che bisogna elaborare. La necessità di un confine che le permetta di proteggere se stessa è importantissimo e va realizzato.
Dott.ssa Alessia Cipriano
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Comprendo profondamente il Suo stato d'animo e mi dispiace che stia attraversando un periodo così difficile. Affrontare nuovi ambienti lavorativi, specialmente quando non rispecchiano le proprie aspettative e bisogni personali, può essere estremamente stressante. La mancanza di privacy e di confini chiari tra vita professionale e privata può generare un senso di soffocamento.

Inoltre, la recente conclusione di una lunga relazione può amplificare sentimenti di solitudine e smarrimento. È naturale sentirsi sopraffatti quando si affrontano tanti cambiamenti simultaneamente.

È positivo che stia cercando di prendersi cura di Sé stessa, tuttavia, se continua a sperimentare ansia e tristezza, potrebbe essere utile considerare l'idea di parlare con un professionista che possa offrirLe supporto e guidarLa in questo momento.

Non deve sentirsi una "bambina capricciosa" per desiderare un ambiente più in linea con la Sua personalità e le Sue esigenze. Ha tutto il diritto di essere felice. Buona serata
Dott.ssa Paola Sacchelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buonasera,
racconta di un momento di cambiamento e di aspettative disattese. Ogni sofferenza che emerge non può essere considerata nè un capriccio nè una sterile lamentela; credo possa esserle utile sviscerare meglio e in modo più approfondito la propria situazione, così che possa maneggiarla in un modo che la faccia stare meglio.
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile utente, mi spiace molto per il disagio che esprime. Da quello che racconta ha affrontato tanti cambiamenti in poco tempo e si è trovata senza un punto di riferimento da cui ripartire. Ritengo che un percorso psicologico potrebbe aiutarla a prendersi un momento per sè e riflettere su come ritrovare il benessere e ripristinare i suoi confini.
Resto a disposizione, anche online, in caso fosse interessata ad approfondire.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Dott.ssa Anna Tosi
Psicologo, Psicologo clinico
Caldiero
Buongiorno, la ringrazio per la sua condivisione. Per prima cosa, quando attraversiamo periodi così difficili e di cambiamento, è sempre importante rivolgerci a noi con compassione e tolleranza e astenerci dall'autocritica che può solo che aumentare la frustrazione. Riconosca il coraggio che ha avuto a intraprendere questo tipo di lavoro, oggettivamente impegnativo, rinunciando alla sua stabilità e a tutti i comfort. Si riconosca tutto lo sforzo che sta impiegando in questa fase di adattamento, tutte le soluzioni che sta provando a mettere in atto e si complimenti con se stessa per tutto quello che sta facendo per provare a realizzare i propri obiettivi, nonostante i costi che sta pagando. Inoltre si ricordi che tutte le scelte che prendiamo, giuste o sbagliate che siano, contribuiscono a farci crescere e sono importanti occasioni di apprendimento e scoperta dei nostri limiti. Questi limiti possiamo accettarli e rispettarli senza ritenere per forza di aver fallito, quando rinunciamo a un lavoro o rientriamo all'interno di uno stile di vita più attento al nostro benessere. Infatti, va benissimo mettersi alla prova e creare sfide con noi stessi, però occorre anche capire se siamo disposti, nel periodo che stiamo vivendo, a sopportare questo carico e qualora ci accorgessimo che è troppo, possiamo fare un passo indietro. Le coniglio comunque di valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico per sostenersi in questa fase della sua vita. Per qualsiasi altro dubbio resto a disposizione. Dott.ssa Anna Tosi
Dott.ssa Maria Grazia Salerno
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace davvero tanto che si stia trovando in una situazione così difficile. Quello che sta raccontando sembra essere un momento di grande confusione e disagio, e vorrei offrirle alcune riflessioni che possano aiutarla a comprendere meglio le sue emozioni e il modo in cui sta affrontando tutto questo.
Il primo punto che emerge chiaramente è il suo bisogno di spazi personali e di indipendenza.
Lei ha descritto molto bene la sua natura introversa e il bisogno di avere momenti di solitudine, che sono essenziali per il suo benessere psicologico. Quando queste necessità vengono ignorate o non rispettate, come nel caso del suo lavoro e della sua situazione con la sua capa, è normale che si senta soffocata e in difficoltà. Non è affatto capricciosa per avere bisogno di privacy e di uno spazio tutto suo, anzi, è una richiesta assolutamente legittima. L'ansia che prova e la tristezza che descrive possono essere una manifestazione proprio di questa lotta tra quello che desidera e quello che è costretta a vivere.
Inoltre la fine di una relazione importante, come quella che ha recentemente vissuto, porta inevitabilmente a una fase di grande fragilità e riflessione su chi siamo e cosa vogliamo dalla vita. È completamente normale sentirsi "persi" e a volte anche "sbagliati" in questi momenti. La sua solitudine potrebbe amplificare questi sentimenti di smarrimento, ma ciò che sta vivendo è una parte naturale del processo di recupero. Essere single dopo tanti anni non significa che ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei. È solo un periodo di transizione, che la sta spingendo a rivedere se stessa e la sua vita. In questi momenti, il bisogno di ritrovare la sua identità fuori dalla relazione precedente è importante, ma può essere anche doloroso.
Infine il fatto che si sveglia alle 4 del mattino con ansia potrebbe essere il segnale che il suo corpo e la sua mente non sono completamente in grado di "staccare" da tutte queste preoccupazioni. L'ansia notturna è spesso legata alla difficoltà di elaborare emozioni o situazioni stressanti durante il giorno. Anche se ha già messo in atto delle pratiche come yoga e meditazione, a volte serve una riflessione più profonda su ciò che le sta creando ansia e insoddisfazione.
La sua ansia e tristezza potrebbero essere gestite con l'aiuto di un professionista, che la può guidare a comprendere meglio il conflitto che sente tra il suo desiderio di tranquillità e il bisogno di "essere responsabile". Un supporto psicologico potrebbe anche aiutarla a lavorare su quella sensazione di "soffocamento" e sulla difficoltà di adattarsi a situazioni che non la fanno sentire al meglio.
Non è sola in questo percorso.
Se vuole continuare a parlare, sono qui per lei.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Mi dispiace molto sapere che sta attraversando un periodo così difficile. Ciò che descrive evidenzia una situazione di grande pressione emotiva e pratica, e posso immaginare quanto possa essere faticoso portare avanti tutto questo ogni giorno. È naturale che si senta sopraffatta, triste e disorientata, considerando le numerose sfide che si intrecciano nella sua vita in questo momento. Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova: i suoi sentimenti sono una risposta umana e comprensibile a circostanze che stanno mettendo a dura prova il suo equilibrio. Dal suo racconto, emerge una tensione tra due parti di sé. Da un lato, c’è il suo desiderio di fare fronte a questa nuova fase di vita, di adattarsi, di dimostrare a sé stessa e agli altri di essere in grado di gestire le responsabilità che le sono state affidate. Dall’altro lato, sento una voce interiore che le dice che qualcosa non va, che le circostanze attuali non rispettano ciò di cui ha realmente bisogno per sentirsi bene. Questa tensione è comprensibile e non significa che sia “capricciosa” o che stia sbagliando. Piuttosto, significa che sta cercando di bilanciare pressioni esterne e bisogni interni, un compito tutt’altro che semplice. Partiamo da questo: lei è una persona che sta cercando di prendersi cura di sé. Lo dimostra il fatto che sta adottando strategie come lo yoga, la meditazione e altre pratiche di benessere. Questo è un segnale molto positivo, perché mostra che è consapevole di come il suo benessere meriti attenzione. Tuttavia, mi sembra che queste strategie non siano sufficienti a compensare un contesto che la sta facendo sentire bloccata, invasa nei suoi spazi e privata di alcuni bisogni fondamentali, come la privacy, la routine e la tranquillità. Questi bisogni non sono “un lusso” o un capriccio, ma aspetti essenziali per il suo equilibrio. Il fatto che lei li senta così intensamente è un’indicazione importante di ciò che per lei conta davvero. Mi sembra che la situazione lavorativa attuale le stia imponendo dei limiti molto rigidi, sia dal punto di vista fisico (come condividere spazi così personali con la sua responsabile) sia dal punto di vista emotivo (non avere la possibilità di creare confini tra vita lavorativa e vita privata). Questo potrebbe accentuare la sensazione di “soffocamento” che descrive. Allo stesso tempo, l’ansia e il risveglio precoce che sta sperimentando sono segnali che il suo sistema nervoso sta reagendo a uno stress che forse è diventato troppo difficile da gestire solo con le sue forze. In tutto questo, c’è anche la questione della responsabilità, che mi sembra la faccia sentire in conflitto. A volte, la responsabilità viene vissuta come l’obbligo di adattarsi a qualunque situazione, anche a costo del nostro benessere. Ma essere responsabili significa anche prendersi cura di sé, riconoscere i propri limiti e valutare se le circostanze in cui ci troviamo sono davvero sostenibili. Scegliere di rispettare i propri bisogni non significa essere irresponsabili, ma al contrario è un atto di grande maturità e coraggio. È importante anche tenere conto del fatto che la fine della sua relazione di lunga data potrebbe aver contribuito a farla sentire più vulnerabile. Un cambiamento così significativo, unito al trasferimento e a tutte le difficoltà pratiche e psicologiche che sta affrontando, può portare a un senso di solitudine e smarrimento. Anche questo è naturale, ed è importante darsi il permesso di vivere questi sentimenti senza giudicarsi troppo duramente. Se pensa che possa esserle utile, potremmo lavorare insieme per aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero e su come bilanciare le sue necessità personali con le richieste del contesto in cui si trova. Questo percorso non deve necessariamente portarla a decisioni immediate o drastiche, ma piuttosto a una maggiore comprensione di ciò che per lei è importante e di come possa iniziare, passo dopo passo, a creare uno spazio di maggiore serenità nella sua vita. Iniziare con piccole azioni per recuperare un senso di controllo e proteggere i suoi confini personali potrebbe essere un buon punto di partenza. Contemporaneamente, potrebbe essere utile esplorare le sue possibilità future, non come una fuga, ma come una scelta consapevole per costruire una vita più in linea con i suoi bisogni e valori. Non è sola in questo percorso, e ciò che sta provando merita tutta la comprensione e il sostegno necessario per ritrovare la serenità. Cari saluti. Dott. Andrea Boggero
Dott. Valerio Borzi
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Quando avvengono mutamenti nella vita come uno spostamento in altri città, o un cambio di lavoro, può capitare di sentire spaesamento e/o tristezza, poiché si scopre che la realtà delle cose è diversa dalle aspettative legate ad un cambiamento. Può essere, a mio parere, utile esplorare queste difficoltà che lei riporta, per poter comprendere cosa stia effettivamente accadendo dentro di lei per cui la tristezza sembra essere l'emozione dominante di questo periodo.
Le auguro il meglio per il futuro e rimango disponibile per un eventuale consulto.
A presto
VB
Dott.ssa Agne Rumi
Psicologo, Psicologo clinico
Dalmine
Ciao, grazie per aver condiviso i tuoi pensieri e le tue emozioni. Quello che stai vivendo è davvero complesso e capisco quanto possa essere opprimente. Non sei una "bambina capricciosa", ma una persona che sta cercando di fare i conti con una situazione che mette a dura prova i tuoi valori e bisogni personali.

La tua sensazione di soffocamento e tristezza potrebbe derivare da un conflitto profondo tra ciò che desideri per te stessa e ciò che la tua situazione attuale ti sta imponendo. Il bisogno di privacy, autonomia e tranquillità che descrivi non è un segno di debolezza, ma una parte importante della tua personalità, che merita rispetto e spazio.

Questa esperienza ti sta mostrando chiaramente quanto per te siano importanti i confini personali e l’allineamento tra il lavoro e i tuoi valori. È naturale chiedersi se valga la pena continuare o cercare qualcosa di più adatto. Non si tratta di "non essere responsabile", ma di scegliere di vivere una vita più in linea con ciò che ti fa stare bene.

Ti invito a riflettere con calma su questi punti:

1. **Le tue priorità**: Cosa conta di più per te in questo momento? La stabilità lavorativa, il benessere mentale, o un equilibrio tra i due? Scrivere queste priorità può aiutarti a chiarire cosa desideri davvero.

2. **I confini**: È importante valutare se puoi stabilire limiti più chiari con la tua capa, come negoziare una sistemazione diversa o momenti di privacy.

3. **Supporto**: Non affrontare tutto da sola. Parlarne con un terapeuta potrebbe aiutarti a elaborare meglio le tue emozioni e a prendere decisioni più serene.

4. **Prospettive future**: Se decidi di cercare un altro lavoro, non è un fallimento, ma un passo verso una vita più in linea con i tuoi bisogni. L'importante è che qualsiasi scelta sia basata sul rispetto per te stessa.

Ricorda, è normale sentirsi smarriti dopo una rottura importante e durante cambiamenti così grandi. Concediti il tempo per prenderti cura di te senza giudicarti. La tua sofferenza è valida e merita attenzione. Un abbraccio!
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
sta affrontando una situazione molto difficile e stressante, in momenti così l'ansia può risultare davvero faticosa. Mi sembra che abbia molte risorse da mettere in campo in questo momento, le consiglio dunque di rivolgersi ad uno specialista anche solo per una consulenza, in modo da mettere in ordine i pensieri e le emozioni e trovando la modalità di mettere in atto nuove strategie.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dott.ssa Stefania La Rocca
Psicologo, Psicologo clinico
Paderno Dugnano
Buongiorno,
Innanzitutto grazie per la condivisione.
Mi colpisce la descrizione che lei fa di se stessa "Mi sento una bambina capricciosa però allo stesso tempo mi sembra di soffocare", quando i sintomi e la situazione che descrive sembrano essere molto gravosi e sopratutto dolorosi. Mi chiedo se lei stessa pensi che il suo dolore e le sue fatiche abbiano il Diritto di trovare uno spazio adeguato e accogliente in cui essere espresse e contenute. E' difficile potersi dare il giusto aiuto, se siamo i primi a ritenere che siano solo "capricci".
La situazione, invece, che lei descrive mi sembra molto faticosa, e il fatto che sia riuscita a condividerla pare il primo passo per potersi concedere un aiuto. Ci pensi.
Nel mentre le auguro di poter trovare uno spazio alle sue fatiche.
Cordiali saluti, dott.ssa La Rocca.
Dott.ssa Laura Messina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentilissima, i sentimenti che sta provando sono validi e comprensibili, data la complessità della situazione che sta affrontando. L'adattamento a un nuovo lavoro, in un ambiente lontano da ciò che sente familiare e sicuro, può essere estremamente impegnativo, specialmente se aggiungiamo il bisogno di vivere in uno spazio condiviso con la sua referente, che racconta come poco rispettosa dei suoi confini personali. Questa mancanza di privacy e di controllo sulle sue circostanze di vita può sicuramente amplificare la sensazione di disagio e solitudine.
Le strategie che sta mettendo in atto, come lo yoga, la meditazione e la cura di sé, sono ottime e mostrano una grande capacità di prendersi cura di sé stessa, ma il fatto che non siano sufficienti a calmare la sua ansia potrebbe indicare che c 'è bisogno di un supporto più profondo per elaborare quello che sta vivendo. La tristezza e l'ansia che descrivono non sono segni di debolezza o di immaturità, ma piuttosto il riflesso di una situazione che potrebbe non essere allineata con i suoi bisogni personali e valori fondamentali.
Forse, più che costringersi a "farcisi l'abitudine", potrebbe essere utile fermarsi a riflettere su cosa sia davvero importante per lei: è la stabilità economica, la vicinanza alla sua casa, un ambiente lavorativo più rispettoso dei confini personali? Porsi queste domande non è un segno di essere "capricciosa", ma di prendersi la responsabilità del proprio benessere. A volte, ascoltarsi profondamente può guidarla verso scelte più autentiche.
Se questi sentimenti persistono e le sembrano sempre più difficili da gestire, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o a un terapeuta. Un professionista può aiutarla ad esplorare meglio queste emozioni, capire cosa le sta chiedendo il suo malessere e costruire un piano che tenga conto delle sue priorità e dei suoi desideri. Ricordi, chiedere aiuto è un gesto di forza e cura verso sé stessa.
Le auguro di trovare presto la chiarezza e la serenità che merita.
Dott.ssa Deborah Favara
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Grazie per aver condiviso ciò che stai attraversando. Le tue parole trasmettono un forte senso di smarrimento e stanchezza, ma anche il desiderio di capire cosa sia meglio per te. Voglio dirti che il modo in cui ti senti è del tutto comprensibile, considerando i cambiamenti e le difficoltà che stai affrontando. Ti trovi in una situazione molto complessa: una nuova città, un lavoro che sembra distante dai tuoi bisogni e valori personali, la convivenza forzata con la tua capa, e la recente fine di una relazione. È normale che tutto questo ti faccia sentire sopraffatta. Non significa affatto che tu sia "una bambina capricciosa", ma che il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di dirti qualcosa. Quella sensazione di "soffocare" è importante e non va ignorata. Gli introversi, come hai detto di essere, hanno bisogno di momenti di solitudine per ricaricarsi, e la mancanza di confini tra vita personale e lavorativa può essere molto pesante. Inoltre, la privazione del tuo spazio personale e della tua routine può amplificare questo disagio. Per quanto riguarda le opzioni, non significa necessariamente "mollare tutto" subito, ma capire se puoi apportare dei cambiamenti graduali. Ad esempio:

È possibile parlare con la tua capa per trovare una sistemazione più adatta o stabilire confini chiari sul tempo personale?
Puoi iniziare a cercare un altro lavoro che rispecchi meglio le tue esigenze, magari vicino a casa, senza pressioni e con calma?
Hai mai pensato di parlare con uno psicologo per esplorare meglio le tue emozioni e le tue scelte? A volte, avere uno spazio dedicato a te stessa per riflettere può fare una grande differenza. Resto a disposizione per un colloquio. Un saluto.
Ciao, capisco quanto possa essere difficile affrontare una situazione così intensa, soprattutto quando sembra che manchino spazi personali e confini. Voglio darti un piccolo suggerimento tratto dalla PNL-T che potrebbe aiutarti a sentirti più centrata: il ritorno alla tua zona di comfort mentale.
Crea un "rifugio mentale": immagina un luogo che ti trasmette serenità e sicurezza. Può essere reale o inventato, come una spiaggia, una stanza accogliente o un bosco. Visualizzalo nei minimi dettagli: cosa vedi, senti, annusi?
Ancoralo a un gesto o parola: mentre immagini questo luogo, associa un gesto semplice (come toccarti il polso) o una parola che ti richiama pace, tipo "calma".
Usalo nei momenti di difficoltà: ogni volta che ti senti sopraffatta, richiama mentalmente il tuo rifugio con il gesto o la parola. Ti aiuterà a recuperare un po' di respiro e a gestire meglio le emozioni.
Se senti il bisogno di approfondire o di lavorare su strategie più ampie per ritrovare equilibrio e chiarezza, possiamo affrontarlo insieme. È importante che tu trovi un percorso che rispecchi i tuoi bisogni e valori.
Dott.ssa Alessia Penzavecchia
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,

Il periodo che sta vivendo appare particolarmente difficile, segnato da numerosi fattori che generano ansia e tristezza. Il cambiamento di città e lavoro, la mancanza di privacy e l'assenza di confini chiari tra vita privata e professionale stanno mettendo a dura prova il suo benessere. Il giudizio di "essere una bambina capricciosa" che si è attribuito sembra troppo severo; piuttosto, appare che stia cercando di adattarsi a un contesto che non soddisfa i suoi bisogni fondamentali. Non c'è nulla di sbagliato nel desiderare un cambiamento per il proprio benessere: ascoltare se stessi e riconoscere i propri bisogni è essenziale. Potrebbe essere utile cercare supporto per esplorare cosa la rende veramente serena e fare scelte più in linea con la sua natura e le sue necessità.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, mi dispiace molto che si senta in questo stato di malessere. Da quello che descrive, sta attraversando un periodo molto difficile, con cambiamenti importanti che sembrano avere un impatto profondo sul suo equilibrio emotivo e sulla sua vita quotidiana. È naturale sentirsi sopraffatti quando ci si trova in una situazione che sembra non rispettare i propri bisogni fondamentali.
Il fatto che stia riflettendo in modo così attento su ciò che sta vivendo e che si stia sforzando di affrontare il disagio con diverse strategie positive dimostra la sua forza e il desiderio di stare meglio. Tuttavia, se le sensazioni di tristezza, solitudine e ansia continuano a persistere nonostante i suoi sforzi, potrebbe essere utile prendersi del tempo per esplorare più a fondo ciò che sta accadendo, magari con l'aiuto di un professionista.
Le emozioni che descrive, come la mancanza di casa, della routine, della privacy, e il disagio rispetto ai confini personali nel lavoro, non sono segni di capriccio o irresponsabilità. Al contrario, sembrano indicare che alcuni dei suoi bisogni fondamentali (come il bisogno di spazio personale, di sicurezza emotiva e di un ambiente lavorativo che rispetti i suoi limiti) non stanno trovando sufficiente spazio nella sua vita attuale. Il lavoro e il cambiamento possono mettere sotto pressione, ma quando iniziano a farci sentire "soffocare", è importante ascoltare questi segnali.
Il fatto che si svegli con l'ansia alle prime ore del mattino è un altro segnale del suo disagio. L'ansia può essere una reazione a una situazione che il suo corpo e la sua mente percepiscono come troppo stressante o fuori dal suo controllo. Questo non significa che lei sia incapace di essere responsabile, ma che forse la situazione attuale richiede più di quanto possa realisticamente gestire senza compromettere il suo benessere.
Riguardo alla domanda su quale sia la strada giusta (cercare un nuovo lavoro o provare ad adattarsi) non c'è una risposta universale. È importante chiedersi quale tipo di vita desidera per sé e quali valori sono per lei più importanti. Vuole privilegiare un lavoro che sia più vicino al suo stile di vita e ai suoi bisogni personali? Oppure desidera provare a dare una possibilità a questa esperienza, magari lavorando su alcuni aspetti specifici, come stabilire confini più chiari con la sua capa?
Forse, potrebbe essere utile affrontare un passo alla volta, iniziando con ciò che può fare nel presente. Ad esempio, potrebbe provare a parlare apertamente con la sua capa riguardo ai suoi bisogni di privacy, o esplorare opzioni di alloggio alternative, anche temporanee. Allo stesso tempo, potrebbe essere importante prendersi del tempo per riflettere più a fondo sui suoi obiettivi a lungo termine e sui suoi valori, magari con il supporto di un terapeuta.
Non c'è nulla di "sbagliato" nel riconoscere che una situazione non funziona per lei. Questo non significa fallimento, ma consapevolezza di ciò che le serve per stare bene. Dare ascolto alle sue emozioni e ai suoi bisogni non è segno di debolezza, ma un atto di responsabilità verso sé stessa e il suo benessere.
Dott. Luca Vocino
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente,
l’ansia e la depressione sono condizioni che spesso si intrecciano, creando un senso di smarrimento e difficoltà nella gestione delle emozioni e delle situazioni quotidiane. L’ansia, con il suo senso di allarme costante, e la depressione, con il peso della tristezza e della demotivazione, possono diventare faticose da affrontare senza il giusto supporto. È importante sottolineare che questi stati emotivi, seppur complessi, non sono segnali di debolezza, ma piuttosto richieste del nostro corpo e della nostra mente di essere ascoltati e compresi.
Intraprendere un percorso di psicoterapia, in particolare di orientamento psicodinamico, può rappresentare un'opportunità preziosa. Questo approccio si concentra sul comprendere come i processi inconsci e le esperienze passate influenzino le emozioni e i comportamenti attuali, aiutando a dare un significato profondo ai vissuti e a sviluppare nuove strategie di adattamento. Un terapeuta esperto potrà accompagnarla in un cammino di consapevolezza, permettendole di esplorare le sue risorse interne e di affrontare con maggiore serenità le difficoltà che sta vivendo.
Prendersi cura della propria salute mentale è un passo coraggioso e fondamentale verso il benessere.

Cordiali saluti
Dott. Mauro Vargiu

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