Ciao, scusate per il disturbo. Sono una ragazza di quasi 17 anni e ultimamente sto vivendo un perio
20
risposte
Ciao, scusate per il disturbo.
Sono una ragazza di quasi 17 anni e ultimamente sto vivendo un periodo molto travagliato.
Non sento di stare molto bene psicologicamente, mi sento quasi apatica nei confronti di tutto e tutti, tutte quelle cose che prima mi piaceva tanto fare mi annoia, inizio a dare meno peso alle persone a chi prima ero legatissima e sono spesso e volentieri triste e stanca, tanto. Non ho motivazione, non riesco a vedere un bel futuro o un futuro per lo meno tranquillo, senza considerare che mi trovo molto male con l’accettazione di me stessa.
Sono una ragazza in sovrappeso e odio esserlo, è tanto che ci provo davvero a perdere peso per migliorarmi ma ogni volta, come in questo periodo, mi ritrovo chiusa in un vortice di vomito, abbuffate alternate a giorni in cui in seguito al senso di colpa mi rifiuto di mangiare e tutto varia in base al mio umore e come mi sento.
Non so come spiegarlo esattamente scrivendo, e soprattutto non so davvero a chi potermi rivolgere perchè i miei si rifiutano di permettermi di ricevere sostegno psicologico.
Sono una ragazza di quasi 17 anni e ultimamente sto vivendo un periodo molto travagliato.
Non sento di stare molto bene psicologicamente, mi sento quasi apatica nei confronti di tutto e tutti, tutte quelle cose che prima mi piaceva tanto fare mi annoia, inizio a dare meno peso alle persone a chi prima ero legatissima e sono spesso e volentieri triste e stanca, tanto. Non ho motivazione, non riesco a vedere un bel futuro o un futuro per lo meno tranquillo, senza considerare che mi trovo molto male con l’accettazione di me stessa.
Sono una ragazza in sovrappeso e odio esserlo, è tanto che ci provo davvero a perdere peso per migliorarmi ma ogni volta, come in questo periodo, mi ritrovo chiusa in un vortice di vomito, abbuffate alternate a giorni in cui in seguito al senso di colpa mi rifiuto di mangiare e tutto varia in base al mio umore e come mi sento.
Non so come spiegarlo esattamente scrivendo, e soprattutto non so davvero a chi potermi rivolgere perchè i miei si rifiutano di permettermi di ricevere sostegno psicologico.
Ciao, innanzitutto grazie per aver trovato il coraggio di scrivere questo messaggio. Quello che stai vivendo non è affatto un “disturbo” per gli altri, ma un grido d’aiuto autentico e profondo che merita ascolto e rispetto.
Quello che descrivi – l’apatia, la tristezza costante, la perdita di interesse per le cose che prima ti piacevano, la fatica nel relazionarti con gli altri, le difficoltà legate all’immagine corporea e al rapporto con il cibo – non sono semplici “momenti no”, ma segnali importanti di un malessere che merita attenzione. Sentirsi soli in tutto questo, soprattutto quando chi ti è vicino non comprende il bisogno di un supporto psicologico, può rendere tutto ancora più pesante.
È importante che tu sappia che non sei sbagliata, e che non sei debole: stai affrontando qualcosa di molto impegnativo, e lo stai facendo con una consapevolezza che tante persone non riescono ad avere nemmeno da adulte. Questo è già un grande passo.
Il tuo rapporto con il cibo, l’autostima e l’umore vanno di pari passo, e il senso di colpa che descrivi, insieme al ciclo di abbuffate, vomito e restrizione, possono indicare la presenza di un disturbo alimentare che, se non affrontato, può diventare ancora più doloroso e pericoloso con il tempo. Ma è importante sapere anche questo: se ne può uscire. Con il giusto aiuto, si può ritrovare un equilibrio, una serenità interiore e un modo nuovo e più amorevole di vedersi e trattarsi.
Anche se i tuoi genitori in questo momento non sono disponibili ad accompagnarti verso un percorso psicologico, non perdere la speranza: esistono servizi pubblici, consultori per adolescenti, sportelli scolastici, centri di ascolto gratuiti o a basso costo, a cui puoi accedere anche senza l’autorizzazione diretta dei genitori. A volte basta un primo passo, come parlarne con un insegnante, un medico di base, o un adulto di fiducia che possa aiutarti a far valere il tuo diritto alla salute psicologica.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire quanto stai vivendo rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che descrivi – l’apatia, la tristezza costante, la perdita di interesse per le cose che prima ti piacevano, la fatica nel relazionarti con gli altri, le difficoltà legate all’immagine corporea e al rapporto con il cibo – non sono semplici “momenti no”, ma segnali importanti di un malessere che merita attenzione. Sentirsi soli in tutto questo, soprattutto quando chi ti è vicino non comprende il bisogno di un supporto psicologico, può rendere tutto ancora più pesante.
È importante che tu sappia che non sei sbagliata, e che non sei debole: stai affrontando qualcosa di molto impegnativo, e lo stai facendo con una consapevolezza che tante persone non riescono ad avere nemmeno da adulte. Questo è già un grande passo.
Il tuo rapporto con il cibo, l’autostima e l’umore vanno di pari passo, e il senso di colpa che descrivi, insieme al ciclo di abbuffate, vomito e restrizione, possono indicare la presenza di un disturbo alimentare che, se non affrontato, può diventare ancora più doloroso e pericoloso con il tempo. Ma è importante sapere anche questo: se ne può uscire. Con il giusto aiuto, si può ritrovare un equilibrio, una serenità interiore e un modo nuovo e più amorevole di vedersi e trattarsi.
Anche se i tuoi genitori in questo momento non sono disponibili ad accompagnarti verso un percorso psicologico, non perdere la speranza: esistono servizi pubblici, consultori per adolescenti, sportelli scolastici, centri di ascolto gratuiti o a basso costo, a cui puoi accedere anche senza l’autorizzazione diretta dei genitori. A volte basta un primo passo, come parlarne con un insegnante, un medico di base, o un adulto di fiducia che possa aiutarti a far valere il tuo diritto alla salute psicologica.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire quanto stai vivendo rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Ciao, credo sia fondamentale anzitutto per te stessa in primis valorizzare che nonostante tutti questi ostacoli e queste difficoltà tu sia riuscita a condividere questa forte sofferenza qui. Oltre che sofferenza, dal tuo scritto traspare anche molto giudizio, sia proveniente dall'esterno, che da te per te. Sarebbe altrettanto fondante comprendere quali siano le ragioni dietro questo divieto da parte dei tuoi genitori. Credo però che tu abbia molto chiare le tue difficoltà ma probabilmente anche le tue volontà e i tuoi bisogni, anche in termini di spazio psicologico e che, anche se da come racconti anche questo può essere un percorso irto di ostacoli, anche qui la differenza possa farla senz'altro la tua forza per cercare di stare meglio!
Cara, mi sembra che si sia spiegata benissimo raccontando le sue difficoltà e credo che effettivamente, come sa anche lei, una psicoterapia le sarebbe di aiuto. Se i suoi genitori non sono al momento disposti a sostenerla in questo, potrebbe rivolgersi al suo medico che potrebbe indicarle un servizio psicologico gratuito del Servizio Sanitario Nazionale nel suo territorio, come un consultorio o spazio giovani. Oppure c'è uno sportello di ascolto o psicologa/o scolastico nella sua scuola? Un caro saluto
Gentile utente,
il vomiting è una tentata soluzione disfunzionale, ovvero un comportamento che utilizza per cercare di risolvere un problema emotivo o di controllo, ma che finisce per mantenere il disturbo stesso.
In particolare, dalla ricerca riportata all’interno del libro “Le prigioni del cibo. Vomiting, anoressia, bulimia: la terapia in tempi brevi” (Nardone, Milanese, Verbitz, 1999), è emerso come, anche se inizialmente si vomita per la paura di ingrassare, dopo un certo periodo di ripetizione di questo comportamento, si scopre la gradevolezza, fino a strutturare una vera e propria compulsione basata sul piacere.
Le consiglio di leggere “Puntoebasta“ (Milano, Pungitopo editrice, 2017), di Sara Palermo, psicoterapeuta, che da anni si occupa di salute mentale e immigrazione, è il diario di una ragazza che soffre della sindrome da vomito, o vomiting.
All’interno di questo libro, l’autrice riporta alcuni periodi significativi della sua vita, in particolare gli anni dell’adolescenza lacerati dalla presenza di questo disturbo, intervallando ai vissuti di allora, le sue attuali riflessioni in età matura.
Queste pagine rappresentano “pezzi di emozioni e passioni”, un piccolo dono per quanti attraversano quegli spazi ancora oscuri del disturbo alimentare.
Al diario, l’autrice affida tutta la sua dimensione segreta: la ricerca della perfezione e della magrezza estrema, le prime uscite con i ragazzi, le difficoltà scolastiche, il profondo senso di vergogna e di solitudine.... in queste pagine probabilmente può trovare un pò del suo vissuto, le consiglio anche di intraprendere un percorso psicologico per uscire dalla trappola di vomiting, apatia, abbuffate.
A disposizione,
saluti
il vomiting è una tentata soluzione disfunzionale, ovvero un comportamento che utilizza per cercare di risolvere un problema emotivo o di controllo, ma che finisce per mantenere il disturbo stesso.
In particolare, dalla ricerca riportata all’interno del libro “Le prigioni del cibo. Vomiting, anoressia, bulimia: la terapia in tempi brevi” (Nardone, Milanese, Verbitz, 1999), è emerso come, anche se inizialmente si vomita per la paura di ingrassare, dopo un certo periodo di ripetizione di questo comportamento, si scopre la gradevolezza, fino a strutturare una vera e propria compulsione basata sul piacere.
Le consiglio di leggere “Puntoebasta“ (Milano, Pungitopo editrice, 2017), di Sara Palermo, psicoterapeuta, che da anni si occupa di salute mentale e immigrazione, è il diario di una ragazza che soffre della sindrome da vomito, o vomiting.
All’interno di questo libro, l’autrice riporta alcuni periodi significativi della sua vita, in particolare gli anni dell’adolescenza lacerati dalla presenza di questo disturbo, intervallando ai vissuti di allora, le sue attuali riflessioni in età matura.
Queste pagine rappresentano “pezzi di emozioni e passioni”, un piccolo dono per quanti attraversano quegli spazi ancora oscuri del disturbo alimentare.
Al diario, l’autrice affida tutta la sua dimensione segreta: la ricerca della perfezione e della magrezza estrema, le prime uscite con i ragazzi, le difficoltà scolastiche, il profondo senso di vergogna e di solitudine.... in queste pagine probabilmente può trovare un pò del suo vissuto, le consiglio anche di intraprendere un percorso psicologico per uscire dalla trappola di vomiting, apatia, abbuffate.
A disposizione,
saluti
Le parole che usi raccontano un malessere importante e molto serio, che merita ascolto, comprensione e cura. Quello che stai vivendo non è “esagerato”, non è “una fase normale dell’adolescenza” come a volte purtroppo gli adulti tendono a liquidare: stai descrivendo segnali che possono rientrare in una condizione depressiva e in una relazione molto dolorosa con il cibo e con il tuo corpo.
La tristezza che senti, la stanchezza costante, la mancanza di interesse per tutto ciò che prima ti dava gioia, la sensazione di essere “spenta”, la difficoltà a immaginare un futuro… sono tutte cose che non dovresti affrontare da sola. Così come le abbuffate, il vomito, il digiuno: sono comportamenti che parlano di un disagio profondo, che non ha nulla a che fare con la forza di volontà o con il peso, ma con qualcosa dentro che chiede aiuto, conforto, cura. Questo non è colpa tua. Non sei sbagliata. Stai soffrendo, e hai diritto di prenderti cura di te.
La tristezza che senti, la stanchezza costante, la mancanza di interesse per tutto ciò che prima ti dava gioia, la sensazione di essere “spenta”, la difficoltà a immaginare un futuro… sono tutte cose che non dovresti affrontare da sola. Così come le abbuffate, il vomito, il digiuno: sono comportamenti che parlano di un disagio profondo, che non ha nulla a che fare con la forza di volontà o con il peso, ma con qualcosa dentro che chiede aiuto, conforto, cura. Questo non è colpa tua. Non sei sbagliata. Stai soffrendo, e hai diritto di prenderti cura di te.
Buongiorno,
quanto descrive è compatibile con un possibile stato depressivo accompagnato da comportamenti alimentari disfunzionali, che sembrano legati a una forte componente emotiva e a una bassa autostima.
In questi casi è fondamentale un intervento psicologico strutturato, anche in giovane età. Capisco la difficoltà legata al rifiuto dei suoi genitori, ma le consiglio di rivolgersi a uno sportello di ascolto scolastico, a un consultorio pubblico per adolescenti o al medico di base, che può aiutarla ad attivare un percorso anche in assenza del pieno supporto familiare.
Il disagio che vive non va minimizzato né gestito da sola: esistono percorsi efficaci, che possono aiutarla concretamente a recuperare benessere, regolare il rapporto con il cibo e ritrovare stabilità emotiva.
Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
quanto descrive è compatibile con un possibile stato depressivo accompagnato da comportamenti alimentari disfunzionali, che sembrano legati a una forte componente emotiva e a una bassa autostima.
In questi casi è fondamentale un intervento psicologico strutturato, anche in giovane età. Capisco la difficoltà legata al rifiuto dei suoi genitori, ma le consiglio di rivolgersi a uno sportello di ascolto scolastico, a un consultorio pubblico per adolescenti o al medico di base, che può aiutarla ad attivare un percorso anche in assenza del pieno supporto familiare.
Il disagio che vive non va minimizzato né gestito da sola: esistono percorsi efficaci, che possono aiutarla concretamente a recuperare benessere, regolare il rapporto con il cibo e ritrovare stabilità emotiva.
Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Buonasera! Posso solo provare ad immaginare quanto si senta sola. Considerato i limiti del contesto e dello strumento, proverò a dare qualche indicazione. È minorenne, “i miei si rifiutano di permettermi di ricevere sostegno psicologico” e immagino non abbia le risorse per rivolgersi al privato, ma sta cercando aiuto. Fa bene, ne ha diritto. Potrebbe rivolgersi con fiducia al centro per l’assistenza a persone con disturbo del comportamento alimentare più vicino a lei (trova l’indirizzo e i contatti su internet). Di solito, l’accesso è libero e non occorre l’impegnativa del medico di famiglia. Alla sua età e considerato quanto scrive, credo ci siano tutte le condizioni per un’eventuale presa in carico. Troverà personale professionalmente preparato e umanamente dotato, un équipe multiprofessionale, che si occuperà sia degli aspetti fisici che di quelli più profondi. Spero di essere stato di aiuto. Non esiti e in bocca al lupo
Buonasera a lei!
Mi spiace per il periodo travagliato, a volte però l'apatia e la demotivazione arrivano proprio per comunicarci qualcosa, spesso che c'è bisogno di un cambiamento o un evoluzione nella nostra vita. Inoltre mi pare di capire che la sua autostima sia bassa e molto legata alla sua percezione corporea. Sicuramente sarebbe utile indagare attraverso una psicoterapia.
Provi ad informarsi Se dove vive ci sono dei servizi pubblici per giovani adulti (se non sono gratuiti per lo meno dovrebbero essere a prezzi calmierati).
Sarebbe necessario provare a parlare ai suoi genitori esponendo che per lei é importante tentare di affidarsi ad uno specialista. I. Bocca al lupo.
F.G.
Mi spiace per il periodo travagliato, a volte però l'apatia e la demotivazione arrivano proprio per comunicarci qualcosa, spesso che c'è bisogno di un cambiamento o un evoluzione nella nostra vita. Inoltre mi pare di capire che la sua autostima sia bassa e molto legata alla sua percezione corporea. Sicuramente sarebbe utile indagare attraverso una psicoterapia.
Provi ad informarsi Se dove vive ci sono dei servizi pubblici per giovani adulti (se non sono gratuiti per lo meno dovrebbero essere a prezzi calmierati).
Sarebbe necessario provare a parlare ai suoi genitori esponendo che per lei é importante tentare di affidarsi ad uno specialista. I. Bocca al lupo.
F.G.
Buongiorno, nessun disturbo, mi dispiace molto per questo momento di difficoltà. La sintomatologia che hai descritto è compatibile con l'anedonia, ovvero una condizione tipica di una fase depressiva, con basso tono dell'umore. Questa difficoltà nel gestire il dolore e la sofferenza sembra generare secondariamente un disturbo del comportamento alimentare. Purtroppo fino ai 18 anni il consenso dei genitori è fondamentale per la terapia, se hai già parlato con loro ed il risultato è stato negativo, ti consiglio di rivolgerti ad un consultorio dove potrai essere accolta e ti spiegheranno le procedure da seguire coinvolgendo anche i tuoi genitori. Un'altra opzione potrebbe essere la/lo psicologo/a della tua scuola che potrebbe intermediare. Un'altra opzione è quella di parlarne con il tuo medico di base e sarà lui/lei poi a indirizzarti sulla strada giusta. Non tenerti dentro questa sofferenza e sappi che potrai imparare a gestirla e a prendertene cura. Ti auguro il meglio. Buona giornata!
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, può individuare su internet il consultorio familiare più vicino a lei.
All'interno del consultorio potrà trovare lo Spazio Giovani, uno spazio gratuito e riservato ai giovani della sua età in può chiedere un aiuto e un sostegno.
Resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
Grazie
Dott.ssa Marzia Porcelli
All'interno del consultorio potrà trovare lo Spazio Giovani, uno spazio gratuito e riservato ai giovani della sua età in può chiedere un aiuto e un sostegno.
Resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
Grazie
Dott.ssa Marzia Porcelli
Buongiorno, capisco il disagio che racconta e ci tengo lei sappia quanto questo sia assolutamente frequente.
Senza ombra di dubbio il mio consiglio è quello di vedere uno/a psicoterapeuta cognitivo comportamentale.
Provi a specificare ai suoi genitori quale è il suo disagio e quanto sia invalidante nella quotidianità.
Senza ombra di dubbio il mio consiglio è quello di vedere uno/a psicoterapeuta cognitivo comportamentale.
Provi a specificare ai suoi genitori quale è il suo disagio e quanto sia invalidante nella quotidianità.
Lei ha bisogno di un percorso psicologico, può informarsi presso l'ASL di appartenenza.
Eppure proprio di un sostegno psicologico avresti bisogno! Fal tuo racconto si capisce che soffri di un disturbo del comportamento alimentare, come oggi molte ragazze ( e non solo). Si tratta di comprendere le radici diquesto disturbo per risolverlo; e questo lo può fare solo una psicoterapia.Ci sono cose che riusciamo a risolvere da soli, e cose in cui abbiamo bisogno dell'aiuto di un altro. Per quali ragioni i tuoi si rifiutano di accettare per te un sostegno psicologico? Per motivi economici e per altre motivazioni? Bisognerebbe discutere queste motivazioni, a partire dal fatto che questo disturbo ti sta rovinando la vita.Non puoi ragionare di questo con i tuoi genitori?
Buongiorno, posso suggerirle di riprovare a parlare con calma con i suoi genitori, spiegando loro il malessere che sente: di quello che le sta succedendo e del bisogno di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la possa aiutare in questo momento difficile. Sarebbe bene anche affiancare un percorso nutrizionale per migliorare il rapporto con il cibo e il peso corporeo. Saluti.
Salve, mi dispiace per il momento che sta vivendo. Da quello che riporta credo sia importante, se lei a maggior ragione ritiene di averne bisogno, di rivolgersi ad uno specialista. Se i suoi genitori sono contrari può comunque rivolgersi ad uno specialista, all'interno della scuola che frequenta è presente una figura del genere? Se si si rivolga a lei, saprà sicuramente aiutarla.
Cordiali saluti.
Cordiali saluti.
Valuterei la presa in carico psicologica con un buon psicoterapeuta.
Può rivolgersi ai consultori e informarsi per il bonus psicologico.
Presso diversi ospedali c'è un equipe che si occupa di disturbi del comportamento alimentare, si può accedere con impegnativa del medico di base.
Può rivolgersi ai consultori e informarsi per il bonus psicologico.
Presso diversi ospedali c'è un equipe che si occupa di disturbi del comportamento alimentare, si può accedere con impegnativa del medico di base.
Cara ragazza credo si in atto un disturbo della nutrizione e alimentazione e quindi ti consiglio di rivolgerti ai centri regionali per i D-na che trovi sul territorio. Non sottovalutare il tuo problema, ma affrontalo quanto prima per non farti perdere il gusto per la vita
Un saluto
Un saluto
Ciao,
i cambiamenti e le ansia per il futuro nel tuo momento di vita possono spaventare ma sarebbe utile chiedere aiuto a un professionista che ti aiuti a esplorare la vita interna. L'oscillazione dell'umore legato al cibo possono innescare un vortice con valenza patogena. Un tuo spazio sarebbe utile per poter tirare fuori ciò che non riesci a raccontare e raccontarti.
Saluti
i cambiamenti e le ansia per il futuro nel tuo momento di vita possono spaventare ma sarebbe utile chiedere aiuto a un professionista che ti aiuti a esplorare la vita interna. L'oscillazione dell'umore legato al cibo possono innescare un vortice con valenza patogena. Un tuo spazio sarebbe utile per poter tirare fuori ciò che non riesci a raccontare e raccontarti.
Saluti
Buongiorno,
cerchi di far capire ai suoi genitori quanto possa essere importante per lei affidarsi ad uno specialista. Iniziare una psicoterapia potrebbe aiutarla con il tempo a snocciolare i temi qui riportati e a star meglio.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
cerchi di far capire ai suoi genitori quanto possa essere importante per lei affidarsi ad uno specialista. Iniziare una psicoterapia potrebbe aiutarla con il tempo a snocciolare i temi qui riportati e a star meglio.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.