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Esperienze

Perché faccio questo lavoro?

Una domanda che mi riporta sempre a quel periodo della vita in cui, finito il liceo, non avevo la più pallida idea di cosa volessi essere da grande. Un giorno, nel tentativo di tenere a bada l’incertezza del futuro, cercai riparo in una libreria e fui attratto dal settore "Psicologia". Rimasi folgorato, fu il colpo di fulmine. Sono cresciuto ed è arrivata la Psicoanalisi, l’amore maturo, fatto di conoscenza, impegno, fiducia, reciprocità.

La mia formazione. Teoria, tecnica e clinica.

Un percorso formativo e personale che si è strutturato attraverso tappe significative, costituendo le fondamenta del mio modo di lavorare. Laureato con lode in Psicologia Clinica, specializzato in Psicoterapia Psicoanalitica. Mi sono sottoposto ad un lungo training con Psicoanalisti della SPI (Società Psicoanalitica Italiana), attraverso il quale ho imparato a condividere pensieri intimi e turbolenze emotive. Un’esperienza personale che mi ha insegnato ad attraversare a fianco del paziente le diverse fasi e le difficoltà del percorso psicoterapeutico. Altrettanto preziosi sono stati gli anni di supervisione individuale e di gruppo.

Orientamento, approccio e collaborazioni.

Partendo da una solida base psicoanalitica, ho sviluppato una modalità di lavoro che integra diversi strumenti teorici, tecnici e clinici perché ogni individuo è unico. Ho collaborato con la AUSL di Bologna e di Ferrara (Dipartimento di Salute Mentale), con l’Università di Bologna (Dipartimento di Psicologia e Servizi Clinici per giovani Adulti), con le Istituzioni del comparto sicurezza dell’Emilia Romagna. Ho maturato una lunga esperienza in Psicologia Militare e nel sostegno psicologico alle vittime di reati contro le “categorie deboli” (atti persecutori, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia).

Mi occupo di clinica, formazione e supervisione. Sono socio ordinario del “C.I.R.S.P.” (Centro Italiano di Ricerche e Studi in Psicoanalisi). Lavoro in rete con altri psicoterapeuti del territorio e consulenti selezionati (psichiatri, internisti e nutrizionisti).

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Fabio Romano
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27 recensioni

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  • Efficacia del trattamento
  • Attenzione durante la visita
  • Puntualità
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  • R

    Il Dottor Romano mi è stato consigliato dopo vari tentativi con altri professionisti. Ci ha creduto e ha sperato per me, quando io proprio non riuscivo. Ha avuto fiducia in noi e si è messo al mio fianco. Nessuna formula magica, nessuna scorciatoia, nessuna promessa. Procediamo insieme, passo dopo passo. Sono molto grata di averlo incontrato

     • Dottor Romano - Bologna psicoterapia  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Grazie a Lei per avermi permesso di esserci. Un passo dopo l'altro


  • V

    Sin da subito, ho sentito presenza, attenzione, tatto. È stato al mio fianco nei momenti più bui, accompagnandomi in un viaggio che da solo non avrei potuto affrontare. Per la prima volta, mi sono sentito meno solo e meno spaventato. Spero che la mia esperienza possa essere utile.

     • Dottor Romano - Bologna psicoterapia  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Grazie per aver condiviso un'esperienza dalla quale abbiamo imparato molto entrambi. In bocca al lupo per tutto.


  • I

    Esperienza unica, consiglio vivamente di farsi seguire da una persona competente e unica del settore come lui, senza di luì era impossibile andare avanti..... Grazie mille di tutto ....

     • Dottor Romano - Argenta colloquio psicologico  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buonasera! Incontrarsi è stata un'esperienza unica per entrambi. Grazie per la stima e la gratitudine.


  • V

    Il Dottor Romano ha portato la psicoterapia in un contesto istituzionale alquanto particolare. Nessuno, prima di lui, era riuscito. Il lavoro fatto insieme mi ha restituito serenità e fiducia. Ha fatto male, ci è voluto tanto tempo, ma non incontrarlo sarebbe costato molto molto di più. Se avete bisogno di aiuto, vi auguro di
    incrociarlo sulla vostra strada. Grazie di tutto

     • Dottor Romano - Bologna psicoterapia individuale  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Mi è stata offerta una possibilità che, forse, nessuno aveva avuto prima. Sono riuscito, perché mi avete donato la vostra fiducia. Grazie per il pensiero che continuate a rivolgermi.


  • C

    Ho conosciuto il Dottor Romano negli anni istituzionali. È stato per me una figura importante, perchè è riuscito a garantire privacy e competenza in un contesto molto difficile. Il lavoro fatto insieme ha prodotto un cambiamento stabilie; mi ha restituito fiducia e speranza. La scelta di lasciare l'istituzione rappresenta una grossa perdita per coloro di cui si è preso cura e soprattutto per tutti quelli che avrebbero potuto averne bisogno. Non posso che consigliare. Grazie

     • Studio privato Dr. Romano psicoterapia  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Fa piacere essere ricordati con gratitudine. So che molti si sono sentiti abbandonati e me ne dispiace. Dopo una lunga esperienza, desideravo recuperare autonomia e creatività professionale. Grazie davvero per le sue parole


  • G

    Ho conosciuto il Dottor Romano nel 2019, all'interno del servizio offerto da un'istituzione alla quale mai avrei immaginato di rivolgermi. Ha colto subito la mia totale mancanza di fiducia, ma non si è fatto intimidire e ha creato un ambiente protetto del quale si è fatto garante e responsabile. Abbiamo lavorato insieme per 4 anni e ha lasciato in me un impronta profonda. Ho realizzato che, nei momenti di difficoltà, non bisogna rimanere soli, ma chiedere aiuto, coltivare la fiducia e la speranza. Qualcosa accade, sempre. Un'esperienza che mi ha fatto capire che non importa quanto sia bello uno studio, accogliente un contesto, scomodo o faticoso. Ha valore solo quello che paziente e terapeuta costruiscono insieme. Ci vuole tempo, tanto tempo, ma ne vale la pena. Gli devo davvero molto. Grazie di cuore

     • Altro Altro  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Le sue parole hanno per me il senso di un dono di fine terapia. Non mi resta che ricambiare con sincera e reciproca gratitudine. Sentimento che testimonia il valore del lavoro fatto insieme. In bocca al lupo per tutto


  • A

    Persona molto professionale ed empatica con la quale sono riuscito ad instaurare da subito un rapporto di intesa e collaborazione. Ho avuto grande giovamento dal percorso effettuato in quanto mi ha aiutato a vedere le cose da punti di vista che da solo non valutavo.

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    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Osservando da punti di vista diversi, abbiamo recuperato profondità. Grazie a Lei per la fiducia


  • C

    Professionista esemplare, che si contraddistingue per gentilezza, cortesia e puntualità.
    È un'esperienza che mi ha arricchito molto...

     • Altro Altro  • 

    Dott. Fabio Romano

    Buongiorno! Un'esperienza umana che arricchisce entrambi. Grazie per il gentile pensiero


  • C

    Sono assistita dal Dr. Romano da diversi mesi e non potrei essere più soddisfatta dell'esperienza. Il Dr. dimostra un'incredibile competenza e professionalità in ogni sessione. Ha una capacità unica di creare un ambiente sicuro e accogliente in cui mi sento libero di esplorare i miei pensieri e le mie emozioni più profonde. Le sue osservazioni e il suo sostegno hanno avuto un impatto significativo sulla mia vita, aiutandomi a ottenere una maggiore consapevolezza di me stessa e a sviluppare strategie per affrontare le sfide quotidiane. Consiglio vivamente il Dr. Romano a chiunque cerchi un professionista affidabile nel campo della salute mentale.

     • Studio Argenta psicoterapia individuale  • 

    Dott. Fabio Romano

    Grazie per il gentile pensiero e per la fiducia che mi ha donato. Buon "viaggio" a noi


  • L

    Sono un convinto sostenitore della psicoterapia ma non è sempre facile entrare in sintonia con il terapista per mille motivi e questo influisce sulla spontaneità e la sincerità nel rapporto. Ho incontrato il dottor Romano oltre tre anni fa, quasi per caso, e da allora posso solo dire che la mia vita è cambiata in meglio. Senza volersi dilungare sulle indubbie qualità professionali, vorrei sottolineare il fatto che sia riuscito a trasmettermi la fiducia necessaria per poter superare anche gli scogli più difficili. Un professionista che raccomando senza riserve. Tre anni sembrano tanti ma sono volati e c’è ancora della strada da fare ma so di essere in buona compagnia!

     • Studio Bologna psicoterapia individuale  • 

    Dott. Fabio Romano

    Non resta che godersi il viaggio. Grazie per le sue sentite parole


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 254 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, a luglio dell'anno scorso ho perso mia madre dopo due anni di lotte, chemioterapie e visite in ospedali di quasi tutta italia.La settimana dopo la scomparsa di mia madre , ho raggiunto la mia ragazza a Roma ma essendo alla ricerca di lavoro ho passato la maggior parte del tempo da solo in casa a cercare di tirarmi su da solo e a mandare curriculum molte volte senza avere neanche risposta. Ho la sensazione perenne di voler fuggire senza una meta , sento tutto troppo pesante e quando ripenso ai momenti passati sento una rabbia schiacciante verso me stesso per non aver fatto di più. Soffro di insonnia e quando spengo la luce mi vengono in mente soltanto gli ultimi tempi con mia madre e specialmente le ultime settimane, dove ho visto mia madre lentamente spegnersi attaccata all'ossigeno e a quel maledetto saturimetro che pian piano scendeva di percentuale. Stordita dai troppi medicinali per il dolore il suo ultimo giorno i medici dell'ambulanza gli hanno somministrato un medicinale per togliergli gli effetti e ho rivisto mia madre riprendere lucidità ahimè nel suo momento peggiore visto che non riusciva a respirare fino a perdere conoscenza e pian piano esalare l'ultimo respiro. Di queste scene non racconto mai a nessuno perchè non voglio che sappiano quanto abbia sofferto alla fine mia madre, di quanto fosse spaventata e di come io non abbia potuto fare niente.
Tra poco sarà quasi un anno ed io non riesco a superare la cosa. Grazie a chi mi leggerà.

Buonasera! Prima di ogni altra cosa, le porgo le mie più sentite condoglianze. Considerato i limiti del contesto, proverò a mettermi al suo fianco per qualche minuto. Parole che esprimono con grandissima forza il dolore, il senso d’impotenza, la tristezza, la rabbia, la solitudine. Perdere un genitore produce uno strappo profondo, una lacerante amputazione di una parte di sé. Un dolore inaccettabile, incomprensibile, in cerca di parole e di qualcuno a cui poterle affidare. Un dolore al quale sembra non sia riuscito a concedere spazio e tempo. Questo potrebbe aiutare a dare senso al trasferimento a Roma, alla ricerca senza sosta di un lavoro, alla “sensazione perenne di voler fuggire”, al senso di colpa. Come una coperta antincendio sempre pronta a bloccare le fiamme, evitando il rischio di rimanere travolto, fagocitato, carbonizzato dalle fiamme del dolore per la separazione dalla mamma. A volte, vorremmo eliminare il dolore e la tristezza, come se non facessero parte della nostra esperienza, ma ne paghiamo un prezzo altissimo: tutto ci appare poco genuino, piatto, privo di profondità. Il lutto è un processo doloroso, delicato, prezioso. I tempi che richiede non sono uguali per tutti. Spero si affidi a qualcuno che la accompagni in questo viaggio, affinché si possa realizzare quel prezioso passaggio da un “fuori” che non è più, a un “dentro” che potrà essere sempre recuperato (ora come allora). Mi è venuto in mente quanto diceva il famoso psicoanalista britannico, John Bowlby, autore della teoria dell’attaccamento: “affinché il lutto abbia un decorso favorevole, è indispensabile che la persona che lo sperimenta sopporti il tormento emotivo che esso comporta. Solo se riesce a tollerare la sofferenza acuta, l'analisi della perdita, la rabbia contro chiunque possa sembrare responsabile, chi ha subito la perdita può arrivare a poco a poco ad ammettere e ad accettare che tale perdita è davvero definitiva, e che la sua vita deve subire una ristrutturazione”. In bocca al lupo per tutto

Dott. Fabio Romano

Buonasera a tutti,
Da un paio di mesi ho preso la decisione di resettare la mia vita, tabula rasa, zero spaccato, poiché non più in linea con la persona che sono oggi né con i miei desideri attuali. Sono molto contenta di questa scelta, mi fa sentire sollevata, e l'obiettivo finale sarà il trasferimento all'estero. Ho così iniziato ad appuntare le azioni necessarie per raggiungere l'obiettivo in questione ma non sto facendo molti progressi. Anzi, mi blocco con estrema facilità. Ho notato, infatti, che aggiungo compiti, quasi dei doveri, inutili o comunque di poco valore per la realizzazione del mio desiderio. Mi sto allontanando da ciò che voglio. Le azioni necessarie rimangono lì, su carta, in attesa, mentre io m'invento che prima devo fare quella determinata cosa altrimenti mi sembra di non poter procedere. Ma quella determinata cosa, se vista con discernimento, è irrilevante. Eppure se non la sbrigo è come se stessi "perdendo" chissà quale esperienza che poi secondo le mie paturnie, è un pilastro importante per il mio futuro all'estero. E una volta portata a compimento me ne viene in mente un'altra, sempre di poco conto, sempre irrilevante. E ancora i passi che contano non vengono fatti. Un circolo vizioso insomma. Sento come un timore silente ma pesante dentro di me che mi impone di chiudere per "bene" questo capitolo della mia vita. Di rallentare l'avvenimento in sé (il trasferimento) perché famiglia e lavoro avranno delle reazioni poco piacevoli. Sento come se avessi il dovere di non scuoterli troppo dalla mia decisione che inevitabilmente porterà cambiamenti anche nelle loro vite.
Qualche consiglio? Come esco da questa empasse?
Grazie

Buongiorno! Considerato i limiti del contesto, proverò ad offrire un contributo di pensiero. Sembra che il progetto del “trasferimento” abbia scatenato una forte reazione. “Aggiungo compiti e doveri inutili… invento che prima devo fare quella determinata” una serie di atti mancati che si oppongono, limitano, rallentano, protestano. Sta accadendo qualcosa di significativo. Arrivano come aspetti di sé che chiedono, come possono, di essere ascoltati e non resettati, amputati, strappati via come un molare infetto. Immagino sia una situazione dolorosa che è resa, forse, più difficile dalla sensazione di camminare lungo uno scivoloso crinale tra rabbia e senso di colpa. Se parte, si sente in colpa verso la sua famiglia, ma anche verso quegli aspetti di sé che non si sono sentiti accolti (ora come allora) e che si traducono in “cose inutili” che la trattengono. Se non parte è arrabbiata, perché sente che c’è qualcosa di irrisolto, qualcosa che vuole essere “chiuso bene” per potersi muovere in una direzione adulta, indipendente, genuina. Riconosco che si tratta di una situazione in cui si potrebbe essere tentati di risolvere tutto allontanandosi dalla famiglia, cambiando lavoro o città, tagliando via con il bisturi la causa del dolore. Potare i rami “che fanno male” produce un sollievo immediato ma temporaneo, un effetto per così dire “estetico”. Chissà che questa “impasse” non possa tradursi in un’occasione per prendersi cura delle radici, di quella base solida e sicura di qui abbiamo bisogno per imparare ad andare soli nel mondo. Spero possa cogliere questa opportunità e affidarsi ad una seconda mente con cui ri-pensare le esperienze più significative, i pensieri più dolorosi, le emozioni più forti per vivere OVUNQUE una vita piena e serena. Un caro saluto

Dott. Fabio Romano
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