Ciao, ho 21 anni. Io e la mia ragazza siamo stati insieme tre anni, ma di recente ci siamo lasciati.

12 risposte
Ciao, ho 21 anni. Io e la mia ragazza siamo stati insieme tre anni, ma di recente ci siamo lasciati. Tutto è iniziato prima di Natale, quando lei ha deciso di mentirmi e nascondermi la verità.
Si trattava di una cosa che, se me l'avesse raccontata subito, effettivamente all'inizio mi avrebbe fatto arrabbiare, ma non a tal punto da arrivare alla rottura. Il problema reale è che ho dovuto metterla alle strette prima di farmi dire la verità.
Io già in passato le avevo chiesto di smetterla di mentire: le avevo spiegato che, anche se mi fossi arrabbiato per la verità, l'errore di gestione della rabbia sarebbe stato mio, ma lei non lo ha capito.
Questo meccanismo ha ovviamente causato in me un comportamento da controllone, forse dovuto in parte al fatto che sono geloso di natura, ma sicuramente amplificato dal fatto che lei mi mentisse.
Volevo capire un vostro parere: secondo voi perché ha deciso di comportarsi così fino a rovinare tutto? E secondo voi c'è la possibilità che una persona con queste dinamiche cambi, magari in futuro?
Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile, grazie della condivisione. Da quanto racconta, il punto centrale non è tanto l’evento in sé, quanto la menzogna come modalità di gestione del legame. È possibile che la sua ex compagna abbia mentito per paura del conflitto o di perdere la relazione, vivendo la verità come troppo minacciosa. Il cambiamento è possibile se la persona riconosce questi schemi e ne assume la responsabilità; non avviene su richiesta dell’altro. Anche per lei, questa esperienza può essere un’occasione per chiarire meglio i propri bisogni e limiti relazionali.

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Dr. Federico Alunni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Salve. Da quello che racconta, il punto centrale non sembra essere tanto il contenuto della menzogna, quanto la funzione che quel comportamento ha assunto all’interno della relazione. In molte coppie, soprattutto in età giovane, il mentire o l’omettere non nasce da cattiva fede, ma dal tentativo di evitare il conflitto, la rabbia dell’altro o il rischio di mettere in discussione il legame. In altre parole, per lei la menzogna può aver rappresentato una strategia (disfunzionale) di protezione della relazione.
Il problema è che, nel tempo, si è strutturata una dinamica circolare, per cui più la sua compagna evitava la verità per paura della reazione più lei percepiva tensione aumentando quindi il bisogno di controllo, ma più aumentava il controllo e più la sua compagna si sentiva sotto pressione e meno libera di dire la verità
In questa lettura non c’è un “colpevole”, ma una co-costruzione della dinamica: entrambi, con modalità diverse, hanno contribuito a mantenere un equilibrio che però è diventato sempre più rigido e doloroso. La responsabilità quindi non è mei di un individuo ma della coppia.
Quando lei dice di averle spiegato che la gestione della rabbia sarebbe stata una sua responsabilità, coglie un punto importante; tuttavia, dal punto di vista relazionale, le rassicurazioni razionali non sempre modificano le paure emotive.
Rispetto alla possibilità di cambiamento: sì, queste dinamiche possono cambiare, ma non per effetto della richiesta del partner o della buona volontà momentanea.
Lo stesso vale per il versante del controllo e della gelosia: lavorare su questi aspetti non significa “avere torto”, ma differenziare ciò che appartiene a sé da ciò che appartiene all’altro.
A volte una rottura, per quanto dolorosa, rappresenta un tentativo estremo del sistema di cambiare quando le modalità precedenti non funzionano più. Che questo porti o meno a un riavvicinamento futuro non è prevedibile; ciò che conta è che entrambi possano usare questa esperienza per acquisire maggiore consapevolezza del proprio funzionamento relazionale, dentro o fuori da questa coppia.
Dott.ssa Linda Malatesta
Psicologo, Psicologo clinico
La Spezia
Salve in alcune relazioni può accadere che la difficoltà nel comunicare in modo trasparente porti a omissioni con l’obiettivo di evitare un conflitto, una reazione emotiva intensa o la paura di deludere l’altra persona. Questo tipo di comportamento, anche se spesso nasce come tentativo di proteggere sé stessi o il rapporto, può avere l’effetto opposto: la fiducia si riduce, aumentano i dubbi e possono comparire dinamiche di controllo, gelosia o richiesta costante di conferme.
Si tratta di meccanismi che non definiscono “chi ha torto” o “chi ha ragione”, ma indicano una difficoltà relazionale: per alcune persone affrontare la verità è complicato, così come per altre è complicato convivere con l’incertezza. In assenza di un confronto aperto, il rapporto rischia di deteriorarsi.
Riguardo alla possibilità di cambiamento, non esiste una regola valida per tutti. Alcune persone, con tempo, consapevolezza e un lavoro sulla comunicazione e sulle emozioni, possono modificare questi schemi; in altri casi il cambiamento non avviene o non avviene nei tempi e nei modi sperati. È un percorso personale, non prevedibile dall’esterno.
Queste sono considerazioni generali e non rappresentano una valutazione della situazione specifica. Senza un colloquio diretto non è possibile attribuire motivazioni, formulare ipotesi sulla relazione o prevedere sviluppi futuri.
Dott.ssa Lisa Minafra
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao,
Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Capisco quanto possa essere doloroso quando viene a mancare la fiducia in una relazione. Da ciò che racconti, sembra che tra voi si siano create dinamiche difficili: da un lato le sue bugie, forse legate alla paura del conflitto o di essere giudicata (senza che questo giustifichi il comportamento), dall’altro la tua fatica tra gelosia e bisogno di controllo, che nel tempo può aver alimentato tensione reciproca.
Le persone possono cambiare, ma solo se ne diventano consapevoli e scelgono davvero di lavorare su sé stesse. Lo stesso vale per te: questo momento può essere un’occasione per riflettere sui tuoi bisogni e su come vivere relazioni più serene in futuro. Se lo desideri, un percorso psicologico potrebbe aiutarti a fare chiarezza su ciò che è accaduto e su come prenderti cura di te nelle prossime relazioni.
Dal punto di vista psicologico la situazione che lei descrive mette in luce una dinamica relazionale complessa in cui entrambi avete reagito cercando di proteggervi, sebbene con modalità che nel tempo hanno finito per alimentare la rottura. Il comportamento della sua ex compagna può essere letto come una difficoltà a tollerare il conflitto e la paura delle reazioni emotive dell’altro, per cui la menzogna diventa una strategia di evitamento piuttosto che un intento deliberato di ferire, spesso chi agisce così fatica a riconoscere che la verità, anche se scomoda, può essere più sicura del silenzio o dell’occultamento. Dall’altra parte il suo atteggiamento di controllo e la gelosia, che lei stesso riconosce, non nascono nel vuoto ma si intensificano proprio quando viene meno la fiducia, creando un circolo vizioso in cui più lei cercava certezze e più lei si chiudeva, rinforzando ulteriormente la sfiducia. Per quanto riguarda la possibilità di cambiamento è importante sottolineare che una persona può modificare queste dinamiche solo nel momento in cui ne diventa consapevole e si assume la responsabilità delle proprie modalità relazionali, spesso con l’aiuto di un percorso di crescita personale o terapeutico, tuttavia il cambiamento richiede tempo, motivazione e non può essere garantito né imposto dall’altro. Più che interrogarsi se lei potrà cambiare in futuro, può essere utile che lei si chieda che tipo di relazione desidera, quali limiti per lei sono imprescindibili e in che modo questa esperienza può aiutarla a conoscere meglio i suoi bisogni emotivi, così da costruire in futuro legami più sicuri e basati sulla fiducia reciproca.
Dott. Mattia Moraschini
Psicologo, Psicologo clinico
Fano
Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Il comportamento che lei definisce da "controllone" potrà anche essere stato innescato da qualcun altro, ma non ne è sicuramente la causa. Se rilegge quanto ha scritto alla fine pone domande soltanto sulla sua ex ragazza, come se il tutto fosse spostato su questa persona qua e non sul diretto interessato. Il consiglio che le do è provare ad iniziare un percorso di psicoterapia dove potrà provare a mettersi in discussione piuttosto che cercare di comprendere le altre persone senza mai riuscirci perchè nessuno può. Spero che quanto le ho scritto possa darle si fastidio ma che possa anche farla genuinamente riflettere sulla sua situazione.
Cordialmente, dottor Moraschini
Dott.ssa Alessia Mariosa
Psicologo, Psicologo clinico
Settimo Milanese
Grazie per aver condiviso una situazione così delicata. Da quello che racconti emerge quanto questa rottura ti abbia fatto riflettere, non solo su ciò che è accaduto tra voi, ma anche sul tuo modo di stare nella relazione. Questo è già un segnale importante di consapevolezza.

La questione centrale, da come la descrivi, non sembra essere tanto “la verità in sé”, quanto la rottura della fiducia. Il fatto che tu abbia dovuto metterla alle strette per ottenere una risposta, soprattutto dopo averle già spiegato quanto per te fosse importante la sincerità, può aver generato in te frustrazione, insicurezza e un bisogno crescente di controllo. In questo senso, il tuo comportamento più controllante non appare come qualcosa di “innato” o immutabile, ma come una reazione a un contesto relazionale che non ti faceva sentire al sicuro.

Per quanto riguarda lei, senza conoscerla direttamente, è difficile dare una risposta univoca sul “perché” abbia scelto di mentire. Spesso questi comportamenti non nascono dal desiderio di ferire l’altro, ma da difficoltà personali: paura del conflitto, timore di deludere, incapacità di reggere le emozioni dell’altro o le proprie, oppure modelli relazionali appresi in passato. Mentire può diventare, per alcune persone, una strategia disfunzionale di protezione, che però nel tempo danneggia profondamente il legame.

Rispetto alla possibilità di cambiamento: sì, le persone possono cambiare, ma solo se riconoscono il problema, se ne assumono la responsabilità e se sono motivate a lavorarci. Il cambiamento non avviene perché l’altro “resiste di più” o controlla meglio, ma perché chi mette in atto certi comportamenti sente il bisogno autentico di modificare il proprio modo di stare in relazione.

Allo stesso tempo, è importante chiederti anche che cosa tu desideri e di che cosa hai bisogno in una relazione per sentirti sereno: fiducia, comunicazione, sicurezza emotiva. Questa esperienza, per quanto dolorosa, può diventare un’occasione per capire meglio i tuoi confini, la tua gelosia e il modo in cui reagisci quando questi confini vengono messi in discussione.

Se lo riterrai utile, un percorso di confronto psicologico potrebbe aiutarti a:

elaborare la fine della relazione

comprendere meglio le dinamiche che si sono create tra voi

lavorare sul tema della fiducia e del controllo nelle relazioni future

Resto a disposizione.

Dott.ssa Alessia Mariosa
Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, quello che descrivi è un vissuto molto comprensibile, soprattutto considerando la giovane età e il fatto che si trattasse di una relazione importante e duratura.
Spesso la menzogna, più che essere legata alla volontà di ferire l’altro, nasce dalla difficoltà a tollerare il conflitto, la paura di deludere o di perdere la relazione. È possibile che la tua ex compagna, di fronte alla tua rabbia (anche solo temuta), abbia scelto di nascondere la verità come strategia di protezione, purtroppo inefficace. In questo senso si crea facilmente un circolo vizioso: la menzogna aumenta l’insicurezza e il bisogno di controllo, il controllo aumenta la paura e quindi nuove omissioni o bugie.
Il fatto che tu riconosca la tua gelosia e il comportamento “controllante” è un passaggio importante: mostra consapevolezza e responsabilità. Nelle relazioni, infatti, raramente c’è una causa unica; più spesso ci sono dinamiche reciproche che si alimentano nel tempo.
Rispetto alla possibilità di cambiamento: sì, le persone possono cambiare ma solo se diventano consapevoli dei propri meccanismi e se c’è una motivazione personale a farlo.
Al di là di lei, potrebbe essere utile chiederti cosa questa relazione ti ha insegnato su di te, sui tuoi bisogni di sicurezza, fiducia e gestione della rabbia. Questo può aiutarti, in futuro, a costruire legami più sereni e reciproci, indipendentemente da come evolverà la vostra storia.

Un caro saluto,

Simona Santoni - Psicologa
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao, dalla tua descrizione emerge un quadro in cui la fiducia e la gestione della comunicazione nella coppia hanno avuto un ruolo centrale. La scelta della tua ex ragazza di mentire può derivare da motivi diversi: timore del conflitto, difficoltà a gestire emozioni come la tua rabbia, insicurezza o abitudini relazionali consolidate. Non è sempre facile attribuire un’unica spiegazione, perché il comportamento umano è complesso e influenzato da molteplici fattori.

Per quanto riguarda il cambiamento, le persone possono modificare comportamenti che risultano problematici, ma ciò richiede consapevolezza, motivazione e spesso un percorso di riflessione o supporto psicologico. Non è una garanzia né un processo immediato: cambiare dinamiche relazionali radicate richiede tempo e impegno da entrambe le parti.

In situazioni come questa, può essere utile approfondire il tema con uno specialista, che possa aiutare a comprendere meglio le dinamiche di coppia, la gestione della gelosia e della fiducia, e supportare sia il percorso personale che eventuali future relazioni.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Ciao, quello che racconti fa sentire tutta la delusione e la fatica di esserti trovato in una situazione dove la fiducia sembra si sia incrinata poco alla volta. Quando entrano controllo e paura di perdere l’altro, il dolore diventa confuso e difficile da gestire.
Le tue domande sono legittime e meritano uno spazio di ascolto vero.

Se senti il bisogno di fare chiarezza su ciò che è successo e su come stai ora, ti invito a fissare un colloquio conoscitivo gratuito con me, insieme possiamo capire come farti stare meglio. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Dott. Fabio Nenci
Psicologo clinico, Psicologo
San Maurizio Canavese
Buongiorno,
non so quanta importanza avesse questa verità scoperta e non entro nel merito. Alle volte alla base delle menzogne c'è la vergogna il senso di colpa e non tanto la volontà di nascondere qualcosa a qualcuno.
Molte volte ai miei pazienti chiedo se confesserebbero mai una verità scomoda sapendo che sarebbero puniti e giudicati.
Dietro il nascondere una spiacevole verità c'è molto di più di una semplice bugia.
Quindi forse non si tratta di capire se in futuro si comporterà nello stesso modo o meno ma di capire come si sentirà nel raccontare una verità scomoda in quel particolare momento e a quella determinata persona.
Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
Più che concentrarti su un eventuale cambiamento di lei, io mi concentrerei su un tuo eventuale cambiamento. Potresti lavorare, in un percorso psicologico, sulla tua gelosia, sentimento naturale ma che spesso purtroppo sfocia nel controllo. Potresti anche lavorare sulle tue reazioni rabbiose che di certo non sono positive in una relazione. Ti dico questo perchè se è vero che non abbiamo potere sul far cambiare gli altri, abbiamo l'enorme potere di cambiare noi stessi. Forse se non sarai più controllante e rabbioso, una tua compagna non sentirà il bisogno di mentirti e non avrà paura delle tue reazioni. Un saluto

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