Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni e soffro d'ansia da prima dell'adolescenza, sono in cura da
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Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni e soffro d'ansia da prima dell'adolescenza, sono in cura da uno psicologo ad un cps da quasi due anni e dopo varie difficoltà sono riuscita a entrare in un'agenzia che aiuta persone in difficoltà a trovare lavoro, l'assistente sociale che mi segue mi ha chiesto se io abbia mai provato ad avere una certificazione di invalidità, e dopo averci pensato è una cosa che vorrei provare ad ottenere. Mi sento a disagio a chiederlo al mio psicologo per paura che non sia in qualche modo d'accordo, se non lo fosse, potrei comunque parlarne con il medico di base e prendere appuntamento? I medici dell'ASL potrebbero darmi opinioni differenti oppure senza l'input dello psicologo non posso fare nulla? Ho solo in certificato che appunto certifica che io soffro d'ansia, e ho sentito ch per richiedere l'invalidità ne servono molti, è vero? Grazie per le risposte, anche so che queste sono più domande date dalle mie insicurezze che altro. Buona giornata.
Gentilissima,
certamente deve parlarne con il medico di base, che saprà dirle se ci sono anche altre condizioni mediche che la affliggono e che potrebbero concorrere al calcolo della percentuale di invalidità. La sola certificazione rispetto al disturbo d'ansia, quasi certamente, non basta. Per rispondere alla sua domanda: sì, la commissione certificatrice dell'INPS (che si occupa poi di accettare o meno la domanda di invalidità) può valutarla anche senza l'input dello psicologo: la domanda parte dal medico di base.
Saluti,
Gabriella De Stefano
certamente deve parlarne con il medico di base, che saprà dirle se ci sono anche altre condizioni mediche che la affliggono e che potrebbero concorrere al calcolo della percentuale di invalidità. La sola certificazione rispetto al disturbo d'ansia, quasi certamente, non basta. Per rispondere alla sua domanda: sì, la commissione certificatrice dell'INPS (che si occupa poi di accettare o meno la domanda di invalidità) può valutarla anche senza l'input dello psicologo: la domanda parte dal medico di base.
Saluti,
Gabriella De Stefano
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Buongiorno,
grazie per aver condiviso la tua esperienza in modo così sincero e dettagliato.
Hai fatto un percorso importante e impegnativo, ed è assolutamente comprensibile che tu stia cercando di capire quali siano i tuoi diritti e le possibilità che puoi valutare per tutelarti e per avere accesso agli strumenti di sostegno previsti.
Riguardo alla tua domanda: sì, puoi assolutamente parlarne con il tuo medico di base anche se temi che il tuo psicologo possa non essere d'accordo. Il medico di base ha infatti un ruolo centrale nella presa in carico del percorso per la richiesta di riconoscimento dell'invalidità civile. È lui/lei che può avviare ufficialmente la domanda all’INPS tramite una certificazione medica, e indirizzarti poi verso la documentazione specialistica necessaria.
Il fatto che tu abbia già una certificazione che attesta un disturbo d’ansia è un buon punto di partenza. Tuttavia, sì, è vero che per la richiesta di invalidità sono spesso richiesti diversi documenti e relazioni mediche, in particolare quelle redatte da specialisti del servizio pubblico (come psicologi, psichiatri o neurologi dell’ASL o del CPS), che descrivano il quadro clinico e l’impatto sulla tua funzionalità quotidiana e lavorativa.
Inoltre, i medici dell’ASL possono esprimere valutazioni diverse in base alla loro osservazione e alla documentazione che presenterai. L’importante è che ci sia chiarezza e coerenza nella documentazione clinica e che emerga il reale impatto della tua condizione sul tuo funzionamento sociale e lavorativo.
Il tuo timore di "disturbare" o che il tuo psicologo possa non approvare è comprensibile, ma ti invito a considerare che esprimere questi dubbi apertamente può essere anche parte del lavoro terapeutico, aiutandoti a lavorare proprio sull’insicurezza e sulla legittimazione dei tuoi bisogni. In ogni caso, non sei vincolata alla sua approvazione per avviare il percorso.
Sarebbe utile e consigliato, per approfondire e affrontare nel modo migliore questo tipo di percorso, rivolgersi ad uno specialista che possa accompagnarti con competenza e attenzione.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
grazie per aver condiviso la tua esperienza in modo così sincero e dettagliato.
Hai fatto un percorso importante e impegnativo, ed è assolutamente comprensibile che tu stia cercando di capire quali siano i tuoi diritti e le possibilità che puoi valutare per tutelarti e per avere accesso agli strumenti di sostegno previsti.
Riguardo alla tua domanda: sì, puoi assolutamente parlarne con il tuo medico di base anche se temi che il tuo psicologo possa non essere d'accordo. Il medico di base ha infatti un ruolo centrale nella presa in carico del percorso per la richiesta di riconoscimento dell'invalidità civile. È lui/lei che può avviare ufficialmente la domanda all’INPS tramite una certificazione medica, e indirizzarti poi verso la documentazione specialistica necessaria.
Il fatto che tu abbia già una certificazione che attesta un disturbo d’ansia è un buon punto di partenza. Tuttavia, sì, è vero che per la richiesta di invalidità sono spesso richiesti diversi documenti e relazioni mediche, in particolare quelle redatte da specialisti del servizio pubblico (come psicologi, psichiatri o neurologi dell’ASL o del CPS), che descrivano il quadro clinico e l’impatto sulla tua funzionalità quotidiana e lavorativa.
Inoltre, i medici dell’ASL possono esprimere valutazioni diverse in base alla loro osservazione e alla documentazione che presenterai. L’importante è che ci sia chiarezza e coerenza nella documentazione clinica e che emerga il reale impatto della tua condizione sul tuo funzionamento sociale e lavorativo.
Il tuo timore di "disturbare" o che il tuo psicologo possa non approvare è comprensibile, ma ti invito a considerare che esprimere questi dubbi apertamente può essere anche parte del lavoro terapeutico, aiutandoti a lavorare proprio sull’insicurezza e sulla legittimazione dei tuoi bisogni. In ogni caso, non sei vincolata alla sua approvazione per avviare il percorso.
Sarebbe utile e consigliato, per approfondire e affrontare nel modo migliore questo tipo di percorso, rivolgersi ad uno specialista che possa accompagnarti con competenza e attenzione.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Cara, rispondo per gradi: sì, può chiedere un parere al suo medico di base se non se la sente di affrontare il discorso con il suo terapeuta. Per quanto riguarda il certificato di invalidità la risposta è: sì, i medici delle ASL possono avere opinioni diverse ma la valutazione è collegiale, nel senso che la commissione che dovrà decidere è composta da diversi specialisti che valuteranno la sua situazione medica. Per richiedere l'invalidità infine, non è sufficiente un solo documento, bensì una serie di referti e valutazioni che dimostrano come l'ansia impatti in modo significativo sulla sua vita. Un caro saluto, Dott.ssa Claudia Basileo, Psicologa.
Buonasera, l'iter per richiedere l'invalidità è ad opera di un servizio pubblico, quindi dell'asl. Non mi risulta ci siano strade diverse. Le suggerisco di chiedere al suo medico curante i passaggi da fare.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Carissima , si rivolga al CSM della sua città. Sarà tutto più semplice.
Buona proseguimento
Dottoressa Laura
Buona proseguimento
Dottoressa Laura
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata del suo percorso personale. Riconosco e apprezzo profondamente la lucidità con cui si pone domande importanti su di sé e sul suo diritto a ricevere supporti adeguati, e comprendo anche il disagio che può provare nel temere di essere giudicata o non compresa. Quando si convive da anni con l’ansia, soprattutto se essa ha un impatto rilevante sul funzionamento quotidiano, come nei rapporti sociali, nel lavoro o nella gestione dell’autonomia, è legittimo chiedersi se sia possibile accedere a tutele come il riconoscimento di un’invalidità civile. La richiesta di una certificazione di invalidità non è una dichiarazione di “sconfitta”, ma al contrario può essere un passo di responsabilità e cura verso se stessi, quando si riconosce che il proprio funzionamento ha bisogno di sostegni per migliorare la qualità della vita. Comprendo la difficoltà nel parlarne apertamente con lo psicologo, specialmente se si teme un suo giudizio negativo. Tuttavia, le relazioni terapeutiche dovrebbero poter accogliere ogni pensiero, anche quelli più scomodi o carichi di insicurezza. Se sentirà che potrà farlo, parlare con il suo terapeuta potrebbe essere l’occasione per affrontare non solo l’eventuale iter pratico, ma anche la componente emotiva che l’idea stessa di “invalidità” porta con sé. Le parole che usa, come "mi sento a disagio", "ho paura che non sia d'accordo", raccontano molto del modo in cui forse si relaziona anche ad altre figure nella sua vita, sentendosi in difetto nel chiedere ciò che potrebbe invece esserle riconosciuto. Da un punto di vista pratico, la risposta alla sua domanda è sì: può rivolgersi al suo medico di base, che ha il compito di valutare la richiesta in maniera autonoma. Il medico potrà compilare un certificato introduttivo, cioè un documento necessario per avviare la pratica all’INPS, che poi sarà seguito da una visita medico-legale presso la commissione dell’ASL. Non è obbligatorio che sia lo psicologo a fare questa proposta, anche se certamente il suo parere clinico può rafforzare la documentazione, soprattutto nel caso in cui si voglia dimostrare la cronicità e la rilevanza del disturbo. Per quanto riguarda la documentazione, è vero che più certificazioni si hanno, più il quadro clinico è completo. Spesso sono richiesti referti psichiatrici, relazioni psicologiche, certificazioni da parte di strutture pubbliche come i CPS (centri di salute mentale), o anche esiti di eventuali ricoveri passati. Detto ciò, si parte da ciò che si ha, e il certificato attuale che attesta la diagnosi è già un inizio. L’iter può sembrare complesso, ma è possibile affrontarlo passo dopo passo, senza pretendere di avere tutto sotto controllo fin da subito. Il fatto che lei stia cercando di attivarsi, di ottenere un lavoro, di confrontarsi con servizi come l’agenzia per l’impiego e il CPS, dimostra una grande forza, anche se l’ansia e l’insicurezza possono farle credere il contrario. Non è la quantità di certezze che definisce il suo valore, ma la capacità di restare in cammino anche nei momenti più fragili. Le suggerisco, se si sentirà pronta, di affrontare questo tema anche con il suo psicologo, perché può essere l’occasione per rendere ancora più utile e orientato alla sua autonomia il percorso che già sta facendo. Ma se non se la sente, non si blocchi: può parlare col medico di base, e cominciare comunque a informarsi. Chiedere aiuto non è debolezza, e non è in nessun modo “approfittare” del sistema, se l’obiettivo è garantirsi una vita più dignitosa e sostenibile. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
la inviterei a parlarne con il suo psicologo, potrebbe esser un importante spunto di riflessione su cui soffermarsi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
la inviterei a parlarne con il suo psicologo, potrebbe esser un importante spunto di riflessione su cui soffermarsi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve, grazie per la condivisione della sua esperienza. Al di là dell'iter da seguire per la richiesta della certificazione di invalidità, di cui comunque può informarsi dal suo medico di base, dal punto di vista della sua salute mentale le suggerirei di parlare col suo psicologo rispetto a questa sua difficoltà nel comunicare con lui su questo aspetto. Venite da un percorso di due anni, come mai sente questa difficoltà? Che aree emotive attiva in lei? E come mai sono così scomode da contattare? Rispondere a queste domande potrebbe esserle utile. Spero di essere stato di aiuto. Un cordiale saluto.
Comprendo il suo disagio e la sua insicurezza. È un suo diritto informarsi sull'invalidità civile. Può parlarne con il medico di base, che potrà indirizzarla. I medici dell'ASL valuteranno la sua situazione in base alla documentazione clinica disponibile. È vero che servono certificati dettagliati per attestare la compromissione funzionale.
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buongiorno! La certificazione di invalidità ha bisogno di un iter specifico e di motivazioni che vanno oltre lo stato di ansia; parla apertamente con il tuo psicologo della questione, saprà sicuramente fare chiarezza ed aiutarti a comprendere la situazione. Resto a disposizione, dott.ssa Valentina Costanza
Buongiorno se lei vuole intraprendere questa strada della certificazione la percorra senza problemi e senza farsi influenzare da quello che le possono dire intorno a lei. Il disagio è suo e solo lei può sapere il malessere che prova, nessuno deve e può permettersi di giudicarla. Se lei vuole provarci lo faccia e lasci agli esperti di valutare le sue condizioni e se ne ha diritto. Ognuno il suo ruolo, quindi, non si preoccupi riguardo a cosa può dirle la sua psicologa. Quest'ultima potrà supportarla nel migliore dei modi se lei si lascerà guidare e se esternerà tutti i suoi dubbi e paure.
Per qualsiasi cosa non esiti a scrivere qui nel forum così riceverà consigli e suggerimenti
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
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Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Gentile utente, bisognerebbe approfondire meglio il suo disagio per poter dare risposta alle sue domande. si rivolga ad un professionista che sarà in grado di aiutarla. un caro saluto.
Buongiorno, per avere una certificazione di invalidità è sufficente andare dal medico di base per fare l'impegnativa con scritto "primo colloquio psicologico" oppure "valutazione psicologica" o "neuropsicologica" e presentarsi allo sportello ambulatoriale dell'ospedale di riferimento per iniziare il percorso di valutazione.
Buongiorno,
Capisco la tua preoccupazione riguardo alla richiesta di una certificazione di invalidità. È normale sentirsi insicuri in queste situazioni, ma è importante ricordare che il tuo benessere e il riconoscimento delle tue difficoltà meritano attenzione.
Il percorso per ottenere una certificazione di invalidità civile in Italia inizia con la presentazione di una domanda all'INPS. Per farlo, è necessario ottenere un certificato medico introduttivo da un medico certificatore, che può essere il tuo medico di base o uno specialista. Questo certificato deve essere inviato telematicamente all'INPS, che successivamente valuterà la documentazione e, se necessario, ti convocherà per una visita medica. In alcuni casi, è possibile che l'INPS accetti la documentazione senza una visita diretta, ma ciò dipende dalla valutazione della commissione medica.
osservatoriomalattierare.it
Per quanto riguarda il ruolo del tuo psicologo, è comprensibile che tu possa sentirti esitante nel discuterne con lui. Tuttavia, il tuo psicologo è una figura professionale che ti supporta nel tuo percorso di cura e benessere. Parlare con lui della possibilità di richiedere una certificazione di invalidità potrebbe essere utile, poiché potrebbe fornirti un supporto emotivo e professionale in questo processo. Inoltre, il suo parere potrebbe essere prezioso nella valutazione complessiva della tua situazione.
Se, dopo aver discusso con il tuo psicologo, ritieni di voler procedere in autonomia, puoi comunque rivolgerti al tuo medico di base per avviare la procedura. Ricorda che il tuo benessere è la priorità, e ogni passo che intraprendi è un passo verso il riconoscimento e il supporto di cui hai bisogno.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni o supporto, non esitare a chiedere. Siamo qui per aiutarti nel tuo percorso.
Un caro saluto.
Capisco la tua preoccupazione riguardo alla richiesta di una certificazione di invalidità. È normale sentirsi insicuri in queste situazioni, ma è importante ricordare che il tuo benessere e il riconoscimento delle tue difficoltà meritano attenzione.
Il percorso per ottenere una certificazione di invalidità civile in Italia inizia con la presentazione di una domanda all'INPS. Per farlo, è necessario ottenere un certificato medico introduttivo da un medico certificatore, che può essere il tuo medico di base o uno specialista. Questo certificato deve essere inviato telematicamente all'INPS, che successivamente valuterà la documentazione e, se necessario, ti convocherà per una visita medica. In alcuni casi, è possibile che l'INPS accetti la documentazione senza una visita diretta, ma ciò dipende dalla valutazione della commissione medica.
osservatoriomalattierare.it
Per quanto riguarda il ruolo del tuo psicologo, è comprensibile che tu possa sentirti esitante nel discuterne con lui. Tuttavia, il tuo psicologo è una figura professionale che ti supporta nel tuo percorso di cura e benessere. Parlare con lui della possibilità di richiedere una certificazione di invalidità potrebbe essere utile, poiché potrebbe fornirti un supporto emotivo e professionale in questo processo. Inoltre, il suo parere potrebbe essere prezioso nella valutazione complessiva della tua situazione.
Se, dopo aver discusso con il tuo psicologo, ritieni di voler procedere in autonomia, puoi comunque rivolgerti al tuo medico di base per avviare la procedura. Ricorda che il tuo benessere è la priorità, e ogni passo che intraprendi è un passo verso il riconoscimento e il supporto di cui hai bisogno.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni o supporto, non esitare a chiedere. Siamo qui per aiutarti nel tuo percorso.
Un caro saluto.
Buongiorno, si rivolga al suo medico di base e capirete insieme come procedere. Un saluto
Buongiorno, per richiedere la visita per l'invalidità deve rivolgersi al suo medico di base.
E' lui che inoltra domanda all'inps.
Ne parli cmq con il suo psicologo, può essere di aiuto
E' lui che inoltra domanda all'inps.
Ne parli cmq con il suo psicologo, può essere di aiuto
Gent.ma, la valutazione di invalidità segue diversi criteri e in base a questi è una commissione medica che certifica se ci sono margini di invalidità e di quale tipo e in che percentuale. La commissione medica potrà valutarla dopo aver ricevuto la tua documentazione, ti può seguire un CAF per la procedura. Riguardo invece l'aspetto di certificati per la tua invalidità prima di tutto va fatta un'accurata valutazione sul tuo stato di salute, poi altro aspetto è il timore del giudizio dello psicologo che ti segue, ma col quale ti consiglio di parlare e se non è d'accordo parlerete delle vostre prospettive, se invece lo è potrà aiutarti nel processo e indicarti quali indagini diagnostiche fare o se contattare altri professionisti.
Rimango a disposizione.
Maria Vincenza Eterno
Rimango a disposizione.
Maria Vincenza Eterno
Buon pomeriggio. Non mi è chiaro il motivo per cui vorrebbe avere il certificato. Dovremmo approfondire eventualmente in un consulto.
Ciao cara ragazza!
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto e le tue domande, che sono assolutamente legittime. Non sono solo “insicurezze”: sono pensieri che nascono dal desiderio di orientarti e di proteggerti, e meritano rispetto e ascolto.
Hai già fatto passi importanti – chiedere aiuto, intraprendere un percorso psicologico, affrontare le difficoltà legate al lavoro – e anche solo il fatto che tu stia valutando l’ipotesi della certificazione di invalidità mostra una tua volontà di tutelarti e costruire basi più solide per il tuo futuro.
Rispetto alla tua domanda: sì, puoi assolutamente parlarne con il tuo medico di base anche senza il coinvolgimento diretto dello psicologo. Il medico di base è una figura centrale nel processo di richiesta dell'invalidità civile e può avviare la pratica, compilando il certificato medico introduttivo da inviare all’INPS.
La valutazione, poi, viene fatta da una commissione medico-legale dell’ASL (a volte congiunta con l’INPS), che terrà conto della documentazione clinica disponibile. È vero che più documentazione si ha, più completo sarà il quadro: per questo, è utile raccogliere eventuali referti, diagnosi, relazioni psicologiche o psichiatriche. Ma non è obbligatorio avere “molti certificati” per iniziare l’iter: si parte da ciò che si ha.
Se ti senti a disagio a parlarne con il tuo psicologo, potresti provare ad affrontare l’argomento partendo da te, dicendo come ti sei sentita nel momento in cui ti è stato proposto e perché vorresti pensarci seriamente. In un percorso psicologico maturo, anche il confronto su questi temi può diventare un momento importante di crescita e alleanza.
Ricorda che chiedere supporti non è “arrendersi”, ma costruire strumenti per stare meglio e affrontare la vita con maggiore autonomia. E che ci sono diverse vie per farsi ascoltare e accompagnare: tu stai già percorrendole con coraggio.
Un passo alla volta, senza colpa.
Hai tutto il diritto di essere aiutata.
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto e le tue domande, che sono assolutamente legittime. Non sono solo “insicurezze”: sono pensieri che nascono dal desiderio di orientarti e di proteggerti, e meritano rispetto e ascolto.
Hai già fatto passi importanti – chiedere aiuto, intraprendere un percorso psicologico, affrontare le difficoltà legate al lavoro – e anche solo il fatto che tu stia valutando l’ipotesi della certificazione di invalidità mostra una tua volontà di tutelarti e costruire basi più solide per il tuo futuro.
Rispetto alla tua domanda: sì, puoi assolutamente parlarne con il tuo medico di base anche senza il coinvolgimento diretto dello psicologo. Il medico di base è una figura centrale nel processo di richiesta dell'invalidità civile e può avviare la pratica, compilando il certificato medico introduttivo da inviare all’INPS.
La valutazione, poi, viene fatta da una commissione medico-legale dell’ASL (a volte congiunta con l’INPS), che terrà conto della documentazione clinica disponibile. È vero che più documentazione si ha, più completo sarà il quadro: per questo, è utile raccogliere eventuali referti, diagnosi, relazioni psicologiche o psichiatriche. Ma non è obbligatorio avere “molti certificati” per iniziare l’iter: si parte da ciò che si ha.
Se ti senti a disagio a parlarne con il tuo psicologo, potresti provare ad affrontare l’argomento partendo da te, dicendo come ti sei sentita nel momento in cui ti è stato proposto e perché vorresti pensarci seriamente. In un percorso psicologico maturo, anche il confronto su questi temi può diventare un momento importante di crescita e alleanza.
Ricorda che chiedere supporti non è “arrendersi”, ma costruire strumenti per stare meglio e affrontare la vita con maggiore autonomia. E che ci sono diverse vie per farsi ascoltare e accompagnare: tu stai già percorrendole con coraggio.
Un passo alla volta, senza colpa.
Hai tutto il diritto di essere aiutata.
Buongiorno,
hai fatto bene a chiedere, perché le tue domande sono molto sensate. Se stai pensando di richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile per via della tua ansia, puoi tranquillamente parlarne con il tuo medico di base. Non è obbligatorio che sia il tuo psicologo a dare l’ok o a fare la richiesta. Il medico di base può compilare il certificato necessario per avviare la procedura, e da lì si parte con la domanda all’INPS.
Detto questo, il supporto del tuo psicologo del CPS può comunque essere molto utile: ad esempio, se ti scrive una relazione che descrive da quanto tempo soffri d’ansia, quanto ti limita nella vita quotidiana e nel lavoro, questo può rafforzare la tua richiesta. Capisco che tu ti senta a disagio nel parlarne con lui, ma sappi che non è una cosa strana né inappropriata da chiedere: molti pazienti fanno lo stesso tipo di richiesta, e uno psicologo è lì anche per aiutarti a migliorare la tua qualità di vita, anche attraverso strumenti come questo.
Riguardo alla documentazione, non è che servano tantissimi certificati, ma è importante averne alcuni aggiornati e completi, soprattutto da specialisti (come psicologi o psichiatri della sanità pubblica). Questo perché la commissione che valuta l’invalidità (composta da medici dell’INPS) decide in base a quello che legge nella documentazione, non solo in base a quello che racconti a voce.
Quindi il mio consiglio è questo: puoi iniziare dal tuo medico di base, magari parlandone anche con l’assistente sociale che già ti segue. Se ti senti pronta, parlane anche con il tuo psicologo: anche solo chiedere un parere è già un passo. Resto a disposizione.
hai fatto bene a chiedere, perché le tue domande sono molto sensate. Se stai pensando di richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile per via della tua ansia, puoi tranquillamente parlarne con il tuo medico di base. Non è obbligatorio che sia il tuo psicologo a dare l’ok o a fare la richiesta. Il medico di base può compilare il certificato necessario per avviare la procedura, e da lì si parte con la domanda all’INPS.
Detto questo, il supporto del tuo psicologo del CPS può comunque essere molto utile: ad esempio, se ti scrive una relazione che descrive da quanto tempo soffri d’ansia, quanto ti limita nella vita quotidiana e nel lavoro, questo può rafforzare la tua richiesta. Capisco che tu ti senta a disagio nel parlarne con lui, ma sappi che non è una cosa strana né inappropriata da chiedere: molti pazienti fanno lo stesso tipo di richiesta, e uno psicologo è lì anche per aiutarti a migliorare la tua qualità di vita, anche attraverso strumenti come questo.
Riguardo alla documentazione, non è che servano tantissimi certificati, ma è importante averne alcuni aggiornati e completi, soprattutto da specialisti (come psicologi o psichiatri della sanità pubblica). Questo perché la commissione che valuta l’invalidità (composta da medici dell’INPS) decide in base a quello che legge nella documentazione, non solo in base a quello che racconti a voce.
Quindi il mio consiglio è questo: puoi iniziare dal tuo medico di base, magari parlandone anche con l’assistente sociale che già ti segue. Se ti senti pronta, parlane anche con il tuo psicologo: anche solo chiedere un parere è già un passo. Resto a disposizione.
Buongiorno,
capisco bene il suo senso di disagio e il timore di non essere compresa. Non è sbagliato chiedersi se si ha diritto a un riconoscimento di invalidità: è un modo per prendersi cura di sé e tutelarsi, non per arrendersi. Può certamente parlarne con il medico di base anche senza l’approvazione preventiva dello psicologo; il medico potrà indirizzarla verso il percorso più adatto e valutare insieme a lei se avviare la richiesta.
È vero che per la domanda servono più certificazioni, ma si può iniziare passo dopo passo. L’importante è che lei si senta sostenuta e non sola in questo percorso. Se vuole, possiamo affrontare insieme le sue insicurezze, dare spazio ai suoi bisogni e lavorare su un modo per comunicare in modo più sicuro anche con le figure che la seguono.
Ci tengo a dirle che cercare un supporto non è un segno di debolezza, ma di forza. S eha bisogno mi contatti.
capisco bene il suo senso di disagio e il timore di non essere compresa. Non è sbagliato chiedersi se si ha diritto a un riconoscimento di invalidità: è un modo per prendersi cura di sé e tutelarsi, non per arrendersi. Può certamente parlarne con il medico di base anche senza l’approvazione preventiva dello psicologo; il medico potrà indirizzarla verso il percorso più adatto e valutare insieme a lei se avviare la richiesta.
È vero che per la domanda servono più certificazioni, ma si può iniziare passo dopo passo. L’importante è che lei si senta sostenuta e non sola in questo percorso. Se vuole, possiamo affrontare insieme le sue insicurezze, dare spazio ai suoi bisogni e lavorare su un modo per comunicare in modo più sicuro anche con le figure che la seguono.
Ci tengo a dirle che cercare un supporto non è un segno di debolezza, ma di forza. S eha bisogno mi contatti.
Buongiorno, ti consiglio di informarti presso la ASL di competenza. Per la domanda di invalidità serve la certificazione di un medico, in questo caso sarebbe opportuna quello di uno psichiatra. Potresti quindi chiedere al tuo medico di base l'impegnativa per una visita psichiatrica così da avere una valutazione completa della situazione. Lo psicologo può darti supporto per alleviare i sintomi legati all'ansia ed eventualmente presentare una relazione qualora venisse richiesto ma non può redigere una certificazione per una domanda di invalidità. Spero di esserti stata utile.
Buongiorno,
Per fare richiesta di invalidità è necessario un certificato medico del proprio medico di famiglia che attesti questa condizione. Questo certificato deve essere poi trasmesso telematicamente all'INPS dal medico di famiglia. Lei, dovrà, poi, presentare la domanda di riconoscimento dell'invalidità all'INPS attraverso il sito web dell'INPS. In seguito, avverrà la convocazione da parte della commissione medica dell'INPS che valuterà la sua condizione di salute e la sua capacità lavorativa. Lo psicologo può dare il suo parere ma non ha la facoltà di consentire o impedire che lei ottenga la certificazione. Ne può parlare con il suo medico di base spiegandole la situazione. Lo psicologo può scrivere una relazione nella quale attesta che lei soffre d'ansia e ciò può integrare la sua richiesta di certificazione di invalidità. Le chiedo perché teme che il suo psicologo non sia d'accordo con questa richiesta. Se se la sente, può chiedere a lui cosa ne pensa. La decisione, tuttavia, rimane in capo a lei. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande. Cordiali saluti
Per fare richiesta di invalidità è necessario un certificato medico del proprio medico di famiglia che attesti questa condizione. Questo certificato deve essere poi trasmesso telematicamente all'INPS dal medico di famiglia. Lei, dovrà, poi, presentare la domanda di riconoscimento dell'invalidità all'INPS attraverso il sito web dell'INPS. In seguito, avverrà la convocazione da parte della commissione medica dell'INPS che valuterà la sua condizione di salute e la sua capacità lavorativa. Lo psicologo può dare il suo parere ma non ha la facoltà di consentire o impedire che lei ottenga la certificazione. Ne può parlare con il suo medico di base spiegandole la situazione. Lo psicologo può scrivere una relazione nella quale attesta che lei soffre d'ansia e ciò può integrare la sua richiesta di certificazione di invalidità. Le chiedo perché teme che il suo psicologo non sia d'accordo con questa richiesta. Se se la sente, può chiedere a lui cosa ne pensa. La decisione, tuttavia, rimane in capo a lei. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande. Cordiali saluti
Cara utente, penso che il parere del collega abbia una certa rilevanza in questo contesto, specie se la segue da diverso tempo e la conosce abbastanza da esprimere un parere sincero e professionale. D'altro canto, qualora questo non fosse d'accordo, immagino significhi che lei ha fatto dei progressi nel suo percorso, e quindi da considerarsi un modesto successo nel trattamento della sua ansia. Non so dirle con chiarezza quanti certificati servono, ma la invito ovviamente a consultarsi con il suo psicologo. Un caro saluto
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