Buongiorno,scrivo qui la mia condizione attuale di stato d'animo. Premetto che ho un lavoro stabile
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Buongiorno,scrivo qui la mia condizione attuale di stato d'animo.
Premetto che ho un lavoro stabile,ben retribuito,un ingente patrimonio,ho una compagna,in famiglia stanno tutti bene,ma nonostante ciò il mio morale è sempre a terra.
Non ho interessi,nulla che mi piaccia veramente,dai viaggi,alle auto.
Mi basta un niente, specialmente col calare del buio,per scoppiare a piangere.
Mi destabilizza uscire dalla mia città,ma nello stesso tempo non mi piace stare chiuso in casa.
Ho fatto diverse seduto psicologiche,ma senza successo.
A volte questo mio umore,stato, stress mi fa uscire patologie di cui i medici non si danno spiegazioni. Tipo eruzioni cutanee, dolori vari.
Chiedo aiuto a Voi per uno spunto da usare come confronto.
Grazie
Premetto che ho un lavoro stabile,ben retribuito,un ingente patrimonio,ho una compagna,in famiglia stanno tutti bene,ma nonostante ciò il mio morale è sempre a terra.
Non ho interessi,nulla che mi piaccia veramente,dai viaggi,alle auto.
Mi basta un niente, specialmente col calare del buio,per scoppiare a piangere.
Mi destabilizza uscire dalla mia città,ma nello stesso tempo non mi piace stare chiuso in casa.
Ho fatto diverse seduto psicologiche,ma senza successo.
A volte questo mio umore,stato, stress mi fa uscire patologie di cui i medici non si danno spiegazioni. Tipo eruzioni cutanee, dolori vari.
Chiedo aiuto a Voi per uno spunto da usare come confronto.
Grazie
Buongiorno, mi dispiace per la sua situazione, dev'essere pesante.
È comprensibile sentirsi disorientati quando, pur avendo “tutto ciò che serve”, si percepisce un vuoto o una mancanza di significato.
In questi casi è importante ricordare che non possiamo cambiare direttamente ciò che ci circonda o le persone intorno a noi, ma possiamo lavorare sul modo in cui ci relazioniamo ai nostri pensieri, alle emozioni e alle esperienze. Spesso questo tipo di lavoro richiede uno spazio dedicato di ascolto e comprensione, come può esserlo una psicoterapia.
Su internet è difficile trovare risposte che tengano conto della complessità della storia personale, ma un percorso terapeutico — magari basato su approcci come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), che integrano anche pratiche di mindfulness — può offrire strumenti concreti per osservare e accogliere la propria esperienza in modo nuovo.
Le suggerisco quindi di considerare la possibilità di riprendere un percorso psicologico, magari con un professionista con cui possa sentirsi compreso e accolto, per esplorare in profondità questo stato e comprendere come prendersene cura. Non tutti gli psicologi sono uguali, ed è normale cambiare professionista quando non si è soddisfatti, o parlarne direttamente con lo psicologo e fare un bilancio della situazione.
Un caro saluto, Dott.ssa Truzzi Ilaria
È comprensibile sentirsi disorientati quando, pur avendo “tutto ciò che serve”, si percepisce un vuoto o una mancanza di significato.
In questi casi è importante ricordare che non possiamo cambiare direttamente ciò che ci circonda o le persone intorno a noi, ma possiamo lavorare sul modo in cui ci relazioniamo ai nostri pensieri, alle emozioni e alle esperienze. Spesso questo tipo di lavoro richiede uno spazio dedicato di ascolto e comprensione, come può esserlo una psicoterapia.
Su internet è difficile trovare risposte che tengano conto della complessità della storia personale, ma un percorso terapeutico — magari basato su approcci come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), che integrano anche pratiche di mindfulness — può offrire strumenti concreti per osservare e accogliere la propria esperienza in modo nuovo.
Le suggerisco quindi di considerare la possibilità di riprendere un percorso psicologico, magari con un professionista con cui possa sentirsi compreso e accolto, per esplorare in profondità questo stato e comprendere come prendersene cura. Non tutti gli psicologi sono uguali, ed è normale cambiare professionista quando non si è soddisfatti, o parlarne direttamente con lo psicologo e fare un bilancio della situazione.
Un caro saluto, Dott.ssa Truzzi Ilaria
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Caro Paziente anonimo. Dalla sua descrizione, seppur beve, arriva chiaro e dritto un forte dolore. Mi dispiace che non abbia trovato giovamento dalle sedute psicologiche di cui parla. Fa riferimento a qualche seduta o a un percorso di psicoterapia? Per affrontare e lavorare su determinati vissuti è importante non scoraggiarsi dopo pochi colloqui. Le eruzioni cutanee e i dolori vari a cui è difficile dare una spiegazione esclusivamente medica potrebbero essere sintomi psciofisici con cui il suo dolore prova a farsi ascoltare. So che cercava uno spunto da utilizzare come conforto e mi dispiace non potergliene fornire uno in maniera immediata ma in questo campo non esistono ricette preconfezionate o metodi dall'efficacia immediata, l'unica cosa che posso dirle con certezza è che un percorso di psicoterapia, qualora fosse davvero intenzionato a farlo, potrebbe davvero aiutarla. La saluto e resto a disposizione.
Salve, credo che il punto centrale sia proprio in quel “non ho interessi, nulla che mi piace veramente”. Lei descrive una vita che, sulla carta, appare “perfetta” o quantomeno stabile: un buon lavoro, una relazione, una famiglia, una sicurezza economica. Eppure, ciò che sembra mancare è la sfera del piacere e del desiderio, quella parte più viva e autentica che dà senso a tutto il resto.
Formalmente ha tutto per essere felice, ha spuntato tutte le caselle — lavoro, affetti, stabilità — ma forse nulla di tutto questo è realmente sentito. Al contrario, dentro di lei sembra esserci una sofferenza che, pur di farsi ascoltare, trova voce anche attraverso il corpo.
Più che concentrarsi sul “trovare un interesse” o una distrazione, potrebbe esserle utile lavorare insieme a un professionista su come si sente rispetto a sé stesso, su cosa le dà (o le toglie) significato. È possibile che non abbia ancora trovato il tipo di percorso o di terapeuta adatto a lei: non tutte le terapie funzionano allo stesso modo. In questi casi, approcci più esplorativi o integrati, come la psicoterapia analitica o quella umanistico-bioenergetica, possono aiutare a dare voce a quel vuoto e a comprendere cosa si nasconde dietro la tristezza.
Formalmente ha tutto per essere felice, ha spuntato tutte le caselle — lavoro, affetti, stabilità — ma forse nulla di tutto questo è realmente sentito. Al contrario, dentro di lei sembra esserci una sofferenza che, pur di farsi ascoltare, trova voce anche attraverso il corpo.
Più che concentrarsi sul “trovare un interesse” o una distrazione, potrebbe esserle utile lavorare insieme a un professionista su come si sente rispetto a sé stesso, su cosa le dà (o le toglie) significato. È possibile che non abbia ancora trovato il tipo di percorso o di terapeuta adatto a lei: non tutte le terapie funzionano allo stesso modo. In questi casi, approcci più esplorativi o integrati, come la psicoterapia analitica o quella umanistico-bioenergetica, possono aiutare a dare voce a quel vuoto e a comprendere cosa si nasconde dietro la tristezza.
Salve, le sue parole trasmettono un vissuto profondo e complesso, che merita attenzione e rispetto. A volte, anche quando tutto sembra “a posto” all’esterno, può emergere un senso di disorientamento interiore difficile da spiegare. Il fatto che lei abbia già cercato un confronto professionale dimostra una grande consapevolezza e volontà di comprensione.
Ci sono momenti in cui il malessere non trova una causa evidente, eppure si fa sentire in modo concreto, anche attraverso il corpo. In questi casi, può essere utile non cercare subito risposte, ma iniziare da piccole domande: Cosa mi fa sentire in pace, anche solo per un attimo? Dove mi sento più libero di essere come sono, senza dover spiegare nulla?
Non sempre si tratta di trovare una soluzione immediata, ma di aprire uno spazio nuovo, dove poter esplorare senza giudizio. A volte, anche solo il fatto di essere ascoltati con discrezione può fare la differenza.
Resto disponibile per continuare questo scambio, se lo desidera.
Cordialmente
D.ssa Claudia Mesto
Ci sono momenti in cui il malessere non trova una causa evidente, eppure si fa sentire in modo concreto, anche attraverso il corpo. In questi casi, può essere utile non cercare subito risposte, ma iniziare da piccole domande: Cosa mi fa sentire in pace, anche solo per un attimo? Dove mi sento più libero di essere come sono, senza dover spiegare nulla?
Non sempre si tratta di trovare una soluzione immediata, ma di aprire uno spazio nuovo, dove poter esplorare senza giudizio. A volte, anche solo il fatto di essere ascoltati con discrezione può fare la differenza.
Resto disponibile per continuare questo scambio, se lo desidera.
Cordialmente
D.ssa Claudia Mesto
Gentile,
in che modo potrei esserle d'aiuto?
Mi contatti pure.
Dr. Giorgio De Giorgi
in che modo potrei esserle d'aiuto?
Mi contatti pure.
Dr. Giorgio De Giorgi
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua condizione. Comprendo quanto possa essere faticoso trovarsi in una situazione in cui, pur avendo molte cose apparentemente “a posto”, ci si senta comunque svuotati e affaticati emotivamente.
Per poter comprendere meglio l’origine del suo malessere sarebbe necessario raccogliere più elementi della sua storia personale, familiare e relazionale: i sintomi che descrive (tristezza frequente, crisi di pianto, difficoltà a provare interesse o piacere, malessere fisico collegato allo stress) possono avere radici diverse e meritano un inquadramento accurato.
In generale, il fatto che le sedute psicologiche fatte in passato non abbiano portato sollievo non significa che un percorso psicoterapeutico non possa esserle utile: a volte è questione di trovare l’approccio adatto, o la persona con cui instaurare un’alleanza terapeutica efficace.
Potrebbe essere utile, oltre a un percorso psicoterapeutico, anche una valutazione psichiatrica per comprendere se il suo stato d’animo richieda un supporto farmacologico temporaneo, soprattutto considerando la ricorrenza e l’intensità dei sintomi.
Il primo passo rimane però quello di approfondire insieme la sua esperienza, la sua storia e il significato che possono avere questi momenti di sconforto, così da costruire un percorso personalizzato che l’aiuti a ritrovare una maggiore serenità.
Un caro saluto
Per poter comprendere meglio l’origine del suo malessere sarebbe necessario raccogliere più elementi della sua storia personale, familiare e relazionale: i sintomi che descrive (tristezza frequente, crisi di pianto, difficoltà a provare interesse o piacere, malessere fisico collegato allo stress) possono avere radici diverse e meritano un inquadramento accurato.
In generale, il fatto che le sedute psicologiche fatte in passato non abbiano portato sollievo non significa che un percorso psicoterapeutico non possa esserle utile: a volte è questione di trovare l’approccio adatto, o la persona con cui instaurare un’alleanza terapeutica efficace.
Potrebbe essere utile, oltre a un percorso psicoterapeutico, anche una valutazione psichiatrica per comprendere se il suo stato d’animo richieda un supporto farmacologico temporaneo, soprattutto considerando la ricorrenza e l’intensità dei sintomi.
Il primo passo rimane però quello di approfondire insieme la sua esperienza, la sua storia e il significato che possono avere questi momenti di sconforto, così da costruire un percorso personalizzato che l’aiuti a ritrovare una maggiore serenità.
Un caro saluto
Buongiorno.
Nella storia di ogni persona il primo canale per esprimere emozioni è il corpo, soprattutto quando ancora non abbiamo parole per raccontarle.
Scrivere su questa piattaforma forse è un primo ulteriore spunto per cercare un luogo di parola.
Le propongo un colloquio conoscitivo, anche online.
Nella storia di ogni persona il primo canale per esprimere emozioni è il corpo, soprattutto quando ancora non abbiamo parole per raccontarle.
Scrivere su questa piattaforma forse è un primo ulteriore spunto per cercare un luogo di parola.
Le propongo un colloquio conoscitivo, anche online.
Gent utente, ha mai verificato attraverso una visita psichiatrica di avere un disturbo dell umore di origine biologica, cioè di tipo biochimico? Credo che potrebbe essere la spiegazione del suo umore costantemente deflusso.
Cordiali saluti
Dr.ssa Daniela Benvenuti
Cordiali saluti
Dr.ssa Daniela Benvenuti
Buonasera. Il quadro che descrive è verosimilmente psicogeno, ovvero un qualcosa di psicologico che causa i sintomi e la cui soluzione richiede un percorso psicologico; il fallimento nei precedenti, in casi simili, talvolta avviene perché il problema ricade su sé stesso, ovvero il processo che la spinge a non farsi andare bene niente di fatto può ricadere anche sul percorso psicologico stesso portandola ad interrompere anzitempo, non di rado ad le persone arrivano a temere di guarire quanto temono di rimanere malati, al punto da non procedere. La invito a riprovare dunque, forzando la mano e, se non riesce da solo, di procurarsi mezzi per contenersi meglio quando questi meccanismi partono, ad esempio creandosi un contesto più coadiuvante, eventualmente un percorso di coppia in cui la sua compagna possa aiutarla a rimanere costante
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge una profonda sofferenza interiore, nonostante all’esterno sembri avere una vita stabile e “a posto” sotto molti aspetti. Questo contrasto tra ciò che si ha e ciò che si prova può essere molto doloroso, e spesso genera confusione, senso di colpa o smarrimento (“non mi manca nulla, eppure sto male”).
Il fatto che lei riferisca tristezza, pianto frequente, perdita di interesse per le attività, difficoltà a trovare piacere e la comparsa di sintomi fisici può indicare che il suo malessere non è solo momentaneo, ma merita un’attenzione più profonda. Le emozioni, infatti, trovano spesso vie di espressione anche nel corpo, quando non riescono a trovare parole o ascolto.
Può essere utile lavorare su cosa si nasconde dietro quel “vuoto” o quella tristezza: a volte si tratta di esperienze non elaborate, aspettative interiorizzate o schemi di pensiero che si autoalimentano. Un percorso psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale, o un lavoro più focalizzato su emozioni e consapevolezza (ad esempio con approcci come la Mindfulness o l’EMDR se ci sono traumi o esperienze passate significative), potrebbe aiutarla a ritrovare un equilibrio e una maggiore chiarezza.
È consigliato, per approfondire la situazione e comprendere meglio le cause del suo malessere, rivolgersi a uno specialista che possa seguirla in modo personalizzato e continuativo.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
da ciò che descrive emerge una profonda sofferenza interiore, nonostante all’esterno sembri avere una vita stabile e “a posto” sotto molti aspetti. Questo contrasto tra ciò che si ha e ciò che si prova può essere molto doloroso, e spesso genera confusione, senso di colpa o smarrimento (“non mi manca nulla, eppure sto male”).
Il fatto che lei riferisca tristezza, pianto frequente, perdita di interesse per le attività, difficoltà a trovare piacere e la comparsa di sintomi fisici può indicare che il suo malessere non è solo momentaneo, ma merita un’attenzione più profonda. Le emozioni, infatti, trovano spesso vie di espressione anche nel corpo, quando non riescono a trovare parole o ascolto.
Può essere utile lavorare su cosa si nasconde dietro quel “vuoto” o quella tristezza: a volte si tratta di esperienze non elaborate, aspettative interiorizzate o schemi di pensiero che si autoalimentano. Un percorso psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale, o un lavoro più focalizzato su emozioni e consapevolezza (ad esempio con approcci come la Mindfulness o l’EMDR se ci sono traumi o esperienze passate significative), potrebbe aiutarla a ritrovare un equilibrio e una maggiore chiarezza.
È consigliato, per approfondire la situazione e comprendere meglio le cause del suo malessere, rivolgersi a uno specialista che possa seguirla in modo personalizzato e continuativo.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Buongiorno,
mi sembra che lei descriva una forma di svuotamento profondo, dove tutto ciò che dovrebbe rassicurare — stabilità, affetti, sicurezza economica — non produce più alcun effetto. È come se la vita fosse rimasta formalmente “a posto”, ma priva di un punto interno da cui sentirla propria.
Colpisce che parli di pianto improvviso e di sintomi corporei senza causa medica: spesso il corpo finisce per esprimere ciò che la coscienza non riesce più a dire, una sorta di protesta silenziosa contro una vita che scorre senza intensità.
Il punto di cui parla pare porlo davanti alla domanda su che cosa, oggi, non trova più un senso per lei e che rapporto mantiene con il desiderio, non nel senso di ciò che possiede, ma di ciò che ancora la muove o la manca. È forse lì che il suo malessere prende origine e da lì che può cominciare a parlare di nuovo.
mi sembra che lei descriva una forma di svuotamento profondo, dove tutto ciò che dovrebbe rassicurare — stabilità, affetti, sicurezza economica — non produce più alcun effetto. È come se la vita fosse rimasta formalmente “a posto”, ma priva di un punto interno da cui sentirla propria.
Colpisce che parli di pianto improvviso e di sintomi corporei senza causa medica: spesso il corpo finisce per esprimere ciò che la coscienza non riesce più a dire, una sorta di protesta silenziosa contro una vita che scorre senza intensità.
Il punto di cui parla pare porlo davanti alla domanda su che cosa, oggi, non trova più un senso per lei e che rapporto mantiene con il desiderio, non nel senso di ciò che possiede, ma di ciò che ancora la muove o la manca. È forse lì che il suo malessere prende origine e da lì che può cominciare a parlare di nuovo.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso il suo dolore. Quanto riferisce ci dimostra un aspetto importante: quanto la sofferenza emotiva non possa essere spiegata solo dalle condizioni esterne. Di fronte ad una vita in cui tutto sembra "in ordine", vi possono convivere delle sofferenze. Quello che descrive – il sentirsi svuotato, il calo dell’umore soprattutto alla sera, il pianto improvviso, l’assenza di interessi e i sintomi fisici – merita attenzione e non va sminuito.
Il mio consiglio è quello di provare con un nuovo percorso di psicoterapia con un professionista che sappia accogliere la sua sofferenza e leggere i sintomi che porta.
Le auguro una buona fortuna,
Un caro saluto
Dott.ssa Greta Bosio
la ringrazio per aver condiviso il suo dolore. Quanto riferisce ci dimostra un aspetto importante: quanto la sofferenza emotiva non possa essere spiegata solo dalle condizioni esterne. Di fronte ad una vita in cui tutto sembra "in ordine", vi possono convivere delle sofferenze. Quello che descrive – il sentirsi svuotato, il calo dell’umore soprattutto alla sera, il pianto improvviso, l’assenza di interessi e i sintomi fisici – merita attenzione e non va sminuito.
Il mio consiglio è quello di provare con un nuovo percorso di psicoterapia con un professionista che sappia accogliere la sua sofferenza e leggere i sintomi che porta.
Le auguro una buona fortuna,
Un caro saluto
Dott.ssa Greta Bosio
Salve,
Sono spiacente per il disagio che descrive: provare tristezza, apatia e vuoto interiore anche quando “tutto sembra andare bene” potrebbe essere segno di un accumulo di irrisolti o di un periodo di forte stress emotivo.
Spesso la sofferenza psicologica può manifestarsi attraverso il corpo, come nel suo caso con sintomi psicosomatici o somatizzazioni.
Il fatto che abbia già cercato aiuto è un aspetto positivo però non sempre il primo percorso funziona ma con il professionista giusto e la giusta alleanza terapeutica è possibile ritrovare motivazione, energia e benessere emotivo.
Le consiglio di valutare un nuovo percorso psicoterapeutico .
Buone cose, dott.Marziani
Sono spiacente per il disagio che descrive: provare tristezza, apatia e vuoto interiore anche quando “tutto sembra andare bene” potrebbe essere segno di un accumulo di irrisolti o di un periodo di forte stress emotivo.
Spesso la sofferenza psicologica può manifestarsi attraverso il corpo, come nel suo caso con sintomi psicosomatici o somatizzazioni.
Il fatto che abbia già cercato aiuto è un aspetto positivo però non sempre il primo percorso funziona ma con il professionista giusto e la giusta alleanza terapeutica è possibile ritrovare motivazione, energia e benessere emotivo.
Le consiglio di valutare un nuovo percorso psicoterapeutico .
Buone cose, dott.Marziani
Buona sera,
il corpo possiede un linguaggio sottile ma potente, capace di esprimere ciò che la mente a volte non riesce a dire. Quando non emergono cause organiche evidenti, alcuni sintomi fisici — come eruzioni cutanee o tensioni muscolari — possono rappresentare la via attraverso cui il nostro mondo emotivo cerca di comunicare.
Una domanda utile da porsi potrebbe essere: quali emozioni si celano dietro la sensazione di avere “..il morale sempre a terra”?
Esplorare il proprio sentire non è sempre comodo, ma spesso è un passo necessario per comprendere se stessi e ritrovare equilibrio.
Con un augurio di consapevolezza e benessere.
il corpo possiede un linguaggio sottile ma potente, capace di esprimere ciò che la mente a volte non riesce a dire. Quando non emergono cause organiche evidenti, alcuni sintomi fisici — come eruzioni cutanee o tensioni muscolari — possono rappresentare la via attraverso cui il nostro mondo emotivo cerca di comunicare.
Una domanda utile da porsi potrebbe essere: quali emozioni si celano dietro la sensazione di avere “..il morale sempre a terra”?
Esplorare il proprio sentire non è sempre comodo, ma spesso è un passo necessario per comprendere se stessi e ritrovare equilibrio.
Con un augurio di consapevolezza e benessere.
Le eruzioni cutanee o i dolori vari di cui parla, possono essere verosimilmente delle somatizzazioni. Di cosa? Magari di emozioni represse, non riconosciute, non ascoltate. Avere tante "cose" nella vita non è sufficiente per sentirsi felici. Andrebbe fatto un lavoro terapeutico profondo per andare al nucleo del problema, toccare la vera sofferenza che sta dietro a questo stato d'animo e scoprire la sua vera personalità, proprobabilmente nascosta al mondo da sempre.
Salve, penso che lei abbia un abbassamento del tono dell'umore. Lei scrive che ha già fatto delle sedute di psicoterapia forse non era la terapia giusta per lei. Gli consiglio di trovare una psicoterapeuta che esegue una terapia EMDR. Tramite questa terapia potrebbe riuscire ad elaborare se in in passato abbia subito un trauma che non ricorda con questa terapia potrebbe scoprire cosa la fa stare così male, la saluto, dott. Eugenia Cardilli.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità la sua esperienza. Quello che descrive è un vissuto più comune di quanto sembri: a volte, anche quando nella vita “sembra andare tutto bene”, può mancare la sensazione di significato o di connessione con ciò che si ha, e questo genera tristezza e vuoto interiore. Le emozioni che riferisce, come il pianto improvviso o il sentirsi destabilizzato, non vanno interpretate come debolezza ma come segnali di un bisogno di ritrovare equilibrio e direzione.
Il fatto che abbia già cercato aiuto e continui a interrogarsi è una risorsa importante: significa che c’è ancora una parte di lei che desidera comprendere e stare meglio. In alcuni casi può essere utile un lavoro mirato, centrato non tanto sul passato ma su come rompere questo stato di blocco e riattivare energia e motivazione nel presente. Un percorso psicologico breve e focalizzato può aiutarla a farlo in tempi contenuti, definendo insieme obiettivi concreti e personalizzati.
Se sente il bisogno di affrontare questo momento e capire come ritrovare energia e chiarezza, mi contatti: potremo valutare insieme da dove iniziare.
Un caro saluto,
Melania Monaco
grazie per aver condiviso con tanta sincerità la sua esperienza. Quello che descrive è un vissuto più comune di quanto sembri: a volte, anche quando nella vita “sembra andare tutto bene”, può mancare la sensazione di significato o di connessione con ciò che si ha, e questo genera tristezza e vuoto interiore. Le emozioni che riferisce, come il pianto improvviso o il sentirsi destabilizzato, non vanno interpretate come debolezza ma come segnali di un bisogno di ritrovare equilibrio e direzione.
Il fatto che abbia già cercato aiuto e continui a interrogarsi è una risorsa importante: significa che c’è ancora una parte di lei che desidera comprendere e stare meglio. In alcuni casi può essere utile un lavoro mirato, centrato non tanto sul passato ma su come rompere questo stato di blocco e riattivare energia e motivazione nel presente. Un percorso psicologico breve e focalizzato può aiutarla a farlo in tempi contenuti, definendo insieme obiettivi concreti e personalizzati.
Se sente il bisogno di affrontare questo momento e capire come ritrovare energia e chiarezza, mi contatti: potremo valutare insieme da dove iniziare.
Un caro saluto,
Melania Monaco
Buongiorno, le parole che ha condiviso trasmettono un profondo senso di smarrimento e di fatica, ed è comprensibile che si senta così disorientato. Quando tutto dall’esterno sembra “a posto”, come un buon lavoro, una relazione stabile e una situazione economica serena, può diventare ancora più difficile accettare di non sentirsi bene dentro. Ci si trova a chiedersi come sia possibile provare tristezza o vuoto quando, in teoria, non manca nulla. E questo può generare anche un senso di colpa o di confusione, come se le proprie emozioni non fossero legittime. Il fatto che si accorga di non trarre piacere da nulla e che anche piccole situazioni, come l’arrivo della sera o un cambiamento di abitudini, la facciano stare male, suggerisce che sta vivendo un periodo in cui la mente fatica a trovare un punto di equilibrio e di significato. In momenti come questo, non è raro che il corpo partecipi al disagio, attraverso disturbi fisici o sintomi che non trovano spiegazioni mediche precise. È il modo in cui il nostro organismo segnala un sovraccarico emotivo che non riesce a essere espresso pienamente con le parole. A volte, ciò che pesa di più non è tanto la mancanza di interessi in sé, ma la sensazione di aver perso la connessione con ciò che un tempo faceva stare bene o dava energia. In queste situazioni, la mente tende a muoversi in cerchi, cercando una causa razionale o una soluzione immediata, ma questo spesso amplifica la sensazione di vuoto. Un approccio utile può essere provare a spostare l’attenzione dal tentativo di “ritrovare un piacere” al semplice permettersi di osservare ciò che accade, anche se non piacevole. Imparare a stare nel presente, un po’ alla volta, senza giudicare troppo le emozioni, permette di ridurre la pressione e di lasciare spazio a nuove sensazioni, anche piccole, che possono riaffiorare con il tempo. Può anche essere importante non considerare il percorso psicologico precedente come un fallimento, ma come un primo passo di esplorazione. Non sempre è immediato trovare un modo di lavorare che faccia davvero la differenza: a volte serve cambiare approccio, terapeuta o semplicemente il momento della propria vita in cui ci si trova. Ogni esperienza di ascolto, anche se non sembra risolutiva, lascia comunque qualcosa, e può essere la base su cui costruire un nuovo tentativo più mirato. Infine, può essere utile ricordarsi che non è necessario “avere un motivo” per sentirsi giù. Le emozioni non rispondono a un bilancio logico delle cose, ma nascono da bisogni più profondi, come quello di sentirsi vivi, autentici e connessi a sé stessi. Ritrovare questo contatto richiede tempo, pazienza e spesso la capacità di accettare la propria vulnerabilità come parte umana, non come un difetto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Da ciò che scrive, sembra stia attraversando un momento di profondo vuoto e perdita di senso, nonostante esternamente tutto sembri “a posto”. Si è mai chiesto che cosa, nella sua vita, sente davvero come suo — e cosa invece forse porta avanti solo per dovere o abitudine?
A volte il malessere emerge proprio quando sembra non mancare nulla. Potrebbe essere utile esplorare, in un nuovo percorso psicoterapeutico, il significato di questo senso di insoddisfazione e la funzione che hanno i sintomi fisici nel suo equilibrio emotivo.
Spero possa ritrovare presto un equilibrio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
A volte il malessere emerge proprio quando sembra non mancare nulla. Potrebbe essere utile esplorare, in un nuovo percorso psicoterapeutico, il significato di questo senso di insoddisfazione e la funzione che hanno i sintomi fisici nel suo equilibrio emotivo.
Spero possa ritrovare presto un equilibrio.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Buongiorno, sarebbe necessario un maggior approfondimento, ma da quello che descrive sembra che vi sia la percezione di una mancanza di vitalità e di senso. Questo genere di sintomatologia è ben trattata da un percorso psicoanalitico, in particolare quello junghiano che propongo, che si focalizza su ritrovare una connessione con il proprio sé autentico. La tristezza che emerge al calare della notte può essere associata a contenuti di cui non si ha consapevolezza che vengono messi da parte durante una vita adattata e funzionale, e quindi emergono quando le attività quotidiane si interrompono ed il sole cala. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista con orientamento psicoanalitico. Un caro saluto, dott.ssa Caterina Falessi
Caro utente, ciò che potrebbe davvero essere utile è affrontare un intero percorso psicologico con un professionista psicoterapeuta specializzato in disturbi dell'umore. Di tali professionisti è pieno, ma è importante trovare quello giusto per lei, con cui si senta a suo agio e con cui effettivamente riesca a lavorare in modo cooperativo: per fare questo potrebbe prendere diverse contatti e fare anche diversi primi colloqui per capire meglio quale stile di lavoro più si adatta a lei e quindi cosa possa essere meglio. Investa quindi quale settimana del suo tempo per questa ricerca cosicché possa davvero trovare una soluzione al suo problema. Una alternativa è anche quella di contattare uno psichiatra così da avere un iniziale aiuto farmacologico, che possa darle un po' di sollievo, e un indirizzamento da parte del professionista stesso.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Buongiorno,
dalle sue parole si percepisce una grande sofferenza, ma anche il bisogno sincero di capire cosa le stia accadendo. È qualcosa che può succedere quando, anche se all’esterno sembra andare tutto bene, dentro di noi qualcosa si spegne.
Questo tipo di disagio spesso non ha a che fare con ciò che manca nella vita pratica, ma con un senso più profondo di disconnessione da sé stessi, dai propri desideri, da ciò che dà senso alle giornate. Non è debolezza né mancanza di gratitudine, è un segnale che una parte di lei sta chiedendo attenzione e spazio per essere ascoltata.
Capisco la frustrazione per il fatto che le sedute fatte finora non abbiano portato beneficio, ma non significa che non possa esserci un percorso utile per lei. A volte serve trovare un professionista o un approccio diverso, qualcuno che la aiuti non solo a gestire i sintomi, ma a riscoprire ciò che può darle senso, emozione e direzione.
Nel frattempo, può essere utile concedersi il tempo di ascoltarsi senza forzarsi a “stare meglio” a tutti i costi, e cercare piccole esperienze che le restituiscano un minimo di presenza, anche solo nel corpo o nelle sensazioni quotidiane.
Un caro saluto
dalle sue parole si percepisce una grande sofferenza, ma anche il bisogno sincero di capire cosa le stia accadendo. È qualcosa che può succedere quando, anche se all’esterno sembra andare tutto bene, dentro di noi qualcosa si spegne.
Questo tipo di disagio spesso non ha a che fare con ciò che manca nella vita pratica, ma con un senso più profondo di disconnessione da sé stessi, dai propri desideri, da ciò che dà senso alle giornate. Non è debolezza né mancanza di gratitudine, è un segnale che una parte di lei sta chiedendo attenzione e spazio per essere ascoltata.
Capisco la frustrazione per il fatto che le sedute fatte finora non abbiano portato beneficio, ma non significa che non possa esserci un percorso utile per lei. A volte serve trovare un professionista o un approccio diverso, qualcuno che la aiuti non solo a gestire i sintomi, ma a riscoprire ciò che può darle senso, emozione e direzione.
Nel frattempo, può essere utile concedersi il tempo di ascoltarsi senza forzarsi a “stare meglio” a tutti i costi, e cercare piccole esperienze che le restituiscano un minimo di presenza, anche solo nel corpo o nelle sensazioni quotidiane.
Un caro saluto
Gentile utente credo che intraprendere un percorso di supporto psicologico possa essere importante per lei in modo da poter vedere meglio ciò che ha descritto.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Salve,
la mente e il corpo sono profondamente interconnessi: spesso, quando attraversiamo momenti di disagio o stress, è il corpo stesso a farsi portavoce di ciò che non riusciamo a riconoscere pienamente a livello consapevole.
A volte, anche in presenza di condizioni di vita “oggettivamente positive”, può emergere un senso di vuoto o di perdita di significato. Non sempre è mancanza di qualcosa all’esterno, ma può trattarsi del bisogno di riascoltare ciò che dentro di noi sta chiedendo attenzione.
Il fatto che lei abbia già cercato un aiuto psicologico è un segnale importante: forse potrebbe essere utile esplorare un approccio diverso o un terapeuta con un metodo più in sintonia con lei.
Prendersi cura del proprio mondo interno è un percorso: il punto di partenza è proprio riconoscere che qualcosa, dentro, chiede di essere compreso.
cordiali saluti
dr. M.T.M
la mente e il corpo sono profondamente interconnessi: spesso, quando attraversiamo momenti di disagio o stress, è il corpo stesso a farsi portavoce di ciò che non riusciamo a riconoscere pienamente a livello consapevole.
A volte, anche in presenza di condizioni di vita “oggettivamente positive”, può emergere un senso di vuoto o di perdita di significato. Non sempre è mancanza di qualcosa all’esterno, ma può trattarsi del bisogno di riascoltare ciò che dentro di noi sta chiedendo attenzione.
Il fatto che lei abbia già cercato un aiuto psicologico è un segnale importante: forse potrebbe essere utile esplorare un approccio diverso o un terapeuta con un metodo più in sintonia con lei.
Prendersi cura del proprio mondo interno è un percorso: il punto di partenza è proprio riconoscere che qualcosa, dentro, chiede di essere compreso.
cordiali saluti
dr. M.T.M
Salve,
da ciò che descrive emerge una sofferenza profonda e persistente, che non sembra legata alle condizioni esterne della sua vita — lavoro, relazioni o stabilità economica — ma a un senso di vuoto interiore e di perdita di significato. È importante riconoscere che questo tipo di vissuto non è raro, e non dipende da “quanto si ha” o “da come va la vita”, ma spesso da dinamiche più profonde legate al modo in cui ci si percepisce, al senso di sé e al contatto con le proprie emozioni.
Il fatto che lei abbia già intrapreso percorsi psicologici mostra una ricerca di comprensione e di cura che merita rispetto. Tuttavia, quando la sofferenza persiste, può essere utile esplorare un tipo di lavoro più approfondito e continuativo, che non si limiti al sintomo ma aiuti a dare un senso al proprio sentire e a riconnettersi con la parte più autentica di sé.
Le consiglio di valutare un percorso psicoterapeutico continuativo con un professionista di fiducia, con cui poter costruire una relazione stabile e sicura, base fondamentale per affrontare e comprendere la radice di questo malessere; è importante anche concedersi del tempo in relazione a sé stessi e al proprio percorso terapeutico. Un confronto medico può essere utile, per escludere eventuali componenti fisiche correlate al suo stato psico-emotivo.
Il suo messaggio è già un primo passo importante: significa che una parte di lei desidera stare meglio e sta cercando risposte. È da lì che può iniziare un cambiamento profondo.
Saluti,Dott.ssa Donatella Valsi
da ciò che descrive emerge una sofferenza profonda e persistente, che non sembra legata alle condizioni esterne della sua vita — lavoro, relazioni o stabilità economica — ma a un senso di vuoto interiore e di perdita di significato. È importante riconoscere che questo tipo di vissuto non è raro, e non dipende da “quanto si ha” o “da come va la vita”, ma spesso da dinamiche più profonde legate al modo in cui ci si percepisce, al senso di sé e al contatto con le proprie emozioni.
Il fatto che lei abbia già intrapreso percorsi psicologici mostra una ricerca di comprensione e di cura che merita rispetto. Tuttavia, quando la sofferenza persiste, può essere utile esplorare un tipo di lavoro più approfondito e continuativo, che non si limiti al sintomo ma aiuti a dare un senso al proprio sentire e a riconnettersi con la parte più autentica di sé.
Le consiglio di valutare un percorso psicoterapeutico continuativo con un professionista di fiducia, con cui poter costruire una relazione stabile e sicura, base fondamentale per affrontare e comprendere la radice di questo malessere; è importante anche concedersi del tempo in relazione a sé stessi e al proprio percorso terapeutico. Un confronto medico può essere utile, per escludere eventuali componenti fisiche correlate al suo stato psico-emotivo.
Il suo messaggio è già un primo passo importante: significa che una parte di lei desidera stare meglio e sta cercando risposte. È da lì che può iniziare un cambiamento profondo.
Saluti,Dott.ssa Donatella Valsi
Buongiorno,
è importante comprendere cosa si cela dietro quel "un niente" e comprendere la sua storia di vita per poter offrire una relazione di aiuto.
Un caro saluto
è importante comprendere cosa si cela dietro quel "un niente" e comprendere la sua storia di vita per poter offrire una relazione di aiuto.
Un caro saluto
Grazie per aver condiviso la Sua esperienza, dal racconto del Suo vissuto emerge un forte disagio emotivo che persiste nonostante la Sua vita lavorativa e familiare sia stabile e positiva. Lei descrive un umore depresso, perdita di interesse, crisi di pianto, sintomi somatici senza causa medica chiara soprattutto al calare del buio, questi sono segnali importanti che meritano ascolto attento e una valutazione approfondita. Può accadere che dopo diverse sedute di psicoterapia non si ottenga sollievo, questo non significa che non sia possibile trovare una propria stabilità emotiva , potrebbe essere utile magari rivedere il percorso terapeutico (tipo di terapia, frequenza, obiettivi condivisi) o considerare un altro tipo di valutazione medica. Spesso, dietro un malessere come quello che descrive, ci sono bisogni emotivi o aspetti della propria storia che non hanno ancora trovato spazio per essere esplorati o elaborati. Un lavoro terapeutico centrato su questo, basato su uno spazio dove si sente compreso e accolto, può aiutare a dare un senso a ciò che sta vivendo. Il fatto che lei cerchi “uno spunto” è già un segnale importante, significa che c’è una parte di lei che desidera capire, trovare risposte e stare meglio e questo rappresenta già un inizio. Saluti.
Buongiorno,
il suo malessere potrebbe esser trattato con l'aiuto della psicoterapia. Si affidi ad uno specialista e non interrompa il percorso, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa del suo malessere.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
il suo malessere potrebbe esser trattato con l'aiuto della psicoterapia. Si affidi ad uno specialista e non interrompa il percorso, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa del suo malessere.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buonasera. Innanzitutto la ringrazio per questa condivisione che ha richiesto sicuramente una certa dose di coraggio. Questo dimostra che lei è una persona che ha voglia di trovare una sua direzione che la porti a stare meglio. Purtroppo ciò che racconta può dire tutto e nulla, bisognerebbe indagare e snocciolare la questione più a fondo. So che può essere scoraggiante non trovare un professionista con cui entrare in contatto, ma non demordi. Non esiti a contattarmi
Buongiorno, poche sedute non sono sufficienti per comprendere ed affrontare ciò che le sta accadendo. Sicuramente nei primi incontri possiamo sentirci un po’ meglio per esserci affidati, avere una persona che ci ascolta e questo è già molto per sentire sollievo. Dopo inizia il lavoro più difficile su di noi e si impiega tempo a comprendere cosa ci disturba. Se ha fiducia nel suo terapeuta ne parli tranquillamente. Un caro saluto. Dott. Ssa Domigno
Buongiorno gentile Utente, dalle sue parole emerge una sofferenza profonda e silenziosa, che non trova giustificazione apparente nelle condizioni esterne della sua vita. Descrive una situazione di stabilità, di sicurezza economica e relazionale, ma allo stesso tempo un senso di vuoto e di mancanza di significato che la accompagna quotidianamente. È come se tutto ciò che dovrebbe farla stare bene non riuscisse più a generare emozione, e questo la porta a sentirsi smarrito, quasi estraneo a sé stesso.
Ciò che racconta è una condizione più comune di quanto si pensi, e spesso si manifesta come una forma di anestesia emotiva o depressione esistenziale. Quando tutto intorno a noi “funziona”, ma dentro non sentiamo più nulla, può nascere un profondo senso di colpa o di incomprensione verso sé stessi: “Perché mi sento così, se non mi manca nulla?”. In realtà, non si tratta di ingratitudine o fragilità, ma del segnale che alcuni bisogni emotivi più profondi (come il senso di scopo, di connessione autentica o di vitalità) sono rimasti inascoltati per troppo tempo.
Le sue difficoltà nel provare piacere, unite alle crisi di pianto, alla stanchezza e ai disturbi fisici senza causa medica chiara, fanno pensare a una condizione che meriterebbe un approfondimento clinico accurato. Non per “etichettare” il problema, ma per capire insieme a un professionista (possibilmente con formazione psicoterapeutica integrata e supporto psichiatrico, se necessario) quale sia la radice di questo malessere. A volte, la sola psicoterapia “di parola” può non bastare se non si interviene anche sul piano biologico o comportamentale.
Mi ha colpito molto ciò che dice del buio e della difficoltà a uscire: sono momenti della giornata in cui la mente tende a confrontarsi con il senso di solitudine o di mancanza di direzione. Forse potrebbe essere utile cercare piccole esperienze quotidiane che non abbiano l’obiettivo di “piacerle” subito, ma solo di riattivare il contatto con la realtà e con il corpo: camminare, cucinare, ascoltare musica, disegnare, scrivere ciò che sente senza giudicarsi. Sono gesti semplici, ma possono essere un primo passo per ritrovare un filo di connessione con sé.
Infine, non sottovaluti la dimensione fisica del suo malessere: il corpo parla quando le emozioni non trovano spazio. Le eruzioni cutanee o i dolori possono essere espressioni somatiche di un sistema sotto tensione costante. Dare voce a ciò che il corpo segnala (invece di cercare solo di “curarlo”) può aiutarla a comprendere meglio cosa sta cercando di comunicarle.
Quello che sta vivendo non è una condanna, ma una richiesta interiore di rinnovamento. Forse non ha bisogno di “trovare interessi”, ma di ritrovare senso, e questo può accadere solo con un percorso che tenga insieme la mente, il corpo e la storia personale.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Ciò che racconta è una condizione più comune di quanto si pensi, e spesso si manifesta come una forma di anestesia emotiva o depressione esistenziale. Quando tutto intorno a noi “funziona”, ma dentro non sentiamo più nulla, può nascere un profondo senso di colpa o di incomprensione verso sé stessi: “Perché mi sento così, se non mi manca nulla?”. In realtà, non si tratta di ingratitudine o fragilità, ma del segnale che alcuni bisogni emotivi più profondi (come il senso di scopo, di connessione autentica o di vitalità) sono rimasti inascoltati per troppo tempo.
Le sue difficoltà nel provare piacere, unite alle crisi di pianto, alla stanchezza e ai disturbi fisici senza causa medica chiara, fanno pensare a una condizione che meriterebbe un approfondimento clinico accurato. Non per “etichettare” il problema, ma per capire insieme a un professionista (possibilmente con formazione psicoterapeutica integrata e supporto psichiatrico, se necessario) quale sia la radice di questo malessere. A volte, la sola psicoterapia “di parola” può non bastare se non si interviene anche sul piano biologico o comportamentale.
Mi ha colpito molto ciò che dice del buio e della difficoltà a uscire: sono momenti della giornata in cui la mente tende a confrontarsi con il senso di solitudine o di mancanza di direzione. Forse potrebbe essere utile cercare piccole esperienze quotidiane che non abbiano l’obiettivo di “piacerle” subito, ma solo di riattivare il contatto con la realtà e con il corpo: camminare, cucinare, ascoltare musica, disegnare, scrivere ciò che sente senza giudicarsi. Sono gesti semplici, ma possono essere un primo passo per ritrovare un filo di connessione con sé.
Infine, non sottovaluti la dimensione fisica del suo malessere: il corpo parla quando le emozioni non trovano spazio. Le eruzioni cutanee o i dolori possono essere espressioni somatiche di un sistema sotto tensione costante. Dare voce a ciò che il corpo segnala (invece di cercare solo di “curarlo”) può aiutarla a comprendere meglio cosa sta cercando di comunicarle.
Quello che sta vivendo non è una condanna, ma una richiesta interiore di rinnovamento. Forse non ha bisogno di “trovare interessi”, ma di ritrovare senso, e questo può accadere solo con un percorso che tenga insieme la mente, il corpo e la storia personale.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Buonasera, è importante che si risalga all'origine emotiva di tutti i sintomi che riporta. Può trattarsi di esperienze, vissuti che non sono coscienti e pertanto operano in modo subdolo. Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
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