Buongiorno, premetto che di mia spontanea volontà sono in terapia da una psicologa per cercare di an

24 risposte
Buongiorno, premetto che di mia spontanea volontà sono in terapia da una psicologa per cercare di analizzare bene le mie problematiche e poter fare scelte più consone nel tempo.
La mia domanda è questa: sono stata con un ragazzo due anni nel cui rapporto ero sempre infelice, mai una carezza, mai un bacio, mai niente di spontaneo, quando chiedevo di comunicare mi veniva risposto “ora non ho voglia di parlare”, sempre insicurezza, mi sarebbe piaciuto convivere, ma assolutamente no, ho 28 anni e pensavo di costudiremo un futuro insieme, invece è stato spezzato da lui che mi ha lasciato dicendomi che ero tutto ciò che poteva tagliare dalla sua vita perché non aveva tempo per me..insomma so e riconosco razionalmente aspetti negativi. Chiaramente avrò avuto i miei difetti, ma credendo nel mio sentimento ho fatto sempre il mio pezzo è cercato di capire cosa mi spingesse a restare. Allora mi chiedo, perché invece di sentirmi liberata da questo mi sento peggio? Mi sento di credere ancora in qualcosa che non c’è? Non capisco cosa mi porti a voler amare una persona che non mi ha mai amato.. ci sto lavorando, ma sentire un parere diverso potrebbe aiutarmi a comprendere ancora meglio quali possano essere le possibili ragione che la mia mente attua per voler una persona simile.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, le consiglio rivolgere in maniera esplicita questa domanda alla collega che la ha in cura, sia per rispetto del vostro lavoro sia perché conosce sicuramente meglio di noi la situazione con ulteriori dettagli.
'cordialmente, dott FDL

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Dr. Stefano Joe Cattan
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Seravezza
Gentile utente,

Le domande che lei si pone sono comprensibili, ma per darle un parere diverso da quello che magari ha già ricevuto, sarebbero necessarie ulteriori informazioni. Quello che mi sento di dirle è che la sua persistenza emotiva nei confronti di una relazione "a senso unico" può essere frutto di modalità relazionali che lei ha sviluppato nel corso della sua vita e delle sue esperienze interpersonali. A volte ricerchiamo relazioni e situazioni che abbiamo già vissuto, anche se queste ci fanno star male, semplicemente perché riconosciamo noi stessi solo in quelle circostanze.
Il percorso terapeutico è l strada migliore per comprendere queste dinamiche.
Cordiali saluti
SJC
Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, grazie per la sua condivisione. Mi fa piacere leggere che ha intrapreso un percorso psicoterapeutico, "di sua spontanea volontà". Le ragioni possono essere innumerevoli. (Meglio un legame a senso unico che sentirsi soli, non penso di meritare di meglio, situazioni già vissute etc etc) Probabilmente le risorse che ha già attuato, come il coraggio, nel chiedere aiuto, saranno proprio le risorse che le consentiranno di raggiungere i suoi obiettivi. Ne parli con la/il collega. un caro saluto.
Dr. Michele Arnaboldi
Psicologo, Psicologo clinico
Bovisio Masciago
Buon pomeriggio,
credo che il problema sia che tu sei ancora legata emotivamente a questa persona quindi anche se sai benissimo che non ti dà quello che vuoi razionalmente non ti sei ancora staccata definitivamente da lui.
I sentimenti non svaniscono subito e non sempre ci fanno fare scelte in maniera totalmente lucida.
Parlane con la tua psicologa.
Cordialmente
Dott. Michele Arnaboldi.
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera Gentile Utente, comprendo la sua voglia di capire e avere delle risposte, ma la mia risulterebbe essere solamente una risposta superficiale e potenzialmente presuntuosa. Come ha già detto lei "ci sta lavorando", proprio perché svelare dinamiche affettive richiede tempo, lavoro e fiducia nella terapia. Da questo suo post diventa impossibile per ogni professionista trarre delle conclusioni attendibili. Abbia fiducia nel lavoro che sta facendo, si dia del tempo ed esprima tutti i dubbi che ha alla sua psicologa, che sono sicuro saprà aiutarla in merito. Cordialmente, dott. Simeoni
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Ne parli con chi la segue e che la conosce bene. Io più che esprimere un parere, posso farle una domanda in generale: è presente in lei il bisogno di sentirsi speciale e la vocazione a salvare e a rendere migliori le situazioni impossibili? Distinti saluti
Dott.ssa Carlotta Volpi
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Modena
Buongiorno, innanzitutto le suggerisco di parlarne con il collega che la sta seguendo in questo momento. Credo che in questi casi sia importante dedicare una particolare attenzione nel percorso di terapia, alla storia dei suoi legami affettivi e familiari, come li ha vissuti e cosa le hanno lasciato. Generalmente, le problematiche relazionali sono fortemente legate alla qualità e alle modalità relazionali di cui si ha avuto esperienza, a partire dall'infanzia. In bocca al lupo per il suo percorso.
Saluti,
Dott.ssa Carlotta Volpi
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve le questioni di cui parla ovvero le relazioni sono un tema molto importante. La sua terapeuta è una relazione molto importante e se lei ha bisogno di ulteriori pareri su un tema che sta già trattando con la sua terapeuta sicuramente c'è un valido motivo che lei ha ben presente e di cui parla nella sua nota e molto probabilmente che qualche altro elemento. Pertanto riporti questo tema nel suo lavoro ovvero parli con chi sta lavorando con lei di questi temi e anche del fatto che ha sentito il bisogno di chiedere ulteriori pareri. Sicuramente questo sarà un tema utile per il suo lavoro. Un cordiale saluto
Dott.ssa Patrizia Chiaruttini
Psicologo, Psicoterapeuta
Concesio
Buongiorno, grazie per la condivisione. La sua voglia di capire è comprensibile, tuttavia, mancano elementi fondamentali della sua storia e delle sue relazioni per poterle dare ciò che chiede. Generalmente le difficoltà a livello relazionale risentono di modalità e schemi che si sono andati costruendo a partire dall’infanzia fino ad oggi.
Il consiglio che le posso dare, però, è di rivolgere alla sua terapeuta queste importanti domande e di riportare questo suo bisogno di chiedere altri pareri; potrà trovare le risposte all’interno del percorso intrapreso con la collega.
Saluti
Dott.ssa Costanza Zanini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve gentile utente, grazie per aver condiviso il suo disagio. La invito a continuare a dare voce al suo vissuto nel suo spazio di terapia e di confrontarsi con la collega, poichè la necessità di ricercare ulteriori confronti, può essere una informazione molto utile al processo e alla relazione terapeutica. Un saluto, dott.ssa Costanza Zanini.
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Buongiorno,
penso sarebbe utile rivolgere queste domande importanti alla psicologa che la segue.
Potrà certamente aiutarla.
Cordialmente, EP
Dott. Luca Gasparetti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Corte Franca
Buongiorno, credo, come già detto da altri colleghi, che la priorità sia il parlarne con il terapeuta che la segue e non avere fretta di trovare una risposta che certamente troverà lavorando su se stessa e sul suo modo di vivere e costruire relazioni affettive. A quesiti così complessi non ci possono essere risposte immediate. Buona fortuna.
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, accade in modo assolutamente frequente ciò che capita a lei nelle relazioni. In via del tutto generale non conoscendo le dinamiche certe della sua relazione, è sempre un male affidare la propria felicità ad altri soprattutto se la persona a cui rivolgiamo le nostre attenzioni e aspettative non è attrezzata per soddisfarci. Continui il percorso psicologico iniziato e col tempo troverà la forza e gli strumenti per tornare a essere serena. Cordiali saluti. Studio Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Federica Di Censi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,

comprendo quanto possa essere difficile il momento che sta vivendo e soprattutto pieno di dubbi.
Il fatto che si stia prendendo cura di sè attraverso un percorso di psicoterapia mi sembra già un ottimo inizio per riportare alla sua terapeuta tutte le sue perplessità, analizzerei meglio insieme alla sua terapeuta come la fa stare il senso di solitudine, come lo ha gestito in altre occasioni e contesti di vita e mi focalizzerei sull'esplorare meglio i timori legati al periodo di vuoto e solitudine.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Erica Farolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno, si sente bene la pesantezza della situazione che sta riportando. Per quanto mi piacerebbe risponderle non c'è una risposta univoca che possa spiegarle il perchè si sente ancora legata a questo ragazzo. Tuttavia la sua passata relazione ha avuto gli aspetti negativi da lei elencati, ma sicuramente anche quello positivi, i quali l'hanno fatta intraprendere la relazione. Solitamente si inizia un rapporto pieni di speranza, fino a che non si comprende che il rapporto non è adeguato a noi, per quanto difficile è uscirne, ritengo che prenderne atto e provarci è un gran passo. Ma ovviamente anche se razionalmente si pensa che sia la scelta migliore l'uscire da un rapporto unilaterale i sentimenti permangono. Sicuramente questa persona è stata importante nella sua vita, e non può cancellarla come rimarrà una persona importante a suo modo, anche se solo nei ricordi. Quando investiamo tanto tempo ed energia in un rapporto, o in un attività che ci riguarda, ammettere che avremmo dovuto investirne meno per il nostro benessere psicologico, è sempre ardua. A posteriori, lei avrebbe perseverato questa relazione ancora? A livello razionale? Ed emotivo? A parer mio le risposte a queste domande possono esserle utili, in associazione al supporto psicologico che già sta svolgendo, e al tenere sempre in mente che i sentimenti non sono intensi e rapidi, ma più stabili nel tempo. Spero di esserle stata utile, per ogni esigenza mi può contattare e vedrà che con l'impegno che ci sta mettendo supererà questo momento e dubbio.
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Dott.ssa Angela Giangreco
Psicologo
Agrigento
Salve prima di tutto iniziamo a dare un nome corretto alle cose... Lei parla d amore l amore e un sentimento che nasce quando due persone provano lo stesso sentimento l uno per l altra.
Quando il sentimento è a senso unico e si sceglie di stare in una storia che fa stare mele allora bisogna indagare quale suoi bisogni andava a soddisfare questa storia. Quindi fa bene ad indagare con un professionista il suo vissuto per capire come fai ancora rimane attaccata ad una idea di storia che di sano aveva ben poco.
Le auguro il meglio
Dott.ssa Cristina Mitola
Psicologo, Psicologo clinico
Bari
Buon pomeriggio, io credo che il percorso terapeutico che dovrebbe intraprendere la tua psicologa sia strettamente legato alla tua autostima ed ai rapporti familiari che te l ' hanno forgiata negli anni.
Disponibile anche online
Dr.ssa Cristina Mitola
Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, premesso che sarebbe utile riparlarne con la sua terapeuta, e che la situazione andrebbe approfondita, mi viene da domandarle se le separazioni sono, in generale per lei, difficili da affrontare. Ci sono eventi passati nella sua vita che le hanno fatto sperimentare separazioni dolorose? Come si sente quando qualcuno non corrisponde il suo interesse e/o le sue attenzioni?
Nelle relazioni di coppia (e non solo) portiamo i nostri “modelli operativi interni”, ovvero replichiamo le relazioni primarie (solitamente quelle sperimentate con i nostri genitori o con persone significative della nostra infanzia).
Spero di esserle stata utile, sono a disposizione anche per un consulto online qualora volesse approfondire.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Raco
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, la scelta di lasciarsi è stata compiuta dal suo ex compagno, non da lei. Sembrerebbe che lei si sia dovuta adeguare ad una scelta che non è dipesa dalla sua volontà. Se ancora da parte sua c'era del sentimento, risulta comprensibile la sua sofferenza. Ora lei chiede perché nonostante il suo ex non mostrasse amore nei suoi confronti lei avesse (o ha) ancora un sentimento. Questo può derivare da diversi fattori: c'è sempre una storia dietro alle modalità con cui concepiamo e mettiamo in atto le nostre relazioni: utilizziamo dei modelli che iniziano a strutturarsi molto precocemente. Non ho sufficienti informazioni per poter esprimermi ulteriormente ma le assicuro che la terapia è un'ottimo modo per conoscersi e prendersi cura di sé. Dr.ssa Laura Raco
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Grazie per aver condiviso la tua storia, che riflette una situazione molto complessa e dolorosa. È naturale provare emozioni contrastanti in seguito a una relazione come quella che descrivi. Anche se razionalmente riconoscibili gli aspetti negativi del rapporto, le emozioni spesso seguono un percorso diverso. Ci sono diverse ragioni che potrebbero spiegare il tuo stato d'animo attuale:
Attaccamento emotivo : Anche quando una relazione è insoddisfacente, si crea un legame emotivo. Lasciare andare quel legame può essere difficile, soprattutto se hai investito molto a livello affettivo e sperato in un futuro insieme.
Dissonanza cognitiva : potrebbe provare una sorta di conflitto interno tra ciò che razionalmente sai essere giusto ei sentimenti di perdita e vuoto che questa separazione
ha lasciato.
Bisogno di comprensione : La mancanza di spiegazioni o di una chiusura emotiva chiara può lasciare spazio a domande e rimpianti, alimentando la sensazione di “attaccamento” alla persona, anche se non ti ha dato ciò che meritavi.
Autosvalutazione : A volte, il sentirsi non valorizzati in una relazione può riflettersi sul proprio valore personale, portando a desiderare inconsciamente di “riconquistare” l'amore che è mancato, come forma di riscatto.
Questi processi sono profondamente umani e richiedono tempo per essere elaborati. È positivo che tu stia già lavorando su questi aspetti con la tua psicologa. Approfondire questi vissuti con uno specialista può aiutarti a comprendere meglio le dinamiche emotive e cognitive che ti portano a questi pensieri, ea costruire nuove modalità per prenderti cura di te stessa e delle tue relazioni future.

Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, quello che sta vivendo è una reazione comprensibile e carica di emozioni profonde. Razionalmente, ha già individuato gli aspetti negativi della relazione e riconosce di aver investito molto in un rapporto che non l’ha fatta sentire amata e valorizzata. Eppure, nonostante questa consapevolezza, il dolore della separazione persiste, così come il desiderio di restare legata a questa persona. Questo apparente paradosso ha delle spiegazioni che possiamo esplorare insieme. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, una possibile chiave di lettura è che la sua mente sta cercando di adattarsi alla perdita, e lo fa attraverso processi cognitivi che a volte possono risultare distorti o dolorosi. Uno di questi è il cosiddetto "rinforzo intermittente": quando in una relazione si ricevono attenzioni e affetto in modo sporadico e imprevedibile, il nostro cervello tende a dare più valore a quei rari momenti positivi, anche se nel complesso la relazione è stata frustrante e insoddisfacente. È un po’ come giocare a una slot machine: se si vince anche solo una volta ogni tanto, si continua a giocare con la speranza di vincere di nuovo, anche se la maggior parte delle volte si perde. Questo può spiegare perché una parte di lei continua a credere in qualcosa che, nei fatti, non è mai stato davvero appagante. Un altro aspetto da considerare è l’investimento emotivo. Quando dedichiamo tempo, energia e sentimenti a una persona, lasciarla andare significa anche accettare che tutto quello che abbiamo dato non ha portato ai risultati sperati. Questo può generare un senso di perdita non solo della relazione, ma anche di una parte di sé che ha lottato per far funzionare le cose. Spesso, la nostra mente fatica ad accettare questa realtà e cerca di dare ancora valore a quel legame, per non sentire di aver “perso” qualcosa di significativo. Poi c’è la questione dell’autostima. Uscire da una relazione in cui non ci si è sentiti amati può lasciare una ferita profonda: ci si può chiedere perché l’altra persona non abbia voluto investire su di noi, se avremmo potuto fare qualcosa di diverso, se siamo stati abbastanza. Anche se razionalmente sa di aver fatto il possibile, emotivamente potrebbe esserci ancora una parte di lei che cerca una conferma, che spera in un riconoscimento che purtroppo non è mai arrivato. Infine, potrebbe esserci un tema legato alle sue aspettative e al futuro che immaginava. A 28 anni aveva costruito un’idea di progetto di vita con questa persona, e la rottura non ha tolto solo lui, ma anche quel futuro immaginato. Ora si trova a dover ridefinire i suoi obiettivi, le sue priorità, e questo può far sentire persi e vulnerabili. Dal punto di vista pratico, potrebbe essere utile osservare i pensieri che emergono quando sente il bisogno di restare legata a questa persona e chiedersi: “Questi pensieri mi aiutano a stare meglio? Mi stanno avvicinando alla vita che voglio costruire per me stessa?”. Ogni volta che la mente la porta a idealizzare questa relazione, provi a ricordarsi chi era lei in quel rapporto: si sentiva valorizzata? Si sentiva sicura? Si sentiva amata? Se la risposta è no, allora ciò che sta provando ora non è amore, ma la difficoltà naturale di lasciar andare qualcosa che ha rappresentato un pezzo importante della sua vita. Il dolore che sta vivendo non significa che la relazione fosse giusta per lei, ma che il distacco richiede un processo di elaborazione, esattamente come accade per qualsiasi perdita significativa. Si conceda il tempo di sentire queste emozioni senza giudicarle, e continui il percorso di esplorazione con la sua psicologa: è già sulla strada giusta per comprendersi meglio e per costruire un futuro in cui si sentirà finalmente amata nel modo che merita. Cari saluti. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
salve, se si fida del suo psicologo è meglio che ne parli con lui poichè la conosce meglio grazie
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,

da quanto racconta, ciò che sta vivendo è molto comune dopo relazioni in cui l’affetto non è stato corrisposto o è stato insufficiente. Anche se razionalmente riconosce gli aspetti negativi, emotivamente il legame creato può continuare a esercitare una forte influenza. Il fatto di continuare a provare sentimenti per qualcuno che non l’ha amata non significa che ci sia qualcosa di “sbagliato” in lei, ma riflette alcuni meccanismi psicologici:

l’attaccamento emotivo: quando investiamo molto in una relazione, il cervello sviluppa un legame che può persistere anche quando razionalmente sappiamo che non è salutare

la speranza e l’illusione del cambiamento: spesso ci aggrappiamo alla possibilità che la persona possa cambiare o che il futuro insieme possa realizzarsi

la ricerca di conferma del proprio valore: stare con qualcuno che non ricambia pienamente l’affetto può paradossalmente rinforzare la necessità di sentirsi amati, anche se la relazione non lo permette

la nostalgia dei momenti positivi o delle aspettative: ricordare i piccoli aspetti positivi o ciò che si sarebbe voluto può far rivivere emozioni forti, mantenendo il legame emotivo

Questi meccanismi non sono colpa sua e non indicano incapacità di amare in modo sano, ma semplicemente la complessità delle dinamiche affettive e dell’attaccamento. Continuare a lavorarci in terapia è fondamentale: con il tempo e strategie mirate, si può progressivamente ridurre l’ansia e il desiderio di una relazione che non la nutre emotivamente, permettendole di aprirsi a connessioni più autentiche e soddisfacenti.

Resto a disposizione per offrirle strumenti concreti per comprendere meglio questi processi e rafforzare la sua autonomia emotiva.
Saluti
Dott. Niccolò Orsi Bandini
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile utente, grazie della condivisione.
Anche volendo non potrei darle un parere diverso, per il semplice fatto che non ha espresso nè il parere della sua terapeuta, nè tantomeno il suo, a parte accennare che vorrebbe capire meglio e a qualche suo aspetto negativo.
Ma al di fuori di questo, se sta già seguendo un percorso terapeutico le consiglio di continuare e darsi del tempo. Quindi, se proprio dovessi darle una risposta, lo farei ponendole una nuova domanda, ovvero: come mai, nonostante stia già cercando risposte con la sua terapeuta sente di dover continuare a cercare ulteriormente online, chiedendo pareri a persone che non ha mai incontrato e non sanno nulla della sua storia? Cosa pensa di ricavarne?
Ovvero, forse ancora più che un parere diverso, che arrivando da sconosciuti non potrebbe che essere approssimativo e superficiale, la vera questione da analizzare è il bisogno stesso di risposte.
Le auguro un buon proseguimento, spero che prenda la mia risposta come invito e/o spunto ad una maggiore riflessione, cordiali saluti, dott. Niccolò Orsi Bandini.

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