Buongiorno, ho avuto vertigini, nausea e sensazioni di ovattamento. Sono andata dal medico e otorino

Buongiorno, ho avuto vertigini, nausea e sensazioni di ovattamento. Sono andata dal medico e otorino, mi ha fatto fare una lastra dove è uscito che ho una rettilineizzazione della cervicale. Il dottore mi ha dato una cura che mi ha rimbambito, ora che sono uscita dalla fase acuta, ho fatto la prima seduta dal massoterapista ieri. Oggi mi sento devasta, peggio degli altri giorni, sia fisicamente che a livello di testa pesante e sensazione di braccia e gambe molli. Devo dire che questa cosa è andata un po ad attaccare la mia ansia e io che non sono una persona ansiosa, sto affrontando questo per la prima volta. È normale dopo questo mese dove ho avuto vertigini?

25 risposte


Buongiorno, comprendo quanto possa essere destabilizzante vivere per settimane sintomi come vertigini, nausea e sensazioni corporee nuove, soprattutto quando non si è abituati a sentirsi così. Dopo un periodo prolungato di malessere fisico è frequente che anche il livello di allerta aumenti: il corpo e la mente possono rimanere in uno stato di maggiore attenzione verso le sensazioni, generando preoccupazione e affaticamento. Questo non significa che i sintomi siano "solo ansia", ma che l'esperienza fisica e quella emotiva possono influenzarsi reciprocamente. È importante continuare a seguire il percorso indicato dai professionisti che la stanno accompagnando e confrontarsi con loro se i sintomi dovessero persistere, modificarsi o preoccuparla. Nel frattempo può essere utile anche prendersi cura della componente emotiva, imparando a ridurre il circolo di paura e attenzione continua ai sintomi, che spesso aumenta la percezione del disagio. Le auguro una buona ripresa. Dott.ssa Cinzia Pirrotta

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


si l'ansia fa venire le vertigini


Buongiorno, capisco quanto questa situazione possa essere destabilizzante: quando compaiono sintomi fisici nuovi e persistenti è normale sentirsi preoccupati e mettere in discussione il proprio equilibrio. Dopo un periodo di vertigini e malessere è possibile sentirsi molto affaticati, ma visto che riferisce un peggioramento dopo la seduta e nuove sensazioni come testa pesante e braccia/gambe molli, le consiglierei di ricontattare il medico che la sta seguendo per un confronto e per valutare questi sintomi. Per quanto riguarda l’ansia, è frequente che un’esperienza fisica così intensa attivi paura e allerta: questo non significa che i sintomi siano “solo ansia”, ma che corpo e mente si influenzano reciprocamente. Si prenda cura di sé e, se i sintomi dovessero essere importanti o diversi dal solito, non aspetti a chiedere un parere medico.


Gent.ma, dopo un mese caratterizzato da vertigini, nausea e una serie di accertamenti medici, il suo organismo sembra sia ancora affaticato e il sistema nervoso rimanga in uno stato di "allerta", influenzando il benessere psicologico. Nel suo caso, è positivo che abbia già effettuato le visite mediche e che siano stati esclusi problemi più gravi. La rettilineizzazione della cervicale può essere associata a tensioni muscolari e dolore, ma i sintomi che descrive meritano sempre di essere monitorati dal medico che la segue, soprattutto se dovessero peggiorare o modificarsi nel tempo. Per quanto riguarda la sensazione di testa pesante, debolezza alle braccia e alle gambe e maggiore vulnerabilità emotiva, molte persone sperimentano un aumento dell'ansia dopo un episodio di vertigini, per una risposta naturale del cervello quando viene meno la sensazione di stabilità e sicurezza. Dopo aver vissuto sintomi che compromettono l'equilibrio, è frequente diventare più attenti ai segnali del proprio corpo, interpretarli con preoccupazione e sviluppare il timore che possano ripresentarsi. Anche dopo un trattamento di massoterapia, alcune persone riferiscono un temporaneo aumento della sensazione di indolenzimento o affaticamento. Se però il malessere dovesse essere intenso o persistente, è opportuno confrontarsi sia con il massoterapista sia con il medico, così da valutare insieme l'evoluzione dei sintomi. Dal punto di vista psicologico, è importante evitare di entrare in un circolo vizioso in cui ogni sensazione fisica viene vissuta come un possibile segnale di pericolo. Ansia e sintomi fisici si influenzano reciprocamente, per cui più il corpo viene monitorato con preoccupazione, più il sistema nervoso può mantenersi in uno stato di iperattivazione, amplificando stanchezza, tensione muscolare, senso di instabilità e difficoltà di concentrazione. Un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere molto utile in queste situazioni, perché insegna a gestire l'ansia secondaria ai sintomi fisici, a ridurre la paura delle ricadute e a recuperare gradualmente la fiducia nel proprio corpo. L'obiettivo è interrompere il circolo tra sintomi fisici, preoccupazione e ulteriore attivazione del sistema nervoso, favorendo un ritorno alla quotidianità con maggiore serenità. Se i sintomi medici sono già in carico agli specialisti, prendersi cura anche dell'aspetto emotivo rappresenta un passo importante. Un caro saluto, AM


Buon pomeriggio, se riscontra che l'ansia che prova contamina molto il suo quotidiano al punto da compromettere la sua serenità e il suo benessere, l'ideale sarebbe rivolgersi ad un/una collega per un percorso di supporto psicologico in questa fase. Un caro saluto, Dottssa LM


Buongiorno, a volte può capitare che alcuni eventi vadano ad alterare l'equilibrio che il suo sistema ha. Sarebbe interessante sapere quale impatto hanno avuto su di lei queste vertigini, nausee e sensazioni di ovattamento e come ha sentito a livello psicologico le cure fatte. L'ansia di per sè indica una paura anticipatoria e la sua comparsa ha un significato che sarebbe interessante esplorare.


Gentile utente, per la parte medica le consiglio di chiedere ai medici che la seguono; le consiglio inoltre di intraprendere un percorso di supporto psicologico sia per capire se possono esserci cause psichiche che per avere un sostegno durante questo momento. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione. Da quello che descrive, ha dovuto affrontare un periodo davvero complesso in cui si è trovata a gestire difficoltà di natura fisica che non aveva immaginato. Per quanto il medico le abbia subito trovato la causa di queste sensazioni corporee, è normale aver provato anche un'ansia correlata a quanto accaduto. Fra visite, farmaci e spossatezza a livello fisico, ha davvero dovuto affrontare una serie di situazioni molto spiacevoli che possono assolutamente influenzare anche lo stato dell'umore. Nel caso in cui l'ansia dovesse perdurare, però, valuti la possibilità di parlarne con uno psicologo in modo che la possa accogliere, ascoltare ed eventualmente indirizzare verso il percorso migliore per lei. Le auguro il meglio, Dott. Alessandro Rigutti


Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quello che racconta, è comprensibile che questo periodo le abbia provocato molta preoccupazione. Le vertigini, la nausea, la sensazione di ovattamento e il malessere generale sono sintomi che possono essere molto destabilizzanti, soprattutto quando compaiono all'improvviso e si protraggono nel tempo. È normale che un'esperienza di questo tipo possa mettere alla prova anche una persona che, come lei scrive, non si è mai considerata ansiosa. Per quanto riguarda i sintomi fisici che riferisce oggi, come la sensazione di testa pesante, la stanchezza e la debolezza agli arti dopo la seduta dal massoterapista, non è possibile stabilire attraverso un messaggio se siano una conseguenza del trattamento, dell'episodio che ha vissuto o di altri fattori. Se il malessere dovesse persistere, peggiorare o comparissero sintomi nuovi, è importante confrontarsi nuovamente con il medico che la sta seguendo, così da ricevere una valutazione adeguata. Dal punto di vista psicologico, però, vorrei soffermarmi su un aspetto che emerge chiaramente dalle sue parole. Lei racconta che tutta questa esperienza "ha attaccato la sua ansia". È una reazione molto frequente. Quando il nostro equilibrio fisico viene improvvisamente alterato da sintomi intensi e insoliti, il cervello entra naturalmente in uno stato di maggiore allerta. Si comincia a monitorare il proprio corpo con molta più attenzione, ogni nuova sensazione viene osservata e interpretata con preoccupazione e questo può aumentare ulteriormente la tensione emotiva. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, spesso si crea un circolo in cui il sintomo fisico genera preoccupazione, la preoccupazione aumenta lo stato di allerta e questo porta a percepire ancora di più le sensazioni corporee. Non significa che i sintomi siano "solo ansia". Al contrario, significa che un problema fisico reale può essere accompagnato da una risposta ansiosa del tutto comprensibile, che finisce però per amplificare la percezione del disagio. Mi sembra importante anche il fatto che lei dica di non essere mai stata una persona ansiosa. Questo può rendere l'esperienza ancora più spiazzante, perché si trova ad affrontare emozioni e sensazioni nuove, che possono dare l'impressione di aver perso il controllo. In realtà, dopo un episodio fisico che limita l'equilibrio e la sensazione di stabilità, non è raro che la mente diventi più prudente e vigile per un certo periodo. In questo momento potrebbe esserle utile cercare di distinguere ciò che le viene comunicato dai professionisti che la stanno seguendo da ciò che invece le suggerisce la paura. Quando il corpo attraversa una fase di recupero, è normale che ci possano essere giornate migliori e altre più difficili, e questo andamento altalenante può essere vissuto con molta apprensione. Avere un confronto regolare con il medico può aiutarla a orientarsi, evitando che ogni variazione venga interpretata come il segnale che qualcosa stia andando necessariamente peggio. Se dovesse accorgersi che, una volta superata la fase fisica più acuta, la paura continuasse a essere molto presente, portandola a controllare continuamente le sensazioni del corpo o a vivere con il timore costante che il problema si ripresenti, potrebbe essere utile valutare anche un percorso psicologico. Un approccio cognitivo comportamentale può aiutare a comprendere come l'esperienza vissuta abbia influenzato il suo modo di interpretare i segnali corporei e a prevenire che la normale prudenza si trasformi gradualmente in uno stato di allerta persistente. Le auguro che il recupero proceda nel migliore dei modi. Si conceda il tempo necessario per riprendersi e continui a fare riferimento ai professionisti che la stanno seguendo per quanto riguarda l'evoluzione dei sintomi fisici. Allo stesso tempo, non sottovaluti l'impatto emotivo che un'esperienza come questa può avere: prendersi cura anche di quell'aspetto può favorire un recupero più sereno. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Salve, si è normale, tutto ciò che impatta sul nostro corpo impatta anche sulla nostra psiche (e viceversa) essendo esseri umani unici e integrati (mente-corpo-spirito), pertanto, qualora dovesse sussistere uno stato di ansia di fondo indesiderato, suggerirei di fare qualche colloquio con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta Funzionale (o comunque ad approccio Psico-corporeo Integrato) che possa aiutarla a gestire in modo più funzionale e sereno il suo stato attuale a 360°. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

Dr. Francesco Rossi

psicologo

Ozzano dell'Emilia

Prenota visita

Gentile utente, Dopo un episodio di vertigini è comprensibile sentirsi ancora affaticati e percepire un aumento dell'ansia: quando il corpo dà segnali insoliti, è frequente diventare più attenti alle sensazioni fisiche. Dal punto di vista psicologico, questo non significa necessariamente che ci sia un problema d'ansia, ma che l'esperienza può aver generato preoccupazione e ipervigilanza. È importante continuare a confrontarsi con i medici che la stanno seguendo per gli aspetti fisici; se invece nota che la paura o le preoccupazioni persistono anche dopo il miglioramento dei sintomi, un supporto psicologico può essere utile per interrompere questo circolo.


Ciao, e' del tutto normale sentirsi agitati dopo aver vissuto questi sontomi abbastanza invalidanti ed e' sicuramente normale anche che si scatenino dei sintomi di ansia, probabilmente dovuti a tutte queste sensazioni di malessere che ha provato. Servirebbe capire meglio la sua storia di vita, il contesto in cui vive, come svolge le sue giornate etc.. sarebbe utile ricevere maggiori informazioni per avere un quadro piu' completo sulla sua situazione, soprattutto perche' una delle cause della cervicale e' anche lo stress psicologico ed emotivo. Sono a disposizione per maggiori approfondimenti.


Gentile utente, da quanto racconta, ha affrontato un periodo fisicamente ed emotivamente molto impegnativo. Sintomi come vertigini, nausea e sensazione di ovattamento possono essere molto destabilizzanti e, soprattutto quando si protraggono nel tempo, è frequente che generino preoccupazione e uno stato di allerta anche in persone che non si sono mai considerate ansiose. È possibile che, dopo un mese caratterizzato da questi disturbi, il suo organismo stia ancora risentendo della fase acuta. Inoltre, dopo una prima seduta di terapia manuale o massoterapia può capitare di avvertire temporaneamente un aumento dell'indolenzimento o della sensazione di affaticamento, anche se è sempre opportuno riferire questi sintomi al professionista che la sta seguendo e al medico curante, soprattutto se sono intensi o persistono. L'ansia che descrive potrebbe essere una conseguenza dell'incertezza e del disagio provocati dai sintomi fisici, più che la loro causa. Quando si sperimentano vertigini o alterazioni dell'equilibrio è normale diventare più vigili nei confronti delle proprie sensazioni corporee, e questo può amplificare la percezione del malessere. Continui a seguire le indicazioni dei professionisti che la stanno curando e non esiti a ricontattarli se dovesse notare un peggioramento significativo, la comparsa di nuovi sintomi o se il malessere non tendesse a ridursi nei prossimi giorni. Nel frattempo, cerchi di concedersi il tempo necessario per il recupero. Se, una volta risolta la componente fisica, dovesse accorgersi che la preoccupazione rimane elevata o limita la sua quotidianità, potrebbe essere utile parlarne anche con uno psicologo, così da prevenire che questa esperienza si trasformi in una fonte persistente di ansia. Le auguro una pronta guarigione. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Buongiorno, credo che di questi aspetti dovrebbe parlarne con gli specialisti che la seguono. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Un episodio di vertigini, soprattutto se si protrae per diverse settimane, può essere molto destabilizzante sia dal punto di vista fisico sia emotivo. È comprensibile che, dopo un periodo così intenso, lei si senta stanca, provata e che siano comparsi anche vissuti di ansia, pur non avendoli mai sperimentati in passato. Quando il nostro corpo attraversa un periodo di malessere importante, è frequente diventare più attenti alle sensazioni fisiche e interpretarle con maggiore preoccupazione. Questo non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave, ma che l'organismo sta cercando di adattarsi a un'esperienza che ha richiesto molte energie. Anche dopo un trattamento di massoterapia alcune persone possono avvertire, nelle ore successive, un temporaneo aumento della stanchezza o della sensazione di indolenzimento. Tuttavia, è importante che qualsiasi sintomo persistente o in peggioramento venga sempre riferito al medico o agli specialisti che la stanno seguendo, affinché possano valutare l'evoluzione del quadro clinico. Dal punto di vista psicologico, l'ansia che descrive potrebbe rappresentare una risposta alla perdita temporanea del senso di controllo che episodi come le vertigini possono provocare. È una reazione che può comparire anche in persone che non si sono mai considerate ansiose. Le suggerisco di continuare a seguire le indicazioni dei professionisti che la stanno curando e di concedersi il tempo necessario per il recupero. Se dovesse accorgersi che la preoccupazione per i sintomi, la paura che si ripresentino o lo stato d'ansia dovessero persistere anche dopo il miglioramento fisico, un confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla a elaborare questa esperienza e a ritrovare serenità. Le auguro una pronta ripresa. Un caro saluto, **Dott.ssa Alessia Mariosa** **Psicologa** Ricevo anche online


Ciao! Per prima cosa, ti consiglio di parlare apertamente con i tuoi medici riguardo alla cura che stai seguendo. Se senti che i farmaci ti danno dei fastidi o ti rendono tutto più difficile, dillo senza timore, è importante che insieme troviate un equilibrio che ti permetta di vivere con serenità. Il tuo benessere quotidiano deve essere al centro del dialogo con loro. Provare ansia in questo momento è più che normale! Prova a riflettere su questo: il corpo, a volte, ci parla di noi in modi che vanno oltre la singola diagnosi. Quando insorgono malesseri così insistenti, spesso è il modo in cui il corpo "accende una spia" per farci notare tensioni o bisogni che arrivano da più lontano e che non stiamo ascoltando. Darsi il permesso di interrogarsi su cosa ti stia accadendo dentro, magari proprio in questo periodo della tua vita, può fare una differenza enorme. Se ti senti bloccata, affiancare al percorso medico uno spazio psicologico può aiutarti a vedere quello che è difficile mettere a fuoco da sola. Non sentirti in difetto per quello che stai passando. Prenditi i tuoi tempi, un passo alla volta. Spero di esserti stata utile!


L'ansia è un indicatore che il sistema emozionale si è attivato ed è attento e pronto a reagire, bisogna capire se quest'attivazione vira sul negativo o sul positivo. Mi contatti Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)


Quanto descrive è comprensibile: un episodio fisico prolungato come le vertigini può attivare risposte ansiose anche in chi non è predisposto. In ottica cognitivo-comportamentale, l'ansia nasce spesso dall'ipervigilanza sulle sensazioni corporee, che vengono interpretate come minacce. È utile mantenere il percorso riabilitativo, evitando comportamenti di evitamento, e osservare i pensieri catastrofici senza aderirvi. Se il malessere persiste o interferisce con la quotidianità, un colloquio psicologico può aiutarla a normalizzare l'esperienza e a sostenere il recupero. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo


Buongiorno, quello che descrive sembra essere stato un periodo molto destabilizzante. Quando il corpo presenta sintomi nuovi e persistenti come vertigini e nausea, è frequente che anche la componente emotiva venga coinvolta: non significa necessariamente essere una persona ansiosa, ma può essere una normale reazione di allerta davanti a qualcosa di poco conosciuto e difficile da controllare. Dopo settimane di malessere fisico è possibile sentirsi affaticati, “scarichi” e più sensibili alle sensazioni corporee. Anche un trattamento manuale può lasciare temporaneamente una maggiore stanchezza o un’accentuazione dei fastidi; se il peggioramento dovesse persistere, è comunque consigliabile confrontarsi con il professionista che la sta seguendo. Cerchi, per quanto possibile, di non interpretare ogni sensazione come un segnale di pericolo: la paura e il monitoraggio continuo del corpo possono amplificare la percezione dei sintomi. Se nota che l’ansia sta prendendo molto spazio o limita le sue attività, un supporto psicologico può aiutarla a gestire questo circolo tra sintomi fisici e preoccupazione. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Gerbi


Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Da quello che racconta, è comprensibile che dopo un mese caratterizzato da vertigini, nausea, visite mediche e trattamenti il suo equilibrio emotivo sia stato messo alla prova. Anche chi normalmente non si considera una persona ansiosa può sperimentare un aumento dell'ansia quando il proprio corpo invia sintomi intensi e difficili da interpretare. Dal punto di vista psicologico, questo non significa necessariamente aver sviluppato un disturbo d'ansia. Più spesso rappresenta una reazione normale a un periodo di malessere fisico. Dopo un episodio di vertigini è frequente diventare molto più attenti alle sensazioni corporee: testa pesante, instabilità, debolezza o "gambe molli" possono essere percepite con maggiore intensità proprio perché il cervello è in uno stato di allerta. È importante, però, continuare a seguire le indicazioni dei medici che la stanno seguendo. Se dopo la seduta di massoterapia i sintomi sono aumentati, è opportuno riferirlo sia al massoterapista sia al medico, perché potrebbe essere una reazione temporanea al trattamento oppure richiedere una rivalutazione. Nel frattempo, le suggerirei di osservare i sintomi con curiosità più che con allarme. Una domanda utile da porsi è: "Sto notando un reale peggioramento oppure il fatto di aver vissuto un mese così difficile mi porta a monitorare continuamente ogni sensazione?" Questa distinzione è molto importante perché spesso l'ansia amplifica la percezione del disagio fisico, senza esserne necessariamente la causa. Se questa situazione dovesse protrarsi, o se dovesse accorgersi che la paura dei sintomi sta iniziando a limitare la sua quotidianità, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a interrompere il circolo tra sintomi fisici, preoccupazione e ipervigilanza, favorendo un recupero più sereno. Le auguro di sentirsi meglio presto. Con il graduale miglioramento del quadro fisico, nella maggior parte dei casi anche questa componente di ansia tende a ridursi.


Buongiorno, mi dispiace per la tua condizione fisica e mi fa piacere leggere che stai migliorando. La prima volta in cui l'ansia entra dirompente dalla porta è travolgente e tendiamo a "fonderci" con i pensieri e credenze (spesso sbagliati e immotivati). Riuscire a imparare a conviverci non è semplice e la tua situazione probabilmente è dovuta dalla condizione di cambiamento che hai attraversato a livello fisico. L'importante è non creare un cosiddetto "riflesso condizionato", cioè qualcosa che poi in automatico fa scattare l'ansia. Ti consiglio di approfondire la tua situazione con un professionista, se hai bisogno, sono qui :)


Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo periodo così faticoso. Quando si manifestano sintomi fisici intensi come vertigini, nausea e senso di instabilità è comprensibile che questi possano generare preoccupazione, soprattutto se è la prima volta che si trova ad affrontare un'esperienza simile. Naturalmente, vista la situazione clinica iniziale, è importante continuare a confrontarsi con il medico e con gli specialisti che la stanno seguendo, soprattutto se i sintomi dovessero persistere o peggiorare. Dal punto di vista psicologico, però, sappiamo bene che dopo un episodio fisico importante può instaurarsi un circolo vizioso: i sintomi fanno paura, l'attenzione si concentra sempre di più sulle sensazioni corporee e questo stato di allerta può amplificare la percezione del malessere e alimentare l'ansia. Questo non significa che sia "tutto nella testa", ma anzi che corpo e mente si influenzano reciprocamente. Il fatto che oggi si senta più affaticata dopo il trattamento potrebbe avere diverse spiegazioni, che è opportuno valutare con i professionisti che la stanno seguendo. Nel frattempo, provi a concedersi il tempo necessario per il recupero, senza interpretare ogni cambiamento come un segnale di qualcosa di grave. Se dovesse accorgersi che la paura dei sintomi sta prendendo sempre più spazio, limitando la sua quotidianità o portandola a vivere con costante preoccupazione, potrebbe essere utile confrontarsi anche con uno psicologo. Un percorso cognitivo-comportamentale può aiutare a comprendere e interrompere quei meccanismi che mantengono l'ansia, favorendo un ritorno graduale a una maggiore serenità.


Buongiorno, le vertigini sono davvero invalidanti e provocano una sensazione di instabilità che può creare nausea e ansia. A volte si avverte anche l'impressione di non riuscire a concentrarsi, di non essere presente nelle situazioni, quindi la comprendo molto. Probabilmente il suo corpo ha bisogno di trovare un nuovo equilibrio, sia in senso letterale del termine che metaforicamente. Se dovesse averne l'esigenza, si faccia supportare anche psicologicamente. Le auguro che presto possa sentirsi meglio tra cura e terapie. In bocca al lupo


Salve, grazie per la condivisione. E' comprensibile, soprattutto perché si tratta di un'esperienza nuova per te e perché i sintomi sono molto invasivi. Quando si hanno vertigini, nausea e una sensazione di "testa ovattata", è comune che aumenti anche la preoccupazione: non significa necessariamente che ci sia qualcosa di nuovo o di più grave, ma il cervello tende a interpretare questi sintomi come segnali di allarme. Se stai attraversando un periodo delicato, iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può essere utile per gestire al meglio lo stato ansioso imparando a superare questa fase. Resto a disposizione.


È molto comune sentirsi destabilizzati quando sintomi fisici intensi si intrecciano con l'ansia, soprattutto se non sei abituata a provarla: il corpo, dopo un periodo di allarme, fatica a spegnersi anche quando la fase acuta è passata dal punto di vista medico. Il fatto che tu ti senta più ansiosa proprio ora è una reazione comprensibile, non un segnale che qualcosa non va nel recupero. Un supporto psicologico può aiutarti a gestire questa componente ansiosa in parallelo alla cura che stai già seguendo. Sono a disposizione per un primo colloquio, se ti può essere utile.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.