Buongiorno, dopo quanto è consigliabile riprendere contatti con una persona arrabbiata che è esplosa
Buongiorno, dopo quanto è consigliabile riprendere contatti con una persona arrabbiata che è esplosa in chat? sentendosi infastidito e sotto pressione, lavora anche molto ed è suscettibile alla rabbia se sotto stress, da una corrispondenza con me mi ha detto che cambierà numero e quando lo farà di non chiedere informazioni alle persone intorno a lui. Dopo brevi messaggi arrabbiati, gli ho risposto che ci eravamo già chiariti nel merito qualche giorno fa, che mi sarei inserita nel binario della sua normalità, che il numero è l'unico contatto che mi resta, che rispetterò i suoi limiti con piacere ma che non voglio perderlo per la vita, questo è stato il mio ultimo messaggio risalente ormai ad una settimana fa. Non ha risposto, probabilmente per non alimentare il fuoco sulla benzina e il mio silenzio e il non cercarlo credo lo stia facendo persuadere dal passare effettivamente ad un cambio di numero. Il mio psicologo mi ha detto che non lo farà solo se vedrà un silenzio prolungato, consigliandomi di non farmi risentire fino a Pasqua e in tale occasione mandargli solo un messaggio di auguri. Pensate che un silenzio così lungo di un paio di mesi abituato al mio continuo scrivere, in passato anche tutti i giorni, possa farmi rivalutare nei comportamenti sbagliati e recuperare un minimo di rapporto? Non credo mi ricontatterà lui è una persona che non scrive mai agli altri di propria iniziativa e non desidera corrispondenze. Più volte ha dichiarato di volermi bene e nonostante mi abbia dato altre possibilità in passato mantenendo aperto il canale comunicativo, solo ora ho capito di dover fare davvero marcia indietro per non perderlo del tutto. Il silenzio a volte da entrambe le parti può essere motivo di riflessione e penso di essere ancora in tempo perchè qualche segnale di minimo cambiamento glielo avevo dato nei mesi passati. Soffro molto per il suo silenzio ma so cosa significherebbe romperlo troppo presto. Pensate che un mio silenzio possa indurlo a cercarmi di propria iniziativa? Ormai vive all'estero ma più volte mi ha detto che se tornerà me lo farà sapere per un saluto. Come vive gli affetti chi è lontano e senza possibilità di vedersi dopo un anno? mi ha detto che ha carissimi affetti che sente una volta all'anno e questo significa rimanere in contatto per lui. ma io non riesco ancora a capire dive mi colloco nella sua sfera di affetti ne come non insistere senza comprendere pienamente se ha voglia di rivedersi o è solo un modo di dire. Dopo un anno di sola chat prima mi disse di contarci nel risentirsi a voce poi reiterando la domanda mi ha detto posso anche chiamarti ma per dirti cosa? come stai? ecco c'è sempre questo livello di ambiguità che fatica a darmi una chiarezza. Nonostante ciò mi ha mandato un vocale alla mia richiesta di risentirlo a voce ma nessuna chiamata nonostante più volte abbia dichiarato che messaggiare non gli appartiene. Pensate che questo silenzio da parte mia possa indurlo a farsi sentire?
25 risposte
Comprendo che la tua situazione sia complessa e carica di incertezza. La decisione di riprendere i contatti con una persona arrabbiata o in una situazione simile dipende da molte variabili, tra cui la natura del conflitto, la personalità delle persone coinvolte e i loro stili di comunicazione. Qui ci sono alcune considerazioni da tenere in mente: Rispetto dei limiti: È importante rispettare i limiti dell'altra persona, specialmente se ha espresso chiaramente il desiderio di non essere contattata. Forzare una comunicazione indesiderata potrebbe peggiorare la situazione. Tempo per la riflessione: Un periodo di silenzio da entrambe le parti può fornire spazio per la riflessione e la calma dopo un conflitto. Tuttavia, la durata di questo periodo dipende dalla specifica situazione e dalle dinamiche della relazione. Rispetto per i sentimenti dell'altro: Se decidi di riprendere i contatti in futuro, è importante farlo con sensibilità e rispetto per i sentimenti dell'altra persona. Potresti iniziare con un messaggio leggero o un gesto di amicizia, come l'augurio di buone festività a Pasqua, come hai menzionato. Comunicazione chiara: Quando decidi di riprendere i contatti, cerca di essere chiara nella tua comunicazione. Esprimi i tuoi sentimenti in modo gentile e sincero e fai sapere all'altra persona che sei aperta a un dialogo costruttivo. Lavora su te stessa: Nel frattempo, potresti usare questo periodo di silenzio per riflettere sulle tue emozioni, le aspettative nella relazione e il tuo benessere personale. La crescita personale può essere preziosa in qualsiasi situazione. Tuttavia, è importante sottolineare che non possiamo prevedere con certezza come l'altra persona reagirà. Nonostante tu possa sperare che il tuo silenzio induca l'altra persona a cercarti, non ci sono garanzie. Ogni situazione è unica, e le persone agiscono in modo diverso. La chiarezza nella comunicazione e il rispetto per i confini dell'altra persona sono fondamentali. Se non sei sicura di come procedere, potresti prendere in considerazione l'opzione di cercare il supporto di uno psicologo o uno psicoterapeuta per affrontare le tue preoccupazioni e ricevere consigli personalizzati sulla tua situazione specifica.
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Gentile utente, le informazioni a disposizione sono poche per poter dare una risposta. Che tipo di rapporto si è instaurato tra voi? Cosa prova lei per questa persona? Cos'avete vissuto insieme? Penso che si possa affrontare ciò che lei sta vivendo, non cosa l'altro stia provando e come fargli passare la rabbia del momento. Lasciargli spazio può essere la cosa giusta, ma soprattutto lo è per Lei. Le servirà a fare chiarezza e a chiedersi cosa vuole da questa relazione e se è disposto a tollerare questa ambiguità. Cari saluti Dott.ssa Alessandra Steri
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Gentile signora, capisco che lei sia preoccupata per la situazione con questa persona. Il silenzio può essere una strategia efficace per far riflettere l'altra persona e darle il tempo di calmarsi. Tuttavia, è importante che questo silenzio sia accompagnato da un cambiamento reale nel suo comportamento. Se lei continuerà a scrivere messaggi o a cercare il contatto con questa persona, il silenzio non avrà alcun effetto. Inoltre, è importante che lei sia pronta ad accettare la possibilità che la persona non la ricontatti mai più. Se questo è il caso, è importante che lei riesca a elaborare questo dolore e a andare avanti con la sua vita. In base a quanto ha raccontato, mi sembra che questa persona sia una persona che ha bisogno di molto spazio e che non è abituata a comunicare in modo diretto. Il fatto che le abbia detto che cambierà numero è un segnale che è molto arrabbiato e che, in questo momento, non voglia sentirla. Io spazio che ora lei gli sta dando è probabilmente la cosa migliore che lei possa fare in questo momento. Continui a rispettare i suoi limiti e non lo cerchi. Se lui vorrà ricontattarla, lo farà. Intanto, può concentrarsi su se stessa e sul suo benessere, magari con l'aiuto di uno psicologo per affrontare al meglio la situazione. Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Cara utente, non sapendo in che rapporti lei è questa persona siete. Ciò che mi sento di dirle è che sicuramente lasciare all'altro il proprio spazio è importante. tuttavia mi sembra che lei in questo spazio e questo silenzio stia un po scomoda. Allora mi domando come mai lei si sente così? Cosa teme? La distanza quali emozioni e vissuti le suscita? Non sappiamo molto di lui ma lei può riflettere su cosa le sta accadendo. Cosa desidera? Come vorrebbe che fosse questa relazione? Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Gentile utente, Si sente molto forte la sua sofferenza in questa situazione: mi rendo conto che il silenzio e la distanza sono molto difficili da tollerare quando si tiene a qualcuno. Purtroppo però non ci sono consigli che le si possano dare per indurre questa persona a farsi viva, perché questo dipende da lui e dalla storia della vostra relazione, che non comprendo bene. Mi sembra di capire che lei si interroghi molto su quale posto lei occupi nella vita affettiva di questa persona, ma le propongo di ribaltare la domanda e di chiedersi cosa rappresenti lui per lei. In questo tempo potrà provare a capirlo con l'aiuto del suo psicologo. Un caro saluto, Dott.ssa Elena Ramagli
Buongionro, io credo che rispondere alla domanda sia fuoprviante, prima di tutto perchè nessuno ha la sfera di cristallo, in secondo luogo non è chiaro cosa sia successo e di che tipo di rapporto stiamo parlando. C'è una evidente disparità relazionale anche solo se ci basiamo sulle scarse informazioni fornito, dove lei mostra il bisogno di un contatto frequente e quotidiano e lui ribadisce di lasciarlo stare. Lei si può adattare alle sue richieste, ma oltre al risultato incerto, a quale prezzo? Per ottenere cosa? Oppure potrebbe ragionare e lavorare con il suo terapeuta sulle sue modalità relazionali disfunzionali
Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento difficile nella tua relazione con questa persona arrabbiata. Tuttavia, è importante ricordare che non posso prevedere o controllare le azioni o i pensieri di un'altra persona. Ogni individuo è unico e può reagire in modo diverso alle situazioni. Il tuo psicologo ti ha consigliato di mantenere un periodo di silenzio prolungato e di inviare solo un messaggio di auguri a Pasqua. Questo potrebbe essere un modo per mostrare rispetto per i suoi desideri e per dare spazio a entrambi per riflettere sulla situazione. Il silenzio può spesso portare alla riflessione e alla possibilità di rivalutare le proprie azioni e sentimenti. Tuttavia, è importante anche prendersi cura di te stesso durante questo periodo di silenzio. Cerca di concentrarti sul tuo benessere emotivo e sulle tue esigenze. Potresti considerare di continuare la terapia con il tuo psicologo per esplorare i tuoi sentimenti e trovare modi per gestire questa situazione. Ricorda che le relazioni sono complesse e possono richiedere tempo e sforzo da entrambe le parti per essere coltivate. Non posso garantire che il tuo silenzio indurrà questa persona a cercarti di propria iniziativa. Tuttavia, potrebbe essere un'opportunità per entrambi di riflettere sulla relazione e sulle aspettative reciproche. Ti consiglio di continuare a seguire il consiglio del tuo psicologo e di essere paziente. Cerca di concentrarti sul tuo benessere emotivo e di prenderti cura di te stesso. Se questa persona decide di contattarti in futuro, potrete affrontare insieme le questioni che sono state sollevate. Dr. Roberto Prattichizzo
Gentile utente, si capisce dalle sue parole che la situazione la sta turbando e soprattutto occupando la mente. Riferisce che lo psicologo le abbia suggerito di attendere: lei che ne pensa di questo suggerimento? Ha pensato di approfondire i suoi dubbi nel suo percorso di terapia?Ritengo che possa essere uno spunto importante per il suo percorso condividere dubbi, perplessità con chi la sta seguendo, anche perché in più immagino che paghi il professionista. Cordialmente, Sara Molinaro
Il silenzio prolungato potrebbe far riflettere l'altra persona sui propri comportamenti e potrebbe suscitare la curiosità di farsi sentire. È importante rispettare i suoi limiti e aspettare fino a Pasqua per inviare un semplice messaggio di auguri. Il silenzio può fornire spazio per la riflessione e potrebbe aprire la possibilità di un minimo di ripresa del rapporto. Rimango a disposizione, Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Grazie per la tua condivisione e non posso rispondere che cosa sia meglio fare perchè questa è una cosa che dovrebbe scegliere lei. Non ha fornito molte informazioni sulla vostra relazione, credo comunque che se l'altra persona ha chiesto il silenzio forse andrebbe rispettato. Dato che emerge la sua sofferenza nello stare in questa situazione forse varrebbe la pena lavorare con la sua psicologa su questo, cosa ne pensa? Un saluto Elisabetta
Salve, è necessario affrontare questa tematica con lo psicologo che la sta seguendo. Se per qualche ragione non ritiene pertinente il suggerimento che le ha dato o avesse dubbi in merito, glielo faccia presente. Un professionista preparato saprà sicuramente cogliere questo eventuale spunto per lavorare ancora meglio sulla tematica in questione. Alla base potrebbe esserci una problematica relativa all'attaccamento, che le rende molto arduo accettare un'eventuale fine del rapporto
Nonostante capisca la sua fatica, quando una persona esplicita i suoi bisogni (e il suo amico le ha manifestato l’esigenza di restare un po’ da solo), l’unica cosa giusta da fare è rispettare la sua richiesta. Ciò significa che non si dovrebbe cercare di contattarla, men che meno fare i conti sul calendario rispetto a quando questo può portare ad un risultato più vantaggioso al fine di riprendere i contatti, a meno che non ci sia una ragione convincente per farlo. La richiesta del suo amico potrebbe essere dovuta a molte ragioni diverse, come sentirsi sopraffatti, bisogno di spazio e tempo per elaborare le proprie emozioni, o semplicemente non voler parlare con lei. Non sappiamo i motivi di questa decisione, e forse non li saprà mai del tutto neppure lei, perché riguardano il suo amico e non lei in prima persona. Per ciò che attiene a lei invece e alla sua responsabilità di agire, io le chiederei perché per lei è così importante mantenere viva questa relazione, cosa rappresenta per lei, quali altre vicende le ricorda o le fa tornare alla mente, come la fa sentire questa distanza che l’altro ha voluto mettere tra voi? Su questi elementi può sicuramente incidere e lavorarci su, magari con l’aiuto del suo psicologo di riferimento. In bocca al lupo S. L.
Buonasera, credo che dare una risposta su ciò che l'altro potrebbe desiderare, ma non ha detto, sia davvero difficile se non impossibile. Non è chiaro il rapporto che intercorre fra voi, ma traspare un forte sbilanciamento : lui non vuole contatti, lei sente il bisogno di sentirlo e il non farlo le crea ansia e timore di rompere la relazione (almeno così si deduce da ciò che scrive). Io le suggerisco di rispettare le volontà dell'altro perché il non farlo può solo peggiorare i rapporti. Inoltre è nel silenzio e nella mancanza che si può capire il posto che occupa l'altro nella propria vita. Nel frattempo continui il suo percorso e lavori sulle sue modalità relazionali e le ansie, paure o altro, connesse alla eventuale rottura di una relazione affettiva. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Gentilissima, capisco che la sua situazione sia complessa e delicata. È importante considerare che ogni persona gestisce le proprie emozioni e reazioni in modo diverso. Tuttavia, posso farle fare alcune riflessioni generali. Prima di tutto, è positivo che abbia cercato di chiarire la situazione e di rispettare i limiti che la persona ha esposto. Il fatto che lei abbia espresso il suo desiderio di mantenere il contatto, ma al tempo stesso abbia rispettato la richiesta di non chiedere informazioni alle persone intorno a lui, dimostra una buona volontà da parte sua. Il consiglio del suo psicologo di aspettare fino a Pasqua prima di mandare un messaggio di auguri è ragionevole. Un periodo di silenzio può offrire spazio per la riflessione a entrambe le parti. Tuttavia, è importante anche valutare la sua volontà di aspettare e se lei è disposta a farlo senza aspettarsi necessariamente una risposta positiva. Quanto al suo silenzio, potrebbe suscitare curiosità nella persona, ma non c'è una garanzia che ciò lo induca a cercarla di sua iniziativa. Ogni persona è diversa, e le risposte possono variare in base alla sua personalità e alle circostanze. Può essere che il silenzio dia il tempo necessario alla persona per riflettere, ma non è possibile prevedere esattamente come reagirà. In generale, la comunicazione aperta e onesta è fondamentale in una relazione. Se decide di rompere il silenzio prima di Pasqua, potrebbe considerare un messaggio che esprima il suo desiderio di mantenere un legame, rispettando al contempo i suoi limiti e spiegando il valore che ha per lei. Tuttavia, è importante fare ciò che la fa sentire a suo agio e rispettare i suoi sentimenti. Ricordi che la chiarezza e la comprensione reciproca sono essenziali in una relazione, e potrebbe essere utile discutere apertamente dei vostri sentimenti e delle vostre aspettative quando sentirete che è arrivato il momento giusto. Un caro saluto, dr.ssa Marina Lumento.
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione che stai attraversando. Ti consiglio di considerare l'aiuto di uno psicologo o uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale (CBT), esperti nell'individuare strategie pratiche ed efficaci per affrontare le difficoltà attuali. La CBT si concentra sul comprendere e modificare i pensieri e i comportamenti che influenzano le emozioni, offrendo strumenti concreti per migliorare il tuo benessere psicologico. Resto a tua disposizione per qualsiasi chiarimento o supporto aggiuntivo. Un caro saluto, Dott. Moro
Gentile utente, comprendo le sue perplessità rispetto ad una situazione nella quale vive discrepanza tra quello che desidererebbe fare e quello che le richiede questa cara persona, di cui però non è ben chiaro il tipo di rapporto che vi lega. In ogni caso la comunicazione sembra essere stata chiara, e rispettare la volontà del suo caro sembra essere la scelta più giusta per ottenere quel che vuole e mi sembra di capire sia mantenere i rapporti concedendogli più spazio. Purtroppo non è possibile prevedere tatticamente le reazioni altrui emotive e non, ma piuttosto orienti la sua attenzione a ciò che prova Lei e a comprendere meglio i suoi veri bisogni, le sue paure e l'origine della sua necessità che sembra occupare molto spazio mentale durante le sue giornate. Dott.ssa Iolanda Lamanna
Gentile utente, Comprendo che questa situazione oltre che creare agitazione , genera anche incertezza. In merito alla sua domanda, la scelta di riprendere i contatti dipende da molti fattori, come il vostro carattere, le modalità di comunicazione e mediazione, e se c’è la volontà, da parte di entrambi, di trovare una soluzione. Sicuramente, il silenzio porta a riflessione ma, deve essere accompagnato anche da un reale cambiamento di comportamento. Nel caso in cui volesse riprendere contatto, le consiglio di essere assertiva, morbida. Le posso inoltre suggerire di cogliere questo momento di stop per riflettere sulle sue emozioni, aspettative, le sue reazioni davanti a una ipotetica non volontà da parte dell’altra persona di riprendere i contatti, se così fosse è importante che riesca a elaborare e superare questo dolore. Lo spazio che ora gli sta dando, è ad oggi la scelta più adatta. Continui a rispettare i suoi limiti e non lo cerchi. Se lui vorrà ricontattarla, lo farà. Nel mentre, si concentri su se stessa, magari anche con il supporto di un terapeuta. Resto a disposizione, Cordialmente Dott.ssa Pisani Alessia
Buonasera, penso che questo silenzio da parte sua sia la dimostrazione che lei lo ascolta e accetta i suoi bisogni. Lui è stato chiaro e lei sta ruscendo a mettere un freno ai propri bisogni per ascoltare e accettare quelli di lui. Una cosa davvero importante! Le do ancora un consiglio, ascolti il suo terapeuta, si fidi, vuole il suo bene! Cordialmente Dott. Marco Dusi
Buongiorno. La situazione che stai descrivendo sembra davvero difficile e complessa. Capisco il tuo desiderio di trovare una soluzione che permetta di salvaguardare sia il tuo benessere che la relazione, e voglio cercare di darti una visione equilibrata. Prima di tutto, credo che il consiglio del tuo psicologo di prendere un periodo di silenzio prolungato sia motivato dal bisogno di dare spazio alla riflessione. Quando c'è stata una reazione emotiva forte (come nel caso della sua esplosione in chat), è spesso utile distaccarsi temporaneamente per non rischiare di alimentare ulteriormente il conflitto o la confusione. Il silenzio non solo permette all’altro di riflettere sulla situazione, ma dà anche a te il tempo di rielaborare i tuoi sentimenti e comprendere meglio le tue azioni e le tue esigenze. ### Per quanto riguarda la tua domanda sul silenzio e se questo possa portarlo a cercarti: In generale, quando qualcuno ha dichiarato di non voler corrispondere in modo continuo o di non essere incline a intrattenere relazioni quotidiane tramite messaggi, è importante rispettare i suoi limiti. Forse lui ha bisogno di tempo e spazio per concentrarsi su sé stesso, senza pressioni. Un silenzio prolungato, come suggerito dal tuo psicologo, potrebbe effettivamente dargli il tempo di riflettere sulla situazione e, con il passare dei giorni, potrebbe arrivare a rivalutare il modo in cui vede la vostra relazione. La chiave qui è non cercare di "forzare" una reazione da parte sua, ma lasciare che il tempo faccia il suo corso. Il fatto che lui ti abbia detto di volerti bene e che abbia lasciato la porta aperta in passato indica che non ti ha completamente esclusa dalla sua vita. Tuttavia, potrebbe anche essere che, per lui, la relazione abbia bisogno di un altro tipo di spazio o di un altro ritmo. La sua ambiguità riguardo alla comunicazione (per esempio, il fatto che non scriva mai di sua iniziativa o che si senta a disagio con le chiamate) potrebbe essere legata alla sua personalità e al modo in cui gestisce i suoi affetti, specialmente vivendo all'estero e con distanze fisiche ed emotive. ### Riguardo alla sua sfera di affetti: Le persone che vivono lontano, soprattutto in contesti internazionali o con pochi legami di contatto, possono sviluppare una forma di affetto che è meno frequente ma non per questo meno significativa. Il fatto che lui ti dica che sente altre persone solo una volta all'anno e che preferisca messaggiare piuttosto che parlare al telefono, potrebbe indicare che ha uno stile di vita che non privilegia la comunicazione continua. Non significa necessariamente che tu non abbia un posto nella sua vita affettiva, ma potrebbe essere che per lui le relazioni si sviluppino in modo diverso, più sporadico o più distaccato, e questo è un elemento che devi prendere in considerazione. ### Come muoversi ora: - **Rispetto dei limiti**: È fondamentale non insistere troppo sulla comunicazione, anche se ti fa soffrire. Rispetta i suoi spazi e continua a rispettare il consiglio del tuo psicologo, dandogli il tempo di riflettere. Il silenzio non deve essere visto come un "gioco" o una strategia, ma come una vera opportunità per entrambi di comprendere cosa si vuole davvero dalla relazione. - **Chiarezza e consapevolezza**: Se decidi di inviargli un messaggio a Pasqua, come suggerito dal tuo psicologo, fallo con un’intenzione di semplici auguri, senza caricare il messaggio di aspettative. Questo ti permetterà di non forzare la situazione e di lasciare spazio a una risposta naturale, se lui sentirà il bisogno di riprendere il contatto. - **Flessibilità**: Accetta che potrebbe non esserci una risposta chiara o immediata, e cerca di non personalizzare troppo il suo comportamento. La sua ambiguità non riguarda te come persona, ma il suo modo di vivere le relazioni. Prenditi del tempo per riflettere anche tu su cosa vuoi veramente e su come vorresti che la relazione evolvesse, nel rispetto di entrambi. In sintesi, il silenzio può essere una buona opportunità per permettere ad entrambe le parti di riflettere. Il fatto che lui non ti abbia completamente esclusa in passato, insieme ai suoi segnali di affetto, suggerisce che potrebbe esserci ancora spazio per un rapporto, ma non necessariamente nella forma che ti aspettavi. Rispetta il suo bisogno di distanza e vedrai che, con il tempo, le cose diventeranno più chiare.
Buongiorno, capisco quanto questa situazione ti stia mettendo alla prova. Il silenzio prolungato, come suggerito dal tuo psicologo, può essere un'opportunità per far riflettere l'altra persona e spingerla a rivalutare la situazione. È importante rispettare i suoi spazi senza forzare la comunicazione. Il silenzio potrebbe aiutarlo a vedere le cose da una prospettiva diversa e a sentire la tua mancanza. Tuttavia, non puoi prevedere come reagirà, quindi cerca di concentrarti sul tuo benessere e sulla tua serenità in questo periodo.
Buongiorno, le sue parole trasmettono una profonda sensibilità e un sincero desiderio di comprensione. Si percepisce chiaramente quanto questo legame sia per lei importante, e quanto stia cercando di rispettarlo, anche in un momento così delicato, pur faticando nel farlo. Le dinamiche che descrive sono complesse e coinvolgono molti aspetti emotivi: il bisogno di contatto, il rispetto dei confini dell’altro, la gestione dell’ansia legata al silenzio e l’attesa, spesso dolorosa, di una possibile riapertura del dialogo. In tutto questo, il fatto che lei stia cercando di mettere in pratica strategie più consapevoli, come il silenzio e il rispetto delle richieste ricevute, è già un segnale importante di crescita personale e relazionale. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, ci troviamo di fronte a una situazione in cui è utile distinguere tra ciò che è sotto il nostro controllo e ciò che non lo è. Il comportamento dell’altra persona, la sua decisione di rispondere o meno, il suo desiderio di mantenere il rapporto, non sono aspetti che possiamo determinare. Ciò che invece possiamo modulare è il nostro atteggiamento, il modo in cui gestiamo le emozioni, i pensieri disfunzionali che si attivano nel momento in cui il silenzio si prolunga, e le azioni che decidiamo di compiere o evitare. Lei sta già attuando una strategia fondata sul principio dell’esposizione al disagio emotivo: scegliere di non scrivere, pur soffrendone, significa restare a contatto con l’ansia dell’attesa e della mancanza di risposte, per cercare di interrompere un circolo disfunzionale di messaggi che forse, in passato, hanno alimentato una percezione di pressione da parte dell’altro. Questo è un passaggio difficile ma molto significativo, perché le permette di comunicare in modo diverso: stavolta non con le parole, ma con la scelta consapevole del rispetto. È comprensibile che si interroghi su cosa stia pensando l’altra persona, se questo silenzio lo porterà a rivalutare la situazione o a cercarla. Tuttavia, è importante accettare anche l’incertezza. Nella sua domanda si percepisce il bisogno di rassicurazione, il desiderio che il silenzio venga premiato con un gesto da parte dell’altro. Ma, sempre da una prospettiva cognitivo-comportamentale, ciò che conta davvero è che questo silenzio non sia solo uno strumento per ottenere un risultato, bensì una scelta che nasce dalla consapevolezza che un cambiamento nella relazione può avvenire solo se entrambi gli interlocutori si sentono liberi, rispettati e mai forzati. Lei sta facendo qualcosa di molto prezioso: sta imparando a tollerare l’incertezza. A non agire sull’impulso dettato dall’ansia, a lasciare che l’altro abbia il proprio spazio, anche se questo costa fatica. Non possiamo sapere con certezza cosa farà questa persona, se le scriverà, se cambierà numero, se manterrà una porta aperta oppure no. Ma possiamo dire che, se ci sarà un riavvicinamento, avverrà probabilmente in un contesto più sano e più stabile, proprio perché lei ha dimostrato maturità e rispetto. Infine, è comprensibile che faccia fatica a collocarsi nella sua sfera affettiva. Le frasi che riporta, a volte affettuose, a volte ambigue, possono generare confusione. Tuttavia, il modo in cui lui vive i rapporti, specie a distanza, sembra molto diverso dal suo. È importante riconoscere questa differenza e chiedersi, con onestà, se quel tipo di legame, con quelle modalità e quei ritmi, è davvero in linea con ciò che desidera e di cui ha bisogno. Lasciare spazio all’altro, anche nel silenzio, è una forma profonda di rispetto. Ma lo è anche non dimenticarsi di sé, dei propri confini, dei propri bisogni affettivi. Qualunque sarà l’evoluzione di questo rapporto, il lavoro che sta facendo su di sé resterà una risorsa preziosa per tutte le relazioni future. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Capisco bene la complessità della situazione che descrive e la sofferenza che ne deriva. Quando una relazione si carica di tensione e di rabbia, spesso la distanza e il silenzio diventano strumenti di regolazione. Nel suo racconto emerge come questa persona abbia già espresso più volte la difficoltà a mantenere una corrispondenza costante e come viva gli affetti anche a distanza con modalità molto diverse dalle sue. Questo non significa necessariamente disinteresse, ma un diverso modo di concepire la vicinanza. Il silenzio, in questo caso, può essere per lui una forma di coerenza con il proprio stile relazionale, mentre per lei diventa fonte di sofferenza e di incertezza. La domanda che pone – se il suo silenzio possa indurlo a cercarla – non ha una risposta prevedibile. Può accadere che il silenzio venga percepito come rispetto dei suoi limiti e quindi favorisca un riavvicinamento, ma può anche consolidare la distanza se lui non sente il bisogno di riprendere l’iniziativa. È importante che lei consideri non solo l’effetto che il silenzio può avere sull’altro, ma anche il significato che assume per sé. Quello che emerge con chiarezza è la sua fatica nel collocarsi nella sfera affettiva di questa persona e nel comprendere la sua ambiguità. È proprio su questo punto che può essere utile un lavoro più approfondito: distinguere ciò che dipende dalle modalità dell’altro da ciò che riguarda i suoi bisogni e le sue aspettative. Creare uno spazio protetto e libero da giudizi, dove poter esplorare questi vissuti, può aiutarla a liberarsi dal peso emotivo che porta e a trovare un modo più sereno di gestire la relazione, qualunque sia l’esito. Se desidera, possiamo affrontare insieme questi aspetti in un incontro nel mio studio o online. In questo modo avrà la possibilità di esprimersi pienamente, di chiarire i suoi vissuti e di lavorare su strategie concrete per tutelare il suo benessere e la sua capacità di stare nelle relazioni senza sentirsi schiacciata dall’ambiguità o dal silenzio dell’altro.
Salve. Capisco quanto questa situazione ti tenga in uno stato di sospensione e ansia, soprattutto perché i segnali che ricevi sono ambigui e non coerenti. In questi casi, il punto centrale non è “quanto tempo devo aspettare per farlo tornare”, ma che dinamica si è creata tra bisogno di vicinanza e ritiro dell’altra persona. Il rischio è che il silenzio diventi non uno spazio di riflessione, ma un modo per “testare” l’altro o ottenere una risposta implicita. La verità è che non è possibile prevedere se il tuo silenzio lo porterà a cercarti. Alcune persone si avvicinano, altre si allontanano ulteriormente, soprattutto se già tendono a vivere i contatti con forte selettività e basso bisogno di comunicazione quotidiana. Da quello che racconti, lui ha uno stile relazionale piuttosto distante e poco iniziativo, mentre tu stai cercando chiarezza e continuità: questa è una combinazione che spesso genera molta sofferenza proprio perché non si incastra facilmente. Il silenzio, se ha senso, dovrebbe servire prima di tutto a proteggere te stessa e abbassare la tensione emotiva, non a influenzare la sua scelta. Se senti che resti costantemente in attesa di segnali e interpretazioni, può essere davvero utile lavorare su questo nodo in uno spazio psicologico: aiuta a distinguere tra ciò che è una relazione reale e ciò che è una relazione vissuta soprattutto nell’incertezza.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


















