Buongiorno, comunico che da qualche mese, dopo aver perso uno dei lavori senza motivazione o causa e
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Buongiorno, comunico che da qualche mese, dopo aver perso uno dei lavori senza motivazione o causa esplicitata, mi sono ritrovata in diverse situazioni in cui mi dicono che non posso stare sola. Premetto che sono una professionista che ha ricoperto ruoli di coordinamento e del settore. Non ho visto nessuno psicologo (se non per quattro colloqui sei anni fa). Mai mi hanno somministrato test. Chiedo indicazioni su come muovermi. Gentilmente. Laura
Buongiorno, Laura.
Innanzitutto, mi dispiace che tu stia attraversando questa situazione, che sembra portare con sé una certa frustrazione e forse anche un senso di smarrimento. La perdita di un lavoro, soprattutto senza spiegazioni chiare, può creare un forte senso di insicurezza e può farci mettere in discussione aspetti della nostra identità professionale.
Da quanto descrivi, sembra che si siano create delle incomprensioni o percezioni sbagliate nel contesto professionale, che potrebbero aver influenzato la tua attuale situazione lavorativa. È utile esplorare alcune azioni pratiche per chiarire e affrontare queste circostanze.
1. Chiedere Feedback Specifico
Se possibile, prova a chiedere un colloquio con l'ex datore di lavoro o il responsabile per comprendere se ci sia un motivo specifico alla base della decisione. A volte, chiedere un feedback diretto può aiutare a chiarire eventuali incomprensioni o questioni mal interpretate.
2. Documentare la Tua Esperienza
Considera di tenere traccia delle tue esperienze recenti sul lavoro, annotando anche episodi in cui ti è stato detto che "non puoi stare sola" o simili. Questo ti permetterà di avere un quadro chiaro di ciò che sta succedendo e, nel caso, ti offrirà anche un supporto documentale nel caso in cui volessi richiedere un consulto legale o avviare un dialogo formale.
3. Supporto Psicologico o di Consulenza
Anche se hai avuto esperienze psicologiche sporadiche in passato, potresti trovare utile parlare con uno psicologo del lavoro o un coach, che può aiutarti a elaborare queste esperienze, analizzare eventuali dinamiche interpersonali sul lavoro e riflettere su come presentarti in contesti professionali futuri. Uno specialista può anche fornirti strumenti pratici per migliorare l'autoefficacia e la gestione delle dinamiche lavorative.
4. Rivolgersi a un Consulente del Lavoro o a un Sindacato
Un consulente del lavoro o un rappresentante sindacale può aiutarti a comprendere i tuoi diritti e le normative sul lavoro, in modo che tu possa tutelarti al meglio e comprendere se le azioni intraprese dai datori di lavoro siano state appropriate o meno.
5. Networking e Aggiornamento Professionale
Se ti è possibile, investire nella tua rete professionale e nel tuo aggiornamento lavorativo potrebbe aiutarti a costruire nuove opportunità. Partecipare a corsi, workshop o conferenze ti consente di ampliare il tuo raggio d'azione e potrebbe portarti nuovi contatti e prospettive di lavoro più adatte a te.
6. Valutare un Supporto Legale
Qualora tu percepisca che ci siano state delle discriminazioni o ingiustizie, consultare un avvocato specializzato nel diritto del lavoro potrebbe essere un passo utile per comprendere i tuoi diritti e, se necessario, per contestare eventuali comportamenti scorretti.
Ogni situazione è unica e, sebbene possa sembrare complesso, prendersi il tempo per esplorare ognuna di queste opzioni ti darà maggior consapevolezza e strumenti per muoverti con sicurezza.
Spero che queste indicazioni possano aiutarti a fare chiarezza su come procedere. Se desideri approfondire qualche punto in particolare, sono qui a disposizione.
Innanzitutto, mi dispiace che tu stia attraversando questa situazione, che sembra portare con sé una certa frustrazione e forse anche un senso di smarrimento. La perdita di un lavoro, soprattutto senza spiegazioni chiare, può creare un forte senso di insicurezza e può farci mettere in discussione aspetti della nostra identità professionale.
Da quanto descrivi, sembra che si siano create delle incomprensioni o percezioni sbagliate nel contesto professionale, che potrebbero aver influenzato la tua attuale situazione lavorativa. È utile esplorare alcune azioni pratiche per chiarire e affrontare queste circostanze.
1. Chiedere Feedback Specifico
Se possibile, prova a chiedere un colloquio con l'ex datore di lavoro o il responsabile per comprendere se ci sia un motivo specifico alla base della decisione. A volte, chiedere un feedback diretto può aiutare a chiarire eventuali incomprensioni o questioni mal interpretate.
2. Documentare la Tua Esperienza
Considera di tenere traccia delle tue esperienze recenti sul lavoro, annotando anche episodi in cui ti è stato detto che "non puoi stare sola" o simili. Questo ti permetterà di avere un quadro chiaro di ciò che sta succedendo e, nel caso, ti offrirà anche un supporto documentale nel caso in cui volessi richiedere un consulto legale o avviare un dialogo formale.
3. Supporto Psicologico o di Consulenza
Anche se hai avuto esperienze psicologiche sporadiche in passato, potresti trovare utile parlare con uno psicologo del lavoro o un coach, che può aiutarti a elaborare queste esperienze, analizzare eventuali dinamiche interpersonali sul lavoro e riflettere su come presentarti in contesti professionali futuri. Uno specialista può anche fornirti strumenti pratici per migliorare l'autoefficacia e la gestione delle dinamiche lavorative.
4. Rivolgersi a un Consulente del Lavoro o a un Sindacato
Un consulente del lavoro o un rappresentante sindacale può aiutarti a comprendere i tuoi diritti e le normative sul lavoro, in modo che tu possa tutelarti al meglio e comprendere se le azioni intraprese dai datori di lavoro siano state appropriate o meno.
5. Networking e Aggiornamento Professionale
Se ti è possibile, investire nella tua rete professionale e nel tuo aggiornamento lavorativo potrebbe aiutarti a costruire nuove opportunità. Partecipare a corsi, workshop o conferenze ti consente di ampliare il tuo raggio d'azione e potrebbe portarti nuovi contatti e prospettive di lavoro più adatte a te.
6. Valutare un Supporto Legale
Qualora tu percepisca che ci siano state delle discriminazioni o ingiustizie, consultare un avvocato specializzato nel diritto del lavoro potrebbe essere un passo utile per comprendere i tuoi diritti e, se necessario, per contestare eventuali comportamenti scorretti.
Ogni situazione è unica e, sebbene possa sembrare complesso, prendersi il tempo per esplorare ognuna di queste opzioni ti darà maggior consapevolezza e strumenti per muoverti con sicurezza.
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Buongiorno le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo per capire le sue problematiche e risolverle . Attraverso dei test o anche con dei colloqui se vuole sono a sua disposizione . Buona giornata
Forse consultare un professionista potrebbe esserle di sostegno per questa fase in cui la sua situazione lavorativa è cambiata. Inoltre potrebbe aiutarla a chiarire eventuali dubbi che ha riguardo a quello che gli altri le dicono sullo stare da sola.
Gentile utente, è importante contattare uno psicologo per intraprendere un percorso di supporto psicologico e vedere meglio ciò che ha raccontato.
Sarei felice di seguirla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Dott. Luca Rochdi
Buongiorno Laura, le consiglio di prenotare un colloquio con uno psicologo e dopo aver approfondito meglio l'argomento decidere come procedere e se necessario fare dei test. Resto a disposizione, buona giornata.
Gentile Laura, mi dicono chi? e come muoverti su cosa? solo lei può sapere come muoversi e quali sono i tempi per la sua solitudine e quando quelli della compagnia.
Cordialmente,
Francesca Tuba
Cordialmente,
Francesca Tuba
Buongiorno, per avere una risposta maggiormente ampia ed adeguata servirebbero più informazioni. Cordialmente.
Gentile Laura, capisco quanto possa essere destabilizzante una perdita lavorativa senza una causa dichiarata, specialmente per una professionista con una lunga esperienza di coordinamento. Tali eventi possono portare a dubbi personali e a un senso di smarrimento. Potrebbe trarre beneficio da un supporto psicologico non solo per comprendere l’impatto emotivo, ma anche per identificare strategie per affrontare future sfide professionali con fiducia. Un percorso mirato può favorire una maggiore consapevolezza di sé e una pianificazione efficace dei prossimi passi. Se desidera approfondire questa possibilità, sono a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto, Dott. Fabio di Guglielmo
Un caro saluto, Dott. Fabio di Guglielmo
Gentile Laura,
le informazioni che ci fornisce sono davvero limitate. Chi le ha detto che non può rimanere da sola? e per quale motivo?
Sarei lieto di aiutarla a elaborare meglio ciò che sta accadendo. Avendo occupato posizioni importanti ed essendo sicuramente una persona di cultura, comprende l'importanza di affidarsi a un professionista per districarsi da una situazione personale che appare confusa e molto destabilizzante.
Mi contatti per una consulenza online, sarò felice di ascoltarla e consigliarla per il meglio.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
le informazioni che ci fornisce sono davvero limitate. Chi le ha detto che non può rimanere da sola? e per quale motivo?
Sarei lieto di aiutarla a elaborare meglio ciò che sta accadendo. Avendo occupato posizioni importanti ed essendo sicuramente una persona di cultura, comprende l'importanza di affidarsi a un professionista per districarsi da una situazione personale che appare confusa e molto destabilizzante.
Mi contatti per una consulenza online, sarò felice di ascoltarla e consigliarla per il meglio.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Buon pomeriggio. Come prima cosa mi viene da chiedere cosa significa che non "può stare da sola". Come indicazioni come muoversi circa la ricerca di un terapeuta e/o psichiatra dipende da cosa hai bisogno. Ci sono vari terapeuti con vari orientamenti, come hai detto tu alcuni somministrano test altri ancora prediligono altre tecniche. Forse per una migliore risposta che possa esserti maggiormente esaustiva andrebbe specificata la tua richiesta, rispetto ai tuoi bisogni del momento.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Lorena Ghiotto Psicologa psicoterapeuta e psicodrammatista
Rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Lorena Ghiotto Psicologa psicoterapeuta e psicodrammatista
Buonasera Laura. Da quello che riporta ci sta chiedendo su come muoversi, ma per fare cosa? sta riportando un qualcosa che le viene detto da altre persone, ovvero che non può stare da sola, mi sembra un'affermazione molto forte, lei concorda con queste persone oppure no? credo che la cosa più importante adesso sia fare un po di chiarezza sulla sua situazione attuale e poi valutare che scelta intraprendere. Spero di averle sollecitato un qualche pensiero con le mie domande. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordialmente, dottor Moraschini.
Salve a lei. Provi a contattare un professionista ed esplicitare meglio il problema, perchè non è ben chiaro chi le dice che non può stare sola, se in ambito professionale o relazionale-affettivo. In ogni caso le consiglio un percorso cognitivo comportamentale per aiutarla a comprendere meglio le sue dinamiche interne ed esplorare se sono causa del suo attuale disagio. Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott.ssa Marina Bonadeni
Buongiorno, Laura.
Comprendo il suo disorientamento, soprattutto considerando l’esperienza e i ruoli che ha ricoperto. Essere messi in discussione senza spiegazioni può causare disagio e far emergere insicurezze. Potrebbe essere utile esplorare due strade: in ambito professionale, cercare di capire se le critiche non esplicitate siano legate a dinamiche di lavoro, a politiche interne o a incomprensioni specifiche. In questi casi, un confronto chiaro e diretto con i colleghi o con un supervisore può aiutare a chiarire le motivazioni e comprendere eventuali aspetti migliorabili. Talvolta, affrontare momenti di incertezza con l’aiuto di uno psicologo può dare strumenti per rafforzare le proprie risorse personali e riconoscere eventuali criticità, se presenti. Anche solo alcuni incontri con un professionista possono rivelarsi utili per migliorare l’autoefficacia e il modo in cui si percepisce la propria gestione delle situazioni lavorative.
Rimango a disposizione per qualsiasi altro dubbio o per guidarla meglio nel chiarire la situazione.
Comprendo il suo disorientamento, soprattutto considerando l’esperienza e i ruoli che ha ricoperto. Essere messi in discussione senza spiegazioni può causare disagio e far emergere insicurezze. Potrebbe essere utile esplorare due strade: in ambito professionale, cercare di capire se le critiche non esplicitate siano legate a dinamiche di lavoro, a politiche interne o a incomprensioni specifiche. In questi casi, un confronto chiaro e diretto con i colleghi o con un supervisore può aiutare a chiarire le motivazioni e comprendere eventuali aspetti migliorabili. Talvolta, affrontare momenti di incertezza con l’aiuto di uno psicologo può dare strumenti per rafforzare le proprie risorse personali e riconoscere eventuali criticità, se presenti. Anche solo alcuni incontri con un professionista possono rivelarsi utili per migliorare l’autoefficacia e il modo in cui si percepisce la propria gestione delle situazioni lavorative.
Rimango a disposizione per qualsiasi altro dubbio o per guidarla meglio nel chiarire la situazione.
Salve Laura, per rispondere alla sua richiesta avrei bisogno di maggiori informazioni rispetto al suo percorso lavorativo e cosa intende con "non posso stare sola". Sarebbe bello saperne di più della sua esperienza emotiva rispetto a questo e del motivo per il quale le servono delle indicazioni esterne.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Stefania Rubiero
Un cordiale saluto
Dott.ssa Stefania Rubiero
Salve Laura, vorrei poterla aiutare meglio, ma non mi è ben chiaro quello che ha descritto della sua esperienza attuale. Mi sembra di capire che ha perso il lavoro, è così? Chi le ha detto che non può stare sola? E' accaduto qualcosa di più specifico per cui ad una professionista come lei, viene di punto in bianco detto di non poter stare sola? Grazie delle sue precisazioni, le auguro il meglio, restando a sua disposizione, Cordialmente Dott.ssa F. Cappelletti
Buongiorno Laura, leggendo quello che scrive mi verrebbe da chiederle che tipo di situazioni siano quelle in cui le viene detto questo e anche come si senta lei quando è da sola. PCInoltre potrebbe esserle utile parlare con le persone che le dicono questo e capire quali siano le loro preoccupazioni in modo da poter avere un confronto con loro, potrebbe aiutarla a comprendere ciò a cui fanno riferimento è qualcosa che riconosce anche lei o meno. Se dovesse avvertire un forte disagio da queste situazioni che si stanno verificando e fosse complicato comprendere alcune vicende potrebbe esserle utile un percorso psicologico per avere un confronto con un professionista esterno che possa darle il proprio punto di vista. Un saluto, Dott. Andrea Alberti.
Gentile utente,
grazie per aver condiviso questa parte del suo vissuto. La perdita del lavoro è un evento che può causare forte stress, influenzando le attività quotidiane e il benessere personale. Anche se ha fornito poche informazioni, emerge chiaramente la sua esigenza di trovare un nuovo orientamento in questo momento delicato.
Sarebbe utile approfondire in quali circostanze le è stato detto di non poter stare da sola e chi le ha rivolto questa osservazione, così da comprendere meglio il contesto e il significato attribuito. Un supporto professionale potrebbe essere molto utile per accompagnarla nel processo di chiusura con l’esperienza lavorativa passata e aiutarla ad aprirsi verso nuove opportunità, riducendo la sensazione di tensione o smarrimento.
Per quanto riguarda la sua domanda su come procedere, ha diverse opzioni. Potrebbe chiedere consiglio al suo medico di base, che spesso ha contatti con psicoterapeuti, psicologi o psichiatri di fiducia. Può inoltre rivolgersi al consultorio della sua zona o valutare l’opzione di un professionista privato, magari proprio attraverso il sito da cui ha posto questa domanda. Se scegliesse quest’ultima opzione, le suggerirei di contattare diversi specialisti e prendere una decisione in base alle sue sensazioni, di solito sono ottime consigliere!
Spero di essere stata d’aiuto.
Un caro saluto, Dott.ssa Federica Tilotta
grazie per aver condiviso questa parte del suo vissuto. La perdita del lavoro è un evento che può causare forte stress, influenzando le attività quotidiane e il benessere personale. Anche se ha fornito poche informazioni, emerge chiaramente la sua esigenza di trovare un nuovo orientamento in questo momento delicato.
Sarebbe utile approfondire in quali circostanze le è stato detto di non poter stare da sola e chi le ha rivolto questa osservazione, così da comprendere meglio il contesto e il significato attribuito. Un supporto professionale potrebbe essere molto utile per accompagnarla nel processo di chiusura con l’esperienza lavorativa passata e aiutarla ad aprirsi verso nuove opportunità, riducendo la sensazione di tensione o smarrimento.
Per quanto riguarda la sua domanda su come procedere, ha diverse opzioni. Potrebbe chiedere consiglio al suo medico di base, che spesso ha contatti con psicoterapeuti, psicologi o psichiatri di fiducia. Può inoltre rivolgersi al consultorio della sua zona o valutare l’opzione di un professionista privato, magari proprio attraverso il sito da cui ha posto questa domanda. Se scegliesse quest’ultima opzione, le suggerirei di contattare diversi specialisti e prendere una decisione in base alle sue sensazioni, di solito sono ottime consigliere!
Spero di essere stata d’aiuto.
Un caro saluto, Dott.ssa Federica Tilotta
Cara Laura, qual è il suo bisogno? Qual è la sua richiesta? Credo che si possa dare la possibilità di rispondersi e poi, successivamente, procedere come ritiene più giusto. Sembrano domande banali ma sono, in realtà, essenziali. Resto a disposizione e la saluto cordialmente.
Buongiorno gentile Laura, capisco che la perdita del lavoro, soprattutto senza una spiegazione chiara, possa avere un forte impatto, generando sentimenti di incertezza e dubbi sulle proprie capacità, nonostante il suo solido background professionale.
Da quello che racconta, sembra che il cambiamento abbia portato all’emergere di preoccupazioni o dubbi da parte delle persone intorno a lei rispetto alla sua capacità di gestire la situazione da sola. Questo tipo di commenti, per quanto possano essere motivati da preoccupazioni genuine, può avere un impatto sul proprio equilibrio e autostima, soprattutto in un momento delicato come la perdita di un lavoro.
Se avverte il bisogno di fare chiarezza sulle proprie risorse personali o su aspetti che potrebbe voler rafforzare, le potrebbe essere utile valutare un percorso di supporto con un professionista. Anche pochi colloqui mirati possono aiutarla a comprendere meglio le sue reazioni e a rielaborare questi recenti eventi. Questo percorso potrebbe anche permetterle di sentirsi più sicura nell'affrontare qualsiasi cambiamento o ostacolo, rafforzando la consapevolezza delle sue risorse interne.
In alternativa, se l’obiettivo è ottenere un parere obiettivo sulle sue capacità, in alcuni contesti si usano test e strumenti psicodiagnostici come metodo per valutare competenze specifiche e capacità personali. Questa opzione, se fosse di suo interesse, può essere discussa con un professionista qualificato che possa suggerirle il percorso più adatto a lei.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori consigli o di una consulenza resto a disposizione. Augurandole di superare al più presto questo momento di difficoltà le porgo cordiali saluti.
Dott. Luca Vocino
Da quello che racconta, sembra che il cambiamento abbia portato all’emergere di preoccupazioni o dubbi da parte delle persone intorno a lei rispetto alla sua capacità di gestire la situazione da sola. Questo tipo di commenti, per quanto possano essere motivati da preoccupazioni genuine, può avere un impatto sul proprio equilibrio e autostima, soprattutto in un momento delicato come la perdita di un lavoro.
Se avverte il bisogno di fare chiarezza sulle proprie risorse personali o su aspetti che potrebbe voler rafforzare, le potrebbe essere utile valutare un percorso di supporto con un professionista. Anche pochi colloqui mirati possono aiutarla a comprendere meglio le sue reazioni e a rielaborare questi recenti eventi. Questo percorso potrebbe anche permetterle di sentirsi più sicura nell'affrontare qualsiasi cambiamento o ostacolo, rafforzando la consapevolezza delle sue risorse interne.
In alternativa, se l’obiettivo è ottenere un parere obiettivo sulle sue capacità, in alcuni contesti si usano test e strumenti psicodiagnostici come metodo per valutare competenze specifiche e capacità personali. Questa opzione, se fosse di suo interesse, può essere discussa con un professionista qualificato che possa suggerirle il percorso più adatto a lei.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori consigli o di una consulenza resto a disposizione. Augurandole di superare al più presto questo momento di difficoltà le porgo cordiali saluti.
Dott. Luca Vocino
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, Laura. Capisco che trovarsi improvvisamente senza lavoro e ricevere suggerimenti non richiesti sul “non stare da sola” possa essere destabilizzante, specialmente per una persona con esperienza e autonomia come lei. Essere messi in discussione in un momento di vulnerabilità può far emergere domande e insicurezze, anche quando si ha un solido percorso professionale alle spalle. Questi commenti potrebbero nascere da diversi fattori, forse da percezioni personali degli altri o da giudizi affrettati legati alla situazione specifica. Può essere utile, in questa fase, fare un piccolo bilancio per comprendere se questi eventi hanno influenzato il suo senso di autostima o se si sente più fragile nell’affrontare le nuove sfide. Anche se la sua autonomia e le sue competenze non sono certo cambiate, l’esperienza della perdita lavorativa e dei commenti ricevuti potrebbe aver scosso qualche certezza. Se sente che questo la sta toccando emotivamente o le causa insicurezza, potrebbe considerare un percorso di supporto psicologico per esplorare meglio come si sente e rafforzare la fiducia in se stessa. Non è necessario che sia un percorso lungo o strutturato, ma anche solo un luogo dove confrontarsi sui suoi obiettivi e sul suo benessere, senza giudizi. Nel frattempo, le suggerisco di concentrarsi sui suoi punti di forza e sulle sue esperienze passate. Il suo valore come professionista e come persona va ben oltre la percezione altrui. La fiducia che ha costruito in se stessa e il suo percorso sono una solida base da cui ripartire. Spero che queste indicazioni possano aiutarla a ritrovare sicurezza in questo momento. Resto a disposizione, Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, perchè parla di test? Per quanto utili possano essere in alcune circostanze, per poter dare orientamenti o certificazioni, la conoscenza di sè, anche in termini di risorse e difficoltà, non credo sia estinguibile con la somministrazione di qualche test ma generabile solo alla luce di un racconto rispetto alla sua quotidianità e a come questa si inscrive in una storia di vita. Sicuramente da queste poche righe non è chiaro capire la ragione per cui le sia stata fatta presente questa cosa, qualora le andasse di approfondire può prenotare un primo colloquio online e ne parliamo. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Ciao Laura, grazie per aver scritto e per la chiarezza nel raccontare la tua situazione.
Capisco bene quanto possa essere difficile affrontare un momento in cui perdi un lavoro senza una spiegazione chiara, e ancor di più quando intorno a te ti dicono che “non puoi stare sola”. Spesso queste frasi, anche se dette con buona intenzione, possono far sentire ancora più isolate o insicure.
Il fatto che tu sia una professionista con esperienza e ruoli di responsabilità è un punto di forza importante. A volte, però, un periodo di difficoltà come questo può rendere necessario prendersi cura anche della propria salute mentale ed emotiva, oltre che di quella lavorativa.
Se senti che stare da sola ti pesa o ti crea disagio, o se semplicemente vuoi capire meglio cosa sta succedendo dentro di te, potrebbe essere utile riprendere un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta. Anche se non hai mai fatto test psicologici, un professionista può aiutarti con un percorso che si adatti alle tue esigenze, senza forzarti a nulla che non vuoi.
Capisco bene quanto possa essere difficile affrontare un momento in cui perdi un lavoro senza una spiegazione chiara, e ancor di più quando intorno a te ti dicono che “non puoi stare sola”. Spesso queste frasi, anche se dette con buona intenzione, possono far sentire ancora più isolate o insicure.
Il fatto che tu sia una professionista con esperienza e ruoli di responsabilità è un punto di forza importante. A volte, però, un periodo di difficoltà come questo può rendere necessario prendersi cura anche della propria salute mentale ed emotiva, oltre che di quella lavorativa.
Se senti che stare da sola ti pesa o ti crea disagio, o se semplicemente vuoi capire meglio cosa sta succedendo dentro di te, potrebbe essere utile riprendere un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta. Anche se non hai mai fatto test psicologici, un professionista può aiutarti con un percorso che si adatti alle tue esigenze, senza forzarti a nulla che non vuoi.
Capisco, Laura. Quello che sta vivendo è un momento complesso: perdere un lavoro senza spiegazioni chiare e, subito dopo, sentirsi dire da più persone che “non può stare sola” può togliere terreno sotto i piedi e mettere in discussione la fiducia che ha sempre avuto nelle sue capacità. È comprensibile sentire confusione o smarrimento, soprattutto se fino a poco tempo fa ricopriva ruoli di coordinamento e responsabilità: queste competenze non scompaiono solo perché le circostanze sono cambiate o perché qualcuno ha espresso un parere non richiesto sul suo modo di essere.
È importante ricordare che frasi come “non puoi stare sola” non sono diagnosi e non hanno alcun valore clinico. A volte nascono da fraintendimenti, da preoccupazioni espresse male, oppure da contesti lavorativi poco trasparenti. Tuttavia, quando capitano in un momento di vulnerabilità, possono lasciare un segno e far emergere dubbi che prima non c’erano.
Se sente il bisogno di fare chiarezza dentro di sé, un percorso psicologico può essere un modo sicuro per rimettere ordine e comprendere cosa le sta succedendo davvero, senza che siano gli altri a definirla. Non serve avere un “problema grave” per rivolgersi a un professionista: può farlo chiunque senta il bisogno di capire meglio le proprie reazioni, soprattutto dopo un evento destabilizzante come la perdita di un lavoro.
Un buon punto di partenza potrebbe essere cercare uno psicologo o psicoterapeuta che lavori con adulti e abbia esperienza nei momenti di transizione o nelle difficoltà legate alla sfera professionale. Nelle prime sedute potrà raccontare ciò che è accaduto, il modo in cui si è sentita e i commenti che ha ricevuto: da lì, insieme, potrete costruire un percorso su misura. Sarà sempre lei a decidere se desidera approfondire con eventuali test o valutazioni: non è obbligatorio, ma in alcuni casi può aiutare a fare maggiore chiarezza.
Non c’è nulla di sbagliato nel chiedersi “cosa mi sta succedendo?”. È un segnale di consapevolezza e di cura verso sé stessa.
È importante ricordare che frasi come “non puoi stare sola” non sono diagnosi e non hanno alcun valore clinico. A volte nascono da fraintendimenti, da preoccupazioni espresse male, oppure da contesti lavorativi poco trasparenti. Tuttavia, quando capitano in un momento di vulnerabilità, possono lasciare un segno e far emergere dubbi che prima non c’erano.
Se sente il bisogno di fare chiarezza dentro di sé, un percorso psicologico può essere un modo sicuro per rimettere ordine e comprendere cosa le sta succedendo davvero, senza che siano gli altri a definirla. Non serve avere un “problema grave” per rivolgersi a un professionista: può farlo chiunque senta il bisogno di capire meglio le proprie reazioni, soprattutto dopo un evento destabilizzante come la perdita di un lavoro.
Un buon punto di partenza potrebbe essere cercare uno psicologo o psicoterapeuta che lavori con adulti e abbia esperienza nei momenti di transizione o nelle difficoltà legate alla sfera professionale. Nelle prime sedute potrà raccontare ciò che è accaduto, il modo in cui si è sentita e i commenti che ha ricevuto: da lì, insieme, potrete costruire un percorso su misura. Sarà sempre lei a decidere se desidera approfondire con eventuali test o valutazioni: non è obbligatorio, ma in alcuni casi può aiutare a fare maggiore chiarezza.
Non c’è nulla di sbagliato nel chiedersi “cosa mi sta succedendo?”. È un segnale di consapevolezza e di cura verso sé stessa.
Buongiorno, da ciò che scrive non è possibile capire online a che cosa si riferiscano esattamente le persone che Le dicono che “non può stare sola”, ma credo sia importante non sottovalutare questo segnale. Il primo passo utile potrebbe essere una valutazione clinica con uno psicologo o uno psichiatra, per comprendere meglio la situazione e capire di quale tipo di supporto Lei possa avere bisogno. Una valutazione psicologica, infatti, non coincide necessariamente con la somministrazione di test, ma spesso inizia con un colloquio approfondito finalizzato a inquadrare il problema. Se queste preoccupazioni riguardano anche la Sua sicurezza, o se dovesse sentirsi molto in difficoltà, confusa o non al sicuro da sola, sarebbe opportuno chiedere aiuto con tempestività ai servizi sanitari del territorio. In ogni caso, il fatto che Lei stia cercando di orientarsi è già un passo importante e merita una risposta professionale chiara, non impressioni informali.
Le auguro una buona giornata.
Le auguro una buona giornata.
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