buonasera, mia figlia ha 11 mesi. Una bimba tranquilla, allegra, circondata da amore. Sorride tanto,

buonasera, mia figlia ha 11 mesi. Una bimba tranquilla, allegra, circondata da amore. Sorride tanto, intelligente, curiosa, sveglia e felice. Perfettamente nella norma nello sviluppo. Io non lavoro e sono con lei 24/7. Non l’ho mai allattata purtroppo. Gioco tanto con lei, le parlo molto e trova sempre un sorriso sulle mie labbra. Non capisco però come mai non abbia mai mostrato attaccamento verso di me…riconosce le persone perché “dov’è nonna dov’è papà” si gira verso di loro. Quando esco per delle commissioni o esco dalla stanza e la lascio sola neanche se ne accorge…Non ha mai avuto paura di un estraneo (forse una volta sola in 11 mesi). Anzi è super socievole, indica la persona mai vista gli sorride e la saluta…è capitato anche che gattonasse verso una mia amica che non hai mai visto e voleva essere presa in braccio….ma è normale? Non dovrebbe avere una certa diffidenza? Invece più va avanti più diventa socievole con tutti…mi sta mandando al manicomio questa cosa…in più quando piange perché magari si è fatta male o è arrabbiata per un “no” non vuole essere consolata e mi scansa…sono preoccupata vi prego rispondetemi..tutti i bimbi che conosco della sua età (veramente tutti) sono attaccati alla mamma e hanno un certo timore delle persone sconosciute.

25 risposte


Salve, Mi spiace per la situazione che ti scrive perché si denota un'intensa preoccupazione da parte sua. Credo che è un osservazione domiciliare oppure un osservazione in studio con un terapeuta possa definire meglio la situazione per cercare di cogliere eventuali criticità. Nel frattempo, ritengo molto utile per lei anche un consulto psicologico al fine di elaborare i vissuti emotivi connessi a Tale situazione onde evitare che il rapporto tra voi possa deteriorarsi. Cordialmente, dott FDL

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Buonasera, sua figlia sembra perfettamente nella norma. Anzi proprio perché ha una base certa, cioè una mamma sempre a disposizione è nella condizione di esplorare l'esterno e avere fiducia nelle persone che le si avvicinano. Forse il punto è la sua sensazione o preoccupazione di non avere un legame solido con la bambina. Questo potrebbe essere dovuto ai suoi vissuti personali e meno ad un reale problema con sua figlia. Se ha bisogno di parlarne non esiti a contattarmi, Dott.ssa Camilla Ballerini


Buonasera gentile utente, sono d'accordo con la collega; dal suo racconto la bambina sembra che abbia una base sicura. Sarebbe interessante esplorare e scoprire quali siano i suoi vissuti personali che la portano ad avere tali pensieri e sensazioni. Valuti la possibilità di un suo spazio personale da poter scoprire anche nuove parti di se da poter offrire a se stessa e a sua figlia. Cordiali Saluti, Dott.ssa Alexandra Giakoumi


Buonasera Gentile Utente, esistono diversi tipi di attaccamento e sua figlia rientra in uno di questi. Da come la descrive il suo sembra uno sviluppo del tutto normale. La paura dell'estraneo potrebbe comparire più avanti con l'età. In ogni caso, non sembra esserci nulla di cui allarmarsi. Cordialmente, dott. Simeoni


Buonasera, Credo che per il momento non si deve preoccupare sembra essere tutto nella normale anzi, un attaccamento sicuro di solito permette ai bambini di andare ed esplorare perchè sanno che tanto la loro figura di riferimento c'è e non se ne va. Quello a cui forse deve fare attenzione è questo suo bisogno di ricercare dimostrazioni dell'attaccamento di sua figlia non deve sentirsi così insicura. I bambini sono tutti diversi e anche se ci sono delle tappe specifiche da seguire hanno i loro tempi. In più probabilmente sua figlia è abituata a vedere persone diverse quindi non si spaventa proprio perchè è non è inusuale. Non si allarmi 11 mesi sono pochi avrà tutto il tempo per dimostrarle il suo affetto. Cordialmente Dott.ssa Loredana Luise

Dott.ssa Loredana Luise

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psicologo

Ponte San Nicolò

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Buongiorno, mi dispiace per questo momento di preoccupazione e spero che le mie parole possano rasserenarla. Da quanto scrive, la sua bambina ha un comportamento sicuro e questo è principalmente dovuto al fatto che ha un buon attaccamento con lei. La sua bambina sa che può allontanarsi, esplorare l'ambiente, avvicinarsi a persone nuove, senza pericolo perché "mamma c'è sempre, posso ritornare da lei e mi protegge". Per quanto riguarda la sua preoccupazione, credo che un sostegno psicologico possa essere utile per lavorare sulle sue emozioni e sulla sua difficoltà ad accettare questo atteggiamento nella bambina. Inoltre potrebbe avere migliori chiarimenti rispetto ai suoi dubbi. Resto a disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Alessandra Morosinotto


Gent.ma, da come descrive probabilmente sua figlia sente di poter esplorare l'ambiente in un contesto di sicurezza, generando però in lei una sensazione di rifiuto. Se ha dubbi o ciò le crea disagio, chieda una consulenza per poter meglio esplorare in cosa consista questa sua preoccupazione o difficoltà nel rapporto con la figlia. SG


Buongiorno, immagino che la preoccupazione per lei sia molto grande. E se guardasse la situazione da un altro punto di vista? L'esplorazione dell'ambiente da parte di un bambino, è possibile solo nel caso in cui si sia creata quella che viene definita 'base sicura'. Sua figlia non potrebbe 'fidarsi' di altri se non avesse sviluppato un senso di sicurezza e fiducia forti. E questo è quasi completamente dato dal rapporto madre-figlio. Purtoppo non posso andare più nello specifico della sua situazione (e sarebbe molto azzardato farlo), perché non ho avuto modo di vedere l'interazione che c'è fra voi due e perché non conosco la situazione familiare, le aspettative e i significati che inevitabilemente influiscono in questo (come in tutti) rapporto. Le auguro una buona giornata Gianpaolo Bocci


Salve, se vuole togliersi un pò di dubbi può consultare un neuropsichiatra infantile della sua Asl con la ricetta del pediatra. E'sempre importante poter ricevere del sostegno psicologico in questo periodo di crescita della bimba, le ansie e le preoccupazioni sono sempre tante e consultare un esperto può tranquillizzarla e farla sentire più sicura anche nella relazione con la bimba. Resto comunque a disposizione per un consulto on line. cordiali saluti


Cara mamma, il percorso di crescita di bambini e bambine è così affascinante quanto di complessa lettura, immagino quindi quanto ciò che ci descrive possa destabilizzarla. Per risponderle con maggiore precisione sarebbe importante conoscere il vostro sistema di relazioni, ma provo ad offrirle alcuni spunti di riflessione in base a quanto la psicologia dello sviluppo ci insegna. Così come indicato dai colleghi e dalle colleghe, sembrerebbe che la bambina, nella relazione con lei, abbia acquisito una base sicura che le consenta di esplorare il mondo con serenità. Consideri che perché si possa diventare indipendenti è molto importante acquisire una buona dose di esperienze di dipendenza nella prima infanzia. E' quindi verosimile che rispondendo con costanza e amorevolezza ai suoi bisogni le stia offrendo un bagaglio prezioso che porterà sempre con sè. Un cordiale saluto


Gentile signora, dalla descrizione si evince un tipo di attaccamento detto "sicuro". Tale che consente alla bambina di rimanere tranquilla anche in sua assenza. Semplicemente, sua figlia non avverte la sua assenza perchè non ha paura della perdita, sa che lei c'è sempre e avanti così imparerà a stare sola con se stessa ad avere fiducia in se stessa e negli altri. Saluti Dott.ssa S.Zito


Buongiorno gentilissima, Mi trovo molto d’accordo con i colleghi, Mentre leggevo la sua domanda mi è balzata alla mente l’immagine di una bimba serena, libera di esplorare il suo mondo, grazie alla sua presenza attenta e amorevole. Esistono diversi tipi di attaccamento e questo sembrerebbe un tipo di attaccamento sicuro. Queste mie parole tuttavia non vogliono sminuire il suo sentire, anzi ritengo sia importante dedicarvi uno spazio di riflessione, per rielaborare il suo senso di rifiuto. Le faccio i miei migliori auguri per questa preziosa fase di vita (sua e della piccola). Un caro saluto


Gentile mamma, dalle poche informazioni indicate nel suo racconto non sembra esserci una situazione preoccupante. La sua bimba sa di avere figure di riferimento pronte a rispondere ai suoi bisogni. La mamma trasmette serenità e lei sa che in caso di necessità sarà pronta ad aiutarla, per questo esplora il mondo con tanta serenità. State costruendo un tipo di attaccamento sicuro. Piuttosto, se lei mamma non si sente a suo agio in questa situazione, se ha bisogno di un sostegno le consiglio un colloquio psicologico, per concedersi un momento di riflessione con un professionista. Un caro saluto. Dott.ssa Federica Melis


Gentile mamma, credo possa esserle utile qualche consulenza genitoriale per comprendere meglio le caratteristiche temperamentali della bimba e dare significato a comportamenti e vissuti della stessa. Credo di poterle dire comunque che non si deve assolutamente preoccupare in merito ha ciò che ha riportato nella richiesta pubblicata. Cordialmente Dott. Andrea saccon


Buonasera Lo stile di attaccamento sicuro rende il bambino libero di esplorare il mondo perché sa che la madre è per lui una "base sicura" dalla quale tornare nel momento del bisogno. Comprendo il disagio che lei prova ma non sempre i comportamenti di esplorazione sicura devono essere considerati come segnali di disagio del bambino. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Saluti Dott.ssa Claudia Castellani


Buongiorno, capisco la preoccupazione di una mamma attenta ai segnali della propria bambina. Intorno agli otto mesi il bambino piccolo in effetti mostra quella che viene definita "angoscia dell'estraneo". Segue alla fase simbiotica, in cui si percepisce un tutt' uno con la mamma, che da sempre gli fornisce cure e soddisfa ogni suo bisogno. Racconta del momento speciale in cui il bambino inizia a percepirsi come persona separata dalla madre, sviluppa quindi la paura di perderla se dovesse scomparire anche solo per un attimo, e ciò è tanto più vero quando subentrino estranei. E' un meccanismo fisiologico fatto per garantire sicurezza e continuità alla specie, assicurando la prossimità del bambino a chi si prende cura di lui nel momento in cui è più inerme. Si tratta di argomenti ben studiati dalla teoria dell'attaccamento (Bowlby, Ainsworth), in particolare attraverso la strange situation. Le do questi riferimenti perché possa, se lo crede approfondire meglio. Secondo il mio parere può essere utile richiedere un consulto ad un collega specializzato in età evolutiva. Generalmente viene effettuata un'osservazione diadica in situazioni spontanee e quotidiane, per individuare le caratteristiche peculiari della relazione. Se necessario viene poi proposto un breve parent training che di solito, specie quando vi siano genitori particolarmente attenti e premurosi come lo è lei, fornisce ottimi risultati in tempi brevi. Un caro saluto.


Cara mamma, diventare genitore e, culturalmente, calzare nel ruolo di madre comporta una serie di domande, perplessità, dubbi circa se stesse e la propria capacità di svolgere al meglio questa delicata funzione. Ci si conosce sotto nuove vesti, possono risvegliarsi timori e paure o conoscerne di nuovi. Da ciò che riferisce, come evidenziato dai colleghi, la sua bambina sembrerebbe presentare un attaccamento sicuro che consente di esplorare l'ambiente con serenità e tranquillità, certi di poter far ritorno alla propria base per essere supportati, accuditi e protetti. Tuttavia, ciò che noto nella sua richiesta, è anche una sensazione soggettiva di rifiuto da parte di sua figlia ed un conseguente vissuto di svalutazione e frustrazione. Personalmente, sento di consigliarle di partire proprio da qui, dal suo sentire e dai suoi dubbi, portandoli in uno spazio di riflessione e di condivisione nell'ambito di un percorso di sostegno. Potrebbe esserle utile a valutare la situazione secondo un'altra prospettiva e anche ad essere più indulgente e meno severa nel giudizio operato su di sé. Resto a sua disposizione per eventuali domande o chiarimenti. Un caro saluto, Simona Del Peschio


Gentile signora, diventare un genitore è un compito davvero difficile, e occuparsi di una bambina richiede molta fatica e tanto sforzo, seppur ripagato dall'amore. I dubbi a cui lei da voce sono tutti legittimi, ma sono segnali di una mamma presente, attenta ai dettagli, alla relazione di cura. La sua bimba potrebbe sentirsi rassicurata dal fatto che lei è sempre presente, e seppur si allontani, nell'atto di esplorare, lei è pronta ad accoglierla. I segnali che descrive all'inizio sono tutti ottimi presupposti di una buona comunicazione, al momento mi sento di rassicurarla; se nel corso dei prossimi mesi nota qualcos'altro può richiedere un consulto. Le auguro il meglio per lei come mamma e per la sua bimba!


Carissima , comprendo le tue preoccupazioni riguardo al comportamento di tua figlia e desidero rassicurarti che ogni bambino è unico e sviluppa il proprio schema di attaccamento in modi diversi. Il fatto che tua figlia sia socievole e non mostri attaccamento in modo tradizionale potrebbe essere una manifestazione del suo carattere aperto e curioso, piuttosto che un segno di mancanza di attaccamento verso di te. Alcuni bambini sono naturalmente più estroversi e si sentono a loro agio con gli estranei, mentre altri sono più riservati e timidi. Tuttavia, se le tue preoccupazioni persistono o se hai dubbi sullo sviluppo di tua figlia, potresti considerare di parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale (CBT), esperti nell'individuare strategie pratiche ed efficaci per affrontare le difficoltà attuali. La CBT si concentra sul comprendere e modificare i pensieri e i comportamenti che influenzano le emozioni, offrendo strumenti concreti per migliorare il tuo benessere psicologico. Resto a tua disposizione per qualsiasi chiarimento o supporto aggiuntivo. Un caro saluto, Dott. Moro


Buonasera cara mamma, La preoccupazione che riporta è molto forte ed è pienamente comprensibile. Andrebbe approfondito in modo molto più ampio il rapporto che c'è con sua figlia, nonché con le altre figure di riferimento della bimba, per riuscire a comprendere insieme cosa stia succedendo e vivere con maggiore serenità queste prime fasi di vita della piccola. Lei afferma di stare 24/7 con sua figlia: come trascorrete questo tempo insieme? Come si immaginava come madre prima che nascesse? E ora come sta vivendo questa nuova esperienza? Chi è sua figlia e come si comporta nelle diverse situazioni? Le prime fasi di vita sono fondamentali per i bimbi, ma anche per i genitori nel rapporto che si va a creare con i loro figli. Per questo è molto importante pensare di potersi prendere uno spazio di supporto per comprendere e affrontare con cura questo momento così delicato. Disponibile anche online, da anni mi occupo con molta passione di affiancare genitori alle prese con difficoltà e preoccupazioni in merito alla crescita dei propri figli. Un caro saluto


Capisco perfettamente la Sua preoccupazione, e desidero rassicurarLa: ogni bambino ha il proprio modo di svilupparsi e, sebbene esistano delle tappe comuni nel percorso di crescita, la modalità con cui i bambini sviluppano l'attaccamento può variare sensibilmente. Nel caso di Sua figlia, sembra che stia seguendo un percorso di sviluppo assolutamente normale, seppur con modalità che potrebbero apparire diverse rispetto ad altri bambini. Il fatto che Sua figlia non manifesti segni evidenti di attaccamento ansioso, come il pianto quando La lascia o una diffidenza nei confronti degli estranei, non significa che non sia legata a Lei. Potrebbe semplicemente esprimere il suo attaccamento in modo diverso, senza essere particolarmente ansiosa o dipendente, ma comunque emotivamente sicura e felice con la Sua figura di riferimento. Alcuni bambini sviluppano un attaccamento più indipendente e tranquillo, pur essendo legati profondamente ai genitori. Inoltre, sembra che Sua figlia sia particolarmente socievole e ciò è senza dubbio positivo. Alcuni bambini, per natura, sono più aperti agli estranei e si sentono a loro agio con nuove persone. Questo potrebbe essere il caso di Sua figlia, che potrebbe semplicemente manifestare una personalità estroversa e sicura. Non tutti i bambini sviluppano una fase di diffidenza verso gli estranei, che solitamente compare tra i sei e i dodici mesi, e alcuni la vivono in modo più lieve, o addirittura la saltano del tutto. La reazione di Sua figlia quando si fa male o è arrabbiata potrebbe riflettere una sua maggiore autonomia emotiva. Alcuni bambini tendono a essere più risoluti e cercano di gestire le proprie emozioni da soli. Questo non implica affatto che non La cerchi o che non abbia fiducia in Lei, ma piuttosto che sta cercando di calmarsi autonomamente. Continui a esserLe vicina e disponibile, poiché con il tempo Sua figlia si aprirà maggiormente a Lei per il supporto emotivo. Infine, è importante ricordare che ogni bambino è diverso, e ciò che potrebbe essere considerato una fase normale di sviluppo per uno potrebbe non esserlo per un altro. Il comportamento di Sua figlia potrebbe essere semplicemente una manifestazione del suo carattere unico. Molti bambini, pur essendo più attaccati alla mamma o mostrando una certa diffidenza verso gli estranei, stanno vivendo un normale sviluppo, ma ci sono anche tanti bambini che non mostrano questi comportamenti e sono altrettanto equilibrati e felici. Se, nonostante tutto, Le dovesse rimanere qualche dubbio, potrebbe essere utile confrontarsi con il pediatra o un esperto di sviluppo infantile, che Le potrà dare una visione più approfondita e aiutarLa a comprendere meglio il comportamento di Sua figlia. In ogni caso, da quanto descrive, Sua figlia sembra essere una bambina serena, felice e in buona crescita, e questo è un ottimo segno. Non si preoccupi troppo delle differenze rispetto ad altri bambini, poiché ogni bimbo ha il proprio ritmo e le proprie modalità di sviluppo. Saluti.


Buonasera, la sua domanda è molto delicata e sentita, e vorrei innanzitutto dirle che comprendo profondamente il suo stato d’animo. È assolutamente naturale, per una madre così coinvolta, presente e affettuosa come lei, desiderare di percepire una forma di attaccamento chiaro e visibile da parte della propria bambina. Il fatto che lei stia osservando questi segnali con tanta attenzione dimostra il grande amore e la cura che mette nel suo ruolo di genitore, ma capisco anche quanto questo possa generarle dubbi, ansie e senso di inadeguatezza. Dal punto di vista dell’approccio cognitivo-comportamentale, è importante osservare le sue emozioni e i pensieri che ne derivano. Lei si trova a vivere un conflitto tra ciò che razionalmente sa (ovvero che sua figlia è serena, affettuosa, sorridente, stimolata, ben accudita) e ciò che emotivamente sente, ovvero una distanza o una mancata risposta affettiva nei suoi confronti. Questo divario può attivare pensieri automatici come “non si è attaccata a me”, “non mi riconosce come figura di riferimento”, o peggio “sto sbagliando qualcosa”. Questi pensieri, se non ristrutturati, possono generare forti emozioni di frustrazione, insicurezza, tristezza o addirittura senso di colpa. È importante però guardare la situazione anche da un’altra prospettiva. Ogni bambino ha il proprio stile temperamentale, che si manifesta fin dai primi mesi di vita. Alcuni bambini mostrano sin da subito un profilo più esplorativo e aperto, altri sono più riservati, altri ancora manifestano l’attaccamento in modo più sottile o non conforme alle aspettative sociali o culturali. Una bambina che è curiosa, serena, che gioca, che si lascia avvicinare e che manifesta una buona regolazione emotiva è una bambina che molto probabilmente sta sviluppando un attaccamento sicuro. E attenzione: l’attaccamento sicuro non si manifesta sempre con pianti, ansie da separazione o bisogno di contatto costante. Può anche mostrarsi in modo tranquillo, fiducioso, con un senso di sicurezza che le consente di esplorare l’ambiente proprio perché si fida della sua base sicura, che è lei. La sua bambina si sta comportando in modo socievole, aperto, adattabile. Questo non significa che non sia legata a lei, ma semplicemente che si sente sicura anche quando non è fisicamente con lei. Alcuni genitori interpretano l’assenza di proteste come disinteresse, ma molto spesso è invece un segnale di fiducia: la sua bimba sa che lei c’è, sa che torna, e quindi può esplorare e interagire con gli altri senza ansia. È anche possibile che stia vivendo una fase in cui l’indipendenza si sta strutturando un po’ prima o con modalità differenti rispetto ad altri bambini, e questo non è necessariamente un segnale negativo. Quanto al fatto che non voglia essere consolata in certi momenti, anche questo può essere parte di un temperamento più autonomo o di una modalità ancora in via di definizione nella gestione delle emozioni. Alcuni bambini, quando sono frustrati o arrabbiati, non cercano subito il conforto fisico, ma lo fanno in altri momenti o con modalità più sottili. La cosa più importante è che lei continui ad esserci, a offrire disponibilità, contatto e ascolto, anche se sua figlia in quel momento sembra respingerlo. La continuità della sua presenza sarà il fondamento per un attaccamento solido, anche se per ora non si manifesta nei modi che si aspettava. Infine, la invito ad essere gentile con se stessa. Essere madri è un compito meraviglioso, ma anche faticoso e carico di aspettative, molte delle quali ingiustamente rigide. La qualità della relazione che sta costruendo con sua figlia non si misura solo nei gesti immediati, ma nella coerenza, nella cura, nella sensibilità che lei le offre ogni giorno. E da quanto scrive, lo sta facendo davvero in modo straordinario. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Gentile utente, comprendo perfettamente la sua preoccupazione: ciò che descrive tocca corde profonde di una madre che desidera sentire il legame con la propria bambina. Tuttavia, dalle informazioni che fornisce, il comportamento della piccola rientra nella gamma della normalità evolutiva. Ogni bambino manifesta l’attaccamento in modo diverso: alcuni sono più “fisici” e cercano continuamente il contatto, altri esprimono sicurezza proprio grazie alla loro tranquillità nell’esplorare e nell’aprirsi al mondo. Il fatto che la bambina sia serena, curiosa, socievole e che si sviluppi in linea con l’età indica che la base affettiva è solida: si sente sicura dell’ambiente e della presenza della madre, anche se non la “richiama” in modo evidente. Nei primi 12-18 mesi possono esserci grandi differenze individuali: – alcuni bambini mostrano la cosiddetta “ansia da separazione” in modo marcato, altri in forma molto lieve o quasi assente; – la socievolezza con gli estranei può essere un segno di apertura e fiducia, non necessariamente di mancanza di attaccamento; – il fatto che, quando piange, non voglia essere consolata può dipendere dal suo temperamento: alcuni bimbi hanno bisogno di qualche secondo di autoregolazione prima di accettare il contatto. Il suo ruolo resta fondamentale: continui a offrirle presenza costante, voce calma, prevedibilità e disponibilità emotiva. Anche se la bambina non si aggrappa o non protesta, lei sta interiorizzando la sicurezza che riceve quotidianamente. In caso di dubbi persistenti o se desidera un confronto più approfondito, può essere utile rivolgersi a uno psicologo dell’età evolutiva per una breve consulenza osservativa: non per “diagnosticare”, ma per rassicurarla e darle strumenti per leggere meglio i segnali della sua bambina. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

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Buonasera. Comprendo la sua preoccupazione, ma da ciò che descrive non emergono automaticamente elementi patologici. Tra gli 8 e i 12 mesi molti bambini iniziano a mostrare quella che in letteratura viene definita “ansia da separazione” e “paura dell’estraneo” (Bowlby; Ainsworth, teoria dell’attaccamento). Tuttavia non tutti i bambini la manifestano con la stessa intensità. Il temperamento individuale incide in modo significativo: alcuni sono più prudenti, altri più socievoli e orientati all’esplorazione. La socievolezza verso estranei, se inserita in uno sviluppo nella norma, non è di per sé un segnale di assenza di attaccamento. L’attaccamento non si misura dalla protesta quando la madre esce dalla stanza. Si osserva piuttosto nella “base sicura”: il bambino esplora perché sa di avere una figura stabile di riferimento. Un bambino molto sereno e abituato a una presenza costante può non reagire con allarme alle brevi separazioni, soprattutto se non ha sperimentato interruzioni brusche o imprevedibili. Anche il fatto che, quando piange, a volte la scansi non indica necessariamente rifiuto. A questa età la regolazione emotiva è ancora immatura: alcuni bambini, quando sono molto attivati (rabbia, frustrazione, dolore), irrigidiscono il corpo o respingono il contatto per eccesso di stimolazione. Non è una scelta relazionale consapevole. Un altro elemento importante: il riconoscimento selettivo (“dov’è nonna? dov’è papà?”) indica memoria sociale e discriminazione delle figure familiari. Questo è un segnale positivo. Ciò che descrive — bambina allegra, curiosa, nello sviluppo adeguato, immersa in un ambiente affettuoso — è coerente con un attaccamento potenzialmente sicuro, ma espresso attraverso un temperamento molto socievole. La paura dell’estraneo non è un criterio diagnostico obbligatorio. Detto questo, se la sua ansia è elevata o se nota altri segnali (assenza di contatto oculare, mancata ricerca di interazione, regressioni, perdita di competenze acquisite), è sempre appropriato confrontarsi con il pediatra o con un neuropsichiatra infantile per una valutazione diretta. L’osservazione clinica in presenza è l’unico modo per formulare un giudizio attendibile. Infine, è importante considerare anche il suo stato emotivo. Essere con una bambina 24/7 può amplificare dubbi e confronti continui con gli altri. Non tutti i bambini seguono lo stesso copione evolutivo. Se lo desidera, può contattarmi per approfondire insieme le sue preoccupazioni e lavorare sull’ansia che questa situazione le sta generando, distinguendo ciò che è dato oggettivo da ciò che è timore anticipatorio.


Da quello che scrivi non mi arriva l’immagine di una bambina “distaccata”.Mi arriva invece l’immagine di una bimba serena, curiosa, tranquilla, che sembra sentirsi sicura del mondo che la circonda. E forse proprio perché sei una mamma molto presente e stabile, tua figlia non vive ogni tuo allontanamento come qualcosa di spaventoso o traumatico. Mi ha colpito il fatto che tu dica quasi con paura che non pianga quando esci dalla stanza o che riesca ad andare serenamente anche verso altre persone. Però non sempre un attaccamento molto forte, esclusivo o dipendente dalla mamma è automaticamente sinonimo di un legame più sano o più profondo. Spesso una bambina che riesce ad esplorare, sorridere agli altri, essere curiosa e tranquilla anche senza aggrapparsi continuamente alla madre può anche essere una bambina che si sente sicura dell’amore che riceve e della presenza della sua mamma, dentro di lei sa che ci sei e la sicurezza che ha dipende proprio da questo rapporto speciale che sei riuscita a costruire con lei. E da quello che racconti mi sembra che tu stia facendo tantissimo per lei, anche più di quanto riesca a riconoscerti in questo momento. Forse oggi stai osservando ogni suo gesto con così tanta paura di “non essere abbastanza importante” per lei da finire quasi per leggere come rifiuto anche comportamenti che magari parlano semplicemente del suo carattere o della serenità che sente intorno a sé. E forse proprio per questo potrebbe esserti utile avere uno spazio in cui qualcuno possa aiutarti a guardare questa situazione anche da prospettive diverse da quelle che oggi l’ansia e il confronto con gli altri bambini ti fanno vedere.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.