Domande del paziente (202)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
La correlazione che lei descrive tra la cervicalgia e la tensione del muscolo piccolo pettorale è molto frequente in ambito riabilitativo ed...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Comprendo perfettamente il suo stato d'animo; quando un fastidio persiste e si intreccia con altri eventi (come la colica renale), l'ansia...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Comprendo bene la frustrazione di convivere con una sensazione di instabilità per 3 anni; la distinzione che lei fa tra sbandamenti "soggettivi"...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Quello che descrive è un quadro molto interessante e piuttosto comune, che in gergo tecnico chiamiamo spesso "amnesia del gluteo" (o inibizione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
I sintomi che descrive compongono un quadro clinico molto frequente, che spesso viene definito come Sindrome Cervico-Cefalalgica con interessamento...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
L'episodio del crack che descrive, associato a un dolore che si irradia fino alla scapola e alla spalla, suggerisce un quadro di forte irritazione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Il dolore che descrive, che si irradia dalla spalla fino al gomito e coinvolge la zona sotto l'ascella, è molto caratteristico e spesso indica...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Un dolore così esteso, che percorre l'intera metà del corpo dalla nuca fino al piede, è un segnale che il sistema nervoso sta trasmettendo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
La ringrazio per la descrizione così dettagliata; il suo percorso è purtroppo un classico esempio di come il lavoro fisico ripetitivo abbia...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Il dolore al tallone che descrive, specialmente se molto intenso ai primi passi appena scesi dal letto, è il segno classico di una fascite...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Comprendo perfettamente la sua preoccupazione, specialmente avendo già vissuto un intervento a soli 20 anni. A 33 anni, con una vita attiva,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Quello che descrive è un fenomeno molto comune in chi svolge lavori d'ufficio prolungati e si chiama instabilità da fissità posturale.
Il...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
Quello che descrive è un fenomeno molto specifico che colpisce spesso chi passa molte ore davanti agli schermi e ha problemi cervicali: si...
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La radioterapia pulsata può servire per una cronica anterolistesi lombare con artrosi cronica e restringimento canale spinale? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
È importante fare subito una distinzione fondamentale tra due termini che spesso vengono confusi, poiché hanno scopi e meccanismi completamente diversi: la radioterapia e la radiofrequenza.
Radioterapia vs Radiofrequenza
La radioterapia è un trattamento che utilizza radiazioni ionizzanti, impiegato quasi esclusivamente in ambito oncologico per distruggere cellule tumorali. Non è una pratica utilizzata per trattare l'artrosi o lo scivolamento delle vertebre.
Molto probabilmente, lei si riferisce alla radiofrequenza pulsata, una procedura di medicina del dolore che viene spesso proposta per quadri clinici come il suo.
La Radiofrequenza Pulsata per il suo quadro clinico
Nel caso di una anterolistesi: lo scivolamento in avanti di una vertebra, associata ad artrosi e restringimento del canale: la stenosi, il problema è sia meccanico che infiammatorio.
Ecco come potrebbe aiutarla questa tecnica:
- Effetto sui nervi: la radiofrequenza pulsata non distrugge i tessuti, ma invia impulsi elettromagnetici che mirano a modulare il segnale del dolore. In pratica, serve ad abbassare il volume del dolore che parte dai nervi compressi nel canale ristretto o dalle articolazioni colpite da artrosi.
- Non risolve lo scivolamento: è fondamentale sapere che questa terapia non sposta la vertebra né allarga il canale spinale. Agisce solo sul sintomo doloroso. L'anterolistesi rimane un problema meccanico che va gestito con la stabilità muscolare.
Può essere una valida opzione se:
- il dolore è cronico e non risponde più ai farmaci antinfiammatori.
- la chirurgia è esclusa o si vuole tentare una strada meno invasiva.
- il dolore le impedisce di fare la fisioterapia necessaria per rinforzare la schiena.
Poiché la sua vertebra è scivolata in avanti, il lavoro più importante resta il rinforzo dei muscoli addominali profondi e dei glutei, che fungono da vero e proprio busto naturale per frenare l'anterolistesi. La radiofrequenza può essere il ponte che le permette di tornare a muoversi con meno dolore per eseguire questi esercizi.
Dato che l'anterolistesi richiede molta attenzione ai movimenti quotidiani, desidera che le spieghi quali posizioni evitare per non far scivolare ulteriormente la vertebra, o preferisce capire meglio come si svolge tecnicamente una seduta di radiofrequenza pulsata?
Buongiorno. Da due mesi ho un rigonfiamento nella zona del legamento inguinale, poco sotto. Ho fatto una serie di controlli, tra cui ecografia che ha dato esito negativo. Da sdraiata questo rigonfiamento lo sento meno. Il momento in cui lo sento di più è quando spingo in fuori il bacino. L'ecografia non rileva nulla di preoccupante. Nemmeno il medico di base, in quanto ha constatato che la zona inguinale gli sembra essere morbida. Una visita con un chirurgo ha suggerito l'idea che possa essere un rigonfiamento causato dai tendini anche se anche lui dice di faticare a sentire sia da sdraiata che da in piedi la zona che gli indicavo. Io purtroppo continuo ad essere preoccupata. Chiedo quindi se può essere che qualcosa sia sfuggito in queste visite e se la valutazione del tendine possa essere quella corretta. Ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino. Comprendo bene la sua preoccupazione: quando sentiamo qualcosa di diverso nel nostro corpo, ma i medici non riescono a percepirlo chiaramente, si genera un senso di frustrazione.
Il fatto che l'ecografia sia negativa e che la zona risulti morbida al tatto è un segnale molto rassicurante: esclude infatti la presenza di ernie inguinali evidenti, linfonodi ingrossati o masse sospette.
La chiave del suo racconto è nel movimento: lo sente di più quando spinge in fuori il bacino e meno quando è sdraiata. Questo ci suggerisce che non si tratti di una struttura fissa, ma di qualcosa che reagisce alla tensione meccanica:
- Tensione del muscolo Ileo-Psoas: questo muscolo passa proprio sotto il legamento inguinale. quando lei spinge il bacino in fuori, lo psoas viene messo in tensione e può "sollevarsi" o spingere in avanti i tessuti superficiali, creando l'illusione di un rigonfiamento.
- Borsite dell'Iliopsoas: tra il tendine e l'osso dell'anca esiste una piccola sacca di liquido (borsa sierosa). se è leggermente infiammata, può gonfiarsi quando il muscolo ci preme sopra, ma risultare invisibile o "morbida" durante una normale palpazione a riposo.
- Lassità della fascia: a volte non è il tendine a essere gonfio, ma è la fascia (il tessuto di rivestimento) che permette a un muscolo o a un po' di grasso sottocutaneo di sporgere leggermente solo in determinate posizioni di carico.
È difficile che una patologia grave sfugga a un'ecografia e a due visite cliniche (medico di base e chirurgo). Tuttavia, l'ecografia è un esame operatore-dipendente e statico: se è stata eseguita solo da sdraiata e in totale relax, potrebbe non aver colto il comportamento dei tessuti sotto sforzo.
Come procedere per stare più tranquilla?
- Valutazione funzionale: un fisioterapista specializzato potrebbe testare la forza e l'elasticità dei flessori dell'anca. se la pressione sul tendine mentre lei contrae il muscolo scatena il gonfiamento o un fastidio, la pista tendinea suggerita dal chirurgo sarebbe confermata.
- Monitoraggio del dolore: se oltre al rigonfiamento non compare dolore acuto, perdita di forza o febbre, il rischio che si tratti di qualcosa di urgente è praticamente nullo.
- Approccio dinamico: se decidesse di ripetere un controllo in futuro, potrebbe chiedere una ecografia dinamica, eseguita cioè mentre lei compie il movimento che mette in evidenza il problema.
Dato che questo fastidio si accentua con i movimenti del bacino, desidera che le spieghi un piccolo test di allungamento per capire se il responsabile è effettivamente il muscolo psoas, o preferisce dei consigli su quali altri segnali osservare per capire se sia il caso di approfondire con altri esami?
Buongiorno,da 1 mese che soffro di dolore alla zona lombare sinistra e al gluteo sinistro. Lavoro alla ditta di pulizie quindi sicuramente non ho un elevato riposo,però ho provato a prendere dicloreum e punture di muscoril e voltaren e mi hanno solamente alleviato il dolore. Adesso dopo le punture sto meglio però ho ancora fastidi,non posso alzare la gambe o girarmi velocemente dal letto che mi tira il gluteo e la zona lombare di sinistra. Come posso fare? Da cosa potrebbe dipendere? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino. Il fatto che il dolore persista dopo un mese, nonostante il riposo relativo e le iniezioni di Muscoril e Voltaren, suggerisce che il problema non sia una semplice infiammazione muscolare passeggera, ma qualcosa che coinvolge la struttura della colonna o il nervo.
Lavorando in una ditta di pulizie, lei sottopone la schiena a continui piegamenti, torsioni e sollevamenti di pesi. Questa attività può aver generato un sovraccarico su un disco intervertebrale o su una piccola articolazione della colonna lombare.
- Sofferenza discale o radicolare: il dolore che "tira" nel gluteo quando alza la gamba o si gira nel letto è un segno tipico di una radice nervosa irritata (spesso il nervo sciatico). l'infiammazione potrebbe derivare da un disco che preme sul nervo nel lato sinistro.
- Sindrome del piriforme: a causa dei movimenti ripetitivi del suo lavoro, un piccolo muscolo del gluteo (il piriforme) può essersi contratto talmente tanto da schiacciare il nervo sciatico, simulando il dolore di un'ernia.
- Blocco dell'articolazione sacro-iliaca: lo sforzo asimmetrico tipico di quando si passa lo straccio o si sollevano secchi può aver infiammato l'articolazione che unisce il bacino alla colonna, causando dolore proprio nel gluteo e nella parte bassa della schiena.
Potrebbe essere una di queste cause.
Le punture e il Dicloreum agiscono sull'infiammazione chimica: abbassano il dolore, ma non tolgono la causa meccanica. Se un muscolo è rimasto contratto o un disco sta ancora toccando un nervo, appena finisce l'effetto del farmaco il dolore ritorna perché il "conflitto" è ancora lì.
Dato che il riposo per lei è difficile a causa del lavoro, deve cercare di proteggere la zona:
- Evitare le flessioni del busto a gambe tese: quando deve pulire in basso o sollevare qualcosa, pieghi sempre le ginocchia mantenendo la schiena dritta.
- Calore locale: se non c'è un trauma acuto recente, una borsa dell'acqua calda sulla zona lombare e sul gluteo per 15 minuti la sera può aiutare a decontrarre i muscoli paravertebrali.
- Visita specialistica: le consiglio di consultare un fisioterapista o un medico fisiatra per eseguire dei test clinici (come il test di Lasègue) che permettono di capire subito se il problema nasce dal disco o dal muscolo.
Visto che sente tirare molto quando si muove nel letto, desidera che le spieghi un esercizio di scarico da fare la sera per allentare la tensione al gluteo, o preferisce dei consigli su come posizionare la schiena durante le pulizie per non peggiorare la situazione al lavoro?
Sono un uomo di 21 anni. Fino ad ottobre andavo in palestra e correvo. Da ottobre ho una pubalgia al lato destro. È stata riconosciuta per esclusione dopo una ecografia inguinale a gennaio per escludere un ernia, e dai test del fisioterapista e del medico di base. Ho iniziato la fisioterapia a inizio marzo, con due sedute di tecar e massaggio profondo delľadduttore e dello psoas e dell'attacco del quadricipite, che erano anche questi infiammati. Il fisioterapista mi ha detto di fare stretching per il primo mese e mezzo, e che poi adesso avremmo iniziato esercizi di rinforzo. Non ho ancora iniziato a fare gli esercizi di rinforzo. Mi sento peggio di prima: in questa ultima settimana/10 giorno poi addirittura lo psoas e ľattacco si sono infiammati molto e per compensare nella camminata quasi zoppico dal fastidio. Non so cosa fare e a chi rivolgermi per risolvere la situazione. Avrò tra qualche giorno una ecografia mouscolotendinea e scheletrica (esame mai fatto) per verificare lo stato della tendinopatia, ma ho paura che a questo punto sia direttamente necessaria una Risonanza Magnetica per avere una immagine completa della situazione. Potrei inoltre soffrire di una collagenopatia, cosa che però è ancora in fase di accertamento a seguito di una visita reumatologica per una possibile problematica immunitaria. A che medico posso rivolgermi? Alľortopedico? A un chinesiologo? A un fisioterapista più specializzato? Sono fermo da 8 mesi e non è cambiato niente, e ho paura che possa diventare una patologia che mi porterò avanti a vita, o che crei dei danni permanenti. Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino. Comprendo perfettamente la sua frustrazione: 8 mesi di stop a 21 anni sono un’eternità, specialmente quando si vede la situazione peggiorare nonostante le cure.
La pubalgia è una delle patologie più complesse da gestire perché non è quasi mai un problema locale del tendine, ma un fallimento del sistema di equilibrio tra addominali e adduttori.
- Stretching prolungato: un mese e mezzo di solo stretching su un tendine già infiammato e debole può essere controproducente. Se il tendine ha perso la sua capacità di carico, allungarlo continuamente può irritarlo ulteriormente invece di aiutarlo.
- Mancanza di rinforzo: la pubalgia si cura con il carico progressivo (esercizi isometrici e di rinforzo), non con il riposo o solo con le terapie strumentali. Senza esercizi, il muscolo continua a perdere forza e il tendine diventa sempre più sensibile.
- Infiammazione dello Psoas: il fatto che ora faccia fatica a camminare e senta lo Psoas infiammato indica che il corpo sta usando muscoli di emergenza per stabilizzare il bacino, creando nuovi sovraccarichi.
Gli esami che le consiglio di fare per il momento, a partire da:
-Ecografia: è un ottimo punto di partenza per vedere lo stato dei tendini adduttori, ma ha dei limiti.
-Risonanza Magnetica (RM): nel suo caso sarebbe molto utile, non solo per i tendini, ma per escludere una osteite della pube (un’infiammazione dell’osso) o un conflitto femoro-acetabolare, che spesso sono la vera causa dietro una pubalgia che non guarisce.
Se fosse confermata una problematica del collagene, i suoi tessuti avrebbero tempi di guarigione più lunghi e una minore resistenza allo stretching aggressivo, il che spiegherebbe la reazione negativa dell'ultimo periodo.
A 21 anni è molto difficile che ci siano danni permanenti irreversibili: la pubalgia è una patologia fastidiosa e lunga, ma con il percorso corretto se ne esce. Il rischio di portarsela avanti a vita esiste solo se si continua a trattare il sintomo (il dolore) invece della causa (la debolezza e lo squilibrio muscolare).
Dato che il dolore le impedisce quasi di camminare, desidera che le spieghi come testare in modo dolce la forza dei suoi adduttori per capire il livello di irritazione attuale, o preferisce dei consigli su come gestire il dolore acuto allo psoas in attesa della nuova ecografia?
Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni. Da un paio di anni sento tensioni sulla parte sx del corpo, particolarmente localizzate tra zona lombare, gluteo e gamba che peggiorano stando seduta. Negli ultimi mesi ho iniziato a lavorare aumentando le ore di guida/seduta e le tensioni si sono trasformate in dolori ai limiti della gestibilità nella vita quotidiana, in particolar modo anche nella zona dell'anca/inguine. Nessun medico/specialista ha ancora individuato causa precisa (sono state però escluse cause reumatologoiche); riporto qui i due referti delle RM Bacino e Lombosacrale che ho fatto.
RM BACINO: Non alterazioni dei profili ossei coxofemorali in sede bilaterale. Regolare il segnale e sede di articolazioni sacro-iliache in sede di sinfisi pubica. Sottilissima falda fluida peri articolare coxofemorale bilaterale più evidente a sinistra su base flogistica. Non alterazioni del segnale osseo compatibili con necrosi delle teste femorali. Non alterazioni del comparto muscolo-tendineo esplorato.
RM LOMBOSACRALE: Rotazione dei metameri in senso orario per atteggiamento scoliotico sinistroconvesso lombare
prossimale.
Allineamento dei muri posteriori sul piano sagittale mantenuto.
Non evidenti deformazioni somatiche né alterazioni di segnale compatibili con edema osseo.
L'altezza degli spazi intersomatici rientra nei limiti di norma.
Non si riconoscono reperti attribuibili a ernie discali.
A L5-S1 minima protrusione centrale rispetta sia il profilo ventrale del sacco durale sia l'emergenza
delle radici S1.
La superficie dello speco vertebrale è conservata.
Normale la conformazione del cono midollare.
Conclusioni: reperti lombosacrali sostanzialmente normali, atteggiamento scoliotico sinistroconvesso e
minima protrusione L5-S1 senza evidenti erniazioni.
Qualcuno ha indicazioni su quale potrebbe potenzialmente essere la causa originaria di questa problematica? Non so più a quale professionista rivolgermi. Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino. Comprendo perfettamente il suo senso di smarrimento: avere dolori forti a 24 anni e leggere referti che dicono che è tutto sostanzialmente normale può essere molto frustrante. Tuttavia, i suoi esami ci dicono qualcosa di molto importante per esclusione: la causa non è un danno strutturale grave (come un’ernia espulsa o una lesione ossea), ma un problema funzionale legato alla sua postura e al lavoro.
La chiave è la sua attività lavorativa...guidare e stare seduta per molte ore mette in costante tensione proprio le zone che descrive.
Secondo me, potrebbe essere:
1. La sindrome dell'Iliopsoas
La RM bacino segnala una sottilissima falda fluida a sinistra: questo è un segno di flogosi (infiammazione) articolare. Quando stiamo seduti a lungo, il muscolo ileopsas (che collega la schiena all'inguine) rimane accorciato. se questo muscolo diventa troppo rigido o "corto", può causare:
Dolore all'inguine: è la zona dove il tendine si inserisce nel femore.
Dolore lombare: lo psoas tira costantemente le vertebre lombari in avanti, creando tensione cronica, specialmente se c'è già una scoliosi sinistra-convessa come indicato nella RM.
2. Conflitto dinamico e postura alla guida
Guidare è peggio che stare seduti in ufficio perché la gamba destra lavora sui pedali, mentre la sinistra rimane spesso in una posizione statica o viene usata solo per la frizione. Questo crea una asimmetria nel bacino:
Scoliosi e rotazione: la RM segnala una rotazione dei metameri e un atteggiamento scoliotico. stando seduta, la sua schiena si "accascia" verso un lato, mandando in sofferenza la zona lombare sinistra e il gluteo.
Compressione del nervo sciatico (Sindrome del Piriforme): il dolore al gluteo e alla gamba, in assenza di ernie (come confermato dalla RM), è spesso causato da un muscolo del gluteo che, rimanendo schiacciato contro il sedile dell'auto, irrita il nervo sciatico.
3. La minima protrusione L5-S1
Sebbene definita minima, in una posizione seduta prolungata la pressione sui dischi aumenta del 40-50% rispetto alla posizione in piedi. Quella protrusione, in combinazione con la rotazione della colonna, può diventare sintomatica proprio quando lei è alla guida, anche se nelle immagini (fatte da sdraiata e quindi in scarico) appare lieve.
Dato che le cause mediche (reumatologiche e chirurgiche) sono state escluse, il suo problema è puramente meccanico e posturale. Le consiglio di rivolgersi a:
- Fisioterapista specializzato in terapia manuale o osteopata: per lavorare sulla rotazione delle vertebre e rilassare il muscolo ileopsoas e i muscoli del gluteo.
- Specialista in rieducazione posturale (Metodo Mezieres o Souchard): per correggere l'atteggiamento scoliotico e riequilibrare le tensioni tra la parte destra e sinistra del corpo.
Per quanto riguarda invece dei consigli che mi permetto di darle:
- Supporto lombare in auto: utilizzi un cuscino o un supporto specifico per mantenere la curva naturale della schiena mentre guida.
- Pause attive: ogni ora di guida, scenda dall'auto e faccia due minuti di camminata per riattivare la circolazione e cambiare la lunghezza dei muscoli.
Visto che il dolore peggiora stando seduta, desidera che le spieghi un esercizio specifico di allungamento per lo psoas da fare dopo il lavoro, o preferisce dei consigli su come regolare il sedile dell'auto per ridurre la pressione sul gluteo sinistro?
Dottore io ho male in mezzo alla schiena, devo andare dal medico di base, da 75 Kili per 115 sto facendo dieta può essere il peso può essere ernia del disco ci sono le cure
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
La risposta breve è: sì, andare dal medico di base è il primo passo corretto e le cure ci sono, ma la causa del dolore in mezzo alla schiena è difficilmente un'ernia del disco.
Il dimagrimento che sta affrontando è un ottimo percorso per la salute generale, ma nel frattempo una corporatura robusta può creare un sovraccarico meccanico sulla colonna. Quando si perde peso, inoltre, cambiano i baricentri del corpo e i muscoli della schiena devono lavorare in modo diverso per tenerla in piedi, provocando spesso affaticamento e dolore muscolare nella zona dorsale.
L'ernia del disco in mezzo alla schiena (nella zona toracica) è un evento piuttosto raro perché questa parte della colonna è protetta e resa rigida dalla gabbia toracica, a differenza del collo o della zona lombare che si muovono molto di più. Il suo dolore è molto più probabilmente legato a una postura prolungata, a una rigidità articolare o a una contrattura dei muscoli paravertebrali che faticano a sostenere il tronco.
Le cure per questo tipo di problema esistono e sono molto efficaci. Il medico di base potrà farle fare una valutazione iniziale e, se necessario, prescriverle degli esami. Successivamente, la fisioterapia basata su terapie manuali per sciogliere le contratture e su esercizi di mobilità e rinforzo della schiena sarà la strada principale per risolvere il problema e consolidare i benefici della dieta.
Desidera che le spieghi una posizione di scarico da assumere a casa per alleviare il dolore in mezzo alla schiena dopo una giornata pesante, o preferisce dei consigli su quali segnali riferire al medico durante la visita?
Buongiorno. Ho.una lieve protrusione circonferenziale. In fisioterapia è sbagliato fare esercizi di flessione della schiena?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sono il Dr. Melchiorre, Fisioterapista di Torino.
La risposta breve è: no, non è sbagliato in assoluto, ma dipende dalla fase in cui si trova e da come reagisce il suo corpo.
Il motivo per cui serve cautela risiede nella meccanica della colonna, poiché la flessione della schiena (come piegarsi in avanti per toccarsi i piedi) spinge il disco intervertebrale verso la parte posteriore. Se la protrusione è in una fase acuta o se quel movimento evoca dolore o fitte, la flessione va temporaneamente evitata o modificata.
Al contrario, questo movimento può essere utile se il dolore è cronico o se è presente molta rigidità muscolare. In questi casi, i movimenti di flessione controllati e graduali servono per ridare mobilità alla colonna e per allungare i muscoli paravertebrali.
La regola d'oro in fisioterapia rimane quella per cui l'esercizio non deve mai scatenare un dolore acuto o periferico che si irradia verso la gamba. Se l'esercizio di flessione le provoca solo una sensazione di allungamento muscolare, va bene proseguire. Le consiglio comunque di confrontarsi direttamente con il suo fisioterapista per capire se, nel suo caso specifico, sia meglio preferire in questa fase esercizi di estensione o di rinforzo della stabilità addominale.
Desidera che le indichi un esercizio alternativo per allungare la schiena senza gravare sul disco, o preferisce sapere quali sintomi indicano che un esercizio sta peggiorando la protrusione?
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…