Domande del paziente (14)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, a quali analisi si riferisce?
per la diagnosi di celiachia è necessario:
- dosaggio di anticorpi anti-transglutaminasi (tTg) di classe IgA
- dosaggio anticorpi anti-endomisio (come test di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, non esiste un limite. è necessario però avere alcune accortezze:
- prediligere ristoranti certificati
- informare il ristoratore (qualora non sia certificato) della sua condizione
- chiedere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
La diagnosi della Malattia celiaca si basa su una combinazione di anamnesi, test sierologici e biopsia duodenale. Lo screening sierologico include il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi (tTG)... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, di che entità sono i disturbi gastrointestinali che accusa? Dolore addominale? gonfiore? diarrea? In caso di celiachia, l'ingestione di glutine sicuramente scatena una risposta immunitaria... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il fatto che la sua glicemia sia alta non significa necessariamente che sia "obbligata" a mangiare la mattina, ma è importante capire come il suo schema alimentare influisca sui livelli di zucchero nel... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sicuramente avere un alimentazione sana e bilanciata può influenzare i suoi valori ematici, così come un corretto stile di vita, quindi cerchi di mantenersi attivo per quanto le sia possibile. Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso la tua esperienza. La tiroidite di Hashimoto, soprattutto in concomitanza con la menopausa, può influenzare l’energia e il benessere intestinale. La scelta di assumere Tirosint... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la diagnosi della malattia celiaca si basa su una combinazione di anamnesi, test sierologici e biopsia duodenale; quindi, in caso ci sia un sospetto di celiachia è necessario effettuare alcuni... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Nel suo caso, considerando l'esofagite, i calcoli biliari e le cisti renali, potrebbe essere utile un approccio combinato. Ecco le differenze tra le due figure:
- Dietologo: è un medico specializzato in...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
sono una biologa nutrizionista e collaboro con un ospedale, in particolare con i reparti di gastroenterologia, endoscopia ed epatologia, dove mi occupo di attività clinica assistenziale in...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
un valore di colesterolo totale di 232 mg/dL è al di sopra dei livelli desiderabili (che dovrebbero essere inferiori a 200 mg/dL). Tuttavia, è importante valutare il quadro completo, includendo...
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Buongiorno.
Siamo in periodo di feste ed in questi due giorni in particolare penso che un po tutti tenderemo a mangiare un po di più.
La mia prima domanda è questa:
Sento e leggo che la ripresa di peso si ottiene con un surplus calorico prolungato nel tempo; allora le calorie in eccesso che mangiamo in questi giorni di feste, che fine fanno? come l gestisce il nostro corpo?
La seconda domanda è:
Chi segue un alimentazione per lo più controllata, vedo che molti consigliano proprio un giorno libero in quanto cpme detto sopra un giorno non dovrebbe fare differenza. Questo consiglio vale per tutte le persone o solo per chi fa attività fisica?
Spero che riusciate a risolvere i miei dubbi e vi auguro buone feste
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Adottare uno stile di vita sano, che includa il mantenersi attivi e seguire un’alimentazione equilibrata, non significa vivere di rinunce o privazioni. Al contrario, significa costruire una base solida che permetta al nostro organismo di funzionare al meglio nel lungo periodo, anche in quelle occasioni, come le festività, in cui è normale mangiare qualcosa in più, sia in termini di quantità che di qualità degli alimenti.
È importante chiarire che l’aumento di peso non è determinato da singoli episodi isolati, ma da abitudini che si protraggono nel tempo. Il nostro organismo è perfettamente in grado di gestire un’introduzione calorica maggiore occasionale senza trasformarla automaticamente in aumento di massa grassa. Piuttosto, ciò che può emergere nel breve termine sono sensazioni come gonfiore, pesantezza o digestione più lenta: si tratta di risposte fisiologiche temporanee, che tendono a risolversi semplicemente tornando alle proprie abitudini quotidiane.
Il cosiddetto “giorno libero”, non è tanto una strategia riservata a chi pratica attività fisica, quanto un modo per vivere l’alimentazione con maggiore serenità ed equilibrio. Inserire momenti di maggiore flessibilità può essere utile per molte persone, perché aiuta a rendere l’alimentazione sostenibile nel tempo, evitando rigidità eccessive. Non deve però diventare un’estremizzazione o una compensazione, ma rimanere inserito in un contesto complessivamente equilibrato.
è utile ricordare che mantenersi attivi è un aspetto fondamentale per tutti. L’attività fisica può assumere molte forme: anche piccoli gesti quotidiani, se mantenuti con costanza, contribuiscono al benessere generale. In quest’ottica, vale spesso più la continuità che l’intensità.
Salve a tutti,
sapendo di essere sottopeso, ho deciso di iscrivermi in una palestra in modo da fare pesistica.
Per creare muscolo si ha bisogno di surplus calorico ed apporto ottimale di proteine.
Questo surplus calorico deve essere composto da normo-calorica(x)+surplus calorico o devo aggiungere anche le calorie consumate con l'allenamento?
Un altra domanda è di quanto deve essere il surplus calorico? C'è un minimo da rispettare? e quando non dovrebbe essere grande questo surplus calorico per non mettere troppa massa grassa?
Ultimo quesito è devo svolgere delle analisi particolari prima di iniziare in palestra?
Grazie mille per le eventuali risposte
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quando si parte da una condizione di sottopeso, la priorità dovrebbe essere costruire un’alimentazione completa, equilibrata e sostenibile, che permetta al corpo di raggiungere progressivamente a una condizione di normopeso.
Il concetto di surplus calorico non va visto come qualcosa di separato o da aggiungere in modo arbitrario: il fabbisogno energetico di una persona è dato dall’insieme di più fattori, tra cui il metabolismo basale e il livello di attività fisica. Proprio per questo motivo, parlare di surplus senza aver prima definito in modo accurato il proprio dispendio energetico totale rischia di essere fuorviante. È un equilibrio che va costruito sulla persona, non su formule generiche.
Un incremento calorico eccessivo, soprattutto se accompagnato da uno squilibrio nella distribuzione dei macronutrienti, in particolare nelle fasi iniziali, può favorire più facilmente un accumulo di massa grassa piuttosto che un reale miglioramento della composizione corporea. Al contrario, un approccio graduale e ben strutturato consente all’organismo di adattarsi meglio, soprattutto se associato a un allenamento adeguato.
Anche il discorso delle proteine e della distribuzione dei macronutrienti non dovrebbe essere affrontato in modo standardizzato: è importante che l’apporto nutrizionale complessivo sia bilanciato e coerente con le esigenze individuali, con l’obiettivo non solo di aumentare il peso, ma di farlo in maniera qualitativa, sostenendo la crescita muscolare e lo stato di salute generale.
In tutto questo, è importante sottolineare che il "fai da te", soprattutto in condizioni di sottopeso, non è la scelta più indicata. Alimentazione e allenamento sono strumenti potenti, ma devono essere utilizzati con criterio: affidarsi a un professionista permette di impostare un percorso personalizzato, evitare errori comuni e ottenere risultati più sicuri e duraturi.
Buongiorno, il mio problema è avere la diarrea mangiando la pasta ma non averla mangiando pane. Negli anni ho fatto caso che la pasta fresca mi da meno problemi.
Ho provato pasta senza glutine e va molto meglio. Ho provato ad eliminare i carboidrati per 10 giorni e, a parte la disperazione di non mangiare pane, stavo benissimo. Secondo voi può essere un'intolleranza ai carboidrati o al glutine?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongioro,i sintomi che descrive non fanno pensare necessariamente a un’intolleranza generalizzata ai carboidrati. Piuttosto, potrebbero essere legati a una sensibilità individuale verso alcuni componenti specifici della pasta, come il glutine o alcuni carboidrati fermentabili (FODMAP). Il fatto che tolleri meglio il pane e la pasta fresca, e che stia meglio con prodotti senza glutine, suggerisce che la risposta possa dipendere sia dal tipo di lavorazione sia dalla composizione degli alimenti. Come indicato anche dalla letteratura recente, questi disturbi rientrano spesso in condizioni funzionali intestinali, dove la gestione è molto individuale e basata sull’osservazione delle proprie reazioni ai diversi alimenti.
Può essere utile valutare la situazione con un professionista.