Cerco nutrizionista esperto in problemi digestivi: IMO/IBS-C/dispepsia/reflusso Buongiorno, soffro
5
risposte
Cerco nutrizionista esperto in problemi digestivi: IMO/IBS-C/dispepsia/reflusso
Buongiorno, soffro da molti anni di IBS e da diversi mesi ho sviluppato nuovi sintomi: gonfiore marcato (presente già dal risveglio e che peggiora dopo i pasti), dolori addominali, difficoltà a digerire, pesantezza e reflusso laringo-faringeo (LPR). Al momento sono in cura con un gastroenterologo che ha prescritto domperidone, alginati e un lassativo osmotico, che hanno leggermente aiutato, ma ho ancora forte gonfiore, dolori addominali e stitichezza persistente.
Ho effettuato i breath tests al lattulosio e al glucosio che hanno escluso SIBO a idrogeno ma hanno mostrato elevati livelli di metano, indicativo di possibile IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth).
Sui social vedo molti nutrizionisti che propongono “percorsi personalizzati per eliminare IBS/SIBO/IMO” strutturati in 3 fasi:
1. Fase di bonifica: dieta low FODMAP + antimicrobici naturali (es. olio di origano, berberina, allicina), antibiotici o elemental diet
2. Reintroduzione guidata: low FODMAP con reintroduzione progressiva + procinetici + probiotici e supplementi specifici
3. Personalizzazione: adattamento del piano alimentare + probiotici mirati
Questi protocolli hanno una base scientifica solida per IMO/IBS specificamente, o sono principalmente marketing? Quali approcci sono realmente efficaci?
Cerco un professionista specializzato in IMO/IBS/reflusso/stitichezza/dispepsia disponibile per consulenze online o con studio a Verona e dintorni, che possa aiutarmi a gestire un problema che sta diventando molto invalidante sulla qualità della vita.
Grazie
Buongiorno, soffro da molti anni di IBS e da diversi mesi ho sviluppato nuovi sintomi: gonfiore marcato (presente già dal risveglio e che peggiora dopo i pasti), dolori addominali, difficoltà a digerire, pesantezza e reflusso laringo-faringeo (LPR). Al momento sono in cura con un gastroenterologo che ha prescritto domperidone, alginati e un lassativo osmotico, che hanno leggermente aiutato, ma ho ancora forte gonfiore, dolori addominali e stitichezza persistente.
Ho effettuato i breath tests al lattulosio e al glucosio che hanno escluso SIBO a idrogeno ma hanno mostrato elevati livelli di metano, indicativo di possibile IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth).
Sui social vedo molti nutrizionisti che propongono “percorsi personalizzati per eliminare IBS/SIBO/IMO” strutturati in 3 fasi:
1. Fase di bonifica: dieta low FODMAP + antimicrobici naturali (es. olio di origano, berberina, allicina), antibiotici o elemental diet
2. Reintroduzione guidata: low FODMAP con reintroduzione progressiva + procinetici + probiotici e supplementi specifici
3. Personalizzazione: adattamento del piano alimentare + probiotici mirati
Questi protocolli hanno una base scientifica solida per IMO/IBS specificamente, o sono principalmente marketing? Quali approcci sono realmente efficaci?
Cerco un professionista specializzato in IMO/IBS/reflusso/stitichezza/dispepsia disponibile per consulenze online o con studio a Verona e dintorni, che possa aiutarmi a gestire un problema che sta diventando molto invalidante sulla qualità della vita.
Grazie
Buongiorno,
le strategie che ha citato (in particolare dieta low FODMAP, eventuale utilizzo di procinetici e gestione mirata del microbiota) hanno effettivamente una base scientifica, soprattutto nella gestione della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
La dieta low FODMAP, se utilizzata correttamente e per periodi limitati, è una delle strategie nutrizionali con maggiore evidenza per ridurre gonfiore e dolore addominale. Tuttavia deve essere seguita con reintroduzione graduale degli alimenti, perché non è pensata come dieta definitiva.
Per quanto riguarda SIBO/IMO, la gestione è spesso più complessa e richiede un approccio integrato con il gastroenterologo. Alcuni protocolli diffusi online semplificano molto il problema e talvolta hanno anche una componente di marketing. In particolare:
gli antimicrobici naturali (berberina, allicina, ecc.) hanno alcune evidenze ma non sono sempre sufficienti o indicati in tutti i casi;
probiotici e procinetici possono essere utili ma devono essere scelti in modo mirato;
l’alimentazione ha un ruolo di supporto importante, ma raramente rappresenta da sola la soluzione definitiva.
Nel suo caso, considerando IMO con metano elevato, stipsi e reflusso, è fondamentale un lavoro coordinato tra gastroenterologo e nutrizionista per costruire un percorso personalizzato e progressivo.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
le strategie che ha citato (in particolare dieta low FODMAP, eventuale utilizzo di procinetici e gestione mirata del microbiota) hanno effettivamente una base scientifica, soprattutto nella gestione della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
La dieta low FODMAP, se utilizzata correttamente e per periodi limitati, è una delle strategie nutrizionali con maggiore evidenza per ridurre gonfiore e dolore addominale. Tuttavia deve essere seguita con reintroduzione graduale degli alimenti, perché non è pensata come dieta definitiva.
Per quanto riguarda SIBO/IMO, la gestione è spesso più complessa e richiede un approccio integrato con il gastroenterologo. Alcuni protocolli diffusi online semplificano molto il problema e talvolta hanno anche una componente di marketing. In particolare:
gli antimicrobici naturali (berberina, allicina, ecc.) hanno alcune evidenze ma non sono sempre sufficienti o indicati in tutti i casi;
probiotici e procinetici possono essere utili ma devono essere scelti in modo mirato;
l’alimentazione ha un ruolo di supporto importante, ma raramente rappresenta da sola la soluzione definitiva.
Nel suo caso, considerando IMO con metano elevato, stipsi e reflusso, è fondamentale un lavoro coordinato tra gastroenterologo e nutrizionista per costruire un percorso personalizzato e progressivo.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buongiorno,
i sintomi che descrive (gonfiore importante, stitichezza, dolore addominale e reflusso laringo-faringeo) sono abbastanza frequenti nei quadri di IBS con stipsi (IBS-C) e nei casi in cui si osservano alti livelli di metano ai breath test, quadro che oggi viene spesso definito Intestinal Methanogen Overgrowth (IMO). In queste situazioni il metano prodotto da alcuni microrganismi intestinali è associato a rallentamento del transito intestinale, con maggiore gonfiore e stipsi.
Per quanto riguarda i protocolli che vede spesso online (low FODMAP + antimicrobici naturali + probiotici ecc.), è utile fare una distinzione tra ciò che ha evidenze scientifiche solide e ciò che invece viene talvolta semplificato a scopo divulgativo o commerciale.
Sul piano scientifico, la strategia dietetica con le evidenze migliori nella gestione dei sintomi dell’Sindrome dell'intestino irritabile (IBS) è la Dieta low FODMAP, che può ridurre gonfiore, dolore e distensione addominale in una percentuale significativa di pazienti. Tuttavia non è una dieta definitiva: viene utilizzata per un periodo limitato, seguita da una fase di reintroduzione graduale degli alimenti, proprio per individuare le reali sensibilità individuali ed evitare restrizioni inutili nel lungo termine.
Per quanto riguarda l’IMO, la letteratura suggerisce che la gestione debba essere multifattoriale. Oltre alla dieta, possono essere considerati:
farmaci che migliorano la motilità intestinale (procinetici), quando indicati dal medico;
trattamento della stipsi con lassativi osmotici o altre strategie;
in alcuni casi selezionati antibiotici specifici prescritti dal gastroenterologo;
interventi nutrizionali mirati per modulare fermentazione e transito intestinale.
Gli antimicrobici naturali (come berberina, allicina o olio di origano) sono oggetto di alcuni studi preliminari, ma le evidenze sono ancora limitate rispetto ai trattamenti farmacologici standard. Possono essere utilizzati in alcuni protocolli, ma sempre con cautela e sotto supervisione clinica, perché non esistono schemi universalmente validati.
Per quanto riguarda i probiotici, non esiste un singolo ceppo efficace per tutti i pazienti con IBS o IMO: l’effetto è ceppo-specifico e molto individuale, quindi vanno scelti in modo mirato e valutati nel tempo.
In sintesi, i protocolli “in tre fasi” che circolano online non sono completamente privi di base scientifica, ma spesso vengono presentati come soluzioni standardizzate, mentre nella pratica clinica la gestione di IBS-C, IMO, reflusso e dispepsia richiede una valutazione personalizzata della dieta, della motilità intestinale, della tolleranza ai FODMAP e dello stile di vita.
Il consiglio più corretto è lavorare in collaborazione tra gastroenterologo e nutrizionista, perché nei disturbi funzionali intestinali l’approccio integrato è quello che offre i risultati migliori.
Un cordiale saluto.
Dott. Filippo Floramo
Biologo nutrizionista
i sintomi che descrive (gonfiore importante, stitichezza, dolore addominale e reflusso laringo-faringeo) sono abbastanza frequenti nei quadri di IBS con stipsi (IBS-C) e nei casi in cui si osservano alti livelli di metano ai breath test, quadro che oggi viene spesso definito Intestinal Methanogen Overgrowth (IMO). In queste situazioni il metano prodotto da alcuni microrganismi intestinali è associato a rallentamento del transito intestinale, con maggiore gonfiore e stipsi.
Per quanto riguarda i protocolli che vede spesso online (low FODMAP + antimicrobici naturali + probiotici ecc.), è utile fare una distinzione tra ciò che ha evidenze scientifiche solide e ciò che invece viene talvolta semplificato a scopo divulgativo o commerciale.
Sul piano scientifico, la strategia dietetica con le evidenze migliori nella gestione dei sintomi dell’Sindrome dell'intestino irritabile (IBS) è la Dieta low FODMAP, che può ridurre gonfiore, dolore e distensione addominale in una percentuale significativa di pazienti. Tuttavia non è una dieta definitiva: viene utilizzata per un periodo limitato, seguita da una fase di reintroduzione graduale degli alimenti, proprio per individuare le reali sensibilità individuali ed evitare restrizioni inutili nel lungo termine.
Per quanto riguarda l’IMO, la letteratura suggerisce che la gestione debba essere multifattoriale. Oltre alla dieta, possono essere considerati:
farmaci che migliorano la motilità intestinale (procinetici), quando indicati dal medico;
trattamento della stipsi con lassativi osmotici o altre strategie;
in alcuni casi selezionati antibiotici specifici prescritti dal gastroenterologo;
interventi nutrizionali mirati per modulare fermentazione e transito intestinale.
Gli antimicrobici naturali (come berberina, allicina o olio di origano) sono oggetto di alcuni studi preliminari, ma le evidenze sono ancora limitate rispetto ai trattamenti farmacologici standard. Possono essere utilizzati in alcuni protocolli, ma sempre con cautela e sotto supervisione clinica, perché non esistono schemi universalmente validati.
Per quanto riguarda i probiotici, non esiste un singolo ceppo efficace per tutti i pazienti con IBS o IMO: l’effetto è ceppo-specifico e molto individuale, quindi vanno scelti in modo mirato e valutati nel tempo.
In sintesi, i protocolli “in tre fasi” che circolano online non sono completamente privi di base scientifica, ma spesso vengono presentati come soluzioni standardizzate, mentre nella pratica clinica la gestione di IBS-C, IMO, reflusso e dispepsia richiede una valutazione personalizzata della dieta, della motilità intestinale, della tolleranza ai FODMAP e dello stile di vita.
Il consiglio più corretto è lavorare in collaborazione tra gastroenterologo e nutrizionista, perché nei disturbi funzionali intestinali l’approccio integrato è quello che offre i risultati migliori.
Un cordiale saluto.
Dott. Filippo Floramo
Biologo nutrizionista
Buongiorno, i protocolli in tre fasi che descrive hanno alcuni fondamenti scientifici, in particolare la dieta low FODMAP e l’uso mirato di antibiotici o antimicrobici in casi di IMO, ma molti approcci proposti sui social mancano di robusta evidenza scientifica e vengono spesso generalizzati come “cura completa” per IBS/IMO. Gli interventi efficaci devono essere personalizzati e monitorati da professionisti esperti, includendo valutazione dei sintomi, test diagnostici, eventuale uso di antibiotici specifici, procinetici e supporto nutrizionale mirato. Le consiglio di rivolgersi a un nutrizionista o gastroenterologo specializzato in disordini intestinali funzionali, disponibile per consulenze online o in studio, per un percorso strutturato basato su dati e monitoraggio continuo. Cordiali saluti, Dott. Luca D'Angelo
Buon giorno i protocolli IMO/IBS/SIBO hanno una validità scientifica,c'è una grande letteratura in proposito , come poi strutturarli dipende da diversi fattori.Una accurata anamnesi del paziente è un importante base di partenza.
Buongiorno, la ringrazio per la descrizione così dettagliata. Il suo quadro clinico (IMO associata a IBS-C e dispepsia) è complesso ma molto comune in chi soffre di rallentamento della motilità intestinale.
Rispondo subito al suo dubbio principale: i protocolli in 3 fasi non sono solo marketing, ma rappresentano l'approccio standard (Linee Guida Internazionali) per la gestione delle sovracrescite batteriche e archeali. Tuttavia, la differenza tra un percorso "social" e uno clinico risiede nella personalizzazione.
Fase di bonifica (Eradicazione): Nel caso dell'IMO (metano), la sola dieta Low FODMAP non basta a eliminare gli archei, ma serve a gestire i sintomi. La "bonifica" vera e propria richiede un approccio combinato.
Fase di reintroduzione: È la più critica. Non serve solo a capire i trigger, ma a rieducare l'intestino. In questa fase l'uso di procinetici (come quello che sta già assumendo) è fondamentale per evitare recidive, poiché l'IMO è spesso figlia di una motilità lenta.
Mantenimento: L'obiettivo non è la restrizione perpetua, ma il ripristino del microbiota attraverso fibre selezionate e probiotici mirati (non tutti i probiotici vanno bene per chi ha IMO).
Il mio approccio si basa sull'integrazione dei referti dei suoi breath test con un piano alimentare che non sia solo "di eliminazione", ma che lavori in sinergia con la terapia farmacologica per migliorare lo svuotamento gastrico e ridurre la produzione di metano (responsabile del gonfiore costante e della stitichezza).
Resto a sua disposizione per una consulenza online o per approfondire come strutturare un percorso che sia, prima di tutto, sostenibile per la sua qualità di vita..
Rispondo subito al suo dubbio principale: i protocolli in 3 fasi non sono solo marketing, ma rappresentano l'approccio standard (Linee Guida Internazionali) per la gestione delle sovracrescite batteriche e archeali. Tuttavia, la differenza tra un percorso "social" e uno clinico risiede nella personalizzazione.
Fase di bonifica (Eradicazione): Nel caso dell'IMO (metano), la sola dieta Low FODMAP non basta a eliminare gli archei, ma serve a gestire i sintomi. La "bonifica" vera e propria richiede un approccio combinato.
Fase di reintroduzione: È la più critica. Non serve solo a capire i trigger, ma a rieducare l'intestino. In questa fase l'uso di procinetici (come quello che sta già assumendo) è fondamentale per evitare recidive, poiché l'IMO è spesso figlia di una motilità lenta.
Mantenimento: L'obiettivo non è la restrizione perpetua, ma il ripristino del microbiota attraverso fibre selezionate e probiotici mirati (non tutti i probiotici vanno bene per chi ha IMO).
Il mio approccio si basa sull'integrazione dei referti dei suoi breath test con un piano alimentare che non sia solo "di eliminazione", ma che lavori in sinergia con la terapia farmacologica per migliorare lo svuotamento gastrico e ridurre la produzione di metano (responsabile del gonfiore costante e della stitichezza).
Resto a sua disposizione per una consulenza online o per approfondire come strutturare un percorso che sia, prima di tutto, sostenibile per la sua qualità di vita..
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.