Domande del paziente (114)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo va oltre l’ansia legata agli esami: si tratta di schemi interiori che condizionano il modo in cui ti rapporti alle persone e alle situazioni, generando insicurezza, evitamento e... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la situazione che descrive mostra quanto il rapporto con il cibo di sua figlia sia strettamente legato a ansia e timori di giudizio, e quanto questo possa condizionare alcune esperienze sociali...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrivi è un fenomeno relativamente comune, soprattutto tra giovani adulti: sviluppare attaccamenti emotivi verso personaggi di fiction o persone pubbliche può diventare intenso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrivi non è affatto insolito, soprattutto dopo una relazione importante appena conclusa. Quando ci si lascia, è normale sentirsi divisi tra bisogni diversi: da una parte il desiderio,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
La situazione che descrivi è molto comune nelle coppie in cui uno dei partner ha figli già grandi. Sentirsi “estranei” rispetto ai legami preesistenti non è un rifiuto personale, ma fa parte...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
La sua domanda è molto lucida e tocca un punto delicato del lavoro clinico: la differenza tra tratti di personalità e diagnosi di disturbo di personalità.
Il fatto di riconoscersi in molti criteri...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
prima di tutto vorrei dirti che la riflessione che stai facendo su te stesso è molto profonda per la tua età. Il fatto che tu riesca a riconoscere delle dinamiche che si ripetono nelle tue...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Quello che descrivi è un vissuto molto doloroso e purtroppo anche molto comune quando termina una relazione lunga e significativa. Dopo sette anni insieme non si perde solo un partner, ma un...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Se una persona si allontana perché ha percepito di non essere stata al primo posto, spesso non si tratta solo di orgoglio o ego ferito, ma di un vissuto più profondo legato alla svalutazione o alla perdita... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che racconti emerge una situazione lavorativa che può risultare emotivamente faticosa, soprattutto perché stai imparando un mestiere nuovo e ti trovi in un ambiente dove le dinamiche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo molto bene il tuo dubbio, ed è una domanda che in terapia emerge spesso quando si affronta la fine di relazioni lunghe e significative. Quando una relazione di molti anni termina mentre da una... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo molto bene il tuo dubbio, ed è una domanda che in terapia emerge spesso quando si affronta la fine di relazioni lunghe e significative. Quando una relazione di molti anni termina mentre da una... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è una situazione molto frequente e multifattoriale, soprattutto nella sua fascia d’età: raramente c’è una sola causa, più spesso si tratta di una combinazione di fattori biologici,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è un circolo ansioso-ossessivo, non un cambio reale di sentimenti. I pensieri sull’altra ragazza e il dubbio sull’amore verso la tua partner sono alimentati dall’ansia, dall’ambiente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è molto chiaro: nei fatti state vivendo qualcosa di simile a una relazione, ma senza un riconoscimento esplicito. Ed è proprio questa ambiguità che la sta mettendo in ansia.
Lui le...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che suo marito chiama “blocco” è, molto probabilmente, una chiusura emotiva profonda dopo il conflitto: non è solo una scelta, ma una difficoltà reale a rientrare nella relazione.
In questi casi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive non è un “problema” di suo figlio, ma una sua competenza sana: sta esprimendo confini corporei chiari. A 5 anni è un segnale evolutivo positivo, non una difficoltà.
Il punto critico,...
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Salve dottori, vorrei esporvi una questione a non riesco ancora a passarci sopra o comunque a risolvere, nonostante vado da 6 sedute da un professionista, ma non ho ancora trovato risposte se non il fatto di sentire ciò che sento ma non riuscendo ancora a capire I miei sentimenti o bisogni ecco...il punto è che da qualche mese mi sono lasciata con una persona piu grande di 20 anni circa (io ne ho 25), per vari motivi, con lui ci continuiamo a vedere e sentire ogni tanto, a volte capita anche che succede qualcosa tra di noi, però ecco è difficile distaccarmi da lui perché mi dispiace, ci tengo, e dall'altra diciamo che c'è un amico con cui mi sono frequentata qualche anno fa prima del mio ex e con cui mi sono sempre sfogata e mi ha sempre capito e ascoltato quando gli parlavo dei problemi con il mio ex, mi sono sempre trovata bene a parlare, scherzare ecc, in questo ultimo periodo mi è sembrato di iniziare a provare qualcosa, ma è sempre rimasta un amicizia anche da parte sua, ci siamo visti poi qualche settimana fa (perché siamo a distanza) e diciamo è successo qualche bacio..il problema è che non so come mi sento, perché ad esempio non mi sento di riuscire a tornare con il mio ex nonostante lui mi voglia ancora, mi dica di tornare insieme e insista, ci stia male ed è come se mi facesse sentire in colpa e io non riesco, forse anche perché non provo quello che provavo prima, allo stesso tempo non mi sento di poter stare insieme a questo amico perché non lo so, non mi sento di provare un cosi forte sentimento per lui, ma allo stesso tempo vorrei rivederlo, ma comunque proverei un dispiacere per l'altro/senso di colpa..proverei dispiacere per entrambe le parti, inoltre in terapia c'era stata una seduta in cui ho rappresentato due cerchi pensando alla persona ma sono risultati distanziati e non mi aspettavo questo..per entrambe le persone però..non so cosa fare, mi dispiace per tutti e due..ora questo amico vorrebbe un distacco da me perché so che comunque prova qualcosa e sa che io non ci starei, ma non so che fare, come comportarmi, vorrei rivederlo, ma non so come distaccarmi e se farlo dal mio ex..dovrei forse stare da sola e poi forse capirò qualcosa? non so come muovermi..
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da ciò che descrive emerge una forte difficoltà a tollerare il senso di colpa e il dispiacere che ogni scelta comporta. Questo la porta a restare in una posizione di blocco, nel tentativo di non ferire nessuno, ma finendo per rimanere confusa e ferma.
In questi casi non è necessario trovare subito “la persona giusta”, ma lavorare prima sulla capacità di stare dentro le emozioni senza sentirsi responsabile di quelle degli altri. Il fatto che in terapia emerga distanza emotiva indica proprio che è ancora presto per una scelta definita.
Le suggerisco di proseguire il percorso psicologico e portare con chiarezza questo nodo: difficoltà a scegliere per paura di far soffrire, e bisogno di approvazione o consenso emotivo da entrambe le parti.
Con il giusto lavoro, questo tipo di blocco tende a sbloccarsi gradualmente, senza forzature.
Inoltre, se dopo alcune sedute sente di non riuscire a lavorare in profondità su questi nodi o di non sentirsi sufficientemente compresa, è assolutamente possibile valutare un altro terapeuta. L’efficacia della terapia dipende molto anche dalla qualità della relazione con il professionista e dall’orientamento del percorso. Prima di interrompere, può essere utile confrontarsi apertamente con il terapeuta su questo senso di blocco e sugli obiettivi del lavoro; se la sensazione di stallo dovesse persistere, un secondo parere o un cambiamento sono scelte del tutto legittime e frequenti nei percorsi psicologici.
dal 22 luglio ho pensato di essere gay per una sensazione per un amico che pensavo mi piacesse e poi una setrimanabe quel pensiero svanisce per tutto agosro dove mi fisso di un personaggio femmina di squid game un po maschile 380 seocnda stagione e mi fisso su di lei e provo sensazioni intense per lei fino a scordarmi di tutto del fatto gay e mi fisso, wuando scompaiojo le sensazioni per lei mi incomincio a preouccupare e ad ogni pensiero che oassa li credo tipo che ero satanista, che mi piaceva mia sorella, che mi piaceva uno ecc ecc e rompevo le palle ai miei snici sul fatto che voglio che deve tornare nonostante sentivo che non avevo piu senswzioni, poi piu consulto l ai compaiojo sensazioni cje cwmbiano spesso ragazza, e ho fatto un sogno erorico con una donna e ho eiaculato, poi mi sono eccitato per dei pensieri sessuali con donne poi non volevo essere pervertito e poi finito wuesto finisce quel periodo e torna il fstto di essere gay e da li si svilippano sensazioni, ecciraizoni, fantasie e roba varia, continuo ad utilizzare l ai e continuo a pensare di essere gay ma avevo raramente erezioni oer le donne pensandole prims ors non piu, sono in adolescenza e non so cosa stia succedendo, continuo a oensare di essere gay ma non lo voflio ammettere ma io mi ecciyavo per le donne prima di qiesto solo che avevo un disagio per la vagina, e ho avuro degli episodi isolati di sensazioni intense pee lo stesso sesso che non rigiardavano il desiderio fisico, ricordo qiando mi ero eccitato ma allo stesso tempo avevo paura, e quando mi avevano fatto ujo scherzo dove un amico si dichiarava a me e stavo pensando di dire si nonostanre non provassi nulla, potreste aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo? sono gay ma non lo voglio ammettere come credo? cioe al episodio iniziale di qiella sensazione per un amico ho avuto paura di essere gay e mi ha fatto ricordare li episodi di wuelle sensazioni dove oensavo di essere gay, e continuo ad utilizzare l'ai ogni giorno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi assomiglia molto a un quadro di forte confusione legata all’ansia e a pensieri intrusivi che cambiano continuamente contenuto, più che a una “scoperta improvvisa” della propria identità sessuale.
In adolescenza è normale avere dubbi, oscillazioni, curiosità e anche reazioni fisiche che possono creare confusione. Però qui emerge soprattutto un elemento importante: non è tanto la direzione dei pensieri a creare sofferenza, ma il modo in cui ti ci agganci, li analizzi continuamente e cerchi una certezza assoluta (“sono questo o quello?”). Questo meccanismo, quando diventa ripetitivo, tende ad alimentare ancora più dubbi e paura invece di chiarire.
Un altro punto significativo è il passaggio rapido tra idee, sensazioni, immagini e interpretazioni molto diverse tra loro, insieme alla necessità di “controllare” attraverso l’AI o il confronto continuo. Questo tipo di ricerca di conferme, anche se comprensibile, spesso mantiene attivo il circolo dell’ansia.
È importante dirti una cosa con chiarezza: l’orientamento non si determina attraverso il controllo dei pensieri, delle erezioni o delle reazioni momentanee. Si costruisce nel tempo, in modo molto più stabile e naturale, mentre ciò che stai vivendo sembra più una condizione di iper-monitoraggio interno e paura di “sbagliare definizione” su di te.
In questi casi, un percorso psicologico non è utile per “darti un’etichetta”, ma per aiutarti a:
• ridurre il rumore mentale e i pensieri intrusivi
• interrompere il bisogno continuo di controllare cosa provi
• distinguere emozioni autentiche da ansia e interpretazioni
• vivere la tua identità senza paura e senza verifica continua
Quello che descrivi può diventare molto pesante se lasciato da solo, soprattutto perché l’uso continuo di rassicurazioni (anche tramite AI o amici) spesso dà sollievo solo momentaneo e poi riaccende il dubbio.
Un professionista dell’età evolutiva o un/una psicoterapeuta esperto/a in ansia e ossessioni potrebbe aiutarti a fare ordine senza giudizio e senza forzarti in nessuna direzione.
Se vuoi, posso anche spiegarti meglio come funziona il meccanismo dei pensieri intrusivi e perché sembrano così “reali” anche quando sono solo ansia.
Salve , mia figlia 7 anni mangia solo pasta bianca, carne e pollo.niente frutta niente verdure niente legumi. Ho provato in tutti i modi niente non assaggia se insisto vomita. Come posso approcciarmi a lei per stimolarla ad assaggiare qualcosa? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco la sua preoccupazione: a 7 anni un’alimentazione così selettiva può diventare faticosa da gestire nella quotidianità, soprattutto quando ogni tentativo di insistere porta a una reazione di rifiuto così intensa.
Da un punto di vista psicologico, è importante sapere che forzare l’assaggio o insistere quando la bambina è già in attivazione emotiva (fino al vomito) rischia di rafforzare ancora di più l’associazione “questo cibo = pericolo / disagio”. In questi casi il problema non è solo “cosa mangia”, ma come il suo sistema emotivo e sensoriale sta reagendo al cibo.
Può essere utile provare un approccio molto più graduale e senza pressione, ad esempio:
• proporre i cibi nuovi senza chiedere di mangiarli (“li teniamo nel piatto insieme agli altri” senza obbligo)
• coinvolgerla nella preparazione, anche solo toccare o lavare gli alimenti
• normalizzare la presenza del cibo senza trasformarlo in un momento di conflitto
• fare piccoli passi: prima guardare, poi annusare, poi eventualmente leccare, senza arrivare subito all’assaggio completo
• mantenere la calma anche davanti al rifiuto, evitando negoziazioni o pressioni
In alcuni bambini questa rigidità può essere legata a una forte sensibilità sensoriale o a una forma di ansia legata al nuovo: non è “capriccio”, ma una modalità di gestione della sicurezza percepita.
Se il comportamento è così strutturato e stabile nel tempo, sarebbe davvero utile un percorso di valutazione psicologica o psicoterapeutica dell’età evolutiva, possibilmente con competenze anche in selettività alimentare. Un supporto di questo tipo aiuta non solo il bambino, ma anche il genitore a trovare strategie personalizzate senza entrare in una dinamica di scontro quotidiano.
Se vuole, posso aiutarla a capire quali segnali osservare per distinguere una fase di forte selettività da una difficoltà più strutturata e come impostare concretamente i pasti a casa in modo più sereno.