Domande del paziente (15)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, i disturbi mentali e gli stati d’ansia vengono valutati attraverso un colloquio clinico approfondito, che può includere questionari, osservazioni e anamnesi personale e familiare. La diagnosi non... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrivi è comprensibilmente difficile: un nuovo lavoro, soprattutto se complesso e con aspettative alte, può generare ansia e senso di inadeguatezza, anche in chi normalmente si... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrivi è comprensibilmente molto faticoso. Questi pensieri e sentimenti ricorrenti, soprattutto verso qualcuno che ami profondamente, possono essere legati a uno stile di attaccamento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Svegliarsi la notte con sentimenti di malinconia è abbastanza comune e può avere diverse cause: stress accumulato, preoccupazioni irrisolte, pensieri che emergono quando c’è silenzio, o semplicemente...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, è comprensibile sentirsi insoddisfatti quando il lavoro non permette di esprimere appieno le proprie competenze e passioni.
Può essere utile riflettere su cosa è davvero importante per te:...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, è comprensibile che questo periodo con vostro figlio sia difficile e frustrante. L’adolescenza spesso porta chiusura, irritabilità e voglia di indipendenza, anche con genitori attenti e presenti.
Continuare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è comprensibilmente difficile: anche quando siamo in una relazione appagante, può capitare che un pensiero fisso su qualcun altro generi frustrazione e disagio.
Può essere utile accogliere...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive è comprensibilmente molto faticoso: sentirsi pressati in una relazione può far riaffiorare esperienze passate e aumentare il senso di soffocamento. È positivo che abbiate... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, quello che descrive è una situazione complessa e faticosa. La terapia di coppia può essere un buon modo per affrontare dinamiche quotidiane difficili, migliorare la comunicazione e definire confini... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, è comprensibile che dopo una relazione lunga e intensa lei provi dolore, rabbia o tristezza, soprattutto di fronte a un tradimento. Anche se la decisione di chiudere è stata necessaria per proteggersi,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, quello che descrive è un grande peso emotivo e il senso di colpa che prova è comprensibile, soprattutto perché riguarda esperienze del passato in cui non aveva piena consapevolezza delle conseguenze.
È...
Altro
Salve a tutti, sono una studentessa universitaria che ora più che mai sta avendo a che fare con pensieri che definirei "ossessivi" per quanto riguarda le relazioni sociali (amicizie, conoscenze, ecc.): dopo ogni interazione non sentita al 100% riuscita, riavvolgo continuamente nella mia testa ogni piccolo dettaglio della situazione per capire cosa avrei potuto sbagliare, cercando continue rassicurazioni, e spendendoci la notte in pianti. Oltre a questo, sospetto da sempre di essere neurodivergente/essere nello spettro autistico.
Mi sto chiedendo quindi se non sia necessario partire da una valutazione psicodiagnostica per l'autismo/AuDHD. Ho il forte sospetto che i miei pensieri ossessivi siano il risultato di un sovraccarico cognitivo dovuto al masking e alla mancanza di strumenti adatti al mio funzionamento reale. Temo che un percorso generico, non formato sulla neurodivergenza, possa rivelarsi inefficace o invalidante, come già accaduto in passato. Dunque, quale percorso pensate sia meglio affrontare per prima (a fronte dei soldi)? Un percorso "generico" per risolvere inanzitutto i miei pensieri ossessivi, o un percorso psicodiagnostico (forse un po' più lungo?) per partire dalla radice?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è comprensibilmente molto faticoso: il rimuginare continuo sulle interazioni sociali e la ricerca di rassicurazioni possono diventare molto intensi e impattare sul benessere emotivo.
Rispetto al suo dubbio, non esiste una scelta “giusta” valida per tutti, ma nel suo caso una valutazione psicodiagnostica mirata potrebbe essere un buon punto di partenza, soprattutto se il sospetto di neurodivergenza è presente da tempo. Questo permetterebbe di comprendere meglio il suo funzionamento e orientare poi un eventuale percorso più specifico e adeguato.
Allo stesso tempo, i pensieri ossessivi e il rimuginio possono essere affrontati anche in un percorso psicologico, purché il professionista abbia sensibilità o formazione sul tema della neurodivergenza.
Pertanto, può essere utile cercare uno specialista che tenga conto di entrambe le dimensioni, così da evitare interventi poco mirati e sentirsi maggiormente compresa.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Federica, la sua è una riflessione molto interessante e tutt’altro che insolita. Il crescente interesse verso programmi di cronaca nera e true crime è un fenomeno ampio, che coinvolge aspetti psicologici,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, i “loop mentali” o pensieri ripetitivi sono abbastanza comuni e non sempre indicano un problema. Il fatto che non interferiscano con le sue attività quotidiane e non compromettano la serenità è... Altro
Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Bungiorno,
Quella che descrive è una situazione emotivamente molto intensa, e comprensibilmente confusiva. Dopo una relazione significativa, soprattutto se caratterizzata da forte coinvolgimento e difficoltà a lasciarsi, è frequente continuare a sentirsi legati all’altra persona, anche quando la relazione è terminata.
Il senso di colpa che prova nel riavvicinarsi ad un’altra persona sembra essere legato non solo ai suoi sentimenti, ma anche al peso delle parole del suo ex. Questo può indicare una difficoltà a separare ciò che desidera lei da ciò che sente “di dover” agli altri, soprattutto nelle relazioni affettive.
La paura di perderlo e il sentirsi così condizionata potrebbero far pensare a una forma di attaccamento ancora molto attiva, che ha bisogno di tempo e spazio per rielaborarsi. Non significa necessariamente “dipendenza”, ma sicuramente un legame non ancora elaborato.
In questo momento potrebbe esserle utile non forzarsi a vivere nuove situazioni se sente disagio, ma piuttosto provare a comprendere meglio ciò che prova, senza giudicarsi. Darsi tempo è parte del processo.
Se questa difficoltà nel distacco e il senso di colpa persistono o la fanno stare male, un percorso con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a costruire relazioni più libere e serene.