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Esperienze

Mi chiamo Sofia Minni e sono al quarto anno di specializzazione in psicoterapia adleriana. Durante il mio percorso formativo ho svolto tirocinio presso il Centro Autismo e ADHD e presso il Centro Adolescenza, esperienze che mi hanno permesso di entrare in contatto con bambini, adolescenti, adulti e famiglie, sviluppando una sensibilità particolare verso bisogni e difficoltà che possono emergere in diverse fasi della vita.

Credo che la psicoterapia sia un luogo sicuro e protetto, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e ascoltato senza giudizio. Con gli adulti lavoro per affrontare ansia, stress, momenti di crisi o cambiamento, aiutandoli a riscoprire le proprie risorse e a ritrovare equilibrio nella quotidianità. Con ragazzi e genitori, invece, accompagno il percorso di crescita, favorendo un dialogo più sereno e strategie relazionali che sostengano il benessere familiare.

Sono convinta che il cuore del lavoro terapeutico sia la relazione: uno spazio autentico in cui costruire insieme la possibilità di stare meglio e di guardare al futuro con maggiore fiducia

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Consulenza online

    50 € - 60 €

  • Studio clinico

    60 €

  • Colloquio di coppia

    90 €

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Sofia Minni

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Sofia Minni
Studio di Psicologia e Counseling

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4 recensioni

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  • R

    R. T.

    La dottoressa Minni è una professionista capace ed accogliente, ha saputo ascoltarmi senza mai farmi sentire giudicata. Non ero mai stata prima da una psicologa ed ero preoccupata, ma fin dal primo colloquio mi sono sentita accolta e compresa.

     • Studio di Psicologia e Counseling • colloquio psicologico  • 

  • S

    SN

    Attraverso un momento difficile. La sua presenza calma e competente mi ha accolto nel modo migliore. Continuerò il percorso

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  • M

    M.L

    La dottoressa Minni ha mostrato grande empatia e capacità di farmi sentire a mio agio in un momento di apertura totale.

     • Studio di consulenza online • colloquio psicologico online  • 

  • A

    A.A.

    La Dottoressa Minni è preparata ed accogliente. Mi ha aiutata molto a superare un momento difficile.

     • Studio di consulenza online • colloquio psicologico online  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 23 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentilissim3 Professionist3, sono un uomo di 31 anni. Dico chiaramente che oggi ciò che cerco è sblo

Gentilissim3 Professionist3,
sono un uomo di 31 anni. Dico chiaramente che oggi ciò che cerco è sbloccare la mia vita affettiva e sessuale: vorrei capire come interagire in modo efficace per avere più rapporti sessuali e creare connessioni reali senza perdermi in teorie.
Mi metto molto in gioco (es. nel volontariato), sono estroverso, ascolto, creo subito un bel clima e le persone mi confidano cose private. Il problema arriva dopo: quando chiedo i contatti o propongo di uscire (anche in gruppo), trovo freddezza, risposte a monosillabi dopo giorni o scuse, pur rivedendole poi sorridenti dal vivo. Ricevo continuo breadcrumbing.
Sono una persona intensa e affidabile, do tantissima umanità ma non ricevo reciprocità e vengo sempre messo in secondo piano. Mi sono stancato di questo squilibrio.
Cercavo un3 professionist3 per un percorso dal vivo per capire cosa sbaglio o cosa non vedo e cambiare questa situazione. Che ne pensate?
Grazie.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Sofia Minni

Buongiorno,
Un percorso terapeutico può aiutarla ad approfondire le proprie modalità comunicative e a comprendere come i propri messaggi possano talvolta essere recepiti in modo diverso da quanto inteso. Spesso, infatti, non è tanto il contenuto a creare difficoltà, quanto il modo in cui viene interpretato da chi ascolta: un fraintendimento può generare una reazione difensiva che, a sua volta, alimenta un allontanamento non voluto da nessuna delle parti. Un lavoro su questi meccanismi può risultare utile in qualsiasi ambito relazionale — professionale, familiare o personale


Ho lasciato il mio ragazzo da pochi mesi dopo 18 anni di relazione. La decisione di lasciarlo è nata

Ho lasciato il mio ragazzo da pochi mesi dopo 18 anni di relazione. La decisione di lasciarlo è nata da un distacco emotivo che sentivo nei suoi confronti probabilmente nato per difendermi da certe dinamiche routinarie che mi facevano soffrire. L'ho lasciato perché lui era sempre nervoso e depresso e a lungo andare l'empatia che avevo per lui è andata sgretolandosi, poiché ormai da 3 anni mi aggrediva verbalmente per qualsiasi cosa esulasse dalla sua idea delle cose da fare, anche la più piccola cosa lo poteva mandare in crisi e io dovevo continuamente adattarmi ai suoi sbalzi d'umore per consolarlo e calmarlo, essendo costantemente arrabbiato con il mondo. Negli ultimi anni desideravo tante cose da condividere insieme, ma queste cose non sono mai arrivate, perché lui era sempre inerte.Così mi sono resa conto dopo che ci siamo lasciati che tante cose che prima desideravo comprare o fare insieme non le desidero più. Mi sento apatica, come se non sono più in grado di emozionarmi.
Inoltre mi sono resa conto che pur essendoci lasciati da poco è come se il mio cervello avesse smesso di pensare a lui da subito.
Mi sento sbagliata ad aver dimenticato tutto di lui, avendo passato tanti anni insieme supportandoci a vicenda.
I ricordi di lui sono sfocati e lontani e lo percepisco come un estraneo. Mi sembra assurdo soprattutto perché questo modo di percepirlo è stato immediato non appena l ho lasciato.
Mi chiedo se tutti questi anni ad assorbire i suoi stati depressivi e scatti di rabbia non abbiano compromesso la mia empatia, la capacità di emozionarsi e desiderare anche piccole cose.
Mi chiedo se posso recuperare queste parti di me che con la mia vecchia relazione sono andate perdute e se potrò mai recuperarle anche nell'ottica di iniziare una nuova relazione sana.
Considerando che tanti anni fa ero una persona molto empatica, sensibile che si entusiasmava anche per le piccole cose , se non recupero queste parti di me sento di aver perso me stessa.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Sofia Minni

Buongiorno,

lasciare una persona dopo tanto tempo condiviso insieme è, senza dubbio, un evento significativo, capace di generare un impatto profondo. Il fatto che lei stia sperimentando queste emozioni non è segno di fragilità, ma dimostra la sua sensibilità nei confronti di ciò che ha vissuto: non un distacco totale dall'accaduto, ma il pieno contatto con i sentimenti che a esso si collegano.

Se in questo momento si sente apatica, priva di energie o come "spenta" rispetto a ciò che accade attorno a lei, non deve preoccuparsi: anche questa è una risposta del tutto normale di fronte a una perdita significativa. A volte, dopo un impatto emotivo così forte, la mente e il corpo attraversano una fase di apparente ottundimento, quasi una pausa protettiva, che permette di prendere le distanze temporaneamente da un dolore che altrimenti risulterebbe difficile da gestire tutto insieme. Non è indifferenza, né un segno che qualcosa non stia funzionando: è parte dello stesso processo di elaborazione, tanto quanto la tristezza o la nostalgia.

Quello che sta provando — in tutte le sue forme, comprese le fasi di vuoto o di apatia — è normale e comprensibile. Non esiste un tempo "corretto" per superare un momento simile, né un modo giusto di sentirlo: ognuno ha il proprio ritmo, e concedersi lo spazio necessario, senza fretta e senza giudicarsi per ciò che si prova o non si prova, è parte stessa del percorso.

Si conceda quindi il tempo di cui ha bisogno, con la consapevolezza che ogni fase di questo processo,ha un suo significato.


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