Corso Regina Margherita 256, Torino 10144
Fino a Marzo sedute scontate per gli studenti universitari
Leggi di più18/02/2026
Torino 2 indirizzi
Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica come spazio sicuro, accogliente e libero da giudizio, dove poter essere sé stessi.
Attraverso un ascolto empatico, accompagno la persona nella scoperta delle proprie emozioni e risorse, aiutandola a sviluppare nuovi strumenti per affrontare la vita con maggiore consapevolezza e serenità.
Lavoriamo insieme per favorire la crescita verso la propria versione più autentica e completa.
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13 recensioni
Più menzionato dai pazienti
la dott.ssa Marianna è stata gentile, mi ha spiegato molto bene come ci saremmo mossi durante i primi colloqui e questo mi ha tranquillizzata molto. Oggi stiamo andando avanti e anche se impegnativo, credo di aver fatto un’ottima scelta a cominciare questo percorso con lei.
Assolutamente consigliata
Ho iniziato questo percorso in un momento delicato e mi sono trovato molto bene fin da subito. La terapeuta è attenta, accogliente e capace di ascoltare davvero, senza giudizio. Con professionalità e sensibilità mi ha aiutato a comprendere meglio me stesso e a fare passi concreti verso il cambiamento.
Consiglio questo percorso a chiunque voglia sentirsi seguito con competenza e umanità. Prenotare è stata una scelta che rifarei senza esitazione.
Un’ottima esperienza con la dottoressa Galli. Una professionista paziente, empatica e nel mio caso con un approccio terapeutico efficace. Sono tanti i progressi che mi porto dietro da questa esperienza insieme a lei. In questi due anni di percorso non mi ha mai deluso o lasciato perplessa, mi ha sempre fornito spiegazioni chiare, coinvolgendomi anche nei processi decisionali relativi al nostro percorso. È riuscita a guidarmi con pazienza e naturalezza senza mai forzarmi e senza mai farmi sentire a disagio. Inoltre la ritengo anche molto disponibile, flessibile, puntuale e comprensiva.
Mi sono fidata ciecamente di lei perché è riuscita a capirmi in poco tempo e mi ha guidato con estrema naturalezza e spontaneità attraverso tutte le tappe (anche quelle più difficili) di un percorso di terapia.
Mi ritengo molto soddisfatta del rapporto che abbiamo costruito in questi anni, sicuramente professionale ma anche umanamente appagante.
È stato un piacere incontrare la dottoressa. È stato un momento delicato l’inizio del percorso, mi sentivo spaventato e un po’ a disagio all’idea di dover raccontare i miei problemi a una persona nuova. Mi sono sentito ascoltato e la dottoressa ha aspettato i miei tempi. Il nostro percorso ora è finito e sono molto soddisfatto di come è andato.
Mi sono trovata molto bene con la dottoressa. Mi sono sentita accolta ed ascoltata. Al momento il mio percorso con lei è terminato ma sono sicura che la ricontatterò se un domani dovessi averne bisogno.
Professionista attenta e competente. Mi ha permesso di capire meglio quali fossero le mie problematiche e abbiamo cominciato un percorso insieme, dove la dottoressa si sta dimostrando paziente e accogliente, in grado di farmi riflettere su aspetti ai quali non avevo mai pensato.
La dottoressa mi ha messo sin da subito a mio agio, é accogliente, disponibile e precisa. Grazie al percorso con lei sono riuscita a superare un momento difficile della mia vita e imparare a credere di più in me stessa.
Ho iniziato un percorso con la dottoressa dopo un periodo di indecisione.
La dottoressa è sempre molto empatica e attenta.
Mi sento ascoltato e a mio agio nel affrontare certi argomenti che mi hanno creato grandi difficoltà, anche se il mio percorso non è ancora terminato vedo i miglioramenti nel quotidiano
Dott.ssa Marianna Galli
Grazie per le gentili parole, è un piacere lavorare insieme
Marianna è stata comprensiva ed empatica. Ha capito le mie esigenze ed riuscita a farmi fare le giuste domande.
Dott.ssa Marianna Galli
Grazie per la fiducia ed il percorso fatto insieme!
Ero molto titubante ma sentivo di dover iniziare un percorso. Parlare con la Dottoressa e condividere per la prima volta certe cose ha sbloccato qualcosa, mi è sembrato che volesse e potesse capirmi e sento la speranza di potere stare meglio. Consigliata.
Dott.ssa Marianna Galli
Grazie per la fiducia, sono lieta di sapere che si è sentito compreso.
ha risposto a 42 domande da parte di pazienti di MioDottore
dottori vorrei esporvi e chiedere a voi un pensiero o non so come definirlo meglio, disagio..sono un
dottori vorrei esporvi e chiedere a voi un pensiero o non so come definirlo meglio, disagio..sono una ragazza di 25 anni, non saprei come spiegarlo bene ma mi è capitato certe volte di vedere mio padre che guardasse su social tipo facebook soprattutto video o foto di donne che appaiono molto mezzo scoperte ecco, dove si intravede qualcosa, o come oggi, video che sembrava alludessero a "qualcosa", anche come battute, e nel video si sentiva una donna, penso che come tanti altri uomini che facciano queste cose, e io provo a certo senso di disgusto sinceramente e mi dispiace, perché dico perché sentono il bisogno di guardare certe cose, cosi come il mio ex fidanzato, aveva questi atteggiamenti però soprattutto per like a foto, volevo capire e chiedere, può essere che questo disagio e disgusto nei confronti di mio padre che fa queste cose si possa riflettere sulle altre persone con cui mi vado a relazionare e di conseguenza provo quelle sensazione anche con la persona con cui sto, infatti quando vedevo che il mio fidanzato metteva like mi si creava una sensazione di ansia mista a dispiacere e disagio e disgusto. Ma anche perché io penso all'altra parte, quindi mia madre, non lo so mi viene un dispiacere, anche se so che non è stato nulla di che, però provo dispiacere e disgusto davvero, un certo fastidio, so che non è legato a me, io dovrei discostarmi, ma se ci penso non vorrei averci piu a che fare anche per cose cosi piccole e mi fa cadere tante sicurezze addosso che potevo avere sulla persona che è, e poi anche il fatto che mi viene da pensare che ormai gli uomini in generale sono tutti cosi perché andranno sempre a cercare quel qualcosa che li attrarrà in quel senso..Quello che vi chiedo è questo può essere che appunto questa cosa mi riflette poi sulle altre persone con cui mi relaziono? E poi come posso non provare queste sensazioni di disgusto verso una persona comunque importante..
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno.
Quello che prova ha senso, e il fatto che se ne stia facendo una domanda così onesta dice molto di lei.
Sì, è molto probabile che il disagio vissuto con suo padre si rifletta nelle relazioni successive — è un meccanismo naturale. Le figure genitoriali sono il nostro primo "modello" di relazione, e quando qualcosa ci ferisce o ci delude in quel contesto, tendiamo a restare in allerta quando vediamo gli stessi segnali altrove. Non è una debolezza, è il modo in cui impariamo a proteggerci.
Il disgusto che prova non è eccessivo né sbagliato — è una risposta emotiva che porta dentro anche la preoccupazione per sua madre, il senso di tradimento di un'immagine paterna, e forse una domanda più profonda su quanto ci si possa fidare delle persone care.
Portare tutto questo in un percorso psicologico potrebbe aiutarla a sciogliere quel nodo — distinguere cosa appartiene a suo padre, cosa al suo ex, e cosa invece vuole davvero lei da una relazione, senza che il passato continui a colorare tutto con quella sensazione di allerta.
Buongiorno a tutti e grazie in anticipo per l'attenzione. Premetto che sono già reduce di relazion
Buongiorno a tutti e grazie in anticipo per l'attenzione.
Premetto che sono già reduce di relazioni "particolari" e che la mia situazione familiare (con i miei genitori) è un po' un disastro.
Convivo da sei anni, e all'inizio sembrava tutto fantastico. Ho fatto delle rinuncie piuttosto importanti per questa relazione, sin dai primi giorni, ma stavo bene e mi andava bene. Dopo pochissimo tempo abbiamo scoperto un suo problema che ci ha impedito di avere rapporti normali, come tutti gli altri, negli anni. Ad oggi, sono ormai due anni che, per essere prudenti, non abbiamo più rapporti. Nonostante fosse difficile per me (visto anche il mio passato) ho sempre tirato avanti nella speranza che un giorno le cose potessero cambiare e diventare normali. Da qualche giorno a questa parte, però, queste certezze sono crollate perché, a quanto pare, sembra proprio che dovremmo convivere con questo problema per tutta la vita, e lì sono crollata. Adesso non ci sono più appigli, non c'è più speranza ed io sono solo confusa. Da una parte il problema della sfera sessuale (purtroppo per me non indifferente) e dall'altra una lunga convivenza, l'affetto e il tempo investito. Avevo già pensato di proporgli la terapia di coppia, ma non so quanto potrebbe cambiare le cose, visto che io non sono disposta a scendere a compromessi, o a trovare un punto di incontro (anche perché non credo che esista), e non per una questione di cattiveria, ma perché sono giovane (28 anni) e vorrei poter godere della sfera sessuale come farebbe qualsiasi altra giovane della mia età. Forse se avessi avuto il doppio dei miei anni sarei riuscita ad accettare la cosa, ma avere questi problemi, così presto, mi destabilizza tanto. Non so più cosa sia giusto o sbagliato. Cosa avrebbe più senso fare? Esiste una soluzione che non ferisca nessuno? Come affronto questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno.
Quello che prova ha tutto il senso: ha investito molto, ha aspettato con speranza, e ora si trova di fronte a una realtà che non ha scelto e che non può cambiare. Non è egoismo voler vivere pienamente la propria sessualità a 28 anni — è un bisogno legittimo e profondo.
La domanda "esiste una soluzione che non ferisca nessuno?" è bellissima e dice molto di lei — ma purtroppo in certi momenti della vita non esiste. Qualunque scelta comporta una perdita, per lei o per lui o per entrambi. E questo fa male, ma è reale.
La terapia di coppia, in questo caso, potrebbe non cambiare il problema concreto — ma potrebbe aiutarvi entrambi ad affrontare la situazione con più chiarezza e rispetto reciproco, qualunque sia la decisione finale.
Uno spazio solo suo, invece — un percorso individuale — potrebbe aiutarla a distinguere cosa sente davvero, al di là della colpa e della confusione, e a trovare una direzione che sia autentica per lei.
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