Dott.ssa
Ilenia Colasuonno
Psicologa
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Psicologa clinica
Altro
sulle specializzazioni
Cerveteri 1 indirizzo
Esperienze
Durante il mio tirocinio presso Il Grillo Parlante, ho collaborato con famiglie e bambini per migliorare la gestione delle emozioni e dei comportamenti, favorendo lo sviluppo di competenze sociali e relazionali.
Oggi, metto a disposizione la mia esperienza e le mie competenze per creare percorsi personalizzati e concreti, volti a migliorare la qualità della vita delle persone con cui lavoro.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
Principali patologie trattate
- Dolore
- Stress
- Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
- Depressione
- Dipendenza
- +27 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
55 € -
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Psicoterapia di coppia
60 € -
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Test psicologici
Da 60 € -
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Terapia di gruppo
Da 45 € -
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Superamento di eventi traumatici
50 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Via Rio dei Combattenti 4A, Cerveteri 00052
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
19 recensioni
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S
S.E.
Ho accompagnato mia figlia adolescente molto scettica sull utilità della seduta e ne è uscita soddisfatta e ravveduta e senza battere ciglio ha deciso di continuare e che le sarà davvero utile. Quindi la dottoressa è stata molto chiara e convincente
• Ilenia Colasuonno • consulenza psicologica •
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N
N C
Sono rimasta molto soddisfatta. Ottima impressione.molto accogliente.
• Ilenia Colasuonno • consulenza psicologica •
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G
GP
Mi sono sentito subito a mio agio!
Spero di risolvere al piu’ presto con la dott.ssa le mie ansie e paure..
A presto
Grazie• Consulenza online - Dott.ssa Ilenia Colasuonno • colloquio psicologico •
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V
Valentina
Quando esco dallo studio mi sento più leggera, ho la sensazione che anche solo affidarle un mio pensiero, vedere come lei mi spiega i processi che mi ci possono aver portata, capire che ho davanti qualcuno che davvero sa come aiutarmi a risolverlo, già questo mi fa sentire più serena.
È una professionista che ci tiene alle persone che ha davanti e questo si vede, e i cambiamenti si sentono tutti, seduta dopo seduta.
Che dire di più? STRACONSIGLIATA!• Ilenia Colasuonno • consulenza psicologica •
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T
Tommaso
Estremamente attenta ai dettagli e super alla mano, approccio al passo con i tempi e soprattutto sempre disponibile, che dire, da quando sono in terapia con lei noto dei grandi miglioramenti in ogni ambito e sono sempre più fiducioso per il futuro.
Persona stupenda anche a livello personale, l'unica cosa che posso dire è che la consiglio a tutti.
• Ilenia Colasuonno • consulenza psicologica •
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M
Moira
È una persona attenta,ascolta e sa metterti a tuo agio. Come prima visita sono molto soddisfatta
• Ilenia Colasuonno • consulenza psicologica •
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Grazie mille per le tue parole. Sono felice che ti sia sentita accolta sin dal primo incontro, per me è fondamentale!
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G
Giò
Grazie alla terapia ho imparato ad accettare e gestire l'ansia, a fare passi importanti e mi fa sentire accettata, ascoltata senza giudizio. Da oggi continueremo il percorso, perché era inevitabile tornare dove si è sempre stati bene. Puntualità ed empatia.
• Consulenza online - Dott.ssa Ilenia Colasuonno • colloquio psicologico •
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
È un onore che tu mi abbia scelta di nuovo per accompagnarti nuovamente in questo tuo percorso e ti ringrazio dal profondo del mio cuore!
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R
R.
Difficilmente mi apro perché conosco la natura dei miei traumi e so che fa male quando ne parlo.. ma con lei in pochi minuti sono riuscita ad aprirmi… davvero brava.
• Consulenza online - Dott.ssa Ilenia Colasuonno • colloquio psicologico •
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Sono davvero contenta di averti messo a tuo agio ed è un onore che ti sia aperta con me!
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L
Lina
Dottoressa molto mpreparata, dialogo chiaro e risolutivo, cosigliatissima.
• Consulenza online - Dott.ssa Ilenia Colasuonno • colloquio psicologico •
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Grazie mille per le tue parole Lina. A presto
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S
sg
Ho contattato la dott.ssa Colasuonno per un colloquio di prova e si è dimostrata da subito puntuale ed empatica, facendomi sentire subito a mio agio anche attraverso lo schermo. Continuerò le sedute con lei.
• Consulenza online - Dott.ssa Ilenia Colasuonno • •
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Grazie di cuore per le tue parole. Sono felice che ti sia sentita a tuo agio fin dal primo incontro. Il tuo benessere è la mia priorità, e sono lieta di poterti accompagnare in questo percorso. Rimango a disposizione per ogni esigenza
Risposte ai pazienti
ha risposto a 255 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dottori. Sono una ragazza di 24 anni e scrivo in merito a una situazione emotiva personal
Buongiorno dottori. Sono una ragazza di 24 anni e scrivo in merito a una situazione emotiva personale che non so bene come gestire. Recentemente ho svolto un tirocinio in una scuola elementare per la mia università che appunto lo prevede, ci sono stata pochi mesi ma è stata un’esperienza molto positiva. Io da sempre amo i bambini e stare con loro mi dà una sensazione di pace e serenità che raramente provo, forse per la loro spontaneità o semplicità, inoltre loro sembrano apprezzarmi quindi stare con loro è stato molto gratificante, soprattutto se consideriamo che ero partita con aspettative basse, quindi è stata una bella sorpresa. Il punto è che durante questa esperienza formativa, appunto poiché ci metto il cuore essendo un po’ inesperta, mi sono molto affezionata a un paio di loro, perché forse mi hanno fatto una tenerezza particolare e ho iniziato a sviluppare un piccolo debole anche perché loro stessi erano molto affezionati a me, pur mantenendo io sempre comportamenti imparziali con tutti. Oggi il tirocinio è finito, e io ci ho silenziosamente sofferto più che altro il primo giorno quando tutto era finito, perché il pensiero che si fossero creati quei piccoli ma sinceri rapporti da ambo i lati con loro ma che non ci potesse (giustamente) essere possibilità di mantenerli mi causava una sensazione di rimpianto, una specie di impotenza, difficile da accettare del tutto perché la separazione è stata diciamo “mal voluta” sia da me che da loro, ma era inevitabile, e io ho spiegato tutto con pazienza. Sarebbe stato più facile per me accettare la fine se loro stessi non avessero manifestato il loro dispiacere per il nostro saluto, a quest’ora sarei già serena. Però forse il pensiero che ci fosse un piccolo legame emotivo sincero sia da parte mia che da parte loro ha reso tutto più difficile perché anche se razionalmente so che è giustissimo e normale lasciarli andare dopo queste esperienze, il mio cuore un po’ ne “soffre” perché ha percepito l’esperienza arricchente che si è creata e di come sarebbe potuto continuare se la realtà fosse stata diversa (esempio, se fossi stata un’amica di famiglia, una cugina più grande e cose simili quindi con possibilità ogni tanto di rivedersi). Credo che questa emozione io la provi anche perché ho sempre voluto avere dei figli quindi forse inconsciamente riverso un po’ questa mia tendenza nel lavoro che mi permette di essere una presenza adulta e accogliente per i bambini come ho sempre voluto essere. Mi sono rivolta a voi perché vorrei sapere davvero come lasciare andare in maniera completa, senza rimpianto, portandoli nel cuore, capire che i rapporti avuti sono stati sinceri e non valgono meno anche se ci siamo salutati, e come prevenire che io investa emotivamente così, per evitare di soffrire in futuro pur sapendo metterci lo stesso il cuore con sincerità ma con quell’equilibrio giusto che mi permette di amarli con moderazione, in modo che io sappia sempre lasciarli andare senza soffrire, perché una vita vissuta così con questo lavoro rischia di diventare pesante emotivamente per me, che dovrò salutare costantemente tanti bambini a cui mi affezionerò. Sottolineo che sono una persona molto sensibile ed emotiva quindi forse è anche per questo che la vivo intensamente, però appunto voglio imparare a dosare, ed essendo ancora in formazione penso sia normale non essere ancora del tutto capace anche a gestire il sentimento di affetto che si sente internamente, soprattutto per chi ci mette il cuore. Spero che possiate darmi dei consigli, li accoglierò con piacere, vi ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai provando è del tutto normale e dimostra quanto il tuo lavoro con i bambini ti tocchi nel profondo. L’affetto che hai sentito è reale e importante, e la fatica di lasciar andare è la conseguenza di quel legame sincero che si è creato. È positivo che tu riconosca questo sentimento senza giudicarlo, perché spesso si pensa che, per “professionalità”, si debba restare distaccati, ma così si rischia di perdere la ricchezza umana che il lavoro con i bambini può offrire. Lasciare andare non significa dimenticare o non tenere nel cuore ciò che si è vissuto, ma accettare che ogni relazione ha un tempo, e che il valore di ciò che è stato non si misura dalla durata, ma dalla qualità e dalla sincerità con cui è stato vissuto. Forse può aiutarti immaginare il legame come un dono che hai ricevuto e dato, senza doverlo necessariamente prolungare o mantenere nel tempo. Puoi portare con te quella serenità che ti hanno donato, sapendo che è un pezzo di te arricchito da quella esperienza. Per dosare l’affetto in futuro, non serve chiuderti emotivamente, ma essere gentile con te stessa quando senti il bisogno di prendere distanza. È un equilibrio delicato: amare con il cuore aperto, ma saper accogliere anche il distacco come parte naturale del ciclo della relazione. Ti permette di continuare a donarti senza esaurirti. Con il tempo e l’esperienza capirai sempre meglio come mantenere questo equilibrio, e va bene se ora è difficile. È una forma di crescita emotiva, non un limite.
Non dimenticare di prenderti cura di te, di concederti spazi per elaborare le emozioni dopo ogni fine, magari parlando con qualcuno di fiducia o riflettendo su ciò che hai vissuto. Questo ti aiuterà a non accumulare fatica emotiva e a ritrovare la tua naturalezza e serenità nel fare ciò che ami.
Sono una donna di quasi 37 anni, ho un bambino di quasi 3 anni e mezzo, è l'amore della mia vita e t
Sono una donna di quasi 37 anni, ho un bambino di quasi 3 anni e mezzo, è l'amore della mia vita e tutto ciò che riesce ancora ad emozionarmi. Il problema è che oltre mio figlio, non riesco a trovare il modo di andare avanti, di realizzarmi come persona, di provare ancora qualcosa; 7 anni fa ho perso mio zio dopo un brutto tumore al cervello, non è servito a niente tentare ogni tipo di cura, è stato sfortunato sotto ogni punto di vista, e tutto quello che poteva andare male, è andato pure peggio delle peggiori aspettative, l'ho visto spegnersi piano piano, nella completa ingiustizia di ciò che gli stava accadendo anche a livello personale, con un ex compagna che non gli dava tregua e ha aspettato che lui perdesse la parola per raccontare bugie su di lui per imbambolare i figli. Mentre mio zio stava male, anche la situazione di mia madre si è aggravata, ha subito diverse amputazioni, e mano mano l'ho vista cambiare, chiedere di morire, l'ho vista spegnersi mentalmente giorno dopo giorno. Sono morti l'uno a distanza di 11 mesi dall'altro, dopo una lentissima devastazione. Dopo qualche anno ho avuto un bambino che è stato un miracolo per me per riportarmi a riassaporare la vita, il problema è che non riesco ad uscire del tutto dal buio in cui sono caduta con la perdita di mio zio e di mia madre, se mio figlio non c'è, io non vivo, anche se lavoro, studio, cerco di intrattenermi, niente mi da soddisfazione, e vivo costantemente nel completo senso di colpa, chiedendomi se avessi potuto fare di più, dicendomi costantemente che se avessi potuto avrei dato io stessa la mia vita per loro. il mio cervello si inceppa è come se non riuscissi ad andare avanti, tutto mi riporta a loro e mi manca il respiro ogni volta, sono passati anni e non riesco più ad emozionarmi, non riesco più a provare nulla per niente e nessuno (fatta eccezione per mio figlio). Mi sono laureata e non ho provato nulla, se non "loro non ci sono", sono diventata mamma e ho sofferto di depressione post parto, rifiutando categoricamente l'aiuto di chiunque perchè io volevo solo essere aiutata da mia madre. Ho un compagno, la famiglia di mia madre che mi è vicina, ma non riesco a provare niente, se non la voglia di andarmene da ogni situazione, e con ciò ho iniziato anche ad avere paura degli spazi stretti, non riesco più a prendere l'ascensore, ad allontanarmi da casa, e quelle volte in cui succede devo raggiungere solo posti vicini in cui ci sia un bagno a disposizione per avere la scusa di staccare un secondo da tutto quello che ho intorno. Non riesco più a godere di niente, sto rovinando il rapporto con le persone che mi sono rimaste, e spesso penso che senso ha vivere così. Nel periodo della depressione post parto ho consultato degli specialisti ma non mi sono sentita capita, e sopratutto non mi sono sentita capita dal mio compagno e ho chiuso la porta alla terapia; però ora mi chiedo, che mi succede? Come posso uscire da tutto questo?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso tutto questo. Lo hai fatto con una lucidità e una profondità che parlano della tua forza, anche se ora non riesci a vederla. Non c’è niente di “sbagliato” in te. C’è dolore, tanto, accumulato negli anni, che ha trovato rifugio nel tuo corpo e nella tua mente. È come se fossi rimasta sospesa, congelata in un tempo che non passa, dove la vita va avanti, ma tu sei rimasta lì, affacciata a un vuoto che non si colma mai. Hai attraversato esperienze devastanti: la perdita lenta, crudele, ingiusta di tuo zio, poi quella di tua madre, anche lei consumata dal dolore. Due lutti uno dietro l’altro, accompagnati da un senso di impotenza che ti si è incollato addosso. E poi, in mezzo a tutto questo, la nascita di tuo figlio, che è luce e vita, ma che è arrivata mentre dentro avevi ancora ferite aperte, profonde, che nessuno ha saputo accogliere nel modo in cui tu avresti avuto bisogno. È normale che il tuo corpo reagisca con ansia, che lo spazio si restringa, che tu senta la necessità di fuggire o di avere vie di fuga. Non è “pazzia”, è una forma di sopravvivenza. Stai vivendo da anni con il freno a mano tirato, con una parte di te che non riesce più a lasciarsi andare, per paura di perdere ancora, per paura che tutto quello che provi possa ferirti di nuovo. Non sei fredda, non sei vuota: sei esausta. Ed è stancante ogni giorno portare dentro tutto questo, fare finta di funzionare, cercare di essere tutto per tuo figlio mentre dentro senti di non esserci più. Ma c’è una cosa importante: tu lo stai scrivendo. Non ti sei arresa. Vuoi capire, vuoi uscirne, anche se fa paura anche solo chiederlo. Questo è già un primo passo, anche se adesso ti sembra piccolo. Non lo è. È immenso. La terapia può aiutarti, ma va fatta con qualcuno che sappia contenere tutta questa complessità, con delicatezza e rispetto. È comprensibile che tu abbia chiuso quella porta se non ti sei sentita vista davvero. Ma forse puoi riconsiderarla, senza pressioni. Hai bisogno di un luogo dove il tuo dolore possa respirare, dove non debba essere nascosto o spiegato sempre, dove qualcuno stia con te nel buio, senza giudicare e senza fretta. Non devi farcela da sola. Non devi essere forte sempre. E non sei sbagliata perché senti troppo, o perché senti troppo poco. Stai sopravvivendo, e a volte la sopravvivenza spegne le emozioni perché sembrano troppo pericolose. Ma quelle emozioni sono ancora lì, sotto la superficie. E non tutto è perduto. Forse la domanda da porti non è solo "come posso uscirne?", ma anche: “chi può accompagnarmi mentre ci provo?”. E questa, già da sola, è una forma di speranza. Resto qui, se vuoi parlare ancora. Anche solo per alleggerire un po’.
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