Vi contatto perché da sempre convivo con il problema di un pene nei limiti inferiori la media, natur
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Vi contatto perché da sempre convivo con il problema di un pene nei limiti inferiori la media, naturalmente ho effettuato piu di una visita da 2 diversi andrologi, la prima di mia spontanea volontà la seconda sotto il consiglio del mio psicoterapeuta per avere un ulteriore punto di vista.
Premetto che ho 35anni ed ho avuto diverse esperienze sessuali, naturalmente il problema relativo alle dimensioni ha sempre creato dei seri problemi piu da parte delle partner che da parte mia anche se con l avanzare dell età ho cominciato a subire il colpo; ultimamente ho un drastico calo della libido. Fatto sta che ne a livello medico ne a livello di assistenza psicologica fino adesso ho avuto miglioramenti anzi le cose sono drasticamente peggiorate w non so piu come affrontare tale situazione.
In attesa di una vostra risposta,
Un ringraziamento a tutto lo staff
Premetto che ho 35anni ed ho avuto diverse esperienze sessuali, naturalmente il problema relativo alle dimensioni ha sempre creato dei seri problemi piu da parte delle partner che da parte mia anche se con l avanzare dell età ho cominciato a subire il colpo; ultimamente ho un drastico calo della libido. Fatto sta che ne a livello medico ne a livello di assistenza psicologica fino adesso ho avuto miglioramenti anzi le cose sono drasticamente peggiorate w non so piu come affrontare tale situazione.
In attesa di una vostra risposta,
Un ringraziamento a tutto lo staff
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso.
Ritengo importante che possa ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche.
Cordialmente, dott FDL
Ritengo importante che possa ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche.
Cordialmente, dott FDL
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Buongiorno, mi dispiace.per la.sua situazione. Comprendo come questonpossa influire sulle sue relazioni intime, sulla sua sicurezza... ha detto di aver già fatto visite andrologiche e psicoterapia, io credo che sia questa la strada da seguire, immagino esistano soluzioni pratiche e l'aiuto psicoterapeutico è importante per affrontare il suo disagio.
In bocca al lupo
Claudia m
In bocca al lupo
Claudia m
Buongiorno, comprendo che quanto descritto possa essere per lei fonte di disagio. Se però è già seguito da un collega è molto importante che condivida quanto ha scritto sul portale poiché è utile ai fini del percorso stesso avere informazioni rispetto a dove ci si sente di trovarsi. Un saluto
Salve, si confronti con il terapeuta che già la segue, vedrà che con il tempo le cose miglioreranno. Sicuramente troverete un modo per affrontare al meglio il disagio che descrive.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve. La sessualità non è un problema di dimensioni, è un vissuto molto più complesso, dipende da una serie di fattori. Da come ci si pone, dal tipo di contatto, dall'intesa che si instaura o meno a livello corporeo, ecc. Non capisco se il suo problema è la dimensione o il calo della libido e cosa vorrebbe migliorare. Se è ancora in psicoterapia, affronti la situazione con chi la segue, se non è più in psicoterapia, valuti la possibilità di intraprendere un nuovo percorso per indagare sulle cause del suo malessere e chiarirle, un percorso che l'aiuti a stimolare la fiducia in se stesso e che l'aiuti a stare meglio. Distinti saluti.
Caro utente, mi dispiace molto per il disagio che vive. La ringrazio per averci scritto ma mi chiedo anche quale fosse la sua speranza nel farlo. Purtroppo avendo poche informazioni a disposizione e non conoscendola non mi sento di darle alcun tipo di consiglio, se non quello che già sta facendo: rivolgersi a professionisti specializzati. Provi a parlare nuovamente con il suo psicoterapeuta, se non si trova bene può pensare di cambiare figura di riferimento o chiedere un consulto ad un sessuologo.
E' giovane, non si abbatta e cerchi la sua strada verso il benessere, ne ha bisogno e se lo merita.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Federica Leonardi
E' giovane, non si abbatta e cerchi la sua strada verso il benessere, ne ha bisogno e se lo merita.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Federica Leonardi
Gentile Utente, mi dispiace molto per la sofferenza con cui sta facendo i conti. Leggo che ha già richiesto consulti medici ed è seguito da uno psicoterapeuta, pertanto ritengo utile che possa esprimere il suo disagio nel contesto della relazione terapeutica che ha già instaurato. Saluti, dott.ssa Valentina Cecchi
Salve. penso che fino ad ora si sia regolato bene rivolgendosi a specialisti idonei al suo problema, è così che deve continuare anche in questo momento di crisi maggiore. E' importante che lei si sposti sul senso del peggioramento in questo momento, perché ora? e cosa è successo negli ultimi anni prima della crisi. Si affidi al suo psicoterapeuta ed abbia fiducia nel suo percorso.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Cordiali Saluti
Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Salve, concordo con i colleghi su quanto sia importante portare i suoi vissuti legati alla sfera sessuale in Psicoterapia. Eventualmente, provi a concordare con il collega che la segue, di effettuare un consulto con un collega Sessuologo. Cordialmente Dr.ssa Olimpia Miraglia
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Qualora volesse, sono a disposizione. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Salve, è comprensibile che lei si aspetti dei cambiamenti in sé. La invito a confrontarsi con il terapeuta che la segue per esplorare i suoi vissuti e raggiungere quanto avete co-concordato per il vostro percorso insieme.
Buona giornata
Buona giornata
salve , penso che il calo della libido potrebbe essere anche il risultato di una serie piu complessa di difficoltà e non dipendere solamente dalla questione da lei descritta , ci sarebbe da valutare il suo stato di benessere in toto e capire come la sessualità si intrecci o prenda posto nel suo vissuto per cercare di riabilitare il piacere e la sua vita sessuale . si affidi al suo terapeuta o se il percorso che sta effettuando con la persona scelta non la convince provi a chiedere eventualmente un altra consulenza ad un altro professionista . la scelta del terapeuta alle volte puo essere complessa e potrebbe non arrivare con il primo tentativo . le auguro il meglio dal suo percorso .
Buonasera, capisco il malessere che sta vivendo. Continui in un percorso di psicoterapia o psicoanalisi per affrontare l'angoscia che la sta tormentando. L'angoscia vera è il non sapere cosa siamo per l'Altro. L'angoscia ha un rapporto diretto con il desiderio: cosa vuole l'Altro da me? come mi vuole? come mi vede?
un caro saluto
A sua disposizione Dott.ssa Cinzia Frascà
un caro saluto
A sua disposizione Dott.ssa Cinzia Frascà
Gentile utente, penso che lei anche qui, stia cercando delle conferme, che sicuramente non troverà , ma solo indagando dentro di sè con l'aiuto di un professionista, potrà capire perché questo aspetto è così centrale per le,i da invalidare tutto il resto della sua persona. Cordialmente L.C.
Gentile signore,
il problema che ci pone è molto interessante, tuttavia credo che andrebbe inquadrato a due livelli: un livello sociale e culturale, e uno personale. A livello sociale, viviamo in una cultura che limita molto la sessualità, non solo tra le persone, ma anche nelle sue espressioni: finiamo per identificare come "sesso" solo la penetrazione, e solo quello che ruota intoro ai genitali. Da qui, qualsiasi deviazione dalla norma di dimensioni, funzione o qualsiasi altro aspetto finisce per creare più problemi di quanti ce ne possano essere in realtà. E qui veniamo al livello personale ossia della sua esperienza. Sarò breve e succinto: non è il suo pene a soddisfare le sue compagne, ma lei nella sua interezza, con tutto il suo corpo, la sua fantasia, il suo legittimo diritto al piacere. Tutto il suo corpo è un "organo sessuale". Non solo, il gioco, lo scambio, lo scherzo, il corteggiamento, l'ammirazzioone reciproci sono sesso.
Le dico questo perché, come accade spesso ad alcuni miei pazienti che portano lo stesso problema di calo del desiderio, scoprire che c'è più sesso e intimità di quanto immaginavano.
Ne parli con il suo terapeuta.
con i migliori auguri
dr. Ventura
il problema che ci pone è molto interessante, tuttavia credo che andrebbe inquadrato a due livelli: un livello sociale e culturale, e uno personale. A livello sociale, viviamo in una cultura che limita molto la sessualità, non solo tra le persone, ma anche nelle sue espressioni: finiamo per identificare come "sesso" solo la penetrazione, e solo quello che ruota intoro ai genitali. Da qui, qualsiasi deviazione dalla norma di dimensioni, funzione o qualsiasi altro aspetto finisce per creare più problemi di quanti ce ne possano essere in realtà. E qui veniamo al livello personale ossia della sua esperienza. Sarò breve e succinto: non è il suo pene a soddisfare le sue compagne, ma lei nella sua interezza, con tutto il suo corpo, la sua fantasia, il suo legittimo diritto al piacere. Tutto il suo corpo è un "organo sessuale". Non solo, il gioco, lo scambio, lo scherzo, il corteggiamento, l'ammirazzioone reciproci sono sesso.
Le dico questo perché, come accade spesso ad alcuni miei pazienti che portano lo stesso problema di calo del desiderio, scoprire che c'è più sesso e intimità di quanto immaginavano.
Ne parli con il suo terapeuta.
con i migliori auguri
dr. Ventura
buongiorno, e` importante condividere tali vissuti emotivi nella relazione terapeutica al fine di trovare insieme i motivi connessi con il calo della libido che sta esperendo. una volta affrontata la questione del non aver miglioramenti con il proprio psicoterapeuta eventualmente può considerare l'idea di rivolgersi ad un'altro professionista, rimango a disposizione per qualsiasi domanda. Un saluto, D.ssa Anna Dimitri
Esistono diverse tecniche per affrontare il suo problema, al di là del tentativo di andare a fondo con un percorso psicologico sulle motivazioni da cui nasce. Se ha voglia di contattarmi possiamo parlarne, anche solo per avere alcune idee su possibili percorsi da intraprendere.
Un caro saluto!
Massimo Martucci | Psicologo a Milano e Online | Neurotrainer Neuroptimal (R)
Un caro saluto!
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Gentile utente, mi dispiace per il disagio che sta provando in questo momento. Vorrei porre l'attenzione sulla sua totalità e non su una singola parte del suo corpo. Il sesso e l'attrazione sessuale non è riducile esclusivamente all'organo genitale bensì all'interezza della persona e del suo piacere intimo. Il sesso è un insieme di aspetti che vengono proiettati e dunque, molto probabilmente, le consiglierei di porre l'attenzione, insieme al suo psicoterapeuta, sull'autostima e su come si sente nell'atto sessuale. Il piacere è un meraviglioso incontro tra desideri, pulsioni, sguardi, odori, percezioni, sensazioni, gusto etc. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta
Buonasera, sicuramente approfondire il discorso all'interno di uno spazio privato permetterebbe un miglior approfondimento delle visite andrologiche fatte, dei suoi vissuti e di come tutto ciò stia influenzando il suo benessere. Potrebbe valutare l'idea di rivolgersi a un sessuologo o ad uno psicoterapeuta con formazione sessuologica per affrontare nello specifico questo aspetto della sua vita. Rimango a disposizione per ulteriori delucidazioni, Dott.ssa Elisabetta Secci.
Gentile utente, ha condiviso queste preoccupazioni con lo psicoterapeuta che la sta seguendo? Sono sicuro che, forte della sua conoscenza, saprà eventualmente aggiustare il tiro e aiutarla
Gentile utente,
capisco quanto possa essere doloroso e frustrante vivere con la percezione di un problema che influisce sul benessere psicologico e relazionale. Il calo della libido e la difficoltà a gestire la situazione, nonostante le visite mediche e l'assistenza psicologica, sono esperienze che possono essere legate a dinamiche emotive profonde, che vanno oltre l'aspetto fisico. Spesso, i pensieri legati all'immagine corporea e le difficoltà relazionali si intrecciano, influenzando il nostro stato d'animo e le esperienze sessuali.
Ti consiglio di considerare un percorso psicologico per esplorare questi temi più a fondo, così da affrontarli in un ambiente sicuro e di supporto. La consulenza psicologica può aiutare a comprendere meglio le radici di questo disagio e a lavorare su soluzioni efficaci.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Veronica Savio
capisco quanto possa essere doloroso e frustrante vivere con la percezione di un problema che influisce sul benessere psicologico e relazionale. Il calo della libido e la difficoltà a gestire la situazione, nonostante le visite mediche e l'assistenza psicologica, sono esperienze che possono essere legate a dinamiche emotive profonde, che vanno oltre l'aspetto fisico. Spesso, i pensieri legati all'immagine corporea e le difficoltà relazionali si intrecciano, influenzando il nostro stato d'animo e le esperienze sessuali.
Ti consiglio di considerare un percorso psicologico per esplorare questi temi più a fondo, così da affrontarli in un ambiente sicuro e di supporto. La consulenza psicologica può aiutare a comprendere meglio le radici di questo disagio e a lavorare su soluzioni efficaci.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Veronica Savio
Capisco quanto possa essere difficile convivere con un senso di disagio legato al proprio corpo, soprattutto quando questo si intreccia con la sfera dell’intimità e dell’autostima, e quando sembra non trovare accoglienza o soluzioni efficaci nemmeno nei contesti di cura.
Da quello che racconta, emerge una sofferenza profonda, alimentata da un vissuto personale che si è cronicizzato nel tempo e che, oggi, sta influenzando anche il desiderio sessuale. È importante riconoscere che il calo della libido in casi come questo non è solo un sintomo fisico, ma spesso è una risposta psicologica a un conflitto interno: l’ansia da prestazione, la paura del giudizio, esperienze sessuali negative, o una costante autovalutazione rispetto a standard idealizzati possono avere un impatto importante sulla motivazione e sul piacere sessuale.
Purtroppo, il tema delle dimensioni del pene è ancora fortemente caricato da aspettative culturali e stereotipi irrealistici, che spesso generano insicurezze non solo negli adolescenti, ma anche in uomini adulti. È importante sottolineare che, in ambito clinico, le misure considerate “nei limiti inferiori della norma” non implicano necessariamente una disfunzione né da un punto di vista medico né sessuale. Tuttavia, il vissuto soggettivo può essere molto più impattante dei dati oggettivi, e va accolto e rispettato con serietà.
Mi colpisce molto la lucidità con cui descrive il suo percorso, inclusi i tentativi fatti finora – sia medici che psicologici. È evidente che c’è una forte volontà di comprensione e di cambiamento, e questo è già un punto di forza importante. A volte, però, il percorso terapeutico va tarato meglio sulle esigenze specifiche della persona: può essere utile un intervento psicologico mirato sulla sessualità maschile in grado di lavorare sul corpo, sul desiderio e sull’autostima in modo integrato. In alcuni casi, anche la terapia di coppia può offrire strumenti utili, se il tema emerge all’interno di una relazione.
In aggiunta, può essere interessante esplorare anche il significato simbolico che il suo vissuto ha assunto nel tempo: il pene, in molte culture, è caricato di significati che vanno ben oltre la funzione sessuale o riproduttiva – è identità, potere, sicurezza, virilità. Quando uno di questi aspetti viene vissuto come “carente”, è comprensibile sentirsi disorientati o frustrati.
Le consiglio di non mollare, e magari di valutare un nuovo approccio terapeutico in cui si senta davvero visto nella sua complessità – non solo come corpo, ma come uomo, persona, partner, individuo con una storia unica. La sessualità è una dimensione profonda, mutevole e influenzata da tanti fattori: non è mai troppo tardi per riconquistarla, anche con nuove modalità e nuove consapevolezze.
Dr. Giuseppe Mirabella
Da quello che racconta, emerge una sofferenza profonda, alimentata da un vissuto personale che si è cronicizzato nel tempo e che, oggi, sta influenzando anche il desiderio sessuale. È importante riconoscere che il calo della libido in casi come questo non è solo un sintomo fisico, ma spesso è una risposta psicologica a un conflitto interno: l’ansia da prestazione, la paura del giudizio, esperienze sessuali negative, o una costante autovalutazione rispetto a standard idealizzati possono avere un impatto importante sulla motivazione e sul piacere sessuale.
Purtroppo, il tema delle dimensioni del pene è ancora fortemente caricato da aspettative culturali e stereotipi irrealistici, che spesso generano insicurezze non solo negli adolescenti, ma anche in uomini adulti. È importante sottolineare che, in ambito clinico, le misure considerate “nei limiti inferiori della norma” non implicano necessariamente una disfunzione né da un punto di vista medico né sessuale. Tuttavia, il vissuto soggettivo può essere molto più impattante dei dati oggettivi, e va accolto e rispettato con serietà.
Mi colpisce molto la lucidità con cui descrive il suo percorso, inclusi i tentativi fatti finora – sia medici che psicologici. È evidente che c’è una forte volontà di comprensione e di cambiamento, e questo è già un punto di forza importante. A volte, però, il percorso terapeutico va tarato meglio sulle esigenze specifiche della persona: può essere utile un intervento psicologico mirato sulla sessualità maschile in grado di lavorare sul corpo, sul desiderio e sull’autostima in modo integrato. In alcuni casi, anche la terapia di coppia può offrire strumenti utili, se il tema emerge all’interno di una relazione.
In aggiunta, può essere interessante esplorare anche il significato simbolico che il suo vissuto ha assunto nel tempo: il pene, in molte culture, è caricato di significati che vanno ben oltre la funzione sessuale o riproduttiva – è identità, potere, sicurezza, virilità. Quando uno di questi aspetti viene vissuto come “carente”, è comprensibile sentirsi disorientati o frustrati.
Le consiglio di non mollare, e magari di valutare un nuovo approccio terapeutico in cui si senta davvero visto nella sua complessità – non solo come corpo, ma come uomo, persona, partner, individuo con una storia unica. La sessualità è una dimensione profonda, mutevole e influenzata da tanti fattori: non è mai troppo tardi per riconquistarla, anche con nuove modalità e nuove consapevolezze.
Dr. Giuseppe Mirabella
Gentile paziente,è comprensibile che una preoccupazione legata al proprio corpo, soprattutto in un’area così sensibile come la sessualità, possa generare nel tempo ansia, calo della libido e un profondo senso di sfiducia. Non si tratta solo di una questione fisica, ma di come questa viene vissuta emotivamente e relazionalmente.
Da ciò che scrivi emerge un vissuto di insoddisfazione che si è rafforzato nel tempo anche attraverso esperienze poco supportanti con alcune partner, fino a diventare un vero peso psicologico. Quando l’autostima viene messa costantemente in discussione, il corpo reagisce con chiusura, e la libido tende a diminuire. Questo non è un fallimento personale, ma il segnale di un malessere che merita di essere accolto con attenzione.
Anche le valutazioni mediche e il percorso psicologico che hai fatto finora possono non averti dato il sollievo che speravi, ma questo non significa che non ci siano strade possibili. In percorsi mirati sulla sessualità e sull’autostima corporea si lavora molto sulla percezione di sé, sulle credenze disfunzionali, sulle aspettative interiorizzate e sull’ansia da prestazione, che spesso incide più delle caratteristiche fisiche reali.
È importante sapere che non sei solo in questo tipo di difficoltà e che un lavoro psicoterapeutico focalizzato, unito a una comunicazione più sana con eventuali partner, può davvero aiutarti a recuperare sicurezza, desiderio e benessere.
Se lo desideri possiamo approfondire insieme.
Dott.ssa Alina Mustatea
Da ciò che scrivi emerge un vissuto di insoddisfazione che si è rafforzato nel tempo anche attraverso esperienze poco supportanti con alcune partner, fino a diventare un vero peso psicologico. Quando l’autostima viene messa costantemente in discussione, il corpo reagisce con chiusura, e la libido tende a diminuire. Questo non è un fallimento personale, ma il segnale di un malessere che merita di essere accolto con attenzione.
Anche le valutazioni mediche e il percorso psicologico che hai fatto finora possono non averti dato il sollievo che speravi, ma questo non significa che non ci siano strade possibili. In percorsi mirati sulla sessualità e sull’autostima corporea si lavora molto sulla percezione di sé, sulle credenze disfunzionali, sulle aspettative interiorizzate e sull’ansia da prestazione, che spesso incide più delle caratteristiche fisiche reali.
È importante sapere che non sei solo in questo tipo di difficoltà e che un lavoro psicoterapeutico focalizzato, unito a una comunicazione più sana con eventuali partner, può davvero aiutarti a recuperare sicurezza, desiderio e benessere.
Se lo desideri possiamo approfondire insieme.
Dott.ssa Alina Mustatea
Buonasera,
il limite inferiore della norma è intorno ai 9-10cm. Il vero micropene è una condizione medica rara e viene diagnosticata in età puberale. Talora gli andrologi non hanno riscontrato patologie è molto probabile che tu sia nei limiti della variabilità normale.
Nella maggior parte dei casi la soddisfazione femminile è molto più legata alla stimolazione clitoridea , alla qualità della connessione emotiva, ai preliminari e al tipo di comunicazione.
Molte difficoltà che vengono attribuite alla "misura" sono in realtà legate a dinamiche relazionali o insicurezze reciproche o a rapporti occasionali in assenza emotiva.
L'aspetto che merita più attenzione è il calo improvviso della libido, la causa qui può essere molteplice: di natura organica e qui bisognerebbe eventualmente approfondire con il suo medico di base , escluse le cause organiche posso essere di natura psicologica , oppure posso essere cause relazionali. Per esempio deve sapere che a volte la libido può avere un calo perché la mente cerca di evitare situazioni percepite come minacciose.
Spero di essere stato d'aiuto.
Se volesse approfondire può contattarmi privatamente sulla mia mail , offro uno spazio riservato di consulenza scritta .
il limite inferiore della norma è intorno ai 9-10cm. Il vero micropene è una condizione medica rara e viene diagnosticata in età puberale. Talora gli andrologi non hanno riscontrato patologie è molto probabile che tu sia nei limiti della variabilità normale.
Nella maggior parte dei casi la soddisfazione femminile è molto più legata alla stimolazione clitoridea , alla qualità della connessione emotiva, ai preliminari e al tipo di comunicazione.
Molte difficoltà che vengono attribuite alla "misura" sono in realtà legate a dinamiche relazionali o insicurezze reciproche o a rapporti occasionali in assenza emotiva.
L'aspetto che merita più attenzione è il calo improvviso della libido, la causa qui può essere molteplice: di natura organica e qui bisognerebbe eventualmente approfondire con il suo medico di base , escluse le cause organiche posso essere di natura psicologica , oppure posso essere cause relazionali. Per esempio deve sapere che a volte la libido può avere un calo perché la mente cerca di evitare situazioni percepite come minacciose.
Spero di essere stato d'aiuto.
Se volesse approfondire può contattarmi privatamente sulla mia mail , offro uno spazio riservato di consulenza scritta .
Buongiorno, dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo e che, comprensibilmente, sta assumendo un peso sempre maggiore nella sua vita emotiva, relazionale e sessuale. Quando una persona si confronta per anni con una caratteristica del proprio corpo vissuta come problematica, soprattutto in un ambito delicato come quello della sessualità e dell'intimità, il rischio è che il disagio iniziale finisca gradualmente per estendersi ben oltre l'aspetto fisico, andando a coinvolgere l'autostima, la fiducia in sé stessi, il desiderio sessuale e il modo in cui ci si percepisce nelle relazioni. Mi ha colpito il fatto che lei abbia già cercato più di un parere specialistico e che abbia affrontato anche un percorso psicoterapeutico. Questo suggerisce che non sta evitando il problema, ma che anzi ha cercato attivamente delle risposte. Tuttavia, a volte accade che, nonostante i tentativi fatti, la sofferenza rimanga perché la questione centrale non riguarda soltanto il dato oggettivo, ma il significato che quel dato ha assunto nel tempo. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, infatti, spesso non è solamente la caratteristica fisica in sé a determinare il livello di sofferenza, ma il modo in cui viene interpretata, monitorata e collegata al proprio valore personale. Se negli anni alcune esperienze relazionali sono state vissute come conferme di una propria inadeguatezza, è possibile che si sia sviluppato un circolo vizioso in cui ogni difficoltà, ogni rifiuto, ogni insoddisfazione sessuale finisca per essere attribuita automaticamente a quel singolo aspetto del corpo. Quando questo accade, la persona inizia a osservare sé stessa quasi esclusivamente attraverso quella lente, perdendo di vista molte altre caratteristiche che contribuiscono all'attrazione, all'intimità e alla qualità di una relazione. Leggendo il suo messaggio, inoltre, emerge un elemento che merita attenzione: lei racconta che inizialmente il problema sembrava pesare maggiormente alle partner che a sé stesso, mentre oggi riferisce un drastico calo della libido e una crescente difficoltà personale. Questo fa pensare che la sofferenza possa essersi progressivamente interiorizzata. In altre parole, ciò che forse all'inizio veniva percepito come una difficoltà relazionale è diventato nel tempo anche una difficoltà nel rapporto con sé stesso. Comprendo quanto possa essere frustrante sentirsi dire che dal punto di vista medico non vi siano particolari problematiche e continuare comunque a stare male. Tuttavia, il fatto che gli approfondimenti effettuati non abbiano evidenziato elementi clinici rilevanti potrebbe essere un punto da cui partire per esplorare un'altra domanda: quanto spazio occupa oggi questa preoccupazione nella sua identità? Quanto condiziona il modo in cui si percepisce come uomo, come partner e come persona? Spesso chi vive questo tipo di disagio finisce inconsapevolmente per misurare il proprio valore attraverso un unico parametro, trascurando tutto il resto. Eppure le relazioni affettive e sessuali sono realtà molto più complesse, nelle quali intervengono aspetti emotivi, comunicativi, caratteriali e relazionali che non possono essere ridotti a una singola caratteristica fisica. Proprio per questo motivo, forse il punto più utile non sarebbe continuare a cercare conferme o smentite rispetto al problema in sé, ma comprendere meglio quali schemi di pensiero, quali convinzioni profonde e quali esperienze abbiano contribuito a renderlo così centrale nella sua vita. Un percorso psicologico orientato in senso cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla proprio in questo lavoro di esplorazione, permettendole di comprendere non soltanto cosa la fa soffrire oggi, ma anche perché questa sofferenza continui a mantenersi e ad alimentarsi nel tempo. Non si tratta di convincersi che il problema non esista o di ignorare il disagio che prova. Si tratta piuttosto di comprendere il rapporto che nel corso degli anni ha costruito con questa parte di sé e di capire quanto essa stia influenzando la sua autostima, il suo desiderio e il suo benessere generale. Il fatto che oggi si senta senza strumenti per affrontare la situazione e che percepisca addirittura un peggioramento rispetto al passato suggerisce che forse merita di concedersi uno spazio di ascolto diverso, orientato non tanto alla ricerca di una soluzione immediata, quanto alla comprensione più profonda dei meccanismi che mantengono viva questa sofferenza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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