Sono un ragazzo di 19 anni, vivo in Svizzera e per me é molto imbarazzante parlare di ció, anche per
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Sono un ragazzo di 19 anni, vivo in Svizzera e per me é molto imbarazzante parlare di ció, anche perché solitamente sono una persona che si apre molto, ma ci proverò. A 14 anni circa ho scoperto di essere gay.
Io mi sento un ragazzo, cioé proprio nell'aspetto, non so come dire, non vorrei intraprendere mai percorsi di transizione, ma ho una cosa strana, una specie di disforia genitale: non voglio avere un pene ma una vagina.
É una cosa abbastanza singolare anche se so che anche altre persone vivono/hanno vissuto le mie stesse sensazioni.
Ripeto, io non farei mai un percorso di transizione perché non voglio diventare una donna, però al tempo stesso vorrei avere una vagina (mi é anche più funzionale).
Come dovrei procedere?
Grazie mille in anticipo.
Io mi sento un ragazzo, cioé proprio nell'aspetto, non so come dire, non vorrei intraprendere mai percorsi di transizione, ma ho una cosa strana, una specie di disforia genitale: non voglio avere un pene ma una vagina.
É una cosa abbastanza singolare anche se so che anche altre persone vivono/hanno vissuto le mie stesse sensazioni.
Ripeto, io non farei mai un percorso di transizione perché non voglio diventare una donna, però al tempo stesso vorrei avere una vagina (mi é anche più funzionale).
Come dovrei procedere?
Grazie mille in anticipo.
Potrebbe esserti d’aiuto esplorare con delicatezza questo vissuto in uno spazio tutto tuo. Al di là dell’aspetto fisico, è importante poter contare su un percorso parallelo dove elaborare liberamente i pensieri e le emozioni che accompagnano qualsiasi momento di crescita e cambiamento.
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Buongiorno gentile Utente, la ringrazio innanzitutto per la fiducia e il coraggio con cui ha condiviso un vissuto così intimo e delicato. Comprendo quanto possa essere difficile esporsi su temi che toccano in modo così profondo l’identità, il corpo e il desiderio di essere compresi.
Ciò che lei descrive non è affatto “strano”, ma al contrario è una delle molte possibili sfumature con cui si può vivere il rapporto con il proprio corpo e con il proprio genere. Il suo sentire (identificarsi chiaramente come ragazzo, senza desiderare una transizione completa verso un’identità femminile, ma al tempo stesso avvertire un senso di disallineamento rispetto alla propria genitalità) rientra in un ambito esperienziale che non è patologico, né raro quanto potrebbe sembrare.
Si tratta, in termini clinici, di vissuti di disforia localizzata o parziale, che alcune persone esprimono in modi molto specifici, legati al corpo e non necessariamente all’identità di genere nel suo complesso. Lei si riconosce nel suo essere ragazzo, ma sente che il suo corpo, in una sua parte, non corrisponde a un sentire più profondo, più autentico. Questo è un vissuto che merita attenzione, ascolto e accompagnamento, non giudizio né classificazioni rigide.
Il punto centrale, ora, non è “definire” ciò che lei è, ma piuttosto offrirle uno spazio sicuro e competente dove poter esplorare questi aspetti con qualcuno che sappia contenere la complessità del suo sentire. Le sconsiglierei fortemente di cercare da solo risposte affrettate o drastiche. Al contrario, il primo passo potrebbe essere quello di iniziare un percorso con uno specialista esperto in identità di genere e sessualità, in modo da approfondire, con rispetto e i giusti tempi, cosa significa per lei questo desiderio, se e come si lega al suo modo di vivere il piacere, la relazione con il corpo, l’intimità, e soprattutto se ci siano sofferenze che meritano ascolto, oppure bisogni profondi ancora da chiarire.
Avere questa particolare esperienza non la rende meno legittimata a vivere una vita affettiva e sessuale soddisfacente, coerente con ciò che sente e desidera. Ma proprio per questo vale la pena prendersi cura della sua interiorità prima di prendere eventuali decisioni, che sia in ambito medico, affettivo o semplicemente per fare pace con se stesso.
Non è solo, e ciò che vive non è qualcosa di sbagliato. È un aspetto della sua storia che merita attenzione, delicatezza e guida, non fretta né vergogna.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Ciò che lei descrive non è affatto “strano”, ma al contrario è una delle molte possibili sfumature con cui si può vivere il rapporto con il proprio corpo e con il proprio genere. Il suo sentire (identificarsi chiaramente come ragazzo, senza desiderare una transizione completa verso un’identità femminile, ma al tempo stesso avvertire un senso di disallineamento rispetto alla propria genitalità) rientra in un ambito esperienziale che non è patologico, né raro quanto potrebbe sembrare.
Si tratta, in termini clinici, di vissuti di disforia localizzata o parziale, che alcune persone esprimono in modi molto specifici, legati al corpo e non necessariamente all’identità di genere nel suo complesso. Lei si riconosce nel suo essere ragazzo, ma sente che il suo corpo, in una sua parte, non corrisponde a un sentire più profondo, più autentico. Questo è un vissuto che merita attenzione, ascolto e accompagnamento, non giudizio né classificazioni rigide.
Il punto centrale, ora, non è “definire” ciò che lei è, ma piuttosto offrirle uno spazio sicuro e competente dove poter esplorare questi aspetti con qualcuno che sappia contenere la complessità del suo sentire. Le sconsiglierei fortemente di cercare da solo risposte affrettate o drastiche. Al contrario, il primo passo potrebbe essere quello di iniziare un percorso con uno specialista esperto in identità di genere e sessualità, in modo da approfondire, con rispetto e i giusti tempi, cosa significa per lei questo desiderio, se e come si lega al suo modo di vivere il piacere, la relazione con il corpo, l’intimità, e soprattutto se ci siano sofferenze che meritano ascolto, oppure bisogni profondi ancora da chiarire.
Avere questa particolare esperienza non la rende meno legittimata a vivere una vita affettiva e sessuale soddisfacente, coerente con ciò che sente e desidera. Ma proprio per questo vale la pena prendersi cura della sua interiorità prima di prendere eventuali decisioni, che sia in ambito medico, affettivo o semplicemente per fare pace con se stesso.
Non è solo, e ciò che vive non è qualcosa di sbagliato. È un aspetto della sua storia che merita attenzione, delicatezza e guida, non fretta né vergogna.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Ciao,
Mi scuso se mi permetto di darti del "Tu" ma hai detto di essere un giovane ragazzo. Prima di tutto ti volevo dire che hai avuto molto coraggio nel decidere di scrivere qui nonostante il tuo imbarazzo iniziale.
Scrivere le proprie emozioni e condividere qualcosa di così intimo e complesso non è assolutamente facile. Non è affatto “strano” ciò che provi anzi capita spesso piu' frequentemente di quando credi.
Quello che descrivi – sentirti un ragazzo ma allo stesso tempo provare un disagio rispetto ai tuoi genitali e desiderarne di diversi – rientra in un ambito molto specifico dell’identità corporea e del vissuto di genere che prende appunto il nome di Disforia del Genere. Non è così raro come potresti pensare, e in effetti ci sono persone che come te vivono un rapporto complesso e unico con il proprio corpo. Quello che ti suggerisco è di iniziare un percorso di sostegno psicologico che ti possa aiutare ad esplorare queste sensazioni, senza fretta e senza dover rientrare per forza in una definizione precisa. Intraprendere un percorso di sostegno psicologico ti permetterebbe di poter esprimere la tua vera sfera emotiva, capire ciò che provi e se fosse valutare eventualmente le strade più opportune per favorire il tuo benessere psicofisico ed emotivo ascoltando però chi sei veramente e cosa vuoi realmente senza dover aderire obbligatoriamente ad essere o avere qualcosa di preciso.
Un percorso di sostegno psicologico ti può aiutare a farti conoscere realmente te stesso e capire quali sono le scelte più costruttive per conseguire la felicità che tu vorresti ma soprattutto capire se ci sono delle paure inconsce che ti spingono da un lato a desiderare di avere una vagina dall'altra a non affrontare un ipotetico percorso di transizione.
Ho letto che tu vivi in Svizzera, io lavoro a Roma sia presso lo studio ogni mercoledì e venerdì ma lavoro anche tramite modalità online tutti i giorni dal lunedì al venerdì ( pazienti della mia città ma anche di altre città)e la prima consulenza è sempre Gratuita.
Io resto a tua completa disposizione per ogni domanda e/o necessità, scrivimi se hai bisogno senza alcuna esitazione.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Chiara Ilardi
Mi scuso se mi permetto di darti del "Tu" ma hai detto di essere un giovane ragazzo. Prima di tutto ti volevo dire che hai avuto molto coraggio nel decidere di scrivere qui nonostante il tuo imbarazzo iniziale.
Scrivere le proprie emozioni e condividere qualcosa di così intimo e complesso non è assolutamente facile. Non è affatto “strano” ciò che provi anzi capita spesso piu' frequentemente di quando credi.
Quello che descrivi – sentirti un ragazzo ma allo stesso tempo provare un disagio rispetto ai tuoi genitali e desiderarne di diversi – rientra in un ambito molto specifico dell’identità corporea e del vissuto di genere che prende appunto il nome di Disforia del Genere. Non è così raro come potresti pensare, e in effetti ci sono persone che come te vivono un rapporto complesso e unico con il proprio corpo. Quello che ti suggerisco è di iniziare un percorso di sostegno psicologico che ti possa aiutare ad esplorare queste sensazioni, senza fretta e senza dover rientrare per forza in una definizione precisa. Intraprendere un percorso di sostegno psicologico ti permetterebbe di poter esprimere la tua vera sfera emotiva, capire ciò che provi e se fosse valutare eventualmente le strade più opportune per favorire il tuo benessere psicofisico ed emotivo ascoltando però chi sei veramente e cosa vuoi realmente senza dover aderire obbligatoriamente ad essere o avere qualcosa di preciso.
Un percorso di sostegno psicologico ti può aiutare a farti conoscere realmente te stesso e capire quali sono le scelte più costruttive per conseguire la felicità che tu vorresti ma soprattutto capire se ci sono delle paure inconsce che ti spingono da un lato a desiderare di avere una vagina dall'altra a non affrontare un ipotetico percorso di transizione.
Ho letto che tu vivi in Svizzera, io lavoro a Roma sia presso lo studio ogni mercoledì e venerdì ma lavoro anche tramite modalità online tutti i giorni dal lunedì al venerdì ( pazienti della mia città ma anche di altre città)e la prima consulenza è sempre Gratuita.
Io resto a tua completa disposizione per ogni domanda e/o necessità, scrivimi se hai bisogno senza alcuna esitazione.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Chiara Ilardi
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo e delicato.
Quello che descrive tocca aspetti profondi della propria identità e del rapporto con il corpo. È comprensibile sentirsi confusi o in imbarazzo; già il fatto che ne stia parlando rappresenta un grande passo di consapevolezza e coraggio.
I vissuti che racconta appaiono complessi e personali, perciò non esistono risposte semplici o soluzioni standard. È importante poterli esplorare a fondo, comprenderne l’origine, la funzione che hanno nella sua vita e come influenzano il suo benessere.
Per questo motivo le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico, per fare chiarezza sui propri bisogni e desideri. In un contesto protetto e senza giudizio, potrà comprendere meglio da dove nasce questo bisogno, che significato ha per lei e trovare, insieme al terapeuta, la strada più autentica e rispettosa di sé.
Resto a disposizione, saluti
Dott.ssa Elena Dati
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo e delicato.
Quello che descrive tocca aspetti profondi della propria identità e del rapporto con il corpo. È comprensibile sentirsi confusi o in imbarazzo; già il fatto che ne stia parlando rappresenta un grande passo di consapevolezza e coraggio.
I vissuti che racconta appaiono complessi e personali, perciò non esistono risposte semplici o soluzioni standard. È importante poterli esplorare a fondo, comprenderne l’origine, la funzione che hanno nella sua vita e come influenzano il suo benessere.
Per questo motivo le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico, per fare chiarezza sui propri bisogni e desideri. In un contesto protetto e senza giudizio, potrà comprendere meglio da dove nasce questo bisogno, che significato ha per lei e trovare, insieme al terapeuta, la strada più autentica e rispettosa di sé.
Resto a disposizione, saluti
Dott.ssa Elena Dati
Ciao, innanzitutto grazie per la tua sincerità e per aver condiviso una parte così intima di te. È normale sentirsi confusi o avere sentimenti complessi riguardo al proprio corpo e alla propria identità, soprattutto in un’età in cui si sta ancora esplorando e comprendendo sé stessi. La disforia genitale che descrivi, ovvero il desiderio di avere una vagina pur non volendo intraprendere un percorso di transizione completo, può essere un’esperienza vissuta da alcune persone e non è necessariamente legata a un’identità di genere completamente femminile.
È importante capire che le tue sensazioni sono valide e che non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di sentirsi. Spesso, esplorare questi sentimenti con un professionista esperto può aiutare a fare chiarezza, a ridurre il disagio e a trovare un modo per vivere più serenamente il rapporto con il proprio corpo.
Ti consiglio quindi di rivolgerti a uno specialista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta con esperienza in tematiche di identità di genere e sessualità, che possa accompagnarti in questo percorso di esplorazione e supportarti nel comprendere meglio le tue emozioni e i tuoi bisogni.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È importante capire che le tue sensazioni sono valide e che non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di sentirsi. Spesso, esplorare questi sentimenti con un professionista esperto può aiutare a fare chiarezza, a ridurre il disagio e a trovare un modo per vivere più serenamente il rapporto con il proprio corpo.
Ti consiglio quindi di rivolgerti a uno specialista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta con esperienza in tematiche di identità di genere e sessualità, che possa accompagnarti in questo percorso di esplorazione e supportarti nel comprendere meglio le tue emozioni e i tuoi bisogni.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
La ringrazio innanzitutto per la fiducia e il coraggio che ha dimostrato nel condividere una parte di sé così intima e complessa. Parlare di questi vissuti non è affatto semplice, soprattutto quando si sente di avere un’esperienza che non rientra facilmente nelle categorie che spesso vengono proposte. La sua difficoltà a parlarne è del tutto comprensibile, ma credo sia già un segnale importante del fatto che una parte di lei desidera comprendere e affrontare queste sensazioni, piuttosto che ignorarle o reprimerle. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, il primo passo sarebbe quello di provare a esplorare insieme che significato ha per lei questa sensazione di disforia genitale. È importante distinguere cosa rappresenta per lei il desiderio di avere una vagina: è legato a una questione di identità, di funzionalità sessuale, di piacere o di congruenza rispetto a come percepisce il proprio corpo? Non esiste una risposta unica, perché ogni esperienza di disforia è personale e assume sfumature diverse a seconda della storia di vita, dei valori e del contesto in cui una persona vive. Lei ha già chiarito un aspetto fondamentale: non sente di voler diventare una donna, non percepisce un’incongruenza globale con la propria identità di genere, ma focalizza questa sensazione sul piano genitale. Questa distinzione è importante perché mostra come l’identità di genere e la percezione del proprio corpo non siano sempre legate in modo lineare. La mente umana è molto più complessa di quanto spesso si creda, e a volte ciò che sentiamo di desiderare per il nostro corpo può avere significati psicologici profondi o anche molto concreti, come la funzionalità di cui parla. Nel mio approccio, lavorerei con lei per aiutarla a esplorare queste emozioni senza giudizio, cercando di capire come questa parte di sé conviva con il resto della sua identità. Potrebbe essere utile osservare quali pensieri emergono quando riflette su questo desiderio, quali emozioni lo accompagnano, se genera ansia, vergogna, sollievo o curiosità. Allo stesso tempo, sarebbe importante valutare insieme quanto questa sensazione influisce sulla qualità della sua vita, sulle relazioni intime e sulla percezione che ha di sé come persona. Non esiste un percorso obbligato né una risposta preconfezionata. Alcune persone trovano sollievo semplicemente esplorando questi aspetti con un professionista, dando loro un nome e un senso. Altre sentono il bisogno di parlare con specialisti in sessuologia o con equipe dedicate alle questioni di genere, non necessariamente per intraprendere una transizione, ma per approfondire possibili opzioni mediche o interventi che riguardano solo l’aspetto desiderato, se e solo se si ritiene che sia una strada coerente e sicura per il proprio benessere. La cosa più importante è che non resti solo in questo percorso. La vergogna si alimenta quando questi pensieri restano nascosti, mentre affrontarli in uno spazio sicuro può farle scoprire che non è strano né sbagliato avere vissuti così particolari. Se non lo ha già fatto, le consiglierei di valutare la possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico con un professionista esperto in identità di genere e sessualità, che possa aiutarla a esplorare tutte queste sfumature senza pregiudizi, ma con strumenti concreti per gestire eventuali ansie o conflitti interiori. La sua storia merita ascolto, tempo e delicatezza. Ciò che conta è che possa sentirsi libero di essere se stesso, con le complessità che lo rendono unico, senza dover per forza rientrare in definizioni che non sente sue. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Grazie per aver trovato il coraggio di scrivere — non è affatto semplice parlare di vissuti così profondi e intimi, ma ha fatto un passo prezioso.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova, e parlarne con qualcuno di competente può fare davvero la differenza. Se desidera, posso aiutarla anche in questo percorso. È importante che non resti solo con questi pensieri.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova, e parlarne con qualcuno di competente può fare davvero la differenza. Se desidera, posso aiutarla anche in questo percorso. È importante che non resti solo con questi pensieri.
Ciao,
Il fatto che tu abbia deciso di aprirti, nonostante l'imbarazzo, è già un passo importante verso la consapevolezza e l'autenticità.
Dal tuo racconto emerge un'esperienza che, sebbene rara e poco rappresentata, è reale e condivisa da altre persone all’interno dello spettro non binario o gender non-conforming. Tu ti identifichi chiaramente come ragazzo cisgender(ti senti un uomo, non desideri una transizione verso un'identità femminile), ma allo stesso tempo vivi un forte desiderio di avere una vagina anziché un pene. Questo può rientrare nel campo della disforia sessuale specifica, una forma particolare di disforia che riguarda solo alcuni aspetti del corpo sessuato, senza coinvolgere tutta l'identità di genere.
È fondamentale sapere che non sei solo: esistono persone che non si riconoscono in percorsi di transizione "classici", ma che cercano soluzioni personalizzate per il proprio benessere psicofisico. La medicina di genere sta lentamente iniziando a riconoscere queste sfumature. Per questo, il primo consiglio che posso darti è:
Parla con uno psicologo esperto in tematiche LGBTQIA+, ti potrà aiutare a esplorare i tuoi sentimenti senza giudizio, capendo insieme quali opzioni possono essere adatte a te.
Cerca il confronto con realtà LGBTQIA+ che trattano esperienze non conformi alla binarietà tradizionale. Il confronto può aiutarti a sentirti meno “strano” e più riconosciuto.
Infine, ricorda che il tuo corpo è tuo. Il desiderio di avere un corpo più in linea con ciò che senti dentro non richiede una giustificazione. Non devi voler essere una donna per volere una vagina. È il tuo vissuto, e merita rispetto.
Se vuoi, puoi contattarmi o scrivermi. Ti auguro un cammino di ascolto e verità, qualunque forma prenda.
Dott.ssa Monica Cecconi
Il fatto che tu abbia deciso di aprirti, nonostante l'imbarazzo, è già un passo importante verso la consapevolezza e l'autenticità.
Dal tuo racconto emerge un'esperienza che, sebbene rara e poco rappresentata, è reale e condivisa da altre persone all’interno dello spettro non binario o gender non-conforming. Tu ti identifichi chiaramente come ragazzo cisgender(ti senti un uomo, non desideri una transizione verso un'identità femminile), ma allo stesso tempo vivi un forte desiderio di avere una vagina anziché un pene. Questo può rientrare nel campo della disforia sessuale specifica, una forma particolare di disforia che riguarda solo alcuni aspetti del corpo sessuato, senza coinvolgere tutta l'identità di genere.
È fondamentale sapere che non sei solo: esistono persone che non si riconoscono in percorsi di transizione "classici", ma che cercano soluzioni personalizzate per il proprio benessere psicofisico. La medicina di genere sta lentamente iniziando a riconoscere queste sfumature. Per questo, il primo consiglio che posso darti è:
Parla con uno psicologo esperto in tematiche LGBTQIA+, ti potrà aiutare a esplorare i tuoi sentimenti senza giudizio, capendo insieme quali opzioni possono essere adatte a te.
Cerca il confronto con realtà LGBTQIA+ che trattano esperienze non conformi alla binarietà tradizionale. Il confronto può aiutarti a sentirti meno “strano” e più riconosciuto.
Infine, ricorda che il tuo corpo è tuo. Il desiderio di avere un corpo più in linea con ciò che senti dentro non richiede una giustificazione. Non devi voler essere una donna per volere una vagina. È il tuo vissuto, e merita rispetto.
Se vuoi, puoi contattarmi o scrivermi. Ti auguro un cammino di ascolto e verità, qualunque forma prenda.
Dott.ssa Monica Cecconi
Buonasera,
la sua condivisione racconta di vissuti molti intimi e personali relativamente al suo corpo e ai suoi vissuti con il corpo. Ogni vissuto è unico ed irripetibile e non sono in grado di risponderle in maniera pertinente in questo contesto; poiché il modo in cui ci si rapporta con la propria genitalità e sessualità credo vada inquadrato e osservato nel contesto del vissuto personale nell'interessa della persona. Una relazione con un professionista in ambito psicologico potrebbe offrire un contesto utile a questo obiettivo. Ha mai pensato di fare questo passo, e in quel contesto esplorare o costruire il senso dei vissuti sui quali apre con questa condivisione? Credo questo potrebbe facilitare la sua ricerca, come essere umano e come persona che si interroga sulla propria genitalità e sessualità. Auguri a lei, Dott.ssa Adriana Dell'Arte
la sua condivisione racconta di vissuti molti intimi e personali relativamente al suo corpo e ai suoi vissuti con il corpo. Ogni vissuto è unico ed irripetibile e non sono in grado di risponderle in maniera pertinente in questo contesto; poiché il modo in cui ci si rapporta con la propria genitalità e sessualità credo vada inquadrato e osservato nel contesto del vissuto personale nell'interessa della persona. Una relazione con un professionista in ambito psicologico potrebbe offrire un contesto utile a questo obiettivo. Ha mai pensato di fare questo passo, e in quel contesto esplorare o costruire il senso dei vissuti sui quali apre con questa condivisione? Credo questo potrebbe facilitare la sua ricerca, come essere umano e come persona che si interroga sulla propria genitalità e sessualità. Auguri a lei, Dott.ssa Adriana Dell'Arte
Il fatto che non desideri una transizione completa ma provi un disagio legato ai genitali è un’esperienza che merita ascolto e comprensione, senza giudizio. La disforia può manifestarsi in forme diverse e, in un percorso psicoterapeutico, è possibile esplorare il significato che questa sensazione ha per lei, nella sua storia e nel suo modo di percepirsi. Trovare le parole per raccontarsi è già parte del percorso di cura.
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto molto importante, con domande e dubbi leciti e difficili da risolvere da soli. La invito a intraprendere un percorso psicologico in cui può comprendere meglio e comprendersi meglio, per arrivare ad una maggiore consapevolezza e di conseguenza a un maggior benessere personale.
Un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Alessandra Arena
quello che descrive è un vissuto molto importante, con domande e dubbi leciti e difficili da risolvere da soli. La invito a intraprendere un percorso psicologico in cui può comprendere meglio e comprendersi meglio, per arrivare ad una maggiore consapevolezza e di conseguenza a un maggior benessere personale.
Un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Alessandra Arena
Buongiorno,
Posso immaginare che questa situazione possa destare dei dubbi e che abbia bisogno di comprendere meglio il da farsi.
Come mai pensa che una vagina le sia più "funzionale"? Forse proverei a riflettere un po' su questa sua affermazione.
Quel che posso consigliarle è di intraprendere una percorso di psicoterapia per far chiarezza e comprendere in che modo sentirsi se stesso nel suo corpo.
Purtroppo da poche righe fornirle una risposta non è possibile, ma sono certa che attraverso una psicoterapia lei possa avere più chiaro cosa fare in merito.
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Posso immaginare che questa situazione possa destare dei dubbi e che abbia bisogno di comprendere meglio il da farsi.
Come mai pensa che una vagina le sia più "funzionale"? Forse proverei a riflettere un po' su questa sua affermazione.
Quel che posso consigliarle è di intraprendere una percorso di psicoterapia per far chiarezza e comprendere in che modo sentirsi se stesso nel suo corpo.
Purtroppo da poche righe fornirle una risposta non è possibile, ma sono certa che attraverso una psicoterapia lei possa avere più chiaro cosa fare in merito.
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Buongiorno, penso che la cosa migliore per lei sia intraprendere un percorso psicologico in presenza oppure online che le permetta di poter parlarne e fare chiarezza dentro di sè. Dalle poche righe che ha condiviso sembra sia un argomento che tiene "segreto" ma credo che da solo possa essere davvero difficile comprendere il suo vissuto e il suo conflitto interiore. Un saluto, dott.ssa Bonomi
Gentile Ragazzo,
la sua sincerità è già una forma di coraggio. Quando l’identità e il corpo non sembrano parlare la stessa lingua, la mente cerca risposte che spesso non stanno in una definizione, ma in un percorso personale e unico.
Lei dice chiaramente: mi sento un ragazzo, non voglio diventare una donna, ma vorrei avere una vagina. Questa apparente contraddizione, in realtà, può essere letta in modo più ampio: non tutto ciò che sentiamo deve per forza rientrare in categorie rigide. Alcuni vissuti non sono da “spiegare” ma da accogliere e osservare, perché ci stanno dicendo qualcosa di profondo sulla nostra esperienza del piacere, del corpo, dell’identità.
L’approccio strategico ci insegna che quando una persona è bloccata tra due realtà che sembrano inconciliabili, la chiave non è scegliere tra A o B, ma creare C: una terza via su misura per sé stessi, che non è mai data dall’esterno, ma costruita con consapevolezza, nel tempo, magari con l’aiuto di un professionista che non giudica, ma accompagna.
La domanda che può stimolare il cambiamento non è tanto “che cos’ho?”, ma: "Cosa voglio che il mio corpo rappresenti per me?"
Quando risponde a questa domanda con onestà, il passo successivo sarà più chiaro.
Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
la sua sincerità è già una forma di coraggio. Quando l’identità e il corpo non sembrano parlare la stessa lingua, la mente cerca risposte che spesso non stanno in una definizione, ma in un percorso personale e unico.
Lei dice chiaramente: mi sento un ragazzo, non voglio diventare una donna, ma vorrei avere una vagina. Questa apparente contraddizione, in realtà, può essere letta in modo più ampio: non tutto ciò che sentiamo deve per forza rientrare in categorie rigide. Alcuni vissuti non sono da “spiegare” ma da accogliere e osservare, perché ci stanno dicendo qualcosa di profondo sulla nostra esperienza del piacere, del corpo, dell’identità.
L’approccio strategico ci insegna che quando una persona è bloccata tra due realtà che sembrano inconciliabili, la chiave non è scegliere tra A o B, ma creare C: una terza via su misura per sé stessi, che non è mai data dall’esterno, ma costruita con consapevolezza, nel tempo, magari con l’aiuto di un professionista che non giudica, ma accompagna.
La domanda che può stimolare il cambiamento non è tanto “che cos’ho?”, ma: "Cosa voglio che il mio corpo rappresenti per me?"
Quando risponde a questa domanda con onestà, il passo successivo sarà più chiaro.
Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buongiorno, mi incuriosisce quando dice "è più funzionale una vagina", in che modo intende? Se volesse iniziare un percorso di educazione sessuale trova i miei contatti sul sito.
Gentile utente, credo lei sia stato molto coraggioso a chiedere aiuto. Potrebbe rivolgersi ad un centro specializzato nella disforia di genere, li troverà colleghi esperti e preparati su ciò che sente e prova che la potranno aiutare a dare un senso ed un significato la suo sentire. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Ciao e grazie per la tua domanda, quello che scrivi è molto importante e ti ringrazio per averlo condiviso. Sembra che tu stia vivendo un'esperienza complessa legata al tuo corpo e alla tua identità. Dire di essere gay riguarda il tuo orientamento sessuale, cioè verso chi provi attrazione, mentre il desiderio di avere una parte del corpo diversa, in particolare una vagina, può riguardare aspetti legati alla tua identità di genere o al rapporto col tuo corpo. Come già sai, non sentirsi a proprio agio col proprio corpo (pene) è qualcosa che capita più spesso di quanto pensi. In questo caso, il mio consiglio è iniziare un percorso psicologico che ti permetta di esplorare questo momento delicato, ti affianchi nel vivere queste sensazioni e ti permetta di capire quali possibilità esistono, con maggiore consapevolezza, sicurezza e autostima. Buona serata!
La ringrazio per la condivisione riguardante un tema per lei difficile.
Il vissuto che descrive, non è affatto isolato. Ci sono persone che, pur identificandosi nel genere assegnato alla nascita, sentono un’incongruenza legata esclusivamente ad aspetti del proprio corpo, in particolare all’anatomia genitale. È una tematica complessa e profonda che non ha una sola spiegazione e non sempre corrisponde ai percorsi di transizione di genere.
Il fatto che lei senta chiaramente di non voler cambiare identità di genere, ma avverta comunque un desiderio specifico rispetto al proprio corpo, suggerisce l’importanza di esplorare con delicatezza ciò che prova.
In questi casi può essere molto utile confrontarsi con un professionista che possa accompagnarla nell’ascolto di queste sensazioni aiutandola a trovare le parole e i significati più autentici per lei.
Il vissuto che descrive, non è affatto isolato. Ci sono persone che, pur identificandosi nel genere assegnato alla nascita, sentono un’incongruenza legata esclusivamente ad aspetti del proprio corpo, in particolare all’anatomia genitale. È una tematica complessa e profonda che non ha una sola spiegazione e non sempre corrisponde ai percorsi di transizione di genere.
Il fatto che lei senta chiaramente di non voler cambiare identità di genere, ma avverta comunque un desiderio specifico rispetto al proprio corpo, suggerisce l’importanza di esplorare con delicatezza ciò che prova.
In questi casi può essere molto utile confrontarsi con un professionista che possa accompagnarla nell’ascolto di queste sensazioni aiutandola a trovare le parole e i significati più autentici per lei.
Buongiorno, le consiglio innanzi tutto un percorso psicologico che l'aiuti a fare chiarezza in se stesso. Cordiali saluti.
Buongiorno,
Capisco quanto possa essere difficile parlare di questi temi, soprattutto quando si tratta di sensazioni intime e complesse. È importante riconoscere che le esperienze legate all'identità di genere sono personali e uniche, e ogni individuo ha il diritto di esplorarle e comprenderle nel proprio tempo e spazio. Non esistono risposte universali, ma è fondamentale sentirsi supportati e compresi nel proprio percorso.
Se desideri esplorare ulteriormente queste sensazioni e trovare modi per affrontarle, potrebbe essere utile considerare un percorso di supporto psicologico. Professionisti esperti possono offrire uno spazio sicuro per discutere delle tue emozioni, aiutarti a comprendere meglio te stesso e supportarti nel trovare strategie che ti permettano di vivere in armonia con la tua identità.
Inoltre, entrare in contatto con gruppi di supporto o comunità online può offrire un senso di appartenenza e comprensione reciproca. Condividere esperienze con chi ha vissuto situazioni simili può essere confortante e illuminante.
Ricorda che il tuo benessere è la priorità. Prenditi il tempo necessario per esplorare, comprendere e accettare te stesso, senza pressioni esterne. Ogni passo che fai verso la comprensione di te stesso è un passo verso una vita più autentica e soddisfacente.
Capisco quanto possa essere difficile parlare di questi temi, soprattutto quando si tratta di sensazioni intime e complesse. È importante riconoscere che le esperienze legate all'identità di genere sono personali e uniche, e ogni individuo ha il diritto di esplorarle e comprenderle nel proprio tempo e spazio. Non esistono risposte universali, ma è fondamentale sentirsi supportati e compresi nel proprio percorso.
Se desideri esplorare ulteriormente queste sensazioni e trovare modi per affrontarle, potrebbe essere utile considerare un percorso di supporto psicologico. Professionisti esperti possono offrire uno spazio sicuro per discutere delle tue emozioni, aiutarti a comprendere meglio te stesso e supportarti nel trovare strategie che ti permettano di vivere in armonia con la tua identità.
Inoltre, entrare in contatto con gruppi di supporto o comunità online può offrire un senso di appartenenza e comprensione reciproca. Condividere esperienze con chi ha vissuto situazioni simili può essere confortante e illuminante.
Ricorda che il tuo benessere è la priorità. Prenditi il tempo necessario per esplorare, comprendere e accettare te stesso, senza pressioni esterne. Ogni passo che fai verso la comprensione di te stesso è un passo verso una vita più autentica e soddisfacente.
Ti ringrazio sinceramente per aver condiviso qualcosa di così personale. Parlare di temi legati al corpo, all’identità e alla sessualità può richiedere molto coraggio, soprattutto se ci si è sentiti spesso 'fuori dagli schemi'. Quello che mi stai descrivendo è una cosa reale, significativa, e merita tutta l'attenzione e il rispetto possibile. Anche se non corrisponde alle narrazioni più 'tipiche' sulla transizione, non vuol dire che non sia valida o che tu debba per forza trovare una 'etichetta' che ti descriva perfettamente.
E' importante intraprendere un percorso con un professionista che ti possa accompagnare nel capire cosa significa per te questa esperienza, come ti fa sentire, come impatta sulla tua vita, e cosa potresti aver bisogno per stare meglio nel tuo corpo e nella tua identità. Non c'è un 'percorso giusto' da seguire, ma ci sono modi per esplorare tutto questo con calma, con strumenti concreti, e con l’obiettivo di aiutarti a sentirti più sereno, più libero e più te stesso.
E' importante intraprendere un percorso con un professionista che ti possa accompagnare nel capire cosa significa per te questa esperienza, come ti fa sentire, come impatta sulla tua vita, e cosa potresti aver bisogno per stare meglio nel tuo corpo e nella tua identità. Non c'è un 'percorso giusto' da seguire, ma ci sono modi per esplorare tutto questo con calma, con strumenti concreti, e con l’obiettivo di aiutarti a sentirti più sereno, più libero e più te stesso.
Ciao,
mi permetto di darti del "TU" perchè sei molto giovane. Intanto complimenti per la tua capacità di auto analisi di quello che senti e di quello che desideri.
Mi piacerebbe partire da più lontano: scoprire a 14 anni la propria omosessualità e accettarla, non è sempre facile.
In aggiunta, il fatto che tu attualmente senti di avere "una cosa strana", una disforia genitale o di genere, complica il quadro.
Ti chiedo: non è un po' in contraddizione il fatto di non voler iniziare un percorso di transizione e nello stesso tempo, non volere più il pene?
Non vorrei spingermi oltre perchè penso ci siano modi molto soggettivi di vivere la propria identità sessuale.
Se hai la possibilità, dato che vivi in Svizzera, cerca una consulenza anche online con uno psicoterapeuta specializzato in disforia di genere ed età evolutiva.
Prima di fare qualcosa di cui potresti pentirti in futuro, assicurati che è quello che vuoi veramente.
In bocca al lupo,
Sunitha Smargiassi
mi permetto di darti del "TU" perchè sei molto giovane. Intanto complimenti per la tua capacità di auto analisi di quello che senti e di quello che desideri.
Mi piacerebbe partire da più lontano: scoprire a 14 anni la propria omosessualità e accettarla, non è sempre facile.
In aggiunta, il fatto che tu attualmente senti di avere "una cosa strana", una disforia genitale o di genere, complica il quadro.
Ti chiedo: non è un po' in contraddizione il fatto di non voler iniziare un percorso di transizione e nello stesso tempo, non volere più il pene?
Non vorrei spingermi oltre perchè penso ci siano modi molto soggettivi di vivere la propria identità sessuale.
Se hai la possibilità, dato che vivi in Svizzera, cerca una consulenza anche online con uno psicoterapeuta specializzato in disforia di genere ed età evolutiva.
Prima di fare qualcosa di cui potresti pentirti in futuro, assicurati che è quello che vuoi veramente.
In bocca al lupo,
Sunitha Smargiassi
Ciao, è esattamente così: in natura le sfumature sono molteplici e non rientrano nella semplice dicotomia maschio/femmina. Per questo la tua esperienza è condivisa da molti altri. E' anche vero però che ogni individuo è unico ed è fondamentale intraprendere un percorso personalizzato con l'obiettivo di facilitarti la comprensione della tua identità. In seguito si possono concordare gli step più idonei a raggiungere un completo benessere con te stesso e con il tuo corpo. Se desideri approfondire l'argomento, non esitare a contattarmi.
Gentile utente,
ciò che descrive è un modo autentico di sentire e di vivere il suo corpo. La invito a incuriosirsi di come ogni parte di sé si esprime e cosa desidera comunicare. Può esserci una parte di lei che si riconosce come uomo e un’altra che desidera un corpo diverso; non è necessario scegliere, ma imparare ad ascoltare entrambe con curiosità e senza giudizio. Sarebbe certamente interessante comprendere quale significato abbia per lei questo desiderio, cosa la fa sentire più in armonia con sè stesso.
Le suggerisco di cercare uno spazio psicoterapeutico, con un professionista esperto in identità di genere, dove poter esplorare con calma e sicurezza queste sensazioni. Il corpo non è da correggere, ma da ascoltare: in esso c’è sempre un messaggio che merita attenzione e rispetto.
Le auguro il meglio
ciò che descrive è un modo autentico di sentire e di vivere il suo corpo. La invito a incuriosirsi di come ogni parte di sé si esprime e cosa desidera comunicare. Può esserci una parte di lei che si riconosce come uomo e un’altra che desidera un corpo diverso; non è necessario scegliere, ma imparare ad ascoltare entrambe con curiosità e senza giudizio. Sarebbe certamente interessante comprendere quale significato abbia per lei questo desiderio, cosa la fa sentire più in armonia con sè stesso.
Le suggerisco di cercare uno spazio psicoterapeutico, con un professionista esperto in identità di genere, dove poter esplorare con calma e sicurezza queste sensazioni. Il corpo non è da correggere, ma da ascoltare: in esso c’è sempre un messaggio che merita attenzione e rispetto.
Le auguro il meglio
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