sono in sovrappeso ( molto. sono alta 1.64 peso 84 kg..sto male cosi .allora mi hanno prescritto slo
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sono in sovrappeso ( molto. sono alta 1.64 peso 84 kg..sto male cosi .allora mi hanno prescritto slowet1000 mio bonno mio padre hanno il diabete 1. il mio è un' diabete grasso, dovuto ai quasivm 90 kg.seguendo una dieta e attività fisica..mi aiuterà a tornare un linea?
Gentile utente, per diabete grasso intende diabete di tipo II? Se così è alla terapia che le hanno prescritto va affiancato uno stile di vita sano e cioè dieta elaborata da professionista della nutrizione e attività fisica cordiali saluti
Paola Resasco dietista nutrizionista
Paola Resasco dietista nutrizionista
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Buongiorno, seguendo una dieta equilibrata, praticando attività fisica con regolarità e assumendo la terapia prescritta, è possibile perdere peso e migliorare il controllo del diabete. Il farmaco Slowmet 1000 aiuta a controllare la glicemia e, in alcune persone, può favorire anche un modesto calo di peso. Tuttavia, il risultato dipende soprattutto dalle abitudini alimentari e dallo stile di vita.
Con un'altezza di 1,64 m e un peso di 84 kg, una perdita di peso graduale può portare benefici importanti sia per il diabete sia per la salute generale. Allora, ha ottime possibilità di tornare in una condizione di peso migliore, ma il percorso richiede tempo, costanza e il supporto del medico e del nutrizionista. Anche una perdita iniziale del 5-10% del peso corporeo può già apportare benefici significativi.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Con un'altezza di 1,64 m e un peso di 84 kg, una perdita di peso graduale può portare benefici importanti sia per il diabete sia per la salute generale. Allora, ha ottime possibilità di tornare in una condizione di peso migliore, ma il percorso richiede tempo, costanza e il supporto del medico e del nutrizionista. Anche una perdita iniziale del 5-10% del peso corporeo può già apportare benefici significativi.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
sì, dieta e attività fisica possono aiutarla molto. Il farmaco che le è stato prescritto non fa il lavoro al posto suo, ma può essere un valido supporto per costruire nuove abitudini e uno stile di vita più sostenibile nel tempo.
Cerchi di non pensare soltanto al numero sulla bilancia: ogni miglioramento delle abitudini quotidiane è già un investimento sulla sua salute e sul controllo della glicemia.
Cerchi di non pensare soltanto al numero sulla bilancia: ogni miglioramento delle abitudini quotidiane è già un investimento sulla sua salute e sul controllo della glicemia.
Gentile signora, la ringrazio per la sua sincerità. "Sto male così" è una frase che pesa tantissimo, e come professionista voglio partire da qui: il suo malessere è legittimo e va ascoltato, non giudicato.
Facciamo subito chiarezza su Slowet, perché è importante che lei capisca cosa fa e cosa non fa:
Slowet 1000 non spegne la dipendenza da zuccheri. Slowet (berberina e silimarina) è un ottimo coadiuvante per tenere a bada i picchi glicemici e aiutare il fegato grasso. Ma non agisce sul centro della dipendenza. La sua voglia di carboidrati, gli attacchi di fame improvvisi e quel senso di "non farcela senza un dolce" non sono golosità o mancanza di forza di volontà: sono neurotrasmettitori (dopamina e serotonina) che gridano perché il cervello è abituato a ricevere zuccheri come una ricompensa rapida. Un integratore, da solo, non può riprogrammare il suo cervello.
Lei chiama giustamente il suo "diabete grasso". Più zuccheri e carboidrati raffinati mangiamo, più la glicemia sale e scende come un ottovolante. Quando scende bruscamente (ipoglicemia reattiva), il cervello scatta l'allarme: "ZUCCHERO SUBITO!". È un meccanismo di sopravvivenza, non una debolezza. L'integratore attenua appena i picchi, ma non elimina le montagne russe. A eliminare le montagne russe è solo ciò che mettiamo nel piatto, in termini di sequenza e qualità.
Per uscire dal tunnel della dipendenza da zuccheri, quindi, non basta un integratore. Il vero lavoro sta nel riprogrammare la risposta glicemica del suo corpo, insegnandogli a non avere più quei crolli improvvisi che scatenano la fame nervosa.
Esistono strategie nutrizionali precise – che un bravo professionista sa tarare su di lei – per 'rivestire' gli zuccheri che assume e rallentarne l'assorbimento, e per riordinare il piatto in modo che la glicemia salga con dolcezza, senza scossoni. È una questione di fisica e di biochimica, non di privazione.
I primissimi giorni di riduzione degli zuccheri semplici sono i più duri, perché il cervello va in una sorta di 'astinenza' (mal di testa, stanchezza, irritabilità). È fisiologico. Ma è proprio in quella fase che il corpo inizia a ripararsi da solo. Slowet può darle una mano in quei giorni per evitare i crolli di pressione, ma il lavoro 'sporco' di disintossicazione lo fa esclusivamente il suo organismo, guidato da chi sa come accompagnarla passo dopo passo.
dott Maria Cristina De Noni - Dietista e Tecnologo Alimentare
Facciamo subito chiarezza su Slowet, perché è importante che lei capisca cosa fa e cosa non fa:
Slowet 1000 non spegne la dipendenza da zuccheri. Slowet (berberina e silimarina) è un ottimo coadiuvante per tenere a bada i picchi glicemici e aiutare il fegato grasso. Ma non agisce sul centro della dipendenza. La sua voglia di carboidrati, gli attacchi di fame improvvisi e quel senso di "non farcela senza un dolce" non sono golosità o mancanza di forza di volontà: sono neurotrasmettitori (dopamina e serotonina) che gridano perché il cervello è abituato a ricevere zuccheri come una ricompensa rapida. Un integratore, da solo, non può riprogrammare il suo cervello.
Lei chiama giustamente il suo "diabete grasso". Più zuccheri e carboidrati raffinati mangiamo, più la glicemia sale e scende come un ottovolante. Quando scende bruscamente (ipoglicemia reattiva), il cervello scatta l'allarme: "ZUCCHERO SUBITO!". È un meccanismo di sopravvivenza, non una debolezza. L'integratore attenua appena i picchi, ma non elimina le montagne russe. A eliminare le montagne russe è solo ciò che mettiamo nel piatto, in termini di sequenza e qualità.
Per uscire dal tunnel della dipendenza da zuccheri, quindi, non basta un integratore. Il vero lavoro sta nel riprogrammare la risposta glicemica del suo corpo, insegnandogli a non avere più quei crolli improvvisi che scatenano la fame nervosa.
Esistono strategie nutrizionali precise – che un bravo professionista sa tarare su di lei – per 'rivestire' gli zuccheri che assume e rallentarne l'assorbimento, e per riordinare il piatto in modo che la glicemia salga con dolcezza, senza scossoni. È una questione di fisica e di biochimica, non di privazione.
I primissimi giorni di riduzione degli zuccheri semplici sono i più duri, perché il cervello va in una sorta di 'astinenza' (mal di testa, stanchezza, irritabilità). È fisiologico. Ma è proprio in quella fase che il corpo inizia a ripararsi da solo. Slowet può darle una mano in quei giorni per evitare i crolli di pressione, ma il lavoro 'sporco' di disintossicazione lo fa esclusivamente il suo organismo, guidato da chi sa come accompagnarla passo dopo passo.
dott Maria Cristina De Noni - Dietista e Tecnologo Alimentare
Buongiorno, capisco il suo disagio, ma la cosa importante è sapere che con un percorso corretto si può migliorare molto, sia sul peso sia sulla gestione della glicemia.
Il farmaco che le hanno prescritto, se indicato dal medico, può aiutare nel controllo del diabete/insulino-resistenza, ma da solo non basta per “tornare in linea”. I risultati migliori si ottengono unendo terapia, alimentazione personalizzata, attività fisica graduale e controlli regolari.
Nel suo caso sarebbe molto utile farsi seguire con un percorso strutturato, senza diete drastiche: l’obiettivo non deve essere perdere peso velocemente, ma ridurre gradualmente il peso, migliorare la circonferenza addominale, la glicemia, l’energia e il rapporto con il cibo. Anche una perdita del 5-10% del peso iniziale può già portare benefici importanti sul piano metabolico.
Le consiglio quindi di seguire la terapia prescritta dal medico e, parallelamente, impostare un piano alimentare adatto alla sua situazione, tenendo conto anche della familiarità per diabete e dei suoi esami.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Il farmaco che le hanno prescritto, se indicato dal medico, può aiutare nel controllo del diabete/insulino-resistenza, ma da solo non basta per “tornare in linea”. I risultati migliori si ottengono unendo terapia, alimentazione personalizzata, attività fisica graduale e controlli regolari.
Nel suo caso sarebbe molto utile farsi seguire con un percorso strutturato, senza diete drastiche: l’obiettivo non deve essere perdere peso velocemente, ma ridurre gradualmente il peso, migliorare la circonferenza addominale, la glicemia, l’energia e il rapporto con il cibo. Anche una perdita del 5-10% del peso iniziale può già portare benefici importanti sul piano metabolico.
Le consiglio quindi di seguire la terapia prescritta dal medico e, parallelamente, impostare un piano alimentare adatto alla sua situazione, tenendo conto anche della familiarità per diabete e dei suoi esami.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, sono certa che sei attua un serio e progressivo cambiamento di stile di vita e dieta la sua problematica può regredire e lei può tornare alla sua forma fisica ottimale!!!!
se avesse bisogno, faccio visite a Bologna e online
Buona giornata,
Dott.ssa Linda
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Buona giornata,
Dott.ssa Linda
Buongiorno, sicuramente si, con uno stile di vita corretto, abbinato ad una dieta personalizzata e attività fisica graduale, senza incrementare lo stress!
Dal peso e dall’altezza che mi riferisce (84 kg per 1,64 m) risulta un sovrappeso/obesità, e questo può favorire insulino-resistenza e diabete di tipo 2, cioè il cosiddetto “diabete legato al peso” o alla sindrome metabolica. È diverso dal diabete di tipo 1 dei suoi familiari.
La terapia che le hanno prescritto (Slowmet/ metformina 1000 mg, se si tratta di quello) serve proprio ad aiutare a controllare la glicemia e a migliorare la resistenza all’insulina. Da sola non “fa dimagrire molto”, ma può essere un aiuto se viene associata a:
alimentazione corretta, seguita con costanza
attività fisica regolare
perdita graduale di peso
La risposta alla sua domanda è quindi: sì, seguendo bene dieta + movimento + terapia, può migliorare molto e tornare più in forma. Anche una perdita iniziale del 5–10% del peso può già aiutare parecchio sia la glicemia sia il benessere generale. Nel suo caso significherebbe iniziare a perdere circa 4–8 kg come primo obiettivo realistico, poi proseguire gradualmente. Per il diabete di tipo 2, dieta, attività fisica e perdita di peso sono pilastri della cura; in molte persone questo migliora nettamente il controllo glicemico e, in alcuni casi, può anche ridurre molto il bisogno di farmaci.
Le consiglio però di non vivere tutto come “devo tornare magra subito”, ma come un percorso di salute. L’obiettivo iniziale non è la perfezione, ma stare meglio, abbassare la glicemia, sentirsi più leggera e recuperare energia.
Le raccomando di farsi seguire con controlli periodici da diabetologo/medico curante e, se possibile, da un nutrizionista, così da impostare un piano adatto a lei.
La terapia che le hanno prescritto (Slowmet/ metformina 1000 mg, se si tratta di quello) serve proprio ad aiutare a controllare la glicemia e a migliorare la resistenza all’insulina. Da sola non “fa dimagrire molto”, ma può essere un aiuto se viene associata a:
alimentazione corretta, seguita con costanza
attività fisica regolare
perdita graduale di peso
La risposta alla sua domanda è quindi: sì, seguendo bene dieta + movimento + terapia, può migliorare molto e tornare più in forma. Anche una perdita iniziale del 5–10% del peso può già aiutare parecchio sia la glicemia sia il benessere generale. Nel suo caso significherebbe iniziare a perdere circa 4–8 kg come primo obiettivo realistico, poi proseguire gradualmente. Per il diabete di tipo 2, dieta, attività fisica e perdita di peso sono pilastri della cura; in molte persone questo migliora nettamente il controllo glicemico e, in alcuni casi, può anche ridurre molto il bisogno di farmaci.
Le consiglio però di non vivere tutto come “devo tornare magra subito”, ma come un percorso di salute. L’obiettivo iniziale non è la perfezione, ma stare meglio, abbassare la glicemia, sentirsi più leggera e recuperare energia.
Le raccomando di farsi seguire con controlli periodici da diabetologo/medico curante e, se possibile, da un nutrizionista, così da impostare un piano adatto a lei.
Salve, capisco il suo disagio. La perdita di peso è un obiettivo raggiungibile ma richiede tempo e costanza. La terapia prescritta dal suo medico, associata a un'alimentazione equilibrata e a un'attività fisica regolare, può sicuramente aiutarla a migliorare il controllo della glicemia e a favorire il dimagrimento. Le consiglio di farsi seguire da un dietista o da un nutrizionista per impostare un percorso personalizzato e sostenibile. Le auguro di raggiungere i suoi obiettivi.
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