Sono di natura una ragazza (30 anni) con tanta voglia di fare ed entusiasmo, ma ho come un blocco pe

Sono di natura una ragazza (30 anni) con tanta voglia di fare ed entusiasmo, ma ho come un blocco per cui ogni cosa mi mette ansia e mi limito nel fare qualunque cosa (anche solo organizzare una giornata al lago con amiche mi mette agitazione e disagio), quindi vivo con il conflitto tra ciò che vorrei fare ed il fatto che però poi non lo faccio. Per esempio, se stò in casa mi deprimo pensando che stò buttando via del tempo, ma allo stesso tempo non ho voglia di uscire e se esco sono spesso di malumore e nervosa.. Vivo in un perenne stato di insoddisfazione... E mentre nella mia testa vorrei fare mille cose, poi nei fatti sono molto pigra e frenata... A volte mi viene da piangere senza motivo, solo per la frustrazione che provo... Ho una relazione stabile e amici ma mi sento insoddisfatta di qualunque cosa, anche se in realtà io ho tanta voglia di fare, di viaggiare, di scherzare ecc... Mi sento prigioniera di me stessa... Sono anni che vivo questa situazione, in alcuni periodi è più accentuata ed in altri meno...

25 risposte


In primo luogo credo che lei dovrebbe esplorare le ragioni profonde di questi blocchi, che investono sopratutto la parte attiva e propositiva della sua vita. Probabilmente quell'insoddisfazione di fondo di cui parla è la conseguenza della mancanza di azione, e dell'incapacità di fare delle scelte. Ed è ovvio che il metodo elettivo per esplorare questo genere di blocchi è quello psicoterapeutico. Aggiungo anche che, quando c'è troppa energia stagnante a livello mentale, che si esprime in ruminazioni e continui dubbi, l' attività corporea è fondamentale. Non fosse altro per rompere certi schemi disadattivi, ed interrompere attraverso una forza nuova il circolo vizioso in cui sembra essere incastrata. Un caro saluto A.C.

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Salve, sono d’accordo con il mio collega, dovrebbe capire l’origine di questi blocchi e come poterli affrontare al meglio. Scrive che sono anni che vive questa situazione, quindi la invito a intraprendere un percorso di psicoterapia, per gestire meglio la situazione. Rimango a sua disposizione. Buona serata. Dott. Fiori


Gentile utente, non crede sia arrivato il momento di risolvere le sue difficoltà e gioire della sua voglia di vivere? Provi a contattare uno psicoterapeuta e inizi un percorso, vedrà che molte percezioni cambieranno. In bocca al lupo Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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Casalecchio di Reno

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Buonasera, per questa breve risposta inizio proponendo le parole che scrive quasi alla fine di questa sua: "mi sento prigioniera di me stessa". Ipotizzo che questa frase costituisca il rebus che la sua soggettività le propone e le impone senza che lei possa farne una lettura psicologica, che di esprime soprattutto attraverso questa sua insoddisfazione. Una modalità possibile per cercare di anagrammare questo rebus (usandolo come metafora) può essere l'inizio di un percorso di psicoterapia. Un saluto. Dr.ssa Franca Brenna - Bresso (mi)


Buonasera, particolare il definirsi "ragazza" ad un età per cui si è considerabili Donne. Inoltre, il pianto ed il senso di insoddisfazione, probabilmente collegati, sono segnali che meritano di essere ascoltati ed esplorati all'interno di un contesto come quello psicologico. Sarebbe inoltre utile approfondire i periodi in cui il malessere è accentuato così come anche il significato del blocco di cui parla. C'è tanto su cui poter lavorare, la invito a dedicarsi uno spazio prezioso e protettivo. Rimango a disposizione nel caso, un caro saluto


Buonasera, per ritrovare pienamente la sua voglia di fare, di viaggiare, di scherzare e il suo entusiasmo, deve capire quali situazioni la tengono "prigioniera". Può capitare, nel corso della nostra vita, di accettare condizioni o relazioni che in realtà ci fanno sentire insoddisfatti. Colga questo segnale di malessere come opportunità di cambiamento. Uno psicologo può aiutarla a esplorare e meglio capire le emozioni che ha esplicitato. Un cordiale saluto


Gentile utente di mio dottore, Potrebbe esser indicato iniziare un percorso psicoterapico al fine di poter comprendere meglio il significato di questa forte ambivalenza e poter esser supportata nell' assecondare le decisioni senza tutto questo timore di sbagliare. Non rimandi tale inizio, si prenda cura di se Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente, in quello che scrive sembra proprio di riconoscere i sintomi dell'ansia, che bloccano nel prendere iniziative e godere la vita. Quando quest'emozione inizia a colorare ogni aspetto della nostra vita, ci sentiamo in una sorta di stato di allarme cronico: ci aspettiamo qualcosa di spiacevole, di brutto, di difficile - eppure non sapremo dire cosa... Quando questo stato si protrae nel tempo, può subentrare anche la tristezza per una vita sempre più limitata dal timore di un pericolo senza nome, senza oggetto, e senza possibilità di previsione. Ma lei può cambiare questa situazione. Un percorso psicologico può aiutarla a ritrovare una prospettiva finalmente libera da questo senso di ansia, di insoddisfazione e di tristezza che le sta pensando sempre di più- con i migliori auguri, Dr. Ventura


Compia un passo alla volta. Quella voglia di fare ed entusiasmo che sente la concentri inizialmente sulla realizzazione di piccole, piccolissime cose e si lasci aiutare. Attraverso un percorso psicologico potrà sciogliere quei blocchi che le portano un profondo senso di frustrazione e potrà riscoprirsi libera e capace di soddisfare la sua voglia di ..vita. A sua disposizione. Dott.ssa Monica D'Ettorre


Gentile utente, lei esprime un malessere collegabile ad una sua conflittualità interna, tra mente razionale (come vede le sue relazioni amicali, la stabilita di rapporto col suo fidanzato, etc) e mente emotiva (le paure, i blocchi, la tristezza, l'entusiasmo). Poiché non riesce a conoscerla questa contraddizione conflittuale psicologica, le consiglio di farsi accompagnare dalla guida di uno/una psicoterapeuta, per risolvere le sue ansie, e definire in modo più preciso la sua identità. Auguri auguri, Dr. Cameriero Vittorio

Dr. Vittorio Cameriero

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Gentile, nel suo breve scritto riesce a trasmettere in modo molto chiaro l'idea di un approccio alla vita in qualche modo auto-limitante, come se per qualche motivo avesse fatto propria una posizione di "blocco esistenziale". Le suggerisco di iniziare un percorso psicoterapeutico: questo le darà la possibilità di comprendere ciò che ora sa descrivere, ma che non riesce a spiegare e le crea sofferenza. Dalla comprensione, poi, nell'ambito di una esperienza emotiva correttiva, si genera il cambiamento. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto. sr


Gentile utente, si percepisce la dualità dei suoi desideri e mi dispiace che stia vivendo tutto questo da sola. E' importante che si dedichi lo spazio che merita per analizzare la causa di queste sue emozioni così ambivalenti fra loro. A volte si rimanda per così tanto tempo, che non ci si accorge di aver accumulato un'infinita lista di desideri scaduti, ma non è mai troppo tardi per decidere di ripartire. L'ascolto si traduce in cambiamento. Rimango a disposizione. Dott.ssa Giulia Bernardinello


Gentile ragazza, questa altalena del voler fare e non poter fare sembra rappresentare un movimento di indecisione/decisone verso un’identità più definita, più adulta, più sua. Potrebbe giovarle cercare un supporto (o un trampolino) che la sostenga nel vivere una Scelta senza essere sovrastata da emozioni che la trattengono, che frenano la sua voglia di vivere “al massimo”. È un momento importante, anche per le domande che si sta ponendo: cerchi di approfittarne perché ogni crisi, anche piccola, è una grande opportunità per dare il via a un cambiamento. Un grande augurio, Dottsa Elisa Galantini


Gentile utente, leggendo quanto scrive, sembra che lei viva dentro di sé una costante ambivalenza nei confronti della sua stessa vita, una sorta di divario interiore, dove da un lato c'è la se stessa che desidera provare piacere nella vita, mentre dall'altro lato una parte di lei è come se le proibisse di provare questi piaceri. Posso immaginare la frustrazione e l'insoddisfazione che una tale situazione le crea, sempre coinvolta in un ricorrente "vorrei ma non posso". Detto ciò, però, è molto importante il fatto che lei senta che così non va, che non sta bene, ed è un'ottima cosa che abbia scritto in questo portale per cercare un parere professionale: credo che un lavoro introspettivo, accompagnata da uno psicologo, le consentirebbe di fare chiarezza su ciò che la attraversa e di "tenere insieme" quelle parti di lei che sembrano collidere da ormai molti anni. Rimango a disposizione per qualunque domanda. Un cordiale saluto, dott Stefano Carrera


Buonasera, capisco il suo stato e ciò che le prova non le fa godere le cose belle della vita, da ciò che lei scrive è come se lei avesse dei blocchi che non la fanno andare avanti nelle sue esperienze di vita. Le consiglio di elaborare tutto ciò che le sta succedendo con una psicoterapia, le consiglio l'EMDR che elabora i traumi del nostro passato e del nostro presente, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Buongiorno, da ciò che scrive sembra che viva un forte conflitto tra ciò che desidera e ciò che fa. In che modo si trattiene dal seguire ciò che pensa, desidera, vuole? Cosa si dice per bloccare il suo entusiasmo? Cosa potrebbe accadere se lei cominciasse " a fare, a scherzare, a viaggiare"?. La invito a rivolgersi ad uno psicoterapeuta che potrà accompagnarla in questo percorso alla scoperta di se e ad a scoprire o attivare le risorse utili per procurarsi ciò che desidera. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile


Buongiorno,sarebbe interessante capire la strategia di pensiero che la porta a passare dall'entusiasmo al blocco , a che punto si blocca ? Parla di relazione stabile e di amici dichiarandosi insoddisfatta,presupposti che farebbero pensare ad una situazione serena. Che cosa la tormenta? Decida di diventare attore della sua vita Dott.ssa Bon Alessandra


Cara utente, da ciò che riporta sembra sia da tempo in una situazione di stallo, non va né avanti né indietro. Credo sia arrivato il momento per lei di farsi accompagnare attraverso un percorso di psicoterapia verso una situazione per lei più serena e consapevole. Non si spaventi, capita a tutti nella vita di avere dei momenti di difficoltà. Se ha bisogno mi contatti pure. Dott.ssa Federica Leonardi


Salve, l'ansia ha sempre una storia da raccontare. Le consiglio di prendere appuntamento con un professionista in un setting protetto per poter far emergere questi vissuti. un saluto, MMM


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico al fine di indagare le cause, origini ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi onde evitare che la situazione possa irrigidirsi. Cordialmente, dott. FDL


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


La ringrazio molto per aver condiviso con me, con tanta sincerità e sensibilità, ciò che sta vivendo: le sue parole trasmettono un profondo desiderio di libertà, vitalità e pienezza, ma anche il peso di una fatica che sembra limitarla e renderla insoddisfatta nonostante le relazioni e le opportunità che la circondano. È comprensibile che questa situazione, che si protrae da tempo e che si manifesta con ansia, agitazione e una sensazione di blocco, le provochi frustrazione e tristezza. Mi colpisce il conflitto che descrive tra ciò che desidera e ciò che riesce effettivamente a fare: si è mai chiesta quali pensieri o paure possano emergere nei momenti in cui sente questo blocco? Cosa succede dentro di lei quando immagina di concedersi ciò che desidera davvero? E come si giudica o si parla in quei momenti di difficoltà? Queste domande potrebbero aiutarla a osservare con maggiore gentilezza e curiosità ciò che sta accadendo. Le suggerirei di intraprendere un percorso di psicoterapia, uno spazio sicuro e accogliente dove poter esplorare insieme le origini di questo malessere, comprendere meglio i suoi bisogni e le sue emozioni, e trovare strategie più funzionali per riconnettersi con la sua energia e il suo desiderio di vivere pienamente. Sono certa che, con il giusto supporto, potrà riscoprire le sue risorse e ritrovare un senso di benessere e soddisfazione.


Buonasera. La situazione che Lei descrive porta a suggerirle di approfondire con un professionista i suoi reali bisogni, le sue potenziali risorse e le emozioni ed i pensieri che la accompagnano ogni volta che pensa di non essere in grado/all'altezza di situazioni, eventi, pensieri. Spesso il modo in cui ci percepiamo è il riflesso di una storia personale che ha bisogno di essere riscritta per essere compresa e valorizzata. Rimango a disposizione, Dott.ssa Eleonora Aiazzi - Psicologa


Ciao, grazie per aver condiviso così apertamente quello che stai vivendo. Quello che descrivi – il conflitto tra il desiderio di fare e la difficoltà a concretizzare, la sensazione di insoddisfazione costante, i momenti di malumore o lacrime improvvise – è molto comune in chi convive con ansia e blocchi interiori che spesso non hanno una spiegazione immediata. Non sei “pigra” o incapace: sei una persona che sente molto e cerca di gestire un forte senso di pressione interna. L’ansia, il senso di frustrazione e il malessere che provi non sono segni di debolezza, ma messaggi che il tuo sistema emotivo ti sta dando: c’è qualcosa che va esplorato e compreso, non solo affrontato con forza di volontà. In questi casi può essere molto utile un percorso mirato con una psicologa che sappia lavorare su: • riconoscere e gestire i pensieri ansiosi e autocritici; • individuare i blocchi che ti impediscono di agire nonostante la voglia di fare; • trasformare gradualmente il senso di insoddisfazione in azioni concrete e gratificanti; • valorizzare le tue risorse senza farti sentire “sbagliata” o incapace. Con un accompagnamento mirato puoi imparare a vivere con più leggerezza, agire senza sentirti costantemente in trappola e recuperare entusiasmo e piacere nelle attività quotidiane, nelle relazioni e nelle esperienze che desideri davvero.


Salve, da ciò che scrive emerge una sofferenza che sembra accompagnarla da molto tempo e che appare particolarmente frustrante proprio perché, almeno a livello razionale, sente di sapere cosa desidererebbe dalla vita. Vorrebbe essere spontanea, entusiasta, libera di organizzare attività, uscire, viaggiare, godersi le amicizie e la relazione affettiva, eppure qualcosa sembra trattenerla costantemente. È come se una parte di lei fosse orientata verso il movimento e l'esplorazione, mentre un'altra la frenasse continuamente, lasciandola in una posizione di stallo che alla lunga diventa estenuante. In ottica cognitivo comportamentale, spesso ciò che genera maggiore sofferenza non è soltanto l'ansia in sé, ma il conflitto che si crea tra ciò che vorremmo fare e ciò che finiamo per fare realmente. Più questo divario aumenta, più tendiamo a giudicarci, a sentirci inadeguati, pigri o sbagliati. Tuttavia, leggendo il suo racconto, non emerge l'immagine di una persona pigra o priva di interessi. Al contrario, sembra emergere una persona che ha desideri, curiosità e aspirazioni, ma che si trova a fare i conti con un disagio emotivo che interferisce con la possibilità di tradurli in azioni concrete. Un aspetto che colpisce è che l'insoddisfazione sembra presentarsi in entrambe le direzioni. Quando resta a casa si sente in colpa e pensa di stare sprecando il tempo. Quando esce, però, spesso non riesce a godersi l'esperienza e si sente nervosa o di cattivo umore. Questo suggerisce che probabilmente il problema non sia semplicemente scegliere se uscire o restare a casa, ma il modo in cui vive emotivamente queste situazioni e il significato che attribuisce ad esse. Molte persone che sperimentano condizioni simili finiscono per entrare in un circolo difficile: l'ansia porta ad evitare alcune attività, l'evitamento genera frustrazione e senso di fallimento, la frustrazione aumenta il malessere emotivo e questo, a sua volta, rende ancora più difficile agire. Col passare del tempo si può arrivare a sentirsi prigionieri di sé stessi, proprio come lei descrive. Anche il fatto che talvolta le venga da piangere senza un motivo apparentemente chiaro merita attenzione. Le emozioni non sempre si manifestano attraverso pensieri facilmente identificabili. A volte il corpo e l'umore comunicano una fatica accumulata da anni, una tensione costante o bisogni emotivi che non stanno trovando uno spazio adeguato di espressione. Mi sembra importante sottolineare che il suo racconto non parla di una persona che non ha nulla nella propria vita. Racconta di una relazione stabile, di amicizie e di desideri ancora vivi. Proprio per questo il disagio che prova può risultare ancora più difficile da comprendere, perché dall'esterno potrebbe sembrare che non ci siano motivi sufficienti per stare così male. In realtà il benessere psicologico non dipende esclusivamente dalle condizioni esterne, ma anche dal modo in cui interpretiamo noi stessi, il futuro, le nostre capacità e il nostro valore personale. Per questo motivo credo che potrebbe essere utile concedersi uno spazio di approfondimento psicologico. Non tanto per trovare una soluzione rapida o una spiegazione immediata, quanto per comprendere meglio quali meccanismi si attivano dentro di lei quando desidera fare qualcosa e contemporaneamente si blocca. Spesso dietro questi conflitti si nascondono schemi di funzionamento consolidati nel tempo, aspettative molto elevate verso sé stessi, timori di sbagliare o modalità abituali di gestione delle emozioni che finiscono per limitare la libertà personale senza che ce ne si renda conto. Il fatto che questa situazione duri da anni suggerisce che meriti attenzione e ascolto, non giudizio. Non vedo nelle sue parole mancanza di volontà o scarso interesse per la vita. Vedo piuttosto una persona che sembra stanca di combattere contro un disagio che la accompagna da molto tempo e che le impedisce di esprimere pienamente quella vitalità che sente di avere dentro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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