Salve vorrei avere un'informazione, sono una ragazza di trent'anni e sono ormai cinque mesi che soff

15 risposte
Salve vorrei avere un'informazione, sono una ragazza di trent'anni e sono ormai cinque mesi che soffro di una forma di stitichezza improvvisa e severa. Prima di allora non ho mai avuto questi problemi nemmeno dopo aver assunto antibiotici. Sono disperata perché ho cercato in tutti I modi di trovare la causa a questo sintomo fastidioso ma per ora nulla: ho già effettuato le analisi del sangue, l'ecografia all'addome, la colonscopia, la calprotectina ma è tutto nella norma, ho effettuato anche una visita dal gastroenterologo e secondo lui si tratta di un problema funzionale. Nel frattempo ho cercato di migliorare l'alimentazione aumentando l'apporto di fibre e idratazione ma la situazione non cambia in quanto ho notato che nonostante questo il transito continua ad essere rallentato. Premetto che a parte un leggero gonfiore nella zona della pancia e dei fianchi non ho alcun tipo di dolore. A questo punto a quali ulteriori esami dovrei sottopormi per ricercare la causa della stitichezza? Grazie.
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Buongiorno,

comprendo il disagio, soprattutto quando il disturbo compare in modo improvviso e gli esami risultano nella norma. Se colonscopia, calprotectina, ecografia e analisi ematiche sono negative, è molto probabile che si tratti di stipsi funzionale, come ipotizzato dal gastroenterologo.

Quando la stitichezza persiste nonostante fibre e idratazione adeguate, le cause più frequenti sono:

Rallentato transito colico (slow transit)

Disfunzione del pavimento pelvico (difficoltà nell’espulsione)

Alterazioni dell’asse intestino–cervello (stress, cambiamenti ormonali, routine, ecc.)

Eccesso di fibre non tollerate, che in alcune persone peggiora il gonfiore senza migliorare il transito

Gli eventuali approfondimenti utili, se il problema persiste, possono includere:

Tempo di transito intestinale con markers radiopachi

Manometria ano-rettale

Defecografia (se si sospetta un problema evacuativo)

Valutazione della funzione tiroidea se non già eseguita

Dal punto di vista pratico, non sempre aumentare ulteriormente le fibre è la soluzione; in alcuni casi è più efficace modulare il tipo di fibra (ad esempio fibre solubili) o lavorare su:

regolarità degli orari

stimolo evacuativo dopo i pasti

attività fisica costante

eventuale supporto con probiotici mirati o lassativi osmotici sotto controllo medico

Se il quadro è funzionale, l’obiettivo non è “trovare una malattia”, ma individuare la strategia più adatta al suo intestino.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

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In assenza di problematiche conclamate, andrebbe valutata la tipologia di fibre assunte, la quantità e la tolleranza del paziente. Nel quotidiano, se già non lo si fa, praticare attività fisica e creare una adeguata routine (dopo aver sistemato tutte le variabili nutrizionali) potrebbe aiutare. Detto ciò, si assicuri di: assumere almeno un a porzione di verdura cotta al giorno, non esagerare con i cibi integrali, fare circa 4 pasti durante la giornata, assumere un quantitativo di grassi adeguato (soprattutto proveniente da olio EVO)
Prof. Graziano Mauri
Nutrizionista, Dietologo
Imperia
Buongiorno, se il gastroenterologo le ha detto che va tutto bene cercherei una soluzione alternativa...
Ecco il mio consiglio: più fibre e maggiore idratazione come sta facendo, due kiwi molto maturi dopo cena, un bicchiere di acqua calda al mattino a digiuno, due misurini al giorno di Kijimea Regularis polvere (non è un lassativo ma sono fibre), un cucchiaio di olio di vaselina prima di andare a letto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Patrizia Desogus
Nutrizionista
Guidonia Montecelio
Cara Sigra, mi rendo conto del disagio e malessere generale che questo blicco funzionale comporta .
La situazione và affrontata per step e attenzione al profilo nutrizionale e stato di salute intestinale che evidentemente ha subito uno shock .
Le soluzioni sono tante , dalle integrazioni di determinati ceppi , a strategie aliminetari e alcune pratiche quotidiane da adottare per ripristinare il suo orologio intestinale .
Le posso dire che siamo ancora in una condizione non propriamente cronica del suo stato e prima si affida a risolvere il peoblema e meglio sarà .
Se desidera la ricevo volentieri per una prima visita , dove raccoglieremmo tutte le informazioni utili della sua storia passata e odierna .
L'alimenatzione và personalizzata e così anche l'uso di probiotici vanno mirati e scelti in base di determinati test , che potremmo decidere insieme di fare . ( nulla di invasivo assolutamente ) , ma che sono lo specchio esatto di cosa accade nel suo intestino .
Lei ha eseguito esami diagnostici che hanno dato esito negativo e questo è un ottimo pumto positivo . Si deve cercare oltre . E molte sono le soluzioni, ma è necessario trovare la sua personalizzata ,
Non si abbatta , forza, tutto si risolve .
Resto a disposizione .
Per appuntamenti può farlo direttamente quì su mio dottore .
In presenza oppure On- line .
Buongiorno,
la stitichezza può derivare da diversi fattori, tra cui la disbiosi intestinale. Potrebbe quindi valutare di eseguire un disbiosi test sulle urine (per dosare indicàno e scatòlo), per escludere o confermare un dubbio.
Mi occupo per lo più di problematiche e patologie intestinali quindi, nel caso avesse necessità, rimango a sua disposizione.
Le auguro una splendida giornata.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci
Buongiorno,
capisco perfettamente: quando un sintomo compare improvvisamente e persiste per mesi, nonostante gli esami nella norma, può diventare molto frustrante. Il fatto che abbia già eseguito analisi del sangue, ecografia addominale, colonscopia e calprotectina con esito negativo è molto rassicurante, perché esclude cause organiche importanti (infiammazioni intestinali, patologie strutturali del colon, masse, ecc.). Quando tutti questi accertamenti risultano normali, nella maggior parte dei casi si parla di stitichezza funzionale, cioè di un’alterazione della motilità intestinale senza una lesione evidente. Un aspetto importante: aumentare le fibre non sempre migliora la situazione. Se il colon è molto rallentato, un eccesso di fibre può addirittura aumentare gonfiore e senso di “blocco”, senza migliorare l’evacuazione. In questi casi può essere più utile lavorare su corretta idratazione distribuita nella giornata, attività fisica regolare, eventuale integrazione mirata (es. macrogol, su indicazione medica), rieducazione del riflesso evacuativo (orario fisso, posizione corretta con sgabellino sotto i piedi). Il fatto che non abbia dolore è un elemento positivo e fa pensare più a un disturbo della motilità che a una patologia infiammatoria.

Le consiglio quindi di confrontarsi con il gastroenterologo per valutare ulteriori esami funzionali come studio del tempo di transito intestinale, manometria anorettale, defecografia (o defeco-RM), valutazione del pavimento pelvico da parte di un fisioterapista specializzato.

Spesso queste forme funzionali richiedono un approccio graduale e personalizzato, ma nella maggior parte dei casi si riesce a trovare una strategia efficace. Resto a disposizione se desidera approfondire anche l’aspetto alimentare o comportamentale.
Dott. Gabriel Russo
Dietista, Nutrizionista
Rimini
Salve! Capisco la frustrazione, ma è positivo che gli esami principali siano nella norma e che il gastroenterologo abbia parlato di stipsi funzionale. In questi casi, prima di cercare “altri esami”, spesso la cosa più utile è correggere davvero l’approccio nutrizionale in modo guidato: aumentare le fibre “a caso” non sempre aiuta e in alcune persone peggiora solo il gonfiore. Di solito serve scegliere le fibre più tollerate, aumentare gradualmente, curare idratazione, regolarità dei pasti e routine intestinale, e capire quali alimenti/porzioni le creano più difficoltà. Un percorso con un/una dietista è spesso il modo più efficace per farlo in modo personalizzato e sostenibile.
Se nonostante un lavoro ben impostato per alcune settimane la situazione restasse invariata, allora ha senso chiedere al gastroenterologo una valutazione più “funzionale” per capire che tipo di stipsi è: transito intestinale rallentato oppure difficoltà di evacuazione/pavimento pelvico. In quel caso gli esami che si considerano di solito sono studio del transito colico e manometria ano-rettale (con eventuali test correlati), perché servono soprattutto a orientare la terapia.
In sintesi: prima ottimizzare alimentazione e abitudini con un professionista; se non basta, valutare con il gastroenterologo gli accertamenti funzionali mirati.
Buongiorno, sicuramente ha fatto benissimo a rivolgersi ad un gastroenterologo che la aiuterà a valutare i migliori esami da svolgere. Dovrebbe valutare anche se ci sono stati dei cambi nel suo stile di vita: si muove meno, mangia molto meno, quanto esattamente beve, oltre a eventuali periodi di stress intenso, ansia o situazioni complesse a livello personale. Un consulto con un dietista, nutrizionista o dietologo potrebbe aiutare per fare una valutazione della sua alimentazione attuale.
Buonasera, se si tratta di un disturbo di natura funzionale per cui non è possibile trovare riscontro negli esami diagnostici, bisogna anche tener conto della sua condizione emotiva e psicologica. I disturbi funzionali, infatti, si basano su un'alterazione della comunicazione intestino-cervello, attraverso principalmente il nervo vago, su cui emozioni, stress, ansia e altre condizioni simili possono avere un'influenza significativa. Il consulto di un nutrizionista potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza su possibili cause attribuibili all'alimentazione e a capire quanto la dimensione emotiva e psicologica possa avere un peso. Inoltre, l'apporto di fibre deve essere valutato con attenzione perché non sempre un aumento si associa a un miglioramento della stipsi e non tutti i tipi di fibre sono indicati.
Buongiorno,
ha già avuto modo di rivolgersi a un nutrizionista per impostare un piano alimentare adeguato e personalizzato?

In situazioni come questa, il “fai da te” rischia di non essere sufficiente e, talvolta, può persino rallentare il raggiungimento degli obiettivi o creare squilibri nutrizionali. Un professionista può valutare in modo approfondito le sue esigenze specifiche, il suo stile di vita, eventuali condizioni cliniche e costruire un percorso mirato, sicuro ed efficace nel tempo.

Un supporto qualificato, inoltre, aiuta non solo a definire cosa mangiare, ma anche a comprendere meglio le proprie abitudini alimentari, migliorare il rapporto con il cibo e adottare strategie sostenibili nel lungo periodo.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento.
Buona giornata.
Dott.ssa Colciago
Buongiorno, bisognerebbe valutare la sua alimentazione, se ha subito dei cambiamenti negli ultimi mesi, quali anche solo il tipo di verdura. Ad esempio la famiglia dei cavoli comporta maggiore gonfiore, non sempre la fibra fa bene nei casi di stipsi. Oppure ha introdotto integratori o farmi che potrebbero averle alterato il microbiota? Ha subito cambiamenti importanti che le hanno causato stress? Spero di averle dato qualche idea per indagare le possibili cause. Rimango a disposizione, cordialmente.
salve Se hai già fatto analisi del sangue, ecografia, colonscopia e calprotectina tutte nella norma, e il gastroenterologo parla di problema funzionale, la causa più probabile è una stitichezza funzionale o una forma di IBS con stipsi (IBS-C).
potresti fare studio del transito intestinale+ valutazione del pavimento pelvico
saluti
dott.ssa antelmi antonella
Buongiorno, le cause possono essere molteplici. Può eseguire un test del microbiota intestinale così da seguire un'alimentazione mirata ed eventualmente una cura pre e pro-biotica specifica per la sua situazione.
Ha bisogno di una dieta specifica ricca di fibre, di acqua, ma anche della giusta quantità di grassi. Provi a contattare un nutrizionista per una dieta specifica.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
da quello che descrive, con analisi, ecografia, colonscopia e calprotectina nella norma, l’ipotesi di una stitichezza funzionale è assolutamente plausibile.

In questi casi, quando fibre, idratazione e prime misure non bastano, i successivi accertamenti più utili non sono di solito altri esami “generici”, ma esami funzionali mirati.

Il primo passo è in genere la manometria ano-rettale associata al test di espulsione del palloncino, perché servono a capire se c’è un disturbo della defecazione o del pavimento pelvico.

Se questi risultano normali, il passo successivo è lo studio del transito colico, che può essere eseguito con marker radiopachi ed è uno dei test di base per distinguere una stipsi da transito rallentato da altre forme.

In alcuni casi, se emerge il sospetto di un problema evacuativo, può essere utile anche una defecografia, soprattutto dopo manometria e balloon test.

Le segnalo inoltre che aumentare molto le fibre non sempre risolve: se il problema è un rallentamento del transito o una difficoltà evacuativa, può anche aumentare gonfiore senza migliorare davvero la frequenza.

Per questo, più che cercare ancora una causa “nascosta”, io approfondirei con il gastroenterologo proprio il versante motilità/pavimento pelvico, perché è lì che spesso si trova la risposta quando gli esami strutturali sono normali.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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