Salve un anno fa mi è stata diagnosticata una depressione maggiore per cui ho svolto una cura con se

24 risposte
Salve un anno fa mi è stata diagnosticata una depressione maggiore per cui ho svolto una cura con sertralina e rizen, per l'insonnia e l'ansia. Adesso va decisamente meglio ma ciò che persiste sono frequenti sbalzi d'umore che hanno picchi d'energia o di malessere. Questi sbalzi arrivano improvvisamente causandomi forte irritabilità e ipersensibilità agli eventi quotidiani e di famiglia. Cosa mi consigliate di fare?
Dott.ssa Laura Bova
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Gentile utente
per quanto riguarda la terapia farmacologica le consiglio di rivolgersi medico che la segue , ciò che però mi preme di sapere è se unitamente a quest'ultima ha intrapreso anche un percorso di psicoterapia, necessario per indagare il vissuto del suo malessere per poter avere cos' più controllo sul sintomo.
resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento anche online.
Distinti saluti
dott.ssa Laura Bova

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 Sara Genny Chinnici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Seregno
Gentile utente, rispetto alla terapia farmacologia è importante che lei consulti il suo psichiatra per valutare insieme se occorre apportare modifiche alla cura.
Accanto alla terapia farmacologia è fondamentale iniziare anche un percorso di psicoterapia che le consenta di prendersi cura della sua sofferenza. I sintomi nascono e si curano nella relazione.
Un caro saluto
Sara Genny Chinnici
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, ritengo utile esporre la questione al medico che ha prescritto i farmaci, figura professionale più competente in materia.
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere l'efficacia dell'intervento combinato ossia costituito da farmaco più psicoterapia dunque la invito, qualora non lo avesse fatto, a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Aisha Battelini
Psicologo, Psicologo clinico
Rovereto
Gentile utente,
grazie per aver condiviso con noi il periodo difficile che sta vivendo. Innanzitutto le consiglierei di parlare con il suo medico o con lo psichiatra che le ha prescritto i farmaci per comprendere e valutare insieme a lui se è opportuno ricalibrare il dosaggio. La letteratura e le ricerche fatte fin' ora suggeriscono che in casi di depressione ciò che più crea beneficio è un approccio combinato di farmaci e psicoterapia, in modo non solo da tenere sotto controllo quei sintomi che ci fanno annegare in un buco nero di disperazione o apatia, ma anche comprendere da dove queste sensazioni derivino, come far fronte al senso di impotenza o a quel contesto e quegli eventi di vita che dice sentire in modo ipersensibile. Se qualcosa ci crea malessere e irritabilità o rabbia, dobbiamo comprendere cos'è quel qualcosa per poterne assumere controllo e consapevolezza.
Con i miei migliori auguri,
Dott.ssa Aisha Battelini
Dott. Francesco Dal Rio
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
Buongiorno, quando si parla di depressione maggiore accade spesso che ci possano essere delle ricadute ed è bene fare attenzione ai possibili sintomi che possono preannunciarle. Per quanto riguarda la parte farmacologica è importante che ne parli con il suo psichiatra per capire cosa sia possibile fare da quel punto di vista. Parallelamente è possibile iniziare un percorso di supporto psicologico per comprendere le cause e dare un significato all'irritabilità ed all'ipersensibilità che sente, in modo tale che trovi anche delle modalità per gestirle. In linea con quanto già detto da altri colleghi solitamente è buona prassi associare entrambe le tipologie di terapie (farmacologica e psicologica). Un saluto.
Dott.ssa Roberta Evangelista
Psicologo, Psicologo clinico
Albignasego
Gentilissim* utente, ha fatto bene a farsi seguire farmacologicamente in un momento difficile. Quello che mi viene da consigliarle ora è trovare un buon terapeuta che le ispiri fiducia e sicurezza con il quale intraprendere un percorso psicologico. Io faccio sempre l'esempio del farmaco come delle "stampelle" che la sostengono per un periodo, mentre fa un lavoro sulla sua struttura che si deve irrobustire. Probabilmente gli scatti di irrequietezza hanno una radice antica, andando a snocciolare le varie dinamiche potrà leggere gli eventi del quotidiano con altre lenti. Le auguro il meglio, cari saluti, Dott.ssa Roberta Evangelista
Dott.ssa Eliana Nola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, grazie per aver qui condiviso...
Dal momento che la cura farmacologica ha avuto (almeno in parte) i suoi effetti, le consiglierei di poter valutare l'idea di un percorso psicoterapeutico, fondamentale per poter esplorare aree "irrisolte", con l'aiuto di un professionista.
Resto a disposizione, anche online
Cordialmente,
Dr. E. Nola
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, la prima cosa che mi sento di dirle e di riportare tali sintomi al suo medico di riferimento, che sicuramente potrà darle un parare rispetto alla terapia farmacologica in atto. Inoltre se non ha già avviato una psicoterapia potrebbe valutare di affiancare un percorso psicoterapeutico. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno.
Avendo lavorato per anni in contesti in cui i farmaci erano un ottimo strumento di intervento, convengo con lei circa i miglioramenti che ha notato. Ma sono anche convinto del fatto che i farmaci debbano essere uno degli strumenti: serve anche un luogo di parola. Le propongo colloqui online in cui approfondire.
Dott.ssa Monica Zenucchi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Gazzaniga
Gentile utente, come già indicato dai colleghi, provi a consultare il suo curante di riferimento o lo specialista che la sta seguendo per valutare un' eventuale modifica del piano terapeutico dal punto di vista farmacologico. A fronte della sintomatologia che riporta valuti anche l'opportunità di intraprendere, qualora non l'avesse già in atto, un percorso di psicoterapia per esplorare i vissuti che accompagnano il suo malessere e aiutarla a prendersi cura della sua sofferenza. Con i migliori auguri, dott.ssa Zenucchi Monica
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buonasera, mi sento di suggerirle di parlarne con il suo psichiatra e considerare l'idea di iniziare un percorso di supporto psicologico per poter riuscire a regolare le sue emozioni nei periodi di maggiore vulnerabilità mentale.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott.ssa Giulia Cosi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Tricase
È positivo che lei stia sperimentando un miglioramento generale, ma comprendo che gli sbalzi d'umore possano rappresentare ancora una sfida.
Le consiglio di riferire al suo medico i cambiamenti che sta osservando nei suoi sbalzi d'umore. Potrebbe essere necessario rivalutare la sua terapia o apportare aggiustamenti.
Può considerare l'opzione di un supporto psicologico continuativo, come la terapia cognitivo-comportamentale per affrontare in modo più approfondito gli aspetti emotivi.
Ogni persona risponde in modo unico alla terapia, e può richiedere un po' di tempo per trovare l'approccio più efficace per lei.
Parli apertamente con il suo medico e consideri la possibilità di coinvolgere un professionista della salute mentale per una valutazione più approfondita.
Un saluto
Dott.ssa Giulia Cosi
Dott. Luca Frumento
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Caro utente vi sono numerosi studi che approfondiscono, non solo l'efficacia (risoluzione dei sintomi), ma pure la durata degli effetti positivi di una cura. In particolare si confrontano gli effetti a medio-lungo termine del'intervento prettamente farmacologico, di quello esclusivamente psicoterapico e di quello integrato. Per quanto riguarda la depressione maggiore è fortemente consigliato l'approccio integrato e, nello specifico, con la modalità: solo farmaco -> entrambi -> solo psicoterapia -> follow up dal terapeuta.
Pertanto non solo non è tardi per intraprendere un percorso di psicoterapia ma, forse, potrebbe essere anche il momento migliore. Consiglio di discutere di questa opzione con lo psichiatra che le ha fatto la prescrizione.
Sono a disposizione per chiarimenti.
Buona giornata
Dott. Luca Frumento
Dott. Giovanni Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,

le suggerisco di parlare prima di tutto con il medico che le ha prescritto i farmaci per valutare la situazione. Inoltre le propongo di considerare una psicoterpia in affiancamento alla terapia farmacologica.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Chiara Carraro
Psicologo clinico, Psicologo
Trento
Buonasera, le consiglierei di parlarne con il suo psichiatra e pensare anche alla possibilità di affiancare alla cura farmacologica un percorso terapeutico, così che possa avere più strumenti per affrontare questi squilibri emotivi.
Un saluto, dott. Ssa Chiara Carraro
Dott.ssa Federica Moro
Psicoterapeuta, Psicologo
Ravenna
Gentile utente, le consiglio di affiancare alla terapia farmacologica una psicoterapia per indagare da dove deriva il suo malessere. Potrebbe sicuramente stare ancora meglio di come sta ora.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Moro Federica
Dott.ssa Federica Monte
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Cologno Monzese
Gentile utente, le consiglierei di valutare l'idea di un percorso psicoterapeutico per meglio esplorare le tematiche da lei esposte.
Dott.ssa Federica Monte
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Dott.ssa Anna Russo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Caro utente, capisco il suo stato d'animo e la preoccupazione ma la terapia farmacologica deve essere prescritta da uno psichiatra, con continui controlli e nel frattempo essere seguiti in un percorso di psicoterapia individuale, lei è seguito? Le consiglierei di contattare il medico che le ha prescritto i farmaci e se non sono comunque psichiatra o psicoterapeuta di provare a mettersi comunque in contatto con una delle due figure professionali di riferimento per poter intervenire meglio e al più presto e non vivere più scompensi.
Cordialmente, Dott.ssa Anna Russo
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
È positivo che la cura con sertralina e rizen abbia migliorato la tua situazione generale. Tuttavia, i frequenti sbalzi d'umore che descrivi potrebbero richiedere un'ulteriore valutazione e supporto. Ti consiglio di consultare uno psicologo o uno psichiatra, per una valutazione più approfondita delle tue condizioni e per discutere di possibili opzioni di trattamento aggiuntive o di regolazione della terapia attuale.

Rimango a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti.

Dott.ssa Francesca Gottofredi
Dott.ssa Simona Giulivi
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Salve, è una buona notizia che la sua situazione sia migliorata grazie alla cura che ha seguito. Capisco che gli sbalzi d'umore che descrive possano essere un disagio persistente, e che la forte irritabilità e ipersensibilità agli eventi quotidiani, soprattutto in famiglia, possano rendere difficile la gestione della situazione. La prima osservazione è che a volte i farmaci possono avere effetti collaterali quindi le consiglio vivamente di consultare il suo psichiatra e di riferirgli di questi sbalzi di umore e delle altre alterazioni che vive. Potrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio o anche una valutazione del farmaco per vedere se ci sono alternative che ti aiutino a mantenere più stabile l'umore senza effetti collaterali indesiderati. La seconda osservazione è relativa alla possibilità di intraprendere un percorso terapeutico perché i farmaci non sono sempre sufficienti a risolvere le problematiche depressive. Un percorso psicoterapeutico potrebbe essere utile per imparare a gestire meglio le emozioni e soprattutto ad approfondire le cause e la storia di vita per riuscire a risolvere magari delle conflittualità interne irrisolte che l’hanno portata a stare in questo stato depressivo. Dott.ssa Simona Giulivi
Dott.ssa Mara Catena
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, i disturbi dell'umore, in cui rientra anche la depressione maggiore, tendono ad avere una ciclicità; ciò causa sicuramente instabilità e difficoltà nella gestione degli eventi quotidiani. La terapia farmacologica è importante, sopratutto se modulata e modificata in base alle situazioni di vita, per evitare sia effetti di assuefazione che effetti paradosso.
La modalità più funzionale di gestione di un disturbo dell'umore è la combinazione di psicoterapia e farmacoterapia, la quale ha evidenze scientifiche di supporto.
La invito a prendere in considerazione la possibilità di un percorso integrato al fine di poter gestire sia irritabilità che ipersensibilità.
Dott.ssa Shana Baratto
Psicologo, Psicologo clinico
Levico Terme
Buongiorno,
grazie per la sua condivisione.
Potrebbe essere utile ricontattare il professionista che lo ha incarico o che le ha prescritto la terapia per una rivalutazione circa la situazione attuale (alla luce anche dei miglioramenti che ha registrato); parallelamente, se non lo ha già fatto, potrebbe essere utile iniziare un percorso psicoterapeutico.
Cordialmente,
dott.ssa Shana Baratto
Dott. Filippo Arnoldi
Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno,
le consiglierei di fare un percorso psicologico o psicoterapeutico. L'assunzione di medicinali la può aiutare a livello biologico, ma uno psicologo l'aiuta ad elaborare i pensieri, le emozioni. E' un piano di lavoro diverso.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, da ciò che descrive si percepisce quanto questo momento sia delicato e faticoso, soprattutto perché arriva dopo un periodo in cui ha già affrontato qualcosa di molto impegnativo. Quando una persona attraversa una fase depressiva importante e poi inizia a stare meglio, spesso si aspetta una stabilità immediata e definitiva. In realtà il miglioramento non è sempre lineare e gli sbalzi d’umore che racconta, con improvvisi picchi di energia o di malessere, possono essere parte di una fase di assestamento emotivo. È comprensibile che questi cambiamenti improvvisi la disorientino e la facciano sentire vulnerabile. L’irritabilità e l’ipersensibilità verso gli eventi quotidiani e familiari non indicano che stia tornando indietro o che ci sia qualcosa che non va in lei, ma piuttosto che il suo equilibrio emotivo è ancora sensibile e reattivo. Dopo un periodo di sofferenza profonda, le emozioni possono presentarsi in modo più intenso e meno prevedibile, come se il sistema emotivo fosse ancora in fase di regolazione. Un aspetto importante è osservare con gentilezza ciò che accade dentro di lei quando questi sbalzi arrivano. Spesso non sono davvero improvvisi come sembrano, ma preceduti da stanchezza, stress accumulato, aspettative elevate verso se stessa o difficoltà a dire di no. Imparare a riconoscere i segnali iniziali può aiutarla a non sentirsi travolta e a dare un significato a ciò che prova, invece di viverlo come qualcosa di incontrollabile. Può essere utile anche riflettere su come reagisce a questi stati d’animo. Quando arriva l’irritabilità, tende a colpevolizzarsi o a reprimere ciò che sente? Quando arriva un picco di energia, si sente in dovere di fare tutto subito? Entrambe queste reazioni, pur comprensibili, possono amplificare le oscillazioni. L’obiettivo non è eliminare le emozioni, ma imparare a stare con esse in modo più equilibrato, senza giudicarsi e senza pretendere di funzionare sempre allo stesso modo. Se ne ha la possibilità, proseguire o riprendere un percorso psicologico può aiutarla proprio in questo: comprendere il senso di questi sbalzi, lavorare sulla gestione delle emozioni intense e costruire una maggiore stabilità interna. Non perché ci sia qualcosa di rotto, ma perché sta attraversando una fase di ricostruzione che merita attenzione e cura. Anche il confronto con chi le sta vicino, spiegando che in questo periodo si sente più sensibile, può ridurre tensioni e incomprensioni familiari. Cerchi infine di non misurare il suo benessere solo in base all’assenza di sintomi. Il fatto che oggi stia decisamente meglio rispetto al passato è un dato importante. La strada verso un equilibrio più stabile passa anche attraverso momenti di oscillazione, che non sono un fallimento ma una parte del processo. Con il tempo, la consapevolezza e il giusto supporto, questi sbalzi tendono a diventare meno intensi e meno spaventosi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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