Salve, sono una donna di 35 anni con una lunga storia di relazioni sentimentali non andate a buon fi
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Salve, sono una donna di 35 anni con una lunga storia di relazioni sentimentali non andate a buon fine nonostante gli sforzi, la terapia individuale e di coppia. Faccio terapia da tempo e cerco di capire quale e'stato il mio ruolo in ogni passata relazione. Ci sono delle cose tuttavia a cui non ho ancora trovato risposta e che mi intrappolano nel passato.
1. Fino a che punto e' lecito giustificare il mentire e contraddirsi di una persona adulta (30+ anni) con l'ingenuita', inconsapevolezza e 'immaturita' emotiva? L'ingenuita' non appartiene solo ai bambini che non hanno fatto esperienza del mondo e di tutti i sentimenti umani possibili? Se una persona adulta agisce di nascosto non e' forse la prova che e' consapevole che quello che sta facendo puo' nuocere o avere conseguenze indesiderate? Una persona adulta puo' veramente sorprendersi di emozioni e sentimenti che hanno abitato nel suo cuore per lungo tempo solo quando vengono allo scoperto? E' veramente possibile nutrire sentimenti opposti (profondo amore e al contempo rabbia e disprezzo) verso una stessa persona? Il fatto che siano opposti non implica che si annullano vicedevolmente e necessariamente solo uno dei due e' reale?
2. Nella mia esperienza personale, ogni volta che ho dovuto affrontare la fine di una relazione duratura nel tempo, mi sono sentita dire dal terapeuta/i che mi fissavo troppo sul perche' delle cose, che il perche' delle cose successe non e' cosi importante. Che non c'e' giusto o sbagliato, non c'e' chi ha ragione e chi ha torto. Esiste solo "cosa e'/non e' giusto per me/per l'altro". Se cosi e', allora cosa ce ne facciamo dei fatti accaduti? Veramente non contano nulla? Veramente non e' rilevante chi ha responsabilita' di cosa? o comprendere cosa ha dettato le azioni fatte, le parole dette? Come si puo' chiedere a qualcuno di accettare la realta' ed andare avanti senza aver veramente capito cosa e' accaduto?
2. Non essere d'accordo sulle scelte ordinarie della vita quotidiana (come cucinare delle pietanze, come fare la spesa, gestire la casa, il tempo libero) vuol dire automaticamente litigare? O e' semplicemente evidenza del fatto che si hanno modi differenti di gestire le cose? E' ingenuo pensare che si possa dare espressione ai modi di entrambi ove possibile e dove non lo e' trovare un compromesso tra le 2 preferenze? E' questo qualcosa di insostenibile nella pratica di una relazione duratura? cosa vuol dire veramente andare d'accordo quando due persone sono molto differenti e poco accondiscendenti? Grazie a chi mi darà un parere.
1. Fino a che punto e' lecito giustificare il mentire e contraddirsi di una persona adulta (30+ anni) con l'ingenuita', inconsapevolezza e 'immaturita' emotiva? L'ingenuita' non appartiene solo ai bambini che non hanno fatto esperienza del mondo e di tutti i sentimenti umani possibili? Se una persona adulta agisce di nascosto non e' forse la prova che e' consapevole che quello che sta facendo puo' nuocere o avere conseguenze indesiderate? Una persona adulta puo' veramente sorprendersi di emozioni e sentimenti che hanno abitato nel suo cuore per lungo tempo solo quando vengono allo scoperto? E' veramente possibile nutrire sentimenti opposti (profondo amore e al contempo rabbia e disprezzo) verso una stessa persona? Il fatto che siano opposti non implica che si annullano vicedevolmente e necessariamente solo uno dei due e' reale?
2. Nella mia esperienza personale, ogni volta che ho dovuto affrontare la fine di una relazione duratura nel tempo, mi sono sentita dire dal terapeuta/i che mi fissavo troppo sul perche' delle cose, che il perche' delle cose successe non e' cosi importante. Che non c'e' giusto o sbagliato, non c'e' chi ha ragione e chi ha torto. Esiste solo "cosa e'/non e' giusto per me/per l'altro". Se cosi e', allora cosa ce ne facciamo dei fatti accaduti? Veramente non contano nulla? Veramente non e' rilevante chi ha responsabilita' di cosa? o comprendere cosa ha dettato le azioni fatte, le parole dette? Come si puo' chiedere a qualcuno di accettare la realta' ed andare avanti senza aver veramente capito cosa e' accaduto?
2. Non essere d'accordo sulle scelte ordinarie della vita quotidiana (come cucinare delle pietanze, come fare la spesa, gestire la casa, il tempo libero) vuol dire automaticamente litigare? O e' semplicemente evidenza del fatto che si hanno modi differenti di gestire le cose? E' ingenuo pensare che si possa dare espressione ai modi di entrambi ove possibile e dove non lo e' trovare un compromesso tra le 2 preferenze? E' questo qualcosa di insostenibile nella pratica di una relazione duratura? cosa vuol dire veramente andare d'accordo quando due persone sono molto differenti e poco accondiscendenti? Grazie a chi mi darà un parere.
Gentile utente,
dalle sue riflessioni emerge quanto abbia cercato di comprendere a fondo ciò che è accaduto nelle sue relazioni. Comprendere, però, non significa giustificare. Una persona adulta può essere poco consapevole di alcuni aspetti di sé e provare emozioni contrastanti, ma questo non elimina la responsabilità delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
Anche i fatti contano. Tuttavia, non sempre è possibile ricostruire un "perché" definitivo o condiviso. A volte, per andare avanti, è più utile comprendere ciò che quella relazione ha prodotto in entrambi che trovare una spiegazione perfetta.
Infine, essere diversi nella gestione della vita quotidiana non significa essere incompatibili. Le differenze possono diventare una risorsa quando entrambe le persone sono disponibili ad ascoltarsi, negoziare e trovare un equilibrio, senza vivere ogni divergenza come uno scontro.
Un caro saluto.
dalle sue riflessioni emerge quanto abbia cercato di comprendere a fondo ciò che è accaduto nelle sue relazioni. Comprendere, però, non significa giustificare. Una persona adulta può essere poco consapevole di alcuni aspetti di sé e provare emozioni contrastanti, ma questo non elimina la responsabilità delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
Anche i fatti contano. Tuttavia, non sempre è possibile ricostruire un "perché" definitivo o condiviso. A volte, per andare avanti, è più utile comprendere ciò che quella relazione ha prodotto in entrambi che trovare una spiegazione perfetta.
Infine, essere diversi nella gestione della vita quotidiana non significa essere incompatibili. Le differenze possono diventare una risorsa quando entrambe le persone sono disponibili ad ascoltarsi, negoziare e trovare un equilibrio, senza vivere ogni divergenza come uno scontro.
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Buongiorno, comprendo profondamente il senso di frustrazione e il bisogno di chiarezza che emergono dalle sue parole ed è del tutto legittimo cercare risposte quando ci si sente intrappolati nel passato.
Agire di nascosto mostra la consapevolezza che l'azione avrà conseguenze negative e negli adulti non è quasi mai ingenuità ma spesso un meccanismo di difesa per evitare il conflitto, la vergogna o la perdita di privilegi.Immaturità emotiva.
L'adulto immaturo emotivamente possiede gli strumenti cognitivi per capire il danno, ma manca dell'empatia o del coraggio necessari per assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Molti adulti negano a se stessi i propri sentimenti finché questi non emergono pubblicamente. Questa non è reale sorpresa, ma il crollo di un sistema di rimozione o di autoinganno che non regge più alla prova della realtà.
Sentimenti opposti come amore e disprezzo possono coesistere intensamente senza annullarsi. Non significa che uno sia falso, ma che la psiche umana è complessa e può provare affetto per la persona e simultaneamente rifiuto per le sue azioni.
I fatti contano e le responsabilità individuali esistono. Comprendere la dinamica degli eventi è fondamentale per elaborare un vissuto e non sentirsi colpevoli di tutto.
I colleghi che l'hanno seguita probabilmente non intendevano sminuire la storia, ma l'hanno messa in guardia dal rischio di "rimuginio". Cercare ossessivamente le motivazioni profonde dell'altro può diventare una trappola, specialmente se l'altro non è in grado di fornire risposte oneste.
Chiedere di andare avanti non significa dimenticare i fatti ma accettare che non sempre riceveremo le risposte che meritiamo. La domanda cruciale per la sua rinascita non è tanto "perché l'altro ha agito così", ma "cosa scelgo di fare io con questa realtà".
Agire di nascosto mostra la consapevolezza che l'azione avrà conseguenze negative e negli adulti non è quasi mai ingenuità ma spesso un meccanismo di difesa per evitare il conflitto, la vergogna o la perdita di privilegi.Immaturità emotiva.
L'adulto immaturo emotivamente possiede gli strumenti cognitivi per capire il danno, ma manca dell'empatia o del coraggio necessari per assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Molti adulti negano a se stessi i propri sentimenti finché questi non emergono pubblicamente. Questa non è reale sorpresa, ma il crollo di un sistema di rimozione o di autoinganno che non regge più alla prova della realtà.
Sentimenti opposti come amore e disprezzo possono coesistere intensamente senza annullarsi. Non significa che uno sia falso, ma che la psiche umana è complessa e può provare affetto per la persona e simultaneamente rifiuto per le sue azioni.
I fatti contano e le responsabilità individuali esistono. Comprendere la dinamica degli eventi è fondamentale per elaborare un vissuto e non sentirsi colpevoli di tutto.
I colleghi che l'hanno seguita probabilmente non intendevano sminuire la storia, ma l'hanno messa in guardia dal rischio di "rimuginio". Cercare ossessivamente le motivazioni profonde dell'altro può diventare una trappola, specialmente se l'altro non è in grado di fornire risposte oneste.
Chiedere di andare avanti non significa dimenticare i fatti ma accettare che non sempre riceveremo le risposte che meritiamo. La domanda cruciale per la sua rinascita non è tanto "perché l'altro ha agito così", ma "cosa scelgo di fare io con questa realtà".
Gentile utente, mi soffermo su un aspetto molto importante delle relazioni umane. Si può odiare una persona che amiamo proprio perché la amiamo o l’abbiamo amata. Anzi, tanto più abbiamo amato e desiderato degli aspetti che questa persona ci mostrava, tanto più ci arrabbiamo,quando quegli aspetti non sono più presenti, fosse anche per un momento, un giorno, un mese. Per questo le due cose non si escludono. Per quanto riguarda l’accettare le situazioni, concordo con i professionisti che la seguono, perché troppo spesso, vedendo delle situazioni, con la scusa di capirle, facciamo delle inferenze sbagliate. Spesso pensiamo che se una persona fa questo allora vuol dire quello. Spesso è solo una nostra conclusione sbagliata, soprattutto se crediamo che quel che gli altri fanno sia rivolto alla nostra persona. Esempio, Mario è passato e non mi ha salutato= sicuramente gli sono antipatica. Invece, Mario ha dimenticato le lenti a contatto e non mi ha vista. Questo è un modo disfunzionale di dare spiegazioni mettendosi al centro.
Andare d’accordo forse significa accettare i comportamenti dell’altro, senza dargli significati specifici,
sebbene non sempre si possano accettare le situazioni e i comportamenti e questo non perché siano belli o brutti , giusti o scorretti in assoluto, ma per come ci fanno sentire.
Spero di esserle stata d’aiuto.
Un saluto
Dottoressa Lorena Menoncello
Andare d’accordo forse significa accettare i comportamenti dell’altro, senza dargli significati specifici,
sebbene non sempre si possano accettare le situazioni e i comportamenti e questo non perché siano belli o brutti , giusti o scorretti in assoluto, ma per come ci fanno sentire.
Spero di esserle stata d’aiuto.
Un saluto
Dottoressa Lorena Menoncello
Salve,
Le riflessioni che condivide sono comprensibili e mostrano un importante lavoro di ricerca di senso rispetto alle esperienze relazionali vissute. Interrogarsi sulle motivazioni proprie e dell'altro può essere utile per elaborare quanto accaduto, pur nella consapevolezza che non sempre è possibile ricostruire con certezza tutte le ragioni che hanno guidato i comportamenti dell'altro. . Le differenze tra i partner, infine, sono una componente naturale di ogni relazione: ciò che incide sul benessere della coppia non è tanto la loro presenza, quanto la capacità di affrontarle attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e una sufficiente disponibilità a trovare un equilibrio condiviso. Il percorso terapeutico può offrire uno spazio in cui dare significato a queste esperienze, favorendo una comprensione della propria storia che aiuti a guardare avanti con maggiore chiarezza e consapevolezza.
Le riflessioni che condivide sono comprensibili e mostrano un importante lavoro di ricerca di senso rispetto alle esperienze relazionali vissute. Interrogarsi sulle motivazioni proprie e dell'altro può essere utile per elaborare quanto accaduto, pur nella consapevolezza che non sempre è possibile ricostruire con certezza tutte le ragioni che hanno guidato i comportamenti dell'altro. . Le differenze tra i partner, infine, sono una componente naturale di ogni relazione: ciò che incide sul benessere della coppia non è tanto la loro presenza, quanto la capacità di affrontarle attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e una sufficiente disponibilità a trovare un equilibrio condiviso. Il percorso terapeutico può offrire uno spazio in cui dare significato a queste esperienze, favorendo una comprensione della propria storia che aiuti a guardare avanti con maggiore chiarezza e consapevolezza.
Buonasera,
nelle tue domande sento un grande desiderio di comprendere davvero ciò che è accaduto, non solo per dare un significato al passato, ma anche per riuscire a fidarti nuovamente delle tue esperienze e delle tue percezioni. È un bisogno profondamente umano.
Le persone possono provare emozioni anche molto contrastanti verso chi amano, così come possono agire in modo incoerente o immaturo. Questo, però, non significa che ogni comportamento sia giustificabile o privo di responsabilità. Comprendere le motivazioni di qualcuno è diverso dal doverle assolvere.
Allo stesso tempo, credo che ricercare il "perché" abbia un valore, purché non diventi una ricerca senza fine che ci tiene ancorati al passato. A volte non è possibile arrivare a una spiegazione completa o condivisa, ma è possibile costruire una comprensione sufficiente per ritrovare serenità e orientarsi verso il futuro.
Infine, avere idee diverse nella quotidianità non significa necessariamente litigare. In una relazione sana, la differenza può diventare uno spazio di confronto, negoziazione e crescita reciproca, purché ci siano rispetto, ascolto e disponibilità a cercare un equilibrio.
Ti auguro di poter continuare questo percorso di comprensione senza perdere di vista anche ciò che oggi può farti stare bene e permetterti di costruire relazioni più soddisfacenti.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
nelle tue domande sento un grande desiderio di comprendere davvero ciò che è accaduto, non solo per dare un significato al passato, ma anche per riuscire a fidarti nuovamente delle tue esperienze e delle tue percezioni. È un bisogno profondamente umano.
Le persone possono provare emozioni anche molto contrastanti verso chi amano, così come possono agire in modo incoerente o immaturo. Questo, però, non significa che ogni comportamento sia giustificabile o privo di responsabilità. Comprendere le motivazioni di qualcuno è diverso dal doverle assolvere.
Allo stesso tempo, credo che ricercare il "perché" abbia un valore, purché non diventi una ricerca senza fine che ci tiene ancorati al passato. A volte non è possibile arrivare a una spiegazione completa o condivisa, ma è possibile costruire una comprensione sufficiente per ritrovare serenità e orientarsi verso il futuro.
Infine, avere idee diverse nella quotidianità non significa necessariamente litigare. In una relazione sana, la differenza può diventare uno spazio di confronto, negoziazione e crescita reciproca, purché ci siano rispetto, ascolto e disponibilità a cercare un equilibrio.
Ti auguro di poter continuare questo percorso di comprensione senza perdere di vista anche ciò che oggi può farti stare bene e permetterti di costruire relazioni più soddisfacenti.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buon pomeriggio, lei pone tantissime domande e non so se riuscirò a rispondere a tutte. Innanzitutto le dico che è possibilissimo amare e odiare una persona nello stesso momento, le ambivalenze fanno parte della vita, l'importante è saperle accettare e metabolizzare. L'ingenuità non apparriene solo ai bambbini, anche gli adulti possono essere molto ingenui e sorprendersi al comparire di emozioni che non pensavano di poter provare o che avevano represso a lungo. Capire il perché di ciò che è successo può essere molto importante, ma se i terapeuti le dicevano questa cosa, è probabile che lei sbagliasse il focus sul perché. L'importante è capire noi stessi e i modelli di relazione che ci portiamo dentro, il perché dell'altro lo potremmo solo ipotizzare, ma mai sapere con certezza. Io non so bene su cosa si focalizzassero i suoi perché, ma probabilmente i colleghi che le dicevano questa cosa avranno avuto i loro motivi, è difficile capire una cosa decontestualizzandola. Inoltre certo che è possibile costruire una convivenza solida anche in presenza di opinioni diverese, quello che conta è l'accordo sui valori di base e sul rispetto reciproco. Spero di esserle stata di aiuto. Buon fine settimana.
Gentile utente di mio dottore,
i temi e i dubbi qui riportati sono tantissimi e meriterebbero di esser esplorati e snocciolati singolarmente all'interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornire. Lei ha già intrapreso un percorso psicologico, per tanto la invito ad affrontare le questioni qui riportate con il/la suo/a terapista. Possono emergere importanti spunti di riflessione su cui soffermarsi e da cui ripartire.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
i temi e i dubbi qui riportati sono tantissimi e meriterebbero di esser esplorati e snocciolati singolarmente all'interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornire. Lei ha già intrapreso un percorso psicologico, per tanto la invito ad affrontare le questioni qui riportate con il/la suo/a terapista. Possono emergere importanti spunti di riflessione su cui soffermarsi e da cui ripartire.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, dalle sue parole emerge una persona che sta facendo un lavoro profondo su di sé e che non si accontenta di spiegazioni semplicistiche. Le sue domande non riguardano solo la fine delle relazioni, ma il bisogno di dare un senso a ciò che è accaduto.
Credo che cercare il "perché" non sia necessariamente un errore. A volte comprendere aiuta a elaborare. Tuttavia, c'è un punto in cui il bisogno di una risposta definitiva rischia di trasformarsi in una ricerca senza fine, perché non sempre l'altro è in grado di spiegare davvero le proprie azioni, o di farlo in modo coerente. Una persona può provare emozioni apparentemente opposte verso la stessa persona: amore, rabbia, delusione e affetto possono coesistere senza annullarsi a vicenda.
Anche il disaccordo nella vita quotidiana non coincide automaticamente con il conflitto. Due persone possono avere modi diversi di vivere la casa, il tempo o le abitudini e riuscire comunque a costruire una relazione soddisfacente, se esistono ascolto reciproco, flessibilità e capacità di negoziare.
Mi colpisce però un aspetto: lei racconta di aver già svolto un percorso individuale e di coppia, ma sente ancora che alcune domande restano aperte. Forse, più che trovare una risposta "giusta", potrebbe essere utile esplorare **come queste domande continuino ad abitare le sue relazioni e il suo modo di stare con l'altro**.
In questo senso, potrebbe trovare interessante anche un percorso di **psicodramma classico moreniano**. Nel lavoro di gruppo, attraverso il gioco di ruolo, non ci si limita a parlare delle relazioni, ma le si può osservare e vivere da prospettive nuove. A volte non è una risposta in più a farci andare avanti, ma un'esperienza diversa di noi stessi e dell'altro.
Salvatore De Luca
Credo che cercare il "perché" non sia necessariamente un errore. A volte comprendere aiuta a elaborare. Tuttavia, c'è un punto in cui il bisogno di una risposta definitiva rischia di trasformarsi in una ricerca senza fine, perché non sempre l'altro è in grado di spiegare davvero le proprie azioni, o di farlo in modo coerente. Una persona può provare emozioni apparentemente opposte verso la stessa persona: amore, rabbia, delusione e affetto possono coesistere senza annullarsi a vicenda.
Anche il disaccordo nella vita quotidiana non coincide automaticamente con il conflitto. Due persone possono avere modi diversi di vivere la casa, il tempo o le abitudini e riuscire comunque a costruire una relazione soddisfacente, se esistono ascolto reciproco, flessibilità e capacità di negoziare.
Mi colpisce però un aspetto: lei racconta di aver già svolto un percorso individuale e di coppia, ma sente ancora che alcune domande restano aperte. Forse, più che trovare una risposta "giusta", potrebbe essere utile esplorare **come queste domande continuino ad abitare le sue relazioni e il suo modo di stare con l'altro**.
In questo senso, potrebbe trovare interessante anche un percorso di **psicodramma classico moreniano**. Nel lavoro di gruppo, attraverso il gioco di ruolo, non ci si limita a parlare delle relazioni, ma le si può osservare e vivere da prospettive nuove. A volte non è una risposta in più a farci andare avanti, ma un'esperienza diversa di noi stessi e dell'altro.
Salvatore De Luca
Gent.ssima
Le sue domande sono certamente legittime e mostrano un importante lavoro di riflessione.
Colpisce, tuttavia, come sembrino convergere verso la ricerca di una risposta definitiva sul comportamento dell'altro, mentre potrebbe essere clinicamente più fecondo interrogarsi su cosa renda per lei così necessario continuare a cercare quelle risposte. Più che trovare una spiegazione conclusiva, il percorso terapeutico le può offrire uno spazio prezioso per comprendere questa modalità di funzionamento e trasformarla, favorendo un rapporto più libero con ciò che, forse, non potrà mai essere pienamente spiegato.
I miei migliori Auguri per il percorso,
Dr.ssa Roberta Ristagno
Le sue domande sono certamente legittime e mostrano un importante lavoro di riflessione.
Colpisce, tuttavia, come sembrino convergere verso la ricerca di una risposta definitiva sul comportamento dell'altro, mentre potrebbe essere clinicamente più fecondo interrogarsi su cosa renda per lei così necessario continuare a cercare quelle risposte. Più che trovare una spiegazione conclusiva, il percorso terapeutico le può offrire uno spazio prezioso per comprendere questa modalità di funzionamento e trasformarla, favorendo un rapporto più libero con ciò che, forse, non potrà mai essere pienamente spiegato.
I miei migliori Auguri per il percorso,
Dr.ssa Roberta Ristagno
Gentile utente,
le sue domande sono profonde e toccano temi complessi. Colpisce il fatto che, nonostante il dolore, continui a interrogarsi con il desiderio di comprendere e non solo di trovare un colpevole. È una risorsa preziosa, ma talvolta la ricerca di una spiegazione completa rischia di trasformarsi in una prigione.
L'immaturità emotiva può certamente persistere anche nell'età adulta. Essere adulti non significa necessariamente avere piena consapevolezza del proprio mondo interno. Esistono persone che evitano a lungo emozioni, conflitti e bisogni, fino a riconoscerli solo quando diventano impossibili da ignorare. Questo, però, non le esonera dalla responsabilità delle proprie azioni. Si può essere inconsapevoli di alcune dinamiche, ma resta importante assumersi le conseguenze di ciò che si è fatto.
Allo stesso modo, emozioni apparentemente opposte possono convivere. Amore, rabbia, delusione e persino disprezzo non si escludono necessariamente: nelle relazioni significative è frequente provare sentimenti ambivalenti. L'essere umano raramente è "o questo o quello"; spesso è entrambe le cose, nello stesso momento.
Per quanto riguarda il bisogno di capire "perché", è comprensibile. Dare un senso a ciò che è accaduto è parte dell'elaborazione di una perdita. Tuttavia, esiste una differenza tra una comprensione sufficiente e la ricerca di una spiegazione definitiva. Quest'ultima, soprattutto nelle relazioni, spesso non arriva mai. I fatti contano, le responsabilità contano, ma non sempre possono rispondere a tutte le domande che la mente continua a porre. A volte è proprio l'accettazione di questa inevitabile quota di incertezza che permette di andare avanti.
Infine, essere diversi nella quotidianità non significa essere incompatibili. Una relazione sana non è assenza di differenze, ma capacità di dialogare, negoziare e costruire uno spazio in cui entrambi possano sentirsi riconosciuti. Andare d'accordo non vuol dire pensare allo stesso modo, bensì riuscire a rispettarsi anche quando si guarda il mondo con occhi diversi.
Dal momento che riferisce di essere già in terapia, credo che questo sia proprio il luogo in cui continuare a esplorare questi interrogativi. Più che trovare una risposta "giusta", l'obiettivo potrebbe diventare comprendere come mai alcune domande continuino ad avere così tanto potere su di lei. A volte il dolore non resta aperto perché manca una risposta, ma perché facciamo fatica ad accettare che alcune risposte saranno inevitabilmente incomplete.
Le auguro di poter trasformare questa ricerca, così intensa e autentica, in uno spazio di maggiore libertà interiore.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
le sue domande sono profonde e toccano temi complessi. Colpisce il fatto che, nonostante il dolore, continui a interrogarsi con il desiderio di comprendere e non solo di trovare un colpevole. È una risorsa preziosa, ma talvolta la ricerca di una spiegazione completa rischia di trasformarsi in una prigione.
L'immaturità emotiva può certamente persistere anche nell'età adulta. Essere adulti non significa necessariamente avere piena consapevolezza del proprio mondo interno. Esistono persone che evitano a lungo emozioni, conflitti e bisogni, fino a riconoscerli solo quando diventano impossibili da ignorare. Questo, però, non le esonera dalla responsabilità delle proprie azioni. Si può essere inconsapevoli di alcune dinamiche, ma resta importante assumersi le conseguenze di ciò che si è fatto.
Allo stesso modo, emozioni apparentemente opposte possono convivere. Amore, rabbia, delusione e persino disprezzo non si escludono necessariamente: nelle relazioni significative è frequente provare sentimenti ambivalenti. L'essere umano raramente è "o questo o quello"; spesso è entrambe le cose, nello stesso momento.
Per quanto riguarda il bisogno di capire "perché", è comprensibile. Dare un senso a ciò che è accaduto è parte dell'elaborazione di una perdita. Tuttavia, esiste una differenza tra una comprensione sufficiente e la ricerca di una spiegazione definitiva. Quest'ultima, soprattutto nelle relazioni, spesso non arriva mai. I fatti contano, le responsabilità contano, ma non sempre possono rispondere a tutte le domande che la mente continua a porre. A volte è proprio l'accettazione di questa inevitabile quota di incertezza che permette di andare avanti.
Infine, essere diversi nella quotidianità non significa essere incompatibili. Una relazione sana non è assenza di differenze, ma capacità di dialogare, negoziare e costruire uno spazio in cui entrambi possano sentirsi riconosciuti. Andare d'accordo non vuol dire pensare allo stesso modo, bensì riuscire a rispettarsi anche quando si guarda il mondo con occhi diversi.
Dal momento che riferisce di essere già in terapia, credo che questo sia proprio il luogo in cui continuare a esplorare questi interrogativi. Più che trovare una risposta "giusta", l'obiettivo potrebbe diventare comprendere come mai alcune domande continuino ad avere così tanto potere su di lei. A volte il dolore non resta aperto perché manca una risposta, ma perché facciamo fatica ad accettare che alcune risposte saranno inevitabilmente incomplete.
Le auguro di poter trasformare questa ricerca, così intensa e autentica, in uno spazio di maggiore libertà interiore.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Le domande che pone, così articolate e stratificate, raccontano quanto Lei stia cercando a fondo una comprensione completa di quello che ha vissuto, e questo bisogno di capire è qualcosa che posso comprendere bene.
Il bisogno di capire il "perché" delle cose, di ricostruire la logica di quello che è accaduto, è un passaggio che molte persone attraversano dopo la fine di relazioni significative. Non è un fissarsi inutile: è spesso un tentativo della mente di dare un senso a esperienze che altrimenti resterebbero caotiche e difficili da metabolizzare.
Allo stesso tempo, è vero che a un certo punto del percorso il focus può spostarsi dal "perché è successo" al "cosa significa per me adesso", non perché i fatti non contino, ma perché restare ancorati solo alla ricostruzione del passato a volte rischia di rimandare il momento in cui ci si concede di andare avanti. Trovare un equilibrio tra queste due esigenze, capire e allo stesso tempo lasciar andare, è un lavoro complesso, che richiede tempo e che si costruisce gradualmente, spesso proprio nello spazio di un percorso terapeutico.
Il bisogno di capire il "perché" delle cose, di ricostruire la logica di quello che è accaduto, è un passaggio che molte persone attraversano dopo la fine di relazioni significative. Non è un fissarsi inutile: è spesso un tentativo della mente di dare un senso a esperienze che altrimenti resterebbero caotiche e difficili da metabolizzare.
Allo stesso tempo, è vero che a un certo punto del percorso il focus può spostarsi dal "perché è successo" al "cosa significa per me adesso", non perché i fatti non contino, ma perché restare ancorati solo alla ricostruzione del passato a volte rischia di rimandare il momento in cui ci si concede di andare avanti. Trovare un equilibrio tra queste due esigenze, capire e allo stesso tempo lasciar andare, è un lavoro complesso, che richiede tempo e che si costruisce gradualmente, spesso proprio nello spazio di un percorso terapeutico.
Salve, proverò a rispondere a qualcuna delle sue numerose domande. L'attribuzione di una causa agli eventi è un fenomeno normale nella specie umana, che poi si voglia relativizzarlo a ciascun individuo, nel senso che ciascuno interpreta e attribuisce la causa degli eventi a fattori diversi, non elimina la generalità ed il bisogno naturale del fenomeno.
L'ingenuità non è prerogativa solo dei bambini, ma comportamenti come quelli descritti fanno venire dei dubbi sulla sincerità dell'interlocutore, fermo restando che nessuno può essere certo del contenuto di "coscienza" dell'altro.
Non credo ci sia amore senza rispetto e perciò il disprezzo, tanto più se ingiusto, non mi sembra conciliabile con l'amore.
Il solo fatto che esista la parola "responsabilità" dà ragione del suo uso e utilità per definire eventi situazioni persone ecc.. Per quanto riguarda i litigi tra persone molto diverse e poco accondiscendenti penso dovrebbe consultare uno psicoterapeuta ed esporgli il caso perché non si può prescindere dalla particolarità delle situazioni e dalla specificità/unicità dei partecipanti all'interazione.
L'ingenuità non è prerogativa solo dei bambini, ma comportamenti come quelli descritti fanno venire dei dubbi sulla sincerità dell'interlocutore, fermo restando che nessuno può essere certo del contenuto di "coscienza" dell'altro.
Non credo ci sia amore senza rispetto e perciò il disprezzo, tanto più se ingiusto, non mi sembra conciliabile con l'amore.
Il solo fatto che esista la parola "responsabilità" dà ragione del suo uso e utilità per definire eventi situazioni persone ecc.. Per quanto riguarda i litigi tra persone molto diverse e poco accondiscendenti penso dovrebbe consultare uno psicoterapeuta ed esporgli il caso perché non si può prescindere dalla particolarità delle situazioni e dalla specificità/unicità dei partecipanti all'interazione.
Gentilissima, alla luce della domanda finale si possono prospettare molteplici, anzi infinite, risposte... tutte giuste a seconda del contesto e della coppia. Nel suo caso specifico, sembra che lei si stia ponendo eccessive domande, che non fanno altro che drammatizzare ed esasperare il suo conflitto interiore. Troppi giudizi, troppi ghirigori mentali, troppi puntini sulle i ... Quanta energia disperde! Provi a praticare la SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO e ad accogliere la persona che ha accanto, accettando quella dimensione emotiva di "rabbia e disprezzo ma anche amore profondo " come presenza silenziosa che caratterizzata il vostro rapporto... Osservi senza giudicare ed amplificare i brutti pensieri verso scenari catastrofici... sono solo pensieri, solo processi chimici, non sono realtà. Un caro saluto. GIUSEPPINA CAVALLO
Buongiorno. A volte ci sono domande che solo rispondere porta a chiedersi altre domande. Questo cercare i perché sulle cose è utile in alcune argomenti. Ci sono altri, soprattutto nelle relazioni, chiedere perché non ha via di uscita. Sono spesso domande impossibili che rispondere alimenta sono un circolo vizioso ossessivo. Provi a bloccare e non dare una risposta a queste domande e nel tempo verificare se sta meglio...
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- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
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