Salve. Sono fidanzato da 1 anno. Lei mi ha allontananato da 8 giorni. Spiego: Abbiamo provato un pa

Salve. Sono fidanzato da 1 anno. Lei mi ha allontananato da 8 giorni. Spiego: Abbiamo provato un paio di giorni di convivenza. Lei viene da una relazione di 7 anni e negli ultimi 3 conviveva. Il suo ex un giorno gli ha rimasto le chiavi sul tavolo e se ne é andato. Dopo pochi mesi ha sposato un altra donna che probabilmente frequentava già mentre stava con lei. Lei é rimasta traumatizzata da questa cosa. Pochi giorni fa mentre eravamo.a tavola stavamo mangiando e io ho preso con un cucchiaio del cibo che era presente in una scodella e l"ho mangiato direttamente da li non portandolo nel mio piatto. Lei mi ha detto "mi auguro che in pubblico tu non faccia questo" e io le ho riposto ovviamente no perché da piccolo ho avuto un educazione. Tra l'altro lei stessa mi ha sempre detto di sentirmi come se fossi a casa e cosi ho fatto. Il giorno dopo lei ha voluto riparlarne. Parlando lei mi ha detto che se litiga con suo fratello va bene perché é della famiglia ma io no devo andarmene. In toni un po accesi, che io non condivido prrché sono calmo e pacato. Cosi ho preso le cose e me ne sono andato perchè mi sono sentito offeso, non resto in un posto se non mi vogliono. Adesso lei associa il mio come un abbandono di casa che gli fece giá il suo ex 3 anni fa, dice che gliel'ho fatto rivivere.. sono andato in lacrime sotto casa sua e non ha voluto vedermi. Ultimamente stavo avendo delle difficoltá sessuali perchè il suo modo di rivolgersi a me é cambiato rispetto i primi tempi e sento che mi tratta male(lei dice che non é vero)... cosa devo fare? Lei nega di avermi detto di andarmene attribuendo la mia uscita di casa a una mia azione volontaria ma non é così perché so cosa mi ha detto

29 risposte


Buon giorno, avete pensato ad un percorso terapeutico di coppia? Se riusciste a parlarne e decideste di iniziarlo potrebbe aiutarvi a migliorare la comunicazione e la comprensione reciproca. Un cordiale saluto.

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Quello che descrive, una reazione della sua fidanzata apparentemente sproporzionata rispetto all'episodio in sé, potrebbe avere una spiegazione che ha poco a che fare con il cucchiaio o con chi ha detto cosa esattamente. In base a quanto racconta, la sua fidanzata riferisce di aver vissuto un abbandono improvviso e doloroso da parte del suo ex, e quando ci si porta dietro un'esperienza del genere, certi gesti o situazioni possono riattivare quella memoria emotiva in modo automatico, quasi istintivo, anche quando la situazione presente è oggettivamente diversa. Il fatto che Lei sia uscito di casa, qualunque sia stato il motivo reale, ipoteticamente potrebbe aver riattivato nella sua fidanzata esattamente quella sensazione, senza che riuscisse in quel momento a distinguere in maniera consapevole il dolore del passato da quello del presente. Allo stesso tempo questo non significa che le Sue preoccupazioni non siano legittime: immagino che essere allontanato e poi non ascoltato faccia molto male. Forse però capire che la reazione della sua partner potrebbe non riguardare esclusivamente la Vostra situazione specifica, ma riattivare anche qualcosa di più antico, potrebbe aiutare a leggere la situazione con meno carica di colpa da entrambe le parti e fornire una base da cui partire per cercare un dialogo costruttivo. In una situazione così delicata come quella che descrive, un percorso di supporto, anche solo individuale in un primo momento, potrebbe aiutarLa a capire come muoversi con più chiarezza.


Gentile utente, Da ciò che racconta, sembra che abbiate vissuto la stessa situazione attraverso esperienze emotive molto diverse: Lei si è sentito rifiutato, mentre la Sua compagna ha rivissuto un'esperienza di abbandono legata al passato. Al di là di chi abbia ragione nella ricostruzione dei fatti, è importante comprendere se riuscite a confrontarvi ascoltando e validando il vissuto reciproco, senza negarlo. Se il dialogo continua a essere difficile e Lei si sente svalutato o non ascoltato, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico, individuale o di coppia, per favorire una comunicazione più efficace.


Buongiorno, dal suo racconto emerge una situazione complessa, nella quale sembrano intrecciarsi due piani: quello della relazione attuale e quello delle ferite emotive che la sua compagna porta con sé dalla relazione precedente. È comprensibile che lei si sia sentito ferito quando, durante la discussione, ha percepito il messaggio "se litighiamo, tu te ne devi andare". Se una persona ci comunica che in quel momento non c'è posto per noi, andarsene può essere interpretato come una reazione coerente con ciò che ha sentito, non necessariamente come un abbandono deliberato. D'altra parte, è possibile che la sua compagna abbia vissuto la scena in modo molto diverso. Se, come racconta, ha subito un abbandono improvviso e traumatico dopo anni di convivenza, è plausibile che la sua uscita di casa abbia riattivato quella ferita. Quando un trauma relazionale non è stato completamente elaborato, alcune situazioni del presente possono assumere un significato molto più intenso di quello che oggettivamente hanno. Questo, però, non significa che lei abbia avuto l'intenzione di farle rivivere quell'esperienza, né che debba sentirsi responsabile del trauma vissuto con il suo ex. C'è poi un altro aspetto che merita attenzione. Lei descrive un cambiamento nel modo in cui la sua compagna si rivolge a lei: dice di sentirsi trattato con meno riguardo rispetto all'inizio della relazione e riferisce anche difficoltà nella sfera sessuale. Spesso il desiderio e la spontaneità sessuale risentono del clima emotivo della coppia. Quando una persona si sente criticata, poco accolta o costantemente sotto esame, può diventare più difficile lasciarsi andare nell'intimità. Questo non significa necessariamente che il problema sia "sessuale", ma che il corpo sta esprimendo un disagio relazionale. Un elemento che colpisce è il diverso significato attribuito allo stesso episodio. Lei ricorda chiaramente di essersi sentito invitato ad andare via; la sua compagna sostiene di non averlo mai detto. Nelle discussioni di coppia è frequente che due persone conservino ricordi differenti dello stesso evento. Più che stabilire chi abbia ragione, è utile chiedersi quale significato abbia avuto quell'episodio per ciascuno. Per lei è stato un rifiuto; per lei è stato un abbandono. Entrambe le esperienze possono essere autentiche sul piano emotivo, anche se derivano dalla stessa situazione. Quello che, invece, sarebbe importante osservare è il funzionamento complessivo della relazione. Se i conflitti tendono a trasformarsi rapidamente in accuse, negazioni dell'esperienza dell'altro o chiusure del dialogo, il rischio è che ciascuno rimanga ancorato alla propria sofferenza senza riuscire a comprendere quella del partner. In questo momento eviterei di rincorrerla o di cercare di convincerla della sua versione dei fatti. Se una persona è molto attivata emotivamente, difficilmente riuscirà ad ascoltare. Potrebbe essere più utile attendere che la tensione diminuisca e proporre un confronto nel quale l'obiettivo non sia stabilire chi abbia torto o ragione, ma comprendere come ciascuno abbia vissuto quell'episodio e cosa possa fare, in futuro, per evitare che situazioni simili si ripetano. Infine, una riflessione. Comprendere il trauma della propria compagna è importante e può favorire l'empatia, ma una relazione sana non può basarsi sul fatto che uno dei due debba continuamente adattarsi per non riattivare le ferite dell'altro. Allo stesso modo, chi ha vissuto esperienze dolorose ha il diritto di essere compreso, ma anche la responsabilità di non attribuire automaticamente al partner intenzioni che appartengono al passato. La guarigione di una relazione nasce quando entrambi riescono a distinguere ciò che appartiene alla storia precedente da ciò che sta realmente accadendo nel presente. Se questi episodi stanno diventando frequenti, oppure se vi accorgete che ogni conflitto finisce con un allontanamento o con la sensazione di non essere compresi, potrebbe essere utile valutare un percorso di coppia, o individuale, per comprendere meglio queste dinamiche e interrompere il circolo di incomprensioni prima che si consolidi. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Buongiorno, la ringrazio per aver raccontato la sua situazione con così tanti dettagli. Dal suo messaggio emerge chiaramente quanto sia doloroso ciò che sta vivendo e quanto stia cercando di comprendere cosa sia realmente accaduto, senza limitarsi a cercare un colpevole. Da quello che racconta, sembra che il litigio legato a un episodio apparentemente banale abbia assunto un significato molto più grande del gesto in sé. Questo accade spesso nelle relazioni: non sempre il conflitto nasce dall'evento presente, ma dal significato che ciascuna persona gli attribuisce sulla base della propria storia. Lei racconta che la sua compagna ha vissuto una separazione molto traumatica dopo una lunga convivenza. È comprensibile che esperienze di questo tipo possano lasciare una forte sensibilità verso tutto ciò che viene percepito come distanza, rifiuto o abbandono. Allo stesso tempo, però, è altrettanto comprensibile che lei, sentendosi dire che avrebbe dovuto andarsene o percependo di non essere più benvoluto in quella casa, abbia reagito andandosene perché si è sentito ferito e respinto. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, ciò che sembra essere accaduto è che due persone abbiano interpretato lo stesso episodio in modo completamente diverso. Lei ha dato un significato al messaggio ricevuto, mentre la sua compagna sembra aver attribuito un significato completamente differente alla sua decisione di uscire di casa. Quando questo succede, ciascuno finisce per reagire non tanto ai fatti, quanto all'interpretazione che ne ha dato. È proprio questo meccanismo che spesso alimenta incomprensioni sempre più grandi. Mi colpisce anche un altro elemento del suo racconto. Lei descrive un cambiamento nel modo in cui la sua compagna si rivolge a lei rispetto all'inizio della relazione e racconta che questo ha iniziato ad avere ripercussioni anche sulla vostra intimità. È un aspetto che non andrebbe sottovalutato. La sessualità, infatti, è strettamente collegata al clima emotivo della coppia. Quando una persona inizia a sentirsi giudicata, poco accolta o costantemente sotto pressione, è naturale che anche il desiderio e la spontaneità possano risentirne. Comprendo anche la sua difficoltà nel sentirsi dire che il problema sia nato esclusivamente da una sua scelta volontaria, quando invece lei racconta di aver vissuto quella decisione come una conseguenza delle parole ricevute. In una relazione sana è importante che entrambe le persone possano raccontare il proprio vissuto senza sentirsi negate o invalidate. Non significa stabilire chi abbia ragione, ma cercare di comprendere come ciascuno abbia vissuto quella situazione. In questo momento le suggerirei di fare attenzione a non lasciarsi guidare esclusivamente dall'urgenza di convincerla della sua versione dei fatti. Quando una persona è molto ferita, spesso non è pronta ad ascoltare spiegazioni razionali. Può essere più utile, se ci sarà occasione di confrontarsi, cercare di parlare soprattutto di ciò che ha provato lei, evitando di trasformare il dialogo in una ricerca di chi abbia ricordato correttamente ogni singola frase. Le emozioni possono essere comprese anche quando le interpretazioni dei fatti sono diverse. Allo stesso tempo, credo sia importante che anche lei si conceda uno spazio per riflettere su come si sente all'interno di questa relazione. Dal suo messaggio emerge il desiderio di recuperare il rapporto, ma emerge anche la sensazione di sentirsi trattato in modo diverso rispetto all'inizio e di non sentirsi sempre accolto. Sono aspetti che meritano attenzione tanto quanto il dolore della sua compagna. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio in questa fase. Non tanto per decidere se la relazione debba continuare oppure no, quanto per comprendere meglio il suo modo di vivere i conflitti, i significati che attribuisce ai comportamenti dell'altra persona e le modalità con cui affronta il timore di perdere un legame importante. Un approccio cognitivo comportamentale può essere molto utile per fare chiarezza su questi meccanismi e affrontare la situazione con maggiore lucidità, senza lasciarsi guidare soltanto dall'intensità emotiva del momento. Le relazioni diventano solide quando entrambe le persone riescono a sentirsi comprese e al sicuro. Se uno dei due vive costantemente nella paura dell'abbandono e l'altro nella paura di essere continuamente frainteso o respinto, il rischio è che ogni piccolo episodio finisca per assumere un peso enorme. Comprendere questi schemi è spesso il primo passo per provare a interromperli. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno, è una situazione un pò delicata perchè lei riattiva delle reazioni e delle paure in base ai tuoi comportamenti. Ovviamente non è tua responsabilità risolverle i problemi o tranquillizzarla sempre ma sarebbe importante portare chiarezza e comunicazione nella coppia (es dirle "ho bisogno di allontanarmi per un pò e dopo ne riparliamo"), così che lei non fraintenda e si chiuda. D'altra parte non è facile gestire vecchie ferite di lei e inoltre occuparsi anche delle nostre (ognuno ha le sue e viene influenzato da questo). Potrebbe essere utile un percorso di coppia o almeno individuale così da viversi tranquillamente la relazione senza fraintendere comportamenti o trarre conclusioni sbagliate. Questo implica la voglia e l'impegno nel portare avanti la relazione. Il discorso è molto ampio e andrebbe affrontato con più tempo. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada


Avverto gentilissimo, la sofferenza collegata a questi fraintendimenti, al sentirsi rifiutato e alla rottura della relazione. Da ciò che racconta, sembra essersi creato un circuito in cui entrambi avete reagito a una ferita. Lei ha percepito le parole della compagna come un invito ad andarsene e si è protetto uscendo di casa. La sua compagna, invece, ha vissuto quella partenza come la ripetizione del precedente abbandono. In una relazione spesso non c’è un unico colpevole, ma si attivano azioni e reazioni che alimentano reciprocamente il problema. Non è necessario stabilire subito chi ricordi “correttamente” la frase trigger per riconoscere l’effetto che ha avuto su entrambi, ma è importante, nel rispetto delle reciproche tempistiche di riavvicinamento, tentare una riparazione. Sembra utile in questo momento evitare di insistere, o presentarsi sotto casa perché avverto una chiusura. Lasciare uno spazio reale per elaborare quanto accaduto, potrebbe alimentare spazi di riapertura, da coltivare a seconda del canale preferenziale della sua amata. Nel mentre potrebbe osservare quanto lei è sensibile ai segnali di rifiuto, anche non verbali, e quanto rapidamente li interpreta come esclusione; ciò per distinguere i fatti dalle interpretazioni e dalle paure da lei attivate (pur se ciò che sente potrebbe risultare calzante) Verificherei anche se le difficoltà sessuali potrebbero essere dovute alla tensione relazionale, o al sentirsi svalutato. Uno psicoterapeuta potrebbe esserle utile se continuasse a soffrire, se la relazione non si ripianasse, ma anche per far luce sulle sue reazioni al fine di creare in futuro una comunicazione più garantita. Saluti


Gentile Utente, la situazione che descrive evidenzia come i traumi e le ferite irrisolte delle relazioni passate possano riattivarsi e condizionare pesantemente il presente. Il dolore legato all'abbandono improvviso subito dalla sua partner sembra aver creato in lei un'iper-vigilanza e una forte reattività emotiva, portandola a proiettare su di lei e su un momento di scontro una dinamica del passato. Quando in una coppia si innescano fraintendimenti comunicativi, sensazione di svalutazione e reazioni difensive, è naturale che la conflittualità vada a intaccare anche la sfera dell'intimità e della serenità individuale. In questo momento, insistere per un contatto diretto potrebbe alimentare ulteriormente le difese della sua partner. Un percorso di consulenza di coppia o un supporto psicologico individuale potrebbe aiutarvi a fare chiarezza: da un lato per permettere a lei di comprendere i suoi confini e tutelare il suo benessere emotivo, dall'altro per dare alla partner l'opportunità di elaborare i traumi passati senza proiettarli sul presente. Un cordiale saluto.


Gentile utente, quella che descrive sembra essere una dinamica relazionale molto dolorosa per entrambi. Da ciò che racconta emerge come lo stesso episodio sia stato vissuto e interpretato in modo profondamente diverso: lei ha percepito l'invito ad andarsene come un rifiuto e ha reagito di conseguenza, mentre la sua partner sembra aver vissuto la sua uscita di casa come una riattivazione di un'esperienza molto dolorosa legata alla precedente relazione. Non è possibile sapere, da queste poche informazioni, se il passato della sua compagna abbia influenzato quanto accaduto, ma il fatto che lei stessa colleghi questo episodio all'abbandono vissuto anni fa rende certamente utile approfondire questa possibilità. Allo stesso tempo, mi colpisce che lei riferisca di sentirsi trattato in modo diverso rispetto all'inizio della relazione e che questo stia avendo ripercussioni anche sulla vostra intimità: è un aspetto che merita attenzione e che probabilmente va oltre il singolo litigio. Che la situazione si risolva spontaneamente oppure no, questo episodio può rappresentare un'occasione importante per comprendere le dinamiche che si stanno creando nella coppia. Per questo motivo, le suggerirei una consulenza di coppia, che possa aiutarvi a capire se il percorso più indicato sia insieme o individualmente, così da evitare che esperienze passate e incomprensioni presenti continuino a influenzare il vostro rapporto. Resto a disposizione per un colloquio conoscitivo gratuito, in presenza oppure online.

Dr. Luisa Almerico

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psicologo

Santa Maria Capua Vetere

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È importante sottolineare che il significato che un evento assume per una persona non dipende soltanto da ciò che accade nel presente, ma anche dalle esperienze precedenti attraverso cui quel fatto viene interpretato. Se la sua compagna ha vissuto un abbandono così brusco, è possibile che la sua uscita da casa, pur motivata dal sentirsi ferito e non desiderato, sia stata letta attraverso quel filtro emotivo. Questo non significa che lei avesse l'intenzione di farle rivivere quel dolore, né che sia responsabile delle esperienze passate della sua compagna. Significa piuttosto che, in alcune circostanze, il passato può influenzare profondamente il modo in cui interpretiamo il comportamento dell'altro. Allo stesso tempo, anche il suo vissuto merita attenzione. Lei racconta di essersi sentito umiliato quando le è stato detto che, a differenza di un familiare, lei avrebbe dovuto andarsene in caso di conflitto. Se questa è stata la sua percezione, è comprensibile che abbia provato dolore e che abbia deciso di allontanarsi. Da ciò che scrive, il suo gesto non sembra nascere dal desiderio di punire o abbandonare la partner, ma dal bisogno di proteggersi in un momento in cui si è sentito rifiutato. È quindi possibile che lo stesso episodio abbia assunto due significati completamente diversi: per lei rappresentava una conseguenza di essersi sentito respinto; per la sua compagna è diventato il simbolo di un nuovo abbandono. Nelle relazioni di coppia questo tipo di incomprensione è più frequente di quanto si pensi. Spesso ciascun partner reagisce non soltanto a ciò che l'altro fa, ma soprattutto al significato personale che attribuisce a quel comportamento. Quando questo accade, entrambi possono sentirsi vittime della situazione, senza che nessuno dei due abbia realmente voluto ferire l'altro. Per uscire da questo circolo è fondamentale riuscire a spostare l'attenzione dalla ricerca di chi abbia ragione alla comprensione reciproca dei vissuti emotivi.


Buongiorno, da quello che racconta sembra che, oltre all’episodio specifico accaduto durante la convivenza, si siano attivati nella vostra relazione vissuti più profondi legati alle esperienze precedenti di entrambi. Da una parte sembra che per lei l’allontanamento da casa abbia assunto un significato molto forte, forse collegandosi alla precedente esperienza di abbandono che ha vissuto. Dall’altra parte, lei descrive di essersi sentito rifiutato e non accolto, soprattutto nel momento in cui aveva percepito la casa come uno spazio condiviso e sicuro. Nelle relazioni di coppia spesso non è solo l’evento in sé a creare sofferenza, ma il significato che ciascuno gli attribuisce: un gesto può essere vissuto da una persona come un momento di rabbia o di bisogno di distanza, mentre dall’altra può essere percepito come una conferma di una ferita già conosciuta. Sarebbe importante provare a spostare il confronto dal “chi ha ragione” al “che cosa è successo tra noi in quel momento”: quali emozioni si sono attivate, quali paure, quali bisogni non sono riusciti a trovare spazio. Anche le difficoltà nella sfera sessuale che descrive meritano attenzione, perché spesso la sessualità risente del clima emotivo della coppia, del sentirsi accolti, rispettati e al sicuro nella relazione. Se entrambi desiderate comprendere meglio cosa è accaduto e recuperare un dialogo più costruttivo, un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio utile per fermarsi su questi aspetti. Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta


Ciao, il problema non è quel cucchiaio. Quello è stato solo il detonatore. Il vero problema è che ognuno di voi ha dato un significato diverso a quello che è successo. Lei, probabilmente per la ferita dell'abbandono vissuta con l'ex, ha letto la tua uscita di casa come un nuovo abbandono. Tu, invece, hai vissuto le sue parole come un rifiuto e hai reagito allontanandoti per proteggerti. Adesso il rischio è che entrambi continuiate a difendere la vostra versione dei fatti invece di capire cosa è successo davvero nella relazione. Inoltre, mi colpisce quello che scrivi sul cambiamento del suo modo di trattarti e sulle difficoltà sessuali: spesso il desiderio cala quando ci si sente poco accolti o costantemente sotto giudizio. Il consiglio è di non rincorrerla né cercare di convincerla. Prima bisogna capire se entrambi avete davvero la volontà di recuperare questa relazione. Da lì si può costruire un percorso per migliorare la comunicazione, sciogliere queste dinamiche e capire se la coppia ha basi solide per ripartire. Se questa volontà c'è, è un lavoro che si può fare.

Dott. Nicola Nacca

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psicologo

Macerata Campania

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Salve, innanzitutto grazie per aver presentato la sua esperienza e ciò che sta vivendo! Quello che sento di consigliarle è di capire ciò che significa per lei questa relazione, quanto sia importante, quanto ha voglia di lavorare su di sè ed insieme alla sua ragazza affinchè tutto vada a migliorare. La sua ragazza/compagna sicuramente vive alcune fragilità nate e vissute nell'esperienza passata che però ha la necessità di superare e metabolizzare per sè. Lei potrebbe aiutarla nel supporto ma sicuramente non nel far superare quel vissuto. Un percorso di coppia potrebbe anche supportarvi nella gestione della comunicazione, ascolto e gestione emotiva di coppia, cosa che non preclude un lavoro personale ed individuale di entrambi! Con la speranza di aver fatto cosa gradita, Le auguro una buona giornata!


Gentile utente di mio dottore, lei è portatore di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli con la sua ragazza, sarebbe una occasione di crescita per entrambi. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Da quanto racconta, nella stessa scena sembrano essersi incontrate due esperienze diverse: lei si è sentito mandato via e ha reagito uscendo; la sua compagna ha vissuto quell’uscita come la ripetizione di un abbandono. Un episodio presente può richiamare emotivamente un’esperienza dolorosa precedente, ma questo non dimostra che lei abbia voluto abbandonarla e non consente, da solo, di parlare di un trauma psicologico o di formulare una diagnosi. Riconoscere il vissuto della sua compagna non significa ammettere un’intenzione che non aveva; riconoscere il proprio senso di offesa non significa negare la sua paura. In questo momento eviterei di andare nuovamente sotto casa, telefonare ripetutamente o cercare di convincerla che ricorda male. Le invii un solo messaggio calmo, per esempio: “Capisco che vedermi uscire possa averti fatto rivivere ciò che hai già sofferto. Non volevo abbandonarti: in quel momento ho interpretato le tue parole come una richiesta di andarmene e mi sono sentito respinto. Mi dispiace per l’effetto che la mia uscita ha avuto su di te. Se vorrai, vorrei parlarne con calma, non per stabilire chi mente, ma per capire come evitare che accada ancora. Nel frattempo rispetterò il tuo bisogno di spazio.” Poi lasci a lei la possibilità di rispondere. Se accetterà un confronto, non concentratevi soltanto su “chi ha detto cosa”. Provate a chiarire tre punti: che cosa ciascuno ha percepito, che cosa ha provato e quale regola usare nelle prossime discussioni. Per esempio: nessuno usa frasi come “vattene”; chi ha bisogno di interrompere lo dice chiaramente; si stabilisce quando riprendere il dialogo; non si paragona il partner attuale all’ex. Anche lei, però, deve osservare un aspetto: andarsene può essere stato comprensibile, ma forse è avvenuto prima di verificare se la sua compagna volesse davvero chiudere il confronto o soltanto esprimesse rabbia. La prossima volta potrebbe domandare: “Mi stai chiedendo davvero di andare via oppure abbiamo bisogno di una pausa?”. Questa semplice verifica può evitare che una frase pronunciata nella tensione diventi una rottura. Le difficoltà sessuali possono comparire o peggiorare in periodi di stress, ansia o perdita di sicurezza, ma non vanno attribuite automaticamente alla relazione. Se persistono o si ripetono, è opportuno parlarne anche con il medico o con uno specialista. Infine, non cerchi di recuperare il rapporto accettando qualunque modo di essere trattato. Comprendere la paura di abbandono della sua compagna non significa rinunciare ai propri confini. Per continuare insieme servono due disponibilità: lei deve poter riconoscere l’effetto della sua uscita, e la sua compagna deve poter riconoscere l’effetto delle proprie parole e dei propri toni. Un caro saluto.

Dott. Roberto Barbieri

Dott. Roberto Barbieri

psicologo

Montecchio Precalcino

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Buongiorno, da ciò che racconta emerge una situazione in cui entrambi sembrate aver vissuto lo stesso episodio in modo molto diverso. Da una parte lei si è sentito rifiutato e ha interpretato alcune parole come un invito ad andarsene; dall'altra, la sua compagna sembra aver vissuto la sua uscita di casa come la riattivazione di un'esperienza di abbandono molto dolorosa legata alla relazione precedente. Quando una persona ha vissuto un trauma relazionale, alcuni eventi possono assumere un significato molto più intenso di quello che hanno per il partner. Allo stesso tempo, questo non significa che le sue emozioni o il suo vissuto siano meno importanti. Se lei si è sentito umiliato, non accolto o trattato con durezza, è comprensibile che abbia deciso di allontanarsi per proteggersi. Dal suo racconto emerge anche un altro elemento significativo: riferisce che, negli ultimi tempi, il modo in cui la sua compagna si rivolge a lei è cambiato e che questo ha iniziato a influenzare anche la vostra intimità. Al di là dell'episodio specifico, potrebbe essere utile chiedersi se questo rappresenti un momento isolato oppure il segnale di una dinamica che si sta ripetendo nella relazione. Più che stabilire chi abbia ragione, può essere importante comprendere come mai lo stesso evento abbia assunto significati così diversi per entrambi e se esistano le condizioni per costruire un dialogo in cui ciascuno possa sentirsi ascoltato, senza che il passato dell'uno o dell'altro prenda il sopravvento sul presente della coppia. Se sente che questa situazione le sta causando molta sofferenza e fatica a orientarsi su come muoversi, un confronto in uno spazio dedicato può aiutarla a comprendere meglio le dinamiche relazionali che si sono create e a capire come affrontarle nel modo più costruttivo possibile. Se lo desidera, resto a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.


Carissimo Da quello che racconti, mi sembra che nella discussione si siano intrecciate due esperienze molto diverse. Da una parte c'è il trauma della tua compagna, che può aver reso il tuo andare via molto più doloroso di quanto sarebbe stato in un'altra relazione. Dall'altra ci sono i tuoi vissuti: tu dici di esserti sentito rifiutato e di aver interpretato le sue parole come un invito ad andartene. Il punto, però, non è stabilire chi abbia "ragione", ma chiedersi se entrambi riusciate a riconoscere e comprendere il vissuto dell'altro. Se lei continua a leggere il tuo gesto solo come un abbandono e tu continui a sentirti non visto e trattato con poca considerazione, il rischio è che ognuno rimanga bloccato nella propria versione dei fatti. Mi soffermerei anche su un altro aspetto: dici che da tempo ti senti trattato diversamente e che questo sta influenzando anche la vostra intimità. Forse questa discussione non nasce solo dal cucchiaio o dall'uscire di casa, ma porta alla luce difficoltà che erano già presenti. È da lì che partirei per capire se e come ricostruire il dialogo. Se sentissi il bisogno di parlarne ulteriormente puoi contattarmi quando vuoi, ricevo anche online e ti accoglierei volentieri Con affetto Dott.ssa Bacchi


Buonasera, da quello che racconti, sembra che in questi giorni tu stia vivendo molta sofferenza, anche perché una situazione che per te aveva un significato preciso sembra essere stata vissuta dalla tua compagna in un modo completamente diverso. È possibile che, nel momento in cui hai deciso di andartene dopo esserti sentito ferito dalle sue parole, tu abbia cercato semplicemente di proteggerti e di rispettare un tuo limite. Allo stesso tempo, per lei quella tua uscita potrebbe aver riattivato un’esperienza dolorosa legata al precedente abbandono. Questo però non significa necessariamente che tu abbia voluto abbandonarla, né che lei stia necessariamente vivendo la situazione come la vivi tu: possono esserci due vissuti differenti, entrambi molto intensi. Credo quindi che, più che cercare in questo momento di stabilire chi abbia ragione o chi abbia detto esattamente cosa, possa essere importante provare a comprendere che cosa è successo tra voi e che cosa si è attivato emotivamente in entrambi. Anche le difficoltà sessuali che racconti meritano attenzione: spesso la sessualità risente profondamente del clima emotivo, della sicurezza percepita nella relazione e del modo in cui ci si sente accolti e desiderati. Per questo, forse, prima ancora di chiederti cosa fare per “riconquistarla”, potrebbe essere utile fermarti un momento e chiederti anche: in questa relazione, come mi sento? Mi sento rispettato, accolto e libero di essere me stesso? E riesco a comunicare ciò di cui ho bisogno senza sentirmi minacciato di perdere l’altro? Se ci sarà la possibilità di parlarvi, potrebbe essere importante farlo in un momento di maggiore calma, cercando non tanto di convincervi reciprocamente della propria versione, quanto di ascoltare ciò che ciascuno ha provato e di capire se esiste ancora uno spazio condiviso per costruire qualcosa di diverso. Se invece senti che da solo fai fatica a orientarti in tutto questo, un percorso psicologico potrebbe aiutarti a fare maggiore chiarezza sui tuoi vissuti, sui tuoi bisogni e sulle dinamiche che si stanno creando nella relazione, senza necessariamente partire dall'idea che ci sia qualcosa di “sbagliato” in te o nella tua compagna. Ti auguro sinceramente di riuscire, prima di tutto, a ritrovare un po’ di serenità e di chiarezza in questo momento così delicato. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line


Buongiorno, A volte, nelle relazioni, un evento apparentemente piccolo può assumere un peso molto maggiore perché si intreccia con vissuti, aspettative e sensibilità personali. Lei racconta di essersi sentito profondamente ferito quando ha percepito che la sua compagna le stesse dicendo di andare via. In quel momento ha scelto di andarsene perché, come scrive, "non resto in un posto se non mi vogliono". Dal suo punto di vista, quindi, non si è trattato di un gesto volto ad abbandonarla, ma di una reazione al sentirsi rifiutato. Allo stesso tempo, riferisce che la sua compagna ha interpretato quel momento come un'esperienza che le ha fatto rivivere un precedente abbandono. È possibile che uno stesso episodio venga vissuto in modo molto diverso da due persone, senza che una delle due stia necessariamente mentendo. Questo, però, non significa che i rispettivi vissuti debbano annullarsi a vicenda. Mi sembra importante anche un altro passaggio del suo messaggio: racconta che già da tempo percepisce un cambiamento nel modo in cui lei viene trattato e che questo ha avuto ripercussioni anche sulla vostra intimità. Questo suggerisce che la difficoltà tra voi non sia iniziata con questo episodio, ma che ci fossero già alcune fatiche relazionali che meritavano attenzione. Per questo motivo, forse la domanda non è soltanto "chi ha ragione" su ciò che è accaduto quel giorno, ma se oggi entrambi vi sentite ascoltati, rispettati e liberi di esprimere ciò che provate senza sentirvi invalidati. Se la sua compagna in questo momento ha bisogno di distanza, potrebbe essere utile rispettare questo spazio, pur rimanendo disponibile a un confronto qualora anche lei lo desiderasse. Un dialogo costruttivo, però, richiede che entrambe le persone siano disponibili ad ascoltare il punto di vista dell'altro. Infine, vorrei sottolineare un aspetto. Emerge il desiderio di comprendere cosa sia successo e di recuperare la relazione, ma è importante che, in questo processo, non perda di vista anche il suo benessere. Una relazione dovrebbe permettere a entrambi di sentirsi accolti e rispettati, anche quando emergono incomprensioni o conflitti. Cordialmente


Gentile Utente, la situazione che descrive sembra mettere in luce come uno stesso episodio possa assumere significati molto diversi per ciascun partner. Da una parte, lei racconta di essersi sentito ferito dall'invito ad andare via e di aver interpretato quelle parole come un segnale di rifiuto. Dall'altra, la sua compagna sembra aver vissuto il suo allontanamento come la riattivazione di un'esperienza di abbandono già vissuta in passato. È possibile, quindi, che entrambi abbiate attribuito allo stesso episodio un significato differente, influenzato dalla vostra storia personale. Mi sembra però che il punto centrale non sia tanto ciò che è accaduto durante quel pranzo, quanto la dinamica relazionale che descrive. Riferisce, infatti, di percepire da tempo un cambiamento nel modo in cui la sua compagna si rivolge a lei e racconta anche la comparsa di difficoltà nella sfera sessuale. Talvolta questi aspetti possono essere il segnale di un malessere che precede il conflitto e che merita di essere compreso. Più che cercare di stabilire chi abbia ragione rispetto a quell'episodio, potrebbe essere utile chiedersi se oggi vi sentiate entrambi compresi, ascoltati e liberi di esprimere i vostri bisogni all'interno della relazione. Quando questo diventa difficile, il rischio è che ogni evento venga letto attraverso le proprie ferite, rendendo ancora più complesso l'incontro con l'altro. Se ci sarà la possibilità di riprendere il dialogo, potrebbe essere importante provare a condividere non solo i fatti, ma anche il significato emotivo che quell'esperienza ha avuto per ciascuno di voi. A volte è proprio questo passaggio che permette di trasformare un conflitto in un'occasione di maggiore comprensione reciproca. A presto.


Buongiorno e grazie per aver condiviso una situazione così delicata e fonte di evidente sofferenza. Comprendo perfettamente il suo senso di smarrimento e frustrazione. Si è trovato invischiato in una dinamica in cui un evento apparentemente banale è sfociato in una profonda incomprensione, culminata con un allontanamento doloroso per entrambi. Da quello che racconta, sembra che si siano attivati dei "tasti dolenti" molto potenti. L'esperienza di abbandono vissuta dalla sua compagna in passato ha lasciato una ferita profonda. Spesso, chi ha subito traumi relazionali importanti tende a filtrare gli eventi attuali attraverso le lenti di quel passato: la sua uscita di casa, seppur del tutto comprensibile come reazione al sentirsi cacciato e offeso, è stata decodificata dal sistema emotivo della sua compagna come un "nuovo abbandono", facendole rivivere quel vecchio trauma, a prescindere dalle sue reali intenzioni. Dall'altro lato, ci sono i suoi vissuti, che sono altrettanto centrali e meritano ascolto. Il fatto che lei si senta trattato male e che questo si rifletta anche nella sfera sessuale è un segnale importante. Il corpo e il desiderio sessuale sono quasi sempre lo specchio diretto della sintonia e della sicurezza che proviamo all'interno della relazione. Attualmente vi trovate in un cortocircuito comunicativo: cercare di stabilire in modo razionale chi abbia "ragione" sulle parole esatte pronunciate quella sera rischia purtroppo di allontanarvi ancora di più, perché il vero nodo da sciogliere è puramente emotivo. Un caro saluto, Dott. Christopher Gallo

Dott. Christopher Gallo

Dott. Christopher Gallo

psicologo

Tezze sul Brenta

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Salve, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Da ciò che racconta, sembra che quel litigio abbia assunto un significato molto diverso per ciascuno di voi. Lei si è sentito rifiutato e ha interpretato quelle parole come un invito ad andarsene; la sua compagna, invece, sembra aver vissuto la sua uscita come un abbandono, riattivando una ferita ancora molto dolorosa legata alla relazione precedente. Nelle relazioni può accadere che esperienze passate influenzino il modo in cui interpretiamo i comportamenti del partner. Questo, però, non significa che il suo vissuto sia meno legittimo. Anche lei racconta di essersi sentito ferito e poco accolto. In questo momento credo sia importante evitare di concentrarsi su chi abbia "ragione", ma cercare di capire se entrambi siete disponibili ad ascoltare il punto di vista dell'altro. Se lei continua a negare ciò che lei ricorda di aver sentito, il dialogo rischia di bloccarsi. Una relazione, invece, ha bisogno che entrambi possano sentirsi riconosciuti nei propri vissuti. Se, una volta calmate le emozioni, sarà possibile confrontarvi con apertura e rispetto reciproco, potrete comprendere meglio cosa è accaduto. Diversamente, potrebbe essere utile chiedersi se questa relazione le permette di sentirsi accolto, rispettato e al sicuro anche nei momenti di conflitto. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Buongiorno, credo che delle sedute di terapia di coppia possano aiutarvi. la sua ragazza forse non ha elaborato del tutto la precedente esperienza. la convivenza con lei probabilmente ha riattivato le paure e i sentimenti dell'esperienza precedente


Gentile utente, da ciò che racconta emerge una situazione molto dolorosa, nella quale sembrano essersi intrecciati vissuti, emozioni e significati diversi per entrambi. Da un lato, Lei descrive di essersi sentito ferito e non accolto quando la Sua compagna Le ha comunicato che, a differenza di un familiare, Lei avrebbe dovuto andarsene in caso di litigio. È comprensibile che una frase percepita in questo modo possa averLa portata a lasciare l'abitazione, soprattutto se per Lei rappresentava una mancanza di rispetto o un sentirsi rifiutato. Dall'altro lato, la Sua compagna sembra aver attribuito a quell'episodio un significato molto diverso, collegandolo all'esperienza traumatica vissuta con il precedente partner. Quando una persona ha subito un abbandono improvviso, alcuni eventi del presente possono riattivare emozioni molto intense, anche se la situazione attuale è differente. Questo non significa che Lei abbia avuto l'intenzione di ferirla o di ripetere ciò che è accaduto in passato, ma evidenzia come le esperienze pregresse possano influenzare il modo in cui interpretiamo ciò che viviamo. Mi colpisce anche un altro aspetto che Lei riferisce: il cambiamento nel modo in cui si sente trattato e le difficoltà nella sfera sessuale. Spesso la sessualità risente del clima emotivo della coppia; quando ci si sente criticati, poco valorizzati o non compresi, è frequente che anche il desiderio e la spontaneità ne risentano. Non è necessariamente un problema "sessuale" in sé, ma può rappresentare il riflesso di una difficoltà relazionale più ampia. In questo momento, probabilmente, cercare di stabilire chi abbia ragione o torto rischia di alimentare ulteriormente il conflitto. Potrebbe essere più utile chiedersi quali bisogni e quali paure si siano attivati in entrambi durante quell'episodio: il Suo bisogno di sentirsi accolto e rispettato e, forse, il bisogno della Sua compagna di sentirsi al sicuro e di non rivivere un'esperienza di perdita. Se il dialogo è diventato difficile e ciascuno resta ancorato alla propria interpretazione dei fatti, un percorso psicologico, individuale o di coppia, può offrire uno spazio neutrale in cui comprendere meglio le dinamiche relazionali, migliorare la comunicazione e affrontare anche gli effetti che queste tensioni stanno avendo sull'intimità. Se lo desidera, resto a disposizione per un colloquio di approfondimento, così da comprendere con maggiore attenzione la Sua storia e valutare insieme il percorso più adatto alla situazione che sta vivendo.

Dott.ssa Giulia Ardita

Dott.ssa Giulia Ardita

psicologo clinico

Catania

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Salve, grazie per aver condiviso una situazione così delicata. Dalle sue parole emerge quanto questo momento sia fonte di sofferenza e di confusione. Quando, all'interno di una relazione, un episodio apparentemente circoscritto assume un significato così intenso, spesso è utile fermarsi non tanto sul fatto in sé, quanto su ciò che quell'esperienza ha evocato in ciascuno dei partner. Lei racconta che la sua compagna ha collegato il suo allontanarsi a un'esperienza dolorosa vissuta in passato. Allo stesso tempo, anche lei descrive di essersi sentito ferito e di aver reagito a partire da quel vissuto. Più che cercare di stabilire chi abbia ragione, potrebbe essere importante interrogarsi su come questa esperienza abbia inciso sul modo in cui oggi lei vive la relazione e su quali emozioni susciti in lei. Potrebbe essere utile, per lei, concedersi uno spazio in cui poter pensare a ciò che sta vivendo. Un percorso potrebbe aiutarla a entrare maggiormente in contatto con ciò che sente all'interno di questa relazione, a comprendere quali siano i suoi bisogni e a orientarsi nelle scelte che riguardano il suo benessere. A volte non è tanto trovare una risposta immediata a ridurre la sofferenza, quanto poter costruire uno spazio in cui ciò che si prova possa essere ascoltato e acquisire significato.


Salve, in questi casi in cui le incomprensioni tendono ad accumularsi rinforzando percezioni individuali anche molto diverse, suggerirei, laddove ci fosse la disponibilità e la voglia da parte di entrambi, di cominciare un percorso di terapia di coppia (con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta) per riuscire innanzitutto a comprendervi bene, poi, per vedere se ci sono ancora o si possono creare i presupposti per poter continuare una relazione sana ed appagante per entrambi oppure no. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

Dr. Francesco Rossi

psicologo

Ozzano dell'Emilia

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Buongiorno, perchè crede che la sua verità sia prevalente alla sua esperienza, memoria e lettura degli eventi? Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini


È comprensibile che tu sia confuso e ferito: sembra che, nello stesso episodio, si siano incontrate due esperienze molto diverse. Tu hai vissuto il tuo allontanarti come una risposta a parole che ti hanno fatto sentire non desiderato; lei potrebbe averlo vissuto, alla luce della sua storia precedente, come una nuova esperienza di abbandono. Più che stabilire chi abbia “ragione”, può essere utile comprendere che significato avete attribuito a ciò che è accaduto e quali vissuti si sono attivati in entrambi. Anche le difficoltà sessuali potrebbero essere un segnale del clima emotivo che si è creato, più che un problema isolato. Ora forse sarebbe importante non inseguirsi nel dolore, ma lasciare uno spazio e, quando sarà possibile, provare a parlarne con calma, cercando di raccontare il proprio vissuto senza trasformarlo in un’accusa.


Buongiorno, da ciò che racconta sembra che questo episodio abbia assunto per entrambi un significato molto più ampio rispetto alla discussione da cui è nato. Lei riferisce di essersi allontanato perché si è sentito respinto e non desiderato in quella casa; la sua compagna sembra invece aver vissuto la sua uscita come un abbandono, collegandola a un’esperienza precedente particolarmente dolorosa. Le due esperienze possono coesistere: riconoscere la sofferenza che la sua scelta può aver riattivato nella sua compagna non significa necessariamente attribuirle una colpa, così come il vissuto della sua compagna non annulla il fatto che lei si sia sentito ferito dalle parole ricevute. Più che stabilire chi ricordi “correttamente” la frase pronunciata durante una discussione, potrebbe essere utile comprendere che cosa accade tra voi quando nasce un conflitto: come comunicate il disagio, come reagite quando vi sentite feriti e quanto riuscite ad ascoltare il vissuto dell’altro senza trasformarlo immediatamente in una questione di torto o ragione. Anche le difficoltà sessuali che descrive meritano attenzione: la sessualità può risentire del clima emotivo della coppia e di come ci si sente all’interno della relazione. Se percepisce di essere trattato in un modo che la ferisce o la mette a disagio, questo vissuto merita di essere ascoltato e comunicato, indipendentemente dal fatto che la sua compagna lo percepisca allo stesso modo. In questo momento eviterei di insistere per ottenere immediatamente un incontro se la sua compagna ha chiesto distanza. Quando entrambi sarete disponibili, potrebbe essere importante cercare un confronto più calmo, orientato non a stabilire un colpevole, ma a capire se e come sia possibile costruire modalità di comunicazione e gestione dei conflitti più sicure per entrambi. Se dinamiche di questo tipo tendono a ripetersi o diventano fonte di forte sofferenza, può essere utile anche un confronto con un professionista, individualmente o, qualora entrambi lo desideriate, come coppia. Un caro saluto, Dott.ssa Giorgia Bivona

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