Salve sono fanny, colei che ha perso da 8 mesi la mamma, dopo anni di demenza, che ha perso il frate
32
risposte
Salve sono fanny, colei che ha perso da 8 mesi la mamma, dopo anni di demenza, che ha perso il fratello 44enne 9 anni da e ha lottato tra ansie instillate sin da piccola da una madre un po' mortifera ed un padre menefreghista che ancora oggi nonostante io gli sia vicino in quanto figlia e più di una badante e che spesso per sbalzi di umore ecc, si sente offesa denigrata, non amata davvero o non è la mia percezione giusta di amore. Tuttavia il crollo di luglio 2017 prima del calvario ospedaliero di mamma, dopo anni di lotta da sola, di affrontare la vita, scelte, rogne burocratiche mollate a me, sono crollata dalla notte al giorno con att panico, ansia, ipocondria. In più di un anno ho cercato di pensare pure a star meglio io nonostante non mi venga risparmiato nulla. Mio padre che ha varie patologie sta spesso male, io non ritrovo un lavoro, i miei hanno fatto errori per cui non ho un futuro e presente economico stabile e tante preoccupazioni. Tuttavia tra mille momenti no, neri, tristi, amando la vita cerco di sopravvivere sognando di vivere prima o poi. Da 2 mesi assumo ferro di cui ero carente e ho voluto provare agopuntura in cui credo.. Che abbinerei se potessi alla psicoterapia per un lavoro più completo. Solo che non ho soldi. In questi 2 mesi mi sono sentiva più padrona della mia ansia, l ho gestita meglio seppure non riesca a fare lunghe passeggiate come un tempo o prendere treni bus ecc. Per cui questo evitamento non mi piace perché prima Nulla mi fermava pure con stanchezza ecc. Ora arriviamo a domenica scorsa 4 novembre e gg successivi in cui resto delusa dal corteggiatore di turno (rapporto col maschile da risolvere, perché i più li detesto) da gente extra affetti (tipo uno che porta mio padre alle visite) che all'ennesima buca mi ha fatto dire basta e liquidare dicendogli la mia, con un suo modo arrogante e fuori da ogni logica. Delusa da amici datati che non sono veri amici. E mi è venuta una profonda tristezza, una stanchezza pianto amarezza, da farmi dire che vorrei scappare lontano da tutto e tutti. Poi il giorno dopo è aumentata la depressione /tristezza, la rabbia, l ansia e mercoledì pm ero con un amico efficiente sotto il profilo pratico che mi aiuta per sgombrare casa ma pesante provocatorio sempre, tanto che ogni rara volta che lo vedo sto male. Quel pomeriggio ha assunto la forma il mio malessere di paura /presentimento di fare un incidente, paura di morire. Ho provato ad elaborare ma non ho individuato l elemento scatenante ed oggi che è sabato 10, continuo ad avere ansia inquietudine e non so sbrogliare. Ieri sera sentivo in tv di un musical che sta in teatro lontano da me, per cui ho pensato con chi avevo piacere di andare e sono una persona ho individuato ma è occupata la sera. Gli altri non amano il teatro e non mi coinvolgono mai, sono accoppiati e stanno tra loro. Stamattina ho detto.. O rinuncio e mi scoccia o vado sola ma il pensiero di treni bus tratti a piedi mi ha rigettato al panico terrore del 2 luglio, quando pure andare al super mi terrorizzava. Tanto che devo uscire e una parte di me si sente spaventata, bloccata con quella angoscia che ti preme sul cuore e senti di non farcela. Ovvio faccio vincere la grinta ed uscirò.. Ma non sto bene. Non so cosa mi stia risuccedendo. Ci sono dei punti oscuri su vari frangenti, quali sesso, vita, sentimenti ecc che si sono rifatti vivi. (Tra gli aiuti oltre ferro ed ago, visto che l agopuntore è stato pure neurologo) continuo a prendere un ansiolitico preso post lutto e dato da un altro neurologo.. E che ora l agopuntore mi ha fatto scalare di 3 gocce. Ne prendevo in totale 15 e da 10 gg.. 12.
Ma la sensazione di panico terrore di oggi non mi piace, mi vedo bloccata preda delle mie paure che non so ora come gestire. Grazie
Ma la sensazione di panico terrore di oggi non mi piace, mi vedo bloccata preda delle mie paure che non so ora come gestire. Grazie
Buongiorno Fanny,
gli eventi e le emozioni che lei descrive rendono perfettamente chiaro il forte malessere di cui è portatrice e anche la difficoltà di sostenerlo, dopo lungo tempo e numerosi eventi di vita difficili.
Da ciò che descrive sarebbero molti i punti sui quali lavorare: innanzitutto un aspetto relazionale, legato al rapporto con gli altri, a come lo vive, come è abituata a gestirlo, quali sono gli schemi che ricorrentemente mette in atto e che in generale possono rivelarsi fallimentari, come lei stessa racconta.
Inoltre, c'è il tema della malattia, che ricopre sempre un ruolo importantissimo nell'equilibrio psicologico di una persona, specie quando si tratta di malattie lunghe, degenerative, che richiedono assistenza prolungata nel tempo da parte di un figlio nei confronti di un genitore.
Infine, mi sembra che accenni anche all'esigenza di una rielaborazione dei suoi rapporti con le figure di attaccamento e dunque con suo padre e con sua madre, affrontando tuttavia anche il dolore della perdita, che essa stessa si caratterizza come un trauma.
Spesso, in persone abituate a gestire tutto, a prendersi tutto sulle spalle, a non fermarsi mai, come lei accenna, il malessere trova una sua forma di comunicazione attraverso l'ansia, che non dimentichiamolo, ha una funzione anche adattiva a livello genetico (ci allontana dal pericolo o segnala un pericolo stesso) in questo senso occorrerebbe lavorare su questi "segnali" per dargli voce e significato, insieme ad una persona che possa, attraverso la costruzione di una relazione di fiducia professionale, aiutarla ad elaborare la sofferenza che ha incamerato senza elaborare.
Comprendo ovviamente il problema economico non di poco conto, ma le posso garantire che esistono numerosi colleghi, me compresa, che aderiscono a progetti di psicoterapia a basso costo per facilitarne l'accesso a persone che non potrebbero sostenere cifre troppo alte, oltre che potrebbe sentire la sua ASL di riferimento, dove solitamente ci sono professionisti che lavorano con costi piuttosto accessibili.
E' estremamente importante che lei possa dar voce a questi sintomi che stanno prendendo spazio, perchè solo in questo modo potrà davvero tornare a stare meglio.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
gli eventi e le emozioni che lei descrive rendono perfettamente chiaro il forte malessere di cui è portatrice e anche la difficoltà di sostenerlo, dopo lungo tempo e numerosi eventi di vita difficili.
Da ciò che descrive sarebbero molti i punti sui quali lavorare: innanzitutto un aspetto relazionale, legato al rapporto con gli altri, a come lo vive, come è abituata a gestirlo, quali sono gli schemi che ricorrentemente mette in atto e che in generale possono rivelarsi fallimentari, come lei stessa racconta.
Inoltre, c'è il tema della malattia, che ricopre sempre un ruolo importantissimo nell'equilibrio psicologico di una persona, specie quando si tratta di malattie lunghe, degenerative, che richiedono assistenza prolungata nel tempo da parte di un figlio nei confronti di un genitore.
Infine, mi sembra che accenni anche all'esigenza di una rielaborazione dei suoi rapporti con le figure di attaccamento e dunque con suo padre e con sua madre, affrontando tuttavia anche il dolore della perdita, che essa stessa si caratterizza come un trauma.
Spesso, in persone abituate a gestire tutto, a prendersi tutto sulle spalle, a non fermarsi mai, come lei accenna, il malessere trova una sua forma di comunicazione attraverso l'ansia, che non dimentichiamolo, ha una funzione anche adattiva a livello genetico (ci allontana dal pericolo o segnala un pericolo stesso) in questo senso occorrerebbe lavorare su questi "segnali" per dargli voce e significato, insieme ad una persona che possa, attraverso la costruzione di una relazione di fiducia professionale, aiutarla ad elaborare la sofferenza che ha incamerato senza elaborare.
Comprendo ovviamente il problema economico non di poco conto, ma le posso garantire che esistono numerosi colleghi, me compresa, che aderiscono a progetti di psicoterapia a basso costo per facilitarne l'accesso a persone che non potrebbero sostenere cifre troppo alte, oltre che potrebbe sentire la sua ASL di riferimento, dove solitamente ci sono professionisti che lavorano con costi piuttosto accessibili.
E' estremamente importante che lei possa dar voce a questi sintomi che stanno prendendo spazio, perchè solo in questo modo potrà davvero tornare a stare meglio.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Salve, ho letto attentamente la sua lunga lettera, mi sembra che lei ha avuto degli avvenimenti importanti nella sua vita. La morte della mamma che è stata la conclusione di anni di sofferenza con la sua malattia ed il menefreghismo, come scrive, di suo padre. Quindi lei ha dovuto gestire il tutto da sola ed è crollata, con attacchi di panico ed altri disturbi. Mi sembra che lei abbia avuto ed ha tutt'ora dei pesi molto pesanti da gestire sia a livello affettivo ed economici, soprattutto è molto sola. Lei ci scrive che non può iniziare un percorso terapeutico per questioni economiche, ma per lei è necessario che lei si rapporti con una psicoterapeuta che la può sicuramente aiutare e trovare una strada giusta per lei, potrebbe rivolgersi ad una ASL o un centro di Igiene Mentale dove dovrebbe pagare solo il ticket oppure cercare uno psicoterapeuta che possa farle un prezzo giusto per lei. Spero che trovi la soluzione giusta per lei, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli
Prenota subito una visita online: Primo colloquio individuale - 50 €
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Per prenotare una visita tramite MioDottore, clicca sul pulsante Prenota una visita.
Buongiorno, sicuramente tanto carico emotivo da gestire e una storia passata anch'essa complicata. Indubbiamente un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a "sbrogliare" la matassa emotiva in cui si trova. Oltre alle ASL - Centri di Salute Mentale, sul territorio sono sempre più frequenti associazioni che riescono ad offrire percorsi di psicoterapia a prezzi calmierati. Potrebbe verificare se sul suo territorio sono presenti queste realtà.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Salve. E' chiaro che lei abbia vissuto degli eventi di vita particolarmente stressanti e che abbia la necessità di un supporto psicologico per essere aiutata a poter far fronte alle incombenze della vita quotidiana. Può rivolgersi ad un CPS o anche cercare qualche ONLUS che le possa offrire il supporto che lei merita. Cari saluti
Salve Funny da quello che emerge dai tuoi scritti tu sei una persona forte che nella vita ha affrontato mille problemi da sola. Ma anche che è forte come te a volte può crollare ed avere bisogno di una spalla sulla quale appoggiarsi. Io penso che in questo momento avresti bisogno di un supporto terapeutico che ti possa aiutare a superare queste difficoltà. Il problema economico credimi è superabile, ci sono tanti professionisti disposti ad aiutarti.
Ciao Funny
Ciao Funny
Cara fanny, lei deve partire da Sé stessa e no dall'eliminare i sintomi. Quello che dico e suggerisco è forte e può sembrare controcorrente.
Lei ha bisogno di pensare a Lei come persona, come essere con i suoi desideri e bisogni. In primis mi pare di comprendere essere il raggiungimento di un lavoro e di un'autonomia economica. Allora si concentri su di sé e sulla realizzazione (che richiede per tutti noi un tempo) dei suoi bisogni e necessità. Vedrà che i sintomi avranno un'altro loro espressione ed evoluzione ma è necessario che lei punti su di lei e sulla sua parte sana. Quella parte sana e funzionale che ha messo a disposizione della sua famiglia. Ora deve pensare a sé stessa e a ciò che è importante per lei.
Se desidera può contattarmi privatamente per eventuali delucidazioni e chiarimenti.
Cordialmente la saluto
Lei ha bisogno di pensare a Lei come persona, come essere con i suoi desideri e bisogni. In primis mi pare di comprendere essere il raggiungimento di un lavoro e di un'autonomia economica. Allora si concentri su di sé e sulla realizzazione (che richiede per tutti noi un tempo) dei suoi bisogni e necessità. Vedrà che i sintomi avranno un'altro loro espressione ed evoluzione ma è necessario che lei punti su di lei e sulla sua parte sana. Quella parte sana e funzionale che ha messo a disposizione della sua famiglia. Ora deve pensare a sé stessa e a ciò che è importante per lei.
Se desidera può contattarmi privatamente per eventuali delucidazioni e chiarimenti.
Cordialmente la saluto
Buongiorno, non dice quale ansiolitico assuma, per il suo stato angoscioso-depressivo dovrebbe prendere un antidepressivo serotoninergico, per cui le consiglio di recarsi da uno psichiatra.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente, Maurizio Luppi.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente, Maurizio Luppi.
Buongiorno. La sua storia dolorosa, costellata da lutti, piccoli e grandi traumi ed eventi spiacevoli hanno certamente contribuito a far "venire fuori" un assetto sintomatologico che lei identifica con ansia , tristezza e conseguenti condotte di evitamento. L'esperienza clinica mi ha insegnato che non possiamo sempre fuggire, che L 'evitamento di alcune parti di noi e dei nostri "sintomi" non ci aiuterà a sconfiggerli , anzi .
Certamente la psicoterapia potrebbe aiutarla per l'elaborazione di vissuti dolorosi e traumatici
Certamente la psicoterapia potrebbe aiutarla per l'elaborazione di vissuti dolorosi e traumatici
E' come se avesse un leone che le gira intorno ma in realtà è nella sua testa. Credo che debba approfondire il legame, probabilmente simbiotico con sua madre che non le ha permesso di crescere e separarsi da lei e di individualizzarsi come persona. Purtroppo è stata costretta di colpo a farsi carico di tutto con la scomparsa di sua madre. Mi spiace anche per la perdita di suo fratello.. Può rivolgersi al Centro di Salute Mentale di competenza territoriale o rivolgersi a qualche gruppo di mutuo aiuto (AMA) gestito da facilitato esperti. Auguri!
Gentile Fanny, Lei ha descritto in maniera chiara ed esplicativa la sua situazione: ansia, timori, paure, dolore, rabbia...ed ha già individuato il giusto percorso... adesso ha bisogno di un aiuto, provi a contattare consultori familiari, CSM per iniziare un percorso di psicoterapia. anzi, se ha la possibilità di indicarci la città in cui risiede potremmo indirizzarla meglio.
In bocca al lupo.
cordialmente
In bocca al lupo.
cordialmente
In ausilio alla terapia farmacologica può provare un percorso di terapia E.M.D.R., specifica sul trauma.
Trova tutte le informazioni sul sito ufficiale ww.emdr.it come l'elenco di terapeuti abilitati nella sua zona.
Non perda la speranza.
Cordialmente
Trova tutte le informazioni sul sito ufficiale ww.emdr.it come l'elenco di terapeuti abilitati nella sua zona.
Non perda la speranza.
Cordialmente
Dalla sua domanda-lettera si evince tutto il peso ed il dolore che ha caratterizzato la sua vita in molti momenti. Si sente anche tutto lo sforzo e l’impegno con cui cerca di risalire dalla tristezza, dallo sconforto e molte altre emozioni che fa fatica a gestire e non riesce a ‘sbrogliare’. Credo che lei abbia messo a fuoco l’utilità/necessità di una psicoterapia per consentirle di sbrogliare i nodi che le procurano tanta sofferenza. Sento pertanto solo di rafforzare questa sua consapevolezza e di suggerirle di attivarsi senza indugi nel trovare un professionista in un contesto che possa offrirle una soluzione per la questione economica. Oltre al servizio pubblico le suggerisco di verificare la presenza sul suo territorio di associazioni che possano offrirle la possibilità di fare un percorso a costi agevolati. Personalmente sono socia di una Associazione Nazionale che consente ai professionisti di praticare tariffe calmierate. Se ritiene mi contatti le darò maggiori ragguagli. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Salve cara signora, purtroppo i suoi stati d'ansia sono la risposta psicosomatica che il suo organismo le sta dando a seguito della serie di eventi traumatici che lei ha dovuto affrontare e che l'hanno portata ad accumulare un forte stato di stress. Ciò è dato sia dalla perdita di sua madre e di suo fratello, sia il sovraccaricarsi di responsabilità prima con sua madre ed ora con suo padre e non sentendo riconosciuto il suo impegno. Inoltre le difficoltà relazionali che ha avuto con le figure genitoriali, possono creare delle rappresentazioni relazionali spesso con aspettative non reali nei confronti delle altre persone bloccandola nelle interazioni con esse.
Cara Fanny,
nella lettera che hai scritto esprimi temi che hanno a che fare con lutti e lunghe ed invalidanti malattie che ti hanno vista e ti vedono tutt'ora coinvolta a livello fisico ed emotivo. Devi affrontare anche difficoltà economiche, scelte difficili e delusioni affettive. Tutto questo carico, che ti appesantisce e stanca, perchè non condiviso con altre persone, si unisce ai tuoi vissuti di tristezza, amarezza, ansia, depressione e paura, acuite da alcune recenti esperienze in cui hai avuto a che fare con uomini dal comportamento arrogante e provocatorio.
Da quanto scrivi il tuo malessere e senso di solitudine sono stati così tanto forti ultimamente, da farti avere paura che ti possa succedere qualcosa; paura e terrore che senti anche quando cerchi di fare alcune cose anche da sola, come andare al teatro, senza però riuscire.
Nella tua lettera noto però anche tante risorse che possono essere un nuovo punto di partenza per te. Dalle tue parole trapela infatti la voglia di affrontare le tue paure per non agire più comportamenti per te limitanti.
Date le forti emozioni di ansia e panico che provi, è importante che tu possa affiancare alla cura farmacologica, prescritta dal neurologo, uno spazio di lavoro psicoterapico che ti permetta di gestire questi stati d'animo e diventare maggiormente consapevole del contesto in cui avvengono, di quali sono i bisogni sottostanti che non sono accolti e quali automatismi si innescano in te e che devi rompere.
Concordo con ciò che hanno scritto i miei colleghi rispetto alla possibilità di effettuare un percorso al CSM oppure rivolgendoti ad associazioni presenti sul territorio.
Ti mando un caro saluto.
nella lettera che hai scritto esprimi temi che hanno a che fare con lutti e lunghe ed invalidanti malattie che ti hanno vista e ti vedono tutt'ora coinvolta a livello fisico ed emotivo. Devi affrontare anche difficoltà economiche, scelte difficili e delusioni affettive. Tutto questo carico, che ti appesantisce e stanca, perchè non condiviso con altre persone, si unisce ai tuoi vissuti di tristezza, amarezza, ansia, depressione e paura, acuite da alcune recenti esperienze in cui hai avuto a che fare con uomini dal comportamento arrogante e provocatorio.
Da quanto scrivi il tuo malessere e senso di solitudine sono stati così tanto forti ultimamente, da farti avere paura che ti possa succedere qualcosa; paura e terrore che senti anche quando cerchi di fare alcune cose anche da sola, come andare al teatro, senza però riuscire.
Nella tua lettera noto però anche tante risorse che possono essere un nuovo punto di partenza per te. Dalle tue parole trapela infatti la voglia di affrontare le tue paure per non agire più comportamenti per te limitanti.
Date le forti emozioni di ansia e panico che provi, è importante che tu possa affiancare alla cura farmacologica, prescritta dal neurologo, uno spazio di lavoro psicoterapico che ti permetta di gestire questi stati d'animo e diventare maggiormente consapevole del contesto in cui avvengono, di quali sono i bisogni sottostanti che non sono accolti e quali automatismi si innescano in te e che devi rompere.
Concordo con ciò che hanno scritto i miei colleghi rispetto alla possibilità di effettuare un percorso al CSM oppure rivolgendoti ad associazioni presenti sul territorio.
Ti mando un caro saluto.
Buongiorno.
La gestione di malattie e lutti può essere psicologicamente invalidante, soprattutto se per prendersi cura degli altri si mette da parte la propria vita.
'Che ne sarà di me?' ci si può chiedere dopo aver passato la propria vita a mettere gli altri al primo posto.
Oltre all'ansia, sento però il desiderio di un cambiamento, di un voler iniziare a volare, di prendersi qualcosa per sè.
Lei stessa riconosce che la psicoterapia la potrebbe sostenere in questo percorso. Son d'accordo.
Usi i terapeuti pubblici sul territorio oppure approfitti di noi colleghi che offrono delle ore a pagamento ridotto.
Io personalmente aderisco al progetto 'Psicologia aperta', per una psicoterapia accessibile a tutti.
La gestione di malattie e lutti può essere psicologicamente invalidante, soprattutto se per prendersi cura degli altri si mette da parte la propria vita.
'Che ne sarà di me?' ci si può chiedere dopo aver passato la propria vita a mettere gli altri al primo posto.
Oltre all'ansia, sento però il desiderio di un cambiamento, di un voler iniziare a volare, di prendersi qualcosa per sè.
Lei stessa riconosce che la psicoterapia la potrebbe sostenere in questo percorso. Son d'accordo.
Usi i terapeuti pubblici sul territorio oppure approfitti di noi colleghi che offrono delle ore a pagamento ridotto.
Io personalmente aderisco al progetto 'Psicologia aperta', per una psicoterapia accessibile a tutti.
Gentile paziente,
grazie per aver condiviso con noi professionisti i suoi vissuti e una parte della sua storia. Mi trova molto d'accordo quando esprime il desiderio e il bisogno autentico di un percorso psicologico psicoterapeutico. Credo potrebbe giovarle molto, sia sul piano del potersi conoscere nel profondo, comprendendo il perchè di alcune emozioni, paure, istinti, malesseri..al fine di poi arrivare ad un senso di padronanza maggiore e più soddisfacente, sia sul piano di mettersi in contatto con le sue risorse personali e anche apprendere nuovi metodi per far fronte alle difficoltà. Le consiglio un approccio integrato. Può rivolgersi ad un CPS o un centro di igiene mentale della sua zona. E.. buon percorso!
grazie per aver condiviso con noi professionisti i suoi vissuti e una parte della sua storia. Mi trova molto d'accordo quando esprime il desiderio e il bisogno autentico di un percorso psicologico psicoterapeutico. Credo potrebbe giovarle molto, sia sul piano del potersi conoscere nel profondo, comprendendo il perchè di alcune emozioni, paure, istinti, malesseri..al fine di poi arrivare ad un senso di padronanza maggiore e più soddisfacente, sia sul piano di mettersi in contatto con le sue risorse personali e anche apprendere nuovi metodi per far fronte alle difficoltà. Le consiglio un approccio integrato. Può rivolgersi ad un CPS o un centro di igiene mentale della sua zona. E.. buon percorso!
Salve,
ma ha capito o no che deve rivolgersi ad uno psicoterapeuta? Credo che qui le sia stato riferito sia da me che dai miei colleghi in tutte le salse. Se vuole realmente farsi aiutare si affidi ad un professionista, altrimenti credo sia inutile che continua a scrivere.
Saluti.
ma ha capito o no che deve rivolgersi ad uno psicoterapeuta? Credo che qui le sia stato riferito sia da me che dai miei colleghi in tutte le salse. Se vuole realmente farsi aiutare si affidi ad un professionista, altrimenti credo sia inutile che continua a scrivere.
Saluti.
Gentile utente,
Ho letto con molta attenzione la sua storia. Sarebbe indicato un percorso di psicoterapia che la possa aiutare a superare questo momento così doloroso e di malessere. Non vi é altra via. L’ agopuntura sicuramente la fa stare meglio, così come gli ansiolitici ma solo nell immediatezza. La psicoterapia le consentirebbe invece di poter guardare al futuro, puntando ad un benessere che sia a più lungo termine. Ci pensi, e trovi la motivazione per poterla cominciare anche se molto dolorosa.
Cari Saluti
Dott. Diego Ferrara
Ho letto con molta attenzione la sua storia. Sarebbe indicato un percorso di psicoterapia che la possa aiutare a superare questo momento così doloroso e di malessere. Non vi é altra via. L’ agopuntura sicuramente la fa stare meglio, così come gli ansiolitici ma solo nell immediatezza. La psicoterapia le consentirebbe invece di poter guardare al futuro, puntando ad un benessere che sia a più lungo termine. Ci pensi, e trovi la motivazione per poterla cominciare anche se molto dolorosa.
Cari Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, ho letto attentamente la sua lunga lettera, e la sensazione che più mi ha colpito è il costante dolore che ha dovuto gestire in questo lungo periodo. La invito a prendere in considerazione un percorso psicologico che l’aiuti ad elaborare i molteplici traumi che ha subito. Può rivolgersi al cps di zona o cercare qualche onlus. Rimango a sua disposizioni per tutti i chiarimenti necessari.
Dott. Beretta
Dott. Beretta
Salve Funny, eliminare i sintomi non equivale esattamente ad una guarigione se non capisce da cosa siano scatenati. Deve partire da se stessa, dalla sua storia e, perchè no, anche dal significato di questo suo nome.
Saluti
Saluti
Cara Fanny,
mi spiace molto per la situazione che sta vivendo e per il lutto che ha avuto. Mi sembra che abbia una forte motivazione, la psicoterapia le darebbe davvero un grande aiuto. Si informi nel pubblico o presso associazioni che offrono servizio a prezzi molto bassi.
Le auguri il meglio,
Dott ssa Federica Leonardi
mi spiace molto per la situazione che sta vivendo e per il lutto che ha avuto. Mi sembra che abbia una forte motivazione, la psicoterapia le darebbe davvero un grande aiuto. Si informi nel pubblico o presso associazioni che offrono servizio a prezzi molto bassi.
Le auguri il meglio,
Dott ssa Federica Leonardi
Salve,
leggere quanto scrive fa emergere tutta la sofferenza che lei ha vissuto e che sta vivendo ancora adesso.
Ritengo molto importante che comunque si sia messa in gioco chiedendo aiuto, non ultimo su questa piattaforma.
Le consiglio di rivolgersi all'Asl del suo territorio per poter essere seguita in modo completo e continuativo a prezzo di ticket.
Le auguro davvero in bocca al lupo e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
leggere quanto scrive fa emergere tutta la sofferenza che lei ha vissuto e che sta vivendo ancora adesso.
Ritengo molto importante che comunque si sia messa in gioco chiedendo aiuto, non ultimo su questa piattaforma.
Le consiglio di rivolgersi all'Asl del suo territorio per poter essere seguita in modo completo e continuativo a prezzo di ticket.
Le auguro davvero in bocca al lupo e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Ci sono dei punti oscuri come dice lei e poi il lutto e tutto quello che la disperazione porta a galla....la terapia breve agisce sul sintomo ma non su tutto,le consiglio un percorso lungo che vada a sviscerare i vari aspetti del suo vissuto. in ogni caso cerchi di avere coraggio e speranza per intraprendere un percorso che la salvi da se stessa.
Cara Fanny,
grazie per aver condiviso la sua storia, sento il peso delle difficoltà che sta affrontando, così come il suo desiderio di migliorare e di ritrovare stabilità e serenità nella sua vita. Quello che descrive è un percorso di vita complesso, segnato da perdite dolorose e da sfide relazionali con figure importanti, che le hanno lasciato un’eredità emotiva gravosa.
Il panico, l’ansia e il senso di blocco che prova oggi sono reazioni comprensibili, date le tante responsabilità e i cambiamenti che ha affrontato negli ultimi tempi, e possono riemergere nei momenti in cui ci sentiamo più vulnerabili. La sua tenacia e la sua voglia di “vivere prima o poi” sono risorse preziose, e credo che una terapia orientata a esplorare queste esperienze le potrebbe dare un supporto profondo e utile per elaborare le ferite del passato e affrontare con più serenità il presente.
So che ha già provato diverse strade per sentirsi meglio, e mi colpisce il suo impegno a trovare un equilibrio; l’agopuntura e le sue scelte di cura dimostrano una volontà di rimettersi in gioco e di riprendere il controllo della sua vita. Se desidera, possiamo iniziare un percorso che unisca un approccio sistemico-relazionale e l’EMDR, che spesso si rivela efficace per elaborare eventi traumatici e per ridurre l’ansia. E capisco anche le sue preoccupazioni economiche, quindi, per quanto mi è possibile, sono disponibile a concordare una soluzione sostenibile per lei.
Resto a disposizione per qualsiasi domanda e, se desidera, possiamo concordare un primo incontro per conoscerci e valutare insieme il percorso più adatto a lei.
Le mando un caro saluto e un incoraggiamento per il suo cammino.
Dott.ssa Miroddi
grazie per aver condiviso la sua storia, sento il peso delle difficoltà che sta affrontando, così come il suo desiderio di migliorare e di ritrovare stabilità e serenità nella sua vita. Quello che descrive è un percorso di vita complesso, segnato da perdite dolorose e da sfide relazionali con figure importanti, che le hanno lasciato un’eredità emotiva gravosa.
Il panico, l’ansia e il senso di blocco che prova oggi sono reazioni comprensibili, date le tante responsabilità e i cambiamenti che ha affrontato negli ultimi tempi, e possono riemergere nei momenti in cui ci sentiamo più vulnerabili. La sua tenacia e la sua voglia di “vivere prima o poi” sono risorse preziose, e credo che una terapia orientata a esplorare queste esperienze le potrebbe dare un supporto profondo e utile per elaborare le ferite del passato e affrontare con più serenità il presente.
So che ha già provato diverse strade per sentirsi meglio, e mi colpisce il suo impegno a trovare un equilibrio; l’agopuntura e le sue scelte di cura dimostrano una volontà di rimettersi in gioco e di riprendere il controllo della sua vita. Se desidera, possiamo iniziare un percorso che unisca un approccio sistemico-relazionale e l’EMDR, che spesso si rivela efficace per elaborare eventi traumatici e per ridurre l’ansia. E capisco anche le sue preoccupazioni economiche, quindi, per quanto mi è possibile, sono disponibile a concordare una soluzione sostenibile per lei.
Resto a disposizione per qualsiasi domanda e, se desidera, possiamo concordare un primo incontro per conoscerci e valutare insieme il percorso più adatto a lei.
Le mando un caro saluto e un incoraggiamento per il suo cammino.
Dott.ssa Miroddi
Gentile utente, concordo ampiamente con la maggior parte delle osservazioni espresse dai colleghi, sottolineando l'importanza di un approccio professionale, empatico e privo di giudizi.
Cordiali Saluti
Dottor Mauro Vargiu
Cordiali Saluti
Dottor Mauro Vargiu
Cara Fanny,
La tua storia racconta un percorso di vita complesso e doloroso, segnato da perdite significative, difficoltà relazionali e una lotta costante contro ansia e panico. La sofferenza che descrivi è autentica e intensa, ma è evidente anche la tua forza interiore e la volontà di ritrovare un equilibrio.
Ciò che stai vivendo è comprensibile, considerando il carico emotivo e fisico che hai affrontato per anni. Il crollo di luglio 2017 è probabilmente il risultato di un accumulo di stress e fatica che non ha trovato spazio per essere elaborato nel momento giusto. Ora, la tua ansia, l'evitamento e le paure possono essere segnali del tuo corpo e della tua mente, che cercano di richiamare la tua attenzione per prendersi cura di te.
L'approccio che stai cercando, integrando tecniche come l'agopuntura e la psicoterapia, è valido e promettente. Tuttavia, è importante affrontare in profondità le radici del tuo malessere. I temi che descrivi – le relazioni con i genitori, le dinamiche con gli altri, i sentimenti di delusione e il tuo rapporto con la paura – richiedono uno spazio sicuro dove possono essere esplorati e compresi.
Ti incoraggiamento a non arrenderti nella ricerca di supporto psicologico. Esistono centri o professionisti che potrebbero offrire un aiuto compatibile con le tue possibilità economiche, e alcune associazioni offrono servizi a tariffe agevolate. La psicoterapia ti permetterebbe di lavorare sulle emozioni, sui pensieri e sulle paure che ti stanno bloccando, aiutandoti a ritrovare una maggiore serenità e autonomia.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire la tua situazione rivolgendoti ad uno specialista.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
La tua storia racconta un percorso di vita complesso e doloroso, segnato da perdite significative, difficoltà relazionali e una lotta costante contro ansia e panico. La sofferenza che descrivi è autentica e intensa, ma è evidente anche la tua forza interiore e la volontà di ritrovare un equilibrio.
Ciò che stai vivendo è comprensibile, considerando il carico emotivo e fisico che hai affrontato per anni. Il crollo di luglio 2017 è probabilmente il risultato di un accumulo di stress e fatica che non ha trovato spazio per essere elaborato nel momento giusto. Ora, la tua ansia, l'evitamento e le paure possono essere segnali del tuo corpo e della tua mente, che cercano di richiamare la tua attenzione per prendersi cura di te.
L'approccio che stai cercando, integrando tecniche come l'agopuntura e la psicoterapia, è valido e promettente. Tuttavia, è importante affrontare in profondità le radici del tuo malessere. I temi che descrivi – le relazioni con i genitori, le dinamiche con gli altri, i sentimenti di delusione e il tuo rapporto con la paura – richiedono uno spazio sicuro dove possono essere esplorati e compresi.
Ti incoraggiamento a non arrenderti nella ricerca di supporto psicologico. Esistono centri o professionisti che potrebbero offrire un aiuto compatibile con le tue possibilità economiche, e alcune associazioni offrono servizi a tariffe agevolate. La psicoterapia ti permetterebbe di lavorare sulle emozioni, sui pensieri e sulle paure che ti stanno bloccando, aiutandoti a ritrovare una maggiore serenità e autonomia.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire la tua situazione rivolgendoti ad uno specialista.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Carissima Fanny,
il peso che porti sulle spalle è enorme, tra lutti, responsabilità, delusioni e un passato familiare che sembra ancora stringerti in una morsa. Eppure, tra le tue parole, emerge anche una parte di te che non si arrende, che ama la vita e che sogna di vivere, prima o poi.
Mi colpisce la tua voglia di essere indipendente dalla paura, il tuo desiderio di tornare a prendere un treno, un autobus, a camminare senza sentirti bloccata. E mi chiedo: e se il problema non fosse l’ansia in sé, ma il significato che le dai? Se fosse una parte di te che cerca disperatamente di proteggerti da un dolore più profondo?
La sensazione di panico che provi, la paura di morire, il sentirti bloccata… potrebbero essere legate non solo a ciò che hai vissuto di recente, ma anche a ciò che hai dovuto sopportare per troppo tempo da sola. Il tuo corpo e la tua mente ti stanno dicendo che c’è qualcosa che va elaborato, trasformato, e non solo gestito.
Hai già fatto passi importanti: hai cercato aiuto, hai provato l’agopuntura, ti sei presa cura della tua salute. E anche ora, nonostante la paura, dici che uscirai comunque. Questo dimostra che dentro di te c’è una forza incredibile, che può essere guidata in modo diverso per non dover più lottare da sola.
Un percorso di terapia potrebbe aiutarti a sbrogliare quei nodi oscuri che senti riemergere, a capire perché il rapporto con il maschile è così complesso, perché la solitudine a volte ti pesa così tanto e perché la paura ti tiene ancora bloccata in certe situazioni. Possiamo lavorarci insieme, se lo desideri. Ricevo su Roma e online!
il peso che porti sulle spalle è enorme, tra lutti, responsabilità, delusioni e un passato familiare che sembra ancora stringerti in una morsa. Eppure, tra le tue parole, emerge anche una parte di te che non si arrende, che ama la vita e che sogna di vivere, prima o poi.
Mi colpisce la tua voglia di essere indipendente dalla paura, il tuo desiderio di tornare a prendere un treno, un autobus, a camminare senza sentirti bloccata. E mi chiedo: e se il problema non fosse l’ansia in sé, ma il significato che le dai? Se fosse una parte di te che cerca disperatamente di proteggerti da un dolore più profondo?
La sensazione di panico che provi, la paura di morire, il sentirti bloccata… potrebbero essere legate non solo a ciò che hai vissuto di recente, ma anche a ciò che hai dovuto sopportare per troppo tempo da sola. Il tuo corpo e la tua mente ti stanno dicendo che c’è qualcosa che va elaborato, trasformato, e non solo gestito.
Hai già fatto passi importanti: hai cercato aiuto, hai provato l’agopuntura, ti sei presa cura della tua salute. E anche ora, nonostante la paura, dici che uscirai comunque. Questo dimostra che dentro di te c’è una forza incredibile, che può essere guidata in modo diverso per non dover più lottare da sola.
Un percorso di terapia potrebbe aiutarti a sbrogliare quei nodi oscuri che senti riemergere, a capire perché il rapporto con il maschile è così complesso, perché la solitudine a volte ti pesa così tanto e perché la paura ti tiene ancora bloccata in certe situazioni. Possiamo lavorarci insieme, se lo desideri. Ricevo su Roma e online!
Cara Fanny, leggo che assumi un ansiolitico da quando hai subito questa dolorosa perdita. Penso che probabilmente queste forti emozioni vadano elaborate e sviscerate anche in un contesto di psicoterapia. Il farmaco può essere molto utile ma a volte va integrato ad un altro tipo di approccio. Hai passato una situazione familiare molto difficile con lutti, malattie e sicuramente tanto dolore: tutti questi sentimenti vanno accolti e compresi poiché se non elaborati a sufficienza possono tornare anche dopo anni sotto forma di sintomi che bloccano la vita nel quotidiano proprio come la situazione che hai descritto (sensazioni di panico, terrore, ansia, angoscia che preme sul cuore...). A volte possono esserci delle situazioni particolari che causano un blocco nell'elaborazione del lutto e tutto questo genera forti sintomi anche a distanza di tempo. Inoltre, aver avuto relazioni difficili con i genitori può causare una maggiore difficoltà nell'accudimento (quando diventano anziani, fragili e bisognosi di cure); tutto questo genera sentimenti contrastanti (ad esempio il senso di colpa, il senso di lealtà, il dispiacere...) che sono causa di forte stress emotivo che impatta nel quotidiano. Andrebbe analizzato il tipo di rapporto che avevi con i tuoi familiari anche per comprendere le difficoltà che sperimenti oggi nelle relazioni sentimentali. Hai scritto di sentirti "bloccata" ma è una sensazione che puoi superare con un approccio terapeutico giusto per te che ti accompagni verso una maggiore comprensione e consapevolezza di te stessa. Il farmaco può essere un valido aiuto ma non può essere l'unico: a volte diventa un anestetico emotivo, si prende il farmaco per non sentire l'ansia ma poi le vere cause restano sepolte. Da psicoterapeuta esperta nell'elaborazione del lutto mi sento di consigliarti di prendere in considerazione un percorso psicologico. Ti mando un caro saluto
Cara Fanny,
prima di tutto voglio dirti che nelle tue parole si sente tantissimo coraggio. Nonostante le ferite, i lutti, le delusioni e la fatica quotidiana, dentro di te resta un desiderio di vivere, di cercare un senso, di non lasciarti schiacciare. Questo è un dato fondamentale: significa che il tuo Io, pur affaticato e spesso sotto pressione, continua a cercare vie per restare in piedi.
Quello che descrivi – le crisi di panico, i momenti di evitamento, la sensazione di angoscia che ti blocca e poi la spinta di grinta che ti fa comunque uscire – riflette un conflitto profondo. Da un lato c’è la tua parte vitale, desiderosa di esperienze (andare a teatro, sognare di vivere, voler amare la vita); dall’altro c’è una parte segnata da ansia e da un Super-Io molto severo e giudicante, che sembra dirti continuamente “non ce la farai, sei sola, non sei abbastanza”.
Il tuo corpo e la tua psiche rispondono a questo conflitto con diversi meccanismi di difesa:
l’evitamento (rinunciare a bus, treni, passeggiate, per ridurre il contatto con l’angoscia);
la somatizzazione (stanchezza, senso di blocco, peso sul cuore);
il bisogno di controllo ossessivo (cercare di individuare sempre “l’elemento scatenante”).
Questi meccanismi hanno lo scopo di proteggerti, ma finiscono per limitarti e alimentare la sensazione di essere intrappolata in una “bolla” di paure.
Dal punto di vista psicodinamico, molto del tuo dolore sembra legato a nodi antichi: la mancanza di un amore sicuro e costante da parte dei genitori, il sentirti caricata fin da piccola di responsabilità più grandi di te, il rapporto complesso con la figura maschile (tra delusione, rabbia e desiderio). È come se ogni lutto e ogni difficoltà attuale riattivasse quelle ferite profonde, facendo traboccare il vaso.
È comprensibile che la riduzione dell’ansiolitico, pur piccola, abbia reso il tuo Io più “scoperto” e vulnerabile, amplificando paure e angosce. Non significa che stai “regredendo” o che stai perdendo ciò che avevi conquistato: significa piuttosto che stai attraversando una fase di riassestamento in cui i vecchi fantasmi interni cercano spazio.
Cosa può aiutarti adesso?
Accoglienza verso di te: invece di giudicare le tue paure, prova a dirti che sono la voce di una parte fragile che chiede riconoscimento.
Piccoli passi: non serve affrontare tutto subito. Anche solo uscire di casa per una breve passeggiata, senza obbligarti a prendere mezzi lontani, è già un atto di forza dell’Io.
Simbolizzare: chiediti non tanto “da cosa è scatenata la crisi”, ma “che cosa vuole raccontarmi di me questa paura?”. Spesso il panico è un linguaggio dell’inconscio che parla laddove le parole non bastano.
Relazioni sane: cerca chi ti fa sentire rispettata e sostenuta, evitando chi ti carica di provocazioni o pesantezza. Il tuo Io, già affaticato, ha bisogno di alleanze affettive nutrienti.
La psicoterapia, lo sai bene, sarebbe un luogo prezioso per contenere e dare senso a tutto questo. Capisco che le difficoltà economiche siano un ostacolo, ma forse puoi valutare percorsi a basso costo (servizi pubblici, associazioni, scuole di psicoterapia con tariffe agevolate).
Infine, non colpevolizzarti se l’ansia ritorna. Non è un “fallimento”: è il segnale che la tua psiche sta cercando ancora di elaborare traumi e carichi che nessuno avrebbe potuto reggere da sola senza fatica. La differenza è che oggi tu sei più consapevole, più capace di nominare le tue emozioni, e questo già ti rende meno schiava di esse.
Tu non sei solo ansia o panico: sei anche la donna che, pur ferita, continua a desiderare un musical, un abito, un viaggio. Questa è la tua parte vitale: coltivarla, anche nei piccoli gesti, è la vera strada per non restare intrappolata nell’angoscia.
prima di tutto voglio dirti che nelle tue parole si sente tantissimo coraggio. Nonostante le ferite, i lutti, le delusioni e la fatica quotidiana, dentro di te resta un desiderio di vivere, di cercare un senso, di non lasciarti schiacciare. Questo è un dato fondamentale: significa che il tuo Io, pur affaticato e spesso sotto pressione, continua a cercare vie per restare in piedi.
Quello che descrivi – le crisi di panico, i momenti di evitamento, la sensazione di angoscia che ti blocca e poi la spinta di grinta che ti fa comunque uscire – riflette un conflitto profondo. Da un lato c’è la tua parte vitale, desiderosa di esperienze (andare a teatro, sognare di vivere, voler amare la vita); dall’altro c’è una parte segnata da ansia e da un Super-Io molto severo e giudicante, che sembra dirti continuamente “non ce la farai, sei sola, non sei abbastanza”.
Il tuo corpo e la tua psiche rispondono a questo conflitto con diversi meccanismi di difesa:
l’evitamento (rinunciare a bus, treni, passeggiate, per ridurre il contatto con l’angoscia);
la somatizzazione (stanchezza, senso di blocco, peso sul cuore);
il bisogno di controllo ossessivo (cercare di individuare sempre “l’elemento scatenante”).
Questi meccanismi hanno lo scopo di proteggerti, ma finiscono per limitarti e alimentare la sensazione di essere intrappolata in una “bolla” di paure.
Dal punto di vista psicodinamico, molto del tuo dolore sembra legato a nodi antichi: la mancanza di un amore sicuro e costante da parte dei genitori, il sentirti caricata fin da piccola di responsabilità più grandi di te, il rapporto complesso con la figura maschile (tra delusione, rabbia e desiderio). È come se ogni lutto e ogni difficoltà attuale riattivasse quelle ferite profonde, facendo traboccare il vaso.
È comprensibile che la riduzione dell’ansiolitico, pur piccola, abbia reso il tuo Io più “scoperto” e vulnerabile, amplificando paure e angosce. Non significa che stai “regredendo” o che stai perdendo ciò che avevi conquistato: significa piuttosto che stai attraversando una fase di riassestamento in cui i vecchi fantasmi interni cercano spazio.
Cosa può aiutarti adesso?
Accoglienza verso di te: invece di giudicare le tue paure, prova a dirti che sono la voce di una parte fragile che chiede riconoscimento.
Piccoli passi: non serve affrontare tutto subito. Anche solo uscire di casa per una breve passeggiata, senza obbligarti a prendere mezzi lontani, è già un atto di forza dell’Io.
Simbolizzare: chiediti non tanto “da cosa è scatenata la crisi”, ma “che cosa vuole raccontarmi di me questa paura?”. Spesso il panico è un linguaggio dell’inconscio che parla laddove le parole non bastano.
Relazioni sane: cerca chi ti fa sentire rispettata e sostenuta, evitando chi ti carica di provocazioni o pesantezza. Il tuo Io, già affaticato, ha bisogno di alleanze affettive nutrienti.
La psicoterapia, lo sai bene, sarebbe un luogo prezioso per contenere e dare senso a tutto questo. Capisco che le difficoltà economiche siano un ostacolo, ma forse puoi valutare percorsi a basso costo (servizi pubblici, associazioni, scuole di psicoterapia con tariffe agevolate).
Infine, non colpevolizzarti se l’ansia ritorna. Non è un “fallimento”: è il segnale che la tua psiche sta cercando ancora di elaborare traumi e carichi che nessuno avrebbe potuto reggere da sola senza fatica. La differenza è che oggi tu sei più consapevole, più capace di nominare le tue emozioni, e questo già ti rende meno schiava di esse.
Tu non sei solo ansia o panico: sei anche la donna che, pur ferita, continua a desiderare un musical, un abito, un viaggio. Questa è la tua parte vitale: coltivarla, anche nei piccoli gesti, è la vera strada per non restare intrappolata nell’angoscia.
Ciao Fanny,
comprendo quanta fatica stai affrontando: i lutti, le responsabilità familiari, le difficoltà pratiche ed economiche possono generare ansia, tristezza e sensazioni di blocco come quelle che descrivi. Non sono segnali di “debolezza”, ma reazioni comprensibili a un carico molto intenso.
In terapia lavoriamo proprio per dare significato a questi vissuti, distinguendo le parti di te che lottano, che soffrono e che desiderano vivere pienamente. Anche la mindfulness può aiutarti a radicarti nel presente e ad accogliere le emozioni senza esserne travolta. Se lo desideri, possiamo valutare insieme un percorso che ti accompagni con continuità e strumenti concreti.
comprendo quanta fatica stai affrontando: i lutti, le responsabilità familiari, le difficoltà pratiche ed economiche possono generare ansia, tristezza e sensazioni di blocco come quelle che descrivi. Non sono segnali di “debolezza”, ma reazioni comprensibili a un carico molto intenso.
In terapia lavoriamo proprio per dare significato a questi vissuti, distinguendo le parti di te che lottano, che soffrono e che desiderano vivere pienamente. Anche la mindfulness può aiutarti a radicarti nel presente e ad accogliere le emozioni senza esserne travolta. Se lo desideri, possiamo valutare insieme un percorso che ti accompagni con continuità e strumenti concreti.
Gentile Fanny,
sta affrontando un grande carico emotivo da tempo e sta facendo già molto per reagire. Le sensazioni di ansia, panico e confusione sono comprensibili. La situazione con quest’uomo riattiva ferite profonde e, se le genera malessere, è importante porsi un limite chiaro.
Valuti di rivolgersi a un servizio di psicoterapia agevolato: un supporto continuativo può davvero aiutarla.
Sono disponibile a parlarne in un primo colloquio conoscitivo, anche online.
Dottoressa Greta Pisano,
psicologa e psicoterapeuta
sta affrontando un grande carico emotivo da tempo e sta facendo già molto per reagire. Le sensazioni di ansia, panico e confusione sono comprensibili. La situazione con quest’uomo riattiva ferite profonde e, se le genera malessere, è importante porsi un limite chiaro.
Valuti di rivolgersi a un servizio di psicoterapia agevolato: un supporto continuativo può davvero aiutarla.
Sono disponibile a parlarne in un primo colloquio conoscitivo, anche online.
Dottoressa Greta Pisano,
psicologa e psicoterapeuta
Esperti
Domande correlate
- Buongiorno, chiedo un consiglio perchè non so come comportarmi con mia figlia e aiutarla. E' una ragazzina di quasi 14 anni, brava a scuola, con tanti amici e tanti interessi però ha un rapporto complicato con il cibo e questo le crea ansia. Non mangia tutto perchè tante cose non le piacciono ma a casa…
- Salve, ho la mia ex moglie che, ha delle ossessioni di alcuni colori e numeri , che la inducono a comportamenti pericolosi, ma non solo, pensa addirittura che dove li vede o li senta , in giro, li abbia messi qualcuno per fa dispetto a lei, e anche con delle canzoni. Poi non esce più di casa, va solo…
- Buonasera, ho una relazione felice da anni culminata con anche ciò che deriva da un felice connubio tra due persone. tre anni dopo il fidanzamento però ho avuto una esperienza con lo stesso sesso per capire e avere risposte su me stesso in quanto pensavo di essere bi. La situazione è durata il tempo…
- Ho un amico che ha provato a suicidarsi. Dopo svariati attacchi di ansia e una cura prescritta dall'asl (che lui seguiva) è stato portato al csm. Lui non vuole stare nella struttura e soffre, ultimamente gli impediscono di vedere il suo ragazzo e rifiutano di farlo dimettere nonostante non sia sotto…
- Salve, sono un ragazzo di 25 anni. Sono bloccato in un limbo da cui non riesco ad uscire e non ne capisco le ragioni. Non ho mai stimoli né voglia a fare qualcosa, che sia uscire o studiare. Ho pochi amici e negli ultimi anni ho subito solo delusioni. In particolare una che mi ha letteralmente spezzato…
- Buongiorno, mio figlio 31 anni, ha una grande sofferenza e non riesce a lavorare. Inoltre nega di avere un problema. Se qualcuno glielo fa notare lui chiude i rapporti. Noi genitori non sappiamo piu cosa fare.
- Ho 40 anni, e ho una relazione che dura da 17. Da un paio di giorni, la mia compagna mi ha detto che non sa se mi ama più, se mi vuol bene come un fratello o se il sentimento ancora c'è. Avevo avuto già dei sospetti e delle avvisaglie, anche perché ho avuto le mie carenze e le mie colpe. La relazione…
- Tra ottobre 2023 e il 2025 ho iniziato ad avere un forte malessere.. Ho iniziato ad avvertire una forte pressione da parte della ex moglie drl mio compagno... Parcheggiava avanti a casa dei miei suoceri o dietro la mia auto dal lunedì al venerdì, si è vero, doveva prendere suo figlio da scuola.. Ma arriva…
- Buongiorno a tutti. Mi chiamo Chiara, ho 26 anni e sono una studentessa. Vi scrivo perché, nonostante io abbia appena prenotato una visita con una psicoterapeuta, non mi è stato possibile fissarla prima di gennaio, dato il periodo natalizio. Avrei bisogno di un aiuto, di qualsiasi cosa che possa aiutarmi…
- Sto vivendo un problema nella relazione con mio fratello (ho 41 anni, mio fratello 36). Tutto è cambiato quando si è sposato. La moglie viene da una famiglia in cui lei, la sorella e la madre si telefonano quasi tutti i giorni. Noi siamo una famiglia più riservata, ci teniamo aggiornati (non così frequentemente)…
Hai domande?
I nostri esperti hanno risposto a 167 domande su psicoterapia
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.