Salve, scrivo per chiedere un consiglio, sono studente universitario, ho 23 anni, vivo con mia madre
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Salve, scrivo per chiedere un consiglio, sono studente universitario, ho 23 anni, vivo con mia madre (64 anni) e ha un atteggiamento troppo iperprotettivo, cosa che fino a qualche mese fa non mi turbava, avendo scarsa vita sociale, ma da pochi mesi sono fidanzato e questa cosa diventa insopportabile, oltre a stressarmi, lei abita a 40 min di macchina da me, e tutto quello che chiedo è poterla andare a trovare un paio di volte a settimana (una terza viene lei quando può), mia madre pretende però "parità", che una volta vado io una volta viene lei, dicendo che faccio la fine dei miei zii (che si sono fatti mettere i piedi in testa da ex mogli o compagni). Io sinceramente non ho mai preteso niente, studio, nè bevo nè fumo e mai fatto le 5 del mattino in discoteca, quindi non mi pare di chiedere molto. Non ci litigo molto perchè mia madre intanto non sente ragioni (come quelle dette prima) e in più fa "la matta", dice che sarebbe meglio che morisse, che sta avendo un infarto, urla batte i pugni, dice che se voglio fare come mi pare me ne devo andare, io di solito tiro indietro le mie tesi e "gliela do vinta".
Paradossalmente ha totale fiducia in me, ciò mi ha portato a mentirgli più volte per ottenere quello che voglio (dicendo ad esempio che ci incontriamo a metà strada, quando ci sta, tranne che i borghi, solo campagna), oltre a pretendere messaggi ogni ora quasi... cosa che mi ha spinto a scaricare app di invio automatico dei messaggi. Tutto ciò mi causa un ansia enorme, vorrei affrontarla, sotto consiglio della mia ragazza, che non tanto per "noi" ma per la mia libertà (anche lei aveva, da ragazzina, una situazione simile con la madre, liberatasi litigandoci).
Come dovrei comportarmi? Oggi (sabato) ci esco, e già sto in ansia a pensare che vorrei andarla a ritrovare martedì.
Buongiorno, da quello che scrive sembrerebbe essere in un momento della sua vita in cui inizia a rivolgere la sua attenzione maggiormente verso "fuori casa", il che la porta a dover necessariamente rivedere il suo coinvolgimento in ciò che attiene a "dentro casa", come il rapporto con sua madre, e la sua ansia sembrerebbe essere legata a questo momento. Posso immaginare la difficoltà che sta provando ora, e penso che il raccontare bugie, per proteggere sua madre ed assecondare la sua iper-protettività, non le sia di aiuto ma in qualche modo le conferma il fatto che non può viversi la sua libertà, perché per farlo ha bisogno di bugie. Penso che un confronto con uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per ridefinire i suoi rapporti principali e farle vivere gli investimenti verso "fuori casa" in maniera più libera. Qualora volesse, mi contatti, sono a disposizione. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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Buongiorno, non necessariamente una separazione tra lei e sua madre deve passare da uno scontro, come è stato in passato con la nonna. O invece sì? Da che cosa si sente angosciato, dato che avanza un suo ragionevole desiderio di passare del tempo con un'altra persona?

SM

Gentile Ragazzo,
non è semplice autorizzarci a vivere la nostra vita quando il "costo" sono insoddisfazione e sofferenza di un genitore. Sua mamma tende a mostrarsi molto fragile ai suoi occhi, e questo la spinge a rafforzare la presenza e, più spesso, a sacrificare i suoi spazi per calmarla e rassicurarla. Oggi, tramite bugie bianche e app di invio automatico dei messaggi, riesce a salvare qualche spazio ma nonostante tamponino il problema al momento, non lo risolvono, anzi contribuiscono a mandarle per traverso ogni concessione che riesce a farsi, perché non riesce a viverla davvero genuinamente. A proposito del consiglio della sua ragazza, trovo che la soluzione non sia mai litigare, perché attraverso la rabbia chiediamo a gran voce l'autorizzazione dell'Altro, che però dobbiamo essere noi i primi a riconoscerci. Le suggerisco di affrontare questi temi con l'aiuto di uno psicologo, con il quale trovare un modo diverso dalla rinuncia per confrontarsi con i sensi di colpa, che si affacciano quando prova a seguire spinte e progetti che non possono fisiologicamente comprendere sua madre. Nel caso lo volesse, sono a disposizione. Un caro saluto

Buongiorno, da quanto scrive mi sembra di capire che ciò che mette in atto sua madre siano "comportamenti ricattatori" nella formula "se fai questo, allora io starò così" e ciò ha molta leva sulle sue risposte emotive poiché quello che succede è che lei si sente in ansia al pensiero di voler assecondare i suoi stessi desideri. Considero sano ed assolutamente naturale il suo desiderio di differenziazione e ciò che non possiamo conoscere a fondo è il vissuto di sua madre rispetto a questo stesso processo. Tuttavia mentire a sua madre al fine di proteggerla è come assecondare quanto lei stessa fa (iperprotezione) nei suoi confronti. Questa catene dovrebbe essere spezzata, potrebbe rivolgersi ad uno psicologo per comprendere in quale punto ed in che modo. Rimango a disposizione, un saluto

Caro ragazzo, comprendo la sua insofferenza e i suoi dubbi. Ha scritto che prima di questa fase aveva poca vita sociale, quindi sua madre era abituata al "piccolo" sempre a casa al suo fianco, ora il "piccolo" sta diventando un "uomo" anche socialmente e questo la spaventa. Non sto dicendo che sia giusto o giustificabile il comportamento che sua madre ha nei suoi confronti ma può accadere. Ora parliamo di lei, trovo assolutamente giusto il suo bisogno di autonomia e libertà ma per viverlo senza ansia, vergogna o pesantezza deve innanzitutto riuscire ad accettare dentro di sé tutto questo. Le consiglio di fissare un colloquio con un professionista che possa aiutarla a superare al meglio questa fase difficile che si trova a vivere. Rimango a sua disposizione se ha bisogno.
Dott.ssa Federica Leonardi

Gentile utente,
quello che emerge dal suo racconto è che sta facendo delle rinunce importanti in un momento della sua vita in cui sperimenta il desiderio di stare con un'altra persona. Si tratta di un desiderio sano e imprescindibile, e che tuttavia risente della conflittualità con sua madre. In questo momento, pertanto, si trova nella posizione di dover scegliere non tanto tra sua madre e la sua ragazza, ma tra sé stesso e sua madre. Ha provato a parlare delle sue esigenze con sua madre in un momento non conflittuale? Il conflitto, quando distruttivo o intenso, non ci consente di portare avanti una comunicazione aperta e serena, e ci porta a tentare di prevalere sull'altro oppure, come nel suo caso, alla resa («Gliela do vinta»). Provi a parlargliene in un momento di calma, rassicurandola sul fatto che non ha intenzione di farsi mettere i piedi in testa come gli zii e che anzi è un suo desiderio quello di raggiungere la ragazza. Ci tenga aggiornati se può farle piacere.

Salve, sembra proprio complicato riuscire a mantenere un rapporto sereno e rispettoso con sua madre e al tempo stesso riuscire a tutelare e a prendersi cura della sua vita privata. Dalle sue parole sembra che il suo essersi fidanzato sia stato un elemento destabilizzante nel rapporto con lei. Questa novità accaduta nella sua vita (fidanzamento) sembra proprio richiedere un cambiamento nella relazione con sua madre. È come se delle routine, delle aspettative venissero meno. Alcuni colloqui con uno psicologo potrebbero facilitarla e sostenerla in questa fase di cambiamento, potrebbero accelerare un suo percorso personale, per esempio nel fare chiarezza sui suoi desideri, sulle sue aspettative e sulle sue priorità. Un caro saluto

leggere le sue parole mi fa pensare al tema dello svincolo che porta con sé timori, ansie, è come se stesse camminando su un ponte tibetano avverte vertigini, senso di vuoto, paura però sa che deve avanzare. Ci sono insidie da superare ma anche panorami mozzafiato da ammirare. Le "scappatoie" per non affrontare il legame con sua madre sono insidie da superare con coraggio e responsabilità. Mi piace pensare ai legami con le persone per noi più significative come ad un elastico, bisogna trovare il giusto equilibrio per non farsi male. Buon lavoro e buona riflessione.

Buongiorno, dalle sue parole traspare molta sofferenza per questa dinamica famigliare, risponderle in poche righe sul portale sarebbe troppo riduttivo, tuttavia, quello che le posso consigliare è che sarebbe opportuno un percorso psicologico entro il quale affrontare seriamente le criticità di questa situazione e trovare, alla luce di nuove consapevolezze, una via d'uscita.

Gentile utente, lei si trova in una posizione veramente scomoda, tra le due donne per lei più importanti e a cui vuole bene: la sua ragazza con la quale sta iniziando a costruire un futuro; sua madre, con la quale ha costruito un rapporto speciale da quando è nato ad oggi. La sua ansia potrebbe nascere proprio dalla paura di creare dolore e deludere. Il suo nuovo progetto di vita che lo ha portato ad uscire di casa richiede un nuovo adattamento delle relazioni coinvolte. Non si tratta di aprire o chiudere, … si tratta di trovare la “giusta distanza” in questa fase della vostra vita. Potrebbe essere utile per lei, magari coinvolgendo anche sua madre, rivolgersi ad uno specialista di terapia familiare, per ridefinire tra voi due un nuovo equilibrio che sia soddisfacente per entrambi. Cordiali saluti.

Buonasera, la sua nuova relazione sembra aver creato l'inizio delle problematiche con sua madre. Ora esistono equilibri diversi, che probabilmente destabilizzano e impauriscono sua madre circa il vostro rapporto. Come detto anche dai colleghi, non utilizzi bugie per evitare e darla vinta, perché non la portano ugualmente a viversi la sua relazione in modo sereno. Le consiglio di parlare con uno psicologo per vedere come affrontare questa situazione e sarebbe importante farlo anche insieme a sua madre. Un confronto aperto vi può aiutare a capire quali sono le paure e le insicurezze che portano sua madre a comportarsi in questo modo.
Resto a disposizione, può contattarmi privatamente.
Un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino

Carissimo, da quello che descrive, sua madre non vuole ancora tagliare il cordone ombelicale con lei e si sente molto vulnerabile rispetto a quella che è la sua relazione di coppia. Non tutte le madri, infatti, accettano così facilmente che i figli possano crescere, diventare adulti e avere una compagna. Si osserva che lei riesce ad allontanare quello che potrebbe divenire un rapporto di dipendenza dalla madre, anche se con un po' di fatica. Mi chiedo se non ha mai provato a trovare un momento di tranquillità con sua madre per esprimere quelli che sono i suoi bisogni e desideri. Eviti, invece, i momenti in cui lei fa la "matta". E soprattutto cominci a lavorare sulla sua fiducia che è un elemento da cui potrebbe trarre dei buoni risultati, senza però dire bugie.
Cordiali saluti Dr.ssa Claudia Sposini

Buonasera, la relazione tra madre e figlio è una relazione complessa e molto spesso questa complessità ha delle ricadute sulle dinamiche intra e interpersonali. Senz'altro quello che si mette in gioco è la possibilità di trovare uno spazio di pensiero neutro, libero dal livello di conflittualità presente nella relazione. Lee consiglio vivamente di ricercarlo per cominciare a fare chiarezza dentro di lei, fra i suoi pensieri, nelle origini dei sensi di colpa, nelle rinunce e nelle aspettative. Si rivolga ad uno psicoterapeuta. I miei auguri,
MG

Buonasera,
lei scrive che l'atteggiamento di sua madre che definisce "iperprotettivo" non la turbava fino a quando non si è fidanzato. Questo cambiamento ha destabilizzato l'equilibrio che prima, in qualche modo, si era creato. Alcuni comportamenti di sua madre (ad esempio quando fa la matta) certamente non aiutano a creare un nuovo assetto relazionale, sereno, tra voi.
Le strategie che ha trovato per gestire la situazione non risolvono il problema ma lo "tamponano". Credo che sia arrivato per lei e sua madre il momento di parlare, di tirare fuori ciò che state provando, le vostre paure. Faccia lei il primo passo, dica a sua madre come si sente e veda cosa succede. Se poi la situazione non cambia, può rivolgersi ad uno psicologo. Un cordiale saluto

Buonasera, il suo desiderio di libertà è del tutto legittimo. L' iperprotettività di sua madre, come dice lei, fino a qualche mese fa non la turbava quindi in qualche modo ha legittimato questo comportamento che è diventato una delle basi del vostro rapporto. Ora, essendo subentrata una terza persona per lei importante, la base del suo rapporto con sua madre ha subito una modifica e sua madre probabilmente è in difficoltà ad adattarsi al nuovo assetto, probabilmente un confronto aperto circa i suoi sentimenti sia verso la sua compagna che verso la mamma aiuterebbe entrambi a trovare un nuovo equilibrio. Eventualmente è possibile fare questo percorso con l'aiuto di un terapeuta insieme alla mamma per lavorare sul vostro rapporto, oppure anche individuale per lavorare su di sé e sulla sua modalità relazionale. Un saluto Dott.ssa Michela Campioli

Gentilissimo,
Credo che sia giunto il momento di iniziare un percorso di autonomia dalla mamma che mi sembra di aver capito non e stato possibile iniziare nel periodo adolescenziale. Sarà un po' faticoso e richiederà la capacità di aprire dei conflitti ma anche di gestire dei conflitti. Sarebbe una buona idea farsi accompagnare in questo percorso per riuscire a guadagnare i propri spazi senza rompere il rapporto con la mamma.

Buongiorno, lei è giovane e la sua situazione denota che si trova in una delicata fase della vita di separazione e di scoperta di nuove autonomie.
Francamente, dai suoi racconti, sembra che sua madre non sia in grado di accompagnarla in questo percorso. Mi sembra evidente che le difficoltà di sua madre e il rapporto in essere gravano sulla sua libertà nel determinare il proprio futuro. Le consiglio vivamente di iniziare il prima possibile una psicoterapia che le permetterà senza dubbio di poter mettersi in gioco e imparare a gestire le sue spinte alla crescite e le difficoltà con i familiari.
Un caro saluto.

Salve,
è il desiderio a dire qualcosa su noi stessi.
Attraverso la mancanza la nostra vita si dirige verso quello che potrebbe riempirla. E' fisiologico, e facente parte di un processo di "individualizzazione" (parolone per indicare il normale percorso che porta da adulti a definirsi indipendenti).
L'ansia le dice, con ogni probabilità, quanto tutto questo sia importante per lei. La ascolti.
Un saluto,
MMM

Carissimo, le problematiche più evidenti sarebbero di sua madre in realtà, non le sue, tuttavia chi ha più risorse per mettersi in gioco é lei. Sappia che il compito di un figlio non é quello di render felice i genitori, bensì di Essere felice! Questo a volte un genitore
non lo comprende ed il processo di crescita ed "individuazione" può comportarle grossa sofferenza, soprattutto quando come lei, si ha una madre che utilizza il senso di colpa in maniera manipolativa. La invito ad avere il coraggio di scegliere di Essere , senza "chiedere il permesso" a sua madre, perché le verrà negato. Inizi un percorso! Le mando un saluto affettuoso

Gentile, sembra che ciò che descrive sia una situazione che molti adolescenti e giovani adulti, nella fase di crescita e quindi di distacco dalla famiglia, si ritrovano a vivere: la simbiosi con il genitore si rompe e ciò crea disagio, rabbia, ansia, preoccupazione da entrambe le parti. Uno vuole, inconsapevolmente, che la relazione sia sempre la stessa, l'altro che ci sia immutata comprensione. Uno vuole che la vicinanza e la sicurezza di essere un unico organismo non si rompa, l'altro vuole uscire dalla bolla. Entrambe le posizioni sia di star dentro l'equilibrio che di volerlo rompere possono essere ricoperte da entrambi gli attori in gioco: così sua madre prima la vuole vicino e lei stesso vuole andare 'fuori'; ma allo stesso tempo sua madre la invita con sfida ad andare fuori di casa e lei stesso prova ansia e vuole accettazione e comprensione.
Siete in un delicato momento di passaggio: prima eravate un unico organismo famiglia, ora lei come individuo si sta diversificando, quindi gli equilibri di prima si rompono, questo genera tanta emotività che se non bene indirizzata crea astio, rancori, litigi che possono esser protratti per lungo tempo. La invito ad elaborare tali vissuti in consulenza psicologica per rafforzarsi al meglio come individuo e come uomo, le sarà indispensabile per l'oggi e per la vita. Saluti.

Buonasera, mi permetto di darti del tu vista la giovane età. E' chiaro, da quello che ci scrivi, che senti la necessità, giustamente, di renderti autonomo e libero nelle tue scelte, non solo a livello "pratico" ma anche emotivo e relazionale e questo porta ad un "allentamento" dei rapporti con la famiglia di origine, evento perfettamente usuale durante la fase di vita che sta attraversando. Il fatto che tua madre non "senta ragioni" e soprattutto il fatto che le sue azioni e reazioni generino ansia in te, sono "campanelli di allarme" che puoi approfondire e discutere con uno/a psicologo/a che puo' darti il sostegno che necessiti per andare sempre di più verso la tua libertà. Un saluto caro. Dott.ssa Sara Strufaldi

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