Salve, qualche mese fa, ho avuto un episodio che mi ha portato ad attuare comportamenti evitanti, co
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Salve, qualche mese fa, ho avuto un episodio che mi ha portato ad attuare comportamenti evitanti, come uscire di casa per paura di farmela addosso. Al minimo stimolo, se non mi trovo nei pressi di bagni facilmente accessibili, mi agito. Quindi ho intrapreso una serie di rituali come, andare in bagno prima di uscire, bere poco, o addirittura evitare uscite con amici/viaggi in auto. Come affronto questo problema che sta diventando sempre più invalidante dal giorno scatenante. Grazie in anticipo.
Salve, quando gli esami medici risultano nella norma ma i sintomi persistono, è possibile che il corpo stia esprimendo un disagio emotivo.
Questo non significa che ‘è tutto nella testa’, ma che mente e corpo sono profondamente collegati e lo stress o l’ansia possono manifestarsi fisicamente.
In questi casi è utile un percorso che aiuti a comprendere il significato dei sintomi e a ridurre l’attivazione interna, lavorando sia sul piano corporeo che emotivo.
Se vuole, resto a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Ionela Zaratti
Questo non significa che ‘è tutto nella testa’, ma che mente e corpo sono profondamente collegati e lo stress o l’ansia possono manifestarsi fisicamente.
In questi casi è utile un percorso che aiuti a comprendere il significato dei sintomi e a ridurre l’attivazione interna, lavorando sia sul piano corporeo che emotivo.
Se vuole, resto a disposizione.
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Dott.ssa Ionela Zaratti
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Buonasera da come descrive il suo malessere sembra che sia piuttosto invalidante tanto da limitarle la vita di tutti i giorni. Comprendo bene quanto questo le possa arrecare sofferenza e preoccupazione. Per tale ragione le suggerisco di rivolgersi ad uno psichiatra che la possa supportare nel controllare la sua sintomatologia e permetterle di tornare alla sua vecchia quotidianità. Parli con lui/lei per valutare anche un eventuale supporto psicoterapeutico.
Le faccio i miei auguri.
Le faccio i miei auguri.
Salve,
quello che descrive è un meccanismo piuttosto comune: dopo un episodio vissuto come imbarazzante o fuori controllo, può svilupparsi una forte ansia anticipatoria che porta a comportamenti evitanti e a “strategie di sicurezza” (come controllare i bagni o limitare le uscite). Nel breve periodo queste strategie rassicurano, ma nel tempo tendono a mantenere e amplificare il problema.
L’agitazione che avverte al minimo stimolo non è tanto legata a un reale rischio, quanto alla paura che la situazione si ripeta. Per questo motivo, evitare o controllare continuamente non risolve, ma rinforza il circolo ansia–evitamento.
Un lavoro mirato aiuta a interrompere questo schema, intervenendo sia sui pensieri che sull’esposizione graduale alle situazioni temute, in modo da recuperare libertà e serenità nella vita quotidiana.
Vista la crescente limitazione che sta sperimentando, sarebbe importante affrontare il problema con un supporto adeguato. Se lo desidera, può valutare un colloquio con me per approfondire e impostare un percorso mirato.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
quello che descrive è un meccanismo piuttosto comune: dopo un episodio vissuto come imbarazzante o fuori controllo, può svilupparsi una forte ansia anticipatoria che porta a comportamenti evitanti e a “strategie di sicurezza” (come controllare i bagni o limitare le uscite). Nel breve periodo queste strategie rassicurano, ma nel tempo tendono a mantenere e amplificare il problema.
L’agitazione che avverte al minimo stimolo non è tanto legata a un reale rischio, quanto alla paura che la situazione si ripeta. Per questo motivo, evitare o controllare continuamente non risolve, ma rinforza il circolo ansia–evitamento.
Un lavoro mirato aiuta a interrompere questo schema, intervenendo sia sui pensieri che sull’esposizione graduale alle situazioni temute, in modo da recuperare libertà e serenità nella vita quotidiana.
Vista la crescente limitazione che sta sperimentando, sarebbe importante affrontare il problema con un supporto adeguato. Se lo desidera, può valutare un colloquio con me per approfondire e impostare un percorso mirato.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
Buongiorno, le consiglierei innanzitutto di capire approfonditamente la motivazione di quell'episodio (situazione, emozioni, eventuali problemi medici) per cercare di capire in maniera razionale quanto sia possibile che accada di nuovo. Nel caso in cui lei riconosca che è molto difficile che possa ricapitare ma non riesce ad esimersi dallo svolgere rituali, potrebbe affrontarlo in terapia come un evento traumatico.
COrdialmente
COrdialmente
Salve, mi dispiace molto per il periodo difficile che sta affrontando.
Ciò che le sta accadendo è un esempio piuttosto tipico di ansia anticipatoria simile al panico conseguente all’episodio che le ha provocato un forte disagio.
Probabilmente quell’evento può rappresentare non solo un momento critico ma anche un segnale del corpo che le comunica qualcosa di più profondo da ascoltare e capire.
Una prima domanda che potrebbe porsi è: “cosa sta succedendo nella mia vita in questo periodo?”. Questo può aiutarla a dare un significato più ampio a ciò che sta vivendo.
Inoltre, valutare l’avvio di un percorso psicologico o psicoterapeutico potrebbe essere utile per comprendere le cause alla base di questo disagio e individuare modalità più adattive per affrontarlo, evitando che diventi eccessivamente invalidante nella sua quotidianità.
Spero che possa risolvere il prima possibile, un caro saluto.
Dott.ssa Selene Quercioli
Psicologa Clinica - Psicoterapeuta
Ciò che le sta accadendo è un esempio piuttosto tipico di ansia anticipatoria simile al panico conseguente all’episodio che le ha provocato un forte disagio.
Probabilmente quell’evento può rappresentare non solo un momento critico ma anche un segnale del corpo che le comunica qualcosa di più profondo da ascoltare e capire.
Una prima domanda che potrebbe porsi è: “cosa sta succedendo nella mia vita in questo periodo?”. Questo può aiutarla a dare un significato più ampio a ciò che sta vivendo.
Inoltre, valutare l’avvio di un percorso psicologico o psicoterapeutico potrebbe essere utile per comprendere le cause alla base di questo disagio e individuare modalità più adattive per affrontarlo, evitando che diventi eccessivamente invalidante nella sua quotidianità.
Spero che possa risolvere il prima possibile, un caro saluto.
Dott.ssa Selene Quercioli
Psicologa Clinica - Psicoterapeuta
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