Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figli

2 risposte
Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
Forse dovrebbe rivolgersi ai Servizi Sociali

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Buonasera,
la situazione che descrive è molto delicata e carica di stress per entrambi. La sua compagna sta affrontando più fattori contemporaneamente: lontananza dal proprio Paese, difficoltà di fiducia, una gravidanza inattesa e la sua interruzione, che possono generare forte instabilità emotiva, rabbia, chiusura e reazioni intense.

In questi momenti la rabbia spesso non è “contro di lei” come persona, ma è l’espressione di tensione, paura e senso di perdita di controllo. Questo però non significa che lei debba subire tutto senza limiti.

Alcuni punti pratici:

– Riduca la pressione comunicativa: domande anche comprensibili (“come stai?”) possono essere vissute come invasive in questa fase. Meglio una presenza discreta: “se hai bisogno ci sono”.

– Eviti il confronto durante gli scatti di rabbia: in quei momenti non è utile spiegare o difendersi. È preferibile mantenere calma e, se necessario, prendere distanza.

– Mantenga confini chiari: comprendere il momento non significa accettare insulti o svalutazioni continue.

– Favorisca supporto esterno, se possibile: un medico, un consultorio o una figura neutra possono aiutarla, soprattutto considerando la diffidenza che lei riferisce.

– Si tuteli anche lei: vivere in questo clima può essere molto logorante. È importante che abbia uno spazio di confronto (anche per sé) per gestire la situazione con lucidità.

In sintesi: in questo momento il suo aiuto più efficace è una presenza calma, non intrusiva e stabile, senza entrare nel conflitto, ma senza perdere i propri limiti.

Un cordiale saluto.

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