CURRICULUM VITAE
Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa e, presso la stessa Università, ho conseguito la specializzazione in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali. Ho svolto attività clinica, di ricerca e di didattica presso la Clinica Psichiatrica della Università di Pisa prima e presso quella della Università di Siena poi, svolgendo nel contempo attività libero-professionale intra- e/o estramoenia.
In tali contesti ho avuto agio di seguire decine di migliaia di pazienti psichiatrici sia ambulatoriali che ricoverati, acquisendo così quella esperienza clinica che è stata il fondamento ed il riferimento della mia produzione scientifica (più di 400 pubblicazioni su riviste scientifiche, libri, relazioni a congressi in Italia e all’estero) e di insegnamento universitario (Psicologia medica, Psichiatria, Scienze del Comportamento) presso il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia e presso numerose Scuole di Specializzazione.
Ho partecipato ad un centinaio di congressi in Italia e all'estero anche tenendo in tali consessi scientifici relazioni inerenti le nostre ricerche o temi di ordine psicopatologico.
Sono stato per circa 10 anni Direttore della Clinica Psichiatrica della Università di Pisa e poi, per circa 15 anni, Direttore della Clinica Psichiatrica della Università di Siena.
Ho organizzato numerosi congressi a livello nazionale e internazionale su argomenti clinici o psicopatologici (vedi ad esempio quello sul Disturbo Ossessivo-compulsivo,quello sul Disturbo Post--traumatico da Stress,etc)
Attualmente mi dedico alla attività libero-professionale nelle sedi di Viareggio e di Siena.
IL MIO APPROCCIO TERAPEUTICO
L'ascolto
Nel corso dei diversi decenni di esperienza clinica, anche sulla base degli studi e delle ricerche effettuate nonché del contributo dell’attività di insegnamento agli studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria della quale è stato Direttore presso l’Università di Siena, ho consolidato un tipo di intervento per i disturbi nervosi e mentali basato su un approccio integrato e personalizzato, che trova il suo fondamento primario nell’ascolto partecipe e rispettoso di quanto il paziente esprime, ascolto che è alla base di una corretta e articolata conoscenza e comprensione della situazione in cui egli versa.
La terapia
Tale approccio non può prescindere, nella maggior parte dei casi, da un oculato e ponderato ricorso ad una terapia farmacologica. Terapia farmacologica che deve essere basata su una diagnosi clinica che individui la categoria in cui il disturbo del soggetto è collocabile, ma che deve anche tener conto delle peculiarità sintomatologiche che rendono il disturbo di un determinato paziente diverso da quello di un altro, quand’anche inquadrabile nella stessa categoria diagnostica.
Personalizzazione della terapia
La terapia deve comunque far riferimento quanto più possibile alle specifiche caratteristiche della singola persona (ad es. età, genere, attività lavorativa, peso corporeo, copresenza di malattie somatiche e della relativa farmacoterapia, storia di ipersensibilità ai farmaci, importanza individuale di eventuali effetti collaterali). Nella prescrizione farmacologica preferisco nella maggior parte dei casi dosi non elevate di farmaci, possibilmente in monoterapia (spesso la ricetta si esaurisce con la prescrizione di un unico prodotto),prevedendo comunque di raggiungere la dose efficace mediante un incremento molto graduale della posologia, talora, se giudicato opportuno in rapporto alle caratteristiche della singola persona, a partire da dosi quasi “omeopatiche”.
Tollerabilità dei farmaci
Un’ attenzione particolare rivolgo agli eventuali effetti collaterali dei farmaci prescritti (ad es. incremento ponderale, ripercussioni sulla sfera sessuale, eccesso di sedazione o sonnolenza diurna, debolezza, etc.), dando fede a quanto il soggetto riferisce in merito (non liquidandoli come fantasie o esagerazioni del paziente) e provvedendo ad un pronto intervento correttivo. Una terapia farmacologica deve essere efficace, ma non a prezzo di, talvolta invalidanti ,disturbi imputabili alla terapia stessa.
Il contesto caratteriale ed esistenziale del paziente
L’inquadramento diagnostico e sintomatologico, fondamento della prescrizione farmacologica, tuttavia non può non essere completato da una attenta valutazione degli aspetti caratteriali, temperamentali e personologici nonché dei contesti biografici ed esistenziali in cui il disturbo è insorto. Tutto ciò nell’intento di fornire, insieme alla prescrizione farmacologica, anche informazioni che permettano al paziente una maggiore conoscenza della sua patologia (il nemico lo combattiamo efficacemente solo se ne conosciamo le caratteristiche), nonché riflessioni e suggerimenti comportamentali che siano di aiuto nell’affrontare la propria situazione di disagio.
Trattamento non soltanto psicofarmacologico
Quando indicato, consiglio al paziente di affiancare alla terapia farmacologica un trattamento psicoterapeutico svolto da altro specialista con specifica competenza. E’ ormai parere unanime della comunità scientifica che, in molti casi, l’intervento farmacologico e quello psicoterapico non si escludano né contrastino l’uno con l’altro, ma anzi si completino e si potenzino vicendevolmente.
In determinati casi si può ravvedere la opportunità di un completamento della terapia con la prescrizione di validi integratori , scelti fra quelli di documentata efficacia.
La presa in carico del paziente
E’ comunque di assoluta importanza accompagnare il paziente nel suo percorso terapeutico con periodici controlli, non necessariamente molto ravvicinati (nella prima fasi del trattamento più frequenti, poi via via sempre più rari) nonché garantendo una pronta disponibilità a consultazioni telefoniche che ovviamente non sostituiscono la visita in presenza, ma consentono comunque una correzione terapeutica in relazione ad eventuali effetti collaterali dei farmaci assunti o, in caso di necessità, un adeguamento della posologia od una integrazione farmacologica mirata. Così operando, soltanto in casi molto rari sarà necessario ricorrere al ricovero in strutture specialistiche