Salve, ho disbiosi intestinale riscontrata dal 31 marzo, con indicano a 54, il gastroenterologo mi h

Salve, ho disbiosi intestinale riscontrata dal 31 marzo, con indicano a 54, il gastroenterologo mi ha dato a colazione e cena butyrose per un mese e un altro mese solo a colazione, per 20 giorni gastrozen e sto prendendo omega 3 durante il pranzo, ho seguito già da 4 settimane (con oggi concludo la 4º settimana) la dieta lowfodmap ma non vedo risultati, è migliorato solo l’alvo in quanto prima con stipsi alternata a diarrea, ora invece ogni giorno anche se non sempre regolarek, ma il gonfiore addominale persiste dopo i pasti soprattutto pranzo e cena e a volte senso di peso addominale. Considerando che sono già magra e ho perso 3kg in questi mesi (assumo porzioni ad esempio: 90 gr di riso 150 proteine e 150 verdure) cosa posso introdurre? (Sto mangiando ad esempio pasta senza glutine e riso da 4 settimane, pollo tacchino pesce bianco, burro chiarificato, mandorle, pane a lievitazione naturale sempre tostato)

15 risposte


Buongiorno, dal quadro che descrive sembra che qualcosa stia già migliorando (soprattutto l’alvo), ma probabilmente il problema principale ora è la persistenza del gonfiore e della sensibilità intestinale. Ci sono alcuni aspetti importanti da considerare: La dieta low FODMAP non sempre porta benefici immediati sul gonfiore, soprattutto se protratta troppo rigidamente. Dopo circa 4–6 settimane, in assenza di miglioramenti significativi, è corretto rivalutare il percorso. Il fatto che abbia perso peso pur essendo già magra suggerisce di evitare ulteriori restrizioni inutili. Inoltre, alimenti teoricamente “consentiti” possono comunque risultare fermentativi o difficili da tollerare individualmente: frutta secca (mandorle) grandi quantità di fibre pane tostato anche se a lievitazione naturale eccesso di riso/pasta senza glutine molto raffinati Anche il modo in cui si mangia può incidere molto: pasti troppo abbondanti mangiare velocemente stress o tensione addominale possono aumentare gonfiore e senso di peso. Più che togliere ulteriori alimenti, spesso è utile: lavorare sulla varietà graduale; inserire piccole quantità di alimenti ben tollerati; valutare fibre solubili delicate (se indicate dal professionista); controllare che non ci sia un importante rallentamento della motilità intestinale. Attenzione anche al rischio di focalizzarsi eccessivamente sulla dieta: quando l’intestino resta molto sensibile, restrizioni sempre maggiori possono peggiorare la qualità di vita senza reali benefici. Vista la perdita di peso e la durata dei sintomi, le consiglierei una rivalutazione con un professionista esperto in disturbi funzionali intestinali per capire se il focus debba spostarsi meno sulla restrizione e più sulla gestione della motilità, del microbiota e della tolleranza individuale. Distinti saluti, Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

nutrizionista

Terrassa Padovana

Prenota visita

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buongiorno. Se dopo 4 settimane di low FODMAP il gonfiore non è migliorato in modo chiaro, probabilmente la strada non è togliere ancora più alimenti. In questi casi, quando migliora un po’ l’alvo ma restano gonfiore, peso addominale e perdita di peso, è più utile rivalutare il quadro piuttosto che continuare a restringere la dieta da soli. Il consiglio quindi è di non aggiungere ulteriori esclusioni “a tentativi”, ma di confrontarsi con un gastroenterologo esperto in disturbi funzionali e con un professionista della nutrizione per capire se il problema sia davvero solo alimentare o se ci sia anche una componente di motilità/stipsi da gestire meglio. In sintesi: più che chiedersi “cosa introdurre subito”, in questo momento è importante rivalutare il percorso, perché continuare a stringere la dieta senza beneficio, difficilmente è la soluzione migliore. Cordiali saluti, Dott. Gabriel Russo – Dietista


Saluti cara signora io le consiglerei di cambiare il ritmo alimentare per primo non usare proteine animali , cominciare il pasto con un frutto che le piace e che degerisce bene , dopo di che aspettare 15-20 minuti e mangiare : o verdure grude frulati - puo essere zuchino con pomodoro( oppure altri ortaggi che le piaciano), o con cetriolo o un po d i grano seraceno o quinoia cucinati. Perche le fibre sminuzati sono probiotici per la flora batterica simbiotica, sarebbe il nutrimentoper le batterie che sono le nostri aiutanti nella sintese dei vitamini ed enzimi , proteine per noi. Inveci le proteine animali sono il nutrimento per la flora intestinale patogena che da gomfiore ed il colon irritabile. Intanto per gomfiore puo aggiungere Nux -Vomica homaccorf 15 gocce ore 15:00 e anche al bisogno 2-3 volte al di con un po d-acqua da tenere in bocca ed ingoiare.

Dott.ssa Anna Alfer

Dott.ssa Anna Alfer

omeopata

Poggio Renatico

Prenota visita

Buongiorno, Da quello che descrive, il fatto che l’alvo sia migliorato ma che il gonfiore post-prandiale e il senso di peso persistano dopo 4 settimane di low FODMAP suggerisce che non sia utile continuare a restringere la dieta in modo “automatico”, ma che sia più corretto verificare con precisione se ci siano ancora trigger alimentari, errori pratici nella dieta o altri fattori che mantengono il sintomo. La fase stretta della low FODMAP, infatti, è pensata come temporanea, in genere per 4-6 settimane, e se i sintomi non migliorano abbastanza va rivalutata con un professionista invece di prolungarla senza una strategia. Inoltre il gonfiore dopo i pasti può essere influenzato non solo dai FODMAP, ma anche da porzioni troppo concentrate, velocità del pasto, ingestione di aria e condimenti più difficili da digerire. Nella sua alimentazione farei attenzione soprattutto ai “falsi amici”: non tutto ciò che è senza glutine è automaticamente low FODMAP, perché alcuni prodotti possono contenere ingredienti come miele, inulina, succo di mela, aglio o cipolla, che possono mantenere il gonfiore. Anche il pane a lievitazione naturale non è sempre ben tollerato se deriva da frumento comune, mentre tra le opzioni generalmente più gestibili rientrano pane e pasta gluten free ben selezionati, riso, patate, avena e quinoa. Un altro dettaglio da controllare è la frutta secca: le mandorle possono andare bene solo in quantità moderate, mentre porzioni abbondanti o alcuni tipi di frutta secca possono aumentare la fermentazione intestinale. Visto che è già magra e ha perso 3 kg, il mio consiglio non è “tagliare ancora”, ma aumentare l’energia dei pasti con alimenti low FODMAP ben tollerati, ad esempio olio extravergine d’oliva a crudo, patate, fiocchi d’avena, quinoa, uova, pesce azzurro, yogurt o latte delattosati se tollerati, formaggi stagionati e piccoli spuntini tra i pasti. In molti casi è più utile distribuire meglio i carboidrati e inserire 1-2 spuntini digeribili piuttosto che restare su pasti molto “puliti” ma troppo leggeri per il suo fabbisogno. Può essere utile anche tenere per 5-7 giorni un diario preciso con orario dei pasti, quantità, ingredienti e sintomi, perché spesso il gonfiore si chiarisce meglio così che non con esclusioni sempre più severe. Dato però che riferisce dimagrimento involontario e gonfiore persistente, una rivalutazione con gastroenterologo e nutrizionista è opportuna, soprattutto se il peso continua a scendere o se compare peggioramento dell’appetito, dolore più intenso o altre alterazioni intestinali. In una prima visita nutrizionale si può rivedere nel dettaglio il suo schema low FODMAP, correggere eventuali errori nascosti, impostare una reintroduzione ragionata e soprattutto costruire un piano che la faccia stare meglio senza continuare a perdere peso. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Buonasera purtroppo non basta la cura del gastrenterologo ma serve un percorso adatto a questo tipo di problemi io sono specializzata in questo, se vuole può scrivermi

Dott.ssa Mariastella Di Lauro

Dott.ssa Mariastella Di Lauro

nutrizionista

Marano di Napoli

Prenota visita

Buonasera, da quanto scrive non è possibile formulare un parere preciso né indicarle con sicurezza cosa introdurre, perché un quadro come questo non può essere valutato correttamente da poche righe. Il miglioramento dell’alvo è un elemento favorevole, ma il gonfiore dopo i pasti può dipendere da più fattori e non essere spiegato soltanto dalla disbiosi o dall’indicano elevato. Se dopo quattro settimane di dieta low FODMAP il beneficio è solo parziale, e in più c’è stato calo di peso, è opportuno evitare modifiche autonome e procedere invece con una rivalutazione del percorso, perché la fase restrittiva va poi personalizzata e non protratta rigidamente senza controllo. In una situazione come la sua, il consiglio più prudente è confrontarsi di nuovo con il gastroenterologo e con un nutrizionista che si occupa di disbiosi, così da rivedere in modo accurato sintomi, tolleranze e fabbisogni nutrizionali. Un saluto, dott.ssa Federica Gargini.


Gentile paziente, il fatto che l’alvo sia migliorato è già un segnale positivo, ma il gonfiore addominale dopo i pasti può dipendere anche da altri fattori oltre ai FODMAP. Dopo 3–4 settimane, se i sintomi persistono, è importante non prolungare troppo la fase restrittiva, ma iniziare una reintroduzione graduale dei FODMAP, per evitare una dieta troppo limitata (che può anche favorire la perdita di peso e peggiorare la disbiosi intestinale). Nel suo caso lavorerei su tre punti: aumentare leggermente le calorie con alimenti ben tollerati, in particolare olio extravergine di oliva ai pasti, per contrastare il calo di peso; modulare quantità e distribuzione dei pasti (anche pasti “corretti” ma abbondanti possono dare gonfiore), nonché la velocità con cui si consuma il pasto; iniziare reintroduzioni guidate per capire cosa tollera davvero. In questa fase è molto utile tenere un diario alimentare. Se il gonfiore intestinale persiste nonostante questo approccio, può essere utile approfondire con lo specialista (ad esempio per escludere SIBO o ipersensibilità intestinale). Il consiglio è di farsi seguire nella fase di reintroduzione: è il passaggio chiave per risolvere i sintomi e tornare a un’alimentazione più completa ed equilibrata. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.


Salve, capisco benissimo la tua frustrazione: quando si segue una dieta precisa da settimane, si assumono integratori e si fa tutto “come da manuale”, è normale aspettarsi un miglioramento più evidente. Ma l’intestino, soprattutto quando è infiammato o in disbiosi, non risponde mai in tempi brevi. Rimettere in equilibrio l’intestino richiede tempo, costanza e un percorso costruito su misura. Non esiste un piano alimentare che “funziona per tutti”. Il fatto che il gonfiore persista non significa che stai sbagliando qualcosa: significa semplicemente che serve un approccio più mirato, cucito sulle tue specifiche condizioni. Quello che ti consiglio è: confrontarti direttamente con chi ti sta seguendo, aggiornandolo su come stai e su ciò che non è migliorato e intraprendere un percorso nutrizionale specifico perché ogni intestino “reattivo” ha bisogno di una strategia personalizzata, non di una lista di alimenti concessi o vietati. E questo richiede una guida professionale, non tentativi solitari.


Il fatto che l’alvo sia migliorato indica che qualcosa sta funzionando, però dopo 4 settimane di low FODMAP senza un miglioramento significativo del gonfiore e della pesantezza post-prandiale, non si possono escludere altre condizioni che andrebbero eventualmente rivalutate con il gastroenterologo, come ad esempio SIBO, rallentato svuotamento gastrico, dispepsia funzionale, ipersensibilità viscerale o altre forme di malassorbimento/intolleranza. Dal punto di vista nutrizionale, considerando che sei già magra e hai perso circa 3 kg, in questa fase eviterei ulteriori restrizioni. Piuttosto, l’obiettivo dovrebbe essere aumentare l’introito calorico senza aumentare troppo il volume dei pasti, perché spesso pasti molto abbondanti o ricchi di fibre possono accentuare il gonfiore. Per questo motivo può essere utile: • aumentare gradualmente i grassi “facili” da tollerare (olio extravergine a crudo, ghee/burro chiarificato, crema 100% di mandorle o arachidi se tollerate) • inserire piccole aggiunte caloriche ai pasti senza aumentare troppo le quantità (es. un cucchiaio d’olio in più, qualche noce/macadamia, avocado se tollerato) A questo punto ti consiglierei di confrontarti con il gastroenterologo anche sull’opportunità di eventuali approfondimenti diagnostici e, parallelamente, con un nutrizionista esperto in low FODMAP per impostare una fase di reintroduzione guidata evitando ulteriore perdita di peso. Dott.ssa Letizia Astrologo, Biologa nutrizionista a Roma e OnLine


Capisco la situazione, e ti dico subito una cosa importante: dopo 4 settimane di low FODMAP senza un miglioramento significativo del gonfiore, è molto probabile che il problema non sia solo legato ai FODMAP oppure che la strategia vada adattata, non semplicemente prolungata. Cosa sta già funzionando Alvo migliorato → segnale positivo Gonfiore post-prandiale persistente → va indagato meglio Perdita di peso → aspetto da correggere subito (sei già magra) Possibili motivi del gonfiore persistente Dieta troppo restrittiva/prolungata La low FODMAP non dovrebbe restare “rigida” oltre 4–6 settimane. Prolungarla può: ridurre troppo la varietà del microbiota peggiorare la tolleranza intestinale Disbiosi + fermentazione non solo da FODMAP Anche alimenti “concessi” possono fermentare se: c’è una disbiosi marcata possibile SIBO (da valutare con il gastroenterologo) Carico digestivo elevato nei pasti principali Il gonfiore a pranzo/cena può dipendere da: pasti troppo voluminosi combinazioni poco tollerate (es. grassi + proteine + fibre) Stress intestinale / asse intestino-cervello Spesso sottovalutato, ma incide molto su gonfiore e tensione addominale Prima correzione: NON devi continuare così Se stai perdendo peso, la priorità è: aumentare le calorie senza aumentare la fermentazione Cosa puoi iniziare a introdurre (gradualmente) 1. Carboidrati più digeribili e meno “secchi” Patate (anche schiacciate con olio) Riso basmati ben cotto Quinoa (piccole quantità) Pane di grano duro ben lievitato (prova, non è detto che il glutine sia il problema) spesso il “senza glutine” industriale gonfia di più 2. Grassi “facili” per aumentare calorie Olio extravergine a crudo (aumenta un po’ le quantità) Olio MCT (se tollerato) Tuorlo d’uovo 3. Proteine più varie Se stai sempre su pollo/tacchino: Uova Pesce azzurro (piccole porzioni) Yogurt greco senza lattosio (test) 4. Verdure: modifica più che eliminare Evita grandi quantità tutte insieme. Meglio: Zucchine cotte Carote Finocchi cotti porzioni più piccole, ma distribuite meglio 5. Frutta (spesso troppo limitata) Puoi testare: Kiwi Banana non troppo matura Mirtilli Strategia più efficace adesso Non continuare “rigida” con low FODMAP, ma passa a: fase di reintroduzione guidata inserisci 1 alimento nuovo ogni 2–3 giorni osserva gonfiore (non eliminare tutto subito) Cosa valuterei (importante) Parlane con il gastroenterologo: Test per SIBO Valutazione digestiva (enzimi, acidità gastrica) Eventuale integrazione mirata (non generica) Accorgimenti pratici immediati Mastica lentamente (fondamentale) Evita acqua durante i pasti Fai pasti leggermente più piccoli ma più frequenti Prova a camminare 10–15 min dopo pranzo/cena Punto chiave Il fatto che l’alvo sia migliorato ma il gonfiore no significa che: stai lavorando sul sintomo, ma non ancora sulla causa Se vuoi, posso aiutarti a costruire una giornata alimentare completa più calorica e mirata per ridurre gonfiore senza perdere peso.

Dott. Vincenzo Longobardi

Dott. Vincenzo Longobardi

nutrizionista

Sant'Antonio Abate

Prenota visita

Dopo sole 4 settimane di low FODMAP è possibile non vedere ancora un miglioramento completo del gonfiore. Inoltre una dieta troppo restrittiva e protratta può peggiorare la tolleranza intestinale e favorire calo di peso. Se l’alvo è migliorato è già un segnale positivo. Valuterei gradualmente la reintroduzione di alcuni carboidrati ben tollerati come patate, avena, quinoa, kiwi, zucchine, carote cotte e yogurt senza lattosio se tollerato. Utile anche controllare velocità dei pasti, stress, aerofagia e quantità di fibre. La “disbiosi” da sola spesso non spiega i sintomi: se il gonfiore persiste può essere utile escludere SIBO, IBS o ipersensibilità viscerale.


Gentile paziente, il miglioramento dell’alvo è già un buon segnale. Il gonfiore, invece, nelle disbiosi può richiedere più tempo per ridursi, soprattutto dopo sole 4 settimane di low FODMAP. Dato il calo di peso, eviterei ulteriori restrizioni. Può valutare con il professionista che la segue una graduale reintroduzione di alimenti ben tollerati come patate, avena senza glutine, uova, yogurt delattosato/kefir e frutta low FODMAP in piccole quantità. Anche ridurre il volume delle verdure crude e aumentare leggermente i grassi buoni (es. olio EVO) può aiutare la sensazione di peso post-prandiale. Se il gonfiore persiste, utile approfondire con il gastroenterologo eventuale SIBO o ipersensibilità intestinale o allergie.

Dott.ssa Rebecca Bellucci

Dott.ssa Rebecca Bellucci

nutrizionista

Savignano sul Rubicone

Prenota visita

Il persistere del gonfiore dopo 4 settimane di dieta low‑FODMAP, pur con un miglioramento dell’alvo, è abbastanza comune: in molti casi il gonfiore richiede più tempo oppure dipende da fattori non solo alimentari (motilità, stress, ipersensibilità viscerale). È importante continuare a confrontarsi con il gastroenterologo, soprattutto perché è già molto magra e ha perso peso. In generale, quando la low‑FODMAP è già molto restrittiva, i professionisti valutano spesso l’introduzione graduale di amidi ben tollerati, piccole quantità di grassi buoni e fonti di carboidrati più digeribili per evitare ulteriore perdita di peso. Anche la gestione dei tempi di reintroduzione è fondamentale.


Buongiorno, se ha indicano alto significa che ha una disbiosi a livello di intestino tenue per cui vanno ridotti i carboidrati in quantità (riducendo ad esempio il riso a piccole porzioni, max 40g, sempre integrale) e integrati dei probiotici come RAMNOSELLE per alzare il numero di probiotici attivi in questa parte dell'intestino. Cordialmente


Buongiorno, il miglioramento dell’alvo è già un segnale positivo. La dieta low FODMAP non dovrebbe però essere mantenuta troppo restrittiva a lungo; Dopo la prima fase di eliminazione è importante iniziare una reintroduzione graduale degli alimenti per capire le reali tolleranze individuali. Il gonfiore può dipendere anche da quantità dei pasti, velocità nel mangiare, stress intestinale o sensibilità personale, non solo dai FODMAP. In questi casi consiglio sempre un percorso guidato per ampliare progressivamente l’alimentazione evitando ulteriori cali di peso.

Dott.ssa Gaia Tonietto

Dott.ssa Gaia Tonietto

nutrizionista

Castello di Godego

Prenota visita

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.