Salve, ho 27 anni, ho appena terminato l'università e ho iniziato a lavorare. Questo transito è acco
Salve, ho 27 anni, ho appena terminato l'università e ho iniziato a lavorare. Questo transito è accompagnato da un passaggio interiore che comporta ansia e attacchi di panico con sintomi già presenti, ma gestibili, negli ultimi 5 anni che nei mesi recenti hanno visto una crescita che li ha resi insostenibili. Ho avviato un percorso di psicoterapia già da alcuni anni, e che ora continua ad accompagnarmi in questo ulteriore passaggio. Uno dei sintomi principali emerso negli ultimi mesi è un alto numero di battiti cardiaci, che a riposo oscilla tra 70-90 (raramente 100 e comunque sempre per poco tempo). Io ho sempre avuto battiti a riposo intorno a 65. Ho fatto una visita dal cardiologo per sicurezza ed è tutto ok. La mia domanda è questa: l'avere un numero di battiti così alto può crearmi problemi a breve/medio termine? E inoltre, c'è qualcosa che mi consigliereste di fare per migliorare, facilitare, alleggerire, accettare le difficoltà di questo passaggio interiore?
20 risposte
Salve, scrive che ha già intrapreso un percorso psicologico e questo è sicuramente un bene per lei. Comunque, credo per lei sia più opportuno rivolgere queste domande direttamente al terapeuta che la segue. Buona giornata. Dott. Fiori
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Gentile utente, l’ingresso nel mondo del lavoro è una fase molto delicata perché per la prima volta ci mettiamo in gioco da un punto di vista professionale e questo a volte può spaventare nonostante si sia stati dei brillanti studenti. Inoltre il mondo del lavoro sempre più competitivo e a volte crudele può rappresentare a volte un detonatore di alcune fragilità personali come una certa tendenza a sviluppare sintomi ansiosi. Alcune ricerche scientifiche dimostrano che spostare la nostra attenzione sul battito cardiaco può aumentarne la frequenza dei battiti. Questo dimostrerebbe che più siamo sintonizzati sui nostri stati fisici e più ci allarmiamo. Ma sicuramente occorre analizzare quali contesti e quali circostanze elicitano questo allarme. Sicuramente esplorare questi elementi all’interno del percorso terapeutico potrebbe aiutarla molto. Un caro saluto Dott.ssa Sara De Laurentiis
E' una domanda che nasconde tante paure. Le "risposte" potrebbero essere ancora esplorate nella sua relazione terapeutica. Prosegua con fiducia.
Salve, l'ingresso nel mondo del lavoro crea da sempre apprensione, in special modo nel periodo che stiamo attraversando. Un aumento del'ansia è comprensibile, mi sembra che lei presti troppa attenzione ai sintomi psicofisici, accentuandoli. Ne discuta col suo terapeuta. Buona serata, dr.ssa Daniela Benvenuti
Car* utente, per quando riguarda l’aspetto organico confiderei nel risultato emerso dal controllo cardiologico. Per quanto riguarda l’aspetto emotivo le consiglio di comprendere quanto le accade nel suo contesto terapeutico con il professionista che l* accompagna da tempo e ben conosce i suoi vissuti e dinamiche interiori. Un caro saluto. Dott.ssa Francesca Tardio
Buonasera, sicuramente l'inizio dell' attività lavorativa comporta un insieme di paure legate alle responsabilità. Il lavoro psicoterapico è molto d'aiuto se lo persegue con fiducia. Credo lei porti troppa attenzione sui segnali corporei, e questo genera alterazioni psicofisiologiche reattive. Una risposta più immediata la otterrebbe dell'uso di una tecnica di rilassamento Saluti, Dr. Vittorio Cameriero
Buonasera, ok va benissimo che lei abbia intrapreso un percorso psicologico per elaborare che sintomi nascondono i suoi attacchi di panico. Inoltre può succedere che quando ci sono dei cambiamenti nella nostra vita accusiamo dei disturbi come ansia, paure e stati di agitazione, per quanto riguarda i suoi battiti accelerati, dovrebbe eseguire un consulto con un cardiologo per essere più tranquillo e sicuro che tutto sta andando bene, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
Ritengo lei stia già facendo molto. Svolgere un percorso psicoterapeutico la aiuterà senza dubbio ad elaborare le dinamiche psicologiche inerenti i suoi problemi e la sintomatologia che riferisce. Ci vuole tempo, impegno e pazienza. In bocca al lupo
Salve. Ne parli con chi la segue in psicoterapia e chiarisca cosa causa questa sintomatologia, se si sta forzando in una direzione che non potrebbe non essere la sua, cosa la spaventa e l'angoscia. Questi sintomi psicosomatici comunicano qualcosa di importante, bisogna comprenderli, capire che segnali stanno dando, per poter vivere con maggiore serenità. Distinti saluti.
Gentile utente di mio dottore, gli attacchi di panico possono essere curati con successo attraverso un approccio di tipo integrato costituito da psicoterapia è farmaco terapia. I farmaci possono in un determinato periodo in cui il sintomo limita lo svolgimento delle attività quotidiane ridimensionarne la grandezza, mentre la psicoterapia guarda ad un benessere più a lungo termine. Ha già fatto una cosa molto importante affidandosi ad uno specialista, intraprendendo un percorso psicoterapico, qualora al momento non avesse ancora raggiunto quella consapevolezza tale da avere una gestione in autonomia dei sintomi e dell' ansia potrebbe al momento considerare anche un supporto farmacologico. Ne parli col suo terapeuta e si confronti anche su questo aspetto.... Cordiali saluti Dottor. Diego Ferrara
Cara utente, per quanto riguarda l’aspetto organico, ovvero l’aumento del battito cardiaco, confiderei nell’esito dell’esame da poco effettuato che dichiara che non ci sono particolari problematiche. Le consiglio di portare i suoi dubbi e le sue riflessioni all’interno del suo spazio terapeutico, il professionista che già la segue saprà aiutarla a trovare delle risposte alla luce della sua storia e dei suoi significati. Indubbiamente il passaggio tra l’università e il mondo del lavoro è un bel cambiamento che può portare a sentimenti di smarrimento, sarà importante comprendere per lei qual’è il significato soggettivo e quali risorse può mettere in campo per gestire tale vissuto. Le auguro il meglio! Dott.ssa Paola Trombini
Buongiorno, in merito alla domanda di avere “un numero di battiti così alto può crearmi problemi a breve/medio termine” le consiglio di chiedere al suo medico di base. Le consiglio, inoltre, di trovare le strategie per gestire la situazione attuale insieme al suo terapeuta, perché la conosce da più tempo. Cordiali saluti. Dott.ssa Giulia Proietti
Buongiorno, spesso i passaggi di stato causano una difficoltà di adattamento, con sintomi caratteristici o dell’ansia o della depressione. Ne parli con il suo medico di base oppure con uno psicologo
Salve per la domanda sui battiti cardiaci le consiglio di rivolgersi al cardiologo che l'ha rassicurata sul suo stato di salute fisica; per cosa fare per sentirsi alleggerito da questo stato di cose ritengo debba continuare ad affidarsi al terapeuta che la sta seguendo, magari può dire al collega se ha preso in considerazione di trattare la sua ansia con EMDR. Saluti Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Buonasera! Credo che il passaggio al mondo adulto sia un momento spesso difficile che può creare ansia. Credo che ciò che ha fatto sia la scelta migliore: si affidi alla terapia e parli con il suo o la sua psicoterapeuta. In merito all'aumento dei battiti e all'impatto sulla sua salute, può chiedere al cardiologo che l'ha visitata per essere rassicurato o indirizzato in merito. In bocca al lupo per tutto. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Salve, credo che la cosa migliore sia parlarne con il/la collega con il quale/la quale ha intrapreso il percorso di psicoterapia. Cordiali saluti. Dott.ssa Papi.
Salve, come dicono i colleghi è un argomento che può trattare nella sua attuale terapia, sicuramente la terapeuta saprà come guidarla in questo passaggio interiore. Un saluto Dott.ssa Antonella Abate
“Per affrontare il suo problema, le consiglio di considerare la psicoterapia breve strategica. Se desidera ulteriori chiarimenti o informazioni, non esiti a contattarmi. Cordiali saluti, Dr. Michele Scala
Gentile utente, potrebbe essere utile affiancare al percorso terapeutico l'utilizzo dell'ipnosi. Tale tecnica risulta molto efficace negli stati d'ansia. Resto a disposizione per maggiori informazioni. Un caro saluto, Dott.ssa Ramona Borla
Gentile utente, i valori di frequenza cardiaca che riporta (70–90 bpm a riposo, con sporadici picchi fino a 100) rientrano pienamente nei range di normalità e, soprattutto, sono coerenti con ciò che può accadere in fasi di maggiore stress o cambiamento di vita. Il fatto che in passato fossero più bassi (60–65 bpm) non indica un problema, ma semplicemente un diverso assetto del suo organismo in un’altra fase della vita. Avendo già effettuato una visita cardiologica con esito negativo, possiamo considerare rassicurante l’assenza di elementi organici critici. Spesso, in situazioni come questa, ciò che mantiene la preoccupazione non è il battito in sé, ma l’attenzione continua ad esso e l’allarme che ne deriva, che tende a “riattivare” il sistema di attivazione fisiologica. In questo senso può essere utile, nel tempo, lavorare proprio sulla riduzione del monitoraggio corporeo e sull’imparare a lasciare andare gradualmente la lettura “di pericolo” delle sensazioni fisiche, soprattutto all’interno del percorso psicoterapeutico già in corso. Cordiali saluti
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.














