Salve dottori, sono un ragazzo di venti sei anni e non ho mai avuto una ragazza a causa della mia es

24 risposte
Salve dottori, sono un ragazzo di venti sei anni e non ho mai avuto una ragazza a causa della mia estetica. Mi sono chiesto se qualcuno mi dicesse che a causa della mia estetica che non ho una relazione di coppia come mi aiuterebbe? Mi aiuterebbe perché non dedico tempo ed energie a soddisfare un desiderio che non si realizzera mai. Ad una certa età bisogna smettere di sognare e diventare realisti. Le favole sono per i bimbi sarò duro ma la realtà è questa : se hai avuto in venti sei anni di vita solo il due di picche vuol dire che sei brutto. Ripeto meglio essere svalutante come mio padre che rincorrere un desidero che non ho le risorse nelle possibilità di realizzare e rimanere deluso nella vita bisogna essere molto pratici. Desidero che uno pisicologo mi aiuti ad accettare che non avrò mai una ragazza imparare ad accettarlo e il primo passo e bandire dalla vita il sesso e le donne per sempre che portano solo dolore. Ci sono gli amici c è il lavoro, c è la lettura si può vivere benissimo senza donne come ho deciso io. Mi potete aiutare a vivere senza donne per il resto della mia vita. Si sta bene sena relazioni sentimentali e sessuali credetemi e la migliore scelta per i brutti che accanirsi alla ricerca di un partner un brutto le donne se le deve dimenticare mi potete aiutare?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Laura Bova
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
buongiorno.
Capisco i suoi sentimenti rispetto a quello che fino ad oggi le è accaduto quando ha cercato di entrare in intimità con le persone.
ritengo che una terapia e un supporto sia utile non per accettare una condizione che a lei non piace, ma per trasformare suoi pensieri da negativi in positivi per poter così cambiare il suo approccio verso le ragazze in generale e l'intimità in particolare. Non possiamo cambiare gli altri ma possiamo cambiare noi stessi per rendere più funzionale il nostro modo ad approcciarsi a loro!
Resto a disposizione per un consulto anche online.
Distinti saluti
Dott.ssa Laura Bova
Dr. Luca Francesco Barbieri
Psicologo, Psicologo clinico
Lodi
Buongiorno, le parole che usa per descrivere la sua situazione mostrano molto evidentemente il dolore e il disagio provato.

Dal messaggio scritto mi pare di capire che quello che cerca è qualcuno che confermi le sue convinzioni, in nome di una "tranquillità" che non la porti più a sperare in qualcosa che adesso vede difficile realizzarsi.
Per quanto a volte ci può sembrare utile porre tutti i nostri sforzi nel dimenticare il passato, speranzosi che questo conduca a non soffrire più, in realtà il lavoro di terapia psicologica funziona proprio perché porta a porsi nuove domande end interrogativi in grado di aprire un nuovo spiraglio nella visione di noi stessi e degli altri.

Il disagio che sperimenta può funzionare come punto di partenza per un buon percorso di terapia insieme ad un professionista. La strada da cui iniziare è quindi quella di cercare di alimentare dubbi e visioni diverse nei confronti della vita, pronti a sorprendersi che le cose, in realtà, possono cambiare.
Dott.ssa Angela Correggia
Psicologo, Psicoterapeuta
Arezzo
Buongiorno! Da quello che scrive mi pare di capire che il suo desiderio sia quello di avere una relazione. Tuttavia, il fatto di non aver mai avuto una storia fino ad ora le ha fatto perdere le speranze anche per il futuro e tutto questo le crea molto dolore. Lo psicologo che la prenderà in carico verosimilmente cercherà insieme a lei di riformulare la sua richiesta d'aiuto. La soluzione: "Bandire dalla vita il sesso e le donne", nel qui e ora potrebbe anche esserle d'aiuto, perchè il problema verrebbe evitato, ma nel lungo termine il dolore potrebbe tornare a galla colpirla con maggior forza.
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Caro utente, sentirsi rifiutati non piace a nessuno, è forse una delle esperienze più dolorose descritte delle persone. Tuttavia la sua richiesta di terapia forse necessità di essere rivista, poiché ciò che lei chiede al suo futuro terapeuta è di accettare una cosa, che sembra infondo andare contro ai suoi scopi di vita. Forse il lavoro potrebbe orientarsi più sull'accettazione di sé così come è. Brutto o bello sono aggettivi assai soggettivi; comprendo che i suoi vissuti oggi sembrano andare nella direzione della convinzione che "i brutti non possono avere una donna o una relazione" ma forse questa convinzione è empiricamente sempre vera? Che prove ha per essere assolutamente certo che sia sempre così? Mettere un po in discussione questo pensiero potrebbe essere utile per tollerare, anche l'idea di non avere mai una relazione, ma partendo da presupposti diversi che non prevedono la svalutazione di sè come persona in assoluto. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Anegelo
Dott.ssa Giulia Ciaudano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Caro utente, ciò che descrive sembra provenire da esperienze molto dolorose che hanno lasciato una grande ferita in lei. Penso sarebbe importante poter scoprire insieme ad un professionista che lei ha risorse e fragilità, che, come tutte le persone, lei è un individuo ricco e frastagliato e che la definizione di "brutto" o "bello" non esaurisce le sue potenzialità e la sua esperienza di vita. Inoltre potrebbe essere utile esplorare cosa spaventa delle relazioni, dell'intimità, e viceversa cosa desidera da esse e cosa la avvicina o l'ha avvicinato agli altri in questi anni.
Accettare un'idea così netta e definita le preclude la possibilità di aprirsi alla curiosità e all'esplorazione di sè e della sua esperienza.
Restando a disposizione le auguro di poter trovare nel tempo e con il lavoro la strada più adatta per sentirsi meglio con se stesso e con gli altri.
Cordialmente
Dott.ssa Ciaudano
Dott.ssa Isabella Bertini
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, mi dispiace che lei stia dovendo affrontare un vissuto così doloroso. So che è difficile ma sarebbe importante che lei potesse comprendere che la bellezza estetica è un costrutto soggettivo, quello che lei percepisce come "brutto" è una valutazione personale e non rappresenta la vera essenza o il vero valore di un individuo. Capisco quanto possa essere frustrante e scoraggiante sentirsi inadeguati o poco attraenti ma tutti siamo meritevoli di essere amati, accettati per quello che siamo, lei compreso. Non credo che debba arrendersi nel credere nelle relazioni sentimentali, come ha detto ha 26 anni ed è ancora giovane, ha tutte le possibiltà per lavorare su sé stesso e sulla percezione negativa che ha di sè. Ritengo che sia importante per lei prendere in considerazione di iniziare un percorso terapeutico che possa aiutarla a lavorare sulla sua autostima, sul senso di auto efficacia e cercare di trasformare le sue fragilità in punti di forza, andando a cercare quelle risorse interne ed esterne che lei ha per avere una vita più soddisfacente con sè stesso e con gli altri. Rimango a sua disposizione, un abbraccio. Dott.ssa Isabella Bertini
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buonasera. Per poterla aiutare a trovare il modo di vivere come meglio sente, occorre che si rivolga ad uno specialista, così da poter valutare la sua personale situazione di disagio e comprendere quale proposta terapeutica eventualmente poterle offrire. SG
Dott.ssa Ottavia Riccadonna
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
mi dispiace che stia vivendo questa situazione e immagino che non sia per niente facile esporsi. Ha fatto bene a chiedere aiuto. Ritengo che già da una prima lettura di ciò che ha scritto ci siano degli spunti molto interessanti da approfondire in un percorso. Mi sembra che lei abbia la tendenza a darsi già "per vinto" e abbia determinate credenze e pensieri su di se molto negativi e giudicanti; Prima ancora che arrivare ad "accettare" che non avrà mai una ragazza sarebbe importante capire come tali idee si sono create e sviluppate nel tempo; che importanza ha per lei il fatto di avere una relazione e quali significati ci legge; come si sono instaurati e mantenuti i legami di attaccamento con le sue figure significative, i temi di vita principali e le prime esperienze sociali che tipo di impatto hanno avuto su di lei. Attraverso un percorso di consapevolezza e attribuzione di significati lei potrà incrementare la sua autostima e cambiare le cose. Le consiglio di iniziare un percorso
Cordialmente
Dtt.ssa Ottavia Riccadonna
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Dott.ssa Tania Nicolucci
Psicologo clinico, Psicologo, Terapeuta
Roma
Buonasera, mi spiace per come si sente, deve essere molto difficile il momento che sta vivendo, anche quando parla dello sforzo e delle energie che impiega ad affrontarlo, e che l'hanno portata a riflessioni e conclusioni assolute. Il "bello e il brutto" sono aspetti puramente concettuali, certamente posso capire che i vissuti hanno inciso nei suoi pensieri, così come le esperienze hanno dato vita ai suoi sentimenti e affetti negativi. Mi sento di consigliarle un percorso con un professionista pronto ad accogliere la sua richiesta, ridefinendola.
Vorrei dirle che non si c'è un'ultima spiaggia ma sempre una penultima.
Resto a disposizione, anche online.
Dott.ssa Nicolucci Tania.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile Utente, dalla sua mail si comprende come sia stato difficile arrivare a questa decisione, quanta sofferenza e delusioni si voglia lasciare dietro le spalle per poter proseguire senza più aspettative in tal senso e conseguentemente non vederle più deluse. E' comprensibile il suo punto di vista. Le direi di intraprendere un percorso psicoterapeutico dandosi intanto anche altri obiettivi, come ad esempio migliorare la sua autostima, aldilà dell'aspetto estetico, facendo leva su altre sue qualità/talenti. Spostare l'attenzione su altri aspetti, potrebbe aiutarla a vedere il problema da un punto di vista diverso e meno intransigente verso se stesso. Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
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Dott.ssa Carlotta Perucca
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera. E' vero. Il brutto ha una vita più complessa, piena di dubbi e momenti negativi. Ma mi verrebbe anche da chiedere, chi è stato il primo a dirglielo; lo è davvero; su quali basi poi. Nella nostra società ci sono così tante forme diverse che forse, e dico forse, prima di metterci un' etichetta e trincerarci dietro ad essa, dovremmo essere un po' clementi con noi stessi e cercare di scoprirci, nei pregi e difetti (fisici e non). Resto a disposizione e buona scoperta. Dott.ssa Carlotta Perucca
Dott.ssa Elena Sinistrero
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, grazie per aver condiviso con noi una parte così importante di sè. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso a quanto racconta. Ho notato che all'inizio del messaggio si riferisce alla sua estetica come sua principale causa di malessere, mentre nelle ultime righe parla delle donne solo come portatrici di dolore. Probabilmente i due elementi si collegano nella sua visione, quindi le suggerirei di valutare un consulto psicologico al fine di rielaborare il suo vissuto e le emozioni connesse, per comprendere in che misura questi aspetti la condizionino nella sua quotidianità.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Dott. Fabio Bellasio
Psicologo
Buccinasco
Buon pomeriggio.
Noto che arriva da esperienze relazionali vissute come dolorose, tanto da associarle ad un percezione estetica di sé negativa.
In questi casi un percorso psicologico può essere utile per comprendere più nel dettaglio quanto ha finora riportato.
Resto a disposizione sia in presenza che online
Dott. Fabio Sebastiano Bellasio
Dott.ssa Anastasia Giangrande
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, accolgo il suo dolore e lo rispetto. Come rispetto le esperienze, vissute o mancate, che ha avuto e le conseguenze che hanno avuto dentro di lei. Tuttavia, mi sento di dirle che il brutto assoluto non esiste, così come non esiste la bellezza assoluta.Esiste il modo in cui ci guardiamo, lo sguardo che rivolgiamo a noi stessi. E se quello sguardo è oscurato da altro o altri, l'immagine che viene colta è distorta. Il corpo e l'immagine che abbiamo sono un involucro, che ci protegge ed è lì per noi, disponibile per rispondere ai nostri bisogni, anche sessuali, relazionali, emotivi. Sono un riflesso esterno di quello che noi vediamo (o vorremmo vedere) all'interno. Ha presente Hulk? Nonostante la sua grandezza, brutalità e il suo caratteristico verde, alla fine è quello che conquista la ragazza più bella e impenetrabile degli Avengers. Le auguro di vedere quanto prima la bellezza che è in lei e al di fuori di lei...e di smentirsi. Un abbraccio
Dott.ssa Elisa Folliero
Psicologo, Psicoterapeuta
Spino d'Adda
Buonasera,
sembra che lei si stia auto-condannando ad una condizione che, oggettivamente non le piace (e a chi piacerebbe?), ma che forse le lascerebbe finalmente prendere il respiro rispetto a questa ricerca affannosa in cui sembra essere coinvolto.
Premettendo che ormai l'aspetto fisico è qualcosa di assolutamente relativo all'interno di una relazione, certamente esistono canoni molto precisi specialmente nella società in cui siamo cresciuti, tuttavia vari sono i criteri per cui ci si sceglie all'interno di un rapporto di coppia: la somiglianza (anche caratteriale), la complementarietà, la vicinanza, etc.
Detto ciò, potrebbe darsi che lei si sia auto-convinto rispetto la sua inadeguatezza e, in questo modo, abbia portato avanti negli anni una modalità di rapportarsi con le donne che, pur non volendo consapevolmente, portasse sempre all'insuccesso con queste ultime.
Un percorso di psicoterapia breve potrebbe aiutarla a fare chiarezza rispetto a certi automatismi (in termini di pensieri, atteggiamenti, comportamenti, etc.), che la portano a relazionarsi sempre in un determinato modo.

Sperando di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Elisa Folliero
Dott.ssa Arianna Savastio
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, mi viene da fare un paio di considerazioni. Innanzitutto nessuno psicologo l'aiuterà mai ad accettare una condizione che lei si sta auto-imponendo e che riguarda il futuro su cui nessuno di noi ha potere predittivo. Un'altra considerazione che mi sento di farle è che lei sta facendo un'associazione tra il non trovare una partner e l'aspetto esteriore quando la realtà ci dimostra che questa non è l'unica variabile determinante. Tante persone, a prescindere dall'aspetto esteriore, vivono relazioni sentimentali. Pertanto, non è l'aspetto esteriore l'unico fattore che determina il trovare un partner o meno; le variabili possibili sono tante e si sommano, possono essere banalmente il carattere, la compatibilità che abbiamo con l'altro, i nostri e i suoi gusti, talvolta incide anche semplicemente la fortuna. Un'ultima considerazione che mi sento di fare è relativa al fatto che questo suo auto-convincimento che non troverà mai una partner è detto "profezia che si auto-avvera". Quando ci convinciamo che una cosa debba accadere aumentiamo la possibilità che questa accada, perché in qualche modo creiamo inconsciamente delle condizioni favorevoli affinché la nostra profezia si realizzi. Per farle un esempio, se io mi convinco che un certo test a cui devo sottopormi andrà male, aumento la probabilità che il test vada effettivamente male, perché magari lo sosterrò in preda allo sconforto, all'ansia e ad un basso senso di autoefficacia. Mi sento di concludere suggerendole un cambio di prospettiva rispetto a quello che è il suo attuale obiettivo: dovrebbe accettare di non aver trovato una partner fino ad ora e non di rassegnarsi all'idea di non poterla trovare in futuro, che è qualcosa che non è ancora avvenuto e che non è predicibile. Lei ha soli 26 anni e ha ancora tutta la vita davanti a sé, le auguro di coltivare maggiore fiducia in se stesso e nelle sue risorse che sicuramente ci sono e che vanno ben oltre l'aspetto esteriore. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Savastio
Dott.ssa Maria Graziano
Psicologo, Psicologo clinico
Capaci
Caro giovane, le sue parole sono piene di pessimismo e di una tendenza depressiva. Consideri che è lei stesso a considerarsi brutto, ciò vuol dire ledere la sua autostima, il suo valore. Non si può vivere senza soddisfare due bisogni fondamentali umani, ossia quello di essere amato e di amare avendo una vita sessuale soddisfacente: andrebbe verso l'infelicità. Il mio suggerimento è di rivolgersi ad uno specialista per iniziare un percorso di terapia individuale attraverso cui acquisire sicurezza, fiducia in sè, potenziamento dell'autostima e dell'autoefficacia personale. Pensi a cosa potrebbe attivamente fare per migliorare il suo aspetto fisico e diventare più attraente, ricordi che la bellezza parte dalla mente e dal cuore e si rispecchia all'esterno nel corpo. Coraggio! creda in sè stesso!
Dott.ssa Maria Graziano
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Ciao, mi colpisce la forza e la determinazione con cui hai espresso i tuoi pensieri. È evidente che hai riflettuto a lungo su queste tematiche, e immagino che dietro alle parole che hai scritto ci siano esperienze di sofferenza e delusione che ti hanno portato a costruire questa prospettiva. Voglio partire dal dirti che rispetto profondamente la tua volontà di cercare un modo di vivere che ti faccia stare meglio, anche se questo significa mettere in discussione desideri o aspettative che magari hai sentito come pressioni esterne. Detto questo, mi permetto di offrirti una chiave di lettura diversa. Quando dici che vorresti accettare di non avere mai una relazione e bandire completamente l'idea di amore o sesso dalla tua vita, mi sembra che ci sia il desiderio profondo di proteggerti dal dolore e dalla delusione. Questo è umano: quando qualcosa ci fa male o ci sembra irraggiungibile, può sembrare più semplice eliminarlo dalla nostra mente e concentrarci su altro. Ma spesso, dietro questa scelta, si nascondono emozioni irrisolte, come la tristezza, il senso di esclusione o la paura di non essere abbastanza. Non c’è nulla di sbagliato nell’aspirare a una vita che non ruoti intorno a relazioni sentimentali o sessuali, se questa è una scelta autentica e non il frutto della paura o della rassegnazione. Tuttavia, da quello che scrivi, sembra che il giudizio verso di te (e verso il tuo aspetto) sia diventato così forte da condizionare il tuo valore personale. Sei arrivato a identificare l’assenza di relazioni come una prova del fatto che il problema sia il tuo aspetto, ma il mondo delle relazioni è molto più complesso di così. L’estetica può giocare un ruolo, ma non è mai l’unico fattore. Ti invito a riflettere su come sei arrivato a queste convinzioni. Ci sono forse stati episodi o commenti (come quelli che attribuisci a tuo padre) che hanno rinforzato in te l’idea che non valessi abbastanza? È possibile che queste esperienze abbiano alimentato un giudizio interno severo che ti porta oggi a vedere te stesso in termini negativi? Da una prospettiva cognitivo-comportamentale, lavorare su questi pensieri e sulla relazione che hai con te stesso può aprire nuove possibilità. Questo non significa cambiare i tuoi obiettivi di vita, ma aiutarti a esplorare se le scelte che vuoi fare sono davvero libere o se sono dettate da un senso di rassegnazione o autovalutazione negativa. Una parte importante del percorso potrebbe essere imparare a vedere il tuo valore al di là di quanto ti senti “desiderabile” agli occhi degli altri. Le relazioni non nascono solo dall’estetica, ma anche dalla capacità di connettersi emotivamente, dalla condivisione di interessi e dalla fiducia in sé stessi. Questi aspetti possono essere coltivati, e magari potrebbero portarti a scoprire relazioni (non necessariamente romantiche) che arricchiscono la tua vita. Infine, qualunque strada tu scelga, il mio obiettivo sarebbe aiutarti a vivere con serenità e autenticità, senza sentirti costretto in un ruolo o una narrativa che ti limita. Esplora i tuoi pensieri e lavora su come costruire un futuro che ti faccia sentire appagato e libero, indipendentemente dalle scelte che farai. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Maria Francesca Cusmano
Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Emilia
Caro utente,

grazie per aver condiviso i tuoi pensieri con tanta sincerità.

Più che aiutarti a "vivere senza donne per il resto della tua vita", il mio ruolo potrebbe essere quello di accompagnarti a esplorare in modo più profondo queste convinzioni e queste emozioni.

Ti invito a riflettere su alcune domande:

- Sei davvero sicuro che il tuo aspetto sia l’unico elemento che determina il rifiuto? Oppure potrebbero esserci anche altri fattori, come la tua insicurezza, il modo in cui ti poni o le esperienze che hai vissuto?
- Hai mai sperimentato relazioni di amicizia o di altro tipo in cui ti sei sentito accettato e apprezzato? Cosa c’era di diverso in quelle dinamiche?
- Se un caro amico ti dicesse le stesse cose che hai scritto, cosa gli risponderesti?

Un caro saluto
Dott.ssa Maria Francesca Cusmano
Dott.ssa Martina Manzini
Psicologo clinico, Psicologo
Sassuolo
Buongiorno, la sua richiesta si può riassumere nella ricerca di un aiuto per "accettare di non essere amabile". La invito a riformularla:
"Sono amabile e con valore anche senza la conferma (presenza) dell'altro".
Questa richiesta è più aderente a un obiettivo terapeutico e più funzionale al suo benessere.
Il consiglio, dunque, è quello di intraprendere un percorso psicoterapeutico con uno specialista.
Cordialmente,
Dott.ssa Manzini
Dott.ssa Alessandra Di Fenza
Psicologo, Psicologo clinico
Marano di Napoli
Gentile utente, quando un bisogno importante come quello affettivo e sentimentale non trova risposta, può nascere la tentazione di proteggersi con pensieri molto rigidi, che in qualche modo fanno meno male perché mettono un punto fermo. Dire a se stessi non fa per me sembra una via per non soffrire più.

Dietro al suo discorso così lucido e razionale, si intravede un dolore più profondo che non riguarda solo l'estetica o l'aspetto esteriore ma il senso di non sentirsi abbastanza, di non valere agli occhi degli altri, e in particolare agli occhi delle donne.

La realtà è che la possibilità di vivere rapporti significativi non si esaurisce nell’apparenza. Quante persone non rispondono ai canoni estetici più comuni, eppure riescono a costruire legami autentici? Ciò che spesso fa la differenza non è come si appare, ma il modo in cui si sta con sé stessi e con gli altri.

L’idea di voler rinunciare del tutto all’amore non è una condanna, ma la manifestazione della sua stanchezza. È come se si fosse arreso prima ancora di concedersi davvero la possibilità di incontrare qualcuno. Forse più che imparare a vivere senza, ciò che potrebbe esserle utile è imparare a riconoscere e a dare voce al bisogno che prova senza trasformarlo in colpa.

Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a guardare oltre la convinzione di essere “brutto e senza speranze” e a scoprire un’immagine di sé più completa e meno severa, ridandole la libertà di scegliere se e come aprirsi a una relazione, senza doversi proteggere attraverso la rinuncia totale.

Resto a disposizione,
Dott.ssa Alessandra Di Fenza
Buonasera,
la sofferenza che descrive merita uno spazio di ascolto professionale. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a esplorare e comprendere queste convinzioni su di sé, alleviando il carico emotivo che oggi la accompagna.
Un caro saluto
Dott.ssa Donatella Costanzo
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve,
leggendo le sue parole si sente chiaramente quanta sofferenza, amarezza e solitudine porta dentro. Si percepisce una ferita profonda, costruita nel tempo, fatta di rifiuti, di svalutazioni ricevute e interiorizzate, e del tentativo di proteggersi smettendo di desiderare. Il suo ragionamento non nasce da superficialità, ma da dolore: rinunciare prima, per non soffrire più.
È importante però dirle con chiarezza e rispetto che ciò che descrive non è una “verità oggettiva”, ma una conclusione molto dura che lei ha tratto per sopravvivere emotivamente. L’idea “se non è successo finora, non succederà mai” è comprensibile quando si è feriti, ma non è un dato di realtà: è una convinzione costruita da esperienze dolorose, da messaggi svalutanti (come quelli ricevuti da suo padre) e da una profonda sfiducia verso se stesso.
Il punto centrale non è decidere se “vivere senza donne” sia giusto o sbagliato, ma il fatto che questa scelta sembra nascere più da rassegnazione e auto‑svalutazione che da un desiderio autentico e sereno. Bandire desideri, affettività e sessualità non cura la ferita: spesso la copre, lasciandola però aperta sotto.
Per questo le consiglierei con forza di rivolgersi a uno psicologo: non per convincerla ad avere una relazione, ma per aiutarla a lavorare sul dolore, sull’immagine di sé, sul senso di esclusione e sulla convinzione di non valere abbastanza. Uno spazio psicologico può aiutarla a distinguere tra protezione e rinuncia, e a costruire una vita più gentile con se stesso, qualunque direzione sceglierà in futuro.
Se lo desidera, può scrivermi e sarò felice di aiutarla a individuare uno psicologo vicino alla zona in cui abita. Non è troppo tardi per smettere di punirsi e iniziare a prendersi cura di sé.
Cordiali saluti.

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