Salve dottori, sono esausto. Pochi mese fa, dopo tanti sacrifici, sono riuscito quasi a coronare il

18 risposte
Salve dottori, sono esausto. Pochi mese fa, dopo tanti sacrifici, sono riuscito quasi a coronare il mio sogno, quello di diventare un soldato. Dopo essere riuscito a superare brillantemente il concorso, a Novembre era prevista la partenza presso il centro di addestramento. Arrivato lì., un enorme solitudine, senso di tristezza e mancanza dei miei familiari, fidanzata e casa, mi hanno portato a lasciare tutto. Oggi sono qui a scrivervi e sono affranto. Non sorrido più... guardo altri ragazzi più piccoli di me con meraviglia, vorrei essere al loro posto per poter tornare indietro ed avere un'altra possibilità. Ho solo 24 anni e il fatto che hanno deciso di abbassare i limiti di età nelle forze armate, mi fa sentire vecchio. Nei miei momenti di lucidità penso che se potessi rivivere quel momento, quel senso di mancanza su menzionato, mi porterebbe nuovamente a fare quella scelta. Ho un legame molto forte con la mia famiglia e la mia ragazza; legame che mi ha portato a questo. Vivo la mia quotidianità e mi sento come se fossi anestetizzato; appena ci penso, sto male. Avrei anche altre possibilità, come polizia locale, ma non ho le forza e la motivazione di studiare, nonostante fossi molto capace. Vorrei ritrovarmi, ma non so cosa fare.
Gentile utente,

Capisco quanto possa essere difficile e dolorosa la situazione che sta vivendo. Realizzare un sogno come quello di diventare soldato, per poi trovarsi ad affrontare una solitudine così profonda da dover rinunciare, è un'esperienza devastante. La sensazione di vuoto e di perdita che descrive è comprensibile e valida.

Prima di tutto, è importante riconoscere che prendere decisioni difficili, soprattutto quando si è lontani da casa e dai propri affetti, richiede un grande coraggio. Nonostante la sua scelta possa sembrarle un fallimento, è fondamentale ricordare che ha agito secondo quello che in quel momento sentiva essere il meglio per il suo benessere emotivo e mentale.

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarla a ritrovare un senso di equilibrio e motivazione:

Accetti i suoi sentimenti: È naturale sentirsi triste, frustrato e deluso. Si permetta di provare queste emozioni senza giudicarle. Riconoscere i suoi sentimenti è il primo passo verso la guarigione.

Parli con qualcuno: Condividere le sue preoccupazioni e i suoi sentimenti con una persona di fiducia, come un amico, un familiare o un professionista, può alleviare il peso che sta portando. A volte, parlare dei propri problemi può fornire nuove prospettive e soluzioni.

Rifletta sulle sue priorità: Si chieda cosa desidera davvero nella vita e quali sono i suoi obiettivi a lungo termine. Se il legame con la sua famiglia e la sua ragazza è così importante per lei, potrebbe considerare opportunità di carriera che le permettano di mantenere questi legami senza dover affrontare una separazione prolungata.

Si prenda del tempo per sé stesso: Cerchi di dedicare del tempo alle attività che le piacciono e che le fanno sentire bene. Questo può aiutarla a ritrovare un senso di normalità e a ridurre lo stress.

Esplori altre opportunità: Anche se attualmente le manca la motivazione per studiare o perseguire altre carriere, è importante considerare altre possibilità che potrebbero allinearsi con i suoi interessi e valori. La polizia locale, come ha menzionato, potrebbe essere un'opzione, ma ci sono molte altre strade che potrebbe esplorare.

Cerchi supporto professionale: Parlando con un terapeuta o un consulente, potrebbe ottenere un supporto più mirato e strategie efficaci per affrontare questa situazione. Un professionista può aiutarla a lavorare sulle sue emozioni, a capire meglio sé stesso e a trovare nuove direzioni nella sua vita.

Le suggerisco di considerare la possibilità di prenotare una visita con uno psicologo o un consulente per approfondire questi aspetti e ricevere un supporto adeguato.

Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o supporto.

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Gentile utente, da quello che ha voluto condividere sembra che durante i primi tempi di vita militare lei abbia avuto una normale crisi di adattamento al contesto, molto duro e impegnativo. Questa crisi è poi sfociata con l'abbandono della fase addestrativa, probabilmente legato a dei dubbi sulle opportunità di sviluppo professionale o di soddisfazione che avrebbe potuto conseguire in tale contesto. Ora sembra stia vivendo una fase di basso umore, reattiva alla scelta a suo tempo fatta. Questo è il momento giusto per cogliere l'opportunità di chiarire le sue idee in merito allo sviluppo dei suoi potenziali e sulla riformulazione dei suoi obiettivi professionali: lo faccia facendosi supportare psicologicamente al fine di uscire da questo momentaneo stato di malessere, che rischia di non farle cogliere le molteplici opportunità che la vita le può offrire.
Gentile utente buongiorno,
grazie per aver condiviso questo suo momento di profondo sconforto.
Sebbene sia ancora molto giovane (ha solo 24 anni, come ha sottolineato!), la vita le ha già posto davanti alcune decisioni importanti. E' inevitabile che le decisioni possano implicare anche il fallimento e, quindi, il ripensamento, il tornare indietro. Ma è solo attraverso questi tentativi che ci si apre alle opportunità della vita.
A volte abbiamo in mano tanti elementi per soppesare le nostre decisioni e andiamo a colpo sicuro; altre volte dobbiamo tuffarci nell'ignoto, in un mare di esperienze nuove, sconosciute, nell'acquisire competenze diverse, assolvere a compiti e mansioni impegnative.
In entrambi i casi, però, le conseguenze non sono calcolabili: le decisioni che prendiamo su che direzione deve prendere la nostra vita hanno sempre delle conseguenze e bisogna imparare ad accettarle, a conviverci, se la motivazione alla base, per il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, è più forte di tutto.

Lei ha affrontato prima le conseguenze della decisione di fare il soldato. ora sta affrontando le conseguenze della decisione di mollare e ricominciare da capo. Il disorientamento, la mancanza di fiducia e motivazione e la tendenza marcata a giudicare troppo severamente sé stesso, sono sentimenti caratteristici di questa fase, in cui il passato torna continuamente a tormentarci con le sue domande senza risposta, con i suoi "se" e i suoi "ma".
Però il passato non torna, non possiamo certo modificarlo. Conviene rielaborarlo in modo nuovo e conveniente, tirando fuori quella saggezza che ci può essere di grande aiuto per modificare il nostro comportamento e le future scelte che faremo.

Credo che lei abbia bisogno di un sostegno psicologico in questo periodo per dare una lettura distaccata delle sue emozioni attuali, riattribuire il giusto valore alle esperienze passate e ricostruire fiducia in sé stesso. Deve investire in un percorso di crescita personale, trovando il metodo giusto per cogliere il lato positivo delle cose, il bello della vita e ciò per cui vale davvero la pena lottare, ogni giorno. Deve scoprire le sue potenzialità, rispolverare i suoi sogni e le sue ambizioni, pianificare con intelligenza ed efficacia il suo prossimo futuro, consapevole di poter essere saggio e lucido nelle decisioni da prendere e nelle scelte da fare.

Sarei lieto di spiegarle come potrebbe svolgersi un percorso psicologico di questo tipo, anche tramite consulenza online. Mi contatti pure, senza impegno, per chiarire i suoi dubbi e avanzare le sue richieste.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Buongiorno, tra le righe che scrive si coglie una forte sofferenza. Sta attraversando una crisi importante, ma sembra qualificabile come crisi evolutiva. E' proprio nella fase in cui bisogna individuare ed elaborare il proprio progetto esistenziale. Leggerla mi ha fatto venire in mente la canzone di Jovanotti (Linea d'ombra): "per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo ..." . Le consiglio vivamente di rivolgersi ad un professionista che la aiuterà ad approfondire, elaborare e mettere a fuoco la strada a SUA misura, quella che effettivamente desidera percorrere. Un caro saluto, dott.ssa Chiara Barlucchi
Buongiorno, immagino non sia facile questo periodo. Si prenda tutto il tempo che le serve per poter sentire il dolore provocato dalla fine di questo suo percorso. Quando si è lontani da casa è normale provare la mancanza per le persone a noi più care, ma come mai per lei è stato così intenso da essere un motivo di interruzione del suo percorso lavorativo?
La tristezza che prova è in linea con quello che le è successo. Se desidera indagarne i motivi ed esplorare maggiormente questo suo stato d'animo e questi suoi pensieri, potrebbe essere buono per lei portarli da un professionista?
Un saluto
Dott.ssa Stefania Rubiero
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, le sue parole descrivono molto bene il suo malessere e mi spiace. l legami con la famiglia e con la fidanzata di per se sono positivi, ma bisognerebbe forse approfondire questi legami o forse è semplicemente una fase della vita; una cosa è chiara e cioè che lei necessita di un aiuto esterno per fare chiarezza.
Mi contatti pure se lo riterrà opportuno.
Dott.ssa Grazia Chianetta
Buona sera, la ringrazio per essersi aperto qui. Naturalmente con qualche informazione in più sarebbe possibile fare una lettura più precisa della sua situazione. Credo che non sia ancora riuscito a dare un significato ed un senso a quello che le è accaduto in caserma, ed ora si sente come inibito a scegliere altre strade e cogliere altre opportunità. Anche io credo che in questo momento le gioverebbe un supporto psicologico: per riorientarsi nel panorama lavorativo e forse personale e rielaborando anche i recenti vissuti passati che rischiano di bloccarla.
Si conceda questo spazio per sè: è un tempo di cui merita di disporre.
Se desidera il mio supporto sono contattabile anche on-line.
Le faccio i miei migliori auguri. Un caro saluto.
Salve, la sua condivisione meriterebbe più di una risposta, qui mi limito a mettere l’accento sul fatto che ha scelto sul momento andando sull’onda della mancanza, ed ora ne sente un altra.
È necessario che ora lei inizi a trovare risposte che le permettano di vivere senza quel rimorso ed al contempo le strutturino un orientamento di vita che le permetta di vivere in modo soddisfacente e pieno.
Cerchi un buon psicoterapeuta che l’accompagni nel percorso di ristrutturazione di interessi ed affetti e si affidi con fiducia.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
La sua situazione riflette emozioni profonde che meritano attenzione e rispetto. La decisione di lasciare il centro di addestramento, nonostante il suo sogno, è comprensibile data la forte solitudine e la mancanza dei suoi cari. Non giudichi duramente se stesso per questo.

La stanchezza e la mancanza di motivazione che sente ora indicano un bisogno di recupero.
Non si consideri vecchio a 24 anni; ha ancora molte opportunità davanti a sé.

Rifletta su come può conciliare il legame con la sua famiglia e la sua ragazza con le sue aspirazioni professionali. Consideri un percorso di supporto psicologico per esplorare queste emozioni e trovare una nuova direzione.

Cordialmente
Buongiorno gentile utente, mi dispiace per le sensazioni che sta provando. Da quello che ci racconta si è trovato a vivere un momento della sua vita molto forte, la coronazione di un sogno da un lato ma anche un momento di sprofondamento in una serie di vissuti che l’hanno riportato a casa. Credo che potrebbe esserle utile parlare con un professionista di questi vissuti, sia quelli attuali legati a una motivazione da ritrovare, sia a quella forte solitudine che ha sentito all’addestramento e la quale sarebbe importante contestualizzare all’interno di una sua esperienza più ampia. Al fianco di queste criticità ci parla anche di molte risorse che sarà importante cercare di valorizzare, in primis i suoi affetti, ma anche le sue capacità, che si riconosce e infine tra le cose da lei citate anche l’aver pensato alla polizia, una sorta di ripartenza da un pochino più vicino a casa. È possibile che nel sentire di doversi paragonare a questi ragazzi di cui parla stia faticando a dare il giusto valore alle sue esperienze passate, come ad esempio quello che l’hanno portata al campo di addestramento. Potrebbe essere utile valorizzare anche queste.
Un saluto, Dott. Andrea Alberti
Salve. Comprendo la situazione di grande dolore; in effetti ogni scelta che affrontiamo comporta il lasciare indietro qualcosa, e di fatto questo ci mette a contatto con una perdita, che può essere anche molto dolorosa. Quello che vive sembra avere i caratteri di un grande conflitto interno, in cui ciò che ama e ciò su cui ha investito non avessero possibilità di coesistere, e qualcosa dovesse necessariamente essere sacrificato. Nonostante la sofferenza che si trova ad affrontare comporti molta fatica e si senta molto confuso, quel desiderio di ritrovarsi che ha menzionato mi sembrerebbe un ottimo punto di partenza. Potrebbe valutare in questo senso l'opzione di effettuare qualche consulenza psicologica che possa permetterle di fare luce su quelli che sono i bisogni e i desideri che prendono campo in questo momento della sua vita. Dare significato a certi vissuti con l'aiuto di un professionista potrebbe essere utile a comprendere come reinvestire energie e risorse in nuovi progetti, che si sposino bene con i suoi valori e con le se necessità. Rimango a disposizione e le auguro di poter stare meglio!
Buongiorno, comprendo la sua sofferenza, i cambiamenti e la lontananza dai propri luoghi sicuri, come possono essere la famiglia e la fidanzata, comportano senso di solitudine e difficoltà nell'adattamento in una situazione nuova. Potrebbe aiutarla approfondire, con il supporto di qualcuno, cosa significa per lei l'allontanamento dalle persone care, se per esempio nella propria giovane vita ha provato situazioni di ansia legata al timore della perdita degli affetti.
Facendo maggiore chiarezza sugli aspetti più profondi, potrebbe trovare la chiave per sostenere i cambiamenti.
A volte ci si pone un obiettivo e lo si persegue con fermezza ma una volta raggiunto ci si rende conto che l'aspettativa è stata delusa, nel senso che non è come si era immaginato. Mi sembra di capire che Le sia capitato questo. E' normale un senso di smarrimento e confusione, però se ci pensa, dalle Sue parole emerge un desiderio di vivere intensamente le Sue relazioni affettive, fatte di vicinanza e di quotidianità. Non si senta in colpa se non era come aveva immaginato il Suo sogno, sicuramente ce ne saranno tanti altri di sogni più adatti alla Sua persona, alla Sua sensibilità e ai Suoi bisogni più veri. Si tratta solo di trovare ciò che Le è più congeniale senza paragonarsi agli altri.
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È normale provare nostalgia e senso di perdita quando ci si allontana da famiglia e amici per perseguire i propri sogni. È importante dare tempo al tempo e cercare di affrontare queste emozioni. Potrebbe essere utile parlare con un professionista per esplorare i tuoi sentimenti, trovare nuove motivazioni e lavorare sulla tua autostima. Non scoraggiarti, hai ancora molte opportunità davanti a te. Rimango a disposizione. Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buonasera e grazei per aver condiviso con noi la sua storia. Alla sua età i dubbi sul proprio futuro e su cosa fare nella vita sono normali, come è normale confrontarsi con gli altri. L'importante è tracciare la propria rotta seguendo i propri obiettivi, senza lsciarsi influenzare dai coetanei. Come ho detto una volta ai miei compagni di corso, nella vita ci sono le lepri e le tartarughe: non possiamo essere tutte lepri o tutte tartarughe, l'importante è seguire il proprio passo senza forzarlo.
Se ha bisogno di parlare con qualcuno, io sono a disposizione anche online.
Dott.sa Elena Bonini
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Gentilissimo, mi dispiace per questo senso di spaesamento che prova e per il malessere associato alla decisione di concludere la sua esperienza militare. La sua scelta è stata influenzata dalla sofferenza che provava nel stare lontano dai suoi affetti più cari ma ora che è vicino questo dolore è diventato più grande invece che diminuire. Di fronte a lei si potrebbero aprire tante altre possibilità, anche se fermarsi per affrontare ed elaborare quanto successo potrebbe essere utile per lavorare su alcuni meccanismi e acquisire nuovi strumenti che le possano permetterle di superare questo momento e di ragionare sui futuri passi che vorrà intraprendere per il futuro. Dott.ssa Elisabetta Secci
Buongiorno ,posso immaginare il suo stato d'animo.....pero' io darei un'altra lettura alla sua scelta di abbandono delle forze armate. Molto probabilmente la scelta e quindi il concorso erano legate a cio' che lei e le persone che ha intorno davano valore e quindi una scelta RAZIONALE ,invece ogniuno di noi deve fare delle scelte di CUORE anche riguardo il lavoro o professione, cioe' e' bene fare cio' che ci fa sentire VIVI, noi stessi anche se socialmente quel lavoro non e' desiderabile ,tra i meglio retribuiti ecc....Inoltre metterei in risalto ,il suo superamento del concorso e quindi che lei e' capace di impegno e abnegazione.....qualita' non da poco per un giovane di 24 anni ...e aggiungo ,concludendo che lei e' molto giovane quindi ha ancora tante opportunita'... cominci ad esplorare altre situazioni lavorative e..... in bocca al lupo...Dott. Adriana Gaspari

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