Salve Dottori e dottoresse Sono un ragazzo di 23 anni e in questo periodo, iniziato all'incirca a
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Salve Dottori e dottoresse
Sono un ragazzo di 23 anni e in questo periodo, iniziato all'incirca a metà febbraio e che ancora tutt'ora mi sta durando continua a causarmi molta agitazione. Per esempio io sono fidanzato con una ragazza da sette anni, la nostra relazione al momento procede bene anche se in passato ci sono stati litigi un po' pesanti alla fine si è risolto tutto, dentro al mio cuore sento di amarla ancora, anche perché la settimana scorsa si è operata e io gli sono stato vicino dal primo fino all'ultimo momento e ho anche pianto perché si operava. Dentro al mio cuore sento di provare sentimenti fortissimi per lei solamente che il problema arriva quando il cervello non la pensa alla stessa maniera. So che in una relazione comanda il cuore e i sentimenti e non il cervello, ma continua a fare contrasto con il mio cuore , anche il fatto che sono etero al 100% lo sono sempre stato da piccolo fino ad oggi il cervello mi dice che non è detto che sia ancora così. Insomma praticamente detta in parole povere il cervello mi fa pensare a pensieri distorti, errati e molto invasivi. Con molta probabilità è dovuto a stress e ansia dato che io assumo anche le Lexotan sotto prescrizione medica, mi è anche stato detto sotto consiglio medico sempre, di cercare di concentrarmi solo su cose belle e basta ma è parecchio difficile. Io soffro d'ansia generale lieve, così detto dallo psichiatra dove sono andato che intacca tutto, lui mi ha prescritto le Lexotan e sinceramente quando le prendo per un po' la mente si Libera da questi pensieri distorti. Anche il fatto con la mia ragazza di pensare solamente di bloccare le chat e eliminarle su WhatsApp mi fa stare malissimo ma è come se il cervello mi dicesse di farlo ma il cuore e ciò che provo mi dice che la cosa più giusta è ignorare questi pensieri. Vorrei trovare un modo per scacciare questi pensieri negativi distorti e ossessivi, anche seguendo consigli naturali se necessario o prendendo qualcosa che possa liberarmi la mente, sinceramente non vorrei rischiare di avere altri attacchi di panico come in passato dato che adesso ho anche un lavoro
Sono un ragazzo di 23 anni e in questo periodo, iniziato all'incirca a metà febbraio e che ancora tutt'ora mi sta durando continua a causarmi molta agitazione. Per esempio io sono fidanzato con una ragazza da sette anni, la nostra relazione al momento procede bene anche se in passato ci sono stati litigi un po' pesanti alla fine si è risolto tutto, dentro al mio cuore sento di amarla ancora, anche perché la settimana scorsa si è operata e io gli sono stato vicino dal primo fino all'ultimo momento e ho anche pianto perché si operava. Dentro al mio cuore sento di provare sentimenti fortissimi per lei solamente che il problema arriva quando il cervello non la pensa alla stessa maniera. So che in una relazione comanda il cuore e i sentimenti e non il cervello, ma continua a fare contrasto con il mio cuore , anche il fatto che sono etero al 100% lo sono sempre stato da piccolo fino ad oggi il cervello mi dice che non è detto che sia ancora così. Insomma praticamente detta in parole povere il cervello mi fa pensare a pensieri distorti, errati e molto invasivi. Con molta probabilità è dovuto a stress e ansia dato che io assumo anche le Lexotan sotto prescrizione medica, mi è anche stato detto sotto consiglio medico sempre, di cercare di concentrarmi solo su cose belle e basta ma è parecchio difficile. Io soffro d'ansia generale lieve, così detto dallo psichiatra dove sono andato che intacca tutto, lui mi ha prescritto le Lexotan e sinceramente quando le prendo per un po' la mente si Libera da questi pensieri distorti. Anche il fatto con la mia ragazza di pensare solamente di bloccare le chat e eliminarle su WhatsApp mi fa stare malissimo ma è come se il cervello mi dicesse di farlo ma il cuore e ciò che provo mi dice che la cosa più giusta è ignorare questi pensieri. Vorrei trovare un modo per scacciare questi pensieri negativi distorti e ossessivi, anche seguendo consigli naturali se necessario o prendendo qualcosa che possa liberarmi la mente, sinceramente non vorrei rischiare di avere altri attacchi di panico come in passato dato che adesso ho anche un lavoro
Caro ragazzo,
grazie per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. Quello che stai vivendo è sicuramente un periodo complesso, e il fatto che tu stia cercando di comprenderlo è già un passo molto importante. Dalle tue parole emerge un conflitto interiore che può essere legato a uno stato d’ansia generalizzata, come ti è già stato indicato anche da uno specialista. Questo tipo di ansia può generare pensieri intrusivi, distorti e ossessivi, spesso in netto contrasto con ciò che sentiamo emotivamente e razionalmente.
È importante sapere che questo tipo di pensieri non definisce la realtà né tantomeno ciò che sei o ciò che provi. Anzi, proprio la sofferenza che ti causano è un segnale che non sono in linea con i tuoi veri desideri e sentimenti. L’amore che descrivi per la tua ragazza, la tua vicinanza e le emozioni profonde che hai provato nel momento delicato dell’intervento, sono testimonianza autentica del legame che hai con lei.
Quando parli di “cervello che pensa il contrario del cuore”, è possibile che tu stia sperimentando una forma di dubbio ossessivo, che in ambito psicologico può rientrare nei cosiddetti disturbi ossessivi relazionali (ROCD – Relationship Obsessive Compulsive Disorder). In questi casi, l’ansia si attacca proprio a ciò che per la persona è più importante, come le relazioni affettive o l’identità personale, generando pensieri continui, dubbi e scenari catastrofici.
Anche l’aspetto legato all’identità sessuale, che sembra metterti in crisi nonostante la tua certezza su chi sei, è un tema che può emergere nel contesto di una mente ansiosa e iperanalitica, e non significa che ci siano reali cambiamenti in atto, ma che l’ansia sta trovando nuovi “bersagli” per alimentarsi.
L’assunzione del farmaco come il Lexotan, sotto prescrizione medica, può dare un sollievo temporaneo, ma è importante considerare anche un percorso terapeutico che aiuti ad affrontare la radice del problema. L’ansia, infatti, non si elimina semplicemente ignorandola: va compresa, accolta e gestita, anche con strumenti psicologici come la terapia cognitivo-comportamentale o la mindfulness, che possono offrire strumenti pratici per affrontare i pensieri intrusivi e regolare l’attivazione emotiva.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire questi vissuti rivolgersi ad uno specialista, così da affrontare insieme le cause alla base di questo malessere e imparare a gestirlo in modo efficace, per tornare a vivere la tua relazione e la tua quotidianità con maggiore serenità.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
grazie per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. Quello che stai vivendo è sicuramente un periodo complesso, e il fatto che tu stia cercando di comprenderlo è già un passo molto importante. Dalle tue parole emerge un conflitto interiore che può essere legato a uno stato d’ansia generalizzata, come ti è già stato indicato anche da uno specialista. Questo tipo di ansia può generare pensieri intrusivi, distorti e ossessivi, spesso in netto contrasto con ciò che sentiamo emotivamente e razionalmente.
È importante sapere che questo tipo di pensieri non definisce la realtà né tantomeno ciò che sei o ciò che provi. Anzi, proprio la sofferenza che ti causano è un segnale che non sono in linea con i tuoi veri desideri e sentimenti. L’amore che descrivi per la tua ragazza, la tua vicinanza e le emozioni profonde che hai provato nel momento delicato dell’intervento, sono testimonianza autentica del legame che hai con lei.
Quando parli di “cervello che pensa il contrario del cuore”, è possibile che tu stia sperimentando una forma di dubbio ossessivo, che in ambito psicologico può rientrare nei cosiddetti disturbi ossessivi relazionali (ROCD – Relationship Obsessive Compulsive Disorder). In questi casi, l’ansia si attacca proprio a ciò che per la persona è più importante, come le relazioni affettive o l’identità personale, generando pensieri continui, dubbi e scenari catastrofici.
Anche l’aspetto legato all’identità sessuale, che sembra metterti in crisi nonostante la tua certezza su chi sei, è un tema che può emergere nel contesto di una mente ansiosa e iperanalitica, e non significa che ci siano reali cambiamenti in atto, ma che l’ansia sta trovando nuovi “bersagli” per alimentarsi.
L’assunzione del farmaco come il Lexotan, sotto prescrizione medica, può dare un sollievo temporaneo, ma è importante considerare anche un percorso terapeutico che aiuti ad affrontare la radice del problema. L’ansia, infatti, non si elimina semplicemente ignorandola: va compresa, accolta e gestita, anche con strumenti psicologici come la terapia cognitivo-comportamentale o la mindfulness, che possono offrire strumenti pratici per affrontare i pensieri intrusivi e regolare l’attivazione emotiva.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire questi vissuti rivolgersi ad uno specialista, così da affrontare insieme le cause alla base di questo malessere e imparare a gestirlo in modo efficace, per tornare a vivere la tua relazione e la tua quotidianità con maggiore serenità.
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Buongiorno, immagino sia molto faticoso avere continuamente dei pensieri che reputa distorti, errati e molto invasivi. Purtroppo, come ha già sperimentato, spesso non è sufficiente cercare di concentrarsi sulle cose positive per stare meglio. Non abbiamo il controllo totale sui nostri pensieri. Quello che le suggerisco è di intraprendere un percorso psicologico, da affiancare alla cura farmacologica che già assume, per provare a conoscere e comprendere meglio i suoi pensieri e i suoi vissuti. A disposizione online, Dott.ssa Eloisa Dasara
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Carissimo,
quello che stai vivendo sembra inserirsi in un quadro di ansia, dove i pensieri intrusivi — spesso definiti “ego-distonici” — vanno in direzione opposta rispetto ai tuoi valori e desideri profondi. Il fatto che tu provi disagio e sofferenza per questi pensieri è già un segnale molto importante: non sei i tuoi pensieri!
Rifletti su quando sono iniziati questi pensieri, c’è stato un evento, un cambiamento, un periodo di stress o vulnerabilità? A volte la mente, quando si sente in difficoltà, focalizza il suo allarme su ciò che per noi è più prezioso: l’amore, l’identità, il senso del futuro.
Hai notato se cerchi spesso rassicurazioni — da te stesso o dagli altri — per sentirti meglio? La rassicurazione dà un sollievo solo momentaneo, e nel lungo termine rafforza proprio quel dubbio che cerchi di spegnere.
Cosa succederebbe se non dessi seguito al bisogno di “capire subito” se ami davvero o se sei etero? Saper stare nel dubbio senza cedere all’urgenza di chiarire tutto subito è una competenza centrale nel trattamento cognitivo-comportamentale dell’ansia. I sentimenti, infatti, non si dimostrano con logica o ragionamento: si sentono, si osservano nel tempo.
Hai mai provato a notare questi pensieri come “eventi mentali”, e non come verità? Non sei obbligato a credere a ogni pensiero che la tua mente produce. A volte il primo passo è proprio imparare a lasciare che un pensiero ci attraversi, senza doverlo combattere o analizzare.
Hai già fatto molto: hai chiesto aiuto, sei in trattamento, e stai cercando soluzioni anche naturali.
A mio avviso, non devi "liberarti" da questi pensieri per stare bene con la tua ragazza. Puoi imparare a stare bene nonostante i pensieri. La libertà mentale non è l’assenza di pensieri disturbanti, ma la possibilità di non farsi più guidare da essi.
Rimango a disposizione su Roma ed online!
quello che stai vivendo sembra inserirsi in un quadro di ansia, dove i pensieri intrusivi — spesso definiti “ego-distonici” — vanno in direzione opposta rispetto ai tuoi valori e desideri profondi. Il fatto che tu provi disagio e sofferenza per questi pensieri è già un segnale molto importante: non sei i tuoi pensieri!
Rifletti su quando sono iniziati questi pensieri, c’è stato un evento, un cambiamento, un periodo di stress o vulnerabilità? A volte la mente, quando si sente in difficoltà, focalizza il suo allarme su ciò che per noi è più prezioso: l’amore, l’identità, il senso del futuro.
Hai notato se cerchi spesso rassicurazioni — da te stesso o dagli altri — per sentirti meglio? La rassicurazione dà un sollievo solo momentaneo, e nel lungo termine rafforza proprio quel dubbio che cerchi di spegnere.
Cosa succederebbe se non dessi seguito al bisogno di “capire subito” se ami davvero o se sei etero? Saper stare nel dubbio senza cedere all’urgenza di chiarire tutto subito è una competenza centrale nel trattamento cognitivo-comportamentale dell’ansia. I sentimenti, infatti, non si dimostrano con logica o ragionamento: si sentono, si osservano nel tempo.
Hai mai provato a notare questi pensieri come “eventi mentali”, e non come verità? Non sei obbligato a credere a ogni pensiero che la tua mente produce. A volte il primo passo è proprio imparare a lasciare che un pensiero ci attraversi, senza doverlo combattere o analizzare.
Hai già fatto molto: hai chiesto aiuto, sei in trattamento, e stai cercando soluzioni anche naturali.
A mio avviso, non devi "liberarti" da questi pensieri per stare bene con la tua ragazza. Puoi imparare a stare bene nonostante i pensieri. La libertà mentale non è l’assenza di pensieri disturbanti, ma la possibilità di non farsi più guidare da essi.
Rimango a disposizione su Roma ed online!
Quello che stai attraversando è molto comune tra chi soffre di ansia generalizzata e si trova in un momento di particolare fragilità emotiva. È evidente che tu sia una persona molto sensibile, capace di amare profondamente, come dimostra la tua vicinanza alla tua ragazza durante un momento difficile come l’operazione.
Tuttavia, quando l’ansia prende il sopravvento, può succedere che la mente inizi a generare pensieri ossessivi, intrusivi e spesso contrari al nostro sentire più autentico. Questo contrasto tra ciò che provi nel cuore e ciò che ti passa per la testa può creare molta confusione e sofferenza. Se senti di aver bisogno di un supporto più continuativo e approfondito, puoi prenotare un colloquio psicologico, anche solo per iniziare a fare chiarezza e ricevere strumenti pratici per affrontare questi momenti.
Tuttavia, quando l’ansia prende il sopravvento, può succedere che la mente inizi a generare pensieri ossessivi, intrusivi e spesso contrari al nostro sentire più autentico. Questo contrasto tra ciò che provi nel cuore e ciò che ti passa per la testa può creare molta confusione e sofferenza. Se senti di aver bisogno di un supporto più continuativo e approfondito, puoi prenotare un colloquio psicologico, anche solo per iniziare a fare chiarezza e ricevere strumenti pratici per affrontare questi momenti.
Caro utente,
grazie per aver condiviso in modo così autentico quello che sta vivendo: il modo in cui descrive la sua esperienza mostra quanto sia profondo il suo coinvolgimento emotivo e quanto desideri comprendere meglio ciò che le accade.
Dal punto di vista costruttivista, i pensieri, le emozioni e i vissuti che emergono non sono “giusti” o “sbagliati”, ma rappresentano tentativi del nostro sistema di dare un senso a ciò che stiamo vivendo, soprattutto in momenti di cambiamento, incertezza o vulnerabilità. Quando dice che il cuore e il cervello sembrano “non andare d’accordo”, potremmo provare a leggere questa fatica non come un conflitto da eliminare, ma come un segnale che forse dentro di sé stanno coesistendo parti diverse, ognuna con una sua funzione e un suo bisogno.
Spesso, i pensieri che ci turbano (quelli che lei definisce “distorti” o “invasivi”) cercano di dirci qualcosa: non necessariamente qualcosa di “vero” nei contenuti, ma forse qualcosa di importante su come ci stiamo vivendo o su quali aspetti della nostra identità sentiamo instabili o da proteggere. A volte l’ansia amplifica il bisogno di controllo, portandoci a monitorare ogni sensazione o pensiero, come se potessero rappresentare una minaccia.
La sua sensibilità verso la sua relazione, il dolore provato nel momento delicato dell’intervento della sua compagna, e il disagio che sente quando prende in considerazione l’idea di allontanarla, mostrano che le sue emozioni sono vive, presenti e importanti. Forse può essere utile, più che “scacciare” i pensieri, provare a osservarli con curiosità e non con giudizio, chiedendosi: “Cosa mi stanno raccontando di me in questo momento?”
Può essere molto utile lavorare con uno psicologo o psicoterapeuta per esplorare più a fondo questi vissuti, senza cercare risposte immediate, ma costruendo piano piano un significato personale che possa darle maggiore stabilità. Anche strategie naturali come la mindfulness, la scrittura emotiva o l’attività fisica dolce possono aiutare a ridurre l’attivazione ansiosa e a ricollegarsi a sé stessi in modo più calmo e centrato.
La sua volontà di stare bene, di non lasciare che l’ansia prenda il sopravvento, e di cercare soluzioni è un punto di forza molto importante. Le auguro di poter trovare, in questo momento delicato, uno spazio in cui sentirsi accompagnato nel costruire maggiore chiarezza e serenità.
Resto a disposizione,
un caro saluto
BG
grazie per aver condiviso in modo così autentico quello che sta vivendo: il modo in cui descrive la sua esperienza mostra quanto sia profondo il suo coinvolgimento emotivo e quanto desideri comprendere meglio ciò che le accade.
Dal punto di vista costruttivista, i pensieri, le emozioni e i vissuti che emergono non sono “giusti” o “sbagliati”, ma rappresentano tentativi del nostro sistema di dare un senso a ciò che stiamo vivendo, soprattutto in momenti di cambiamento, incertezza o vulnerabilità. Quando dice che il cuore e il cervello sembrano “non andare d’accordo”, potremmo provare a leggere questa fatica non come un conflitto da eliminare, ma come un segnale che forse dentro di sé stanno coesistendo parti diverse, ognuna con una sua funzione e un suo bisogno.
Spesso, i pensieri che ci turbano (quelli che lei definisce “distorti” o “invasivi”) cercano di dirci qualcosa: non necessariamente qualcosa di “vero” nei contenuti, ma forse qualcosa di importante su come ci stiamo vivendo o su quali aspetti della nostra identità sentiamo instabili o da proteggere. A volte l’ansia amplifica il bisogno di controllo, portandoci a monitorare ogni sensazione o pensiero, come se potessero rappresentare una minaccia.
La sua sensibilità verso la sua relazione, il dolore provato nel momento delicato dell’intervento della sua compagna, e il disagio che sente quando prende in considerazione l’idea di allontanarla, mostrano che le sue emozioni sono vive, presenti e importanti. Forse può essere utile, più che “scacciare” i pensieri, provare a osservarli con curiosità e non con giudizio, chiedendosi: “Cosa mi stanno raccontando di me in questo momento?”
Può essere molto utile lavorare con uno psicologo o psicoterapeuta per esplorare più a fondo questi vissuti, senza cercare risposte immediate, ma costruendo piano piano un significato personale che possa darle maggiore stabilità. Anche strategie naturali come la mindfulness, la scrittura emotiva o l’attività fisica dolce possono aiutare a ridurre l’attivazione ansiosa e a ricollegarsi a sé stessi in modo più calmo e centrato.
La sua volontà di stare bene, di non lasciare che l’ansia prenda il sopravvento, e di cercare soluzioni è un punto di forza molto importante. Le auguro di poter trovare, in questo momento delicato, uno spazio in cui sentirsi accompagnato nel costruire maggiore chiarezza e serenità.
Resto a disposizione,
un caro saluto
BG
Buon pomeriggio,
spiacente per quanto scrive; i pensieri invadenti e ripetitivi possono influenzare notevolmente le giornate.
Il mio consiglio è un supporto professionale per evitare di aggiungere ulteriore "legna al fuoco" e in tal senso l'approccio strategico ha dei protocolli di intervento specifici per i pensieri ossessivi.
in questo frangente posso limitarmi a presentare come la mente viva molti pensieri (dubbi ecc) che non sempre sono neutri o piacevoli. Un primo tentativo che chi li "subisce" fa è quello di cercare di allontanarli, scacciarli, silenziarli, ragionare per sminuirli. Tali strategie spesso non funzionano, a volte possono irrigidire ulteriormente il sistema..
Un primo passo potrebbe essere valutare cosa Lei stia cercando di fare nel tentativo di stare meglio che però non funziona (o magari ha breve durata) e intervenire a questo livello.
Un saluto
spiacente per quanto scrive; i pensieri invadenti e ripetitivi possono influenzare notevolmente le giornate.
Il mio consiglio è un supporto professionale per evitare di aggiungere ulteriore "legna al fuoco" e in tal senso l'approccio strategico ha dei protocolli di intervento specifici per i pensieri ossessivi.
in questo frangente posso limitarmi a presentare come la mente viva molti pensieri (dubbi ecc) che non sempre sono neutri o piacevoli. Un primo tentativo che chi li "subisce" fa è quello di cercare di allontanarli, scacciarli, silenziarli, ragionare per sminuirli. Tali strategie spesso non funzionano, a volte possono irrigidire ulteriormente il sistema..
Un primo passo potrebbe essere valutare cosa Lei stia cercando di fare nel tentativo di stare meglio che però non funziona (o magari ha breve durata) e intervenire a questo livello.
Un saluto
Salve, grazie per aver scritto. Avere parti di sè stessi contrastanti crea molto disagio e, al contrario, l'unione e la congruità del nostro sentire e pensare è fonte di salute ed energia. Credo che le tue parti contrastanti non vadano messe a tacere perché questo non farà altro che rafforzarle, la cosa migliore, invece è ascoltarle per capire cosa vogliono dire e come possano armonizzarsi fra loro! Questo ovviamente lo puoi fare con uno psicologo o psicoterapeuta di tua fiducia che ti guiderà nell'esplorazione di te stesso e nella tua crescita personale. Considera che il farmaco ti serve nelle situazioni di crisi ma ti consiglio ugualmente un percorso. Grazie ed in bocca al lupo!
Buongiorno, ha mai intrapreso un percorso psicologico per lavorare sugli attacchi di panico e sull'ansia generalizzata? Sarebbe un utile punto di partenza per capire come gestire queste difficoltà che sente.
Gentile utente,
comprendo quanto possano essere destabilizzanti i pensieri intrusivi, soprattutto quando riguardano una persona a cui si è legati affettivamente. Spesso si crede, erroneamente, che si possa semplicemente “indirizzare” la mente verso qualcosa di positivo. In realtà, il nostro cervello è biologicamente predisposto a soffermarsi maggiormente su ciò che percepisce come minaccioso o doloroso: rimuginare sulle paure, sui dubbi o sui possibili scenari negativi è, purtroppo, una tendenza naturale.
È importante ricordare che il pensiero di “non amare più” una persona non equivale necessariamente a una realtà emotiva. I pensieri non sono sempre rappresentazioni fedeli dei nostri sentimenti profondi, ma spesso esprimono bisogni emotivi non riconosciuti o trascurati, e possono essere segnali di un malessere che merita attenzione.
Per questo motivo, sento di consigliarle di prendersi uno spazio sicuro in cui questi pensieri possano essere accolti senza giudizio, ma compresi nella loro complessità. Un percorso di ascolto psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi vissuti, a riconoscere i bisogni sottostanti e a ritrovare un senso di chiarezza e calma interiore.
comprendo quanto possano essere destabilizzanti i pensieri intrusivi, soprattutto quando riguardano una persona a cui si è legati affettivamente. Spesso si crede, erroneamente, che si possa semplicemente “indirizzare” la mente verso qualcosa di positivo. In realtà, il nostro cervello è biologicamente predisposto a soffermarsi maggiormente su ciò che percepisce come minaccioso o doloroso: rimuginare sulle paure, sui dubbi o sui possibili scenari negativi è, purtroppo, una tendenza naturale.
È importante ricordare che il pensiero di “non amare più” una persona non equivale necessariamente a una realtà emotiva. I pensieri non sono sempre rappresentazioni fedeli dei nostri sentimenti profondi, ma spesso esprimono bisogni emotivi non riconosciuti o trascurati, e possono essere segnali di un malessere che merita attenzione.
Per questo motivo, sento di consigliarle di prendersi uno spazio sicuro in cui questi pensieri possano essere accolti senza giudizio, ma compresi nella loro complessità. Un percorso di ascolto psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi vissuti, a riconoscere i bisogni sottostanti e a ritrovare un senso di chiarezza e calma interiore.
Ciao, la natura complessa, talora contraddittoria se non conflittuale della mente rende l’“agitazione” di cui parli comprensibile, ma non certo meno faticosa per chi, come te, vive il contrasto tra ciò che sente di provare per la propria compagna e i pensieri “invadenti” che suggeriscono di bloccarla in chat o di mettere in dubbio il proprio orientamento. In questa tensione, il tuo desiderio di “trovare un modo per scacciare i pensieri negativi” appare rassicurante, un solido timone con cui orientare le tue scelte.
Trovo anche molto comprensibile la tua voglia di chiedere consigli, ma lo psicoterapeuta non è un consigliere: i consigli spettano agli amici.
La psicoterapia, invece, è un’occasione per osservare come i “pensieri distorti” prendono forma, da dove provengono e, soprattutto, come gestirli e trasformarli.
È un contesto privilegiato per revisionare alcuni “dogmi” – ad esempio “So che in una relazione comanda il cuore e i sentimenti e non il cervello” – valutandone potenzialità e limiti, dare un nome a ciò che spaventa e guardarlo da prospettive diverse e meno minacciose. In questo modo si possono sviluppare strategie di gestione più sofisticate, che vadano oltre il semplice “cercare di concentrarsi solo su cose belle e basta”.
Infine, la psicoterapia rappresenta l’opportunità di ridefinire i propri obiettivi, individuando strategie più concrete ed efficaci per costruire salute e benessere.
Poiché queste azioni si fondano su analisi decisamente più ampia di quella che è possibile realizzare in una domanda su questa piattaforma l’unico consiglio che posso sinceramente dare è quella di considerare di rivolgerti ad unǝ psicoterapeuta e non solo ad unǝ espertǝ di terapia psicofarmacologica.
Trovo anche molto comprensibile la tua voglia di chiedere consigli, ma lo psicoterapeuta non è un consigliere: i consigli spettano agli amici.
La psicoterapia, invece, è un’occasione per osservare come i “pensieri distorti” prendono forma, da dove provengono e, soprattutto, come gestirli e trasformarli.
È un contesto privilegiato per revisionare alcuni “dogmi” – ad esempio “So che in una relazione comanda il cuore e i sentimenti e non il cervello” – valutandone potenzialità e limiti, dare un nome a ciò che spaventa e guardarlo da prospettive diverse e meno minacciose. In questo modo si possono sviluppare strategie di gestione più sofisticate, che vadano oltre il semplice “cercare di concentrarsi solo su cose belle e basta”.
Infine, la psicoterapia rappresenta l’opportunità di ridefinire i propri obiettivi, individuando strategie più concrete ed efficaci per costruire salute e benessere.
Poiché queste azioni si fondano su analisi decisamente più ampia di quella che è possibile realizzare in una domanda su questa piattaforma l’unico consiglio che posso sinceramente dare è quella di considerare di rivolgerti ad unǝ psicoterapeuta e non solo ad unǝ espertǝ di terapia psicofarmacologica.
Gentile,
Quando mente e cuore sembrano parlare due lingue diverse, può nascere una fatica sottile e profonda.
Tuttavia, a volte la mente propone immagini o pensieri che spaventano proprio perché sono lontani da ciò che desideriamo davvero. Avere paura di qualcosa non significa volerla: pensi a chi, affacciandosi da un balcone, immagina per un istante di cadere… non per questo desidera farlo.
Alla luce di ciò, forse più che scacciare i pensieri, io proverei ad ascoltarli in modo nuovo...che ne pensa?
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Quando mente e cuore sembrano parlare due lingue diverse, può nascere una fatica sottile e profonda.
Tuttavia, a volte la mente propone immagini o pensieri che spaventano proprio perché sono lontani da ciò che desideriamo davvero. Avere paura di qualcosa non significa volerla: pensi a chi, affacciandosi da un balcone, immagina per un istante di cadere… non per questo desidera farlo.
Alla luce di ciò, forse più che scacciare i pensieri, io proverei ad ascoltarli in modo nuovo...che ne pensa?
Un caro saluto,
Dr. Giorgio De Giorgi
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza con tanta sincerità. Da quello che racconta, sembra che, nonostante il forte amore e l’attaccamento che prova per la sua compagna, il suo cervello si trovi a lottare contro pensieri distorti che le generano ansia e confusione. Questi pensieri, che appaiono invasivi e ossessivi, possono essere sintomi di quella forma di ansia generale che già le dà fastidio e che, come lei ha notato, si attenua temporaneamente con l'assunzione del Lexotan.
È comprensibile che, in un contesto di stress – sia per la gestione del lavoro che per la necessità di mantenere stabile una relazione a distanza – il suo sistema nervoso possa reagire in questo modo, portandola a interrogarsi su aspetti della sua identità che in realtà non rispecchiano i suoi sentimenti profondi. Il conflitto tra ciò che sente nel cuore, che le dice di amare la sua compagna, e i pensieri distorti che emergono, è un segnale che c’è del lavoro da fare sul fronte della gestione dell’ansia.
Per cercare di scacciare questi pensieri negativi e ossessivi, potrebbe essere utile sperimentare alcune tecniche di rilassamento e di presenza, che permettano alla mente di staccarsi dal ciclo di preoccupazioni. A volte, praticare la mindfulness o altre forme di meditazione può aiutare a radicare i pensieri nel presente e a distanziarsi da quelle idee che generano angoscia. Esistono, inoltre, approcci naturali e complementari che favoriscono il benessere del sistema nervoso, come una regolare attività fisica o tecniche di respirazione, anche se ovviamente è importante non abusarne e integrarle in modo equilibrato nel proprio percorso.
Mi rendo conto che, in questo momento, la presenza del Lexotan possa sembrare l’unico rimedio che le dia un sollievo immediato, ma un percorso terapeutico mirato potrebbe aiutarla a comprendere e a gestire meglio questi pensieri senza dover dipendere esclusivamente dai farmaci. Se desidera un supporto per esplorare in profondità queste dinamiche e trovare strategie efficaci per liberarsi di questi pensieri ossessivi, sono disponibile ad accompagnarla in un percorso di terapia.
Un caro saluto.
È comprensibile che, in un contesto di stress – sia per la gestione del lavoro che per la necessità di mantenere stabile una relazione a distanza – il suo sistema nervoso possa reagire in questo modo, portandola a interrogarsi su aspetti della sua identità che in realtà non rispecchiano i suoi sentimenti profondi. Il conflitto tra ciò che sente nel cuore, che le dice di amare la sua compagna, e i pensieri distorti che emergono, è un segnale che c’è del lavoro da fare sul fronte della gestione dell’ansia.
Per cercare di scacciare questi pensieri negativi e ossessivi, potrebbe essere utile sperimentare alcune tecniche di rilassamento e di presenza, che permettano alla mente di staccarsi dal ciclo di preoccupazioni. A volte, praticare la mindfulness o altre forme di meditazione può aiutare a radicare i pensieri nel presente e a distanziarsi da quelle idee che generano angoscia. Esistono, inoltre, approcci naturali e complementari che favoriscono il benessere del sistema nervoso, come una regolare attività fisica o tecniche di respirazione, anche se ovviamente è importante non abusarne e integrarle in modo equilibrato nel proprio percorso.
Mi rendo conto che, in questo momento, la presenza del Lexotan possa sembrare l’unico rimedio che le dia un sollievo immediato, ma un percorso terapeutico mirato potrebbe aiutarla a comprendere e a gestire meglio questi pensieri senza dover dipendere esclusivamente dai farmaci. Se desidera un supporto per esplorare in profondità queste dinamiche e trovare strategie efficaci per liberarsi di questi pensieri ossessivi, sono disponibile ad accompagnarla in un percorso di terapia.
Un caro saluto.
Buongiorno, la ringrazio per la fiducia con cui ha deciso di raccontare ciò che sta attraversando. Le sue parole trasmettono con grande chiarezza il peso emotivo che sta portando in questo periodo e allo stesso tempo il forte desiderio di comprendere meglio cosa le sta accadendo, di stare bene e di proteggere la sua relazione e la sua serenità interiore. È importante sottolineare fin da subito che il fatto che lei sia consapevole di questi pensieri, che li riconosca come "distorti" o "errati", è già un segnale importante di lucidità e di forza. Quello che descrive rientra in un quadro che, in ambito cognitivo-comportamentale, è noto come pensiero ossessivo. Quando si soffre d'ansia generalizzata, il cervello è portato a generare pensieri intrusivi, spesso ripetitivi, che sembrano mettere in dubbio ciò che per noi è importante, come la nostra identità, le nostre relazioni o le nostre scelte. È come se l'ansia avesse bisogno di trovare un bersaglio su cui appoggiarsi, e per farlo sceglie proprio gli ambiti per noi più significativi, rendendo ancora più difficile ignorarla. Questo è uno dei motivi per cui a volte il contenuto dei pensieri può riguardare proprio l'amore per la propria partner o l'identità sessuale: non perché ci sia qualcosa di vero dietro, ma perché sono aspetti molto importanti per lei, e l'ansia tende ad attaccarsi lì dove sa di poter fare più rumore. Lei racconta un conflitto tra ciò che prova nel cuore e ciò che "le dice la testa", e questa immagine è molto potente. Quello che accade, in realtà, è che la parte razionale del cervello cerca disperatamente di controllare l’ansia, e nel farlo si aggrappa a pensieri che però anziché risolvere il problema lo amplificano, perché mettono in dubbio proprio ciò che lei sente. Questo porta a uno stato di forte agitazione, senso di colpa, insicurezza e bisogno di rassicurazioni, che è molto comune nei disturbi d’ansia. Nel modello cognitivo-comportamentale, si lavora molto sulla comprensione e gestione dei pensieri automatici disfunzionali. Non si cerca di “cacciarli via” forzatamente, perché spesso opporsi con troppa forza a un pensiero può renderlo ancora più presente. Piuttosto, si impara a osservarli per quello che sono: semplici pensieri, che non hanno il potere di definire la realtà, né di invalidare ciò che lei sente nel profondo. È utile lavorare sulla capacità di “accettare” la presenza di questi pensieri, senza giudicarli e senza trasformarli in verità assolute, riconoscendo che sono il frutto di uno stato ansioso e non un segnale reale di qualcosa che non va. Anche l’evitamento, come l’idea di bloccare le chat o evitare certi momenti di intimità emotiva, può essere una reazione comprensibile allo stato d’ansia, ma rischia di alimentare ulteriormente il circolo vizioso. Lei invece sta già facendo qualcosa di molto importante: restare presente nella relazione, fidarsi di ciò che sente nel suo cuore e cercare di non dare troppo spazio a questi pensieri. Il supporto farmacologico, come nel caso del Lexotan, può certamente aiutare in una fase acuta, ma il percorso più solido e duraturo è quello che affianca anche un lavoro terapeutico, magari con uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che possa guidarla passo dopo passo nella gestione di questi stati mentali, fornendole strumenti concreti e strategie personalizzate. Potrebbero esserle molto utili, ad esempio, tecniche di ristrutturazione cognitiva, esercizi di consapevolezza (mindfulness), o anche strategie di esposizione con prevenzione della risposta, se i pensieri ossessivi diventano troppo invasivi. È comprensibile che voglia evitare altri episodi di panico, soprattutto ora che ha trovato un equilibrio lavorativo. Proprio per questo motivo, il mio invito è quello di considerare l’ansia non come un nemico da abbattere, ma come un segnale che qualcosa dentro di lei chiede attenzione, cura, ascolto. È un cammino, ma già il modo in cui lo sta affrontando, con determinazione e onestà, è un passo nella giusta direzione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera, mi spiace per il suo malessere che, dal messaggio, traspare nitidamente. I pensieri che lei riporta, leggendo le sue parole, sembrerebbero di natura ossessiva. Il mio consiglio, vista la sofferenza e la difficoltà attuale nella gestione dei pensieri, è quello di affiancare alla terapia farmacologica un supporto psicologico.
Un caro saluto
Dott.ssa Siria Dal Santo
Un caro saluto
Dott.ssa Siria Dal Santo
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione che ha descritto. Le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per capire le cause dei suoi pensieri; i farmaci attenuano solo i sintomi ma non risolvono la problematica che c'è alla base.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Gentile utente, da quello che descrive emerge uno stato di ansia e sofferenza legato a questi pensieri che sente invasivi e che sta cercando di evitare o ignorare, ma forse questa strategia ad oggi non sta più funzionando.
Oltre il supporto farmacologico, sostegno importante, le consiglio vivamente di iniziare un percorso di psicoterapia ad orientamento psicodinamico o psicoanalitico che possa aiutarla a costruire un significato rispetto ai suoi sintomi e a comprenderli all'interno della sua storia personale.
Un caro saluto.
Oltre il supporto farmacologico, sostegno importante, le consiglio vivamente di iniziare un percorso di psicoterapia ad orientamento psicodinamico o psicoanalitico che possa aiutarla a costruire un significato rispetto ai suoi sintomi e a comprenderli all'interno della sua storia personale.
Un caro saluto.
Gentile utente,
i molti pensieri confusi e disturbanti che descrivi sono proprio legati all'ansia di cui tu stesso parli.
Nell'ultimo periodo probabilmente avrai dovuto affrontare diversi cambiamenti importanti (nuovo lavoro, operazione della tua ragazza) e ciò avrà contribuito probabilmente ad aumentare l'intrusività dei pensieri, già presente prima.
I pensieri intrusivi, come tu descrivi bene, possono apparire come molto fastidiosi e disturbanti, al punto tale da voler trovare qualsiasi rimedio per spegnerli o eliminarli. I farmaci, spesso, rappresentano un rimedio temporaneo non una soluzione duratura. Da dove provengono i pensieri? Cosa vorrei fare della mia vita? Come mi vedo nelle relazioni? Il farmaco può temporaneamente togliere i pensieri, ma non riesce a dare una risposta a domande simili a queste, che magari saranno comparse nella tua mente. Avviare un percorso psicologico potrebbe essere essenziale per creare una buona connessione tra i due elementi di cui tu stesso parli: cuore e cervello. Con un po' di tempo e motivazione, si potrebbe creare una buona connessione tra pensieri ed emozioni, così da poter ridurre il livello di agitazione.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento, anche mediante una consulenza psicologica online.
Dott.ssa Anna Faragò
i molti pensieri confusi e disturbanti che descrivi sono proprio legati all'ansia di cui tu stesso parli.
Nell'ultimo periodo probabilmente avrai dovuto affrontare diversi cambiamenti importanti (nuovo lavoro, operazione della tua ragazza) e ciò avrà contribuito probabilmente ad aumentare l'intrusività dei pensieri, già presente prima.
I pensieri intrusivi, come tu descrivi bene, possono apparire come molto fastidiosi e disturbanti, al punto tale da voler trovare qualsiasi rimedio per spegnerli o eliminarli. I farmaci, spesso, rappresentano un rimedio temporaneo non una soluzione duratura. Da dove provengono i pensieri? Cosa vorrei fare della mia vita? Come mi vedo nelle relazioni? Il farmaco può temporaneamente togliere i pensieri, ma non riesce a dare una risposta a domande simili a queste, che magari saranno comparse nella tua mente. Avviare un percorso psicologico potrebbe essere essenziale per creare una buona connessione tra i due elementi di cui tu stesso parli: cuore e cervello. Con un po' di tempo e motivazione, si potrebbe creare una buona connessione tra pensieri ed emozioni, così da poter ridurre il livello di agitazione.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento, anche mediante una consulenza psicologica online.
Dott.ssa Anna Faragò
Buongiorno caro,
Quando l’ansia prende spazio nella mente, spesso lo fa mascherandosi da dubbio, da paura, da pensiero ricorrente. Ma l’ansia non è la causa del tuo malessere: è un segnale, un messaggio che qualcosa dentro di te ha bisogno di essere ascoltato, visto, compreso più in profondità. Non va combattuta, va compresa.
Il fatto che tu senta così forte la differenza tra ciò che il cuore ti dice e ciò che la mente ti impone, è già un primo indizio di questa distanza interiore. È come se una parte di te cercasse di mantenere il controllo, mentre l’altra provasse a esprimere un bisogno più autentico. Il punto non è stabilire quale parte “ha ragione”, ma accompagnarti a conoscerle entrambe, e a scoprire perché sono lì.
Non si tratta solo di “scacciare” i pensieri negativi. Si tratta di iniziare un percorso che ti aiuti a conoscerti davvero, con rispetto, con cura, senza giudizio. Solo così puoi liberarti da ciò che ti limita, e iniziare a vivere la vita che desideri, quella che senti tua.
Hai già fatto un passo importante scrivendo queste parole. Forse è proprio da qui che può iniziare qualcosa di nuovo.
Ti suggerisco di farti accompagnare da un terapeuta: un percorso psicologico può darti lo spazio e gli strumenti per ascoltarti davvero e fare chiarezza, passo dopo passo.
Un abbraccio,
Raffaella.
Quando l’ansia prende spazio nella mente, spesso lo fa mascherandosi da dubbio, da paura, da pensiero ricorrente. Ma l’ansia non è la causa del tuo malessere: è un segnale, un messaggio che qualcosa dentro di te ha bisogno di essere ascoltato, visto, compreso più in profondità. Non va combattuta, va compresa.
Il fatto che tu senta così forte la differenza tra ciò che il cuore ti dice e ciò che la mente ti impone, è già un primo indizio di questa distanza interiore. È come se una parte di te cercasse di mantenere il controllo, mentre l’altra provasse a esprimere un bisogno più autentico. Il punto non è stabilire quale parte “ha ragione”, ma accompagnarti a conoscerle entrambe, e a scoprire perché sono lì.
Non si tratta solo di “scacciare” i pensieri negativi. Si tratta di iniziare un percorso che ti aiuti a conoscerti davvero, con rispetto, con cura, senza giudizio. Solo così puoi liberarti da ciò che ti limita, e iniziare a vivere la vita che desideri, quella che senti tua.
Hai già fatto un passo importante scrivendo queste parole. Forse è proprio da qui che può iniziare qualcosa di nuovo.
Ti suggerisco di farti accompagnare da un terapeuta: un percorso psicologico può darti lo spazio e gli strumenti per ascoltarti davvero e fare chiarezza, passo dopo passo.
Un abbraccio,
Raffaella.
Gentile utente, non mi è molto chiaro quali siano questi pensieri intrusivi, di che tipo, su chi... Non scinderei in questo modo cuore e cervello onestamente, Se vogliamo vederla in questi termini, cuore e cervello sono estremamente interconnessi tra di loro. Se ci sentiamo in qualche modo divisi, scissi, allora è molto probabile che diventi necessario intraprendere un percorso di supporto psicologico per comprendere da dove derivano queste incertezze, se le risposte sono già dentro di lei ma il suo Super-Io è così censurante da non permettere loro di emergere
Buongiorno, mi dispiaccio sinceramente delle difficoltà da lei riportate,
Credo che possa essere sensato seguire sia le ragioni del "cuore" sia i "pensieri" che prendono vita nella sua mente, per fare ciò le consiglio di affidarsi a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta che possa aiutarla a capire meglio la situazione emotiva che sta vivendo con la sua ragazza.
Non mi resta che augurarle il meglio!
Credo che possa essere sensato seguire sia le ragioni del "cuore" sia i "pensieri" che prendono vita nella sua mente, per fare ciò le consiglio di affidarsi a uno/a psicologo/a o psicoterapeuta che possa aiutarla a capire meglio la situazione emotiva che sta vivendo con la sua ragazza.
Non mi resta che augurarle il meglio!
Buongiorno,
dalle sue parole emerge con grande forza il tentativo di comprendere cosa le stia accadendo, come se dentro di lei convivessero due voci contrastanti che faticano a trovare un punto d’incontro. Da una parte descrive un legame affettivo importante, che dura da anni e che si è mostrato solido anche nei momenti difficili, tanto da spingerla a restare vicino alla sua compagna con una partecipazione emotiva profonda, dall’altra invece sente una parte della sua mente che sembra muoversi in direzione opposta, insinuando dubbi e pensieri che non riconosce come autentici. Questo contrasto può generare un forte senso di confusione, soprattutto quando si percepisce come qualcosa di estraneo, qualcosa che “arriva” e disturba, anche nei momenti in cui si avrebbe bisogno di sentirsi in pace. Lei parla di pensieri che sente come errati, distorti, e si domanda come possa liberarli dalla mente. È comprensibile desiderare che se ne vadano, soprattutto quando sembrano mettere in discussione ciò che per lungo tempo è stato chiaro. Prima di volerli scacciare, può chiedersi cosa rappresentino per lei questi pensieri, cosa cercano di esprimere, perché emergono proprio adesso. A volte ciò che ci disturba di più ha a che fare con qualcosa che non riesce a trovare parole per essere compreso, e allora si manifesta in forme che sembrano non avere senso, ma che un senso, in qualche modo, lo stanno cercando. L’ansia che descrive, che sente come costante e che coinvolge diversi aspetti della sua vita, può essere la spia di una tensione interna, un segnale che qualcosa sta chiedendo attenzione, magari anche solo uno spazio in cui poter essere ascoltato senza fretta. Lei racconta di assumere un farmaco che, per un po’, le permette di liberare la mente, e questo può certamente aiutare a contenere l’agitazione, ma se il disagio continua a presentarsi con insistenza, forse vale la pena considerare che non si tratti solo di un sintomo da eliminare, ma anche di un messaggio che ha bisogno di tempo per essere capito. L’esperienza che vive rispetto alla sua ragazza, quella di volerle bene e al tempo stesso sentirsi spinto a fare cose che lo fanno stare male solo a pensarle, merita uno sguardo delicato, non giudicante. Può essere utile chiedersi cosa rappresenta per lei questa relazione oggi, cosa la spaventa, cosa desidera davvero da questo legame. Nessuno può rispondere al posto suo, ma può iniziare a rivolgersi queste domande senza il bisogno di trovare subito una risposta certa. In questa direzione potrebbe valutare l’idea di iniziare un percorso psicologico, in cui non ci sia la pressione di dover stare subito meglio, ma la possibilità di comprendere poco alla volta cosa la sua mente sta cercando di raccontarle attraverso tutto questo.
Dottor Amedeo Fonte
dalle sue parole emerge con grande forza il tentativo di comprendere cosa le stia accadendo, come se dentro di lei convivessero due voci contrastanti che faticano a trovare un punto d’incontro. Da una parte descrive un legame affettivo importante, che dura da anni e che si è mostrato solido anche nei momenti difficili, tanto da spingerla a restare vicino alla sua compagna con una partecipazione emotiva profonda, dall’altra invece sente una parte della sua mente che sembra muoversi in direzione opposta, insinuando dubbi e pensieri che non riconosce come autentici. Questo contrasto può generare un forte senso di confusione, soprattutto quando si percepisce come qualcosa di estraneo, qualcosa che “arriva” e disturba, anche nei momenti in cui si avrebbe bisogno di sentirsi in pace. Lei parla di pensieri che sente come errati, distorti, e si domanda come possa liberarli dalla mente. È comprensibile desiderare che se ne vadano, soprattutto quando sembrano mettere in discussione ciò che per lungo tempo è stato chiaro. Prima di volerli scacciare, può chiedersi cosa rappresentino per lei questi pensieri, cosa cercano di esprimere, perché emergono proprio adesso. A volte ciò che ci disturba di più ha a che fare con qualcosa che non riesce a trovare parole per essere compreso, e allora si manifesta in forme che sembrano non avere senso, ma che un senso, in qualche modo, lo stanno cercando. L’ansia che descrive, che sente come costante e che coinvolge diversi aspetti della sua vita, può essere la spia di una tensione interna, un segnale che qualcosa sta chiedendo attenzione, magari anche solo uno spazio in cui poter essere ascoltato senza fretta. Lei racconta di assumere un farmaco che, per un po’, le permette di liberare la mente, e questo può certamente aiutare a contenere l’agitazione, ma se il disagio continua a presentarsi con insistenza, forse vale la pena considerare che non si tratti solo di un sintomo da eliminare, ma anche di un messaggio che ha bisogno di tempo per essere capito. L’esperienza che vive rispetto alla sua ragazza, quella di volerle bene e al tempo stesso sentirsi spinto a fare cose che lo fanno stare male solo a pensarle, merita uno sguardo delicato, non giudicante. Può essere utile chiedersi cosa rappresenta per lei questa relazione oggi, cosa la spaventa, cosa desidera davvero da questo legame. Nessuno può rispondere al posto suo, ma può iniziare a rivolgersi queste domande senza il bisogno di trovare subito una risposta certa. In questa direzione potrebbe valutare l’idea di iniziare un percorso psicologico, in cui non ci sia la pressione di dover stare subito meglio, ma la possibilità di comprendere poco alla volta cosa la sua mente sta cercando di raccontarle attraverso tutto questo.
Dottor Amedeo Fonte
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua situazione con sincerità. È normale che, in momenti di ansia e stress, la mente possa generare pensieri confusi e contrastanti rispetto a ciò che il cuore sente davvero. I pensieri ossessivi e negativi non sempre rispecchiano la realtà o i suoi veri sentimenti.
Le suggerisco di dedicare tempo a prendersi cura di sé, magari attraverso tecniche di rilassamento, attività fisica o momenti di mindfulness che possono aiutare a calmare la mente e a gestire meglio lo stress. Riflettere sui propri valori e su ciò che realmente desidera può essere un buon punto di riferimento per orientarsi nei momenti di confusione.
Ricordi che è importante ascoltare il proprio cuore senza lasciarsi sopraffare da pensieri che generano solo ansia e dubbi. Se lo desidera, possiamo esplorare insieme strategie pratiche per ritrovare equilibrio e serenità. Dott.ssa Paola Massafra.
Le suggerisco di dedicare tempo a prendersi cura di sé, magari attraverso tecniche di rilassamento, attività fisica o momenti di mindfulness che possono aiutare a calmare la mente e a gestire meglio lo stress. Riflettere sui propri valori e su ciò che realmente desidera può essere un buon punto di riferimento per orientarsi nei momenti di confusione.
Ricordi che è importante ascoltare il proprio cuore senza lasciarsi sopraffare da pensieri che generano solo ansia e dubbi. Se lo desidera, possiamo esplorare insieme strategie pratiche per ritrovare equilibrio e serenità. Dott.ssa Paola Massafra.
Gentile utente, comprendo la natura delle sue frustazioni; è piuttosto frequente avere a che fare con pensieri dai contenuti estremamente spiacevoli che non coincidono con la nostra persona e i nostri valori. Tuttavia, non esiste una soluzione precisa per "scacciare" o eliminare questi pensieri ossessivi. Dovrebbe ridimensionare il suo obiettivo, e piuttosto che imporsi di cancellarli, provocando in lei aspettative distorte e angosce, di riuscire a conviverci e tollerarli. Noi a volte crediamo che per il solo fatto di aver avuto dei pensieri frustranti o inaccetabili, questi si traducano automaticamente in azione o possano aumentare la probabilità che un evento sgradevole accada. In realtà, pensiero e comportamento non sono così direttamente connessi come crediamo. Dovrebbe forse accettare che ogni tanto questi pensieri si presentino, e come arrivano se ne vanno con la stessa transitorietà, altrimenti, sforzandosi a tutti i costi di eliminarli gli dà più importanza e valore. Si chieda se in passato se questi pensieri si sono mai effettivamente tramutati in azione? Perchè dovrebberlo farlo d'ora in poi? Le consiglio una lettura molto arricchente in merito: Il cervello bloccato (Schwarts). Qualora desiderasse di approfondire queste sue preoccupazioni, si senta libero di contattarmi. Un caro saluto
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