Salve cari medici, sono ormai tre mesi che sono uscita da continui attacchi d’ansia e panico. La co
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Salve cari medici, sono ormai tre mesi che sono uscita da continui attacchi d’ansia e panico.
La cosa è che mi sembra, ancora dopo tre mesi, di avere il respiro corto e ogni tanto si fa pesante e mi fa male il petto. Di conseguenza è come se entrassi in iperventilazione e inizia a puncicarmi la testa e tutti i vari sintomi che accusavo durante quei tre mesi. È come se mi fossi scordata come si respira, spiegandola in breve e con parole molto semplici se non sbagliate. Non capisco se possa essere qualcosa di organico o se derivi da questi attacchi
La cosa è che mi sembra, ancora dopo tre mesi, di avere il respiro corto e ogni tanto si fa pesante e mi fa male il petto. Di conseguenza è come se entrassi in iperventilazione e inizia a puncicarmi la testa e tutti i vari sintomi che accusavo durante quei tre mesi. È come se mi fossi scordata come si respira, spiegandola in breve e con parole molto semplici se non sbagliate. Non capisco se possa essere qualcosa di organico o se derivi da questi attacchi
Salve, Mi dispiace molto per la situazione che descrive ma comunque sono contento che lei sia riuscita ad uscire dall'incubo degli attacchi di panico. A mio parere, è normale che a distanza di 3 mesi rimanga comunque una sorta di attenzione selettiva nei confronti del suo respiro e di qualsiasi sensazione strana a livello somatico. Ne è uscita da sola o attraverso un percorso psicologico?
Provi a parlarne con un professionista per capire se è necessario effettuare approfondimenti medici oppure se può essere traccia di ciò che ha vissuto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
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Salve, mi fa piacere leggere che non soffre più di attacchi di panico. Per sicurezza mi consulterei anche con il suo medico di base per avere più informazioni possibili. Se nota che il sintomo persiste, non esiti a contattare un terapeuta.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buonasera, le consiglio di consultare il suo medico di base ed eventualmente effettuare degli approfondimenti organici, se non è presente un problema organico e i sintomi persistono, le consiglio un approfondimento psicologico.
Dott.ssa Giulia Proietti
Dott.ssa Giulia Proietti
Buonasera, innanzitutto escluda cause mediche per il suo disturbo.
Gli attacchi di panico possono talvolta lasciare una attivazione corporea di diversa intensità ma comunque disturbante. Per avere un quadro chiaro sarebbe utile sapere come ne è uscita e qual'è la sua condizione di vita attuale. Alcune persone hanno una maggior attivazione corporea in momenti della vita più emotivamente salienti. Se non ha già intrapreso un percorso psicologico potrebbe essere utile farlo per uscire definitivamente da questa situazione.
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Gli attacchi di panico possono talvolta lasciare una attivazione corporea di diversa intensità ma comunque disturbante. Per avere un quadro chiaro sarebbe utile sapere come ne è uscita e qual'è la sua condizione di vita attuale. Alcune persone hanno una maggior attivazione corporea in momenti della vita più emotivamente salienti. Se non ha già intrapreso un percorso psicologico potrebbe essere utile farlo per uscire definitivamente da questa situazione.
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Per escludere possibili cause organiche deve rivolgersi al suo medico di base, che le farà fare gli esami del caso. È possibile però che si tratti sempre di ansia, seppur in forma più lieve. Probabilmente sta cercando di dirle comunque qualcosa. Cordialmente, dott. Simeoni
Gentile utente, la via più proficua per rispondere alla domanda - organico o mentale) è procedere con le opportune valutazioni diagnostiche concordate con il medico curante. Se fossero frutto di ansia e basta è opportuno procedere ad un percorso di psicoterapia eventuale affiancato da farmaci concordati con lo psichiatra, se si ravvisasse necessità in tal senso.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Sembra trattarsi di attacchi di ansia di genere psichico.Il respiro manca e si sente forte affanno.Con l aiuto di un percorso psicologico riuscirà a risolvere e a capire la fonte delle sue paure.Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Buonasera, capisco che dopo aver superato gli attacchi di panico e l'ansia dover sperimentare alcuni sintomi che possono far pensare a manifestazioni ansiose non deve essere piacevole.
Potrebbe parlarne con il suo medico di base per escludere eventuali disturbi organici.
Nel mentre potrebbe provare a fare attenzione a quello che pensa mentre sta avvertendo la pesantezza al petto e il respiro corto: Cosa mi sta passando per la mente?
Un'altra strategia che potrebbe risultare utile è provare a spostare l'attenzione su altri elementi mentre sta provando quei sintomi: ad esempio ho la sensazione sul petto e anziché focalizzare l'attenzione sul mio corpo, posso pensare di fare attenzione a quello che mi circonda? Vedrà che spostare l'attenzione su altri elementi esterni al suo corpo avrà una ricaduta in termini di diminuzione di attivazione psicofisiologica.
Rimango a disposizione per domande e dubbi.
In bocca al lupo!
Dott. ssa Melania Filograna
Potrebbe parlarne con il suo medico di base per escludere eventuali disturbi organici.
Nel mentre potrebbe provare a fare attenzione a quello che pensa mentre sta avvertendo la pesantezza al petto e il respiro corto: Cosa mi sta passando per la mente?
Un'altra strategia che potrebbe risultare utile è provare a spostare l'attenzione su altri elementi mentre sta provando quei sintomi: ad esempio ho la sensazione sul petto e anziché focalizzare l'attenzione sul mio corpo, posso pensare di fare attenzione a quello che mi circonda? Vedrà che spostare l'attenzione su altri elementi esterni al suo corpo avrà una ricaduta in termini di diminuzione di attivazione psicofisiologica.
Rimango a disposizione per domande e dubbi.
In bocca al lupo!
Dott. ssa Melania Filograna
Gentile Amica,
pur consigliandole, per eccesso di scrupolo, di rivolgersi al suo medico per verificare se non ci siano cause organiche, quello che descrive è ESATTAMENTE il fenomeno dell'iperventilazione che causa nella maggior parte dei casi gli attacchi di panico.
Il primo passo è imparare a respirare regolarmente - ossia non troppo velocemente né profondamente. Esistono degli esercizi per farlo, che peraltro aiutano a bloccare sul nascere gli attacchi di panico.
Si rivolga ad un terapeuta esperto, e vedrà che ne uscirà in breve tempo.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
pur consigliandole, per eccesso di scrupolo, di rivolgersi al suo medico per verificare se non ci siano cause organiche, quello che descrive è ESATTAMENTE il fenomeno dell'iperventilazione che causa nella maggior parte dei casi gli attacchi di panico.
Il primo passo è imparare a respirare regolarmente - ossia non troppo velocemente né profondamente. Esistono degli esercizi per farlo, che peraltro aiutano a bloccare sul nascere gli attacchi di panico.
Si rivolga ad un terapeuta esperto, e vedrà che ne uscirà in breve tempo.
Con i migliori auguri,
dr. Ventura
Gentile utente di mio dottore,
dice di esser riuscita a risolvere i suoi attacchi di panico senza specificarne come. Da quanto riferisce pare siano ancora presenti dei pensieri intrusivi che costantemente la tengano preoccupata rispetto alla possibilità di vivere la vita senza aver paura di morire, parla di pensieri legati alla difficoltà respiratoria. Qualora non lo avesse ancora fatto, le consiglio di contattare quanto prima uno specialista, per poter iniziare un percorso di psicoterapia, con lo scopo di poter comprendere le funzioni relazioni dei suoi sintomi; questo per poter guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
dice di esser riuscita a risolvere i suoi attacchi di panico senza specificarne come. Da quanto riferisce pare siano ancora presenti dei pensieri intrusivi che costantemente la tengano preoccupata rispetto alla possibilità di vivere la vita senza aver paura di morire, parla di pensieri legati alla difficoltà respiratoria. Qualora non lo avesse ancora fatto, le consiglio di contattare quanto prima uno specialista, per poter iniziare un percorso di psicoterapia, con lo scopo di poter comprendere le funzioni relazioni dei suoi sintomi; questo per poter guardare ad un benessere più a lungo termine.
Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Buongiorno,
da quello che descrive sembrerebbe che ancora abbia degli episodi di ansia che sono riconducibili agli attacchi di panico. Si presentano con minore frequenza ma sono ancora una parte di lei e che dunque la motivano ora a chiedere aiuto. Credo che sia opportuno contattare uno specialista che possa aiutarla ad intraprendere un percorso risolutivo funzionale al suo benessere. Resto a disposizione. Buona giornata
Dott. Riccardo Scalcinati
da quello che descrive sembrerebbe che ancora abbia degli episodi di ansia che sono riconducibili agli attacchi di panico. Si presentano con minore frequenza ma sono ancora una parte di lei e che dunque la motivano ora a chiedere aiuto. Credo che sia opportuno contattare uno specialista che possa aiutarla ad intraprendere un percorso risolutivo funzionale al suo benessere. Resto a disposizione. Buona giornata
Dott. Riccardo Scalcinati
Buongiorno,
probabilmente la sua paura che gli vengano attacchi di panico la spingono a controllare il respiro in modo non corretto fino a farla sentire così. Questo aumenta la sua paura o la diminuisce? Bisogna far sì che non sia la paura a prendere il sopravvento ma il contrario: lei signora a riprendere il controllo e imparare a dominarla. Saluti.
probabilmente la sua paura che gli vengano attacchi di panico la spingono a controllare il respiro in modo non corretto fino a farla sentire così. Questo aumenta la sua paura o la diminuisce? Bisogna far sì che non sia la paura a prendere il sopravvento ma il contrario: lei signora a riprendere il controllo e imparare a dominarla. Saluti.
Gentile utente, escluse cause organiche con il suo medico, quello che descrive potrebbe essere ricondotto ad un disturbo d'ansia. Il consiglio è di iniziare/riprendere un percorso di psicoterapia e lavorare su aspetti emotivi profondi che evidentemente sono ancora lì a reclamare la sua attenzione.
Resto a disposizione. Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Resto a disposizione. Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Buongiorno, è importante che consulti il suo medico per escludere qualsiasi causa organica; è possibile che siano dei sintomi di un'ansia che prova, sicuramento meno intensa ma presente. Se ha intrapreso un percorso psicologico per affrontare gli attacchi di panico, parli con il suo terapeuta anche di quest'evoluzione dei sintomi altrimenti le consiglio di intraprenderlo in modo da affrontarli in profondità, alla loro origine.
Salve, la ringrazio per aver voluto condividere la sua situazione. Sono felice di leggere che sia uscita da un brutto periodo che, in molti casi, può lasciare qualche strascico psicosomatico. Le suggerirei, innanzitutto, di consultare il suo medico di base, spiegando dettagliatamente il decorso del periodo in cui subiva gli attacchi d’ansia e panico, capendo se sia opportuno fare alcune analisi specifiche. Nel caso in cui a livello organico non ci siano evidenze particolari, le consiglio di avviare un approfondimento psicologico. Resto a disposizione. Buona giornata. Dott. Greco
Buongiorno. Mi dispiace per la difficoltà che sta vivendo e che descrive. In accordo con gli altri colleghi, le suggerisco di rivolgersi prima al suo medico per escludere cause organiche, e successivamente ad uno psicoterapeuta, se non sta già seguendo una psicoterapia, per esplorare maggiormente la difficoltà che sta vivendo da un punto di vista interiore, ovvero, approfondendo il periodo che sta attraversando e dando voce ai suoi sentimenti, ai suoi pensieri ecc. E' già riuscita ad uscire da attacchi di ansia e di panico ricorrenti, vedrà che se deciderà di volersi impegnare per star ancora meglio riuscirà a superare anche questa difficoltà, ritrovando la propria naturale capacità di respirare liberamente. I migliori auguri, Dott. Felice Schettini
Buongiorno,
Come consigliato dai colleghi senta il suo medico di base e valuterei un percorso psicologico per gestire il post attacchi di panico
Come consigliato dai colleghi senta il suo medico di base e valuterei un percorso psicologico per gestire il post attacchi di panico
Salve. Escluda prima cause organiche. Per quanto riguarda l'aspetto psicologico emotivo, ciò che descrive, nella mia esperienza, sono sintomi tipici di ansia e attacchi di panico. Distinti saluti
Buonasera, sarebbe importante innanzitutto escludere eventuali cause organiche: le consiglio quindi di parlarne con il suo medico così da svolgere eventuali controlli in base a ciò che le dirà anche il suo medico. Se eventualmente tali cause fossero escluse, potrebbero dipendere da problematiche di tipo ansioso, a quel punto potrebbe prendere in considerazione di parlarne con uno psicologo, così da poter lavorare su di sé, ritagliarsi uno spazio per lavorare sui suoi vissuti emotivi e imparare a gestire diversamente se stessa e le situazioni. Ciò che riporta potrebbero essere indice di ansia e attacchi di panico, però è bene prima appunto escludere altre possibili cause. Resto a disposizione per qualunque chiarimento, un caro saluto, dottoressa Paola De Martino
Vivere degli attacchi di panico non è facile, è faticoso e causa molta sofferenza, soprattutto se in situazioni sociali in cui è richiesto un ipercontrollo della situazione stessa. Le consiglio di prendersi del tempo osservandosi senza giudizio e accettando anche un'eventuale paura degli attacchi di panico, paura di rivivere quelle sensazioni alquanto spiacevoli. Accettarsi per come è adesso e per aver migliorato la sua condizione. Se poi non si sente più serena a riguardo le consiglio sia di parlare con il medico che seguire un percorso individuale con un professionista con competenze in mindfulness.
Buongiorno, i sintomi che accusa possono ancora essere legati al periodo che ha passato in precedenza. se possibile proverei un percorso di aiuto in modo da prendere consapevolezza e aiutarla con delle tecniche.
Rimango a disposizione se vuole effettuare dei colloqui anche online,
Dott.ssa Casumaro Giada
Rimango a disposizione se vuole effettuare dei colloqui anche online,
Dott.ssa Casumaro Giada
Buongiorno. Può darsi che ci siano fattori di vita fonte di ansia che la fanno stare quotidianamente in tensione, anche a livello muscolare? Questo potrebbe portarla ad avere un respiro corto. Può darsi che a volte esperisca ancora questi attacchi di panico ma in maniera più lieve? Prima e durante l'attacco di panico c'è secondo lei un'eccessiva concentrazione sui sintomi corporei che la fanno percepire fuori controllo?
Salve a lei. Grazie per la sua condivisione. L'iperventilazione da ansia è una respirazione troppo rapida e profonda che porta a una diminuzione dei livelli di anidride carbonica nel sangue, creando un circolo vizioso in cui l'ansia aumenta la respirazione e questa, a sua volta, alimenta l'ansia. I sintomi includono affanno, oppressione al torace, vertigini, debolezza e sensazione di svenimento. È importante gestire l'iperventilazione con tecniche di respirazione e, se ricorrente, considerare il supporto psicologico e medico. Può iniziare, anche online, un percorso di supporto psicologico per capire meglio la causa e come affrontare il tutto. Resto a sua disposizione.
Salve, quello che descrive è un vissuto che molte persone sperimentano dopo un periodo intenso di ansia e attacchi di panico e capisco quanto possa essere spaventoso e disorientante continuare a percepire sintomi fisici anche quando la fase più acuta sembra essersi attenuata. Quando si attraversano mesi in cui il corpo è spesso in stato di allerta, può succedere che il sistema di respirazione rimanga come “abituato” a funzionare in modo accelerato e superficiale, e questo può dare proprio la sensazione di non riuscire più a respirare in modo naturale o di dover controllare continuamente il respiro. Questa esperienza è molto comune e spesso porta la persona a concentrarsi sempre di più sulle sensazioni corporee, con il risultato che ogni minima variazione del respiro o del battito cardiaco diventa molto evidente e può riattivare paura e tensione. Il dolore al petto, la sensazione di respiro corto, il formicolio alla testa o ad altre parti del corpo sono manifestazioni che frequentemente si associano a stati di iperattivazione del sistema nervoso. Quando si entra in una respirazione veloce o irregolare, anche senza accorgersene, l’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica nel corpo cambia e questo può provocare proprio quelle sensazioni di stordimento, pressione o fastidio che lei racconta. È importante sapere che queste sensazioni, per quanto intense e reali, non sono pericolose di per sé e spesso rappresentano una sorta di “memoria” che il corpo mantiene dopo un periodo prolungato di ansia. Allo stesso tempo è comprensibile che possa nascere il dubbio che ci sia qualcosa di organico. Quando si vivono sintomi fisici persistenti è naturale cercare una spiegazione concreta e rassicurante. In molti casi, dopo che eventuali accertamenti medici hanno escluso cause fisiche rilevanti, diventa utile spostare l’attenzione su come mente e corpo interagiscono tra loro. Il fatto che lei descriva la sensazione come se si fosse dimenticata come respirare racconta bene quanto l’attenzione sul respiro possa diventare involontariamente forzata. Più si prova a controllarlo in modo rigido, più il respiro tende a perdere spontaneità e questo può mantenere il circolo dell’ansia. Un passaggio spesso utile è imparare gradualmente a riportare il respiro verso un ritmo più lento e naturale, accompagnandolo con un atteggiamento meno allarmato verso le sensazioni corporee. Non si tratta di forzarsi a respirare in un certo modo perfetto, ma piuttosto di permettere al corpo di ritrovare un equilibrio, accettando che per un po’ possano comparire ancora fastidi. Parallelamente può essere molto importante lavorare sui pensieri che emergono quando compaiono queste sensazioni, perché spesso la paura che stia accadendo qualcosa di grave amplifica il disagio e mantiene l’attivazione. Il fatto che lei sia uscita da tre mesi molto difficili è già un segnale di grande capacità di resistenza e adattamento. I sintomi residui non significano che non stia migliorando, ma possono rappresentare una fase di assestamento in cui il corpo e la mente stanno lentamente tornando a una condizione di maggiore sicurezza. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio questi meccanismi, a ridurre la paura delle sensazioni fisiche e a recuperare fiducia nel proprio corpo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve, una consulenza psicologica può aiutarla a comprendere se il corpo sia rimasto in uno stato di allarme anche dopo la fase più intensa degli attacchi di ansia e panico. La sensazione di “essersi dimenticata come si respira” è molto comune in chi vive ansia intensa: più si controlla il respiro, più il respiro può sembrare innaturale, corto o insufficiente, alimentando un nuovo circolo di paura. Detto questo, visto che riferisce anche dolore al petto e respiro pesante, è importante fare prima un controllo medico, partendo dal medico di base, per escludere eventuali cause organiche. Se gli accertamenti non evidenziassero problemi fisici, avrebbe senso lavorare sul versante psicologico: non perché “sia tutto nella testa”, ma perché ansia e corpo comunicano continuamente. Un percorso di sostegno psicologico, online o in presenza, può aiutarla a interrompere il circolo tra paura, respiro e sintomi fisici, recuperando gradualmente sicurezza.
un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
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