Salve a tutti, sono una ragazza di 25 anni e mi ritengo una eterna insoddisfatta. Fino a un mese fa

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Salve a tutti, sono una ragazza di 25 anni e mi ritengo una eterna insoddisfatta. Fino a un mese fa studiavo, ora sono laureata con lode e comunque sento di “non aver fato nulla di che”, “nulla che non possa fare chiunque” e sto vivendo dei momenti anche molto bui in cui quasi non mi riconosco, perché in essi riesco a toccare anche un certo livello di disperazione che non avevo mai provato fino ad ora. In questa cosa, sono consapevole, giocano un ruolo fondamentale 2 cose nel particolare: il fatto di essere cresciuta in una famiglia alquanto disfunzionale (nulla a che vedere con la cosiddetta “famiglia degli abbracci e degli incoraggiamenti”) e gli episodi di bullismo che ho subito in età adolescenziale, ai quali purtroppo i miei retro pensieri sono ancora molto ancorati. Ho avuto una relazione di sei anni, conclusa a febbraio, con una persona che, di punto in bianco, (so bene che tali dubbi si stratificano nel tempo, ma è per rendere l’idea di quanto questa persona non comunicasse con me) “non sapeva più cosa provasse per me” e che “avesse bisogno di ritrovare se stesso”. Ad agosto ho intrapreso una conoscenza, poi evolutasi in relazione, con un altro ragazzo, tra i mille dubbi del caso ovviamente: forse è passato poco tempo dall’ultima relazione? Sarà la persona più giusta per me? Dopo l’ultima batosta sono in grado di “dare” ancora qualcosa? La risposta a questi dubbi è stata un po’ egoista, mi son detta che meritavo di tentare, di vedere, di provare, magari prendendo la cosa un po’ più a cuor leggero; ovviamente, non ci sono riuscita. Sono talmente insoddisfatta che ogni motivo è buono per litigare, ogni cosa ha sempre quella percentuale di “insoddisfazione” da parte mia perché magari io non avrei agito così, o perché avrei voluto sentire altro; insomma, anche quando questo ragazzo semplicemente “agisce come agirebbe” io non sono contenta. È la sua prima relazione, e molte volte un po’ si “nasconde”dietro questa cosa, che non sempre riesco ad usare come giustifica. È molto affettuoso a gesti, ma le parole non fanno per lui. Delle volte non riesco quasi a dargli il beneficio del dubbio, e ho realizzato tutto questo solo ieri sera dopo l’ennesima discussione: io non sono mai contenta, io non riesco ad allentare le redini, io ho un grosso problema quasi a “fidarmi” di lui. Ho paura di star minando un rapporto con tante possibilità per via del mio carattere, ho paura che ogni litigio sia un sasso e si arrivi a costruire una specie di muro di rancore nei miei confronti, insomma, ho paura di star soffocando con le mie stesse mani una piantina che mi dispiacerebbe tanto non vedere più. Lui d’altra parte ha anche qualche problema d’ansia, e più di una volta è stato molto aperto con me riguardo questi problemi; sentirsi dire che “rimugina così tanto sul futuro e su eventuali “e se” tanto da mettere in dubbio il nostro rapporto” per la serie “sono talmente insicuro del futuro da essere insicuro di noi, perché non mi vivo il presente” non è proprio la zolla terrestre più stabile in cui piantare le tende insomma; lui non riesce a riconoscersi le sue stesse emozioni. È vero che 4 mesi sono pochi per capire, ma neanche tanto da non avere per nulla idea di ciò che si vuol fare. Quindi da un lato io e dall’altro lato lui, abbiamo speranza ma tutto sembra comunque abbastanza fermo, almeno al momento. Sento forte la responsabilità addosso di dovermi lasciar andare, almeno un minimo in più di ciò che sono capace di fare attualmente, ma non ci riesco. Vorrei essere finalmente soddisfatta di qualcosa, vorrei che questa storia andasse avanti, vorrei più sicurezza, vorrei non essere così critica in tutto. Io non so come comportarmi, scrivere qui è stato più uno sfogo che una richiesta d’aiuto specifica, ma mi piacerebbe comunque avere un vostro consiglio.

Grazie per avermi ascoltata,
Un saluto.
Gentile utente buongiorno.
Ci sono due aspetti diversi nel suo resoconto che vanno elaborati separatamente.
Il più importante dei due è quello che riguarda lei stessa. Nonostante le soddisfazioni della laurea, non sente di vivere a pieno il suo attuale momento di vita, manifesta mancanza di motivazione, poca fiducia nelle sue potenzialità e poche idee su come pianificare il suo futuro. Questo è certamente l'aspetto su cui dovrebbe concentrare le sue maggiori attenzioni e cominciare un lavoro su sé stessa. Avendo vissuto praticamente tutta l'esperienza universitaria con una relazione sentimentale stabile, nel momento in cui entrambe le cose terminano il suo smarrimento è più che comprensibile.
Il mio consiglio è di ritrovare un equilibrio interiore, di investire di nuovo su lei stessa con nuovi obiettivi, nuovi percorsi e cura di sé. Parta sempre dal suo benessere personale, da relazioni sociali positive, da attività che la fanno stare bene: il resto sarà una piacevole conseguenza.

Circa il secondo aspetto, cioè la nuova relazione che sta vivendo, finché l'armonia interiore non sarà ottimale così come la gestione emotiva che deriva da tale squilibrio, ci potranno essere solo situazioni di disagio e di incomprensione.

Le consiglio di iniziare un percorso psicologico di crescita personale con cui ritrovare stimoli e motivazioni personali, con cui scoprire le sue potenzialità e i suoi talenti, e con cui accrescere le sue doti di comunicazione e relazione. A questo scopo, le suggerisco di valutare un intervento di Psicologia Positiva e tecniche di Mindfulness. Se lo desidera posso darle ulteriori informazioni a riguardo.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese

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Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno e grazie per aver condiviso il suo problema, nella descrizione noto che ci sono moltissimi elementi che le creano questo disagio emotivo ma anche tanti pezzi mancanti che possono completare il puzzle della sua vita. Si dia la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia per capire e costruire anche da ciò che non ci sembra importante. Cordiali Saluti, d.ssa Cristina Sinno
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, è fondamentale che lei intraprenda un percorso di supporto psicologico per lavorare su queste insicurezze.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Dott.ssa Laura Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Carmiano
Gentile utente, comprendo i suoi dubbi, dalle sue parole si percepiscono le sue preoccupazioni e la sua insoddisfazione.
Da come racconta, sia lei che l'altra persona avete voglia di vedere crescere questa piantina e c'è la curiosità di comprendere come potrebbe evolversi. In questo caso potremmo focalizzarci però sul fatto che se la percezione di instabilità che le trasmette questa persona potrebbe generare in lei scarsa fiducia, al tempo stesso le discussioni o la sua tendenza a non allentare le redini potrebbero intensificare in questa persona, uno stato d'ansia. Se entrambi sentite che potrebbe valerne la pena, potrebbe essere importante comunicare quello che accade, cosa provate, cosa la porta a percepire tutto così instabile e quali dubbi subentrano in lui in merito ad una vostra ipotetica relazione, potrebbe permettervi non solo di individuare cosa oggi blocca l'evoluzione di questo rapporto, ma anche cercare di creare oggi delle basi più solide per quello che potrebbe crescere un domani. Nel momento in cui non si riesce a stare così bene in relazione con l'altro, viene spontaneo spesso porsi delle domande in merito a come ci si sente e lei all'inizio della richiesta si è focalizzata molto sul senso di insoddisfazione che attualmente la pervade. Oggi, potrebbe essere utile partire da sé. Ha riportato diversi vissuti che sembrano avere un peso e che potrebbero necessitare di attenzione poiché potrebbero impattare anche sulla sua percezione di insoddisfazione attuale. Sento per questo di poterle consigliare l'inizio di un percorso psicologico, finalizzato ad elaborare tali vissuti, esplorare cosa genera questa insoddisfazione e a comprendere come poter raggiungere un migliore stato di benessere personale e relazionale. Resto a disposizione, anche online. Dott.ssa Laura Cappello
Dott.ssa Stefania La Torre
Psicologo, Psicologo clinico
Varese
Gentile utente, dalle sue parole emerge molta consapevolezza del suo sentire e delle sue emozioni, si conceda di ascoltarsi ancor di più e rispettare ciò che già dentro di lei sembra esser chiaro: ha bisogno di tempo e spazio per superare questo periodo "buio" pieno di insoddisfazioni, dopodiché sarà pronta ad accogliere una nuova relazione e nuove esperienze. Un percorso psicologico potrebbe esserle molto d'aiuto. Un caro saluto, Stefania La Torre
Dott.ssa Elena Sinistrero
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi una parte così importante di sè. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso non solo ai dubbi sul suo nuovo rapporto, ma anche legato alle insoddisfazioni che descrive.
Ora lei chiede agli psicologi della piattaforma un consiglio, ma come professionisti siamo formati per offrire comprensione, conforto, punti di vista differenti, ma non consigli: questo non perchè non vogliamo aiutare chi ci sta davanti, ma perchè lei e lei soltanto può decidere in che direzione far proseguire questo rapporto e la sua vita.
Quello che mi sento di suggerirle è di valutare un consulto psicologico al fine di rielaborare il suo vissuto e le emozioni connesse, per mettere ordine tra i pensieri e ricercare, insieme a una figura professionale che la supporti, le risposte che cerca e un eventuale sostegno e punto di confronto esterno.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Dott.ssa Greta Loiodice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Cara utente, mi sembra di capire che ci siano delle questioni rispetto a sé stessa che si porta dietro da tempo. Il tema dell'insoddisfazione e dell'autocritica, ad esempio, possono influenzare diverse sfere della vita quotidiana, come quella affettiva, lavorativa/scolastica. Per questo motivo è opportuno lavorare su di sé per riuscire a comprendere a fondo anche gli aspetti relazionali di cui ha parlato, come la difficoltà a "lasciarsi andare" e a fidarsi.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossana Saponara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pescara
Buongiorno. Innanzitutto, vorrei farle notare che lei, attraverso la sua elaborazione scritta, ha già avviato un processo di chiarezza.
Si nota la sua consapevolezza riguardo a una fonte di malessere, radicata in un senso di vuoto e insoddisfazione costante che pervade la sua vita. Dallo scritto emerge una difficoltà nell'apprezzare i suoi successi personali, con una propensione a sminuire sia i risultati ottenuti che la sua stessa persona.
E' interessante notare come abbia identificato l'origine di questo disagio nelle dinamiche relazionali vissute all'interno della sua famiglia di origine, oltre che ad episodi di bullismo durante l'adolescenza. Tuttavia, nonostante la comprensione delle "cause" del malessere, sembra mancare un vero processo di elaborazione emotiva dei vissuti dolorosi del passato. Il vuoto e la svalutazione di sè sembrano riattualizzarsi nel presente, impedendole di godere appieno della vita. Sembra che lei proietti questo profondo senso di insoddisfazione anche nella sua relazione sentimentale, cercando di cambiare il suo fidanzato manifestando la difficoltà di accoglierlo per quello che egli realmente è. Così facendo, corre il rischio di perdere di vista se stessa e il suo mondo interiore. Il mio invito è a ripartire da se stessa e dal suo senso di insoddisfazione prendendosi cura delle sue emozioni ed elaborandole attraverso un lavoro di psicoterapia. Ritengo che, avviando un profondo processo di guarigione emotiva, sarà in grado di guardare al mondo esterno, ai risultati ottenuti e alla relazione sentimentale con occhi nuovi, liberi dalle proiezioni e dal dolore del passato. Le faccio tanti Auguri per il suo futuro. Dott.ssa Rossana Saponara.
Dott.ssa Alice Usai
Psicologo, Psicologo clinico
Nuoro
Gentilissima, mi dispiace per il disagio che sta provando, noto da ciò che ha scritto che una delle maggiori fonti di disagio sia la mancanza di fiducia, non solo verso il suo compagno ma in linea più generale, a tal proposito sarebbe molto utile per lei lavorare su se stessa per capire da dove nasce questa sfiducia con l'aiuto di un professionista che possa supportarla.
Inoltre, si evince una tendenza all'insoddisfazione che la porta a considerare minuziosamente sia la sua relazione sia la sua vita in generale, anche a questo proposito sarebbe molto utile e funzionale al suo benessere un supporto psicologico, per apprezzare le proprie capacità, i propri sforzi e traguardi, aumentando cosi la propria autostima e la considerazione di se stessi.
La vita è un don prezioso, complicato e meraviglioso come un fiore raro, ma solo se sappiamo guardarla senza condizionamenti.
La saluto affettuosamente, Dott.ssa Alice Usai
Dott.ssa Genoveffa Del Giudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno.
Leggendo le sue parole mi sembra che stia facendo fatica a godere del bello che sta costruendo (laurearsi a pieni voti, costruire una relazione). A volte, i passaggi evolutivi, come laurearsi, possono metterci di fronte alle incertezze rispetto a chi siamo, dove stiamo andando, quali direzioni stiamo prendendo come professionisti e come persone. E' normale sentirsi smarriti.
Penso potrebbe esserle di aiuto attivare uno spazio terapeutico in cui poter condividere questi vissuti e ri- orientarsi nel presente e nel futuro.

Un caro saluto,
Dott.ssa Del Giudice
Dott.ssa Lina Robertiello
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Salve grazie per la condivisione quello che suggerisco è rivolgersi a un terapeuta per esplorare a fondo questi dubbi., incertezze. Resto a sua disposizione anche online
Un caro saluto Dott.ssa Robertiello
Dott.ssa Giulia Faccioli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera e la ringrazio per la sua domanda, così articolata. Difficile in un messaggio poter rispondere a un quesito così ampio. Personalmente non penso che crescere nella famiglia cosiddetta del "Mulino Bianco" possa essere un grande vantaggio nella vita, anche se sicuramente la semplifica in certi aspetti. L'insoddisfazione è voglia di cambiamento e quando c'è questo motore la direzione di un essere umano è andare avanti. Magari non si conosce ancora bene la direzione, avrà bisogno di supporto per ricercarla o meno, ma sappiamo che, in un modo o nell'altro, la nostra strada è guardare davanti a noi e questo è "vita". Cordiali saluti,
Dott.ssa Elena Santomartino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Preganziol
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato. Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare. Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei. A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Dott.ssa Mariarosaria Sannino
Psicologo, Psicologo clinico
Rocca di Papa
Gentile utente, colpisce la consapevolezza e la minuzia dettagliata con cui descrive i suoi stati emotivi, i suoi pensieri e i paletti costruiti nel tempo di un recinto in cui si è costretta a stare e che, OGGI, le risulta assolutamente soffocante. Ringrazi questa profonda insoddisfazione che, impetuosa, scalcia fino a sfiancarla con l'inquietudine. Mi permetto di suggerirle un percorso di sostegno psicologico per individuare e riconoscere il suo vero sè; solo lasciando andare via vecchi copioni scritti e ripetuti su se stessa può dare spazio alla fioritura di nuovi germogli di cui già si intravedono le potenzialità.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Sannino
Buongiorno,

Ho letto con attenzione il suo messaggio.
La questione che solleva è molto ampia, probabilmente più di quanto potrebbe sembrare ad un primo ascolto. Sembra esserci una troppo, da cui lo sfogo. Al tempo stesso le sue parole rivelano la capacità di mettere in dialettica ciò che le accade e questa capacità può essere una chiave importante per la sua vita.

Mi sento di restituirle il tema dell'insoddisfazione come centrale a livello della sua sofferenza, ma forse non sufficiente per comprendere ciò che le accade.

In che modo la sua insoddisfazione si lega al tema dell'amore? Qual è il rapporto tra ciò che desidera Lei è il fatto che l'Altro non riesca a darle dimostrazioni sufficienti a renderla soddisfatta?

Le consiglio di iniziare un percorso in cui poter indagare i temi che ha sollevato, in quanto meritevoli di ricevere un posto.

Cordialmente,
Dott. Giacomo Bagnato
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Grazie per aver condiviso la tua storia. È evidente che stai attraversando un periodo di profonda riflessione e di sfida personale. Ecco alcuni consigli che potrebbero aiutarti:

Riconoscere i Propri Successi: Innanzitutto, congratulazioni per la tua laurea con lode. Questo è un traguardo significativo e merita di essere riconosciuto. Spesso, le persone con un alto livello di autocritica tendono a sminuire i propri successi. Potrebbe essere utile ricordare a te stessa i tuoi traguardi e il duro lavoro che hai compiuto per raggiungerli.
Lavorare sull'Autostima: La tua storia suggerisce che potresti avere problemi di autostima. Crescere in un ambiente familiare difficile e aver subito bullismo possono influenzare negativamente la percezione di se stessi. Considera di parlare con un terapeuta che possa aiutarti a lavorare su questi aspetti.
Gestione delle Relazioni: Nella tua attuale relazione, sembra che ci sia una lotta tra il desiderio di intimità e la paura della vulnerabilità. È importante comunicare apertamente con il tuo partner riguardo ai tuoi sentimenti e aspettative. Allo stesso tempo, è fondamentale ascoltare e comprendere le sue esigenze e insicurezze.
Imparare a Dare e Ricevere Affetto: Le tue esperienze passate possono aver influenzato il modo in cui dai e ricevi affetto. Riflettere su come queste esperienze abbiano plasmato il tuo modo di relazionarti può essere un passo importante verso la comprensione di te stessa e delle tue relazioni.
Gestire l'Insoddisfazione: L'insoddisfazione cronica può derivare da aspettative irrealistiche verso se stessi e gli altri. Può essere utile esplorare quali sono queste aspettative e perché sono così alte. A volte, l'insoddisfazione è anche un segno che stiamo cercando qualcosa di più significativo nella nostra vita.
Concentrarsi sul Presente: Sia tu che il tuo partner sembrate lottare con l'ansia riguardo al futuro. Concentrarsi sul presente e apprezzare i momenti che vivete ora può aiutare a ridurre queste preoccupazioni.
Riconoscere il Valore della Terapia: La terapia può essere uno strumento prezioso per lavorare su problemi come l'insoddisfazione cronica, le difficoltà relazionali e le questioni legate all'autostima. Un terapeuta può fornirti strumenti e strategie per affrontare questi problemi in modo più efficace.
Prenditi Cura di Te Stessa: Infine, è importante prendersi cura di se stessi. Questo può includere dedicare del tempo alle attività che ti piacciono, esercizio fisico, una dieta equilibrata, e il riposo adeguato. Prendersi cura del proprio benessere fisico può avere un impatto positivo anche sulla salute mentale.
Ricorda che il viaggio verso la comprensione di sé e la crescita personale è un processo continuo. Non è sempre facile, ma è un passo importante verso una vita più soddisfacente e significativa.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Valentina Accomando
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza in modo così aperto e sincero. Comprendo profondamente le sue preoccupazioni e il suo senso di insoddisfazione. È evidente che ha attraversato e sta attraversando momenti molto difficili.

Riconoscere il ruolo che la famiglia e gli episodi di bullismo hanno avuto sulla sua autostima è un passo importante verso la consapevolezza e la guarigione. La fine di una relazione lunga e l'inizio di una nuova portano inevitabilmente con sé dubbi e insicurezze, soprattutto dopo esperienze passate difficili.

È comprensibile che le sue aspettative e la sua voglia di trovare sicurezza possano creare tensioni nella nuova relazione. Anche il suo compagno sembra affrontare le sue sfide, il che può rendere il cammino comune più complesso. Tuttavia, la comunicazione aperta e il reciproco sostegno sono fondamentali.

Le consiglio vivamente di considerare il supporto di un professionista, come uno psicologo o un terapeuta, che possa aiutarla a esplorare e affrontare le sue insicurezze e a sviluppare strategie per migliorare la fiducia in sé stessa e nelle sue relazioni.

Il suo desiderio di cambiamento e miglioramento è un segno positivo e un buon punto di partenza. Prendersi cura di sé stessa e lavorare sulla sua autostima le permetterà di affrontare le sfide future con maggiore serenità.
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Dott.ssa Lavinia Sestito
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Ciao,
innanzitutto hai esposto molto bene il tuo dilemma.
Dovremmo andare a capire il perchè di questa eterna "insoddisfazione".
In un valido rapporto di terapia troveresti le risposte che cerchi.
Un caro saluto
Lavinia
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao! Capisco il tuo malessere e la frustrazione che provi nel cercare di trovare soddisfazione in te stessa e nelle tue relazioni. A volte, le aspettative molto alte che abbiamo su noi stessi e sugli altri possono renderci molto critici, e questo crea insoddisfazione. Un consiglio che ti do è di prenderti del tempo per capire meglio te stessa, magari con l'aiuto di un terapeuta, per affrontare le ferite del passato e imparare a fidarti un po' di più. La comunicazione aperta e l'empatia sono fondamentali in una relazione, ma anche il lavoro su se stessi lo è. Non c’è nulla di male nel cercare di migliorare, e forse il primo passo è accettare che un po' di insoddisfazione fa parte del processo di crescita.
Dott. Gabriele Taddei
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve e grazie per la ricca condivisione. La sua sensazione di insoddisfazione, unita al timore di non riuscire a lasciarsi andare, sembra legarsi a ferite che hanno radici profonde: il clima difficile in famiglia, il bullismo vissuto in passato e la delusione per la fine della sua precedente relazione. Tutto questo può aver reso difficile per lei sentirsi al sicuro e fidarsi, anche quando razionalmente desidererebbe farlo.

Forse, più che cercare di "smettere" di essere critica o insoddisfatta, potrebbe esserle utile uno spazio in cui capire meglio da dove nasce questo stato d’animo e cosa la spinge a reagire in questo modo. Una psicoterapia potrebbe aiutarla a dare un significato a queste difficoltà, a riconoscere le emozioni che emergono quando si sente vulnerabile e a trovare modi diversi per gestirle.

Non si tratta solo di cambiare il modo in cui si comporta nella relazione, ma anche di prendersi cura di quella parte di sé che si sente insicura e delusa. Darsi questo spazio potrebbe aiutarla a vivere con maggiore leggerezza e fiducia, sia nei confronti del suo compagno che verso se stessa. I miei migliori auguri
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, dalle sue parole emerge con chiarezza quanto lei stia vivendo una fase di grande complessità emotiva, in cui insoddisfazione e incertezza sembrano intrecciarsi e influenzare diversi ambiti della sua vita. È comprensibile che, dopo esperienze familiari e relazionali non facili, lei possa percepire un senso costante di “non abbastanza” e una fatica a godersi ciò che di buono c’è nel presente. Quando si cresce in contesti in cui l’incoraggiamento è scarso e la critica o l’indifferenza sono frequenti, è possibile che si sviluppi un’attenzione eccessiva a ciò che manca, piuttosto che a ciò che c’è, e che questo schema di pensiero venga poi riproposto anche nelle relazioni adulte. La fine di una relazione lunga e l’inizio di una nuova in tempi relativamente brevi possono accentuare questa sensazione di precarietà emotiva. La sua consapevolezza di “non riuscire ad allentare le redini” e di essere spesso critica è già un primo passo importante, perché riconoscere un proprio schema è la condizione necessaria per poterlo modificare. Spesso, in ottica cognitivo-comportamentale, il lavoro parte proprio dall’analizzare questi pensieri ricorrenti e vedere come influenzano emozioni e comportamenti, per poi imparare a sostituirli con modalità più flessibili e funzionali. Nel suo caso, il timore di soffocare la relazione con eccessive aspettative si intreccia con il bisogno di sicurezza, che però non può essere soddisfatto solo dal partner. Il rischio, quando si cerca conferma costante, è di alimentare un circolo vizioso: più si cerca rassicurazione, più aumenta la sensibilità a ciò che sembra mancare, e più si percepisce instabilità. Allo stesso tempo, il fatto che il suo compagno abbia difficoltà a esprimere a parole i propri sentimenti e viva a sua volta insicurezze legate al futuro può amplificare il senso di fragilità nella coppia. Un passo utile potrebbe essere allenarsi a individuare, nella quotidianità, i momenti o i comportamenti del partner che rappresentano comunque attenzioni, affetto o impegno, anche se non corrispondono esattamente a ciò che lei immaginerebbe. Allo stesso tempo, può essere importante imparare a sospendere il giudizio immediato di insoddisfazione, concedendosi qualche ora o giorno prima di trarre conclusioni definitive su un episodio. Questi piccoli esercizi di “pausa” aiutano a ridurre la reattività emotiva e a mantenere il legame su basi più stabili. La soddisfazione personale, inoltre, non si costruisce solo attraverso i successi o i riconoscimenti esterni, ma anche nella capacità di dare valore a ciò che si è e a ciò che si fa, indipendentemente dal paragone con gli altri o dalle circostanze. In un percorso psicologico si potrebbe lavorare proprio su questo: rafforzare l’autostima e ridefinire gli standard con cui giudica se stessa e le sue relazioni, così da non vivere costantemente in uno stato di rincorsa verso qualcosa di irraggiungibile. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Jenny Damone
Psicologo, Psicologo clinico
Fornacette
Buongiorno, grazie per aver condiviso le sue considerazioni sicuramente ci sono tanti spunti su cui poter riflettere. Le consiglio di avviare un percorso di terapia personale per capire le motivazioni che la spingono ad alzare sempre di più l'asticella e non riuscire a godersi i meritati traguardi. A volte comprendersi è l'unico modo per poter cambiare punto di vista... d'altronde tutto può essere sempre migliorato e se ci si focalizza su questo si finisce in una trappola da cui è difficile uscirne da soli. Per quanto riguarda il suo ragazzo lei che aspettative ha? Pensa di non essere soddisfatta per determinate dinamiche legate al suo funzionamento o che effettivamente possa non essere la persona giusta per lei? Le risposte son dentro di lei a volte avere una guida per farle uscire si può rivelare un investimento molto prezioso.

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